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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Sarri disponibile a cambiare i toni, ma non vuole che gli si parli alle spalle. Non c’è uno spogliatoio intero contro di lui” (AUDIO)

Alberto Abbate (Il Messaggero) a ‘NMM’ “Sarri disponibile a cambiare i toni, ma non vuole che gli si parli alle spalle. Non c’è uno spogliatoio intero contro di lui”

Abbate: “Sarri disponibile a cambiare i toni, ma non vuole che gli si parli alle spalle. Non c’è uno spogliatoio intero contro di lui”. Il giornalista de ‘Il Messaggero’ a Radiosei: “C’è qualcuno che da dentro sta approfittando del momento difficile per far emergere qualche malumore nei confronti di Sarri. Come dice Fabiani, è impossibile che ci sia un intero spogliatoio contro il tecnico. Sarri ha toni molto forti, li ha sempre avuti. Credo debba fare un passo indietro sotto questo aspetto. Sta vivendo un momento complicato a livello personale, oltre ovviamente i risultati della squadra. A volte vita personale e lavorativa si uniscono, ecco perché spesso lo vediamo spento. Il discorso fatto alla squadra da Sarri è importante. Un conto è dire ‘andate da Lotito se avete le palle’, un altro è dire: ‘inutile fare il compitino e se non avete il coraggio di dirmelo in faccia, andate da Lotito’. Perché non parliamo di un tecnico che vuole essere cacciato. Sarri parla così da tre anni, a mo di provocazione, alla squadra. Ora c’è il silenzio generale e qualche chiacchiera alle spalle”.

“Ci sono giocatore stra-grati a Sarri. Penso a Gila, ad esempio. Sarri non ha sempre ragione, spesso sbaglia anche a livello comunicativo. Diciamo che non è un maestro sotto questo aspetto. Anche lui si sta rendendo conto che determinati toni non vengono più tollerati. E’ disponibile a cambiare atteggiamento e ad essere più flessibile. Questa piccola frattura che si è creata, è riconciliabile? Questo lo dobbiamo capire, la società ha confermato la fiducia al tecnico e questa è una prima risposta”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, una frangia contro Sarri. Lotito: “La società resta al suo fianco”. Fabiani: “Il tecnico li ha valorizzati”

Cagliari, la prova della verità

Cagliari diventa la prova della verità o – fate voi – l’ultimo appello. Perché, nelle titubanze matrimoniali e negli errori di Sarri e Lotito, qualcuno ci sta sguazzando per scrollarsi le proprie colpe di dosso. Approfittando della contestazione più diretta verso l’alto e provando a scaricare ogni responsabilità sul soggetto più debole e in bilico, in questo momento: il tecnico. C’è una frangia interna della Lazio, che sotto traccia adesso spinge per l’addio di Mau, trascinando qualche altro compagno e facendo uscire mugugni e spifferi mozzati dallo spogliatoio. 

Questo è il discorso completo di Sarri, lunedì alla ripresa a Formello, come dopo qualunque disfatta, figuriamoci dopo quella senza storia di Bergamo: «Se dovete fare il compitino per farmi contento, non va bene né per me né per voi. È evidente che c’è qualcosa che non va. Se siete stanchi e non avete le p… di dirmelo, andate da Lotito». Tutti in silenzio di fronte (non alle spalle) a un concetto ripetuto dall’allenatore ormai da due anni e mezzo, a mo’ di provocazione, ogniqualvolta la squadra abbia avuto un tracollo. Ora che le cose non vanno, improvvisamente i soliti toni duri e forti di Sarri non si sopportano. Per carità, Mau ha le sue colpe a livello comunicativo. Mercoledì, nel giorno del doppio allenamento e delle quattro sessioni video, il tecnico aveva sottolineato amnesie tecniche e tattiche, rimbrottato i giocatori con un tono un po’ snob. «Le mie squadre erano sempre le migliori sui calci da fermo», giusto per fare un esempio. Qualche senatore da tempo mal digerisce questo atteggiamento, invoca un cambio di modulo (4-2-3-1 o 4-3-1-2) per esaltarsi di più, ma ci rimetterebbero le ali, e Sarri non crede sia questo il nodo vero. Anche se Mau ha capito di dover essere più flessibile e morbido: niente ritiro, ieri ha lasciato il riposo, è pronto ad alleggerire i carichi di lavoro. E magari a ricompattare la ciurma con una cena o un pranzo.

LA DIFESA DEL CLUB

Dal vecchio “patto dei Parioli” nacque una nuova Lazio. È l’ultima speranza di Lotito, ieri impegnato in Senato: «Non sto pensando di esonerare il tecnico. La società resta al suo fianco», ripete lapidario, nonostante la rabbia accumulata fra il pareggio col Napoli all’Olimpico e il ko di Bergamo. È l’ennesimo segnale che il patron vuole mandare al gruppo per evitare il peggio, ovvero l’esonero, e arrivare almeno sino a giugno in cui tirare le somme e fare un bilancio definitivo. Solo contatti telefonici con Sarri, volato ieri a Castelfranco per trovare i genitori e preparare la difficile gara col Cagliari di sabato. Dopo il caos uscito dai meandri di Formello – si spera, a questo punto – difficilmente qualcuno avrà il coraggio di uscire allo scoperto e far vedere in campo di remargli contro. Ora tutti dovranno mostrare un altro piglio, la società si aspetta il massimo: «Non può essere contro il tecnico, uno spogliatoio pieno di giocatori che Sarri ha valorizzato e cresciuto. Ovunque c’è qualche scontento assicura il ds Fabiani ma non c’entra nulla con quanto è successo. Oltretutto si sta montando un caso quando siamo agli ottavi di Champions, in semifinale di Coppa Italia. Sì, ci mancano cinque punti in campionato, ma siamo noni in un gruppone in lotta per il quarto posto. Nulla è perso». Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri: cambio modulo no, accorgimenti si. Ma lo scatto deve arrivare dai singoli

(…) Sarri e modulo, solita questione. Alla Lazio quest’anno mancano in assoluto gli assist e i gol. Ha perso creatività e fantasia, non solo a causa della cessione di Milinkovic. Non è casuale l’altro segnale assicurato da Immobile. E’ entrato bene, era vivo, ha guadagnato e trasformato il rigore, è andato vicinissimo al raddoppio di testa. Quello era un tiro, anzi un’occasione, ma non ha centrato il bersaglio. Così come in pagina c’è la foto di Felipe che tira addosso a un giocatore dell’Atalanta da buona posizione. Un’altra palla-gol e in precedenza ricordiamo il sinistro di Isaksen sopra la traversa. E magari a Bergamo sarebbe cambiata la partita se il brasiliano avesse subito segnato. Sarri agli esterni chiede un movimento superiore e un attacco alla porta più incisivo.

Sarri ed il modulo

I numeri vanno saputi leggere. La Lazio tira poco e male: 243 conclusioni, di cui 101 fuori dallo specchio, 70 respinti e solo 72 in porta. E’ peggiorata la percentuale di realizzazione rispetto allo scorso anno, ma dal punto di vista “grandi occasioni”, calcolate da Opta, occupa il dodicesimo posto, non l’ideale, ma neppure così indietro come al capitolo finalizzazioni. Sarri non crede al cambio di modulo, dovrebbe sacrificare Zaccagni, l’esterno più forte in rosa, e la Lazio è costruita per il 4-3-3, anche se manca di centrocampisti di inserimento. Entrano in pochi in area, senza considerare gli infortuni di Ciro e la luna calante di Luis Alberto. Mau ha provato due volte nel finale di partita il 4-4-2. Il 4-2-3-1, mancandogli un vero trequartista, lo attrae poco. Certo la rigidità lo ha frenato e un’empatia superiore nei confronti del gruppo lo aiuterebbe. Qualche accorgimento, restando nel solco del disegno tattico, è possibile ma bisognerebbe partire da uno scatto di mentalità e di prestazione da parte dei giocatori. Corriere dello Sport

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‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Dopo il secondo posto mi aspettavo uno sforzo superiore sul mercato. La Fiorentina ha la forza di offrire 30 milioni per Zaccagni…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“La Lazio a gennaio ha rifiutato un’offerta di 30 milioni di euro arrivata dalla Fiorentina. Poi hanno provato a virare su Gudmundsson del Genoa. Sulle risorse di Commisso superiori a quelle di Lotito non si discute, ma va anche detto che il club viola in questi anni ha venduto tre simboli come Chiesa, Bernardeschi e Vlahovic alla nemica Juventus. E’ difficile paragonare le due società per diversi motivi. E’ vero che loro hanno questa forza economica, mentre la Lazio nell’estate con più risorse economiche non è andata oltre l’investimento di 19 milioni di euro per Castellanos. Questa è un’evidenza, anche io mi aspettavo uno sforzo superiore dopo il secondo posto della scorsa stagione. Era onestamente una grande occasione”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Izzi: “Nessuna nostalgia di Milinkovic. Sembrava un’ossessione cercare giocatori in Championship” (AUDIO)

FRANCESCO IZZI (La7) in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Non capisco come sia uscita fuori la serie B inglese, perché a un certo punto sembrava che la Lazio avesse come obiettivo solo giocatori di Championship. Evidentemente c’è qualcuno in società che monitora particolarmente quel mercato. Ovviamente una provocazione perché sembrava che senza quel campionato non si potesse vivere.

Per quanto riguarda Milinkovic non ci pensa nemmeno a tornare dall’Arabia, si trova benissimo lì, è primo in classifica e ha fatto 8 gol.

Finirà questa stagione e durante l’estate si guarderà intorno per andare magari in un campionato top europeo.

Non dobbiamo dimenticare che Commisso e la Fiorentina oltre ad aver offerto 30mln per Zaccagni, hanno anche chiesto Gudmundsson al Genoa, il tutto nel mercato di gennaio. Evidentemente a Firenze stavano cercando di muoversi su giocatori di spessore nonostante facciano la Conference e nonostante questo sia il mercato di riparazione”.

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Alessio Buzzanca

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Zaccagni, corsa contro il tempo: oggi primo test verità a Formello

È una corsa contro il tempo quella di Zaccagni in vista di Cagliari-Lazio di sabato. Come scrive Il Messaggero, oggi l’esterno tornerà a Formello e comincerà il recupero in campo per rientrare a disposizione. Non si allena da oltre 2 settimane e non gioca dal 14 gennaio, è stato anche in una clinica specializzata a Cesena per guarire dal piede. Le speranze per sabato sono molto ridotte ma la presenza di Zaccagni, in una Lazio sterile in attacco, può rivelarsi fondamentale. Se non sarà a Cagliari, l’ala potrà esserci martedì contro il Bayern Monaco.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Agostinelli “In Sarri vedo tristezza, è rassegnato. No all’esonero, serve un venirsi incontro” (VD/AD)

Andrea Agostinelli a ‘NMM’ intervistato da Daniele Baldini

“Nelle dichiarazioni di Sarri cerco di intravedere qualcosa, vedo tristezza e un po’ di un allenatore che ci crede meno. Non riesce ad avere nemmeno quella dialettica toscana travolgente, è un po’ rassegnato. Ci sono partite in cui l’allenatore a fine prime tempo ne cambierebbe anche nove, questo alla Lazio è successo spesso: ho visto molto partite dove se ne salvano 2 o 3 al massimo, non puoi andare da nessuna parte così. Eppure la Lazio resta in corsa su tanti fronti. In questo momento non ho tanta fiduca.

Dei nuovi quello che vedo meglio in prospettiva è Rovella, che però non è Milinkovic. Guendouzi è un ottimo giocatore, mentre Kamada è un giocatore che ha giocato ad alti livelli, serve pazienza. Certo, sta dimostrando poco e le critiche deve prendersele. Il fatto di avere un solo anno di contratto incide molto, lui così non può vivere Roma in modo positivo: così può anche essere che chiede al suo procuratore di andarsene”

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IL VIDEO

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Abbate: “Qualche giocatore che non gradisce Sarri ne sta portando altri dalla propria parte…” (AUDIO)

Il fatto che Sarri dica… ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Il fatto che Sarri dica ai giocatori che se non lo vogliono, lo devono dire al Presidente, è cosa che il mister ha sempre fatto alla Lazio. Ma i giocatori gli hanno sempre detto che non era così. Adesso queste certezze scricchiolano. In questo momento in cui le cose non vanno bene, c’è qualche giocatore che non ha mai digerito Sarri che sta provando a portare dalla parte sua qualche compagno. A Sarri si rimproverano anche i toni duri che spesso usa nello spogliatoio come ad esempio il fatto che si lamenti che la Lazio è la peggior squadra da lui allenata per risultati su calci piazzati.

Lotito non esonera Sarri sia per motivi economici (peserebbe troppo sul bilancio), che per motivi tecnici (poche alternative in giro), ma anche perché il mister nella sua vita privata sta vivendo un momento difficile e il Presidente non farebbe mai una cosa del genere.

Non vedo perché Sarri dovrebbe dimettersi. Trovatemi uno al mondo che rinuncerebbe a 10 milioni lordi perché alcuni giocatori non lo vogliono più.

Lotito è in attesa: se le cose dovessero precipitare è pronto eventualmente a intervenire. Anche se in giro non ci sono grandi alternative, ma c’è l’esempio della Roma che con una nuova guida tecnica non di esperienza, ha comunque ritrovato la voglia dei giocatori a combattere.

La mia impressione è che molte delle lamentele dei calciatori nei confronti di Sarri siano pretestuose. Ora però bisognerà andare avanti e Sarri dovrà andare incontro alla squadra: infatti oggi ha dato un giorno libero ad esempio. La squadra chiede minori carichi di allenamento, sessioni video meno ossessive. E poi c’è l’argomento rinnovi, con giocatori che in pubblico fanno i sostenuti e in privato si lamentano che non arrivano.

Quello con Sarri non è uno scontro, ma è la prima circostanza in cui la squadra non è graniticamente con lui”.

Alessio Buzzanca

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‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Squadra-Sarri, richiesta di cambiamenti tattici. Ma nessuno andrà da Lotito a chiedere la testa del tecnico” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in diretta a ‘QUELLI CHE…’ “Squadra-Sarri, dialettica tattica”

“Ci sono più problemi in questo momento nella Lazio, sei tiri in porta nelle ultime sei gare sono un dato chiaro. Continuo a pensare che un problema tattico ci sia nella Lazio, poi non so se cambiare qualcosa in tal senso può fungere da scossa. Quella vera passa anche dalle decisioni di Lotito o da altre prese di posizioni del tecnico. Ricordo che due anni fa, la squadra venne sorpresa dal famoso pranzo ai Parioli organizzato da Sarri. Fu un momento importante per trovare empatia ed intesa. Detto tutto questo, anche l’aspetto tattico può avere un peso ed una dialettica a Formello da questo punto di vista c’è stato. E’ accaduto durante un’analisi video in cui il gruppo ha manifestato la richiesta di fare dei cambiamenti. Quando si parla di crisi di rigetto per sintetizzare una situazione, qualcosa vorrà dire nel rapporto squadra-Sarri”.

Sarri alla squadra: “Se il problema sono io, tirate fuori le palle ed andate da Lotito”

Vi confermo questa frase, una sorta di provocazione fatta al gruppo. E’ anche vero che parliamo di una squadra di bravi ragazzi, figuriamoci se i giocatori andranno da Lotito a chiedere la testa del tecnico. Tanto che questo tipo di provocazione dialettica è caduta nel vuoto. Il loro ruolo è quello di dare il massimo, giocare a calcio ed onestamente il rendimento non è buono. Quello di ieri non è stato un confronto vero e proprio, Sarri ha parlato e la squadra ha ascoltato. Cosa che invece mi auguro possa accadere a partire da domani. Sul fatto che rappresentati della squadra siano intenzionati ad andare da Lotito a chiedere la testa del tecnico, dico che non sarà fatto“.

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‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “Se ora un giocatore chiedesse la testa di Sarri, prenderei provvedimenti contro il giocatore” (AUDIO)

Lazio, vediamo tutto nero… BRUNO GIORDANO in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Dopo la partita dell’altro giorno vediamo tutto nero e questo è giusto vista la prestazione. Ma secondo me andava fatta un’analisi sulla qualità del gioco anche dopo le 4 partite vinte, ma senza mai far vedere molto dal punto di vista del gioco.

Quest’anno non ho mai visto due o tre partite di seguito a livello dello scorso anno, ma l’esempio lo abbiamo anche col Napoli che dopo lo scudetto dello scorso anno è crollato.

Serve equilibrio: se la partita di Glasgow che la Lazio stava perdendo fosse finita senza i due gol abbastanza casuali con cui la Lazio ha vinto, forse avremmo fatto gli stessi discorsi che stiamo facendo oggi. Non eravamo fenomeni allora e non siamo brocchi adesso.

A volte anche dal punto di vista tattico basta poco per rivitalizzare la squadra, un po’ come è successo con De Rossi. Non dico stravolgere il tutto, ma dei piccoli accorgimenti, un po’ più di libertà forse potrebbero essere utili. E’ pure vero che i calciatori di maggior classe dovrebbero essere più pronti dal punto di vista fisico e mentale.

Forse anche andare tutti i giorni a Formello e sapere che non c’è nulla di nuovo negli allenamenti potrebbe non aiutare.

Non mi sembra questo il momento di ascoltare se i giocatori vogliono far fuori l’allenatore. Non hanno la forza di poter chiedere una cosa del genere viste le prestazioni. Se un giocatore si presentasse in società chiedendo la testa dell’allenatore, fossi nella società prenderei provvedimenti contro il giocatore e non contro il mister. Se non prendono un pallone la colpa è del tecnico? Iniziassero a darsi da fare piuttosto di pensare a chi alleni la Lazio. Parimenti l’allenatore è pagato per prendere decisioni e risolvere problemi, quindi è Sarri che deve trovare motivi e soluzioni al momento di crisi”.

Alessio Buzzanca