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DICHIARAZIONI

Parola ai portieri. Sepe: “L’occasione della mia carriera”. Mandas: “Altre offerte, ma quando è arrivata la Lazio…” (AUDIO)

La conferenza stampa di presentazione di Sepe e Mandas

Sepe si è presentato dicendo: “Sono felice di essere qui: voglio aiutare la squadra giorno per giorno. Un portiere al giorno d’oggi deve essere bravo a giocare con i piedi. Sarri lo chiede, ci allena sempre in determinate situazioni”. Sulla sua carriera ha aggiunto: “Ogni carriera è fatta di situazioni ed episodi. In alcuni momenti succedono alcune cose che ritardano la crescita. Io sono comunque felice di ciò che ho fatto, mirando sempre al meglio. Io spero di sfruttare questo momento”. Chiosa finale su Donnarumma e la Nazionale: “C’è poco da dire: è uno dei portieri più forti al mondoPurtroppo quando noi portieri sbagliamo l’errore è sempre amplificato, ma è stato bravo lui a reagire ieri sera”.

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Mandas ha aggiunto: “Sia Sarri che l’allenatore dei portieri mi hanno dimostrato subito fiducia. Questo mi aiuta a mettere in campo tutto ciò che ho e continuare a migliorare. L’anno scorso è stato un anno positivo. Ho avuto offerte dalla Grecia e da altri paesi, ma quando è arrivata la chiamata della Lazio non ho esitato. Volevo essere da qui fin da subito anche per potermi adattare al meglio alla nuova avventura”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Juve abbordabile se la Lazio sarà quella di Napoli” (AUDIO)

STEFANO MATTEI (Rai) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’! “Juve abbordabile se…”

“Con la vittoria di ieri dell’Italia ci siamo un po’ avvicinati all’Europeo in vista di un tour di force tra campionato e coppe molto intenso e significativo. La stagione agonistica è entrata nel vivo, tra l’altro questa è stata l’ultima sosta delle nazionali prima di una lunga full-immersion.

Tradizionalmente la Juventus è una bestia nera della Lazio. Arrivano entrambe da due vittorie, anche se la squadra di Allegri continua a mascherare delle mancanze tecniche importanti. Danilo e Bremer sono due certezze difensive, Gatti non è ancora esploso, Alex Sandro è un problema. A centrocampo ci sono delle grosse lacune, ragazzi come Fagioli e Miretti non possono ancora essere considerate delle certezze. Stiamo parlando di un club che, dovendo abbassare molto il monte ingaggi, si è dovuta affidare molto ai giovani. Resta la Juventus, ma è abbordabile, poi bisogna capire che Lazio scenderà in campo. se la Lazio dovesse essere quella vista a Napoli si può essere ottimisti. Pogba? Per il momento è stato congelato il suo stipendio in attesa delle contro-analisi e di tutto ciò che si dovrà verificare. Certo che, dal punto di vista economico-finanziario, il club bianconero non è dispiaciuto della prospettiva di poter risparmiare nei prossimi anni circa 30 milioni di euro del suo ingaggio.

Secondo me vedremo dal primo minuto la stessa squadra di Napoli, magari con il solo avvicendamento tra Guendouzi e Kamada. Il francese ha lavorato per due settimane a Formello, può essere un vantaggio, considerando anche l’impegno ravvicinato poi con l’Atletico.

L’utilizzo di Immobile da parte di Spalletti in nazionale? Sarebbe bello sapere come l’ha visto in allenamento, magari l’ha visto meno brillante. Immobile non è un grande giocatore, è un grande goleador, forse ieri sera serviva un riferimento diverso che aprisse spazi per gli inserimenti di Frattesi e Barella. Credo sia stato una scelta di natura tattica”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, ecco Guendouzi: «Sarri perfetto per me. Sono qui per vincere, ma non chiamatemi “Bad Boy”»

Tocca a Matteo Guendouzi chiudere le presentazioni in casa Lazio. Prima della conferenza stampa prevista per domani alle 15 assieme a Sepe Mandas, il francese ha parlato così ai canali ufficiali del club: «Ciao a tutti, mi chiamo Matteo Guendouzi. Ho 24 anni, sono francese e sono un centrocampista. Sono appena arrivato alla Lazio, sono qui da poco meno di due settimane. L’ho scelta innanzitutto perché è un grandissimo club sia a livello italiano che a livello europeo, e con una grande storia. Ha vinto tanti trofei nel passato e quello che volevo era far parte di una società familiare all’interno del quale poter crescere e migliorare».

Guendouzi si presenta: «Voglio vincere qui»

L’ex Marsiglia ha già le type=’text/javascript’ idee chiare: «Vorrei tanto vincere qualcosa qui. Nei vari incontri avuti col club ho riscontrato un vero interesse nei miei confronti e un progetto. Anche il fatto di avere un allenatore come Sarri mi ha spinto a venire qui. Perché oltre all’aspetto umano, che apprezzo moltissimo, condivido la stessa filosofia calcistica e type=’text/javascript’ idee di gioco. Per me è importante avere un bravissimo allenatore in quanto mi aiuterà a crescere. Ho una grandissima voglia di scoprire lo stadio e fantastici tifosi che ci sono stati fin dal mio arrivo».

«Subito a mio agio, ma c’è ancora molto da imparare»

Sull’ambientamento: «È vero che mi sono sentito subito a mio agio perché sono stato accolto benissimo dallo staff, l’allenatore, le persone che lavorano qui e i miei compagni. Tutti mi spiegano bene cosa fare: come difendere, come attaccare, cosa il mister si aspetta da me. Quindi, nonostante ho fatto pochissimi allenamenti, è come se avessi già fatto diverse stagioni e questo sta succedendo anche grazie alla bellissima accoglienza che ho ricevuto. Sono una persona spontanea che ama capire gli altri, porsi delle domande ed è per questo che da qualche settimana già ho imparato alcune cose, ma c’è molto ancora da imparare e migliorare».

«Sarri perfetto, mi farà crescere come uomo e calciatore. Questa squadra è fatta per vincere»

Poi sull’esultanza a Napoli: «L’avevo già fatta in passato. Quando si è in uno stadio con una bella atmosfera e si segna è come se si rompesse il ghiaccio. Ma nulla di che, è sempre un’esultanza». Sui nuovi compagni: «Ne conoscevo già molti perché c’eravamo incontrati due volte in Europa League col Marsiglia. Ci sono tanti bravissimi giocatori e non potrei citarli tutti, poi per quanto riguarda la sfida col Napoli sia Luis Alberto che Felipe Anderson hanno fatto una grandissima partita. Qui c’è veramente una bella squadra e potrò imparare tanto stando al loro fianco. La Lazio è un grande club che quest’anno giocherà la Champions League, la più grande competizione a livello europeo. Questa squadra è fatta per vincere e andare molto lontano. So che sul campo dimostrerò le mie qualità e mi sentirò a mio agio, e il mister mi potrà far crescere come uomo oltre che come calciatore. Per questo sono qui».

In Inghilterra “Bad Boy”, alla Lazio per ora lo chiamano “Guendou”

Il centrocampista ha parlato anche dei soprannomi che gli sono stati attribuiti: «Non so perché in Inghilterra mi hanno soprannominato “Bad Boy” negli ultimi tempi all’Arsenal. Non mi piace molto, perché sono una persona spontanea e onesta perciò quando sono in campo ho sempre voglia di vincere. Poi è vero che a volte posso avere delle reazioni eccessive nei gesti e nei movimenti, ma perché ho sempre questa voglia di essere il migliore e dare tutto per la mia squadra. Questo mi porta a vivere la partita fino in fondo in maniera molto intensa. Quando si vince può esserci una gioia molto positiva, ma quando la gara va così e così o magari ci sono problemi con l’arbitro, allora si può essere tesi e possono esserci delle reazioni. Niente di male. Al contrario, è nell’interesse della squadra voler sempre vincere, vincere e vincere. Non ho un soprannome specifico, ma qui mi chiamano “Guendou”. Nessun problema, va benissimo così». Ilmessaggero.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Abbate: “Scelte anti-Juve? Guendouzi può partire titolare, occhio anche a Pedro” (AUDIO)

ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“E’ una settimana importante, c’è l’incognita di come la Lazio si ritroverà da questa sosta. A Napoli ha ritrovato delle certezze che sembrava avesse perduto nelle prime due gare di campionato. Nella seconda parte della gara con gli azzurri ha messo in risalto tutte le sue qualità ed anche i nuovi acquisti che ancora devono dare una mano assoluta a Sarri, ma che già hanno impattato sulla nuova stagione.

Le scelte di Sarri per il match con la Juventus dipendono anche dalle condizioni dei nazionali. Oggi torneranno Hysaj e Marusic, il resto darà influenzato anche dai giorni di preparazione a Formello. Non escludo, per esempio, che Guendouzi possa partire dal primo minuto. Così come mi aspetto dal primo minuto Pedro nel caso in cui dimostrasse di aver pienamente recuperato la condizione”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Zacc non sta bene, ma Spalletti lo vuole in campo. Kamada-Guendouzi unico dubbio per Torino” (AUDIO)

Partita di stasera determinante, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Partita di stasera determinante. Anche se in caso andasse male, margini di recupero ci sarebbero perché con l’Ucraina al ritorno non giocheresti da loro e ciu sarebbero comunque gli spareggi in casi in cui arrivassimo terzi.

Zaccagni non sta benissimo a causa di una brutta botta al fianco sinistro. Spalletti vuole assolutamente farlo giocare perché non è affatto convinto della resa di Zaniolo, tanto è vero che Raspadori è stato provato a sinistra. Del resto è stato comunque convocato e quindi vedremo come andrà il provino di questa mattina.

Sicuramente in passato è accaduto che alcuni giocatori non abbiano risposto alla convocazione della Nazionale senza avere grossi problemi fisici, ma oggi è assolutamente pretestuoso parlare di questo argomento.

L’unico dubbio che ho per il centrocampo della Lazio contro la Juve è se giocherà Guendouzi o Kamada. Tutto qui. Ho visto Hysaj protagonista con l’Albania ed è in ottima forma, quindi ci sarà lui a sinistra con Marusic a destra. Vedremo Ciro come tornerà dagli impegni in Azzurro e penso che ci sarà comunque spazio per Castellanos nel secondo tempo. La fascia di capitano a Immobile gli ha dato grande responsabilità e sta vivendo questa esperienza al 100%. Speri non torni un po’ consumato a livello di energie mentali e fisiche”.

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Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Sarri alla Lazio: “Feroci, come a Napoli!”

Allena la Lazio e la sua caricatura. L’effetto Sarri non ha ancora risolto il difetto di una squadra che si diverte a fare la parte dell’Amleto. Mau, a Napoli, a mezza bocca ha pronunciato parole che spera non debba rimangiarsi: “La mentalità è stata feroce”. Con la Lazio siamo nel campo della tattica, della forma fisica e della psiche. La pausa è servita per fare un primo lavaggio di cervello ai giocatori rimasti: “L’atteggiamento di Napoli è l’atteggiamento giusto”. E’ il messaggio che il tecnico ha sottolineato. Vi vogliamo così, dicono tutti. Da Lotito e Fabiani a Sarri e ai tifosi. Mau non può vivere di rendita, lo sa bene, più volte è stato smentito: “Io spero che la mentalità sia sempre questa di Napoli, sarà il tempo a dircelo. Sappiamo di essere vulnerabili da questo punto di vista”, aveva aggiunto al Maradona. L’attesa, aspettando la trasferta di Torino con la Juve, solleva una curiosità quasi morbosa. Quale Lazio si ripresenterà? Sarà in grado di ripetere la prestazione di Napoli? E in Champions come risponderà contro l’Atletico? “Alla fine tutto dipende dall’attenzione, dall’applicazione, dallo spirito di sacrificio. E’ frutto della mentalità con cui entri in campo”, ripeteva Sarri sempre al Maradona ogni volta che gli rivolgevano domande relative alla prestazione e in particolare alla tenuta difensiva.

La continuità

problemi della Lazio sono sempre gli stessi, non è mai troppo comodo guidarla. Giro di vite di mercato e rivoluzione d’organico non sono bastati per evitare certi cali improvvisi, la comparsa di quei difetti che spesso infestano le trame. La fiducia che decolla o precipita. La testa vuota, la pancia piena. Sarri sa che non può cantare mai vittoria, che deve stare sul chi va là e mettere tutti sull’attenti quotidianamente. I big match però hanno premiato spesso la Lazio l’anno scorso. Ha vinto contro tutte le big e il colpaccio di Napoli s’aggiunge alla collezione d’arte. Sarri nel 2022-23 è riuscito a battere Spalletti e il Napoli (al ritorno), Inzaghi e l’Inter (all’andata), Pioli e il Milan (all’andata), Gasperini (all’andata) e Allegri (al ritorno). Le imprese in campionato denotano un salto di qualità mentale, aspettando conferme. Nei big match la Lazio si carica, tutti danno tutto. Sarri è curioso di capire come la squadra esordirà in Champions. “Partite in Champions facili ne ho giocate poche, sarà un girone duro con tre stadi difficili. Vediamo di starci dentro, se giochiamo come stasera sarà più facile”, è un altro dei passi sarriani raccolti nella notte del Maradona.

Il tempo

Le pause sono odiate da Mau, questa più delle altre. Avrebbe voluto lavorare con Kamada, convocato dal Giappone, lo ritroverà domani a Formello. Si è consolato indottrinando Guendouzi, provandolo con Luis Alberto, alternando Cataldi e Rovella. L’ex Juve aveva bisogno di completare il ricondizionamento atletico dopo l’infortunio con la Juve di fine luglio. Aspetta l’esordio, non è ancora avvenuto. Sarri solo da giovedì avrà tutti a disposizione, resteranno solo 48 ore per preparare l’assalto alla Juve. All’Allianz si giocherà alle 15 e martedì arriverà l’Atletico all’Olimpico. Sarri ha previsto una doppia seduta per domani, utile per accogliere i nazionali. Giovedì è previsto un allenamento pomeridiano, venerdì mattutino. Si lavorerà anche domenica, da sabato scatterà il primo mini-girone dantesco. Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Sarri sorride: Pedro e Vecino recuperati

La Lazio è tornata ad allenarsi ieri in vista della ripresa del campionato. Ancora assenti a Formello i nazionali ma, come evidenzia il Corriere dello Sport, Sarri ha ritrovato in campo Pedro e Vecino: il tecnico ha così riabbracciato i due calciatori gestiti nell’ultima settimana. Due pedine fondamentali nelle rotazioni, considerando che i biancocelesti disputeranno 7 gare nel giro di 22 giorni.

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DICHIARAZIONI

Ancora Kamada: “Champions e lotta scudetto, Lazio perfetta per me”

Daichi Kamada dall’altra parte del mondo per vestire la maglia del Giappone. Ha lasciato la Lazio per volare nel suo Paese con quel gol al Napoli. Decisivo. Ai microfoni di Sports Graphic Number Web parla degli obiettivi e non solo: “Penso che i giocatori del mio ruolo debbano essere in grado di fare sia la fase offensiva che quella difensiva ad alto livello. Infatti, se guardi i giocatori che giocano nelle big tutto il mondo questi riescono a farlo bene. Ci sono molti calciatori in questa posizione che possono farlo. Penso che il modo migliore per crescere come giocatore sia giocare in Champions League e giocare per una squadra che può competere per lo scudetto”.

“Devo giocare per il mio paese. Sarebbe fantastico se potessi restituire al popolo quello che mi ha dato il Giappone. È difficile dire cosa sia cambiato esattamente, ma ciò che è mutato di sicuro sono i miei sentimenti verso la squadra nazionale e il mio desiderio di collegare le mie battaglie quotidiane alla squadra nazionale. Penso che l’attuale nazionale sia una squadra molto competitiva”.

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RASSEGNA STAMPA

Da Inzaghi a Sarri, la trasformazione è compiuta

Come riportato dal Corriere dello Sport, pochissime le tracce della Lazio di Inzaghi. È cambiato il modulo e di conseguenza il gioco, soltanto in 6 hanno resistito alla trasformazione messa in atto con il Comandante in panchina: LazzariMarusicPatricCataldiLuis Alberto e Immobile. Totale la metamorfosi dietro: dalla linea a tre si è passati alla difesa a quattro, sono mutati i concetti e l’interpretazione, non solo gli uomini. La seconda migliore difesa della scorsa Serie A con 30 gol subiti e 21 clean sheet centrati. A centrocampo è servita la cessione di Milinkovic per ampliare le scelte e concretizzare una mediana intera di rinforzi: Kamada, Rovella e Guendouzi, con Vecino e Basic tra le “riserve”. In attacco Felipe Anderson e Zaccagni titolari sugli esterni in tutti i sensi, anche nella formazione-tipo reale. Mancava un centravanti in quella degli innesti, è stato comprato Castellanos, l’investimento più oneroso per spesa complessiva (15 milioni più 4 di bonus). Nel pacchetto offensivo, naturalmente, rientrano Isaksen e Pedro, arrivato in biancoceleste nel 2021 proprio come Sarri.

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AVVERSARIO

Juventus, ottimismo per Chiesa, Pogba e Gatti

La Juventus è pronta a tornare al lavoro alla Continassa in vista del big match di sabato alla 15:00 contro la Lazio di Maurizio Sarri. In casa bianconera l’attenzione è rivolta quasi esclusivamente agli infortunati Chiesa, Pogba e Gatti. Il primo tornato malconcio dalla Nazionale (fastidio all’adduttore) si sottoporrà oggi a degli esami strumentali. Qualora dovessero dare esito negativo tornerà ad allenarsi fin da subito.

Per quanto riguarda il centrocampista francese invece c’è ottimismo e dovrebbe essere convocato contro i biancocelesti. Lo stop muscolare di Empoli aveva fatto scattare il campanello d’allarma nell’ambiente juventino ma gli accertamenti hanno escluso lesioni. Semaforo verde per Gatti, che ha smaltito la distorsione rimediata nell’ultima gara di campionato. Tutti e tre dovrebbero quindi strappare la convocazione.