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DICHIARAZIONI

Stadio Flaminio, il Comune: “Andiamo di fretta, aspettiamo ancora Lotito”

“Lotito ha annunciato che presenterà il progetto entro i primi di maggio, ottima notizia. Il Flaminio deve tornare a essere una risorsa per la città. È un pugno al cuore vederlo in questo stato, figlio di errori del passato. Ribadisco che l’obiettivo di questa Amministrazione è risolvere la situazione e riaprire l’impianto, come accaduto mesi fa con il PalaTiziano”. Alessandro Onorato, Assessore allo Sport, Turismo, Moda e Grandi Eventi di Roma Capitale, parla dell’impianto caduto in malora ma che presto potrebbe diventare la casa della Lazio. Ma il tempo scorre e si attende ancora una mossa di Lotito.

“Non aspetteremo la fine della consiliatura come hanno fatto in passato. Non c’è tempo da perdere, Roma deve diventare competitiva. Anche perché abbiamo inserito il Flaminio, inteso come opera conclusa, nel dossier per Euro 2032. Confermiamo la massima disponibilità alla Società Sportiva Lazio e qualora volessero investire sul Flaminio saremo pronti a collaborare. Sarebbe una grande operazione per la città, per la Lazio e per i suoi tifosi. Non abbiamo dato alcun ultimatum, ma non vogliamo lasciare l’impianto in queste condizioni. Aspettiamo quindi una proposta ma ci sono anche altre opzioni a cui stiamo lavorando. Noi la prima pietra la metteremo, non è uno slogan”.

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ESCLUSIVE

Esclusiva Radiosei, Stadio Flaminio: tutte le novità sul progetto (AUDIO)

Nuovo Stadio Flaminio. Come già anticipato da Alessio Buzzanca a Sei volte buongiorno di venerdì scorso e come confermato dal Presidente Lotito, uno studio di architettura di valore internazionale è stato incaricato di redigere il progetto per trasformare il Flaminio nella nuova casa della Lazio.

Emergono a proposito le prima importanti indiscrezioni su numeri e date.

Ovviamente tutta la progettazione è coperta da un NDA (non-disclosure agreement) pertanto non sarà possibile andare a fondo sui particolari, ma ci sono nuovi elementi.

Entro circa 60 giorni verrà presentato al Comune un primo progetto preliminare (studio di fattibilità). Ad oggi non è ancora dato di sapere se si procederà a ristrutturare l’esistente o se abbatterlo e costruirne uno nuovo. L’analisi di questo progetto verterà anche su questo e non è ancora stata presa una decisione, anche se la direzione presa sembra quella della demolizione.

Se dovessero terminare con esito positivo tutte le verifiche, tutte le conferenze e terminati tutti gli intoppi, dall’inizio dei lavori sarebbero necessari due anni e mezzo per veder realizzato il nuovo Stadio Flaminio.

Un altro elemento importante sarà quello dei parcheggi: è previsto un ripensamento e dunque una progettazione di tutta l’area tra il Flaminio e l’Auditorium per dotarla di un numero cospicuo di parcheggi.

E’ corretto ribadire che lo studio di fattibilità e dunque il primo progetto non è minimamente un’ipoteca sullo stadio Flaminio, ma solo un primo passo. Utile per capire quali ostacoli ci sono attorno alla possibilità di trasformare il Flaminio nella casa della Lazio e se essi sono superabili.

Insomma, siamo davvero solo all’inizio. Ma è comunque un inizio.

Alessio Buzzanca

Pubblicato alle 10,44 del giorno 26 Febbraio

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ESCLUSIVE

Esclusiva Radiosei, Stadio Flaminio: c’è l’incarico per il progetto (AUDIO)

Lo stadio Flaminio nel mirino

Come da promessa del presidente Lotito, la Lazio sta facendo passi avanti per dare una casa ai tifosi laziali e soprattutto lo sta facendo con lo stadio Flaminio nel mirino.

Da informazioni raccolte in esclusiva, il Presidente avrebbe dato incarico a uno studio di fama internazionale di progettare il nuovo stadio Flaminio con l’obiettivo di arrivare a 44.000 spettatori. L’architetto incaricato è italiano, non è di Roma e ha già progettato strutture sportive in Italia e all’estero.

Tra gli interventi da mettere su carta anche la zona parcheggi che interesserebbe tutta l’area sino all’Auditorium.

Ovviamente questo è solo un primo passo e servirà del tempo sia per arrivare alla presentazione del progetto, che poi per la sua valutazione e per un eventuale via libera. Non si tratta chiaramente di tempi stretti, ma è importante iniziare…

Alessio Buzzanca

Pubblicato alle 10,46 del giorno Venerdì 23 Febbraio

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RASSEGNA STAMPA

La Lazio al Flaminio, arriva la svolta: ecco cosa potrebbe succedere

Claudio Lotito sta lavorando sottotraccia per capire se davvero lo stadio Flaminio può diventare la nuova casa della Lazio. Vicenda dalla infinite sfumature ma che a breve potrebbe registrare uno snodo fondamentale.

Come rivela Repubblica, il Flaminio – che dal 2018 è tutelato dalla Soprintendenza Speciale delle Belle arti di Roma – è stato sottoposto ad una perizia per valutare la salute della struttura. L’opera di Nervi infatti sarà oggetto di uno studio di fattibilità da parte di un apposito ufficio della Lega Calcio, così come voluto dal presidente biancoceleste.

La Lazio, ad agosto 2022, ha effettuato un accesso agli atti presso gli appositi uffici del Campidoglio, avviando così ufficialmente l’iter per entrare in possesso del Flaminio. Mancano ancora le risultanze della perizia, ma il cemento è pieno di crepe, spalti piene di infiltrazioni, per non parlare delle erbacce presenti ovunque.

Se l’approfondimento tecnico dovesse evidenziare instabilità importanti, tali da determinare un rischio del crollo del catino capitolino, allora prenderebbe quota l’ipotesi abbattimento. Se così fosse, paradossalmente, per la Lazio e Lotito la strada sarebbe più semplice. A quel punto, i nodi resterebbero due: la copertura del “nuovo” Flaminio; la capienza che Lotito vorrebbe almeno di 45.000 posti.

Futuro del Flaminio: ecco le altre ipotesi in campo

Il Campidoglio attende il progetto della Lazio, in seconda fila resta l’ipotesi di un affondo della Cassa Depositi e Prestiti. Si tratterebbe di lasciare il Flaminio a quota 30.000 spettatori per destinarlo alla Federazione Rugby. Ipotesi però che fa sorgere una domanda: perché la palla ovale dovrebbe tornare al Flaminio lasciato 10 anni fa proprio per la ridotta capienza?

Infine, quale extrema ratio, ci sarebbe la volontà del Campidoglio, con l’aiuto del Governo, di riqualificare lo stadio. A quale prezzo? Dopo oltre un decennio di abbandono servirebbero tra i 60 e i 100 milioni euro, cifra importante che peserebbe sulla collettività.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Zaccagni e Patric out per domani, Rovella quasi. Flaminio? La partita si gioca sulla capienza” (AUDIO)

L’intervista a Lotito sul Flaminio… GIULIO CARDONE (La Repubblica) in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“L’intervista a Lotito fa parte di due pagine dedicate alla riqualificazione e ristrutturazione del quartiere Flaminio. Tra le varie cose da fare per sistemare la zona, c’è anche lo stadio e di lì l’intervista al Presidente.

La partita si gioca tutta sulla capienza. Per carità, ci sono i parcheggi, la copertura, ma soprattutto la capienza è il tema centrale. Giustamente uno stadio da 35.000 posti Lotito non lo vuole fare.

Le rilevazioni e la fattibilità le sta seguendo un ufficio della Lega, ma se si legge nelle pieghe di questa intervista, è difficile essere ottimisti.

A Lotito interessa poco che ci siano progetti concorrenti perché le valutazioni dovranno essere ponderate e non fatte di fretta.

Mi spiegavano che c’è la volontà di tutte la parti in causa di venire incontro alla Lazio e permettere la riqualificazione del Flaminio e dunque di tutta l’area. Ma onestamente penso che 45.000 spettatori sia più o meno la soglia utile per fare lo stadio.

Per quanto riguarda le formazioni per domani, Rovella non sarà disponibile a causa di un problema agli adduttori. Per le caratteristiche di Musiala, il passo di Rovella poteva essere adatto ad arginare il passo del giovane del Bayern. Vecino è meno adatto, ma non dispero di vedere l’ex Monza almeno in panca.

Zaccagni e Patric forse li vedremo in panchina e faccio un po’ fatica a pensare che possano giocare anche se solo una piccola parte della partita.

Alle 14 ci sarà conferenza e magari ne sapremo di più, ma le indicazioni che ci arrivano su questi tre nomi non sono confortanti. Dovrebbero comunque essere recuperabili per domenica”.

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Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Lotito e lo stadio Flaminio: “Inutile con 35mila posti. Così ringrazio e me ne vado”

Il presidente della Lazio Claudio Lotito torna a parlare del nuovo stadio del club biancoceleste e lo fa tramite le pagine de La Repubblica nella sua edizione romana: “Il progetto dello stadio Flaminio è pronto? Non abbiamo il cronometro. Prima devo vedere la fattibilità dell’opera e cosa mi permettono di fare. Se deve essere di 35mila posti mi rifiuto. Stiamo studiando tecnicamente come rendere agibile e funzionale lo stadio”.

Avete riscontrato problemi?
“Non pochi. Ce ne sono una serie. Lo stadio presenta problemi dal punto di vista strutturale e non ci sono parcheggi, dobbiamo fare che siano funzionali e fruibili. E poi ci vuole la copertura, non posso far venire i tifosi allo stadio con l’ombrello”.

Di quanti posti dovrà essere lo stadio?
“Non è una cosa scontata. Se mi dicono di fare uno stadio da 35mila posti, io li ringrazio e li saluto. La Lazio di media ha 45mila spettatori ma arriva anche a 60mila. Cosa faccio? Mando via i tifosi? Ecco perché serve ancora un po’ di tempo, per trovare un punto di caduta. Il Comune ha dato la disponibilità e noi abbiamo dato la nostra. Ma bisogna avere coscienza di quelli che sono i problemi per poter chiudere il tema della progettazione”.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Onorato: “La Lazio vuole il Flaminio e arriverà il progetto. I Nervi? Le loro sono opinioni personali” (AUDIO)

Dialogo sul Flaminio con la Lazio, ALESSANDRO ONORATO in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Col Presidente Lotito c’è sempre stato dialogo sul Flaminio in tutto il mio mandato e non ci sono mai stati scontri. Ci sono state divergenze di vedute, ma mai scontri. Più di un anno fa la Lazio ha acquisito tutta la documentazione e so che in segreto ci stanno lavorando. Ci sono stati anche contatti molto discreti come è giusto che sia.

Mi sembra oggi evidente che la Lazio stia comunque pensando seriamente di prendere il Flaminio come stadio e stia facendo valutazioni in questo senso. La normalità è che il Flaminio diventi lo stadio della Lazio per molti motivi. Poi ovviamente non possiamo fare i conti con le tasche della Lazio e di Lotito, ci mancherebbe. Sono valutazioni che dovranno essere fatte.

Noi vogliamo dare priorità assoluta al progetto di valorizzazione del Flaminio della Lazio, così come Pietralata alla Roma. Abbiamo alternative per il riuso del Flaminio, non è vero che non ne abbiamo. Ma stiamo dando priorità alla Lazio perché dalle parole del Presidente è evidente che verrà presentato un progetto.

Io sui veti della famiglia Nervi mi sono già esposto e ho detto la mia. Non è che un discendete di un grande architetto possa decidere al posto di un’amministrazione cittadina. Altrimenti potevano comprarsi il Flaminio. Ciò che dice una parente dell’architetto Nervi è mera opinione personale e vale tanto quanto l’opinione dei romani che invece vogliono altro per il Flaminio.

Il Flaminio nasce negli anni 50 e 60 e lì ci sono case che sono state costruite dopo. La destinazione dello stadio è sempre stata quella dei grandi eventi, quindi il cittadino non può pretendere che l’Amministrazione decida altrimenti”.

https://podcasters.spotify.com/pod/show/radiosei98100/embed/episodes/Ass-Alessandro-Onorato-31012024-e2f5v60/a-aatlqd5

Alessio Buzzanca

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DICHIARAZIONI

Lotito: “Lazio con me non più reietta. Flaminio? Attendiamo considerazioni oggettive”

Orgoglio, storia e un pizzico di speranza. Durante l’evento ‘Meravigliosa-La Lazio più bella di sempre’, la mostra con foto e cimeli dedicata al 50 esimo anniversario dello scudetto vinto nel 1974 presso la Camera dei Deputati, è intervenuto il presidente Claudio Lotito: “Nel recente passato la Lazio era una reietta, con me ha invece un ruolo apicale, dice la sua, e addirittura decide. Un tempo eravamo il serbatoio di club come la Juventus, ora siamo noi che compriamo da loro come è successo con Rovella e Pellegrini. Questa squadra ha futuro. Ora speriamo di confermarci in Champions. Il Flaminio? Ci sono considerazioni oggettive che non dipendono da me. Si tratta di capire la compatibilità dell’operazione per portarlo a 50mila spettatori. Noi abbiamo una media di 45mila persone, di questo va dato merito ai nostri tifosi, che sono la forza di una società”. Resta aggiornato attraverso il sito di Radiosei.

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Lotito e il Flaminio: “O ce lo danno o resta abbandonato”

Il presidente della Lazio Claudio Lotito è tornato a parlare del progetto legato allo stadio Flaminio: “Ho chiesto al sindaco la disponibilità politica di affrontare questo tema. L’impianto così come è, non è idoneo, perché noi facciamo oltre 45mila spettatori di media. Il Flaminio deve essere in grado di essere ristrutturato per avere almeno 50mila spettatori. Stanno facendo delle valutazioni. Se la politica deciderà che è il caso di farlo, troverà le soluzioni che servono. Ci sono già stati incontri con gli organi preposti. Mi pare di capire che non ci sono grandissimi veti o problematiche. L’alternativa è che rimanga abbandonato”.

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RASSEGNA STAMPA

Sarri: “Vorrei chiudere qui. Il derby ti rovina e il calcio va salvato. Lotito crede al Flaminio. Mercato? Si poteva alzare l’asticella…”

“Salviamo il calcio, non c’è futuro se si pensa solo highlights. Si gioca troppo, ne parlo da cinque anni, eppure mi accusano di cercare alibi e basta (….). Ora in Spagna sta venendo giù tutto dopo l’infortunio di Gavi con la Nazionale (…). In privato tutti i colleghi mi dicono che faccio bene a denunciare, ma nessuno mi viene dietro”. Maurizio Sarri è una furia contro chi gestisce e organizza il calcio mondiale. Dai calendari ai diritti tv, il tecnico nella lunga intervista a Repubblica ne ha per tutti: “Al massimo un giocatore dovrebbe giocare 50 partite all’anno. Si potrebbe almeno cominciare dalle piccole cose, tipo rinunciare alle tournée estive e riportare la Coppa Italia ad agosto anche per le grandi, facendole giocare sui campi delle squadre di Serie C, che così farebbero incassi per campare tutto l’anno. Il calcio moderno garantisce 50-70 stipendi d’elite, tra cui il mio, non ricchezza al movimento: 20 anni fa un giocatore di C era benestante, ora fatica ad arrivare a fine mese. Si cerca di aumentare fatturato diminuendo qualità del prodotto: ma quale azienda ragiona così?”.

Sul futuro alla Lazio: 
“Mi piacerebbe finire la carriera qui. Non metto limiti temporali, ma non dipende solo da me. Qui ti fanno sentire fondamentale. L’Arabia? Lì si può fumare? Sì, allora è un punto a favore. Se penso al futuro, mi piacerebbe essere l’allenatore della Lazio al Flaminio. È un progetto a cui la Lazio crede, anche se ovviamente vuole delle garanzie: non si può fermare tutto se scavando si trova un’anfora. Contrasti sul mercato? Ho indicato dei nomi, poteva essere l’occasione per alzare l’asticella, ma poi ci sono le questioni economiche…”

Il derby di Roma:
”Mi trita. Da fuori sembra un’esagerazione, poi quando lo vivi è micidiale: tutto quello che respiri diventa derby. Ti rovina la vita, ma è bellissimo”.

Immobile:
“Deve attaccare la profondità e non giocare contro le sue qualità migliori. L’altro giorno mi ha chiesto: “Mister, cosa posso fare per tornare come prima?”. Gli ho risposto: fai quello che hai sempre fatto, non venire incontro alla palla, continua a scavare le difese”.

“Il Napoli di Sarri sarà ricordato per 30 anni – continua – Alla Juve tutto era dovuto e dovevamo vincere solo la Champions, ma era un messaggio inquinato. Ho vinto lo scudetto con un gruppo a fine ciclo e una società che aveva voglia ma non la convinzione di cambiare stile. Ho sbagliato a voler venire via dalla Premier. Tornare in Italia è stato un errore. Il mio erede? Può essere De Zerbi. Tra i miei ex giocatori punto su Maccarone”.