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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Futuro di Sarri alla Lazio non certo, ma la strategia di Lotito è quella giusta per non dare alibi” (AUDIO)

Futuro di Sarri, GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

Certezze sulla permanenza di Sarri nella prossima stagione non ce ne sono, c’è un contratto che lo vincola fino al 2025, ma aspetterei prima di sbilanciarmi sul futuro. A me non risulta che ci sia già ora in cantiere il progetto di rinnovare il contratto. Le variabili sono molteplici, riguardano anche la volontà del tecnico, oltre che del club. Le sue parole da questo punto di vista ultimamente sono state chiare, tendono alla volontà di proseguire a prescindere dal progetto futuro del club. Una cosa, però, sono le parole, un’altra sono i fatti e quello che potrebbe accadere anche in questa stagione. Chiaro che rispetto alla predisposizione della società di non mettere in discussione il tecnico in questa stagione ci sono pochi dubbi. Credo che anche la Lazio per quanto riguarda il futuro voglia aspettare lo sviluppo dei prossimi mesi.

L’addio di Picchioni, collaboratore storico di Sarri, non è un segnale negativo rispetto al futuro dell’allenatore. Il rapporto tra i due non era più type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idilliaco e quanto accaduto, in realtà, rafforza ulteriormente la posizione di Sarri. Ora c’è un cambiamento in corso, il direttore sportivo Fabiani sta iniziando ad inserire delle figure di sua fiducia all’interno del comparto scouting. Due già si sono inserite. Il suo insediamento è stato graduale, ma più passa il tempo e maggiori sono le deleghe che sta ricevendo da parte di Lotito.

In questo momento di incertezze, è giusto che il club faccia trapelare la volontà di rafforzare la posizione del tecnico di fronte allo spogliatoio, riducendo al minimo gli alibi ai giocatori. La vedo molto come una strategia finalizzata a questo per provare ad invertire la rotta”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Lotito rafforza Sarri: pronto a discutere un nuovo ciclo (e rinnovo) con il tecnico

Sarri non rischia, anzi Lotito è pronto a discutere con lui nei prossimi mesi il rinnovo per blindarlo alla Lazio. Per tentare di scalare la classifica e soprattutto progettare con lui un nuovo ciclo di ringiovanimento della rosa, già iniziato la scorsa estate. A scriverlo è il Corriere dello Sport, quindi, la società imputa più colpe ai giocatori che al tecnico, il cui rapporto con Lotito e Fabiani sta tornando sereno e tranquillo.  Lo stesso Comandante sta usando toni e termini diversi per parlare dell’operato della società. Certo la priorità adesso è scalare la classifica, poi i due si metteranno seduti per discutere del contratto attualmente esistente fino al 2025. Sicuro è che il presidente non inizierà la prossima stagione con Sarri in scadenza.

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DICHIARAZIONI

Fabiani: “Stop agli egoismi, va cambiata la mentalità. Ho punito alcuni giocatori. Il rinnovo va meritato ed Immobile sarà ancora…”

Il direttore sportivo Fabiani ha parlato ai microfoni di Lazio Style:

“Purtroppo di questi momenti in carriera ne ho vissuti tanti. C’è sempre un rimedio, ‘finché c’è vita c’è speranza’. Bisogna cambiare mentalità, essere consapevoli che la Lazio deve essere al centro di tutto e non lasciare spazio ad egoismi personali. Vale dal settore giovanile alla prima squadra.

Sono entrato a far parte della prima squadra un po’ per caso, in realtà dovevo occuparmi solo di Women e Primavera, poi ho preso in carico anche la prima squadra. Da persona umile quale sono, ho riconosciuto i meriti della Lazio dello scorso anno, nonostante per molti quel risultato è stato frutto del caso. Dopo Salerno, che per me era anche una gara particolare, sono intervenuto e dissi ai calciatori: ‘Facciamo finta che io di tecnica non capisco nulla, ricordatevi che però i gruppi li so gestire e ho ottenuto i miei successi in ogni categoria con gruppi solidi e che non si da mai per vinto’. Un po’ quello che sta succedendo alla Primavera. Dopo la partita con l’Atletico mi sono inca**ato e ho punito alcuni giocatori. Quando ho detto questo anche alla prima squadra, composta da professionisti seri, ho rimarcato il metodo: il gruppo viene prima del singolo.

Con Sarri c’è grande sinergia. Alla base, tra Lotito e Sarri stesso, ho trovato un rapporto importante di rispetto reciproco. La rabbia dopo una sconfitta è normale. Conosco Maurizio dalla Nocerina, so che tipo di allenatore sia sotto il piano della preparazione. Migliora tantissimo i suoi calciatori. Ho avuto la fortuna di vedere da vicino tecnici come Capello, Ancelotti – che ho anche battuto col Messina – e altri mostri, come Marcello Lippi. Ho sempre preso spunto, rubando con gli occhi. Sarri non è inferiore a questi tecnici. Con lo zoccolo duro sono state fatte belle cose, quando è uscito il sorteggio dei gironi dicevano che il nostro fosse facile. Di facile non c’è niente, quando ci siamo qualificati abbiamo mostrato il nostro valore. Anche in coppa Italia.

È mancato l’ardore nell’affrontare le squadre meno importanti e lì abbiamo perso quei 7/8 punti che oggi ci farebbero stare in una posizione di classifica diversa. Oggi il focus è sul campionato. Se rimettiamo lo spirito visto con Atalanta, Torino, ma anche con l’Inter, in classifica risaliamo sicuramente. Basta vedere i volti dopo le sconfitte, i ragazzi ci tengono, anche se qualche voce fuori dal coro l’ho fatta rientrare.

L’analisi si fa a fine anno, come le pagelle a scuola. Questi sono professionisti, non possono sentirsi appagati. Se dovessimo registrare questi atteggiamenti, verrebbe fuori il metodo, oggi non ci sono queste avvisaglie. Preferisco la critica costruttiva ai bravi ragazzi, li preferisco come avversari quelli. Esistono due tipi di calcio: quello giocato e quello mediatico. In quello mediatico ci sguazzo, ma mi occupo di quello giocato. Un calciatore a scadenza da il fritto per riconquistarsi la pagnotta, offre prestazioni all’altezza. Ma sono discorsi del calcio mediatico. Un rinnovo non è scontato, va meritato e va soprattutto discusso tra le parti. Se non dovesse accadere questo, il professionista deve comunque rispettare il precedente accordo. Non è il caso della Lazio, non ho sentito nessuno lamentarsi del suo contratto. Ho letto di Immobile, con lui ho un rapporto da direttore a capitano, oltre per una persona che stimo. Mi ha sempre fatto pensare che vuole chiudere qui la carriera. Anche dopo il calcio giocato e Immobile può dare ancora tanto alla società. La Lazio deve i suoi risultati quasi soprattutto a lui. Sentire i rumors fa parte del calcio mediatico, che a volte dovrebbe prestare attenzione a non mettere malumore, perché poi alla fine siamo uomini. Non siamo impermeabili del tutto, bisogna essere sensibili su alcuni temi. Immobile ama la Lazio e la sua maglia, leggere certe cose mi ferisce.

A volte si fanno girare voci false che sconvolgono anche gli stessi giocatori. Se la Lazio è una meta ambita dai calciatori, non vedo perché poi i calciatori debbano invertire la rotta. Nessuno ha manifestato la voglia di andare via, poi con la rabbia si dicono cose che non si pensano. Immobile sarà ancora il capitano della Lazio. Come vice Immobile abbiamo investito su Castellanos, un ragazzo che sta facendo vedere buone cose. Credo che farà molto bene, così come Isaksen, Guendouzi e Rovella. Una volta collaboravo con una squadra che comprava dalla Lazio, oggi è il contrario. Non si poteva smantellare una squadra che ha fatto qualcosa di straordinario. Abbiamo fatto un’operazione di rinnovamento prendendo ragazzi giovani ma con esperienza come quelli sopra citati. Abbiamo ampliato la rosa investendo a medio – lungo termine. Tutto ha un inizio e una fine, arriverà il giorno in cui alcuni giocatori smetteranno e dobbiamo essere pronti.”

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Venturin: “Lazio viva e con Sarri, il problema riguarda alcuni singoli. Bayern? Meglio non pensarci…” (AUDIO)

GIORGIO VENTURIN in collegamento a ‘NMM’!

“Contro l’Inter ho visto una squadra viva, assolutamente in linea con quello che gli richiede il suo allenatore. Vedendola giocare non credo che siamo arrivati assolutamente al punto di dover mettere in discussione questa gestione tecnica. Ho davvero apprezzato la prestazione, la Lazio non è stata solo dentro la partita ma ha provato a farla. C’è rammarico perché un errore individuale ha condizionato tutto ed ha permesso all’Inter anche di giocare la gara che tatticamente preferisce. E’ stata una partita che concede la speranza che le cose possano cambiare davvero, ma è evidente che bisogna ritrovare quell’efficacia offensiva necessaria per vincere le partite. Ho la sensazione che sia davvero una questione di singoli, di calciatori che non riescono ad incidere. Sono gli attaccanti che alla fine ti devono permettere di vincere le partite.

Ora la Lazio, vista la situazione in classifica, deve ragionare gara dopo gara, senza pensare alla corsa Champions o al calendario. Deve solo ribadire quanto fatto con l’Inter. Empoli, da questo punto di vista sarà uno spartiacque. Il Bayern Monaco? Mancano oltre due mesi, meglio non pensarci e concentrarsi sul campionato (ride,ndr)”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Abbate: “Le scelte di mercato di Lotito ed il rinnovo di Luis, ecco la genesi della crisi” (AUDIO)

ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Sarri ha dichiarato di essere stato l’unico lucido sul secondo posto. Per fare il salto non voleva giocatori di prospettiva, ma dei titolari pronti perché sapeva che molti erano arrivati a fine ciclo. Alla fine del ritiro il mister ha capito che non sarebbero arrivati i giocatori che voleva. La scelta del rinnovo di Luis Alberto ha creato malumori tra i giocatori ai quali erano stati promessi adeguamenti, tra loro Immobile, Zaccagni, Felipe Anderson, Romagnoli, Casale e Provedel. Oltre a questo anche i capricci del 10, subito perdonati non sono stati visti di buon occhio dalla squadra, in particolar modo quando il suo rendimento in campo è calato. Le sue sbracciate in campo a Madrid non sono piaciute a nessuno.

Tra Picchioni e Sarri i rapporti si erano raffreddati molto in estate, il primo seguiva le esigenze economiche della società, il secondo urlava a gran voce le sue ragioni. Ma il suo sollevamento dall’incarico da parte del club riguarda altre ragioni, non c’entra nulla il mercato “

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Con l’Inter poco da rimproverare a Sarri. Quando la Lazio attacca in area c’è il deserto…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Alla fine la differenza la fanno i giocatori, non c’è niente da fare. La sensazione che ho avuto durante e dopo la partita con l’Inter è che sinceramente a Sarri si potesse rimproverare poco. Nel momento in cui il piano partita e l’interpretazione sono giusti, l’allenatore come fa ad incidere all’errore individuale di Marusic. Quei pochi errori individuali che ci sono stati, anche in fase offensiva, hanno evidentemente condizionato gara e risultato.

Quando la Lazio attacca sulle fasce, è visibile come in area di rigore ci sia il deserto. C’è grande difficoltà ad attaccare l’area di rigore con più uomini. Se si continua così è difficile riuscire a far gol. Puoi non prendere tanti rischi, ma poi quando si attacca anche gli interni di centrocampo devono essere pronti a raccogliere il pallone in area di rigore. Spesso Immobile è costretto a giocare tra due o tre marcatori, così è difficile. Rispetto alle scelte di formazione anti-Inter, la scelta di mandare in panchina Luis Alberto può essere considerata in linea con il rendimento dello spagnolo nell’ultimo mese.

Ora la Lazio non è neanche fortunata in alcune situazioni, penso a Lazzari che ora potrebbe essere squalificato per due giornate, anche se continuo a sperare possa bastarne una”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “Obiettivo essere più incisivi, ma tutto passa dalla condizione dei singoli migliori. Lazzari e Guendo gli unici che…” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

La prestazione con l’Inter è stata più che buona, ma quello passa in un attimo, dal momento in cui guardi la classifica. Credo che domenica sera sono stati fatti 40′ di buon livello, anche perché va sempre rapportato il tutto all’avversario. Bisogna ripartire da lì, ma bisogna anche essere più incisivi. La Lazio ci aveva abituato ad un’altra efficacia negli ultimi 16 metri, ora ho sempre la sensazione che si torni indietro e non si faccia male all’avversario. La differenza in negativo la sta facendo la condizione dei calciatori più importanti. Il modulo ed il sistema di gioco sono sempre gli stessi. Lazzari e Guendouzi sono gli unici che per rendimento si stanno staccando dagli altri. Il risultato finale lo determina sempre lo stato delle individualità, non la tattica ed il sistema di gioco. Il tecnico ora può provare a cambiare delle cose, ad azzardare delle scelte più offensive, ma poi continuerà ad essere lo stato di forma di Immobile, per fare un esempio, a determinare l’efficacia della squadra. Poi tutto si può tentare, magari anche quel 4-4-2 che abbiamo visto negli ultimi minuti con Castellanos ed Immobile. E’ chiaro che il tecnico deve trovare delle soluzioni, penso a Pioli che nel Milan spesso a cambiato per risolvere dei problemi. La capacità, poi, di riempire l’area di rigore, dipende anche dalle caratteristiche dei calciatori che hai a disposizione”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, così male nell’era Lotito solo 4 volte. In tre ha deciso di esonerare il tecnico…

Era partita con ben altre ambizioni, la Lazio, che ora tra mille difficoltà si ritrova all’undicesimo posto in campionato. Con 9 punti in meno dell’anno scorso e 7 lunghezze di distanza dalla zona Champions. Il Corriere della Sera scrive che nell’era Lotito, dal 2004, soltanto in altre 4 occasioni a questo punto della stagione aveva fatto peggio in Serie A.

E 3 volte Lotito aveva deciso di esonerare l’allenatore: 2015-2016 la squadra era al 12° posto e poi venne esonerato Pioli; nel 2009-‘10 la situazione peggiore con il 15° posto di Ballardini, poi sostituito da Reja; e nel 2004-‘05 Papadopulo prese il posto di Caso. L’unico a resistere fu Delio Rossi nel 2006-‘07, anche lì con la Champions affrontata in inverno: una giustificazione accettabile per Lotito per spiegare l’andamento lento in campionato. Sarri comunque non è a rischio anche perché, con 4 milioni all’anno, la società in caso di esonero dovrebbe farsi carico di un ingaggio molto pesante.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “La prestazione con l’Inter lascia ben sperare, ma ora la Lazio non deve pensare al quarto posto. Bayern? Ecco cosa chiedo…”

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘NMM’!

Contro l’Inter la Lazio ha fatto una buona prestazione. Ho visto una squadra che per un tempo ha tenuto testa ad una squadra fortissima. Con un pizzico di fortuna, evitando l’errore di Marusic, magari vai al riposo sullo 0-0 e puoi fare scelte diverse nella ripresa. Ho visto una squadra più veloce di testa e nei passaggi, c’è stata una maggiore freschezza individuale e di squadra. Era quello che ci aspettavamo, fare una buona gara contro un Inter più forte, ora mi accontenterei di vedere nelle prossime gare, almeno per un’ora a partita, lo stesso tipo di prestazione. Quella di ieri lascia ben sperare per una ripresa. Ora la Lazio deve fare un passo alla volta per vedere la classifica in un altro modo. Ora la Lazio non deve pensare di essere una squadra da quarto posto, poi con i risultati le cose possono cambiare. Mi auguro ci sia stata una svolta mentale, quel giocare più liberi, cosa che ieri è avvenuta almeno nel primo tempo. Attendiamo conferme, lo diciamo da inizio stagione, ma ieri la Lazio è stata all’altezza dell’Inter almeno per un tempo.

Luis Alberto in panchina per Kamada? Il giapponese è arrivato due volte al limite dell’area, è stato presente nelle situazioni che contano, poi ha sbagliato la conclusione. L’ho visto al pari degli altri. Mi è piaciuto Rovella, anche Gila, ho visto un Anderson più voglioso ed intraprendente. Bene Lazzari che nella circostanza dell’espulsione ha peccato di poca lucidità. Devo dire che Rovella è quello che per personalità mi è piaciuto di più.

Bayern Monaco agli ottavi di finale? Parliamo di una incredibile, hanno tutto, qualità e prestanza fisica, la conosciamo bene. Il compito della Lazio è quello di giocare una gara importante all’andata all’Olimpico per poi meritarsi un ritorno in cui i giochi non sono già chiusi. Questo è lo sforzo che è chiamata a fare, tutto qui”.

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APPROFONDIMENTI

E Sarri perde il suo miglior terzino: Lazzari rischia più di una giornata

L’espulsione di Manuel Lazzari arrivata ieri nel finale di Lazio-Inter per una protesta ritenuta veemente dall’arbitro Maresca potrebbe lasciare strascichi in casa biancoceleste. Il terzino rischia più di una giornata di squalifica e quindi di saltare non solo la sfida di venerdì 22 dicembre contro l’Empoli. Palla al Giudice sportivo.