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RASSEGNA STAMPA

Lazio, il club punta su Sarri per trattenere i big: senatori disposti a rimanere

Ore di attesa in casa Lazio: c’è mister Baroni da salutare e il nuovo tecnico da accogliere. Qualora il ritorno di Sarri si concretizzasse, diverse situazioni potrebbero cambiare anche in termini di partenza ed arrivi.

Ieri un incontro con l’entourage di Sarri, oggi il colloquio con Baroni: sono ore di valutazioni in casa Lazio. Chiaramente dal nuovo tecnico biancoceleste dipenderà pure il mercato, con diversi calciatori pronti anche a rimanere con l’allenatore toscano ed un progetto serio.

Come evidenzia il Corriere dello Sport, da capitan Zaccagni a Pedro, passando per Romagnoli, Provedel, Rovella e Guendouzi, tutti vedrebbero di buon occhio il ritorno di Sarri.

Trattenere i ‘senatori’ e ripartire con il Comandante sarebbe importante per superare la delusione per la stagione appena conclusa e provare a puntare a traguardi importanti nei prossimi anni.

Dalla scelta che si farà per la panchina della Lazio, dipenderà anche il futuro di alcuni calciatori, sia perché qualcuno è legato a Sarri, sia perché lo stesso tecnico vorrà delle garanzie prima di accettare l’incarico.

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RASSEGNA STAMPA

“Ottimismo” Sarri-bis: incontro interlocutorio ma il cuore dice Lazio. La situazione

Riaprite le porte alla grande bellezza, capitolo secondo, il ritorno. Riprese in atto per il Sarri-bis alla Lazio. I tifosi pregano e sperano in un lieto fine sullo sfondo: «Stiamo lavorando e c’è abbastanza ottimismo», la chiosa di Fabiani ieri sera alle 23.45 dopo due ore di incontro interlocutorio con il manager Busardò e l’avvocato Pellegrini al ristorante “Pescado” ai Parioli, per presentare vis-a-vis il programma biancoceleste per il prossimo anno e l’offerta di un biennale da circa 3 milioni a stagione (con opzione sino al 2028), che Lotito (assente ieri alla cena) aveva già anticipato a Mau martedì sera al telefono. «Ho ripulito lo spogliatoio dopo il tuo addio, ora puoi fare il tuo calcio», il concetto espresso dal patron in una lunga chiacchierata, che ha scaldato il tecnico toscano. Sarri non ha dato una risposta, riflette in silenzio: mercoledì ha incontrato l’Atalanta (ma il casting è ampio), possono aprirsi scenari inaspettati alla Fiorentina in caso di addio di Pradè (ieri manifesti affissi al Franchi col suo volto), ma ha voglia di ricominciare subito e il cuore lo porta alla Lazio. Il Comandante ribolle per tornare ad allenare sul campo e già prepara gli schemi dentro la sua villa a Castelfranco. Ha sessantasei anni, ma è carico di nuovo come un giovanotto. Ha già dimenticato l’amarezza per il mercato estivo del 2023, è battagliero come un tempo. È pronto a tutto, stavolta gli ostacoli non lo getteranno nello sconforto. Conosce la piazza, sa benissimo come rapportarsi a Fabiani e Lotito ed eviterà di arrivarci allo scontro. Si sente ancora un cavallo di razza, mica solo di ritorno. Premesse ottime per evitare un altro corto circuito. 

LO STAFF

Pre-allertato lo staff tecnico. Mau ha deciso da mesi che Ianni farà il secondo e non transige su questo (ieri Fabiani ha portato Grassadonia, tecnico della Women, all’incontro). Gli altri preparatori saranno ancora Pasqui, Losi, Nenci e Ranzato. Andrebbero aggiunti 1-2 elementi, specie se il match analyst Allavena dovesse raggiungere Tare a Milano. La Lazio è pronta a venire incontro a Mau subito pur di farlo firmare (si spera addirittura nel sì definitivo a stretto giro) e prevenire le interferenze di altre società dietro l’angolo. Completamente accantonata l’ultima amarezza di Sarri, culminata con le sue dimissioni a metà marzo 2024. Negli ultimi 15 mesi, cambiate quattro guide tecniche (dopo appunto Sarri, Tudor e Baroni, e l’ex vice di Mau, Martusciello). Roba mai vista con Lotito che, in 20 anni (ormai quasi 21) di presidenza, ne aveva avute appena altre otto. Ecco perché stavolta non si può sbagliare per ritrovare un minimo di stabilità ed equilibrio. 

Nei piani del club, il romantico ritorno di Mau è propedeutico alla permanenza di tanti big a lui legati, al 4-3-3 collaudato, al minor esborso possibile su un mercato quasi paralizzato, senza i minimi introiti della Conference a bilancio. Sarri è disposto a ripartire dai giovani in un nuovo ciclo, anche se vorrebbe 4–5 acquisti per esprimersi al meglio. Conosce il resto della squadra e, senza Coppe, potendo lavorare una settimana intera a Formello, sa di essere l’allenatore ideale per il rilancio. È una sfida di fine carriera anche per se stesso. 

LE ALTERNATIVE

Solo l’immagine di Sarri può placare il malcontento di una piazza ripiombata nella contestazione e nello sconforto. Ecco perché Fabiani e Lotito hanno messo da parte l’orgoglio, le alternative e l’appuntamento con i piani B Vieira e Gattuso, almeno per il momento. Se Mau non dovesse convincersi del progetto, non sarebbe semplice trovare un allenatore dello stesso livello. Piace l’ex Scaloni, ha il contratto in scadenza nel 2026 come ct dell’Argentina, ama la Lazio, ma tornarci da tecnico adesso sarebbe un salto indietro. Non convincono Thiago Motta e Conceicao. È stato sondato Palladino dopo le dimissioni a Firenze, ma sarebbe tutt’altro profilo. Meglio tornare al passato per evitare di preoccuparsi troppo del futuro. Il Messaggero

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Con Sarri non accetto il discorso dell”anno di transizione’. A me è arrivata una voce…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Possibile derby Sarri-Gasperini? Ora non so bene come sono andati i confronti tra loro, ma penso sia in vantaggio Sarri.

Sul nuovo allenatore della Lazio a me è arrivata una voce: Palladino. Non so quanto sia vero, comunque credo si sia dimesso perché ha un’altra proposta. Dubito comunque che rimanga senza panchina.

Sarri è un ottimo riorganizzatore, addestratore; a me a Napoli piaceva, alla Lazio meno. Un suo limite è la scelta dei giocatori; scelte quasi sempre non ottimali dal Napoli in avanti, vedi Tonelli o Valdifiori. Sarri ha vinto, ha mentalità vincente e potere: doveva sfruttarli dal primo anno qui a Roma. In campo chiaramente mi convince ma non mi dà garanzie dal punto di vista della comunicazione, del trovare gli alibi e nella scelta dei giocatori.

Non accetto più il discorso dell’anno di transizione. Dal momento in cui arriva Sarri, il Sarri vincente, non si devono fare queste dichiarazioni. Non ci facciamo abbindolare. Non voglio iniziare così: se prendi l’allenatore top, anche i giocatori devono essere top per lottare per i primi quattro posti.

Mi aspettavo molto da Sarri quando è arrivato, come allenatore a Napoli mi è sempre piaciuto, ma qui da lui mi aspettavo qualcosa di diverso, ossia che incidesse dal primo anno. Ora con lui l’obiettivo deve essere quello di essere protagonisti e lottare per i primi quattro posti.

I saluti di Tudor e Baroni? Non c’è stata unità di intenti. Tudor aveva fatto delle scelte sui giocatori. Baroni, preso per ricostruire, ha fatto un lavoro importantissimo, poi si saranno seduti a tavolino e ci saranno state delle divergenze che hanno impedito di proseguire insieme.

Io non ho grandi aspettative dal ritorno di Sarri, ma mi aspetto che entri a gamba tesa con la sua competenza”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Oddi: “Dispiaciuto per Baroni. Sarri o Gattuso? Scelgo il primo, ecco perché…” (AUDIO

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘SVB’

“Mi dispiace per Baroni, almeno per qualche mese, anzi, per tutto il girone di andata, ci ha fatto vedere grandi risultati. Poi è ovvio che quando i risultati non arrivano più qualcosa deve cambiare e la società guarda oltre.

Chiaramente sono andate male le gare in casa, bastava poco per e centrare un posto utile per giocare in Europa il prossimo anno.

Sarri? Non ha bisogno di presentazioni. Conosce la Lazio, è stato qui, ha esperienza. Il suo ritorno è sicuramente molto più positivo del possibile arrivo di Gattuso, che è stato un grande calciatore ma che sarebbe un esordiente in questo constesto, alla Lazio.

Sarri andò via da solo, non è stato esonerato. La sua esperienza, al di là del fatto che fa giocare bene la squadra, è molto importante in una società come la Lazio”.

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NEWS

Lazio-Sarri: cena per il ritorno. Agenti e ds a colloquio, sul piatto un biennale

Non c’è tempo da perdere, la Lazio vuole subito gettare le basi per il futuro. I biancocelesti si vogliono affidare a Maurizio Sarri e per questo, nella serata di oggi, il direttore sportivo Fabiani si è incontrato con agenti e avvocato dell’allenatore. È lui la scelta della Lazio. Lui l’uomo al quale aggrapparsi (“C’è ottimismo”, ai cronisti il Ds). Per Sarri, Lotito è pronto a mettere sul piatto un contratto di due anni (più opzione per il terzo) che ci avvicina, ma non raggiunge, ai tre milioni richiesti. La Lazio è fiduciosa, forte anche del rapporto che ha creato col tecnico nei due anni e mezzo di collaborazione. Nel confronto non si è però solo pensato a gettare le basi del contratto, ma anche del progetto tecnico. Sarri vuole avere voce in capitolo sul mercato. Vuole che il progetto sia costruito intorno a lui nei fatti e non solo a parole. Il Comandante, che inizialmente aveva intenzione di aspettare anche altre eventuali offerte prima di rispondere all’offerta, ha apprezzato la decisione con la quale i biancocelesti si sono mossi per averlo. Per questo a Formello c’è fiducia. Venerdì, intanto, dovrebbe arrivare la separazione da Baroni, tecnico uscente. A Formello sono convinti che a sostituirlo sarà Sarri. Anche per mandare un segnale dopo una stagione chiusa male. Gazzetta.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO’ – Pinelli: “Non vorrei che la Lazio per Sarri sia un ripiego. Pista Palladino da non sottovalutare…” (AUDIO)

PIETRO PINELLI (Mediaset) in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

L’epilogo della stagione della Lazio è stato coerente con le scelte di inizio stagione. Sono arrivati giocatori da club inferiori che non potevano fornirti garanzie di salto di qualità. Dopo 8 anni sei fuori dall’Europa con tanti rimpianti visto che sei passato anche dalla possibilità di un’Europa importante. Ero rimasto molto sorpreso dalla prima parte della stagione, era un’illusione prima della resa dei conti.

Il futuro? Questo campionato ha sfatato molti luoghi comuni, non è detto che poterti concentrare solo sul campionato è sinonimo di una grande stagione. Sono sorpreso dalla notizia di un possibile ritorno di Sarri. Se dovesse arrivare a Roma non capisco come si potrebbe passare da tutto quello che è accaduto con il club in passato ad una situazione migliore. Non capisco con quali argomenti, il club biancoceleste potrebbe convincere Sarri della bontà dal progetto. La Lazio, per lui, potrebbe essere un ripiego e questo non me lo auguro. Che venga fatto un matrimonio su basi solide e sulla convinzione dell’allenatore toscano. Al di là di Sarri, credo che non possa essere sottovalutata la pista Palladino. Penso che abbia una squadra dietro che ha porto alle sue dimissioni a Firenze. Rispetto alla minestra riscaldata di Sarri o Gattuso, lo preferisco.

Probabilmente tra Baroni e la società ci sono stati degli attriti sulla gestione dei nuovi arrivi. Immagino sia stato l’argomento principale al quale si sono aggiunti anche i risultati. La separazione credo sia la somma di queste cose”.

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CALCIOMERCATO

Lazio, addio Baroni e ritorno Sarri: gli incontri in programma tra stasera e domani per la svolta in panchina

La Lazio si appresta a separarsi da Marco Baroni. Infatti nella giornata di oggi, giovedì 29 maggio, è previsto un incontro per concordare la risoluzione contrattuale. Dopodiché – spiega Gianluca Di Marzio – tra stasera e domani la dirigenza incontrerà Maurizio Sarri tramite il proprio entourage per provare a chiudere. L’offerta proposta dalla Lazio è un biennale da 2,8 milioni netti a stagione.

L’incontro sarà finalizzato a concordare le linee guida del prossimo calciomercato per evitare di ripetere le incomprensioni che un anno fa avevano portato alla separazione. Se queste idee saranno comuni, l’accordo potrà anche essere formalizzato. Il club procede spedito per chiudere subito per il ritorno di Sarri. Solo nel caso in cui qualcosa andasse storto, a quel punto la Lazio valuterebbe altre alternative.

Dunque dopo una sola stagione Marco Baroni e la Lazio si separeranno, al termine di un campionato chiuso al settimo posto. In virtù di questa posizione, i biancocelesti l’anno prossimo non disputeranno le coppe europee. Prevista la risoluzione del contratto. Dopodiché si tenterà di chiudere per il ritorno di Maurizio Sarri. Solo in caso di mancato accordo con l’allenatore, la Lazio valuterebbe alternative.

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ALTRE

Sarri, dall’Atalanta assist alla Lazio: virata su Pioli e Motta

La panchina dell’Atalanta potrebbe avere un nuovo volto dopo 9 anni: l’eredità di Gian Piero Gasperini (oggi incontra la Roma) potrebbe essere raccolta da uno tra Thiago Motta e Stefano Pioli. Secondo Skysport, la lista dei successori di Gasp si starebbe restringendo a questi due profili, con Maurizio Sarri, corteggiato dalla Lazio, in secondo piano. La famiglia Percassi, però, non ha ancora parlato con nessuno dei due allenatori, per rispetto di Gasperini che non ha ancora preso una decisione ufficiale.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Oddi: “Lazio, nessun margine d’errore, nel prossimo mercato serve un rilancio. Sarri? I cavalli di ritorno…” (AUDIO)

Giancarlo Oddi in collegamento a ‘NMM’

“Il ritorno di Sarri? Lo conosciamo e lui conosce l’ambiente, ma quando un allenatore quando ritorna, raramente fa grandi cose. Se l’alternativa è Gattuso, ovviamente prenderei Sarri, anche solo per l’esperienza diversa fra i due. Adesso è chiaro che la società non può sbagliare. L’addio di Romagnoli? Se lui e Gila andranno via, la Lazio dovrà prendere due centrali forti. Va detto che anche nei momenti migliori di questa stagione, la squadra ha preso troppi gol e la difesa, lo abbiamo visto, fa la differenza. Ripeto, anche per questo in questa estate i margini di errore non esistono, non si può veramente sbagliare neanche una mossa“.

“Se la società vorrà fare in modo di accontentare i tifosi, non dovrebbe vendere i pezzi importanti, ma vendere bene gli altri e comprare altrettanto bene. Bisogna essere bravi, fare operazioni oculate. Bisogna saper fare mercato, non puoi fare operazioni a ribasso. Vorrei vedere una società pronta a rilanciarsi dopo questa stagione, con fame, ambizione. I tifosi l’hanno dimostrato anche nell’ultima giornata, qualora qualcuno avesse dubbi: i laziali ci sono sempre, anche nelle difficoltà. Questa gente merita un rilancio, un mercato importante”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Lazio, D. Rossi: “Voto Motta e vi racconto Gattuso. Ma sono le società a far lavorare bene gli allenatori. Serve chiarezza” (AUDIO)

Delio Rossi in collegamento a ‘NMM’

Gattuso l’ho conosciuto a 19 anni, è stato alle mie dipendenze alla Salernitana. E’ uno dei pochi giocatori che ho allenato che ha delle motivazioni intrinseche: vuole vincere e migliorarsi indipendentemente da dove gioca o allena. E’ umile, nonostante abbia vinto tutto. Dal punto di vista caratteriale e umano, è una persona speciale e gli voglio bene. Dal punto di vista tecnico, fermo restando che lo conosco più da calciatore, mi sembra un allenatore con dei principi che modula in base al materiale di cui dispone. Allenare il Napoli non è come allenare l’Hajduk. Lui mi sembra uno poco estremista, ma neanche un ‘minestraro’. E’ uno che vuole crescere e migliorarsi come professionista. Poi c’è una cosa da non sottovalutare: sapere come approcciarsi a grandi giocatori e lui ha vissuto spogliatoi di altissimo livello”.

“Gli è mancata forse un pizzico di gavetta in più, è partito subito forte. Gattuso alla Lazio? Andrebbe inserito nel modo giusto e soprattutto coperto dalla società. Al netto dell’affetto che ho per Gattuso, chi vedrei bene alla Lazio oggi è Thiago Motta. Anche lui ha un passato importante da giocatore e da allenatore, ha fatto bene a Genova e La Spezia, senza parlare della grande annata con il Bologna. Alla Juve il passo è stato troppo grande e secondo me si dovrebbe puntare sul suo spirito di rivalsa. Secondo me è una pista praticabile e lui ha tanta voglia di riscatto. E’ un tecnico che ha delle idee, credo possa starci alla Lazio e ripeto, avrebbe motivazioni altissime dopo questa mezza stagione alla Juventus che certamente non è andata bene”.

Farioli sarebbe un’altra opzione, certo giovane e con meno esperienza, ma sicuramente intrigante. Marco Rossi, CT dell’Ungheria, è un altro bravo allenatore a mio avviso. Sarri? Io lo vedrei bene alla Fiorentina, ma è una mia sensazione. Se tornasse alla Lazio è per un buon rapporto con Lotito, la piazza importante e quel pizzico di voglia di rivalsa. Se parliamo di prospettive migliori allora sicuramente l’Atalanta oggi può garantire qualcosa di più. L’importante è che la società abbia le idee chiare e che queste vengano spiegate con altrettanta trasparenza all’esterno. Quindi niente Ferrari o simili, ma cercare di competere sul lungo periodo, crescere anche attraverso delle scommesse”.