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APPROFONDIMENTI

Lazio, il mercato lo ha fatto la Champions: ecco il dato sui guadagni in Europa

Sarri l’ha definita la sua Champions preferita da quando allena, superiore anche a quelle affrontate con Napoli e Juventus. Ma chi può sorridere, per la competizione UEFA appena conclusa per i biancocelesti, è anche la società: a conti fatti il percorso europeo della Lazio è valsa un ricco bottino da quasi 70 milioni di euro nelle casse della società.

Gli ultimi dati riportati da Calcio e Finanza, infatti, riportano come la società abbia incassato – grazie ai premi della competizione – 59,71 milioni di euro. Di questi 15,64 milioni vengono dal bonus di partecipazione, 15,9 dal ranking storico, 8,5 dai Market Pool. Altri incassi arrivano poi dai risultati sportivi: 9,33 milioni arrivano dai risultati sportivi ottenuti, 0,74 dalla quota pareggi ripartita fra le qualificate agli ottavi e 9,6 milioni arrivano – infine – proprio dall’accesso alla final-16 europea.

Ma non finisce qui: a questo bottino già ricco di suo vanno infatti aggiunti gli incassi risultanti al botteghino. Il supporto biancoceleste non è mai mancato, nè in casa nè fuori, ed il risultato si vede anche nel dato relativo al guadagno da stadio. Nel loro percorso europeo, sono circa 10 i milioni ottenuti dalla vendita dei biglietti, dei quali circa 3 solo nella sfida d’andata degli ottavi. Con ciò, il totale generale che la società di Lotito si aggiudica dal percorso in Champions League arriva poco sotto i 70 milioni di euro.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, la differenza ha un prezzo: per alzare il livello c’è una sola strada

Un estratto del commento del direttore del Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni, all’indomani dell’eliminazione della Lazio dalla Champions: “Ricordo una volta di più che l’estate scorsa, a pochi mesi dalla scadenza con il Tottenham, il trentenne Harry Kane è costato 100 milioni. E che il diciannovenne Pavlovic e il ventunenne Musiala valgono insieme non meno di 120, 130 milioni. Aggiungo che quando la musica della Champions sovrasta la voce e le indicazioni di Tuchel, i vari Kimmich, Neuer, Goretzka, Guerreiro, Thomas Müller e Sané sanno fare tranquillamente da soli.  Ma non è tutto: quando Kim, strappato al Napoli campione con una cinquantina di milioni, resta in panchina e sul 3-0 entra Alphonso Davies già destinato al Real Madrid, non possono esserci domande: solo risposte secche, quasi brutali, come uno 0 a 3. 
Eppure c’eravamo illusi anche noi. Per giorni abbiamo pensato che una Lazio che in campionato viaggia a 32 punti dall’Inter – pur non valendo una distanza simile: è molto meglio -; abbiamo pensato, dicevo, che potesse superare una frequentatrice storica dei piani alti della Champions e accedere ai quarti che le mancano da vent’anni.  
È bastato un tempo, sono stati sufficienti poco più di 45 minuti, 2 gol e 17 conclusioni per riportarci alla realtà del campo, alla spietatezza dei valori tecnici e economici e dell’esperienza.  
È vero che settimane così il tifoso laziale vorrebbe viverle ogni anno; settimane in cui la squadra è protagonista in Europa e il sogno di grandezza è un accompagnamento quotidiano: da Bayern a Bayern, dopo il successo all’Olimpico, a considerarsi in grado di battere i tedeschi sottovalutati assai più del dovuto. Sono i momenti in cui il tifoso non crede ciò che è, crede ciò che desidera che sia. 
E quando in un ottavo i freddi bookmaker danno la tua vittoria nei 90 minuti tra 9,50 e 10, mentre accreditano il tuo avversario tra l’1,25 e l’1,28, vuol dire che per puntare a qualcosa di realmente importante devi osare di più sul mercato, alzare decisamente il livello. Ma questo è un discorso che abbiamo affrontato più volte alimentando soltanto l’irritazione di chi i soldi li deve, o dovrebbe, mettere ogni anno”.  

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DICHIARAZIONI

Bayern-Lazio, Lotito: “Spirito di sacrificio e umiltà per scrivere la storia. Dossieraggio? Non sono a conoscenza dei fatti”

Bayern-Lazio, Lotito ai microfoni di SkySport: “Oggi ci giochiamo una pagina importante della nostra storia sportiva, soprattutto per la passione e il rispetto che mostrano ogni giorni i nostri tifosi. Serve umiltà e spirito di gruppo per raggiunere un obiettivo importante. Dossieraggio? La Lazio e il sottoscritto non c’entrano niente. Il mio nome viene usato come cassa di risonanza. In questa vicenda non entro, non conosco nessuno e non sono a conoscenza dei fatti. Sono andato subito senza avvalermi delle mie prerogative da parlamentare. Diffido chiunque utilizzi il mio nome per accostarlo a questi problemi”.

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SOCIETA'

Dossier Gravina e Procura di Perugia: Lotito smentisce dichiarazioni in merito

Dichiarazione del Senatore e Presidente Claudio Lotito in merito al dossier fabbricato contro il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, dalle modalità illecite, almeno secondo la procura di Perugia:

“Comprendo che l’escalation mediatica, concernente le attività della procura di Perugia, abbia innescato una caccia allo scoop. Sono tuttavia completamente estraneo alle dichiarazioni che mi verrebbero attribuite su tutti i mezzi di comunicazione, anche per bocca dell’avvocato Gianmichele Gentile, essendo io tra l’altro all’estero per sostenere come mio dovere la Lazio in corsa per la qualificazione in Champions League. Pertanto diffido chiunque a diffondere con ogni mezzo dichiarazioni delle quali non sia stata da me preventivamente confermata la paternità”.

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RASSEGNA STAMPA

Lotito a Monaco per “sentirsi di livello internazionale”, ma ancora sul piede di guerra: “Con il Milan un danno da risarcire”

Il patron della Lazio Lotito parla di Lazio-Milan…

Contro tutti e tutto, anche contro la scaramanzia. Il patron della Lazio Lotito vola con la squadra a Monaco. Si può raggiungere l’apice della sua presidenza e della storia. Dal 2015 il patron aveva rinunciato a seguire la Lazio in trasferta. Scelta che venne maturata dopo una sconfitta a Cesena e una vittoria in sua assenza al Friuli causa influenza. Per colpe dei giocatori, di Sarri e della società, ma anche per direzioni arbitrali discutibili, non ultima quella di Lazio-Milan: «Avete letto la lettera con cui si è dimesso quell’arbitro in serie B? Allora io non sono pazzo. Il rigore su Castellanos era netto, Maignan lo aveva buttato per terra. E noi ora avremo un danno (le squalifiche di Pelle-grini, Marusic e Guendouzi, ndi),oltre la beffa in classifica». Di Bello sarà  a riposo “forzato” per un mese in campionato, era precedente la designazione europea da quarto uomo con la terna italiana in Real-Lipsia. Non c’è nessun accanimento: «Io non sono andato contro nessuno, non ho fatto nemmeno un discorso sugli arbitri, ma un ragionamento complessivo su un sistema sbagliato. lo sono un senatore della Repubblica e ho l’obbligo di vigilare sul comportamento delle persone e sul rispetto e l’applicazione delle regole. La norma sportiva non ha l’immunità. Questo devono capirlo tutti. Io sono sottoposto al giudizio sportivo purché non si vada nel penale», chiosa Lotito.

RISARCIMENTO

Confermando fra le righe la volontà di rivolgersi alla magistratura con una denuncia contro ignoti per verificare un’eventuale macchinazione dall’alto. E non solo: «Ci stanno sentenze infinite della Cassazione. La giustizia sportiva non contempla il risarcimento del danno rilevantissimo». Il presidente vorrebbe chiedere addirittura un rimborso del tesoretto perso nel caso in cui la Lazio non dovesse qualificarsi, per i torti, alla prossima Champions. 

Non è detto che il sistema Uefa sia poi tanto differente da quello italiano. Ceferin è vicino al presidente della Figc Gravina, la designazione dello sloveno Vincic non è un buon presagio. Il numero uno biancoceleste non vuole nemmeno rompersi la testa in anticipo: «Speriamo di fare un’impresa come all’andata col Bayern Monaco. Ogni gara ha una storia a sé. Il ritorno è più difficile perché siamo in casa loro, ma voglio vedere la stessa ferocia e lo spirito di gruppo. I tifosi faranno sentire la loro voce e il peso di essersi fatti i chilometri per venire qui. Ho fatto di tutto per aumentare il numero di biglietti, ma non ci sono riuscito. Chiedo al nostro popolo di credere al progetto. In politica sappiamo che non ci sono risultati scontati. E anche nel calcio funziona nello stesso modo, sperando che tutto fili liscio». Lotito stavolta deve trasformarsi in amuleto.

Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Lotito, spallata al sistema: denuncia alla magistratura per colpire Gravina e scoprire se c’è una macchinazione contro la Lazio

La clausola compromissoria

C’è un solo modo per non violare la clausola compromissoria e proteggere la Lazio: non possono essere chiamati in giudizio altri soggetti federali, ma è ammessa – senza controindicazioni – una denuncia alla magistratura contro ignoti per verificare se c’è stata o esiste ancora una macchinazione contro il club capitolino. A questo iter, un pool di legali biancocelesti sta lavorando in gran segreto: «Per colpire Lotito si colpisce la Lazio? Non sta a me fare dietrologie, ma ci stanno organi preposti che faranno le valutazioni del caso». Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, è l’obiettivo, l’acerrimo rivale ormai conclamato. Lotito teme il complotto, la sua guerra politica ora va infatti ben oltre Di Bello, persino oltre il commissariamento dell’Aia, punta a dimostrare cospirazioni dall’alto. L’arbitro viene considerato solo un esecutore dal patron: «È quanto meno strana questa direzione nel giorno in cui escono sui giornali le mie posizioni in Lega sulla Figc. La Lazio è stata violentata e mortificata, ma è solo il capro espiatorio di un sistema non più credibile e malato. Quando determinati episodi si ripetono da inizio anno, non può essere più a caso. E allora se non c’è più affidabilità, nel senso che il sistema non è in grado di correggere certi errori, si ricorre nelle sedi preposte a istituzioni terze, che pongano fine a questo abuso dei valori dello sport. Siamo senza regole e la Lega ha il dovere di ripristinarle subito. Anche perché sono stati colpiti altri club, non solo la Lazio». Insomma, si dovrebbe ribellare tutto il calcio, certi errori vanno colti quasi al balzo ma senza violare la clausola compromissoria.

INCHIESTA E UEFA

Non sono stati fatti nomi e cognomi, le istituzioni citate senza andare oltre i limiti, almeno in pubblico. Lotito è stato molto attento al verbo, stavolta persino alle virgole, nel suo sfogo. Per questo Chiné riflette se aprire un’inchiesta e un fascicolo in Procura Federale sulle parole del patron oppure sorvolare come è stato fatto con altri presidenti nell’ultimo periodo, per non gettare altra benzina sul fuoco. Iervolino è stato punito con una multa per aver puntato il dito contro il designatore Rocchi, ma è diverso. Il numero biancoceleste ha messo in dubbio un sistema generico. Poco importa che tutti sappiano a cosa e a chi si riferisca, o che sia a capo dei ribelli desiderosi di sovvertire un ordine da troppo tempo prestabilito: «Le riforme, le decide la maggioranza. Non possiamo mettere i soldi, portare i ricavi e poi far decidere per noi qualcun altro. In Premier danno incarichi a terzi e, se non garantisci bene il servizio, ti cacciano». Lotito, fra le righe, chiede sempre la testa di Gravina, che ha però ancora 4 big (e sotto sotto non solo) al suo fianco: «In Lega abbiamo fatto una delibera votata all’unanimità con cui abbiamo chiesto di uscire dalla Federazione perché non ci sono le condizioni e non abbiamo l’obbligo di restarci dentro». In realtà, c’è un vincolo sotto inteso da un altro ordinamento. Mollare la Figc significherebbe uscire dalle competizioni internazionali perché la Uefa riconosce soltanto i campionati organizzati dalle Leghe, gli altri non esistono. Lo sa bene, Lotito, e taglia corto: «Sicuramente noi veniamo visti un po’ come una situazione particolare nell’ambito del sistema europeo».

IL SENATO

Di certo, così non si può andare avanti, la Lazio rischia di aver già perso la qualificazione in Champions, e non solo. Magari, ancora più fomentato dal danno economico e sportivo sul bilancio, a breve si capirà se Lotito farà davvero sul serio o avrà fatto solo baccano. «Stiamo studiando la reazione migliore e preparando un dossier con tutti i torti», assicura l’avvocato biancoceleste Gianmichele Gentile, senza sbilanciarsi troppo sulle prossime mosse in arrivo. Bisogna muoversi bene, avere tutto pronto nel minimo dettaglio per urlare davvero al complotto. Nel 2011 Lotito sbandierava un “tintinnio di manette”, lo sbarco in Senato lo ha cambiato, ma non troppo. Adesso potrebbe aggiungere un’interrogazione parlamentare alla denuncia per la sua Lazio. Il Messaggero

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Oddi “Bisogna farsi sentire, la Lazio ha già pagato. L’Olimpico non è terra bruciata. Non siamo la vittima sacrificale.” (AUDIO)

“La Lazio non meritava la sconfitta con il Milan, ora bisogna farsi sentire” Giancarlo Oddi a ‘NMM’

“La Lazio ieri non meritava di perdere, nel primo tempo ha giocato meglio del Milan. Abbiamo fatto una buona partita, purtroppo è uscito fuori il discorso dell’espulsione di Pellegrini che per me stava facendo una cosa sportiva. Purtroppo lui era ammonito, l’arbitro ha visto che stava trattenendo Pulisic ed è scattata la doppia ammonizione. Già questa è stata una cosa sbagliata, poi a me sembrava che il rigore poteva esserci.

Ora dobbiamo aspettarci dalla società che intervenga, la Lazio ha già pagato. Quello del rigore è un caso in cui Maignan viene preso in controtempo da Florenzi. Poniamo che fosse un caso da 50/50, ma se un giocatore si rivolta come ha fatto Marusic, se sei un arbitro sveglio fai finta di non vedere. Gli arbitri vengono mandati a quel paese ogni volta che fischiano un fallo, fai prima a fare finta di niente.

Ora bisogna farsi sentire, non è possibile che le squadre vengono all’Olimpico e trovano terra bruciata. Ieri la Lazio ha fatto un’ottima partita e l’arbitro ha fatto di tutto, perchè altrimenti sarebbe andata in un altro modo. Nelle condizioni in cui stava la Lazio, fra infortuni e altro, ha fatto una buonissima partita. Ora voglio vedere cosa succederà.

Bisognava tirare fuori gli attributi, e ieri la Lazio lo ha fatto. Giocava contro la terza in classifica e nel primo tempo ha dominato. La squadra ha fatto una prestazione degna, poi è successo di tutto. I giocatori ora saranno arrabbiati, sono del parere che quando fai una prestazione positiva non c’è problema e l’allenatore può essere soddisfatto. Ieri la squadra ha dato una risposta sul campo a quanto detto dopo Firenze, ha giocato. In casa del Bayern l’atteggiamento deve essere lo stesso, anche se può non bastare. Se lì ti presenti come ieri sera, oltre il risultato, vai a fare una bella figura. La Lazio deve andare lì consapevole che all’andata poteva finire anche 2-0, non siamo la vittima sacrificale, saremo 11 contro 11.

Giocatori in ripresa

Zaccagni è un ottimo giocatore, lo ha dimostrato l’anno scorso. Questa stagione è mancato per i suoi infortuni, ma era bravo già al Verona. E’ mancato, come sono mancati altri giocatori. Adesso speriamo piano piano di ritrovarli. Luis Alberto ultimamente non sta tanto bene fisicamente, ieri ha fatto una buona partita ed è calato nel secondo tempo. Ha fatto una bella partita.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Marroni “Arbitro provocatore, già nell’atteggiamento. Pesa il rapporto Lotito-Federazione, ha fatto bene a parlare” (AUDIO)

Stefano Marroni in diretta a ‘NMM’

“Oggi è difficile non essere arrabbiati, in salita fin dal primo minuto. Arbitro provocatore, già nell’atteggiamento. Ha fatto bene Lotito ad intervenire, forse comunica con un linguaggio forse poco efficace in televisione. Non tutti hanno letto le sue dichiarazioni di due giorni fa, non sanno il rapporto Lega-Federazione: va notato che questo episodio succede dopo quell’altro. Però lui ha fatto bene a parlare. Ora però scaricare tutto sulla tensione fra Lotito e gli arbitri è inutile, ieri sera ha riscattato la roba terribile di Firenze, ma i limiti si sono visti tutti.

Due gol facili facili non realizzati, al netto del rigore e dell’atteggiamento provocatorio. Anche ieri sera, che nel complesso è stato positivo, i limiti sono venuti fuori. Ora che il campionato si avvia a conclusione speriamo che in campo nel futuro la squadra sappia farsi valere. Alla fine il bilancio non sarà positivo, soprattutto viste le premesse dell’anno scorso. Almeno un paio di passi indietro ci sono stati, ma le colpe non sono tutte della squadra, c’è una grossa responsabilità di società e allenatore. Fra i nuovi arrivati almeno un paio sono di ottimo livello, come Guendouzi; Rovella è un ottimo giocatore. Ancora non riesco a capire Castellanos, che non è una sega ma semplicemente non si trova. Probabilmente è teso, quindi è più facile si sbagli. Kamada è un altro mistero, non penso che un giocatore internazionale possa sparire.

Proviamo a concludere questa parte di stagione con una bella partita a Monaco. Poi se vogliamo avere un palcoscenico internazionale adeguato bisogna smetterla con questi atteggiamenti con cori e risse. Uno che pensa di essere laziale dovrebbe fare il bene della Lazio, nel 2024 questa roba qua è inconcepibile. Martedì comunque vada, va bene. La mia speranza è che vada bene davvero. All’andata ho scommesso 50€ sulla vittoria ed è andata bene!”

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DICHIARAZIONI

Lotito in conferenza: “Subita una violenza. Il sistema non è più affidabile, uno poi deve rivolgersi a istituzioni terze”

Il presidente biancoceleste commenta la prestazione dell’Olimpico dopo un tribolato finale di gara con i biancocelesti che chiudono la gara in otto:

Necessario cambiamento al VAR?
“Le type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee si impongono con le gambe degli uomini, se le gambe sono fallaci… quando un sistema non è più affidabile, uno si affida ad altre sedi. Se sei in una società e ti senti defraudato prima cerchi di correggere, poi ti rivolgi a una struttura terza. Ho detto chiaramente che oggi tutto l’impianto del sistema non è più in grado di garantire i bisogni della Lega Serie A, tanto che è uscita una delibera dove la Lega ha dichiarato di voler uscire dal sistema. Se queste situazioni avvengono in maniera reiterata, viene meno il merito sportivo. E’ chiaro che poi viene meno il cardine del sistema stesso. Se non riesce a correggerlo, uno deve rivolgersi a istituzioni terze”

Terzietà mancante?
“La partita l’hanno vista tutti, e si possono fare le valutazioni. Una partita per essere ritenuta tale deve mettere al primo posto il merito. Quando c’è una situazione di morte annunciata, cambia il quadro. Non è la prima volta! Non parlo della Lazio, ma del sistema in generale: c’è un problema, non può garantire la consistenza e affidabilità dello stesso. Quando manca allora ti affidi a una struttura terza. Non voglio fare dietrologie politiche, ci sono organismi preposti su questo.

Cosa vuole dire ai tifosi?
“Io se sono qui lo faccio per tutelare la squadra, se fossero venuti gli addetti ai lavori avrebbero avuto una dialettica diversa. In quanto capo della struttura ho l’obbligo di portare avanti un comportamento in linea con il rispetto delle regole mettendo in evidenza le lacune che si ripetono in maniera reiterato. Dico che il sistema avrebbe dovuto correggere a monte questa situazione, se non è in grado non può garantire la terzietà e chi subisce queste violenze deve rivolgersi in altre sedi.

Cosa può pensare l’UEFA della gara?
“Non lo so, dovete chiederlo a loro. Noi veniamo visti come una situazione particolare a livello europeo”

Chi sono gli organi terzi?
“Se lei subisce una violenza, a chi si rivolge? Assumiamo il comportamento che assume ogni cittadino quando c’è una violazione delle norme. Non devo spiegarle qual è la mossa, se lei si sente violentato, se ha avuto un trauma, ci sono comportamenti che vanno valutati nelle sedi preposte. Ci sono delle istituzioni apposite per fare questo, a cui si rivolgono tutti i singoli cittadini.”

Rapporto con la federcalcio?
“La Lega ha ponderato di poter uscire dalla federazione. Poi la Lega è composta da 20 società e ad oggi c’è una posizione unanime, poi come tutte le cose in Italia è da vedere se si farà. Di sicuro non c’è un’atmosfera di contetezza: ha mai visto un sistema dove lei mette i soldi e gli altri decidono al suo posto e contro di lei? Le riforme sono dettati per creare equità di comportamenti per chi partecipa ad un campionato. I ricavi li porta la Lega, il sistema si basa solo sulla Serie A. Prima di parlare delle riforme, abbiamo fatto delle scelte nell’interesse di rendere trasparente il sistema. Per fare le riforme però servono i numeri, se non hai i numeri esci dal sistema. In Premier League sono usciti dal sistema, danno incarichi terzi agli arbitri che così sono costretti a offrire il miglior servizio.

Sospetto tempistica dei fatti con la delibera della Lega?
“Rappresento un’istituzione calcistica e politica, io mi metto nella posizione politica e dico che quando un sistema non funziona devi sistemarlo nell’interesse di tutti. Noi abbiamo l’obbligo di fare in modo che i problemi vengano risolti attraverso i sistemi istituzionali e giuridici preposti. Oggi non è stato un bello spettacolo sportivo. Lo sport è il bene supremo. Questo insieme di situazioni determinano un vulnus sul sistema stesso. Sono presidente della Lazio da vent’anni, perchè ho messo i soldi. Se qualcuno nel sistema calcio vuole decidere con i soldi degli altri significa che qualcosa non funziona.

Cosa ha detto alla squadra?
“Ho detto di pensare a martedì, un incidente di percorso. Non posso rimproverare nulla alla squadra oggi. Sono usciti frustrati e mortificati, defraudati e violentati, che è il termine esatto. In questo contesto qualcuno brinda perchè ha vinto, auguri ai vincitori.”

Designazioni negative verso la Lazio?
“Non è la prima volta, ma non faccio dietrologie nè sono un mago, dovete chiederlo a chi fa le designazioni. Non sta a me se le situazioni sono volontarie o meno, legate al caso o no. Faccio lo spettatore e prendo atto, ma se questo succede in modo reiterato ci si pone l’interrogativo e bisognerà chiedersi se può essere risolto o meno. E’ anche un danno economico, ma oltre al danno economico c’è di mezzo la credibilità del sistema. Dalle istituzioni preposte verranno fuori tante cose: io lavoro per il sistema, qualcuno lavora fuori dal sistema.”

Cosa ne pensa del sistema arbitri?
“Io non penso nulla, tu che pensi? Non voglio entrare in questi temi sennò poi parlano. Io parlo del sistema complessivo: se ci sono dei problemi devi porre rimedio. Se non poni rimedio le cose non vanno bene. Se uno non si sente tutelato si rivolge esternamente a chi è preposto. Non mi lamento di niente, ho preso atto di certe situazioni. Dal punto di vista istituzionale, in quanto Senatore, c’è da porre in atto tutto un percorso.

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DICHIARAZIONI

Lotito: “Non è la prima volta che succedono queste cose, ora ci facciamo valere in altre sedi. Sono abituato ai fatti, e fatti seguiranno”

Dopo il triplice fischio dell’Olimpico, con i biancocelesti che chiudono in 8 con tre giocatori espulsi, il presidente Lotito ha parlato di Lazio Milan ai microfoni di diverse emittenti, le sue parole a : “I fatti si commentano da soli, o sbaglio? Il buongiorno si vede dal mattino si dice, quando si verificano situazioni di un certo tipo significa che le decisioni non sono conformi alle aspettative di qualsiasi spettatore. Ora dobbiamo farci valere in altre sedi, non è la prima volta.

Certe situazioni non possono più essere garantire sul piano della terzietà, bisogna ripristinare equilibrio. Non ricordo nella mia esperienza una partità così male arbitrata, quando succedono episodi non avvengono per casa, significa che il sistema non è in grado di garantire la terzietà. Normalmente si vince per merito, se avessimo continuato la partita per un altro quarto d’ora saremmo rimasti in 7 e sconfitta a tavolino. Il problema non è la Lazio, che per ora è capro espiatorio, nel momento in cui succedono queste cose ed il sistema non è in grado di correggere cosa succede, uno deve rivolgersi a situazioni esterne. Secondo me queste sveleranno retroscena e situazioni che potranno portare a valutazioni di natura diverse. Non devo mandare nè segnali nè niente, sono abituato ai fatti e fatti seguiranno a queste considerazioni.

La politica della lega deve avere il consenso della maggioranza delle società, io ho solo preso atto di quanto è stato deliberato. Dimostra che le aspettative non sono in linea con aspetti di credibilità. Oltre all’aspetto politico, c’è un tema specifico dove non trova conforto la situazione nella stessa istituzioni, a quel punto ci si rivolge a istituzioni esterne che faranno le loro considerazioni.

La squadra è frustrata, mortificata. Però combattiva, che è già una cosa positiva: significa che c’è orgoglio di stare dalla parte del giusto.”

Il presidente biancoceleste ha poi parlato anche a DAZN, chiarendo ancora la situazione: “Non faccio l’arbitro, ma chi lo fa dovrebbe avere la capacità di comprendere il punto di equilibrio e il punto di rottura. Fa parte della mente umana non comprendere il punto di equilibrio, cerco sempre di trovare il punto d’incontro, ma oggi non riesco a trovarlo. Sarri ha la mia piena fiducia, oggi è stata una sconfitta forzata. Bisogna pensare al prossimo appuntamento, se perdi in questo modo non c’è responsabilità della squadra. Ai tifosi chiedo di avere fiducia nella correttezza della società: sono amareggiati, li capisco, ma chi ha visto la partita sa cos’è successo. Oggi è stata una partita priva di valori sportivi.