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Immobile e la Lazio rispondono a Marino: “Il contatto c’è, il resto chiacchiere”. Il club: “Atteggiamento inaccettabile”

Botta e riposta Udinese-Lazio, tra Marino e capitan Immobile. Il dirigente dell’Udinese aveva attaccato la Lazio, i lcomportamento della panchina puntando il dito sul penalty assegnato per il contatto tra Masina e l’attaccante di Sarri. “Rigore? Pairetto ha arbitrato bene, non ho niente da dire. La gente che parla dovrebbe stare in campo per capire l’entità del contatto. L’importante è che la palla passa, il ginocchio di Masina che va addosso a me e io varo a terra. Questo conta, il resto sono chiacchiere. Altrimenti toccherebbe parlare di tutto, non solo di quello che fa piacere a qualcuno”, ha detto Immobile a Lazio Style.

Al termine della conferenza stampa di mister Sarri nel post partita, il responsabile della comunicazione della Lazio, Roberto Rao è intervenuto in merito alle dichiarazioni di Marino: “La Lazio come società ritiene l’atteggiamento di Marino inappropriato, mentre le parole pronunciate pensiamo siano inaccettabili”.

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Lazio, colpo da 50 milioni: ora un mercato Champions, Berardi il primo desiderio

Undici metri che valgono 50 milioni. Mancherebbero due punti per la matematica, ma con la (probabile) penalizzazione della Juventus, il calcio di rigore conquistato e trasformato da Ciro Immobile a Udine può portare la Lazio in Champions League, con due giornate d’anticipo. Scavalcata anche l’Interal terzo posto, che oggi, in base a ciò che deciderà il giudice sui bianconeri, potrebbe diventare secondo. Anche in questa stagione maledetta per lui, il capitano biancoceleste ha trovato comunque il modo di essere decisivo per il club, che ora avrà le garanzie necessarie per programmare il futuro. L’Udinese non perdeva in casa da gennaio. La Lazio veniva da due ko consecutivi in trasferta. «Proveremo a ripagare con gioia i tifosi dei loro sforzi. Loro sono fondamentali per noi» aveva detto Romagnoli prima della gara. Erano in più di 1000 alla Dacia Arena e hanno rivisto, in particolare nel secondo tempo, dopo l’ingresso di Pedro al posto di Felipe Anderson, una squadra capace di gettare il cuore oltre l’ostacolo. Lo stesso Immobile è andato a ringraziarli a fine match, regalandogli maglia e calzoncini per poi farsi prestare una felpa da Casale per non presentarsi quasi in mutande ai microfoni a bordo campo: «Li ho voluti ringraziare per essere arrivati fin qui. Stiamo facendo una cavalcata insieme a loro. Noi alla Champions ci credevamo sin dall’inizio». Neanche la stanchezza e il “braccio da tennista”, di cui Sarriparlava nel prepartita, sono bastati a frenare i biancocelesti. «Ho ricominciato a vedere la mia idea di Lazio» ha detto Sarri. Il 194° gol in A (196 in biancoceleste in totale) del suo bomber di riferimento e il “non mollare mai” del settore ospiti, che si sentiva anche dalla TV, nei minuti finali hanno fatto il resto. È tornata anche la porta inviolata. Sono 20 i clean sheet in campionato: record assoluto nella storia del club. Merito di tutti: «La fase difensiva parte in primis dagli attaccanti», aveva detto sempre Romagnoli. Con un posto tra le prime quattro garantito ora la Lazio proverà a realizzare i desideri di mercato di Sarri. Il primo è Domenico Berardi. Per il classe ‘94 il Sassuolo chiede 30 milioni. I biancocelesti sperano di chiudere a 20, magari inserendo come contropartita il cartellino di Cancellieri, che piace ai neroverdi dall’estate scorsa. Il resto del gruzzolo assicurato dalla Championsservirà per un vice Immobile e per rivoluzionare il centrocampo, dove però molto dipenderà dall’eventuale cessione di Milinkovic. All’estero per ora tra i top club c’è solo il PSG al lavoro sottotraccia per il serbo. In Italia invece al sempre vivo interesse della Juventus si è aggiunto anche quello di Inter e MilanLa Repubblica

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Immobile: “La Champions il nostro sogno. Rigore? Netto” (AUDIO)

“La Champions il nostro sogno. Rigore? Netto”. Ciro Immobile ai microfoni di DAZN al termine del match Udinese-Lazio 0-1: “È la gioia di volerli ringraziare per essere venuti fino a qui in una partita così importante per noi. Stiamo facendo una bella cavalcata insieme a loro. Champions? È il nostro sogno ci credevamo sin dall’inizio di questi due anni col mister, ci sono stati momenti difficili ma siamo migliorati sotto tutti i punti di vista. Vincere così è bello. All’inizio della partita ho detto che era da dentro o fuori. Mi hanno ascoltato e abbiamo fatto una partita perfetta, in fase difensiva siamo tornati quelli che eravamo. Bello l’abbraccio in panchina, meritavamo una abbraccio tutti insieme. Ho parlato con Pairetto, è ovvio che quando mi arriva la palla e io la sposto passa la palla e io non passo perché mi viene addosso. In qualsiasi caso è rigore quindi rideva pure dicendo che non ho accentuato la caduta come faccio di solito. Scherzava. Il rigore è netto, gliel’ho detto. Non mi sono lasciato cadere”.

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Immobile ora vuol prendersi il finale: Salah e Lewandowski nel mirino…

Ritrovato il gol all’Olimpico dopo otto mesi, ora serve quello in trasferta. Immobile col Lecce è tornato a esultare e notizia migliore per Sarri non poteva esserci visto il momento di appannamento generale. I 4 punti nelle ultime cinque uscite hanno dimostrato che la squadra è arrivata con la lingua di fuori a un passo dal traguardo, ma adesso non è contemplato mollare. Per questo diventa determinante il recupero del capitano, bomber indiscusso degli ultimi anni, ma reduce dalla stagione più sfortunata in biancoceleste. Quattro ko muscolari, un fastidio cronico alla caviglia e pure l’incidente (con indagine chiusa senza colpevoli degli investigatori della Polizia Locale). Un’annata senza pace per Ciro, che però può chiudere alla sua maniera: segnando. Dopo la gioia di venerdì scorso all’Olimpico, il numero 17 vuole ripetersi fuori casa. Quest’anno d’altronde la trasferta è stata il suo terreno di caccia preferito in campionato visto che 8 centri su 11 sono arrivati lontano dalla Capitale. La curiosità però è che con la Dacia Arena ha un conto in sospeso. L’ultimo guizzo vincente in Friuli per il cannoniere biancoceleste infatti risale a oltre cinque anni fa. Era l’8 aprile 2018 e Immobile con una zampata sul tiro strozzato di Lulic dava il via a una rimonta completata da Luis Alberto (su un suo assist). Da lì, una vittoria e due pareggi senza mai lasciare il suo timbro, mentre non c’era nell’1-1 dello scorso anno. Un’astinenza insolita per un cecchino del genere e da interrompere al più presto ora che ha ritrovato il gol: «È un segnale importante – ha detto dopo la gara col Lecce – per il finale di stagione. La squadra ha bisogno del vero me, non solo per i gol: vedendomi sorridere, i compagni sanno che ci sono. Peccato che dobbiamo prendere sempre uno schiaffo per svegliarci, ma continuiamo a lottare per ciò che meritiamo».

OBIETTIVI – Mentre la società si muove per Berardi e sonda profili come Gimenez e Retegui per l’attacco del futuro, Ciro pensa al presente e vuole lasciare alle spalle i mesi difficili ottenendo la tanto agognata qualificazione in Champions e il premio pattuito al gruppo di circa 2 milioni. Il suo sorriso non si è ancora rivisto del tutto a Formello dopo l’incidente del 16 aprile, ma almeno il gol gli ha ridato fiducia per il finale, come confermato dalla grigliata offerta martedì. Niente brindisi o proclami però. Prima ci sarà da raggiungere l’obiettivo di squadra sul campo, togliendosi contemporaneamente pure qualche soddisfazione personale. Con altri cinque gol nelle prossime tre gare infatti Immobile toccherebbe quota 200 con la Lazio, mentre con 2 in più li raggiungerebbe anche in Serie A. Segnandone 4invece si fermerebbe a 199 in biancoceleste sì, ma per la settima stagione di fila segnerebbe 15 reti in campionato. In tal modo si accoderebbe ai soli Salah e Lewandowski nelle cinque top leghe, magari accostandoci pure il ritorno nell’Europa che conta. Per essere la sua stagione più sfortunata nella Capitale ma con il finale poteva andar peggio. Il Messaggero

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Immobile, i travagli non cambiamo la storia: può essere ancora il miglior italiano…

È marcato stretto da Zaccagni (10 gol), Orsolini (10) e Berardi (9), ma Immobile a tre giornate dalla fine rimane al comando della classifica marcatori degli italiani in campionato con 11 reti. Come sottolinea il Corriere della Sera, se dovesse rimanere lì davanti diventerebbe l’azzurro più prolifico per la 6a stagione di Serie A: nessuno come lui. Già adesso vanta un primato, perché dietro di lui c’è solo Di Natale, che fu il più prolifico per 4 campionati di fila.

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Incidente Immobile, nessun colpevole

La verità sull’incidente che il 16 aprile ha visto coinvolti Ciro Immobile con le due figlie e il tram 19 sul Ponte Matteotti rischia di non venire mai a galla. Come riporta La Repubblica, gli investigatori non sono riusciti a ricostruire la catena di responsabilità individuali. In altre parole, non si trova il colpevole. Non essendoci state denunce, ora la palla passa alle compagnie assicurative. Sia Immobile che il tranviere giuravano di essere passati con il semaforo verde e un tassista nei giorni a seguire aveva pubblicato un video che dimostra il malfunzionamento del semaforo in questione.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, ora nervi saldi. C’è ansia da traguardo vicino” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’! “Ansia da traguardo vicino”

Se la Juventus venisse penalizzata mancherebbero solo tre punti per raggiungere la Champions. L’occasione è enorme, ma bisogna stare attenti e mantenere i nervi saldi. Le tabelle lasciano il tempo che trovano, basta pensare che se il Milan dovesse vincere la prossima gara contro la Samp, cosa probabile, si avvicinerebbe molto se non si vince ad Udine. Ieri Immobile con le sue parole ha fatto riferimento ad una sorta di braccino corto, un po’ di ansia da traguardo vicino. Parliamo del capitano, credo che lui in primis riconosca lo stato d’animo dello spogliatoio. Anche in campo ho notato un po’ di eccessivo nervosismo tra i calciatori. Va gestita questa situazione da parte di tutti, il traguardo è vicino e va centrato l’obiettivo, scansando l’ansia.

Per quanto riguarda l’infermeria, credo che Cataldi possa essere disponibile con la Cremonese. Ora l’obiettivo principale è recuperare al massimo Vecino per Udine. Il problema è che non avrà la migliore condizione, in corso d’opera dobbiamo capire come verrà sostituito e da chi. Lui ci sarà, ma non credo che pronti e via riesca a fare novanta minuti. Speriamo che in questa settimana dimostri una buona forma per poter poi giocare almeno 70′. Un mediano con quelle caratteristiche è fondamentale per ritrovare equilibrio e affidabilità nella fase difensiva. Questo è un momento decisivo, ogni dettaglio può spostare, il pensiero va anche alla gestione delle partite da parte degli arbitri.

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DICHIARAZIONI

La spinta di Immobile: “Corsa Champions faticosa, ma siamo a tre partite dal traguardo” (AUDIO)

“Chi vince la Champions? Spero un’italiana, sono in due che se la lottano. Io sono legato a Simone Inzaghi, mi farebbe piacere per lui”. Lo ha detto Ciro Immobile, centravanti della Lazio, oggi insignito del premio ‘Vincenzo Margiotta’ allo stadio Olimpico, nel corso della cerimonia per il premio ‘Nando Martellini’. “Lazio stanca? E’ faticoso lottare con tante squadre che faranno di tutto per andare in Champions: ci mancano tre partite, ma ce la possiamo fare”, prosegue l’attaccante, che poi aggiunge: “Una finale Roma-Juve in Europa League? Per il calcio italiano sarebbe importante. C’e’ chi dice che il nostro calcio sia indietro rispetto agli altri, ma non e’ cosi'”.

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Immobile spezza il tabù ma non basta: “Sembra ci serva lo schiaffo per reagire. Manca leggerezza…” (AUDIO)

“Sembra ci serva lo schiaffo per reagire. Cerchiamo il lato positivo, eravamo nervosi”. Ciro Immobile torna al gol che mancava, in casa e in campionato, dall’11 settembre 2022. 11 centro in Serie A per il Capitano. Al termine del match Lazio-Lecce, Immobile ha parlato ai microfoni di Lazio Style: “È mancata la leggerezza. A livello di prestazione, intensità e cattiveria agonistica alla squadra non si può rimproverare nulla. Guardo l’aspetto positivo, ovvero questo punto presa alla fine, anche perché troppa negatività non fa bene per niente”.

“Nel primo tempo siamo stati bravi a liberare le mezzali. Già prima dell’assist di Luis Alberto c’era stata la palla di Sergej su cui si erano creati dei buoni presupposti. Ma ci voleva più attenzione. Non si può prendere gol così a tempo scaduto. Ci ha tagliato le gambe e non siamo riusciti a reagire bene nella ripresa. Anzi siamo entrati in campo timorosi e abbiamo preso gol”.

“Sembra sempre che debba arrivare lo schiaffo prima di reagire ed invece bastava chiudere il primo tempo in vantaggio per spostare l’inerzia del match. Ringrazio la curva e lo stadio che ci hanno incitato fino alla fine. Siamo lì, stiamo lottando con squadre forti, ma abbiamo ancora le nostre possibilità”.

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SERIE A

Milinkovic salva una Lazio fragile: all’Olimpico è 2-2 col Lecce

Milinkovic salva la Lazio nel finale. Il colpo di testa di Sergej evita una sconfitta che sarebbe stata pesantissima nell’ottica Champions. Al netto del risultato, la Lazio non lascia buone sensazioni. Il rigore sbagliato da Strefezza è il jolly speso dalla Lazio. L’entusiasmo alle stelle poi, dopo il ritorno al gol di Ciro Immobile (non segnava dall’11 settembre in Serie A, all’Olimpico). Ecco poi che arriva l’incubo Oudin. Il francese segna i suoi primi due gol in A a cavallo dell’intervallo, ribaltando il risultato. La Lazio per la prima volta, sembra dare cenni di resa. Distanze in campo, reparti scollati e grandissima difficoltà a vincere i duelli individuali. La reazione di pancia (Sarri inserisce Pellegrini, Pedro e Basic) sembra non sbloccare la partita. Il palo di Pedro poco prima del recupero sembra un segno del destino. Destino che passa, stasera, dalla testa di Milinkovic che incorna in pieno recupero e salva la Lazio. E’ il primo gol di testa della sua stagione, incredibile ma vero. Il punto è d’oro, vista la partita, ma resta la sensazione di una squadra lontanissima parente di quella capace di mettere in fila 8 risultati utili consecutivi. Gol banali, enormi rischi con un centrocampo completamente privo di interidizione e di energie per aiutare il reparto difensivo. La Lazio si riscopre fragile. La benzina sembra finita, le energie mentali anche. Sa tanto di pericolo scampato, che sia una scintilla per questo finale di stagione. Tre gare alla fine, prossima tappa Udine, per cercare – con le unghie e con i denti – di portare a casa la qualificazione alla prossima Champions.