Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, squadra in crisi di rigetto. Non solo verso Sarri: pesano le questioni premi e rinnovi mancati

Lazio: tutti sotto processo

Di nuovo tutti sotto processo ma, arrivati a febbraio, senza più appello. Eppure tutti ora si sentono contemporaneamente colpevoli e vittime di questo crollo. Lotito non ha dato una mano a gennaio, ma ha speso tanto sul mercato estivo. A maggio Sarri aveva urlato ai quattro venti che la “vecchia” guardia aveva dato tutto lo scorso campionato, e ora, con uno stato d’animo abbattuto da vicissitudini extra campo (altre due pesanti situazioni familiari, oltre la scomparsa dello zio), non riesce a rianimare un gruppo, che sembra avere una crisi di rigetto. I giocatori sono senz’altro i principali responsabili degli scempi di quest’anno, ma si sentono deresponsabilizzati dai peccati originali del patron e del tecnico. Da una parte lamentano rinnovi promessi e mai firmati, arretrati congelati, i premi per il raggiungimento degli ottavi Champions (vedi il confronto d’Immobile prima di Bergamo), dall’altra ora non sopportano più un gioco monotono, che non li valorizza appieno né i toni comunicativi forti di Mau dentro lo spogliatoio. In questi casi, a pagare in corsa, può essere sempre e solo uno, prima della rivoluzione della rosa a giugno.

Ieri Lotito era a Milano in Lega, ma non sembra avere ancora il coraggio di una scelta repentina. E quindi si vive alla prossima giornata, sperando in un nuovo cambio di rotta. Si era pensato al ritiro, qualcuno lo invocava addirittura a Norcia. Invece, nulla. Oggi resta il riposo per non affliggere la squadra, che ieri ha chiesto a Sarri di alleggerire pure i carichi di ogni seduta. Per ricompattarsi si sta piuttosto studiando un pranzo o una cena. È l’ultima speranza con vista su un calendario tutto in salita. Lo riporta ‘Il Messaggero’

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri a rapporto da Lotito. Tensioni nello spogliatoio: “Andate dal presidente se il problema sono io”

Bufera sulla Lazio

Bufere multiple e concentriche si sono abbattute sulla Lazio, crisi interne ed esterne hanno aperto fronti di tensione. Gli ultras della Nord hanno esposto striscioni a Formello nella notte tra domenica e lunedì contro Lotito e Sarri, i titoli erano ingiuriosi. Il contrasto con Lotito non è mai finito, mai era stato attaccato il Comandante. Un fronte caldo si è aperto a Formello. Lotito e Sarri, se potessero, si separerebbero volentieri e non da ieri. Il presidente risparmiando i soldi del contratto fino a giugno 2025, ballano 10 milioni tra netto e lordo. Sarri portandosi a casa tutto il malloppo. Né l’uno né l’altro faranno il primo passo. Lotito ha sempre garantito fiducia, nonostante tutto, e aveva fissato a marzo l’incontro per iniziare a parlare di futuro. Ma la desolante realtà non può non pesare. Lotito, schema classico, non licenzia mai in tronco, si muoverà solo se costretto dai risultati (i nomi di Tudor e Scaloni per ora sono scenografici). Vuole risposte da tutti contro il Cagliari, poi seguirà la sfida proibitiva contro il Bayern, in seguito arriverà il Bologna. Sarri, dal canto suo, non si dimetterà mai. La questione è capire quale prezzo pagherà la Lazio.

Il presidente ha iniziato le riflessioni intime e non. Ieri era a Milano per l’assemblea di Lega, oggi la Lazio non si allenerà, è possibile che decida di incontrare Sarri per un confronto. Lotito vuole capire se ci sono margini d’intervento, tecnici o tattici, per rianimare la Lazio. Nelle ultime sei partite di campionato ha tirato nello specchio 6 volte, due in tutto contro Napoli e Atalanta (su rigore). A Lotito la Nord ha contestato l’ennesimo mercato deludente e alcune espressioni legate al passato rovinoso del la società. Non si può neppure dimenticare la catastrofica estate condotta dal presidente. Il mercato da autodidatta, gli acquisti ritardati, l’assenza di dirigenti in ritiro, i rinnovi mancati. Sarri ha colpe ed è anche vittima. Aveva chiesto un’ala a gennaio, rinforzi di categoria superiore a giugno, se li aspettava anche lo spogliatoio. Nella giornata di ieri c’è stato un duro confronto a Formello fra Sarri e la squadra col tecnico che avrebbe strigliato Immobile e compagni con queste parole: «Se pensate che il problema sia io tirate fuori le palle andate da Lotito». Col Cagliari sabato servirà una pronta reazione. Lo riporta il Corriere dello Sport

Categorie
FORMELLO

FORMELLO – La Lazio riparte: ancora out Zaccagni, ma il miglioramento c’è e Sarri spera

FORMELLO – La Lazio prova ripartire dopo Bergamo. L’ha fatto questa mattina presso il centro sportivo di Formello con una sessione di lavoro di scarico per i “protagonisti” del match di ieri con l’Atalanta. Dopo una prima fase di attivazione muscolare, i calciatori che ieri non sono scesi in campo dal primo minuto hanno svolto una serie di partitelle a campo ridotto. Tra di essi ancora non figurano Mattia Zaccagni e Patric. Se lo spagnolo avrà bisogno ancora di tempo per superare la sub-lussazione alla spalla destra, l’ala di Sarri spera di poter tornare a lavorare in campo a metà settimana. E’ ancora alle prese con il problema al piede rimediato ad Udine e acuitosi successivamente, malgrado l’utilizzo di anti-infiammatori. Il trattamento terapeutico degli ultimi giorni andato in scena in un centro specializzato a Cesena ha sortito i primi effetti. Il versamento è meno esteso e la speranza è che la risoluzione definitiva possa esserci già prima del match di Cagliari (sabato 10 alle 15,00). Sarri spera, c’è un attacco da aiutare a ritrovare lo smalto della scorsa stagione.

Categorie
FORMELLO

Lazio, a Formello la reazione dei tifosi: “Lotito reietto, Sarri il tuo schiavetto”

La Lazio scivola al nono posto in classifica e vede allontanarsi la zona Champions, con il quarto posto occupato proprio dai bergamaschi. Un 3-1 senz’appello quello del Gewiss Stadium, arrivato dopo la consueta delusione post mercato di gennaio. La reazione dei tifosi è stata da subito rabbiosa, tanto che nella notte sono apparsi due striscioni all’esterno del centro sportivo di Formello. “Lotito reietto, Sarri il tuo schiavetto!“, frase che riprende le dichiarazioni del presidente Lotito della scorsa settimana. E ancora, “Enrico caccia tu padre!“. S’infiamma quindi l’ambiente, stanco e amareggiato dopo l’ennesima delusione subita.

Categorie
ESCLUSIVE

‘NMM’ – Giordano “La Lazio sembra uno sparring partner, tanta fatica a giocare. Deve tornare a menare anche lei” (AUDIO)

Bruno Giordano in diretta a ‘NMM’

“Dopo Riyad si pensava potesse essere una partita particolare, quella di ieri è molto simile. La Lazio di Sarri per ora mi sembra uno sparring partner, fa allenare le altre, forse ha perso l’abitudine a menare lei sugli altri. Con tutto il rispetto che posso avere per Luis, ieri sembrava un maestro d’orchestra che gesticolava e basta. In questo momento sono tutti non pervenuti, avevamo detto che l’Atalanta è una squadra importante. Questa stagione noi non siamo mai stati ‘squadra’, davvero poca roba su trenta partite. Ieri vedevo Ederson dell’Atalanta che tamponava a uomo su Luis, avevano molto rispetto dell’avversario: poi dopo il gol abbiamo mollato a livello di gamba e siamo rimasti paralizzati. Un po’ di calcio in 124 anni di storia lo abbiamo visto, ora c’è un momento negativo, ma da qui a credere che non capiamo di calcio è insultante verso i laziali.

Divisione delle colpe?

Adesso spostare il mirino sulla società e la mancanza di calciatori però è un palliativo: la squadra a giocare fa veramente fatica. Ora non c’è da pensare ad un addio immediato di Sarri dalla Lazio, l’allenatore è importante ma non determinante: anche i calciatori devono fare qualcosa. I duelli non ci sono mai stati, forse l’unico è stato un po’ Guendouzi ma mai accompagnato dagli altri. Se ci sono problemi all’interno del gruppo legati a contratti in scadenza o fine carriera non lo so, posso dire che queste partite non mi convincono, sia per l’allenatore che per i calciatori. In corso alla partita provo ad adattarmi, se una cosa non va bene cambio i piani: ma sono proprio le prestazioni individuali dei calciatori che non ci sono. Le vittorie con Lecce e Udinese sono valse 6 punti, ma anche lì sono state prestazioni non da Lazio. Non possiamo vedere una squadra con tanti giocatori di talento che non riesce a costruire un’azione.”

https://podcasters.spotify.com/pod/show/radiosei98100/embed/episodes/Bruno-Giordano-05022024-e2fcvlo
Categorie
STATISTICHE

Lazio innocua, un tiro nello specchio (su rigore) nelle ultime tre gare. Altro che “inutile intervenire sul mercato”…

La Lazio non tira più in porta, è inerme, innocua, inoffensiva. E c’è un dato esemplificativo che trasforma in evidenze le percezioni: prima del secondo tempo di ieri, in cui Immobile ha guadagnato e trasformato un rigore, la squadra di Sarri non aveva calciato nello specchio nei precedenti 5 tempi consecutivi. Due contro l’Inter in Supercoppa, due contro il Napoli all’Olimpico (per la Lega è un tiro il tacco di Castellanos respinto ben prima della linea) e il primo ieri a Bergamo con l’Atalanta.

Ed ovviamente sarebbe stata necessario anche la reazione di un club che, recepito il problema, potesse agire di conseguenza sul mercato di riparazione. Lo sottolinea questa mattina ‘La Repubblica’: “Il quesito era, è stata giusta la scelta a rischio della Lazio, quella di non fare mercato? La prima risposta, a Bergamo contro un’Atalanta in gran forma, è stata sconfortante: il 3-1 sta addirittura stretto a Gasperini. Il segnale arrivato ieri è chiaro: l’attacco andava rinforzato, soprattutto il reparto degli esterni offensivi. Senza Zaccagni non si punge, non si tira: 12 gol nelle ultime 12 partite sono decisamente pochi”.

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Squadra-Sarri-società, circolo vizioso di resa. Sembra non abbiano più nulla da darsi” (AUDIO)

“Sarri e la Lazio sembra non abbiano più nulla da darsi a vicenda”
Alberto Abbate (Il Messaggero) in diretta a ‘NMM’

“Secondo me la resa dei conti c’era già stata dopo Salerno, qui è subentrata una rassegnazione pericolosa con una squadra piatta che non riesce a recepire quello che dice il tecnico. La società non ha dato alcun impulso sul mercato, volendo trasmettere un messaggio di fiducia nel gruppo che non mi pare sia stato recepito. Questa rassegnazione rischia di trasformare questa stagione, al netto di alcuni buoni risultati in Champions e Coppa Italia, nell’anonimato. Non capisco perchè Sarri dovrebbe dimettersi, in questo momento lui non sta vivendo un bel momento anche extra-campo, il momento non lo spinge a trovare le risorse che possano dare impulso a questa squadra.

Se ora molla anche chi ha più motivazione, come Rovella e Guendouzi, la Lazio finisce per prenderne anche 7 di gol. Il rischio è che la parte di squadra senz’anima finisca per anestetizzare anche chi in campo prova a metterci ancora grinta. La responsabilità poi è di tutti, anche di Sarri, ma vorrei capire perchè Felipe Anderson e Luis Alberto continuino a essere in campo: per me doveva esserci Vecino. Luis è una risorsa tecnica, ma che per ora fa più danni che altro. Sembra che Sarri e Lazio non abbiano più nulla da darsi. Non ci sono alternative tecniche in giro per sostituire Sarri, ma la sua posizione è anche rafforzata dagli 8 milioni a bilancio fino al 2025. Se la situazione dovesse precipitare Lotito ci penserebbe, ma ora non è il momento. A me sembra quasi poi che la squadra, principale responsabile, stia approfittando della questione. Ora il motto è quello di provare a cavarsela fino a giugno.”

https://podcasters.spotify.com/pod/show/radiosei98100/embed/episodes/Alberto-Abbate-05022024-e2fcqg6
Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Prestazione indecorosa. Sarri ha ancora in mano la squadra?” (AUDIO)

Peggior prestazione della stagione, GIULIO CARDONE (La Repubblica) in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Contro l’Atalanta ho visto la peggior prestazione della stagione, una squadra inquietante nello spirito e nel gioco. Siamo evidentemente nel momento peggiore, al di là della classifica e del campo. Non si a chi dare responsabilità, ma l’ideale sarebbe trovare una chiave per uscirne al più presto ed è normale essere pessimisti a questo punto della stagione.

Mi chiedo se Sarri ha ancora in mano la squadra, perché lui stesso si chiede se c’è ancora voglia e fiducia e quindi evidentemente ha qualche dubbio.

Serve una scossa come ad esempio un ritiro. Non dico cambiare allenatore, ma qualcosa va fatto. Non credo che facciano piacere le frasi di Sarri sullo scarso rendimento degli attaccanti, anche in questo bisognerebbe migliorare. Ci sono talmente tante cose che non hanno funzionato dal primo giorno di questa stagione, che è impossibile trovare un solo responsabile ed è altrettanto difficile type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ identificarne le colpe.

Io credo che a fine stagione verrà fatta una riflessione sull’allenatore indipendentemente dal fatto che il contratto di Sarri scade nel 2025. Detto questo è molto difficile trovare un’alternativa adatta. A me piace moltissimo Conceicao, ma mi rendo conto che sia una pista impossibile”.

https://podcasters.spotify.com/pod/show/radiosei98100/embed/episodes/Giulio-Cardone-e-Gianni-Walter-Bezzi-05022024-e2fckog

Alessio Buzzanca

Categorie
RASSEGNA STAMPA

La Lazio non c’è più, altro che strigliate di Lotito: è un buco nero

Questo blackout sembra un buco nero. La Lazio non c’è più, è sparito Luis Alberto e Felipe Anderson ha la testa a Torino. Così Il Messaggero analizza il ko dei biancocelesti a Bergamo, in uno scontro diretto che poi, tale non è mai stato. Il ritmo dell’Atalanta è subito forsennato, la Lazio fatica ad uscire dal basso sul pressing orobico. I riferimenti biancocelesti davanti non arrivano, Castellanos è isolato, non c’è connessione fra i reparti, la Lazio rincula, non costruisce e reagisce con il lancio lungo. È un assedio della Dea, che dopo ben 19 tiri in porta arriva al tris con De Ketelaere. Sarri esce con lo sguardo perso nei suoi pensieri famigliari e nel vuoto. Trafitto dai colpi di un’Atalanta che non solo fa calcio, ma non perde ormai dal 25 novembre (contro il Napoli) a Bergamo. Tifosi a muso duro nel finale, serviva il mercato per ribaltare questo spogliatoio, altro che strigliate e premi di Lotito, da ieri pomeriggio di nuovo furioso. Sembra quasi una crisi di rigetto alla mano di Sarri – l’analisi del quotidiano -.

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Bezzi: “Squadra e Sarri stanchi, spento il feeling. Esonero Sarri? A Lotito non conviene…” (AUDIO)

GIANNI BEZZI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’! “Disfatta Lazio”

“In riferimento alla partita di ieri, non mi ha sorpreso il tipo di gara che è venuta fuori da parte della Lazio contro l’Atalanta. Prevedevo questa disfatta contro una delle squadre che ora sta meglio in campionato ed è assolutamente ben attrezzata, malgrado alcune assenze importanti. La squadra di Gasperini merita questo posto in classifica, mente la Lazio è questa. Spenta, stanca, giocatori che non rispondono nella maniera giusta, con un tecnico che sembra altrettanto stanco. Quando a Sarri è stato chiesto del mercato, ha risposto in modo molto sterile, dicendosi quasi rassegnato alle strategie della società. Si vede che ci sono dei giocatori piatti, penso a Luis Alberto e Felipe Anderson. Si è spento il feeling tra squadra ed allenatore. Il tecnico tempo fa disse che stava tornando a divertirsi, in realtà parliamo di una squadra che non si sta divertendo per niente, siamo qui a commentare prestazioni che non portano a tirare mai in porta. Immobile? Ho avuto l’impressione che sia tornato in buone condizioni, ora Sarri non deve commettere l’errore di tenerlo fuori. Poi ci sono le questioni tattiche, è sbagliato dire che non c’è un modulo diverso che possa risolvere questo problema dell’attacco. Così è inevitabile la disfatta della Lazio”.

Mandare l’allenatore la soluzione giusta e drastica?

“Dico di no, vorrebbe dire non aver capito nulla di quanto accaduto in passato. L’impostazione di Lotito è di una società che guarda al centesimo, ragiona in relazione alla convenienze economiche. Ora quello che dobbiamo capire è perché Sarri dice di adeguarsi a quello che viene fatto sul mercato. Lui non si dimette e Lotito non ci pensa a mandarlo via. Il presidente della Lazio sa dell’importanza del nome di Sarri agli occhi dell’ambiente e non ha nessuna intenzione di pagare a vuoto uno stipendio così importante. L’obiettivo, ora, è quello di concentrarsi sulla Coppa Italia, sperando di fare una buona figura contro il Bayern Monaco”.

https://podcasters.spotify.com/pod/show/radiosei98100/embed/episodes/Giulio-Cardone-e-Gianni-Walter-Bezzi-05022024-e2fckog