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DICHIARAZIONI

Milinkovic ed il sarrismo: “Pochi complimenti. Mi diverto, ma preferivo il 3-5-2. Futuro? A Roma sto bene…”

Il centrocampista della Lazio Sergej Milinkovic-Savic ha rilasciato una intervista ai microfoni di ‘DAZN’. Il botta e risposta, andato in scena prima della sfida contro l’Inter, è stato mandato in onda quest’oggi: “Con Sarri mi diverto molto, abbiamo sempre palla noi. E’ il secondo anno con Sarri e dopo la prima stagione con qualche difficoltà l’abbiamo capito di più”.

Com’è invece Simone Inzaghi?
“Gioca un calcio diverso, con un modulo diverso. Con Simone giocavamo spesso palla alta, con Sarri più rasoterra. All’inizio era dura capire il calcio di Sarri, ora abbiamo capito come si fa e come pensa lui e le prestazioni sono cresciute”.

Come cambia il tuo gioco?
“Cambia molto. Nel 3-5-2 hai più giocatori intorno e sai sempre dove darla, nel 4-3-3 ne hai meno e corri di più. Da centrocampista a me piace di più il 3-5-2″.

Cosa vi dice Sarri a fine partita?
“Pochi complimenti. Quando palleggiamo bene è contento, ma non vuole dirlo… Ci siamo abituati e andiamo avanti, siamo felici quando vinciamo”.

Che rapporto c’è con Immobile?
“Ci capiamo bene. So sempre dov’è anche quando non lo vedo, e lui sa cosa gli posso dare. Lo sento sempre intorno a me…”

Quanto si sta bene alla Lazio?
“Qui si sta bene, sono qui da otto anni e mi godo ogni giorno. Ultimamente non vado tanto in città, ma me la godo ogni giorno”.

Che rapporto hai con i tifosi della Lazio?
“I tifosi della Lazio ci sono stati sempre per me, anche nei momenti difficili. Per loro posso avere solo belle parole”.

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FORMELLO

FORMELLO – Ripresa senza Cataldi: Marcos Antonio verso il tris. Zaccagni gestito, Gonzalez verso la prima convocazione

FORMELLO – La ripresa dopo la riflessione ed i confronti. Ora torna a parlare il campo, il Lecce è nel mirino e l’unico pensiero di Sarri è quello di preparare al meglio una volata finale che può consacrare tutto quello che è stato costruito.

La doppia seduta di lavoro andata in scena alla ripresa di oggi ha confermato il problema in cabina di regia. Vecino è out, la lesione muscolare lo terrà fuori minimo per un’altra settimana. A tre giorni dal match con i salentini, Sarri non sta ricevendo indicazioni positive dal polpaccio di Cataldi. L’ematoma non è ancora stato del tutto riassorbito, il centrocampista romano neanche oggi è riuscito a lavorare in campo. Il recupero è sempre più complicato: Marcos Antonio viaggia concretamente verso la terza da titolare di fila. Se fosse così, spetterà poi al tecnico ragionare sui compagni di reparto e sull’opportunità di studiare una mediana più accorta. Basic ci spera, Milinkovic e Luis Alberto restano avanti.

Per l’attacco, continua la gestione di Zaccagni che è tornato a lamentare fastidi all’adduttore: per lui palestra in mattinata e ritorno in campo nel pomeriggio. Intanto, come da tabella di marcia è stato promosso in prima squadra Diego Gonzalez in virtù della partenza per il Sub 20 di Romero. Il paraguaiano viaggia verso la sua prima convocazione in A.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano ed i motivi della flessione: “Pressioni e limiti caratteriali, così viene il braccino corto” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

Braccino corto, l’analisi del bomber: “Non credo che il problema del momento della Lazio sia dato da un problema di gambe e di stanchezza. E’ vero che Sarri ha parlato di carichi di lavoro dopo la sconfitta con il Torino, ma quelli si smaltiscono dopo una settimana, semplicemente giocando. Mi è tornata in mente la stagione 2017-2018, quando la Lazio nel finale tra Crotone e Inter disperse il vantaggio in classifica e perso la Champions. Magari la spiegazione della flessione può annidarsi nella gestione di una pressione che nella fase finale ti può condizionare. Detto questo, la Lazio ha ancora il pallino della situazione, è ancora artefice del proprio destino e questo è molto importante.

Braccino corto

Quando la Lazio gioca in scioltezza è capace di qualsiasi cosa, quando ha bisogno proteggere una situazione o un risultato va un po’ in difficoltà. Rischia di esserci il cosiddetto ‘braccino corto’. E’ nelle caratteristiche dei calciatori, sotto l’aspetto tecnico siamo tra le migliori. Poi però ci sono momenti in cui devi raggiungere il risultato facendo richiamo a componenti emotive. Quello del carattere può essere un difetto di questo gruppo.

Il centrocampo della Lazio non è leggero, ma ha caratteristiche tecniche e atletiche specifiche che hanno bisogno di condizioni ideali, anche fisicamente parlando, per esprimersi al meglio. Per fare un certo tipo di calcio devi essere strutturato anche dal punto di vista fisico. Il Milan, non a caso, è rifiorito nel momento in cui ha inserito stabilmente in mediana un calciatore di corsa ed agonismo come Krunic”.

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RASSEGNA STAMPA

“Si difende in undici”: Lazio, ora rialza il muro

Sistemare la difesa e ripartire. La Lazio prova a rialzare il muro per fare altri punti e andare in Champions. Il reparto va di nuovo registrato. Nelle ultime quattro giornate i biancocelesti hanno incassato 6 reti. Una con il Torino, tre con l’Inter, due con il Milan. Serve correre ai ripari per il grande finale.

La solidità difensiva da ritrovare

Dalla Salernitana allo Spezia, con un cammino fatto di 7 vittorie e 1 pareggio, la Lazio aveva subito solo 1 rete. Quella di Rabiot contro la Juve. Da miglior difesa del campionato a seconda. Comanda il Napoli con 23 gol incassati, poi la squadra di Sarri a 26. Reparto ballerino per colpa anche di tutta la squadra. “Si difende in 11”, ha sempre sostenuto l’allenatore. Servirà ritrovare la brillantezza delle ali d’attacco, dei centrocampisti e di tutta la difesa. Solo così potrà tornare il bunker biancoceleste che spesso si è visto in stagione. Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Lotito con Sarri: “Champions ad ogni costo, poi farò le mie valutazioni”

Unità d’intenti dall’alto in basso. Dietro il confronto di lunedì voluto da Sarri con i big e il resto del gruppo c’è la regia di Lotito, furioso per la debacle di Milano, ma soprattutto per aver rivisto qualcuno pensare solo a se stesso e al proprio orticello piuttosto che al bene della Lazio: «Dobbiamo subito ritrovare lo spirito collettivo che ci ha portato così in alto in questo campionato. Mancano quattro finali – assicura il numero uno – e dobbiamo centrare la Champions a ogni costo. Poi io farò le mie valutazioni al traguardo». Né figli né figliastri, di nuovo tutti sulle spine, nessuno escluso. È questa la strategia del patron per tirare fuori da ognuno il massimo. Lotito con Sarri, fa riprendere il pugno duro, è al fianco del tecnico con cui si è confrontato al telefono anche lunedì sera, dopo il discorso mattutino nello spogliatoio. Dopo il 4 giugno però il presidente dovrà fare delle scelte drastiche per evitare che in futuro possano ripetersi alcune situazioni dell’ultimo anno. Ormai pure lui lo ha appurato: appena qualcosa va storto, anche dentro Formello c’è chi aizza gli animi irritati, gettando benzina sul fuoco.

CROCEVIA, LOTITO CON SARRI – Pure questo è un frangente delicato e Sarri ha voluto capire se tutti stessero ancora remando nella stessa direzione per il medesimo obiettivo. I mugugni di Milinkovic e lo sfogo di Immobile alla sostituzione col Sassuolo potevano essere un campanello d’allarme, ma i senatori hanno risposto pubblicamente e in privato: «Uniti per la Champions». Sergej non ha pensieri legati a un addio estivo (anche se in Italia Juve e Milan sono tornate sotto), Ciro ha addirittura già rifiutato un’altra offerta milionaria dall’Arabia alla Cristiano Ronaldo, pur di rimanere a vita alla Lazio e di sostenere ancora questo progetto tecnico. E allora è attesa una grande dimostrazione sul campo davanti al proprio popolo (venduti 7mila biglietti al momento). D’altronde anche a inizio gennaio la Lazio superò un altro momentaccio con un confronto e un patto che la portò a un cammino da record con un nuovo Luis AlbertoSarri spera che il chiarimento di lunedì produca lo stesso effetto. Dalla sconfitta col Lecce al ritorno col Lecce dopo 3 ko nelle ultime 4 gare e la Caporetto di San Siro. Forse è uno snodo del destino. In quel terribile schiaffo al Via del Mare Immobile si sbloccò, dopo il primo calvario. Adesso il capitano vuole tornare al gol, che gli manca ormai dall’11 settembre all’Olimpico. Serve una vittoria contro i salentini, stramotivati dalla ricerca della salvezza dopo la batosta col Verona, ora col fiato sul collo. Sarà una sfida all’ultimo respiro perché anche i biancocelesti non possono più permettersi nessun passo falso.

ANSIA – Due settimane fa era di 8 lunghezze il vantaggio sulla quinta, adesso di tre, striminzito. Persi 9 punti dall’Inter, 6 dall’Atalanta, 5 dal Milan, 4 dalla Juve. Guadagnato solo un punto sulla Romaal settimo posto. La consolazione in questo caso non può essere un premio. Lunedì Sarri ha voluto scongiurare un crollo emotivo, ma è palpabile il calo fisico con un organico così ristretto e spremuto. Nei finali di stagione purtroppo è una costante della Lazio. Anche RejaPioliPetkovic e lo stesso Simone Inzaghi finirono a corto di fiato. Questo dovrà servire da insegnamento, è un monito definitivo per il futuro. Perché evidentemente non dipende solo dal tecnico di turno e nemmeno dal tutti per uno. Il Messaggero

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Sarri-squadra, faccia a faccia: “Non gettiamo tutto al vento”. Poi con Immobile e Milinkovic…

Solo Sarri-squadra. Via tutti, dallo staff a Tare. Come si legge su Il Messaggero, ieri mattina l’allenamento della Lazio è iniziato in ritardo perché Sarri si è chiuso nello spogliatoio con la squadra. Per mezzora occhi negli occhi, un confronto quanto mai necessario dopo 3 sconfitte nelle ultime 4 partite. “Abbiamo 4 finali, non gettiamo tutto al vento”, ha detto il Comandante, che aveva promesso il sabato pomeriggio a Lotito un confronto con il gruppo. Ora Sarri vuole capire se tutta la squadra lo stia ancora seguendo e quanto creda all’obiettivo Champions. Poi un faccia a faccia anche con Milinkovic e Immobile: la speranza è che sia produttivo quanto quello con Luis Alberto a inizio 2023.

(Corriere dello Sport) – Regolamenti di conti Sarri-squadra. Chiarimenti su rapporti, comportamenti, prestazioni, scelte di campo, decisioni di formazione. Sarri-squadra si sono parlati più liberamente e schiettamente del solito ieri mattina a Formello, poco prima che la Juve scendesse in campo a Bergamo e soffiasse il secondo posto alla Lazio. E’ stata una riunione riservata, confidenziale, utile per riordinare idee ed equilibri, per ripartire con convinzione e vivere le ultime quattro partite al massimo. E’ un patto per la Lazio, fino al 4 giugno devono essere messi da parte gli interessi personali. Di confronti, a Formello, ce ne sono stati vari nelle ultime settimane. Dopo l’Inter era intervenuto Lotito. E Sarri, prima del Milan, aveva programmato un full immersion: due sedute alla vigilia, doppia riunione video, uno sprone continuo chiedendo alla squadra di essere decisa. Il risultato? Un flop. Sarri, nuovamente spiazzato dalla squadra, si è lamentato a S.Siro: «Nell’intervallo eravamo sfiduciati e questo mi ha preoccupato». Non ha fatto passare molte ore, ha atteso la squadra a Formello e l’ha chiusa nello spogliatoio. Nelle ultime settimane sono successe tante cose. Tre sconfitte su quattro partite. Tre prestazioni scadenti contro Torino, Inter e Milan. Solo la vittoria col Sassuolo, non certo fluida, ha interrotto la crisi. Non è stata solo una questione di risultati. Sarri, dopo il Toro, aveva ammesso di aver sbagliato la programmazione dei giorni precedenti impostando un lavoro pesante per garantirsi uno sprint nel rush finale. C’è stato il primo crollo di S.Siro: «Abbiamo dato sensazione di debolezza». Hanno fatto seguito le scelte per il Sassuolo. Fuori Milinkovic, tra i più accusati dopo l’Inter, bocciato in panchina nel turno infrasettimanale. Fuori Ciro, sostituito in corsa. Aveva reagito male contro l’Inter, è esploso all’Olimpico. Due casi che sommati alla cruda realtà hanno contribuito a moltiplicare le inquietudini dentro lo spogliatoio e a minare le certezze di Mau. Sabato ha detto «se guardiamo il calendario siamo morti», riferendosi alle gare contro Lecce, Udinese, Cremonese ed Empoli, facili sulla carta. Non sta lanciando segnali da Comandante, dentro di sé teme che la Champions possa svanire nelle ultime partite. Ha perso il vero Milinkovic e non riesce ad avere i veri Ciro e Zaccagni. E’ alle prese con la doppia assenza di Cataldi e Vecino, da S.Siro è tornato acciaccato Marcos Antonio (caviglia sinistra dolorante). 

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Sarri in conferenza: “L’appagamento non è la causa, non siamo dei folli. Ora concentrati fino alla fine” (AUDIO)

La conferenza stampa di Maurizio Sarri dopo la sconfitta con il Milan

“Siamo andati sotto 2-0 senza che la partita fosse mai decollata, noi stavamo facendo pochissimo come loro: la sensazione è che l’abbiamo data per persa se non negli ultimi dieci minuti di gara. Non penso che siamo entrati scarichi, ma casualmente ci siamo trovati sotto di due gol, e questo ci ha condizionato in modo pesante il modo di pensare: sarebbe dovuto esserci un tentativo più cattivo. L’Inter si era trovata sotto e ha reagito in modo diverso, la sensazione visiva è che stiano meglio i nerazzurri: i picchi di velocità del Milan sono stati superiori, come quantità e qualità della corsa siamo stati superiori.

Ci vuole fantasia per avere certezza di un posto in Champions, non penso che l’appagamento sia la causa, altrimenti ho una squadra di folli e non lo penso: la classifica è cortissima e va dato tutto. Penso che la palla di Casale non fosse un granché, ma neanche lo smarrimento di Marcos, doveva andare più violento verso la palla per riaprire a sinistra: è un errore che può succedere, come può succedere che l’arbitro fischi quel contrasto. A Firenze abbiamo fatto quattro gol così, e parlarono di contropiede.

Se sono preoccupato? Bisogna essere concentrati, proiettati verso la prossima gara con il Lecce. Che in questo momento noi abbiamo giocatori in scarsa condizione, forse anche mentale, è evidente. Vediamo se riusciamo a farli tornare in condizione.

Cataldi? Vediamo domani mattina se può iniziare a lavorare in campo, se non lo fa nei prossimi due giorni diventa difficile per il Lecce. Può darsi che il Milan fosse più fresco per le scelte di mercoledì, sono scelte. Le sconfitte con Inter e Milan? Sono due squadre che abbiamo battuto, se poi mi chiedi un’opinione personale ti dico che sono due rose molto più forti della nostra, e ci manca qualcosa per essere alla pari: la classifica ti dice qualcosa di diverso, ma la realtà è questa”.

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Sarri sul vantaggio del Milan: “Ai gol irregolari ci siamo abituati. Sembrava che l’arbitro volesse…”

Intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, il tecnico della Lazio Maurizio Sarri ha commentato la sconfitta: “Gol irregolare? A quello ci siamo abituatati, la conduzione nei primi 30 è stata pesante, nel senso che poteva dare l’idea che volesse indirizzare la partita forse è così o forse no, ci sono stati 5 falli noi 2 ammoniti e oro 0. Tanti arbitri lo fischiano, dobbiamo pensare a quel che è successo dopo, la reazione non è arrivata”.

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L’allarme di Sarri: “Partita abbandonata, mi preoccupa vedere una squadra che non ci crede. Molti non sono in condizione” (AUDIO)

Maurizio Sarri, tecnico della Lazio, ha parlato ai microfoni di DAZN dopo la sfida persa per 2-0 contro il Milan. “Ci siamo trovati sotto 2-0 che la partita non era ancora cominciata. Non c’era stato un tiro in porta da parte del Milan, nemmeno uno da parte nostra. La squadra non ha sembrato crederci, se non nei minuti finali, ma si tratta più di una reazione nervosa. Dal punto di vista fisico siamo primi in tutte le graduatorie che vengono stilate, esclusi i picchi di velocità. Nell’intervallo eravamo sfiduciati e stavamo abbandonando la partita, non crederci. Questo è ciò che mi ha preoccupato. In costruzione abbiamo fatto più fatica del solito. Luis Alberto nel finale sembrava stesse meglio. Molti non sono né in condizione fisica né in quella mentale. Ciro è uno che se non fa la partita o non segna si accascia. Fisicamente manca qualcosa, ma dovrebbe ritrovare il gol per riprendere fiducia. Lotito nello spogliatoio? Io non l’ho visto, stavo in quello dello staff e non so se è passato dai ragazzi. Se si guarda il calendario siamo morti. Dovremo fare partite vigorose e fare il meglio”.

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Milan-Lazio, Sarri: “Andata da dimenticare, era un Milan in difficoltà”

Maurizio Sarri ai microfoni di DAZN nel pre Milan-Lazio: “Luis Alberto si è allenatore regolarmente. Zaccagni abbiamo preferito tenerlo a riposo per un affaticamento all’adduttore, ma non sembra un problema muscolare, quindi è della partita. L’andata non ha significato, abbiamo incontrato il Milan in difficoltà ed è uscita fuori quella partita, poi si è ripreso dopo qualche partita. Parliamo di una squadra Campione d’Italia e che è in semifinale di Champions. L’andata è da dimenticare”.