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DICHIARAZIONI

Lotito e l’abolizione del Decreto Crescita: “Così si mortifica calcio italiano. Senza Mou e Lukaku Roma morta”

Il presidente della Lazio e senatore di Forza Italia, Claudio Lotito, è stato intercettato nei corridoi del Senato e ai microfoni de La Stampa, ha parlato dell’emendamento alla manovra (che confermava le agevolazioni fiscali per i calciatori), che è stato bocciato. “Vai anche a mortificare la competitività del calcio italiano. Se tu oggi hai possibilità di avere Lukaku…gioca con la Roma, no? Lukaku cor cavolo che lo pijavi! Hai capito qual è il problema? Mourinho non lo pijavi! Perché Mourinho si avvale di questa norma. Hai capito? Cosiì crei un danno alle società: senza Mourinho e Lukaku la Roma è morta”.

Lotito e la foto: “Non dormivo: penso, elaboro”

Durante il lungo dibattito di domenica, sono girate delle foto nelle quali sembrava che stesse dormendo: “Non stavo in commissione, stavo facendo vedere ai colleghi che quella sedia si reclina. Mi ci metto apposta, con le mani così, come un morto. Riposo, penso, elaboro”. Ed ancora: “lo sono abituato, come faceva Andreotti, a portare l’impermeabile in estate e inverno: a me scivola tutto”.

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DICHIARAZIONI

Marusic: “Vogliamo la Coppa Italia, Genoa ostico e derby una motivazione in più. I fischi? Nulla da dire ai tifosi”

Alla vigilia degli ottavi di finale di Coppa Italia parla Adam Marusic ai microfoni di Sport Mediaset:

“La Coppa Italia l’abbiamo già vinto una volta da quando sono qui, la vogliamo vincere di nuovo. Dobbiamo dare tutto per passare questo turno. Sarà una partita molto difficile contro il Genoa, abbiamo già giocato e perso contro di loro in casa. Loro giocano un bel calcio, sarà dura. Noi tutti sappiamo che possiamo dare di più, dobbiamo giocare meglio. Era importante vincere contro il Cagliari, ora dobbiamo dare tutto ed essere concentrati dal primo minuto.

“Abbiamo ancora la giusta umiltà, ognuno di noi deve dare sempre il massimo ogni partita. Dobbiamo trovare la giusta continuità. Credo che giocando ogni 3/4 giorni devi sempre trovare una motivazione e un energia fisica e mentale in più. Ma oggi il calcio è così, dobbiamo dare sempre tutto e solo così possiamo fare risultati. I fischi? Noi abbiamo dato tutto, anche per chiudere la partita. Anche il Cagliari però aspettava gli ultimi minuti per pareggiare. Il pubblico ha fischiato, ma noi abbiamo fatto di tutto per vincere. Dopo il Genoa possiamo festeggiare tutti insieme. Se i tifosi pensano che devono fischiare, noi non possiamo dire nulla”.

Derby ai quarti? Sicuramente ci dà una spinta in più. È una partita molto particolare, la conosciamo. È importante per i tifosi, per noi e per la società. Vogliamo passare questo turno e giocare il derby. Non segno da tanto, ma preferisco vincere. Non è importante chi segna, ma se posso fare gol è una cosa bellissima”. 

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DICHIARAZIONI

Casarin su Mourinho: “Teatrino di provincia, parole da stroncare. Poi ha sempre rigori ed espulsioni a favore”

Tutti quelli che seguono un po’ gli arbitri sanno che Marcenaro è il futuro dell’arbitraggio italiano, è uno estremamente pacato, non è emotivo. Evidentemente Mourinho non lo conosce”. Lo dice Paolo Casarin, ex n.1 degli arbitri e top anche a livello internazionale, e attuale opinionista di ‘Radio Anch’io Sport’ su Radio Rai 1.”Ieri ha arbitrato bene una partita – dice ancora Casarin su Marcenaro -, senza strafare, e la Roma ha vinto con quello che sappiamo, con un rigore e un’espulsione assolutamente certi. Ma ciò succede in gran parte delle partite”.

Poi, quando gli chiedono delle dichiarazioni di José Mourinho alla vigilia di Sassuolo-Roma, Casarin diventa un ‘fiume in piena’. “Quando io vedo un grande allenatore come Mourinho – dice Casarin – che prima della partita dice tutte quelle cose, allora vuol dire che c’è qualcosa che non funziona. Questa libertà di criticare prima tirando fuori cose di scarso contenuto non deve essere consentita, questa roba deve essere stroncata, non si può fare”. “E a me queste panchine sembrano un teatrino di provincia – continua l’ex arbitro -, la Roma poi ne ha avuti quattro o cinque diversi (si riferisce ad espulsioni ndr). Questa gente non deve più stare in panchina, e poi a cosa servono 70 persone in totale fra le due panchine?”. “Ho 65 anni di arbitraggio – dice ancora Casarin – e ho visto di tutto, però mi dispiace. Io so che gli arbitri vogliono parlare con allenatori e capitani facendo queste riunioni a Coverciano o altrove. Quindi da una parte c’è la volontà di andare incontro e dall’altra un attacco frontale di questa maniera. Ma loro vanno alle riunioni? Ascoltano quali sono le nuove regole tipo il fatto di ridurre ‘disperatamente’ i falli, che peraltro io non condivido: le partite hanno i falli che hanno”. Secondo Casarin, “un grande allenatore non fa mai questa roba, non ci sono balle che racconta tipo quella della lingua (il riferimento è ancora a Mourinho, che ieri si è espresso in portoghese ndr), e non si va a dire al pubblico ‘calma”. “Vi ricordo – conclude – che ai Mondiali di Italia ’90 tutti dovevano stare seduti, e Beckenbauer che aveva problemi alla schiena dovette ottenere un permesso speciale per stare in piedi”-
   

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Romagnoli: “Sarri il mio miglior tecnico, ora sogno una Lazio grande tra le grandi”

Un pilastro per Sarri, un esempio per tutti: ad Alessio Romagnoli è bastato essere se stesso per prendersi la Lazio. E, in un’intervista concessa a Cittaceleste (la ascolterete anche su Radiosei nella trasmissione ‘Quelli della Libertà), ha raccontato tutto: passato, presente e futuro tra sogni, speranze e traguardi.

Che vuol dire indossare la maglia della Lazio?

“Per me indossare la maglia della Lazio significa coronare il sogno che avevo da bambino, è un orgoglio e un’emozione, qualcosa anche difficile da spiegare”.

Come è arrivata l’opportunità?

“È una cosa durata diverso tempo. È sempre stato un mio pensiero e una mia volontà quella di venire qui. Con la mia situazione all’epoca, senza contratto, c’è stata questa opportunità e ho pensato fosse il momento giusto per venire qui. Un grazie devo dirlo sicuramente alla società, al presidente che ha fatto uno sforzo, ad Igli (Tare, ndr) che è stato fondamentale. Con lui ho parlato molto tempo di questa situazione, ma anche ai ragazzi, allo staff tecnico e al mister: hanno tutti fatto sì che potessi venire qui”.

Che tipo è Sarri? Con noi brontola spesso: per il campo, per le partite ravvicinate…

“Quello è vero. Il campo che non va bene è un punto che bisogna mettere a posto, perché per fare il nostro gioco o qualsiasi gioco almeno in Serie A bisogna avere un campo in condizioni buone. L’Olimpico non lo è nella maggior parte delle volte e non lo è nemmeno ora. Penso che si veda, non so se lo notate anche voi. Però penso che soprattutto per il nostro gioco il campo deve essere in perfetta condizione, come in Inghilterra dove ci sono leggi in merito. È sbagliato avere campi brutti, che non permettono di dare un bello spettacolo alla gente”.

E Sarri?

“Penso sia il migliore allenatore che ho avuto fino a oggi, ero curioso di vedere come lavorasse con la linea. Non dimentico gli altri allenatori che ho avuto: per me tutti sono ottimi mister. Ognuno ha le proprie caratteristiche, ma nel complesso per quello che piace a me Sarri lo metto come primo, perché cura in modo maniacale la linea difensiva, perché ha dei concetti con la palla che a me piacciono molto. È veramente un mister molto molto forte”.

Noi abbiamo vissuto anche l’era Zeman a Roma, lui faceva il fuorigioco a centrocampo mentre il gioco di Sarri sembra meno spregiudicato.

“L’ho avuto anche io Zeman, so di cosa parliamo (ride, ndr). Con Sarri lavoriamo in base alla palla, vediamo se è scoperta o coperta e in base a quello reagiamo di conseguenza”.

Come mai il Milan ti ha lasciato andar via a parametro zero? Ti sei sentito un po’ abbandonato?

“Non lo so, ma è una domanda che va fatta ai direttori dell’epoca e non a me. Non mi sono sentito abbandonato, ma avevo un accordo con loro e poi non si è deciso di continuare. Loro hanno fatto altre scelte, io ho fatto le mie ed è finita così, in modo molto sereno e pacifico. Con il Milan ho passato sette anni, l’ho sempre detto: è un periodo della mia vita molto bello e che porterò sempre nel mio cuore. Potrò solo parlare bene del Milan”.

Da dove arriva la scelta del numero 13?

“Anche questa è una domanda a cui faccio fatica a rispondere (ride, ndr). È il numero di Nesta, piace a ogni difensore italiano. Ma ho anche altri numeri a cui sono molto legato, che al Milan non potevo prendere. Uno era ritirato, il 6 di Baresi. E da lì il 13 è diventato il mio numero. L’ho preso su consiglio di Galliani, da lì diventò il mio numero. Ma non è un 13 solo milanista, è anche laziale perché era il13 di Nesta”.

Perché in classifica davanti si trovano sempre le stesse tre squadre salvo rari casi?

“Perché credo che Milan, Inter e Juventus abbiano una cultura nel ricominciare da zero molto migliore rispetto magari alla nostra. Sono abituati a competere da anni nelle alte posizioni di classifica e gli va dato merito. Lottano ogni anno per vincere o per la Champions, secondo me è la mentalità che è un po’ diversa. Spero che anche noi riusciremo ad ambire ogni anno alle prime quattro posizioni. Sarà sempre fondamentale ogni anno entrare in Champions”.

Nell’addormentarti dopo il derby quante volte hai ripensato a quel colpo di testa?

“Eh, parecchie. Perché potevo magari far meglio io, magari l’ho presa troppo bene. Si può sempre far meglio, questa è una cosa in cui credo fortemente. Ma spero che ci sarà tempo per vincere un derby con un mio gol”.

Che ti aspetti di raccogliere dalla tua esperienza alla Lazio, visto che la Champions difficilmente potrete vincerla?

“Mai dire mai, è tutto complicato. Ma io spero che la Lazio continui a crescere anno dopo anno, diventando una realtà importante del calcio italiano e non solo. Credo che questa qua sia la prima cosa. Quando uno pensa alla Lazio deve pensare a una squadra di livello europeo, è la cosa primaria. E poi sicuramente vincere qualche titolo, perché è bello e sarai sempre ricordato come un vincente per quella maglia. Io ho vinto pochi titoli, al Milan abbiamo passato anni difficili, non eravamo una squadra pronta. Ma speriamo di mettere a paro adesso”.

Parliamo un po’ di più di Sarri.

“Il mister è una persona molto diretta, come è giusto che sia. Preferisco questo tipo di persone, siamo tutti grandi e non siamo più bambini. Se c’è qualcosa da dire meglio farlo faccia a faccia. Ci troviamo bene con lui sia in campo che fuori, stiamo bene. È un bel gruppo, sano, che può fare bene”.

Sei sposato, fidanzato? Raccontaci qualcosa di te.

“Sono fidanzato, ma non mi piace parlare della mia vita privata. Preferisco separare le due cose, tra vita privata e professionale. È una cosa che ho sempre pensato, non credo sia opportuno render pubblica la mia vita privata. Si tratta semplicemente di cercare un po’ di protezione e serenità”.

C’è qualcosa che ti auguri possa accadere?

“L’augurio è di poter diventare grandi tra i grandi, di ritornare a esserlo come siamo lo stati tra fine anni ’90 e inizio 2000. Anche perché i nostri tifosi se lo meritano e per noi sono fondamentali. Lo dobbiamo a noi stessi, ma lo dobbiamo anche a loro”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lukaku e Dybala cancellati, ma deluso dalla mancata vittoria. Mi piace Sarri ai derby” (AUDIO)

Derby un po’ mediocre, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“E’ stato un derby un po’ mediocre dal punto di vista del gioco. Il rimpianto è che la Lazio ha arginato la coppia Lukaku-Dybala, ma non è riuscita a fare un golletto. Sono un po’ deluso da questo perché la Roma dietro non è imperforabile e di occasioni ne abbiamo avute. Quando fermi quei due giocatori, mi aspetto un altro risultato.

La classifica non è il massimo e secondo me non rispecchia il valore della squadra. Ci mancano i punti contro Genoa, Lecce e Bologna. Almeno tre in più avrebbero dato un’altra prospettiva.

Mi piace come Sarri affronti i derby. Un solo derby perso, tre vittorie e un pareggio e soprattutto mai una partita sbagliata tranne quel 3 a 0 quando il giorno dopo stava per dimettersi.

La scelta di Cataldi è stata fatta proprio in ottica derby. Un po’ la sua giovane età e un po’ la sua irruenza, Rovella non deve essere sembrato il giocatore giusto per questa partita.

Vecino ha sentito un dolore calciando da fuori. Bisogna vedere se è solo una contrattura o se si tratta di stiramento, In questo caso è improbabile possa essere a disposizione contro la Salernitana”.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “Solo un episodio poteva cambiare il derby. Meglio la Lazio nel complesso” (VD)

Paura di perdere il derby, BRUNO GIORDANO in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Non capisco quando si dice che le squadre hanno avuto paura di perdere, perché non capisco cosa sia la paura di perdere. Se vedo l’avversario che si mette dietro, mi dovrebbe venire più voglia di attaccare, segnare e vincere il derby. Penso che sia una convinzione più dei tifosi che dei calciatori.

Ieri solo un episodio poteva cambiare la gara. Lazio e Roma sono due squadre in questo momento ferite, anche perché non immaginavano di trovarsi così in classifica. Sono squadre che fanno fatica a fare gioco ed è evidente.

La Lazio ha avuto qualche problema all’inizio soprattutto sulla fascia sinistra, dove Spinazzola ha fatto un po’ quello che ha voluto. Poi gli hanno preso le misure, Marusic è entrato in partita e le cose sono andate meglio. Fortunatamente il gol della Roma è stato annullato per fuorigioco.

La proposta della Lazio quest’anno è più o meno uguale a quella dello scorso anno. Purtroppo è lo stato di forma dei giocatori che impedisce di raggiungere una buona continuità. Se Zaccagni, Immobile, Anderson non rendono, è ovvio che incontri problemi.

Purtroppo la fase difensiva della Lazio fino a oggi non è stata un granché. Lo scorso anno potevi fare anche un solo gol e non ti segnavano mai. Quest’anno per vincere ne devi fare almeno due, altrimenti è dura”.

Alessio Buzzanca

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STATISTICHE

Terzo clean-sheet di fila nei derby: Provedel eguaglia Pulici

Il derby promette ma non decolla, sono le difese ad aver avuto la meglio. Festeggiano i portieri, provvidenziale Rui Patricio su Romagnoli nel primo tempo, quasi uno spettatore Provedel. E per lui non è la prima volta, anzi. Per l’estremo difensore di Sarri non è solo il quarto clean-sheet in questo campionato, ma il terzo di fila nelle stracittadine. Eguagliato Felice Pulici, raggiunto un altro primato storico. L’unico precedente è proprio quello relativo al portiere del primo scudetto:le due vittorie della stagione 1972-73 e il pareggio in Coppa Italia della storica stagione 1973-74.

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SERIE A

Lazio-Roma, i convocati di Sarri: Zaccagni out, Sanà al suo posto

Il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida di oggi contro la Roma (ore 18:00) allo stadio Olimpico.


Portieri: Mandas, Provedel, Sepe;

Difensori: Casale, Gila, Hysaj, Lazzari, Marusic, Patric, Pellegrini, Romagnoli;

Centrocampisti: Basic, Cataldi, Guendouzi, Kamada, Luis Alberto, Rovella, Vecino;

Attaccanti: Castellanos, Felipe Anderson, Immobile, Isaksen, Pedro, Sanà Fernandes.

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RASSEGNA STAMPA

Le urla di Sarri e lo sguardo di Lotito: così la Lazio ha preparato il derby

Una iena, Sarri. Era assatanato nella rifinitura di ieri. L’allenamento: una torchiatura tecnica, tattica. La psicanalisi applicata al calcio per ricaricare la Lazio freudiana dopo la vittoria Champions, per tenere lontani certi fantasmi, per evitare lo scacco psicologico. Mau ha urlato per tutto il pomeriggio vissuto in campo sotto gli occhi di Lotito e del diesse Fabiani. Anche la squadra sembrava sbalordita. Tutti hanno dovuto garantire un ritmo ruggente e dovranno replicarlo oggi. Sarri s’avvicina al derby vulcanicamente. Il pathos ha preso il posto del distacco. A marzo, dopo la doppietta, svelò la sua notte insonne: «Inizio a sentirlo sempre di più, per la prima volta ho faticato a dormire. Ho giocato negli stadi più caldi. La storia che sto vivendo qui è sempre più coinvolgente».
Ansia da formazione e da superstizione, stavolta. I tormenti li ha pensando alla caviglia destra di Marusic, al flessore destro di Luis Alberto, al centrocampo da indovinare, all’autonomia di Pedro. La superstizione sta nei numeri. I due derby, l’anno scorso, li ha vinti senza subire gol. Struggente l’eco della storia, era successo solo a Maestrelli nel 1972-73, nella stagione che precedette lo scudetto. Mai si sono registrati tre clean sheet di fila, Sarri ha l’occasione di entrare nella leggenda anche se a lui interessa restare «nel cuore dei laziali». La cabala stuzzica ancora, spingendo ad atti apotropaici: la Lazio ha vinto le ultime tre sfide da ospitante contro la Roma in A, mai ha centrato il poker di successi casalinghi. Ci risiamo. Sarri conosce le trappole, non vuole sfottere la fortuna. Ma l’idea di dominare Mourinho di certo non gli dispiace. L’ha battuto tre volte, solo Simone Inzaghi ci è riuscito di più (quattro successi contro il portoghese). «Lasciatelo fare, a me è simpatico», disse Sarri di Mou dopo il derby di aprile in risposta alle solite frecciate. Lo riporta il Corriere dello Sport

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SERIE A

Lazio-Roma, probabili formazioni: Luis e Marusic recuperati, Sanches dall’inizio

Zaccagni non ci sarà, mentre Luis Alberto è recuperato e Immobile torna a giocare un derby dopo aver saltato gli ultimi due. Due ballottaggi per Sarri, mentre nella Roma un dubbio sull’esterno sinitro e una tentazione in mezzo: quella di far giocare dal 1′ Renato Sanches. Le due probabili formazioni del derby di Roma

LAZIO (4-3-3): Provedel; Lazzari, Patric, Romagnoli, Marusic; Guendouzi, Rovella, Luis Alberto; Felipe Anderson, Immobile, Pedro. All: Sarri.. 

A disposizione: 33 Sepe, 35 Mandas, 34 Gila, 15 Casale, 23 Hysaj, 3 Lu.Pellegrini, 6 Kamada, 32 Cataldi, 5 Vecino, 70 Saná Fernandes, 18 Isaksen, 19 Castellanos Indisponibili: Zaccagni

Squalificati: nessuno

Diffidati: Luis Alberto, Zaccagni

ROMA (3-5-2): Rui Patricio; N’Dicka, Llorente, Mancini; Zalewski, Cristante, Paredes, Renato Sanches, Karsdorp; Dybala, Lukaku. All: Mourinho.

A disposizione: 99 Svilar, 63 Boer, 19 Celik, 43 Kristensen, 37 Spinazzola, 22 Aouar, 52 Bove, 7 Pellegrini, 60 Pagano, 61 Pisilli, 92 El Shaarawy, 14 Azmoun, 11 Belotti Indisponibili: Smalling, Abraham, Kumbulla

Squalificati: nessuno

Diffidati: nessuno

ARBITRO: Massa di Imperia

GUARDALINEE: Bindoni e Tegoni

QUARTO UOMO: Colombo

VAR: Paganessi

AVAR: Carbone