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APPROFONDIMENTI

Lazio, quanto ha guadagnato con la Champions: Lotito ha già ripianato il negativo di bilancio e mercato

(…) Quanto ha guadagnato la Lazio. Ora la squadra biancoceleste dovrà rialzarsi e riprendere a correre in campionato, altrimenti la comparsata in Champions resterà solo un bel ricordo. Chissà se Lotito tornerà presto a occuparsi dei rinnovi di contratto, sbandierati all’inizio dell’estate e mai più affrontati se non approfittando di qualche brutta caduta (tipo Salerno) per far sapere che ora non se ne parla proprio. E prima? I dati sono certi, come il deficit certificato in bilancio al 30 giugno 2023 (meno 30 milioni) a cui bisognerà aggiungere lo stesso importo investito sul mercato, prezzi dei cartellini dichiarati in Borsa, al netto delle cessioni di Milinkovic e Maximiano. Ecco quei 60 milioni di negativo (senza contare gli ingaggi e l’Iva), Lotito li ha recuperati dal girone di Champions e almeno di questo dovrà rendere merito a Sarri e ai suoi giocatori per quanto guadagnato: 59 milioni di ricavi (58,9 per la precisione e come riporta la tabella in pagina) possono essere considerati in cassa per effetto del successo sul Celtic Glasgow e del passaggio del turno. In parte saranno riscossi entro dicembre, in parte nei prossimi mesi e sino all’estate 2024, ma la contabilità non si discute. La somma è presto fatta: 15,64 milioni derivano dalla partecipazione al girone e altri 15,9 dal ranking storico della Lazio in Europa negli ultimi dieci anni (14 quote da 1,137 mln come diciottesima classificata tra le 32 partecipanti alla Champions). Infine 9,3 sotto forma di bonus legati ai risultati nel girone (3 vittorie e 1 pareggio) e ulteriori 9,6 per la qualificazione agli ottavi. Il market pool, con la ripartizione destinata ai club italiani, verrà calcolata dall’Uefa a fine torneo e in base al piazzamento. La quota fissa per la Lazio è di 5,1 milioni con un minimo, nella parte variabile, di altri 3,4. La quota variabile salirebbe sino a 6,3 nell’ipotesi remota di un cammino sino alla finale di Wembley (primo giugno).

Quanto ha guadagnato Lotito

Il totale dunque è già arrivato a sfiorare i 60 milioni senza sapere quanto la Lazio, in tre partite interne, abbia riscosso al botteghino dell’Olimpico. Lotito, da sempre, non comunica l’incasso del singolo evento. I conti societari sorridono in attesa dell’ultima partita del girone a Madrid: 930 mila euro vale il pareggio e 2,8 milioni la vittoria. Battere fuori casa l’Atletico e chiudere al primo posto il girone significherebbe presentarsi da testa di serie nel tabellone a eliminazione diretta. Sorteggio a Nyon il 18 dicembre, ottavi in calendario tra metà febbraio e metà marzo, l’ingresso ai quarti varebbe un gettone da 12,5 milioni. Almeno un altro grande incasso invernale all’Olimpico è garantito, in caso di secondo posto la Lazio giocherebbe l’andata in casa con una big. (…) Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Lazio in Argentina, ma non solo per Valentini

Quello in programma a gennaio si annuncia come un mercato vivace per la Lazio, sia in entrata che in uscita. In difesa Gila vuole giocare con più continuità, portando quindi la dirigenza biancoceleste a valutare sia eventuali offerte che come sostituirlo. Come riporta Il Messaggero, un nome che piace è quello di Nico Valentini del Boca Juniors il cui contratto è in scadenza a dicembre 2024. Un mese fa lo scouting Picchioni lo ha visionato dal vivo, ma la sua missione in Argentina era soprattutto per un altro obiettivo (al momento ancora non svelato).

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CALCIOMERCATO

Una rivale per la Lazio: Barcellona su Wieffer

Il calciomercato non finisce mai

Il calciomercato non finisce mai. Si avvicina la finestra di trattative invernali e i profili già sondati in estate tornano di moda. Per la Lazio, uno dei nomi accostati alla squadra che verrà resta quello di Matts Wieffer. Il centrocampista, 24 anni compiuti il 16 nove,bre, è vincolato al Feyenoord fino al 2027.

Il riccio interno, formatosi nel settore giovanile del Twtente, nel 2020 è approdato da svincolato all’Excelsior, club che nel 2022 l’ha ceduto alla compagine di Rotterdam per soli 575.000 euro. Prospetto in crescita, già 6 i gettoni con l’Olanda per lui, il nostro in questa Eredivisie ha segnato 2 gol in 11 match; 1 assist nelle 4 recite di Champions. In due di queste Wieffer ha incontrato la Lazio, i biancocelesti già lo scorso anno erano stati colpiti dalle qualità del ragazzo. Tanta corsa e molti inserimenti nelle corde del ragazzo che già l’anno scorso, in Europa League, aveva fatto male ai capitolini.

Wieffer fino alla scorsa estate aveva un costo di circa 15 milioni, ma ora il cartellino vale ancora di più. Aumentano le concorrenti, come scrive Il Corriere dello Sport, citando a sua volta Sport, il ds del barca, il portoghese Deco, insieme con il tecnico blaugrana Xavi, avrebbero messo gli occhi sul gioiello di Arne Slot. Pretendente ostica per la Laziom, considerando come dai tempi di Cruyff, il Barcellona per gli oranje rappresenti uno dei lidi di mercato più desiderati.

Foto: profilo Instagram mattswieffer

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RASSEGNA STAMPA

Attacco, Lazio vigile sul mercato: proposto Mikautadze

Come riporta Il Messaggero, in casa Lazio c’è grande preoccupazione per la sterilità dell’attacco in questo primo scorcio di stagione. Il calciomercato biancoceleste si sta guardando intorno per cercare di risolvere il problema già a gennaio: a Lotito nelle ultime ore è stato proposto in prestito dall’Ajax Mikautadze, peraltro seguito anche in estate. Il calciatore piace ma difficilmente si potrà arrivare a dama senza un’uscita nel reparto. La pista è comunque da monitorare.

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Ben venga la concorrenza: ora Sarri valorizza rosa e mercato

Ben venga la concorrenza ma ora Sarri è chiamato a fare l’equilibrista. Una Lazio vincente e di nuovo in forma con la maggior parte dei suoi interpreti aumenta il coefficiente di difficoltà nelle scelte del tecnico. Mau non ha mai dovuto fare i conti con l’abbondanza, si è sempre dovuto accontentare di uno zoccolo duro al quale apportare giusto qualche modifica. Stavolta in moltihanno alzato il rendimento: la panchina reclama spazio a suon di prestazioni ottime e, quando tra titolari e subentrati la differenza di prestazione comincia a essere minima, scegliere diventa un bel rebus.

In questa Lazio sembrano esserci 15-16 titolari, se n’è accorto anche Sarri, che punta a coinvolgere l’intera rosa come non mai, sfruttando ogni slot e tutte le sostituzioni a sua disposizione. La scorsa stagione la Lazio viaggiava a una media di tre cambi a partita, oggi le alternanze sono frequenti e il minutaggio è già alto per gran parte della rosa (tra i calciatori di movimento solo Basic e Gila non hanno esordito).

Prendete Vecino, uno dei giocatori più in forma assieme a Luis Alberto, nominato Mvp in Champions contro il Celtic e decisivo dalla panchina nello scontro diretto con l’Atalanta, ma comunque mai scelto titolare nelle ultime tre di campionato. Sorpassi e contro-sorpassi all’interno di gerarchie in continuo cambiamento: oggi Guendouzi ha preso terreno su KamadaRovella è in rampa di lancio, e Castellanos, se non avesse dietro uno come Immobile, sarebbe titolare anche a Rotterdam col Feyenoord.

Lì dove domani tornerà ad alzarsi il sipario della Champions League, Ciro scalpita per guidare nuovamente l’attacco. Il capitano laziale ha chiarito le frizioni con una parte della piazza, s’è messo alle spalle i problemi fisici e ora sogna di tornare al gol in una grande notte europea. Ieri ha ricevuto anche l’ennesima carezza del suo presi- dente: «Ognuno di noi è sottoposto a critiche, non si deve preoccupare, quello che conta sono i rapporti con la società» è stato il messaggio lanciato da Lotito dopo l’Assemblea di Lega. Il patron ora spera di vedere continuità: «Abbiamo avuto problemi all’inizio, dobbiamo fare tesoro delle ultime partite per evitare che si ripetano certi episodi. Siamo una buona squadra che può giocarsela con tutti. Ora si è creato un buono spirito di gruppo. Vogliamo dare soddisfazioni ai tifosi». Sarri sta gradualmente valorizzando un mercato estivo condotto in prima linea dal patron. E ora si gode un’abbondanza da imbarazzo della scelta. Ben venga concorrenza. TuttoSport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Prandi: “Bene i piazzamenti in Champions, ma quest’anno vorrei vincere qualcosa” (AUDIO)

ANDREA PRANDI in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Non ci sono sicurezze sul futuro di Sarri perché dipendono ovviamente dai risultati come per qualsiasi allenatore. Bisognerà anche vincere qualcosa oltre a piazzarsi in Champions, altrimenti facciamo la fine dell’Atalanta che si piazza, ma alla fine non vince nulla. Nel calcio occorre anche raggiungere risultati per essere giudicati.

Secondo me nemmeno Inzaghi aveva una squadra forte come quella che Lotito ha messo a disposizione a Sarri. Indubbiamente quest’anno sono state fatte cose importanti sul mercato.

Non conta solamente prendere giocatori di livello, ma conta che facciano gruppo. Se prendi fenomeni e non fanno gruppo, farai meno risultati di chi non ha fenomeni ma hanno affinità. Il Milan ne è un esempio: prendono anche giocatori poco conosciuti, eppure rendono moltissimo”.

https://podcasters.spotify.com/pod/show/radiosei98100/embed/episodes/Giulio-Cardone-e-Andrea-Prandi-12102023-e2afqlp

Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Lotito non vedeva l’ora: “Ora che si dice del mercato?”

[…] “Hola”, risponde da ieri Lotito al telefono. Il presidente lo ha preferito a Sanabria, ha speso 19 milioni (bonus compresi) per portarlo a Roma e urla da quel giorno «Ho preso un fenomeno». Voleva che Sarri ne facesse esprimere il talento, ovvio che ora gongoli e sia al settimo cielo: «Adesso cosa dicono del mercato? Non solo del Taty. Avete visto Guendouzi, Rovella, Isaksen che partita hanno fatto?». Dallo svedese è nato il cross di Marusic, per la sponda di Castellanos e la semirovesciata di Vecino, sempre più amuleto. Tre gol dell’uruguagio, tre vittorie su quattro (Torino, Celtic e Atalanta) della Lazio: «È stata una partita dura per noi, perché abbiamo fatto la prima mezz’ora molto bene, poi ci siamo fatti pareggiare e non era affatto scontato portare 3 punti a casa in questo modo». Dopo l’80’, ancora in zona Caicedo: «Questa vittoria è fondamentale per tornare nei posti Champions. Dobbiamo giocare per tutti i 90 minuti come nel primo tempo». Glasgow ha sbloccato il cervello: «I risultati aiutano, quando non arrivano i 3 punti si perde fiducia, ma abbiamo una buona rosa, ricambi di qualità e speriamo di tornare in alto perché la stagione è ancora lunga e nulla è perso». C’è Vecino a recuperare i gol dispersi sul mercato: «Milinkovic era importante per noi, ha fatto anni pazzeschi, ma quest’anno ci sono più scelte e cerchiamo sempre di dare il nostro contributo». Il nome di Mattias sul tabellino sta diventando una sentenza di successo. Il Messaggero

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Lotito-Sarri, la genesi di una crisi nata in estate

Si spalancano sul futuro il panorama di questa Lazio perduta e i riflessi del rapporto Lotito-Sarri sbriciolato. Ha accentuato i fronti di guerra fredda la conferenza stampa di Mau a San Siro. La profondità delle faglie sismiche che hanno squarciato Formello appare insanabile, non ci sono toppe diplomatiche da mettere. Sarri spacca, ma va avanti, non è tipo che si dimette, mai fatto: «I giocatori indicati non sono arrivati, ho chiesto A, mi hanno dato X e Y». Lotito non rompe, per ora. Ma non può non guardare la classifica e restare sordo a certi attacchi. E’ imbufalito, non tutti pensano che non sarà sfiorato dall’idea di prendere decisioni clamorose in caso di crollo nonostante il contratto ricco e blindato che lega Sarri alla Lazio (circa 4 milioni l’anno, bonus compresi, fino al 2025). Doveva essere la coppia più bella del mercato, si è rivelata una coppia impossibile. E’ continua, da luglio, l’escalation di discordanze e incoerenze tra presidente e allenatore. E’, rimane, è sempre stata e sarà sempre una questione di rapporti di fiducia traditi, di potere. Sarri, senza Tare, aveva creduto (o gli avevano fatto credere) di poter diventare il Ferguson della Lazio. Lotito, supercult della sua gestione, dopo ogni stagione di successo si mette ai comandi con la presunzione di infallibilità, quest’anno riassunta nella definizione «gli acquisti li scelgo io. A Sarri ho chiesto di indicarmi delle posizioni da coprire e non dei nomi».

Sarri-Lotito: l’estate e le parole della discordia

«Servono giocatori forti», disse Sarri alla fine dello scorso campionato, chiuso da vicecampione d’Italia. Aveva fatto i nomi di Milik (che poi ha scelto la Juve), Berardi e Zielinski su tutti, convinto che fosse necessario alzare il livello di competizione dentro lo spogliatoio. In corsa ha aggiunto il nome di Sanabria. Mau, senza dirigenti sul campo, per tutto il ritiro di Auronzo ha aspettato acquisti, gli è arrivato solo Castellanos. Lotito ha ufficializzato il diesse Fabiani solo il 19 agosto, per quanto già fosse operativo. La crisi tra presidente e allenatore era scoppiata subito in estate anche se si è cercato di nasconderla sotto comunicati congiunti, a rileggerli oggi poco credibili: «Il presidente Claudio Lotito e il mister Maurizio Sarri, dopo l’incontro avuto ieri sera a Formello, ribadiscono “la piena sintonia nella gestione del mercato e l’unità di intenti…”»fu scritto in piena estate, l’1 agosto nella nota che fece seguito al vertice chiarificatore del 31 luglio. Sarri aveva fatto saltare Sow dell’Eintracht, ha continuato ad aspettare rinforzi che non aveva chiesto. Lotito, che aveva mire di vittoria dopo il secondo posto, ha iniziato a far sapere che Mau rifiutava giocatori su giocatori, ha continuato dicendo “ho costruito una Ferrari. Ho già speso 100 milioni”. E quando spende e spande pretende il diritto a processare. Da qui la critica mossa da Lotito a Sarri dopo il pareggio col Monza, voleva che giocasse Castellanos, rimasto in panchina. Siamo arrivati al caso “San Siro”. Andando avanti così chi ha più da perdere non sono certamente Lotito e Sarri. E’ la Lazio. Lo riporta il Corriere dello Sport

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DICHIARAZIONI

Conferenza Sarri: “Neanche lo scorso anno eravamo grandi, prevedibile non confermarsi. Mercato? Non è arrivato chi ho indicato…” (AUDIO)

Le parole di Maurizio Sarri in sala stampa dopo la sconfitta con il Milan:

“Penso che noi non siamo una grande squadra. Non possiamo considerarci così, non l’eravamo nemmeno l’anno scorso. Quando giochiamo contro queste squadre perdiamo per la cilindrata, Leao ha dato due sgasate e l’ha decisa. Ma oggi abbiamo giocato con più personalità rispetto all’anno scorso. Noi nel primo tempo abbiamo fatto meglio, ci sono state minimo una decina di situazioni in cui siamo entrati negli spazi in superiorità. Il risultato è lo stesso, ma la prova è diversa rispetto a quella qui dell’anno scorso. La Lazio è vittima di un cocktail micidiale, le prime due partite le abbiamo perse contro squadre alla portata, ma in tutti gli anni che ho fatto la Serie A tre trasferte così di fila contro Napoli, Juve e Milan non le ho mai viste fare a nessuno. Tutto ciò ci ha messo in queste condizioni. La classifica non è da guardare ora, dobbiamo tirarci fuori, ma ciò prevede mesi di partite. Non qualche partita”.

Quanto è difficile ripetersi? 

“Era facilmente prevedibile che sarebbe stato di una difficoltà estrema. Abbiamo sbagliato contro squadre alla portata. La strada sembra quella giusta, però non sarà facile tirarsi fuori dalla situazione brutta di classifica. I giocatori devono pensare che sarà così. In tre partite non si può risalire, va fatto piano piano”. 

Ha cambiato sempre il centrocampo: mai lo stesso terzetto nelle ultime 5 partite. Perché?

“Una scelta dettata da un calendario folle, io sono ferocemente incazzato con Uefa, Lega Serie A, Fifa e tutto il resto di questa banda. Nell’ultima giornata di campionato abbiamo avuto tra le 40 e le 50 lesioni muscolari. Non ho sentito un comunicato da parte dell’associazione allenatori a difesa degli iscritti, stanno mandando i ragazzi al macello senza che nessuno intervenga. Il calcio ormai è purtroppo questo. Prendi i soldi e scappa. E ora i soldi li prendono sempre in meno. Negli anni 80-90 chi giocava in C per 10 anni ed era a posto per tutta la vita, ora probabilmente appena smetti devi fare domanda alle poste o a qualche altro istituto. Tutto questo circolo di soldi viene immesso per 30-50 giocatori, ma il sistema è tritato. Questo un po’ di difficoltà ce le crea e ce l’ha create. Ma la strada sembra che piano piano sia quella giusta. Poi speriamo di fare anche i risultati”. 

La Lazio dove può arrivare in Europa?

“Non so a cosa si può puntare in Europa. Non siamo di sicuro tra le più forti in Champions, ora possiamo puntare solo a passare il girone e non sarà neanche semplice. Arrivammo primi nel girone col Napoli, dovevamo affrontare una seconda e ci toccò il Real Madrid. La Champions è difficilmente prevedibile, poi più o meno arrivano sempre le stesse in fondo. Nell’eliminazione diretta non si possono fare troppi programmi”. 

Hai avallato il mercato o è il mercato della società?

“Difficile rispondere alla domanda. Io parto da certi nomi, poi si arriva a questo o quello e posso esprimere la mia preferenza. Io parto da A, poi si arriva a X o Y e scelgo tra quelli. Ma io sono partito da A. Quelli che ho indicato io non sono arrivati, quindi vado avanti con quelli a disposizione. Nel 95% dei casi ogni allenatore comunque darà la stessa risposta”. 

Castellanos o Immobile, la Lazio fatica con gli attaccanti?

“Oggi abbiamo fatto 14 tiri, più o meno come il Milan. Poi è vero che abbiamo tirato piano dal limite con il Milan. Il numero di tiri vuol dire che la squadra ha prodotto, poi ci sarà la partita dove con 7 tiri dal limite riesci a fare 5 gol”. 

Da cosa dipende la mancanza di incisività?

“Difficile dirlo, forse è la concomitanza di tanti fattori. Però poi alla fine dei conti stiamo facendo gli stessi risultati dell’anno scorso, non è che ci sia troppa differenza. Dal punto di vista mentale difficile pensare alla mancanza di cattiveria. Non lo so, sinceramente. C’è un dato: nel rapporto percentuale tra le occasioni create e i gol fatti l’anno scorso eravamo primi, quest’anno siamo 18esimi. La differenzaè  grossa. Stesse occasioni create, meno gol”.

https://podcasters.spotify.com/pod/show/radiosei98100/embed/episodes/Milan-Lazio-2-0-la-conferenza-stampa-postpartita-di-Maurizio-Sarri-30092023-e2a07ju
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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mazza: “Mercato tardivo ed errori di Sarri i motivi delle due sconfitte. Immobile non ancora in forma” (AUDIO)

MAURO MAZZA in diretta a ‘QUELLI CHE…’

Mauro Mazza a Radiosei, “La metafora della Ferrari che fa spesso Lotito, la dovrebbe evitare perché non funziona. Spero che trovi qualcos’altro.

Per quanto riguarda le prime due sconfitte, dobbiamo dare delle responsabilità: il mercato iniziato molto tardi nonostante il fatto che le richieste dell’allenatore siano state fin da subito chiarissime. Poi Sarri: possibile che sapendo dei ritardi evidenti fin da subito, non sia riuscito a mettere in campo 11 giocatori atleticamente in grado di far una figura migliore di quella che abbiamo visto?

Purtroppo alla Lazio servirebbe tempo per amalgamare i giocatori, ma di tempo non ce n’è e il rischio di essere a zero punti dopo quattro gare è molto alto e sarebbe davvero un problema perché aumenterebbe la pressione dell’ambiente e potrebbero andare in ‘depressione’ i giocatori. Con sei punti in cascina accumulati nelle prime due partite, anche il sorteggio di oggi lo avremmo affrontato con più leggerezza.

Nella partita contro il Genoa, il migliore dei nostri è stato Luis Alberto che ha rinnovato il contratto. Non vorrei che anche il tardivo rinnovo di altri giocatori possa pesare sul rendimento.

Tra tutti i giocatori arrivati, quello che mi intriga di più per caratteristiche è proprio Guendouzi. Penso comunque che Immobile rimanga fondamentale per questa squadra e mi sembra non sia ancora in forma nonostante Sarri lo tuteli non avendogli risparmiato nemmeno un minuto delle prime due partite giocate. Ma ci aspettiamo che il Capitano possa dare di più a se stesso e alla squadra. Vedremo se Castellanos sarà in grado di dargli ogni tanto un po’ di respiro”.

Alessio Buzzanca