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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Lesione di primo grado per Casale. Zac verso la panchina, Kamada oggi in campo” (AUDIO)

Alberto Abbate (Il Messaggero) a ‘NMM’ “Lesione di primo grado per Casale. Zac verso la panchina, Kamada oggi in campo”

“Lesione di primo grado per Casale. Zac verso la panchina, Kamada oggi in campo”. Alberto Abbate a Radiosei: “Per Casale non è una ricaduta, ma uno stiramento di primo grado ad un altro muscolo (adduttore). Stava cercando di recuperare e bruciare i tempi, questa è un’altra botta forte. Ieri si pensava all’affaticamento, oggi è stata evidenziata la lesione di primo grado. Patric e Romagnoli erano al limite dello stiramento al termine dell’ultima serie di partite. Vediamo se Gila avrà qualche occasione per mettere minuti nelle gambe, io credo sia necessario a questo punto. Fra l’altro, lo spagnolo è alle prese con un’influenza. Nel caso di estrema emergenza, credo che Marusic possa essere schierato centrale, anche più di Hysaj. Insigne? Ha chiamato Sarri mesi fa per proporsi e negli ultimi tempi, è passato all’agenzia di Luis Alberto. Potrebbe arrivare solo nel caso in cui partisse Pedro. Non c’è altro. Zaccagni? Credo che per precauzione, non verranno forzati i tempi. Kamada, non ci sono particolari allarmi. Oggi in campo. Vecino out, anche se sta migliorando (stiramento al gluteo, ndr)”.

“Ferguson piace tanto a Sarri, ma anche alla Juventus. Il Bologna sta aspettando giugno per poter sparare alto, oltretutto forte del rinnovo appena siglato dal centrocampista”.

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ESCLUSIVE

ESCLUSIVA – Radiosei incontra Cataldi: “L’odio del derby finisce al 90′. Sarri unico e ci siamo chiariti”. Poi su Immobile ed i nuovi: “Guendo matto, Rovella promette, Kamada di ghiaccio…” (AUDIO)

Mister 300 presenze Cataldi ai microfoni di Radiosei

Mister 300 presenze (superate) con l’Aquila sul petto ai microfoni di Radiosei. Porte aperte a Formello alla radio dei tifosi della Lazio e chi se non Danilo Cataldi poteva essere il prescelto per ribadire il proprio amore per questi colori, riflettere su quello che è stato, analizzare il presente, svelare retroscena e proiettarsi ad un futuro ancora tutto da scrivere. Ecco nel dettaglio il botta e risposta andato in scena con il nostro Alessio Buzzanca tre giorni dopo il derby pareggiato con la Roma: “Siamo entrati in campo per vincere la partita. Loro sono partiti forti i primi dieci minuti, ci aspettavamo una Roma aggressiva visto che comunque veniva da una sconfitta e da due due derby persi in un solo anno. Poi, piano piano, abbiamo preso in mano la partita, il rammarico è stato quello di aver finito il primo tempo 0-0. Nel secondo tempo abbiamo iniziato così così, sbagliando qualche pallone di troppo. La gara era indirizzata verso il pari, non ci andava bene, ma a volte in campo capita che ti senti di poter fare qualcosa di più ma non riesci. Non credo che ci siamo accontentati, ma siamo stati intelligenti a gestire la partita ed il momento. Se avessimo sfruttato anche una sola occasione nel momento buono la gara sarebbe cambiata. Poi è anche giusto ragionare e non allungarti inutilmente se capisci di non farcela“.

Da centrocampista, ti senti di dire che Sarri è un tecnico che bada soprattutto alla fase difensiva?
“Non credo si possa etichettare la sua filosofia, le due fasi di gioco richieste sono veramente connesse. Chiede una pressione alta, quindi in automatico se riesci a rubare palla nelle zone di campo pericolose sei già in area avversaria. Lui richiede molto in fase difensiva, con questo pressing alto devi cercare di di coprire palla il più possibile per i difensori che lavorano in una certa maniera. Forse esagero però credo sia l’unico al mondo che lavora con i quattro difensori in totale simbiosi. Anche lavorare con lui a livello offensivo è difficile. E’ un tecnico che vuole sempre la giocata a due tocchi, la palla deve viaggiare veloce e devi sempre sempre stare messo bene per chiudere le linee di passaggio. C’è tutta una lettura sulla palla che è complicata, ma non lo definirei un allenatore difensivista”.

Vi siete chiesti il perché dal punto di vista offensivo le cose non girano come la scorsa stagione?
“Ogni stagione ha la sua storia, ma penso che dipenda anche un po’ da quello che dicevo prima. Forse abbiamo anche un po’ di difficoltà a cercare di recuperare palla in zone del campo dove puoi fare subito male. L’anno scorso tanti gol sono arrivati da questo, da una pressione alta e con due passaggi eravamo già dentro la porta. Magari i giocatori che potenzialmente possono saltare l’uomo stanno avendo delle difficoltà, ma la realtà è che ci sono tanti fattori che influiscono”

Il calendario con sei big-match nelle prime dodici ha pesato…
“E’ fuori discussione che magari possa avere un peso, ma non so quanto ci abbia potuto destabilizzare. Un minimo peso ce l’ha avuto, quando inizi male con due squadre più abbordabili e poi devi recuperare contro Napoli, Milan e Juventus non è semplice. Oggi in Italia ed in Europa, fai fatica con tutte le squadre. Tutte sono organizzate, tutte ti studiano, non c’è nulla di scontato neanche contro l’ultima in classifica”.

Passiamo a te, perché Sarri ha detto che hai trovato meno spazio a causa del fatto che hai reso meno in allenamento ed in partita?

“Per quanto riguarda l’allenamento, ne ho parlato anche con lui, sono sicuro di poter dire che non esista questo problema. Anche il mister mi ha confermato che il suo riferimento era solo alle partite, a a quelle che ho giocato. Ci tengo a sottolinearlo perché è un aspetto che riguarda la mia etica. Magari in quelle cinque, sei gare che ho giocato all’inizio certamente non sono stato brillante come nella scorsa stagione. I risultati non positivi hanno fatto il resto, ci sta provare a cambiare qualcosa. Nell’ultimo mese, Rotterdam a parte, la Lazio è cresciuta per atteggiamento e rendimento. Così i risultati arriveranno”.

Dei nuovi che ci dici?

“Castellanos mi piace, è affamato, farà molto bene. Tecnicamente sa giocare con la squadra, può darci una grande mano. Nico (Rovella, ndr) è un ragazzo promettente che farà tanta strada, è uno che si impegna nel quotidiano, ha già una testa salda. Guendouzi è un ragazzo incredibile in senso positivo, è un personaggio che ti fa stare bene, è divertente ed un ottimo giocatore. E’ mezzo matto, ma è una persona positiva. Isaksen ha grosse qualità, nella scorsa stagione ci ha rovinato. Farà bene, deve solo abituarsi ad un mondo diverso, ha solo bisogno di tempo. Kamada a livello culturale è di un altro mondo. E’ particolare, molto intelligente, capisce ogni cosa subito. Averlo nello spogliatoio, è quasi un ragazzo di ghiaccio. Sembra non si faccia prendere dalle emozioni. Prima del derby aveva una calma incredibile, credo sia anche un bene in questo tipo di ambiente“.

Immobile in poche parole

“E’ intoccabile. Sento tante cose, tanti pareri soggettivi, ma i numeri dicono tanto. Quando un giocatore ha questi numeri non può essere attaccato. Poi anche come persone e capitano non è discutibile. Ciro è Ciro”.

Nello spogliatoio parlate anche di argomenti che possono colpirvi come essere umani? Penso all’invasione dell’Ucraina o a quanto sta accadendo in Israele

“Sicuramente, se ne è parlato. Poi io personalmente non sono attento ai particolari, ma ci aggiorniamo. Sono argomenti delicati, siamo una squadra, magari all’interno ci sono persone che hanno fedi diverse, culture diverse. Noi siamo privilegiati, ma non viviamo in una bolla, ma non siamo estranei dal contesto. Finisce il derby e torno a casa dove c’è mio figlio, mia moglie. Il calcio è stupendo, la Lazio è la mia vita, ma c’è tanto altro. In campo durante il derby ci odiano con gli avversari per 90′, poi però basta, finisce lì, affrontiamo anche noi i problemi di tutti i giorni”

Il più simpatico ed il più introverso nello spogliatoio?

“Ce ne sono tre o quattro, faccio il nome di un insospettabile, Lazzari. Sembra serioso, ma dentro lo spogliatoio si fa sentire positivamente. Per quanto riguarda la seconda, per ora dico Daichi (Kamada, ndr). Lo conosciamo ancora poco, ma piano piano lo porterò a cambiare (ride, ndr)”.

Sarri che tipo è?

“Si vede poco nel nostro spogliatoio. Arriva, fuma (ride, ndr), parla poco ma quello che dice fa cassazione. Malgrado sia di poche parole arriva, è simpatico ed incisivo”.

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(Pubblicato alle 08,30 del giorno Venerdì 17 Novembre)


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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Parolo in studio a Radiosei: retroscena, gli interventi di Lulic e Mauri, Lazio di oggi… (VD/AD)

L’ex centrocampista della Lazio, Marco Parolo, ospite in studio a Radiosei con il giornalista Marco Cattaneo di Dazn. L’occasione è quella di presentare il proprio libro “Quando giochi” e di analizzare passato, aneddoti e presente del mondo biancoceleste. Seguono video ed audio della diretta della mattinata evento:

GERARCHIE NELLO SPOGLIATOIO – “Sono arrivato quando il capitano era Stefano Mauri e da lui ho capito la gestione di certe dinamiche. L’importante nello spogliatoio è far stare bene tutti. Magari negli ultimi anni Lulic era il capitano in campo, mentre magari io gestivo altre situazioni”.

COME GESTIRE TENSIONE E PAURA? – “Quando in Germania-Italia nell’Europeo del 2016 eravamo ai rigori e dovevo calciare dal dischetto avevo paura. Allo stadio c’era un gruppo di amici che erano venuti a vedermi e ho immaginato: “Pensa le risate che ci facciamo se sbaglio’. Poi ho pensato ai consigli che mi ha dato Buffon su Neuer. Se dovessi fare un altro esempio, ricordo un Lazio Sampdoria di inizio 2015 che ha un po’ sbloccato la mia avventura alla Lazio. Inizialmente mi trovavo in difficoltà perché non ero ancora riuscito a ripetere quello che avevo fatto a Parma, poi mi dissi: “Marco, stai giocando con i tuoi amici al parchetto. In quel momento mi sono calmato ed ero più naturale, perché quando giochi con i tuoi amici sei te stesso e non hai ansie”.

IL BULLISMO – “Tema sul bullismo nel libro? Una volta scoppiai a piangere davanti ai miei genitori perché venivo preso in giro a scuola calcio, avevo 13-14 anni. In quel momento mi sono detto che avrei dovuto far vedere chi ero con il pallone tra i piedi. Poi hanno cominciato a rispettarmi, perché vedevano che avevo una grande passione in quello che facevo, che magari loro non avevano”.

MAURI, PAROLO IN STUDIO ED IL DERBY DELLA CAPITALE – “Stefano Mauri è stato l’iniziatore del mio primo derby: prima della stracittadina andai ad una cena dove c’erano dei tifosi e ci raccontarono cosa significava il derby. All’inizio non capivo, poi nel primo derby facemmo il riscaldamento sotto la Nord, vedendo le facce dei tifosi capimmo che non potevamo assolutamente sbagliare”.

CAICEDO, PAROLO ASCOLTA IN STUDIO – “La sua storia è molto bella. Nel 2018 sbagliò due gol a Crotone e si diceva che dovesse andare via. Noi ci esponemmo per tenerlo perché sapevamo che si allenava bene ed era meglio lui che un altro. Volevamo che rimanesse. Alla cena di natale dell’anno 19/20 eravamo in un grande momento. Tutti volevamo dirlo, ma lui alla fine disse che avremmo lottato per lo scudetto”.

LUCAS LEIVA, PAROLO ASCOLTA IN STUDIO – “Lui era un grande anche a livello umano e come persona. Quando è arrivato doveva sostituire Biglia. I carichi quando cominciò il rirtiro erano pesanti e un po’ li soffriva, Inzaghi su questo brontolava. Poi nella sua prima partita in Supercoppa ebbe un contrasto con Cuadrado e lo ribaltò, ed era forse solo al 50-60% della sua forma fisica. Era una certezza. Tante volte giocavamo io e lui insieme. Ha portato, dopo Klose, nel gruppo l’esperienza internazionale che serviva. Sapeva portare la mentalità vincente, e non è facile”.

KLOSE – “Klose era di un altro livello mentalmente parlando. Lo vedevi in allenamento. Sapeva aprirci gli spazi con le sue giocate, infatti quell’anno in molti andammo in doppia cifra. Era intelligentissimo tatticamente, sapeva fare gol e far giocare bene la squadra. La giusta via di mezzo”.

AURONZO E TIFOSI – “ Quando ero ad Auronzo mi piaceva andare al campo a piedi, un po’ per sentire l’aria di montagna ma anche per stare vicino ai tifosi. ”.

INZAGHI – “Inzaghi rompiscatole in allenamento? Certamente pretendeva, ma era uno che aveva la capacità di far star bene il gruppo. Quando uscivamo insieme in ritiro, lui capiva l’importanza di quel momento che ci permetteva di fare gruppo. Poteva dirtene di tutti i colori, ma alla fine tutti stavano bene”.

PERUZZI – “Peruzzi era una figura importantissima. Partivamo in tre o quattro da Formello e andavamo a casa sua, non potrò mai dimenticare quelle cene a base di cinghiale”.

LULIC CON PAROLO IN STUDIO – “Lui rappresenta la tibia più famosa di Roma per quel 26 maggio. Senad mi ha fatto conoscere tanti bei vini, a inizio anno andavamo sempre tutti in un’enoteca. Non sapevi mai se crossava di destro o di sinistro, Senad mi ha fatto fare il quarto gol a Pescara, se ho fatto poker la colpa è sua (ride, ndr)”.

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RUOLO DA DIRIGENTE – “Non me lo hanno mai proposto. Non mi è mai interessato perché avevo troppo legame con i miei compagni e non volevo passare dall’altra parte. Ho sempre pensato che dovessero passare almeno dieci anni, in modo tale che possano cambiare tutte le figure”.

IMMOBILE – “Nel 2016 dissi a Igli che dovevamo assolutamente prenderlo, è l’unico che fa gol sempre anche in allenamento”.

PAROLO IN STUDIO SUGLI SCHEMI DI SARRI – “Negli schemi di Sarri penso che mi sarei trovato bene. Ha un gioco particolare ma una volta che lo conosci riesci ad esprimerti al massimo. Il Parolo di 28-29 anni ci sarebbe calzato a pennello”.

L’ARRIVO DI PAROLO ALLA LAZIO – “Inizialmente ero restio a venire, perché avrei voluto giocare l’Europa League con il Parma, anche se poi non si iscrissero. Parlando con Pioli e gli altri ero un po’ titubante. Poi accettai e pensai di aver fatto la scelta giusta. Ero a Villa San Sebastiano per firmare, ho dovuto attendere il presidente per qualche minuto”.

LOTITO – “ll Lotito che conosco io non è quello che appare in pubblico. Molte volte a Formello parlava con noi e ci raccontava aneddoti interessanti. Poi quando gli chiedevamo ‘pres ma i premi?’ lui cambiava completamente. Prima di trattare con lui mi dovevo preparare, perché era sempre più preparato di me”.

PAROLO CENTRALE DI DIFESA – “Bisognava mettersi dove c’era possibilità di giocare. Nella gara di ritorno a Milano contro l’Inter tutti mi hanno detto che Lukaku mi ha trascinato, ma alla fine non ha segnato lui”.

MILINKOVIC – “Sergej è un giocatore forte. L’unica pecca era che secondo me non aveva la voglia di diventare un giocatore grande a livello internazionale. Poteva avere molto di più per il giocatore che era. Alla Lazio attuale manca proprio un giocatore come lui. Viene meno quella capacità di aprire spazi vincenti per gli altri. Guendouzi e Kamada messi insieme fanno un Milinkovic. Questa Lazio va meno di transizione. Forse Kamada sarebbe stato più adatto per Inzaghi”.

I TIFOSI DELLA LAZIO – “L’amore che ho per il calcio da quando avevo quattro mesi l’ho ritrovato nei tifosi della Lazio, mi danno sempre grande affetto”.

COREOGRAFIE DELLA CURVA NORD – “Sono bellissime, me le sto godendo adesso perché magari quando giocavo ero sotto negli spogliatoi e non potevo”.

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‘NMM’ – Giordano sul derby: “Squadre a caccia di continuità, credo Mourinho possa cambiare qualcosa…” (AUDIO)

Bruno Giordano a ‘NMM’ “Squadre a caccia di continuità, credo Mourinho possa cambiare qualcosa…”

“Squadre a caccia di continuità, credo Mourinho possa cambiare qualcosa…”. Bruno Giordano sul derby a Radiosei: “Entrambe non hanno regolarità di prestazione e risultati. Tanti inciampi e poche svolte. Le classifiche parlano chiaro, il pareggio non starebbe bene a nessuno. Polemiche sui giorni di riposo? Nel derby non conta nulla, trovi energie dove non pensi possano esserci. E’ la partita che ti trascina, l’atmosfera prima durante la partita stessa”.

“Forse la Roma dovrà cambiare qualcosa sotto il punto di vista dell’approccio. Negli ultimi derby non ha vinto lo spettacolo. Mi aspetto qualcosa di diverso dalla Roma, forse qualcosa di più offensivo rispetto agli ultimi due appuntamenti. Mi aspetto una Lazio che sappia adattarsi alle situazioni di gioco, che il palleggio sia preciso e veloce e nel caso, il contropiede negli spazi ampi”.

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‘NMM’ – Giordano: “La forza della Lazio è stata saper soffrire. Immobile? Grande traguardo, spero possa…”

Bruno Giordano a ‘NMM’ “La forza della Lazio è stata saper soffrire. Immobile? Grande traguardo, spero possa…”

“La forza della Lazio è stata saper soffrire. Immobile? Grande traguardo, spero possa…”Bruno Giordano a Radiosei: “La forza della squadra è stata saper soffrire. Provedel ci ha messo del suo, il sacrificio complessivo della squadra ha pagato. Buona gestione nel secondo tempo. Grande intensità, non è stata una buona partita a livello tecnico, ma serviva questo spirito. Cinismo e un pizzico di fortuna. Immobile? Leggero miglioramento di prestazione. Grande traguardo per lui. Ciro ha battuto record su record, un momento di annebbiamento ci può stare. Lui non deve farsi prendere dalla frenesia, spero che possa vivere in modo più sereno eventuali momento negativi. Non c’è niente di nuovo, anche se il suo gol è importantissimo”.

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‘NMM’ – Giordano: “Bologna squadra dinamica e pericolosa. Motta equilibrato, futuro alla Lazio? Perché no…” (AUDIO)

Bruno Giordano a ‘NMM’ “Bologna squadra dinamica e pericolosa. Motta equilibrato, futuro alla Lazio? Perché no…”

“Bologna squadra dinamica e pericolosa. Motta equilibrato, futuro alla Lazio? Perché no…”. Bruno Giordano a Radiosei: “Il Bologna è una squadra in grande salute. Non perdono dalla prima giornata e giocano un buon calcio. Hanno ottimi elementi, a livello difensivo sono validi ed hanno un buon palleggio. Bonifazi può essere l’anello debole, perché a volte sbaglia la scelta. Orsolini ormai padrone della fascia destra. Zirkzee ha tecnica individuale straordinaria e sta migliorando sotto porta. Una bella scommessa da parte della dirigenza. E’ una squadra dinamica, Freuler da equilibrio. Corrono molto. Calafiori sta giocando un grande campionato. La Lazio deve fare una partita importante ed avere continuità nei 90 minuti. Motta sta facendo molto molto bene, è molto equilibrato. Motta alla Lazio? Fra i non top, assolutamente fra i primi nomi nel caso in cui Sarri lasciasse. Il Bologna cerca sempre di allargare il campo, soprattutto per sfruttare gli inserimenti dei centrocampisti come Ferguson”.

“Alla Lazio serve grande furore agonistico, bisogna pareggiare il loro livello d’intensità”.

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‘NMM’ – Abbate: “Più Ciro che Taty. Pedro insidia Felipe e Zac, mentre Luis Alberto…” (AUDIO)

Alberto Abbate (Il Messaggero) a ‘NMM’ “Più Ciro che Taty. Pedro insidia Felipe e Zac, mentre Luis Alberto…”

“Più Ciro che Taty. Pedro insidia Felipe e Zac, mentre Luis Alberto…”. Alberto Abbate a Radiosei: “Come nelle ultime settimane per la formazione può succedere tutto e il contrario di tutto. Credo ad Immobile dal 1′ e credo anche che Pedro possa partire al posto di uno fra Felipe e Zaccagni. Patric e Romagnoli sicuri del posto. Luis Alberto? Chissà che non riposi domani, visto che ha giocato sempre. Per Sarri eventualmente, l’onere di convincere con gli argomenti giusti lo spagnolo a partire dalla panchina. Kamada è entrato benissimo contro la Fiorentina. Lazzari mi è piaciuto molto nell’ultima gara, per lui sarebbe una conferma importante al Dall’Ara. Tornando a Immobile, nulla è scontato. Non c’è un programma di alternanza nelle prossime partite con Castellanos. Credo che alla fine giocherà Immobile, ma è un testa a testa esattamente come prima della Fiorentina. Felipe per Sarri è imprescindibile, al netto della poca freddezza sotto porta. Gila? Non credo partirà dall’inizio, vediamo se Sarri avrà l’opportunità per dargli qualche minuto. Su Isaksen, era abbastanza scontato che avrebbe avuto un periodo di inserimento. Viene da un campionato non di alto livello, l’apprendistato è naturale”.

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‘NMM’ – Giordano: “Rosa Viola ampia e di qualità. Immobile? Problema mentale, è sfiduciato. Deve uscirne lui…” (AUDIO)

Bruno Giordano a ‘NMM’ “Rosa Viola ampia e di qualità. Immobile? Problema mentale, è sfiduciato. Deve uscirne lui…”

“Rosa Viola ampia e di qualità. Immobile? Problema mentale, è sfiduciato. Deve uscirne lui…”. Bruno Giordano a Radiosei: “Il livello di difficoltà nell’affrontare la Viola è alto. Sono partiti bene, al netto di quella battuta d’arresto con l’Empoli. La gara di ieri ha ridato slancio alla Fiorentina. Squadra di grande qualità e rosa ampia, costruita con criterio e grandi investimenti. Noi dobbiamo riprenderci e metterci alle spalle Rotterdam. Ciò che avverrà sugli altri campi ora non ci interessa, la Lazio deve dare tutto per non avere rimpianti al fischio finale. Loro ti vengono ad aggredite alto, Italiano ha rispolverato Duncan anche per questo, visto che è portato all’aggressione. Gli esterni sono fra i più forti della Serie A. Italiano per me è un buon allenatore, ma non riesce a dare continuità alla punta centrale e difensivamente concede molto”.

“Per come difende la Viola, i movimenti di Immobile possono essere molto fastidiosi. A volte, sapere di aver un tempo limitato prima della sostituzione può mettere ansia da prestazione. Non vedo che Immobile corre male, lo vedo poco propositivo nel ricevere il pallone. Per me è una questione molto più mentale che fisica. Anche lo stesso Ciro deve capire che non è più lo stesso dei 36 gol, anche fisiologicamente. Piano piano devi convivere con quello che c’è intorno a te. La questione è mentale e deve superarla lui, mi sembra sfiduciato quando gioca e non lo vedi pimpante”.

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‘NMM’ – Abbate: “Scelte Sarri? Troppo facile parlare dopo. Contro la Viola torna Patric” (AUDIO)

Alberto Abbate (Il Messaggero) a ‘NMM’ “Scelte Sarri? Troppo facile parlare dopo. Contro la Viola torna Patric”

“Scelte Sarri? Troppo facile parlare dopo. Contro la Viola torna Patric”. Albero Abbate a Radiosei: “Gli assenti hanno sempre ragione, parlare dopo è sempre troppo facile. Siamo di fronte alla solita schizofrenia: una settimana fa eravamo fantastici, oggi è tutto buio. E’ difficile pensare, stando a quello che abbiamo visto, che con uno/due giocatori diversi dall’inizio sarebbe andata diversamente. Immobile? Sarri ha spiegato perché l’ha scelto. Io sono del parere che la personalità non la trasmetta un allenatore”.

“Scelte anti Fiorentina? Non è scritto che giochi Castellanos dall’inizio oppure che ci sia una tabella precisa. Sarri ragione di partita in partita. Patric lo do per scontato lunedì sera, probabilmente i rumors e il fango che è arrivato addosso a Casale un po’ ha inciso. Anche a inizio campionato onestamente, è sembrato un po’ indeciso”.

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‘NMM’ – Giordano: “Colpa di tutti, la cattiveria fa parte del bagaglio di un calciatore. Taty-Ciro? E’ la solita storia…” (AUDIO)

Bruno Giordano a ‘NMM’: “Colpa di tutti, la cattiveria fa parte del bagaglio di un calciatore. Taty-Ciro? E’ la solita storia…”

“Colpa di tutti, la cattiveria fa parte del bagaglio di un calciatore. Taty-Ciro? E’ la solita storia…”. Bruno Giordano a Radiosei: “La colpa è di tutti, anche di chi la prepara. Contano le motivazioni, un conto è dire di voler vedere un certo tipo di faccia, un conto è metterla in campo. Si fa fatica a capire alcune situazioni. Ci possono stare degli errori e anche la bravura degli avversari. Credo che il Feyenoord abbia 4 giocatori di cui sentiremo parlare anche in futuro. Ci hanno messo la rabbia, spinti dal pubblico. Noi, mi ha dato l’idea di una di quelle serate in cui non ti riesce nulla, non siamo stati pervenuti. Mordente? Quello fa parte del bagaglio di qualsiasi atleta. Ci sono allenatori che hanno certe caratteristiche, che battono più sul carattere che l’aspetto tecnico tattico. Chi riesce ad ottenere entrambe le cose, è Guardiola o Klopp. Sarri? Forse non riesce ad incidere sul carattere 7 giorni su 7. Il gruppo è anche cambiato rispetto a 3 anni fa, non penso che tutti quelli che arrivano alla Lazio non abbiano il fuoco sacro. Non c’è più il posto assicurato, questo dovrebbe anche dare stimoli ai giocatori”.

“All’interno della partita, mi da l’idea – Sarri – di intervenire poco con i giocatori verbalmente. Non è un Conte, per intenderci. La Lazio era lunga e sfilacciata, cosa che non avevamo visto ultimamente. Loro tanti cambi di gioco, ma l’idea è che in mezzo al campo hanno avuto la meglio. Loro in serata di grazia, hanno trovato tutto. Immobile in questo momento si vede che è preoccupato della prestazione. Loro ci hanno preso le misure subito, forse Sarri poteva stravolgere, provare qualcosa di diverso sul 2-0. Le risposte le devono sempre dare i calciatori, ieri non abbiamo vinto un duello individuale. Castellanos-Immobile? Per gli allenatori è sempre così. Chi non gioca ha sempre ragione e vale anche per altri ruoli. Io ho visto una non-squadra”.

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