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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Oddi: “Non contano le assenze della Juve, ma la Lazio deve far vedere…” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘NMM’ Lazio

“La Juve sarà sempre la squadra da battere, non contano le assenze di sabato sera. Mi auguro la Lazio giochi come sa fare, mi aspetto un risultato positivo, ma in casa loro c’è sempre pericolo. Anche quando ha perso, la Lazio è sempre stata all’altezza della prestazione e questo è importante. Non devi far vedere di avere paura. La Juve gioca per non prendere gol, la Lazio gioca per farlo. Assenza di Bremer? La Juve perderebbe di più se perdesse Gatti, questa è la mia opinione. Gatti è un difensore forte“.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “A volte Lotito emette sentenze positive sul proprio operato in modo prematuro” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Su Greenwood Lotito è stato molto pesante, per il resto ha ripetuto i soliti concetti e la sua convinzione di aver allestito una squadra importante e con tanta fame. L’unica cosa su cui rifletto è che a volte il presidente della Lazio emette sentenze sul proprio operato prima che la stagione entri nel vivo. Siamo davvero all’inizio, abbiamo bisogno di conferme. Ha parlato di ristrutturazione, ha fatto riferimento alle mancanze del gruppo dello scorso anno, di una piattezza che si era consolidata. Si questo sono d’accordo, ma aspetterei un po’ a dichiarare una riuscita totale di tutto ciò che è stato fatto in estate. Non è il momento di sentenze definitive.

La frase sulla non esigenza di aggiungere un centrocampista ed il mercato di gennaio, è aperta anche all’evoluzione delle cose, al riscontro del campo ed allo stato di alcuni giocatori, come Castrovilli“.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, difesa all’esame Juve: guida un Romagnoli mai sostituito

Avanti tutta, poi c’è il muro dietro che deve reggere. Romagnoli capitano senza fascia e argine senza troppa copertura, basata più sull’equilibrio da non smarrire, che sul numero dei compagni a protezione. Quattro attaccanti più i terzini di spinta: in difesa ci vuole un atto di fede e convinzione che andrà ribadito sabato contro la Juventus. Vlahovic e non solo da controllare in trasferta, mica un gioco da ragazzi. Romagnoli è il re biancoceleste delle respinte, 18 volte si è opposto agli avversari, roba quasi da portiere. Primo della rosa nella speciale classifica, in testa il chiaro obiettivo di tornare quello visto nel primo anno alla Lazio, chiuso con il secondo posto e il record di clean-sheet nella storia del club. Centrale di ruolo, in campo e fuori, servono uomini-guida così dopo la rivoluzione di mercato che ha introdotto nel gruppo tanti giovani al posto dei senatori. Forze fresche al posto dei big di lunga data, in momenti del genere c’è bisogno di appigli e nuovi punti di riferimento.  

I numeri di Romagnoli 

Romagnoli s’è messo alle spalle le polemiche degli ultimi 12 mesi e ha approcciato alla stagione come fosse un nuovo inizio. In un certo senso lo è stato, visti l’allenatore diverso e i tanti calciatori cambiati nella sessione estiva. La sosta attuale è il preludio al prossimo tour de force, ci saranno 7 partite (5 di Serie A e 2 di Europa League) in 22 giorni, Romagnoli sarà il riferimento di una difesa che dovrà fare a meno pure di lui nelle rotazioni necessarie a causa degli impegni ravvicinati. Si giocherà ogni 72 ore, le fatiche aumenteranno, Baroni ha già dato un ampio assaggio del turnover che verrà confermato dall’anticipo di Torino fino alla pausa delle nazionali di novembre. Romagnoli finora s’è spremuto su tutti i fronti, in campionato è terzo per minutaggio (540) tra i calciatori di movimento dietro a Guendouzi (627) e Zaccagni (606). Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE… ‘ – Mattei: “Lotito? Slogan che fanno comodo a lui quando le cose vanno bene…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI (Raisport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Sono passate solo sette giornate, bisogna aspettare per dare giudizi definitivi. C’è tutta una stagione da disputare, la Lazio ha gli stessi punti della Juventus ma anche dell’Udinese. Alcune domande che ho sentito fare ieri a Lotito non le ritengo formulate nel modo giusto. Quando si parla della necessità di aggiungere un centrocampista nel mercato di gennaio, bisognerebbe anche elencare una serie di criticità che possono essere risolte dal mercato.

Non si può chiedere dopo due giornate se la Lazio può vincere l’Europa League, sono domande e risposte da slogan. I mercenari? Immobile ha portato centinaia di gol alla Lazio, così come Milinkovic ha portato valanghe di gol ed assist. Magari si riferiva a Luis Alberto, ma anche lui in campo ha fatto bene. Queste interviste on the road non servono all’informazione ma a Lotito in prima persona. Questa è un’informazione fatta di slogan che servono a lui. Quando si dice che la squadra dello scorso anno non aveva fame, bisogna anche ricordare che è la stessa che ha portato i soldi della Champions. Questo tipo di informazione fa comodo quando le cose vanno bene”.

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VIDEO OSPITI RADIOSEI

‘SVB’ – Rambaudi verso Juve-Lazio: “A Torino con coraggio. Tra Isaksen e Pedro” (VD)

‘SVB’ – Rambaudi verso Juve-Lazio: “A Torino con coraggio. Tra Isaksen e Pedro” (VD)

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Evidentemente ‘Rovelleiva’ non è considerato adatto da Spalletti. Flaminio possibile svolta per la questione ricavi…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Il Flaminio per la Lazio sarebbe importante per il proprio futuro e per i propri ricavi. Rappresenterebbe una svolta definitiva in tal senso per un club si auto-finanzia da sempre. Questo oltre il valore storico e sentimentale. Il termine ultimo per la presentazione del progetto della Lazio è slittato al 20 Novembre.

La non convocazione della Nazionale di Rovella mi lascia molto perplesso. Lui è giovane, ha l’età di Ricci, evidentemente Spalletti non lo vede adatto al suo gioco. Per la Lazio è meglio, sta lavorando bene, si sta gestendo, bene per Baroni. Sono indeciso se chiamarlo ‘Rovelleiva’ o ‘mezza squadra’ (ride, ndr)”.

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‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Nazionale? Spalletti su Rovella si è salvato in calcio d’angolo” (AUDIO)

STEFANO MATTEI (Raisport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Il Flaminio è il classico stadio nel cuore della città, sarebbe il massimo per la Lazio. E’ veramente un’onta per questa città, merita un’altra attenzione. Se davvero la Roma lo farà a Pietralata, il Flaminio alla Lazio potrebbe relegare l’Olimpico a stadio della Nazionale, dell’atletica e del Sei Nazioni di Rugby. Sono venti anni che se ne parla, se adesso il termine ultimo per la presentazione del progetto slittasse di un mese poco male.

Le scelte di Spalletti? Su Zaccagni ha spiegato la motivazione e la richiesta del ragazzo, diciamo invece che su Rovella si è salvato in calcio d’angolo, dicendo che ci sono calciatori simili a lui. Onestamente tra Pisilli e Rovella non vedo tutte queste differenze dal punto di vista delle caratteristiche. Posso capire scegliere un giocatore importante come Tonali, diverso il discorso del centrocampista della Lazio”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio-Taty full time, le convinzioni hanno cancellato le pressioni

Taty full time, impegno totale e a tempo indeterminato. Le convinzioni hanno cancellato le pressioni, ora non fanno più paura neanche i calci di rigore falliti. Decisivo pure nei pomeriggi storti, cos’è un errore dal dischetto rispetto a un desiderio che si concretizza? Nulla intacca più la mente o frena le aspirazioni personali. Castellanos tutto per la Lazio, stavolta anche durante la sosta, a differenza di quanto successo nella pausa di settembre. Convocato dal Senegal il compagno di reparto Dia, Scaloni al contrario non l’ha inserito nella lista dell’Albiceleste. L’argentino è rimasto con Baroni, si gestirà a Formello in vista della ripartenza del campionato, sognando altre pagine di protagonismo meritato. La partita con l’Empoli, al netto dello sbaglio dagli undici metri, rappresenta la fotografia del nuovo Taty. Il carattere non gli è mai mancato, adesso però convive con la serenità di non avere opportunità contate, con la paura di convertire quelle sprecate in esclusioni per le gare successive. 

La Lazio si gode Castellanos

Il rammarico si è trasformato in voglia di incidere, in prima persona o mettendosi a disposizione degli altri. Ne ha beneficiato Pedro con l’assist per il 2-1 nel finale: il Taty ha protetto palla, era spalle alla porta, si è girato e ha servito lo spagnolo nel corridoio. Tiro sotto la traversa e via ai festeggiamenti, permettendo alla squadra di arrivare allo stop per le nazionali con l’entusiasmo al massimo. Lo sguardo determinato di Castellanos è lo spirito di rivalsa di una Lazio partita tra lo scetticismo generale e che viaggia senza freni o paure, che non si pone limiti nonostante le aspettative iniziali, decisamente più basse. Ci si prende gusto a sorprendere, a forza di farlo si spostano i paletti dei traguardi raggiungibili, così l’impronosticabile si avvicina al possibile. 

I desideri di Castellanos

La Lazio può volare con Castellanos, è il vice-Immobile diventato erede una stagione dopo. Scacciate le tensioni, ora c’è spazio solo per le ambizioni. I numeri parlano chiaro, sono il frutto di una fiducia completamente diversa rispetto ai primi dodici mesi in Italia. Finora 5 gol nelle 8 partite disputate tra campionato ed Europa League, gli manca soltanto una rete per pareggiare il totale della passata annata, chiusa a quota 6. La soddisfazione ha preso il sopravvento sul nervosismo e sulla frustrazione. Il Taty s’è sbloccato in campo europeo, due fulmini contro il Nizza sotto al diluvio universale dell’Olimpico. In Serie A raggiungerà presto il bottino 2023-2024 (4 gol di cui 3 realizzati al Frosinone), punta a riuscirci già alla ripresa.  

Castellanos, ora la Juve

Davanti c’è il big match con la Juventus, terza in classifica insieme alla Lazio e colpita due volte ad aprile in Coppa Italia. Sembrava una serata magica, la semifinale di ritorno, rovinata solo dalla deviazione di Milik che spostò la qualificazione in favore di Allegri. L’attaccante biancoceleste si era scatenato tra il primo e il secondo tempo: colpo di testa per sbloccare e avviare la rimonta rispetto al risultato dell’andata (2-0 per la Juve), poi il destro incrociato scattando sul filo di fuorigioco, provando a prolungare la sfida ai tempi supplementari. Sei mesi dopo è tutto un altro Taty: più costante, più cattivo, più cinico. Più libero di sognare ed esprimere il proprio talento. Corriere dello Sport

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‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “L’intenzione della Lazio è prendere un centrocampista a gennaio. Lazzari un mese out, non penso venga ripescato Hysaj…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Mi ha colpito molto il designatore degli arbitri Rocchi che ha parlato di mancata uniformità di giudizio nell’interpretazione di diversi episodi. Non dovrebbe solo annunciarlo, ma soprattutto risolverlo questo problema. Manca chiarezza sia nel caso dei falli di mano che per i pestoni. Basterebbe parlare ed utilizzare quell’espressione coniata proprio dagli arbitri e dal protocollo Var, il famoso ‘chiaro ed evidente errore‘. Questa espressione è evaporata, andrebbe ripristinato questo principio per prendere decisioni di rettifica a quanto accade in campo.

Lazzari almeno un mesetto resterà fuori. Si spera di recuperarlo un po’ prima. Per ‘medio grado‘ si intende lesione tra il primo e secondo grado. Mi auguro che possa recuperare prima della prossima sosta. Ieri sera stavano valutando l’ipotesi di inserire in lista Hysaj, ma non essendo un infortunio preoccupante non credo ci sia questa emergenza. C’è Marusic e l’opzione Patric che in passato ha fatto il terzino.

Penso che a gennaio la Lazio prenderà un centrocampista, non è facile individuare il nome, ma questa è l’intenzione“.

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‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Serve uniformità arbitrale ed editoriale” (AUDIO)

STEFANO MATTEI (Raisport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Oltre a dire che manca uniformità di giudizio arbitrale bisognerebbe trovare il modo di trovare una soluzione. Ora se ne parla perché c’è la sosta del campionato, altrimenti tutto passerebbe tutto ancora in secondo piano. Secondo me bisogna lasciare più spazio agli arbitri di campo piuttosto che quelli al Var. Rocchi annunciò la volontà di evitare i cosiddetti ‘rigorini’. Proposito al quale poi non è stato dato seguito, basterebbe giudicare solamente in relazione alle dinamiche del campo, non eccedendo con l’utilizzo delle riprese e dei fermi immagine. Oltre ad uniformità arbitrale, servirebbe anche uniformità editoriale. Ci sono troppi titoloni per alcune squadre e situazioni, ed altri che durano solo un giorno.

Pedro è un campione in campo e fuori dal campo. Si diventa grandi nel calcio anche e soprattutto quando hai dei valori importanti nella vita”.