Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Alla Lazio servono giocatori pronti. Il player trading va fatto in un certo modo perché Roma non è Udine” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Ieri sera il Como ha giocato e il Milan ha vinto; Maignan ha fatto miracoli, traversa di Paz, rossoneri cecchini davanti con Rabiot che ha fatto una doppietta e si è procurato il rigore. Da una parte c’era una squadra che gioca bene al calcio, dall’altra una che fa meno spettacolo ma ottiene i risultati.

Orsolini da solo nel Bologna ha fatto 7 gol e da anni è in doppia cifra. Discorso simile per Berardi, anche se era è un calciatore in la con l’età. Ieri la gara, con tutto il rispetto, non l’ha vinta Allegri, ma i calciatori.

Mendoza gioca e non gioca nella sua squadra, neopromossa. Magari sono dei prospetti quelli presi, ma la Lazio ha bisogno di calciatori pronti. Gli ultimi arrivati vanno formati, il player trading va fatto in un certo modo perché Roma non è Udine, che è un quartiere di Roma. Sarri ha bisogno di calciatori pronti”.

Categorie
STATISTICHE

Serie A, la classifica del 2025: vince la Roma, Lazio nona, ultimo il Verona

Il 2025 della Serie A è ormai in archivio e, come ogni anno, è tempo di bilanci. Chi è stata la squadra ad aver fatto più punti? E quella con meno? A sorpresa, a comandare questa speciale classifica non sono né Napoli né Inter, vincitrici degli ultimi due scudetti. In fondo alla classifica, invece, c’è una squadra che nell’ultimo campionato si è salvata a che quest’anno gioca in Serie A per il settimo anno consecutivo.

CINQUE SQUADRE IN 9 PUNTI 

L’inizio della stagione 2025/2026 vede cinque squadre in lotta per le posizioni alte della classifica. Un andamento che riflette perfettamente quanto accaduto nell’ultimo anno solare, con ben cinque squadre raccolte in 9 punti. A vincere lo “scudetto del 2025” è la Roma, che sotto la guida di Ranieri prima e Gasperini poi ha totalizzato 79 punti (in 36 partite) in tutto l’anno solare. I giallorossi sono anche la squadra che ha vinto più partite di Serie A nel 2025, ben 26. Inoltre, è solo la quarta volta che la Roma ottiene più di 25 successi in un anno solare nella massima serie (26 nel 2006 e nel 2016 e 28 nel 2017). Al secondo posto di questa speciale classifica c’è il Napoli di Antonio Conte, che ha ottenuto 75 punti in 36 partite, uno in più dell’Inter guidata da Inzaghi Chivu, che si ferma a 74 in 36. Leggermente più staccate ci sono Milan Juventus, che chiudono il proprio 2025 rispettivamente con 71 e 70 punti, ma con 37 partite disputate. 

BOLOGNA E COMO LE PRIME DELLE ALTRE

Subito dopo le cinque big, nella classifica del 2025 spuntano le presenze di Bologna Como, che chiudono il proprio anno rispettivamente con 60 58 punti in classifica (i rossoblu in 37 gare, i lariani in 36). Seguono Atalanta (55) e Lazio (54), mentre a chiudere la top 10, a sorpresa, è il Torino, che con Vanoli prima e Baroni poi ha ottenuto 44 punti. Due in più della Fiorentina, che però paga la disastrosa seconda parte di annata con soli 9 punti in 17 partite. Fuori dalla top 10, a scalare, ci sono anche Udinese (42), Cagliari (40), Genoa (38) e Parma (35). A chiudere questa classifica sono Lecce ed Hellas Verona: i salentini hanno conquistato 34 punti, mentre i gialloblu solamente 31 (il dato peggiore tra le squadre che hanno giocato sia la prima che la seconda parte di stagione in Serie A). Nonostante ciò, sia Lecce che Verona sono riuscite a mantenere la categoria. 

Categorie
PROGETTO STADIO

Stadio: la Roma accelera, della Lazio “se ne riparlerà dopo le feste”

La notizia — e non potrebbe essere altrimenti, viste le immediate reazioni su web e social — è giunta anche a Formello. La Roma, già in vantaggio nella sfida sugli stadi, ha messo a segno un’ulteriore accelerazione. Il distacco sulla Lazio ora appare significativo. Da una parte, infatti, da ieri sera esiste un progetto definitivo. Dall’altra, invece, una trattativa avviata, certo, ma ancora tutta da completare. Claudio Lotito, che in più occasioni ha dichiarato pubblicamente di voler rilevare il vecchio e deteriorato stadio Flaminio, per trasformarlo nella futura casa biancoceleste, al momento resta fermo all’ultimo incontro diretto avuto con il sindaco Roberto Gualtieri. Le mosse del presidente, com riportato da La Repubblica,  prevedono una ripartenza del dialogo dopo le festività. Sul tavolo, come già evidenziato, c’è l’impianto progettato e realizzato dai Nervi per le Olimpiadi del 1960.

E non solo, perché oltre a un primo studio di fattibilità, al centro del confronto è finito anche il destino dell’area che interessa direttamente al presidente e senatore forzista Claudio Lotito. L’idea del patron della Lazio è ambiziosa e ha già ottenuto un primo assenso, messo nero su bianco in un parere informale dell’avvocatura capitolina: il club, qualora riuscisse a incassare tutti i pareri favorevoli necessari, potrebbe anche optare per l’acquisto dell’impianto — o per un affitto della durata di 99 anni — per poi avviare una complessa ristrutturazione. Lotito si è informato sia sull’acquisto sia sull’affitto del colosso realizzato per le Olimpiadi del 1960, ma resta il nodo dei vincoli. Il progetto dello stadio Flaminio prevede circa 50mila posti (fino a 50.570) per un investimento complessivo di circa 438 milioni di euro, finanziati soprattutto tramite mutui e autofinanziamento, con l’obiettivo di rendere operativo il nuovo impianto biancoceleste tra il 2029 e il 2030. Numeri e scadenze importanti. Ma i tifosi chiedono chiarezza. Dal Comune, dove ieri l’attenzione era concentrata sull’arrivo del progetto dello stadio dei giallorossi, filtra ottimismo, seppur prudente. «Se ne parlerà dopo le feste», si sente nei corridoi del Campidoglio. Tutti sanno che Lotito potrebbe tornare all’attacco in qualsiasi momento, magari chiedendo supporto al sindaco Gualtieri per convincere tutti gli enti coinvolti, comprese le Soprintendenze, a valutare la solidità dell’eventuale progetto biancoceleste.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, Floriani Mussolini torna a Roma: in ballo anche il suo futuro

Tornerà a Roma da avversario: a fine stagione la decisione sul suo futuro.

Un passato nelle giovanili della Lazio, poi i prestiti e l’approdo quest’anno alla Cremonese: Floriani Mussolini oggi sarà all’Olimpico da avversario. Se sarà una prova per il futuro, sottolinea il Corriere dello Sport, dipenderà tutto dalla Cremonese e dalla decisione a fine campionato: l’addio sarà certificato in caso di riscatto esercitato, è stato fissato a 5 milioni di euro senza possibilità di controriscatto da parte della Lazio. Floriani Mussolini si ripresenta a Roma cresciuto, l’ha fatto dopo ogni prestito, in Serie C con il Pescara e in B con la Juve Stabia. Stavolta sarà diverso, scenderà in campo da avversario nello stadio in cui ha sempre sognato di giocare, ma con il biancoceleste addosso. Ben 12 convocazioni in prima squadra senza mai trovare il debutto.

Tutta la trafila, conclude il quotidiano, nel vivaio di Formello, terminata con 65 presenze in Primavera (10 assist). L’ultima annata chiusa con la promozione nella massima serie dei baby e la conquista della Supercoppa Primavera 2, c’era Sanderra in panchina. Poi il giro di prestiti, un percorso a tappe con una crescita continua, 12 mesi alla volta e scalando le varie categorie, sempre da protagonista. Ha impressionato per passo e mentalità, soprattutto. Chissà se la gara di oggi indirizzerà le scelte e i rimpianti di fine stagione. Lotito e Fabiani, non inserendo un paracadute nella trattativa chiusa nella scorsa sessione di mercato (bloccata in entrata), dovranno aspettare il responso da Cremona per capirà se perderanno definitivamente il cartellino del classe 2003. Gli scenari sono aperti, ma non dipendono dalla Lazio. Finora Floriani Mussolini ha collezionato 13 gare tra campionato e Coppa Italia (605 minuti). La società, se non a gennaio, dovrà ragionare sui terzini destri la prossima estate.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Rinnovi Lazio, Romagnoli e Gila aspettano: il futuro dello spagnolo è sempre più lontano da Roma

Non solo mercato: in casa Lazio c’è da sistemare anche la faccenda legata ai rinnovi.

Gila e Romagnoli blindano la porta, la società però non riesce a blindare loro. Romagnoli, evidenzia il Corriere della Sera, aspetta il rinnovo, con tanto di adeguamento, da due anni e mezzo. Il suo contratto scade nel 2027, se non si dovesse trovare una soluzione in tempi rapidi potrebbe anche chiedere la cessione. In Arabia piace e l’amico Milinkovic non gli sconsiglierebbe di certo l’esperienza. La Lazio, prima di alzare gli ingaggi, dovrà però sistemare la situazione finanziaria per non imbattersi in nuovi blocchi. Questo anche il problema che riguarda
Gila.

Arrivato dalla seconda squadra del Real Madrid, ha accettato un ingaggio piuttosto basso (poco meno di un milione all’anno): lo spagnolo, si legge, non è nemmeno fra i primi 20 più pagati della rosa. Proprio per questo si sta guardando intorno e, al momento, non sembra intenzionato a restare a Roma. Igli Tare, che lo ha portato alla Lazio, lo vorrebbe al Milan. Aveva l’idea di trattare con i biancocelesti già la scorsa estate, ma ha rinunciato quando ha capito che, anche a causa del blocco del mercato, il giocatore era incedibile

Il club, conclude il quotidiano, non può però permettersi di perderli, costringendo Sarri a ricostruire la solidità difensiva. Per questo deve arrivare una reazione. In un senso o nell’altro. Per non far sì che i giocatori blindino la Lazio, senza però essere blindati.

Categorie
TIFOSI

Roma, adesivo antisemita al Celtic Park: la Stella di David per insultare i tifosi laziali

La stella di David. E la scritta: “Laziale uno, due, tre…”. Un gioco di parole macabro, dalla chiara matrice antisemita, è comparso giovedì 11 dicembre su un adesivo incollato nel settore ospiti del Celtic Park mentre era in corso la partita di Europa League tra la squadra di Glasgow e la Roma. In tutto sono oltre duemila i tifosi giallorossi che hanno raggiunto la Scozia per sostenere la squadra allenata da Gian Piero Gasperini, che ha vinto per tre a zero. E tra loro c’è chi si è divertito a usare questa offesa antisemita pensando così di insultare i tifosi laziali.

L’adesivo, incollato Celtic Park prima che iniziasse la partita, è solo l’ultimo di una lunga serie di offese a sfondo antisemita che le componenti più vicine al neofascismo romano di entrambe le tifoserie si scambiano vicendevolmente da decenni. Non è un caso: fra gli ultrà della Roma, più volte sono balzati alle cronache tifosi legati ai movimenti di estrema destra tra cui CasaPound. Lo stesso accade anche sulla sponda biancoceleste, dove però da qualche anno, per arginare la deriva neofascista e antisemita, è nata anche la formazione Lazio e libertà: la sigla è formata da tifosi che si dichiarano antifascisti.

Intanto però il valzer del disgusto si trascina senza sosta. Tra i casi più eclatanti quello del 2001, quando durante il derby, nella curva nord della Lazio, comparve uno striscione shock: “Auschwitz la vostra patria, i forni le vostre case”. Nel 2003, allo stadio Olimpico, nel corso della partita Roma – Livorno, un altro striscione atroce venne rivolto dai tifosi giallorossi ai cugini biancocelesti: “Lazio-Livorno. Stessa iniziale stesso forno”. Poi ci fu nel 2017 un gruppo di ultrà laziali incollò sulle vetrate che separano la curva sud dai distinti l’adesivo di Anna Frank con indosso la maglietta della Roma

Ad aprile 2024, invece, fecero discutere gli sticker antisemiti comparsi a Portonaccio, realizzati in vista del derby. Nella stessa immagine Hitler e Mussolini con la maglia della Roma. Mentre, Mr Enrich, il simbolo degli ultras della Lazio, gli Irriducibili, vestito con un pigiama a righe, come i deportati, prigionieri dei campi di concentramento. Sullo sfondo ci sono gli edifici di Auschwitz e il cancello con la scritta “Arbeit macht frei”. Nel 2025, invece, un maxi striscione comparve sul cavalcavia della Tangenziale Est. Il messaggio, accompagnato da due svastiche, non ha bisogno di interpretazioni: “Laziale ebreo”. La Repubblica

Categorie
CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Attacco Lazio, Sarri non molla Raspadori. Può tornare in Italia, ma senza uscite pesanti…

Nei mesi scorsi si era parlato tanto di un possibile interessamento da parte della Lazio per Giacomo Raspadori che ha poi lasciato Napoli per accasarsi all’Atletico Madrid. Ora sull’attaccante ci sarebbe anche la Roma di Gasperini. 

Come riporta Il Messaggero nella sua edizione odierna, Raspadori è un obiettivo di mercato per Maurizio Sarri. L’ex Napoli è osservato anche dalla Roma di Gasperini, ma il tecnico toscano è pronto a strappare ai cugini il centravanti italiano. L’ex Sassuolo sta giocando poco all’Atletico e non vuole perdere la Nazionale, e per questo avrebbe dato mandato ai suoi agenti di riportarlo in Italia dopo appena sei mesi. Sarri vuole Raspadori ma, se non uscirà il Taty (di nuovo inquieto) o verrà fatta cassa con Isaksen o Cancellieri, sarà difficile averlo già in inverno.

Categorie
ESCLUSIVE

‘SVB’ – Lazio-Juve, Rambaudi: “Arriverà a Roma una squadra arrabbiata, con qualità ma anche limiti. Senza Bremer…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Buona prestazione della Juventus ieri, soprattutto visto il momento; ha avuto delle occasione per sbloccare la partita, è una squadra viva, che ha delle qualità. Ha dato un segnale. Affronteremo una squadra arrabbiata, con qualità ma anche grandi limiti dietro; senza Bremer perdono molto e il vero problema secondo me è il centrocampo. Lì manca qualità, qualcuno che dà i tempi, qualcuno con la leadership da Juve. Da Sarri in poi non hanno più avuto un calciatore così.

Vlahovic? A Firenze aveva fame, voglia di farsi vedere; Italiano valorizzava le sue qualità. Lui deve giocare davanti, non è un calciatore di manovra. Io me lo prenderei sempre un giocatore così. Mi sembra che il Vlahovic di quest’anno abbia voglia di fare bene.

Tudor? Ogni partita per lui ormai è decisiva, sei alla Juve e devi sbagliare il meno possibile. Disordine organizzato in campo? Nella fase offensiva a me piace che i calciatori vadano ad occupare altre zone, tutti devono saper riconoscere lo spazio libero. Il calcio è questo. Nel calcio il tempo e lo spazio sono l’abc. Nella fase difensiva ci deve essere un’organizzazione ben precisa”.

Categorie
ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Mattei, domanda al presidente della Lazio: “L’obiettivo è far tifare nella Capitale solo la Roma?” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Ormai c’è una bella competizione in casa Lazio tra le notizie brutte che riguardano il campo e quelle brutte che succedono fuori.

Di fronte a questo scenario apocalittico, blocco, infortuni, calciatrice della Women, le chat, ci viene detto che va tutto bene. Io credo che loro sappiano benissimo quale sia la situazione e dicono queste cose sapendo che non sono vere.

Presidente Lotito, se il 98% dei tifosi della Lazio è contro di lei e il 100% dei tifosi è della Roma è con lei e la spinge a non mollare, non è che sta portando avanti una strategia per far diventare la Roma l’unica squadra della Capitale? Al momento una cosa è certa: la Lazio ora è la seconda e si sta lavorando per far diventare la Roma l’unica della Città”.

Categorie
ARBITRI

Parla l’arbitro Taylor: “A Budapest con la Roma nessun errore grave. E Mourinho…”

Anthony Taylor, l’arbitro della contestatissima finale di Europa League a Budapest del 2023, ha rilasciato una lunga intervista alla BBC. E per la prima volta torna su quella notte che gli ha cambiato la carriera: gli errori contro la Roma (“ma non ce ne sono stati di gravi“), le parole di Mourinho, l’attacco di alcuni tifosi all’aeroporto che, a suo dire, ha choccato la famiglia tanto che, da quel momento, “non è più venuta a vedere una partita”. Sono parole dure, quelle di Taylor, destinate a far discutere, se non altro perché il fischietto inglese, a distanza di due anni e mezzo, va giù pesante anche nei confronti di José Mourinho: “Quella di Budapest – il suo sfogo – è la situazione peggiore che abbia mai affrontato in termini di insulti. Non solo perché viaggiavo con i miei familiari in quel momento: questo mette anche in luce l’impatto del comportamento delle persone sugli altri. Anche in una partita come quella, dove in realtà non ci sono stati errori gravi”. Taylor ha avuto la sensazione che dopo la partita ci sia stato un tentativo di “spostare l’attenzione su qualcuno da incolpare. Per me – aggiunge – questa è una grande fonte di delusione, frustrazione e rabbia. Non credo sia accettabile quello che è successo, perché sono sicuro che a quelle persone non piacerebbe che qualcuno si voltasse e dicesse una cosa del genere a loro o ai propri figli. Da allora non sono più venuti a vedere una partita“.  A Taylor viene chiesto se pensa, ancora oggi, che l’attacco di Mou possa aver influenzato i tifosi in aeroporto: “Sì, onestamente penso di sì“.