Quello presente è Milinkovic sotto il suo sguardo; quello assente a sorpresa all’hotel Cavalieri, per un improvviso lutto in famiglia, è Luis Alberto. Il nodo ora è tattico. Lo ha dimostrato la prima parte del campionato (appena 3 gare su 17 insieme dall’inizio, fra Serie A ed Europa, da agosto), e ancora le ultime due amichevoli nel mini-ritiro turco. Il numero 10 ha brillato contro Galatasaray e Hatayspor, guarda caso senza Sergej, e prima con Basic e poi con Vecino a fare il lavoro sporco. Se nel 3-5-2 di Inzaghi, Milinkovic e Luis Alberto erano più coperti e si completavano, nel 4-3-3 di Sarri non si vedono più di buon occhio. In particolare, il serbo non ha intenzione di lottare e correre per due a centrocampo né Sarri vuole rinunciare al suo estro (già 7 assist e 3 gol) in attacco. Ecco perché, al di là delle frizioni di un anno e mezzo, alla fine a pagare lo scotto è sempre il Mago. Utilizzato con Milinkovic dall’inizio con le piccole (eccezione fatta per il Napoli, con pessimo risultato), ovvero quando non c’è da fare chissà quale filtro; invece fuori – oppure dentro a gara in corsa – nelle sfide ad alto ritmo, salvo nel derby con Sergej squalificato.
SERVE L’OBBLIGO DI RISCATTO
Non cambierà questo spartito. Luis Alberto si è impegnato, dal 1 dicembre ha dato tutto nella preparazione d’inverno, ma resta un comprimario. Magari partirà titolare a Lecce, il 4 gennaio, perché Milinkovic convive ancora con un edema alla caviglia e non è al 100%. Il Mago sembra più sereno, ma si trova ancora davanti a un bivio: accettare il ruolo part-time che Sarri gli ha già ritagliato oppure continuare a guardarsi intorno. Il Siviglia ha rescisso il contratto di Isco, in estate si era presentato con una proposta ufficiosa di prestito con diritto di riscatto a 16 milioni, Lotito ribadisce il no: «Non lo cedo a titolo temporaneo, servono i soldi (almeno 20 milioni, ndr) per lo spagnolo». Anche perché il 20% della rivendita spetterà al Liverpool e serve il cash per Ilic come sostituto. Il Messaggero