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RASSEGNA STAMPA

Lazio, infinito Pedro. Lotito: “Così non è escluso il rinnovo”. Domani la sfida con l’amico Fabregas

Il Patron della Lazio ha parlato sulle colonne  de Il Messaggero di Pedro. Lo spagnolo sembra essere rinato sotto la guida di Marco Baroni e le ultime partite sono la dimostrazione. Qualche tifoso chiede a gran voce il rinnovo di contratto in scadenza a giugno.“Abbiamo deciso di non cedere Pedro questa estate. Lui si allena sempre al massimo, ci mette tutto quello che ha. È un esempio per tutti. Rinnovo? Se dovesse continuare così non posso escluderlo”.

«Pedro tra luglio e agosto è stato corteggiato a lungo da Fabregas. La tentazione è stata forte, alla fine però l’attaccante ha deciso di rispettare la scadenza naturale del contratto con la Lazio» così recita l’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport” nell’articolo dal titolo “La proposta indecente di Cesc in estate”. L’allenatore dei lariani è stato compagno di squadra del numero 9 biancoceleste con le maglie di Barcellona, Chelsea e Nazionale spagnola. In estate Fabregas ha chiamato molti dei suoi ex compagni ancora in attività come Reina, Sergi Roberto e Alberto Moreno, per aiutarlo nella missione salvezza del Como. Tra questi sarebbe potuto figurare il nome di Pedro, cercato da Fabregas in estate, ma poi rimasto in biancoceleste per rispettare il suo contratto.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Con il Como turnover diverso rispetto all’Europa. Gestione Tavares, lavoro anche sulla postura…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Una mezza indicazione sulle scelte di Baroni per domani l’ha dato proprio lui in sala stampa dopo il Genoa, quando ha fatto capire che non ci sarà un turnover completo come in Europa League. Se giovedì se dovesse fare delle rotazioni minori vorrebbe dire semplicemente che le scelte che riguardano il campionato sono diverse a quelle per l’Europa. Non ci sarebbe nulla di male.

La chiave per interpretare la gestione di Baroni sarà la scelta su Tavares. La gestione del portoghese per adesso è stato strepitosa. E’ stato fatto un lavoro di un certo tipo per rimetterlo in sesto anche a livello posturale, oltre a come sia stato fatto riposare in Europa. Da escludere, ovviamente, che giocherà sia con il Como che lunedì contro il Cagliari. Poi ci sarà l’impegno complicato con il Porto“.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Tavares raddoppia e Lotito gongola: “Non lo vendo neanche per…”

Per la prima volta in stagione potrebbe essere chiamato al doppio impegno ravvicinato: Nuno Tavares è pronto agli straordinari, con Baroni che medita di impiegarlo anche nella ostica trasferta di Como. La Lazio è sempre più dipendente dal portoghese, che ha impattato in maniera incredibile sulla Serie A, sfornando assist a iose. Ben sette. Con il Genoa ne sono arrivati altri due (la Lega calcio ha rivalutato anche quello per il gol di Noslin.

Un vero e proprio affare (la Lazio lo riscatterà per 5 milioni) di cui andare orgogliosi, con il presidente Lotito che gongola e pensa già al futuro: “Già una plusvalenze? Non lo vendo nemmeno per 70 milioni – le sue parole a Il Messaggero – Abbiamo sbaragliato una concorrenza fortissima delle big sul terzino”.

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DICHIARAZIONI

Lotito: “Roma sempre inferiore da quando sono presidente. Non voglio più nomi, ma combattenti”. E Su Baroni…

Il presidente della Lazio Claudio Lotito, uscendo dal consiglio Figc, è stato intercettato dai microfoni dei giornalisti: “Da quando sono presidente, la Roma ha sempre veleggiato su posizioni inferiori, ma la mia competizione non è con la Roma. A me interessa risolvere problemi. La nostra è una famiglia in cui io metto la faccia e per questo attaccano tutti me. Ma da altre parti sento dire ‘Avessimo noi un presidente come Lotito!. Nella vita, se ti assumi la responsabilità di una gestione devi farlo fino in fondo. Ho in testa un programma tale che vede la Lazio raggiungere certi obiettivi, sia in termini organizzativi che di risultati sportivi senza fare “la figura della cicala”, quella non la farò mai. Lo scudetto? Il denaro è un elemento importante, non un elemento indispensabile, senza il quale non vinci. L’Atalanta lo scorso anno ha vinto l’Europa League e c’erano squadre ben più attrezzate”. 

Sullo Stadio: “Stiamo lavorando anche per quello, a metà novembre ci sarà lo studio di pre-fattibilità. Guardate quanti fronti abbiamo aperti. Abbiamo finito il centro sportivo, la prossima settimana inizieremo i lavori dell’academy”. 

“Io coltivo passioni – continua Lotito – , che sono nate nel 1900 quando è stata costituita la società e che sono state coltivate, quindi ho l’obbligo di preservarle, mantenerle  e tramandarle. E poi, come ricordo sempre, il calcio è di didascalico e moralizzatore, il calcio deve insegnare qualcosa, deve aiutare le persone meno abbienti, meno fortunate”.

Chiusura su Baroni ed un ipotetico rinnovo: “L’ho scelto con una funzione e la sta interpretando nel migliore dei modi, perché si sente parte integrante di questa famiglia. Noi abbiamo creato una famiglia dove sono tutti i figli. Baroni è colui che coordina questa grande famiglia dal punto di vista tecnico. Per la squadra deve essere un maestro di vita, come Tommaso Maestrelli. Io non voglio più i nomi, ma i combattenti”.

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DICHIARAZIONI

Lotito: “Lazio unita ed orgogliosa. Entro metà novembre incontro per il Flaminio”. Poi sui tifosi in Olanda…

Per il progetto Flaminio “siamo nei tempi previsti, ci incontreremo entro metà novembre con l’amministrazione comunale per approcciare a uno studio di prefattibilità e poi valuteremo il da farsi. Le proposte fatte da noi riportano in auge una struttura come il Flaminio senza snaturare l’architettura di Nervi. Lo abbiamo concepito come se lo stesso Nervi lo avesse fatto oggi”. Così il presidente della Lazio, Claudio Lotito, a margine della presentazione di “Maestro, il calcio a colori di Tommaso Maestrelli”, il lungometraggio realizzato in onore dell’allenatore della Lazio del primo scudetto, torna a parlare del Flaminio.

Poi, rispondendo a chi chiedeva se Baroni fosse l’uomo giusto per raggiungere lo stesso traguardo di Maestrelli, Lotito sottolinea di averlo “scelto con convincimento. Sapevo avesse queste caratteristiche di umiltà, professionalità e senso di appartenenza. Quando scende in campo la squadra è determinata, unita e orgogliosa di portare avanti i nostri colori. Speriamo che il tempo sia galantuomo e che il ridia a noi laziali quello che ci meritiamo attraverso il lavoro e il sacrificio di tutti i giorni”, prosegue.

Poi un pensiero sulla Lazio del ’74’ definita “una parte fondamentale della storia del club, una pagina scolpita nel cuore dei nostri tifosi e spero che rimanga un esempio per i nuovi ragazzi”, mentre sulla vicenda che ha visto protagonisti i tifosi laziali in Olanda Lotito ha spiegato di essersi “speso con le autorità italiane. Era stata emessa un’ordinanza dal sindaco, che secondo lui era funzionale alla tutela dei nostri tifosi per evitare che ci fossero scontri, ma che ha costretto i nostri ad essere regalati all’interno dell’albergo. Abbiamo messo in atto tutto quello che potevamo. Quando è scaduta l’ordinanza poi hanno potuto muoversi”, conclude. (ANSA).

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – ‘LeastSquares’: “Lazio, record di utili, ora ecco come Lotito può rendere la crescita meno episodica. Su main-sponsor e stadio…” (AUDIO)

Intervista all’esperto economista ‘LeastSquares’ (su X) ai microfoni di Radiosei

La Lazio da qualche settimana ha pubblicato il suo ultimo bilancio. A quale periodo si riferisce? Quali sono secondo te gli aspetti più significativi che emergono?

“Parliamo del bilancio chiuso al 30 giugno 2024. Non parliamo di quello che è accaduto nella stagione corrente, ma della precedente, quella della Champions League. Questo è il bilancio dei record senza dubbio, perché sono stati messi a segno quasi 200 milioni di euro di ricavi, c’è il record di utili, il più alto dell’era Lotito con 38,5 milioni di euro, che eguaglia il dato del 2018. Sono risultati molto positivi che contribuiscono a dare una bella risistemata al bilancio della Lazio, dopo cinque anni in cui era stato sempre chiuso in rosso. In particolare se analizziamo gli ultimi cinque esercizi del gruppo Lazio, notiamo che il rosso accumulato si attesta esattamente a 100 milioni di euro. Serviva un bilancio in utile, una bella notizia per la Lazio e suoi tifosi”.

Quali sono le strade per rendere questa crescita meno episodica e legata ai risultati del campo?

“Premetto che come tifosi dovremmo essere contenti se la Lazio incrementa i ricavi, perché solo così si possono incrementare i costi, che significa maggior valore della rosa e maggior competitività. Il risultato di quest’anno riflette componenti erratiche come la partecipazione in Champions e le elevate plusvalenze, fattori che non si ripetono ogni anno e su cui non si può sempre contare. Per incrementare in maniera stabile i ricavi della Lazio sicuramente un canale è quello delle plusvalenze, da realizzare però in maniera stabile, senza aspettare l’episodio, ma costruendo un canale di scouting per avere una componente di ricavo stabile. C’è sicuramente la strada degli sponsorizzazione, della pubblicità e del merchandising, che anche ha buoni margini di crescita e poi anche lo stadio contribuirebbe ad ampliare i ricavi del club”.

Come è spiegabile la mancanza del main sponsor sulla maglia della prima squadra?

C’è una spiegazione razionale di questa mancanza, che lega i ricavi ottenuti dallo sponsor al valore del marchio. In particolare c’è una corrispondenza biunivoca, ovvero se io fisso un valore del marchio, allora posso ricavare un aumentare delle sponsorizzazioni che è coerente con questo valore, viceversa se io fisso un valore della sponsorizzazione indirettamente posso risalire al valore del marchio. Se io società ricevo un’offerta per una sponsorizzazione che ritengo bassa, posso rifiutarla e indirettamente rifiuto anche il valore che il mercato attribuisce al mio marchio, ritenendo che sia più alto.

La Lazio rifiuta offerte che non ritiene congrue con il suo reale valore, ma da qualche parte bisognerà pur iniziare.

“È un ragionamento valido se nel momento in cui si continua a non avere uno sponsor, si investe affinchè arrivi un’offerta congrua. Per fare ciò occorre investire nella comunicazione e nel marchio. Secondo me su questi aspetti la Lazio è carente. Penso alla Ryder Cup di Guidonia in cui non c’era lo stand della Lazio, ma anche alle visualizzazioni social dei canali di altre società. Un’azienda cerca visibilità, quindi se tu come società hai una bassa visibilità, è difficile che poi arrivi una sponsorizzazione congrua”.

Quanto e in che modo uno stadio di proprietà come il Flaminio potrebbe incidere sul futuro e sul destino economico di una società come la Lazio?

Secondo me parecchio. Sicuramente il Flaminio comporta effetti di natura patrimoniale, avere uno stadio vorrebbe dire patrimonializzare la società aumentandone il valore. Porterebbe anche ad un aumento dei ricavi e delle presenze allo stadio, con conseguente aumento dei prezzi, come si registra nei dati di strutture costruite recentemente. La vera sfida della Lazio è quella di incrementare i ricavi anche in maniera slegata dagli eventi di calcio, quindi cercare di utilizzarlo tutti i giorni della settimana, anche d’estate. Penso ad esempio al museo, ai centri commerciali e all’utilizzo per i concerti. Un altro aspetto fondamentale che non viene mai menzionato quando si parla di stadio di proprietà, riguarda i vantaggi non economici. C’è tutta un’ampia letteratura a disposizione che mostra in maniera rigorosa come il tifo abbia dei risultati favorevoli per le prestazioni, quindi togliendo la pista di atletica e avvicinando il pubblico, otterremmo anche un vantaggio dal punto di vista dei risultati sportivi”.

Considerando la consistenza patrimoniale del gruppo Lotito, rispetto ad altri club italiani, ritieni di poter elogiare o criticare i risultati ottenuti?

“Dipende. Se noi consideriamo i limiti della Lazio, secondo me ha ottenuto ottimi risultati. Basti pensare che il costo rosa della Lazio è molto più vicino a quello del Torino e la metà di quello della Roma, sicuramente per quello che è stato speso si è ottenuto molto di più. Questa è una delle note di merito della società. L’aspetto meno positivo è quello della capacità di spesa: secondo me la Lazio ha fatto molto poco per allentare i vincoli che ha, come se fossimo vittime di una sorta di legge deterministica per cui la Lazio debba avere il sesto fatturato della Serie A nei secoli dei secoli. Sento spesso dai tifosi questa accettazione passiva, che è sbagliata, perché il fatturato e limiti di spesa della Lazio non sono esogeni, non vengono cioè dall’esterno. Si deve investire per incrementare il fatturato, qui secondo me la società è mancante e bisogna fare molto di più”

Quanto potrebbe valere una società come la Lazio sul mercato?

“È una domanda difficile perché risulta difficile stimare il valore di una società di calcio. Lo scorso maggio KPMG (una rete di società indipendenti, di fornitura di servizi professionali alle imprese, specializzato nella revisione e organizzazione contabile, nella consulenza manageriale e nei servizi fiscali, legali e amministrativi, ndr) ha pubblicato le stime del valore dei club, con dati disponibili a gennaio. Per la Lazio il valore stimato è intorno ai 450 milioni di euro. C’è da dire però che esistono una serie di motivazioni per le quali Lotito potrebbe attribuire alla Lazio una valore nettamente superiore, sono considerazioni di carattere prospettico, come ad esempio la crescita della Serie A, molto indietro rispetto a campionati come la Premier League o la Bundesliga. Anche lo stadio incrementerebbe il valore, poi ci sono effetti di visibilità che Lotito sicuramente trae dal club, le sinergie con le aziende del gruppo Lotito, le famose parti correlate e infine c’è “l’effetto dotazione”, che ci porta ad attribuire alle cose in nostro possesso un valore molto maggiore di quello che effettivamente hanno”.

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RASSEGNA STAMPA

Furia Lotito: “Con la Juve altro scaldalo. Ora basta”

Dopo l’arbitraggio discutibile della gara tra Lazio e Juvetus, Claudio Lotito torna a esprimere la propria collera: “Come a Firenze, un altro scandalo. Ora basta”, sono le parole riportare dal Messaggero. Ha già detto il resto sabato sera, il ds Fabiani, tornato sulla sfida del Franchi, dove aveva deciso di rimanere in silenzio: “Manca uniformità di giudizio. Perché il Var interviene per l’espulsione di Romagnoli e non richiama l’arbitro Sacchi per il piede a martello di Douglas Luiz su Rovella (sarebbe stato almeno il secondo giallo, ndr) e poi per il pugno a Patric? Giocare in 10 contro 10 mentre si va verso il pareggio può ridare entusiasmo. E perché poi nessuno fa rivedere le immagini in tv e siamo costretti a tirarle fuori noi da Formello?”.

Lazio, rabbia Fabiani: “Condotta violenta su Patric prima del gol, a cosa serve il Var? Rocchi intervenga, si fa il male del calcio” (AUDIO)

“Ci lascia il rammarico la mancata un’uniformità di giudizio. Douglas dà un pugno a Patric, ma il VAR non interviene, non vede eppure le immagini ci sono. Lo stesso Douglas interviene con il piede a martello su Rovella, anche lì non interviene. Però lo fa sull’intervento di Romagnoli, dove l’arbitro secondo me aveva visto bene da campo. A Firenze interviene sul contatto di Tavares. Il VAR a così a che serve? A me sembra che gli episodi siano solo a senso unico. Questo è un male per il calcio, non per la Lazio. Noi ci riprendiamo, ma con questi episodi non si va da nessuna parte. Se questo è il VAR facciamo una class-action per abolirlo, quest’anno sta facendo danni. Qui c’è condotta violenta, c’è un pugno. Perché l’arbitro va da Patric, c’è il tempo per intervenire, perché non viene fatto nulla? Io assolvo gli arbitri, non c’entra nulla in questa circostanza”.

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DICHIARAZIONI

Lotito: “I giocatori più titolati mi hanno fatto capire che Sarri non fosse più gradito”. Poi su Tudor e Baroni: “Ha fame”

In una lunga intervista rilasciata ai microfoni di Dazn, il presidente della Lazio Claudio Lotito, si sofferma in particolare sulle vicende che hanno riguardato momenti e scelte sugli ultimi tecnici biancocelesti:

SARRI -“Noi avevamo un buon rapporto. Lui ha le sue idee da un punto di vista politico e comportamentale. Si era però creata tra noi un’alchimia per il rispetto della persona. Lui in un’intervista disse una frase che mi ha gratificato e sorpreso dicendo che fossi una delle persone più intelligenti che conosceva. Finita una partita abbordabile all’Olimpico, la squadra non era andata bene e quando ha visto la prestazione, nella sua stanza mi ha detto che la squadra non aveva più l’orgoglio di combattere. Io gli dissi che li avrei mandati in ritiro, lui accettò e venimmo in ritiro a Formello. Qualcuno si è lamentato, forse perché non avevano più un anima, e mi accorsi che il ritiro servì solo per confessarsi tra loro e tirar fuori questa posizione di contrasto verso l’allenatore, soprattutto da parte delle persone più titolate, che mi hanno fatto capire che la persona non era più gradita, anche se non avevano il coraggio di dirlo. Sarri ha deciso di andare via sul presupposto che non era più in gradi di governare lo spogliatoio. Io gli ho riconosciuto lo stipendio fino alla fine del campionato, potevo non farlo, si era dimesso”.

TUDOR – “Tudor ha assunto una posizione di comando come allenatore e ha portato cambiamenti sostanziali, tanto è vero che la squadra ha avuto un sussulto d’orgoglio. Poi, però, alla fine del campionato mi disse che bisognava cambiare una serie di giocatori che creavano problemi. Allora ho deciso che bisognava fare dei cambiamenti sostanziali, sradicare chi era convinto che fosse il padrone della società, che in realtà ha un padrone solo, un proprietario solo, che deve lavorare per il bene della società”. 

BARONI – “Abbiamo scelto un allenatore che parla il nostro stesso linguaggio, che ha fame e che vuole dimostrare. Anche sull’allenatore tutti mi hanno attaccato”.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Antonini (Pres. Trapani): “Tare buono, Fabiani grande. Con Greenwood sarebbe stata Lazio da scudetto. Per il Flaminio sarà lunga”(AUDIO)

VALERIO ANTONINI (Presidente Trapani) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Sono felice di aver portato avanti questo progetto e questi importanti investimenti a Trapani, stiamo avendo risultati molto importanti, anche nel basket. Abbiamo dato grande credibilità ad una piazza ambiziosa ed ora ci prepariamo anche a riqualificare le infrastrutture della città. Sono stato nominato cittadino onorario di Trapani, per me un grande onore e gratificazione.

Retroscena Yalmaz-Lazio? Burak era il centravanti del Galatasaray, aveva segnato otto gol in Champions. Siccome il presidente Lotito sapeva dei miei rapporti con la Turchia, mi chiese di fare un passaggio per sondare. Anche la Fiorentina era interessata, era difficile comprarlo alle cifre proposte da Lotito, circa 8 milioni. Successivamente alzò l’offerta ad 11 milioni, offerta accettata dal club turco ma non dal giocatore ed il suo entourage, un po’ indispettiti dalle lungaggini della trattativa. Poi, lavorando in questo mondo, ho rivalutato alcune logiche di risparmio di Lotito. Siamo arrivati ad un punto di rottura, vanno riviste alcune strategie per aiutare i club anche in termini di diritti televisivi. E’ una battaglia continua, spuntano richieste incredibili da parte di più componenti. Per questo, come fa Lotito, gestisco io tutte le trattative.

L’amichevole che sono riuscito ad organizzare con la Lazio è stata una gioia ed un orgoglio. Per questo devo ringraziare il direttore Angelo Fabiani che sta facendo davvero cose eccezionali sul mercato. L’unica pecca è non aver portato Greenwood, con l’inglese sarebbe stata una Lazio da scudetto. Per il resto ha costruito una squadra importante con colpi di mercato molto intelligenti anche per il futuro del club. La Lazio è passata da un buon Ds come Tare ad un grande come Fabiani.

La Lazio è molto forte, potrebbe migliorare sulle alternative in difesa, ma per il resto è abbastanza completa. Se, come il Napoli, non avesse dovuto fare l’Europa League, potrei sostenere già oggi

Il Flaminio? Oggi lo stadio di proprietà ed i suoi ricavi sono un fattore imprescindibile per programmare un futuro a medio-lungo termine. Chi ha un asset che valgono centinaia di milioni sei super garantito ed al riparo da indebitamenti. I due pilastri per una società sportiva sono gli impianti ed il settore giovanile. Il Flaminio è la storia della Lazio, la destinazione ideale per noi tifosi laziali, ma come cosa la vedo molto lunga. Le normative che andranno rispettate dal punto di vista urbanistici sono molteplici. Mi aspetto lungaggini di ogni tipo”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA PROGETTO STADIO

‘QUELLI CHE…’ – Abbate: “Flaminio, contatti Lotito-Soprintendenza per la documentazione necessaria” (AUDIO)

ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Inutile criticare le domande che vengono fatte a Lotito, è un personaggio che se vuole rispondere non lo fa o comunque dribbla a suo piacimento discorsi che non gli piacciono.

Lotito sul Flaminio ha continuato a fare riferimento alla sua volontà di fare di questo stadio l’orgoglio dei tifosi laziali. Continua a battere su questo concetto, nel frattempo non ci sono contatti con il Campidoglio bensì con la Soprintendenza per avere tutta la documentazione utile e necessaria per l’approvazione del progetto che renderebbe concreto anche l’accordo con Legends. Il termine per la presentazione è slittato al 20 Novembre non per motivi che riguardano la Lazio, ma per lo slittamento della conferenza dei servizi per il progetto presentato dalla Roma Nuoto.

L’inizio di questa Lazio di Baroni mi ricorda molto la partenza di Inzaghi. E’ ancora presto per dare giudizi, continuo a pensare che questa squadra non sia da Champions, ma il lavoro fatto fino ad adesso è davvero bello e sorprendente”.