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SERIE A

Lazio, orrore a San Siro, ma la società non parla. Silenzio stampa: “Bastano le immagini”

Polemiche attorno alla scelta dell’arbitro di non concedere il rigore ai biancocelesti nel finale di Milan-Lazio.

In pieno recupero Pavlovic tocca con la mano in area la conclusione di Romagnoli ma, dopo una revisione al Var durata diversi minuti, Collu non concede il penalty a causa di un fallo precedente dei biancocelesti. Inevitabilmente gli animi si sono accesi nel finale e le polemiche non mancano, tanto che la Lazio ha optato per il silenzio stampa post gara.

Solo poche settimane fa la società biancoceelste con un comunicato si schierava della parte della classe arbitrale: “La S.S. Lazio, in riferimento alle dichiarazioni rese dal tecnico Maurizio Sarri al termine della gara di campionato, precisa che – come lo stesso allenatore ha successivamente chiarito – il lavoro dell’arbitro non ha in alcun modo influenzato l’andamento della partita né il risultato finale. Le considerazioni espresse a caldo vanno lette nel contesto immediatamente successivo alla gara, dopo momenti di comprensibile tensione sportiva. In un periodo di grande cambio generazionale all’interno della classe arbitrale, è fondamentale che questo processo venga accompagnato e sostenuto con equilibrio, valorizzando la formazione e la crescita dei giovani arbitri”. Stavolta invece la società evidentemente dà ragione al suo tecnico.

Sui social la società ha deciso di pubblicare un unico post, un video completo dell’azione che ha portato poi al richiamo al Var dell’arbitro che ha poi motivato la sua scelta con un fallo precedente di Marusic su Pavlovic. “Ci dispiace non andare in sala stampa, questa sera le immagini parlano per noi”, questo il messaggio.

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SERIE A

Milan-Lazio, formazioni ufficiali: Sarri sceglie Pellegrini

Le formazioni ufficiali di Milan-Lazio, anticipo serale della 13^ giornata in programma alle 20,45 allo stadio Giuseppe Meazza:

MILAN (3‑5‑2): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana, Modric, Rabiot, Bartesaghi; Leao, Nkunku. Allenatore: Massimiliano Allegri.

LAZIO (4‑3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini; Guendouzi, Vecino, Vecino, Basic; Isaksen, Dia, Zaccagni. Allenatore: Maurizio Sarri

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DICHIARAZIONI

Lazio, Sarri a 360°: “Servono tutte le componenti per tornare competitivi. Sogno il ‘Maestrelli’ con me in panchina”

Maurizio Sarri, sui canali ufficiali della Lega Serie A, ha rilasciato una lunga intervista nella quale ha ripercorso tutta la sua carriera fino alla partita di domani, sabato 28 novembre, contro il Milan. Ecco le sue parole.

“Lontano dai campi ho visto partite, non è che sia cambiato qualcosa, il mondo del calcio ci rimani dentro. Purtroppo la storia familiare non è stata bellissima, sono stato preso da storie non simpatiche. Mi hanno fatto cambiare vita una serie di contingenze che ti capitano, non c’è bisogno di grande coraggio. Si comincia a scalare categorie in cui si fa un passo indietro o uno in avanti. Io avrei continuato lo stesso a farlo, è una storia di passione, che mi diverte. Non avrei fatto comunque fatica. Da quando lo faccio di professione la sensazione di andare a lavorare non ce l’ho mai avuta”.

Sarri sul livello raggiunto

“A un certo punto l’obiettivo è stato quello di farne una professione, senza avere queste ambizioni così alte. Si inizia dalla Serie C, le circostanze e la fortuna mi hanno portato più in alto di quello che pensavo”.

Sarri sull’esordio più importante

“Quello a Napoli è stato tanta roba. Per me è stato un giorno pieno di emozioni”.

Sarri sulla bellezza del calcio a Napoli

“Io ho preso quella squadra senza cambiare tanti giocatori, c’erano tutte le cose al punto giusto nel momento giusto. Calcio straordinario, divertente da vedere. Non abbiamo vinto niente ma è stato un calcio bellissimo”.

Sarri sul sarrismo

“È un’ipotesi, poi bisogna confrontarsi con quelle che sono i calciatori a disposizione, non sarà mai lo stesso. Bisogna adattarle a quello che hai a disposizione. Nessuna squadra che ho avuto a disposizione ho avuto la possibilità di replicarlo”.

Sarri sui giocatori più forti allenati

“Cristiano Ronaldo alla Juve. Higuain e Mertens a Napoli. Un giocatore che in quel momento era sottovalutato era Albiol. Tra i centrocampisti dico Jorginho e Kante. Mi stavo dimenticato Hamsik, che avrebbe meritato di più in carriera. Era un calciatore da Barcellona e da Real Madrid”.

Sarri sul portare un campione allenato alla Lazio

“Direi Marek, siamo alla ricerca di costruire una base solida per fare due o tre innesti per diventare competitivi”.

Sarri sui presidenti avuti in carriera

“Sempre meglio un presidente tosto che un fondo straniero. È ovvio che il presidente sia una figura dominante, io per tutta la carriera ho avuto presidenti così. A volte meglio una litigata faccia a faccia che un fondo quando non sai con chi parlare. Ho litigato, ma fanno parte del gioco, della volontà di crescere. Se alla base ci sia voglia di crescere allora fanno bene”.

Sarri sul ritorno alla Lazio

“Che sarebbe stato un anno difficilissimo. Penso che siano stati i cinque mesi più difficili della mia carriera, tra le altre cose però anche divertenti. La componente gusto c’è, questo è già tanto”.

Sarri sulle difficoltà e lo spogliatoio

“No, le difficoltà devono essere dello staff, altrimenti si crea un alibi. La situazione è questa bisogna conviverci e andare avanti. Nel processo di invecchiamento si diventa più pazienti, ma non penso più morbido. Flaminia? Ancora non l’ho conosciuta, ma se avrà lo stesso posto di Olympia allora ce l’avrò sempre vicina”.

Sarri sul Milan in estate e Allegri

“Le storie estive quando passano non hanno più molto senso. Io mi metto seduto sulla panchina della Lazio. Con Allegri la prima volta finì 0-0. Zero tiri in porta, uno spettacolo indecoroso (ride, ndr.). Il rapporto con lui è buono, è un toscano, quindi buono. Si può avere un’idea di calcio diversa, ma c’è comunque un buon rapporto”.

Sarri sul mix di allenatori vecchi e nuovi

“È normale che sia così. Cesc Fabregas è un ragazzo con un’intelligenza sopra la media, è destinato a fare grande cose. A me piace anche Grosso. Chivu? Mi sembra che abbia grande personalità, è entrato in un ambiente difficile, che ha già tante vittorie, però lo ha fatto con gran piglio. Giampaolo una panchina in A la meriterebbe”.

Sarri sulla scaramanzia e i rimpianti

“Molto meno che da giovane. La palla però quando esce non la tocco ancora, è dei giocatori. Non più di tanti. Ho avuto un carattere che magari non mi ha permesso di arrivare a determinate cose, ma non ho fatto tanti compromessi”.

Sarri sul suo essere padre

“Sono stato un po’ assente. Rapporto un po’ conflittuale, ma quando ha iniziato a crescere è tutto migliorato. Adesso il rapporto è buonissimo”.

Sarri sul fine carriera e l’augurio che si fa

“Sarebbe bello riuscire a creare una base di calciatori che con due o tre innesti possa farti arrivare a un livello sopra rispetto a quello dove siamo. La speranza è che tutte le componenti ci diano una mano. Con la Lazio che riesca a prendere il Flaminio, che alla prima partita ci sia io in panchina e che lo stadio si chiami Tommaso Maestrelli”.

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SERIE A

Milan-Lazio, probabili formazioni

Le probabili formazioni di Milan-Lazio, match valido per la 13^ giornata di Serie A in programma domani allo stadio Giuseppe Meazza alle 20,45:

Milan (3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana, Modric, Rabiot, Bartesaghi; Nkunku, Leao. All.: Allegri 

Lazio (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini; Guendouzi, Vecino, Basic; Isaksen, Dia, Zaccagni. All.: Sarri 

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RASSEGNA STAMPA

Milan-Lazio è anche Allegri vs Sarri: in campo stasera due filosofie opposte

A San Siro alle 20.45 il fischio d’inizio della gara valida per la 13esima giornata di Seri A.

Tra Livorno e Figline Valdarno, sottolinea La Gazzetta dello Sport, ci sono migliaia e migliaia di chilometri. Calcisticamente c’è una distanza siderale: il mare e gli scogli suggeriscono ad Allegri un gioco attendista, non necessariamente spettacolare, ma pratico sì. Conta il fine, il risultato, e non il mezzo, lo stile di gioco. Le campagne e il verde spingono Sarri a ricercare l’armonia anche in campo: non è vera vittoria senza palleggio e possesso palla.

Stasera Max e Maurizio arrivano in doppia cifra: 20 scontri diretti, 11 vittorie per Allegri, 4 per Sarri e 4 pareggi finora. La prima volta sempre di novembre, il 16, anno 2003: la Sangiovannese di Maurizio ospitava l’Aglianese di Allegri, finì 0 a 0. L’ultima a settembre 2023: Juve- Lazio 3 a 1. Max si è poi preso una stagione sportiva di riflessione, Sarri è andato e tornato dalla Lazio. Stasera si ritroveranno di nuovo da avversari.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Agostinelli: “MIlan-Lazio, l’assenza di Pulisic grande notizia ma servirà coraggio e la prestazione migliore”. Su Vecino e Guendo… (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“L’assenza di Pulisic è una grande notizia per la Lazio. E’ uno che fa davvero la differenza, anche se Nkunku è tanta roba. Chiaro che loro possono sopperire meglio rispetto alla squadra di Sarri. Restano i favoriti, la Lazio è chiamata a fare una grandissima partita per tornare a casa con un risultato positivo. Il Milan non ti verrà ad aggregire in modo ossessivo, la componente di cui ha bisogno la Lazio è il coraggio. Non credo ad uno 0-0, non credo che si possa fare risultato senza segnare. I biancocelesti se la possono giocare con serenità e meno paura, serve la massima prestazione e la consapevolezza che non basterà difendere.

Vecino davanti la difesa? Ha le spalle larghissime, ma in virtù del fatto che vorrei vedere una squadra coraggiosa, lascierei a Vecino la possibilità di inserirsi con Guendouzi a schermo della difesa. Non leverei all’uruguaiano questa possibilità di gettarsi nell’are di rigore del Milan”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Gregucci: “Milan-Lazio, se Sarri potrà vorrà fare la partita. Ma Allegri te la lascia fare e…” (AUDIO)

ANGELO ADAMO GREGUCCI in collegamento a ‘NMM’

“Chiaro che Sarri domani contro il Milan sceglierà la migliore formazione possibile. Ci può essere un dubbio dalla parte di Saelemaekers che è un giocatore pericoloso. Sarri va sul meglio che c’è, nessun ragiomamento di rotazioni nell’ottica della Coppa Italia. Penso che anche giovedì farà giocare i migliori, la Lazio non ha la possibilità, tipo Bologna, di muovere la rosa in modo profondo. Questo doppio confronto con il Milan ricorda un po’ quello con il Napoli, ma le condizioni della rosa sono diverse. Siamo abbastanza corti. Vedo un Pellegrini in crescita, soprattutto dal punto di vista dei comportamenti. Nuno Tavares è passato da oggetto di mercato all’essere disponibile per gli avvicendamenti. In quella zona di campo, è così che si motiva l’esclusione dalla lista di Hysaj, numericamente ci siamo.

Il Milan quando deve fare la partita allarga un po’ le maglie. I propri difensori non sono impeccabili, sono molto attenti a non lasciare campo sfruttando la gamba di Leao e Pulisic. Sono sornioni, a metà campo sanno congelare la palla con un professore come Modric. Addormentano la partita per poi verticalizzare in modo veloce. Poi quando lasciano loro il campo sono più facilmente attaccabili. Se Sarri può decide sempre di farla la partita, gli piace avere la palla. Allegri te la lascia fare ed ha una squadra con molta più esperienza per gestire e tirarti fuori.

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SERIE A

Milan-Lazio, i convocati di Sarri: tornano Taty e Dele

Il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida di domani in trasferta contro il Milan (ore 20:45).

Portieri: Furlanetto, Mandas, Provedel;

Difensori: Gila, Lazzari, Marusic, Nuno Tavares, Patric, Pellegrini, Provstgaard, Romagnoli;

Centrocampisti: Basic, Belahyane, Dele-Bashiru, Guendouzi, Vecino;

Attaccanti: Castellanos, Dia, Isaksen, Noslin, Pedro, Zaccagni.

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RASSEGNA STAMPA

Luis Alberto: “Ritorno alla Lazio? Se mi chiamasse Sarri potrei pensarci, se lo facesse Lotito no”

L’ex numero 10 laziale ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, queste le sue dichiarazioni:

Subito la domanda di mercato, si può dire che cosa è successo con il Milan in passato?
«Ho parlato con Maldini e Leonardo. Era il 2018-19. Ho sempre saputo però come va qui in Italia, non era facile portarmi via dalla Lazio».


In passato si è letto: “Luis Alberto voleva smettere col calcio e fare il pittore ma è stato convinto da Tare a continuare”. Tutto vero al 100%?
«Più o meno. Il primo anno alla Lazio non è stato facile, sono stati sei mesi difficili.C’è stato un momento in cui volevo smettere e tornare a casa. Mi sarei messo a giocare con gli amici, avrei forse fatto il cameriere che era il mio lavoro da ragazzo. Tare mi ha fatto cambiare idea, magari a San Siro guarderò Milan-Lazio con lui…».


Con Sarri che rapporto c’è? Vi sentite?
«No, da quando è andato via dalla Lazio non gli ho parlato, mi sento solo coi ragazzi del suo staff. A Sarri però voglio molto bene, mi piace perché è un uomo che vive sempre con la faccia in avanti».

E in campo che tipo di allenatore è, visto dallo spogliatoio?

«Posso dire che ho imparato tantissimo da Sarri, per me è un maestro. Forse lo vedrò in albergo prima della partita, mi farebbe sicuramente piacere».


E le partite della Lazio?
«Quelle le vedo spesso. Anche dal Qatar, un po’ di
tempo per la Lazio si trova sempre. Per otto anni è stata tutto per me. Mi sarebbe piaciuto finire lì la carriera ma ho visto cose che non mi sono piaciute nel progetto. E un anno e mezzo fa è finita».


Otto anni in una città sono lunghi. Guardando indietro, lo scudetto inseguito e poi svanito nel 2020 resta il ricordo più forte?
«Vi dico che, veramente, fino a febbraio di quella stagione ero convinto che avremmo vinto lo scudetto. Ero convinto al 100%.Abbiamo giocato contro il Bologna a fine febbraio, poi il campionato si fermato e il calcio è fatto così, lo sapete, cambia
ogni settimana. Prima dello stop vedevo la squadra felice, in quelle settimane con uno sguardo capivi che cosa volesse fare il compagno. Il Covid ci ha distrutto».


E lo scudetto quest’anno chi lo vince? Il Milan ha chance?
«Sì,perme è da scudetto e il derby vinto è stato un grande passo avanti. C’è Luka (Modric, ndr) che gestisce la palla, Fofana, Loftus-Cheek, Rabiot, in mezzo sono forti. E davanti con Pulisic e Leao la qualità è tanta. Senza le coppe sarà più facile, anche se ci sono tante squadre in lotta».


La Serie A è cambiata. C’è un giocatore che, anche dalla tv, fa innamorare?
«Nico Paz. Per me lui sarà fortissimo: ha qualità, gamba, visione di gioco, fa gol. È anche cresciuto tanto fisicamente. Io dico che sarà un giocatore di alto livello».


Che sarà invece di Luis Alberto?

«Intesta ho la voglia di continuare con il calcio, mi piacerebbe fare l’allenatore o il direttore sportivo ma adesso non ci voglio pensare. Ho 33 anni, posso giocare ancora per tre o quattro anni e divertirmi.
E poi tutti quelli che smettono mi dicono che l’addio è un momento difficile».


E se chiamasse una squadra italiana?

«Io in Italia mi vedo solo con la Lazio».

Allora, se chiamasse la Lazio?

«Se mi chiamasse Sarri forse potrei pensarci un po’ ma… se chiamasse Lotito, nulla da fare».

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, a San Siro doppia missione Zac e un trend da invertire che riguarda anche Sarri

A Milano per sfatare diversi tabù: i numeri.

Domani l’impegno in casa del Milan, trasferta storicamente complicata per i biancocelesti. Ad ogni modo, come riporta Il Messaggero però, Zaccagni ha messo nel mirino l’avversario di turno e l’ultimo incrocio a San Siro con i rossoneri è dolcissimo: 271 giorni fa il numero 10 si tuffava per la zampata del vantaggio in quella che sarebbe stata una vittoria all’ultimo respiro grazie al rigore di Pedro. Appena la terza dal 1989 in Serie A nella tana del Milan, dato che lascia intuire quanto sarebbe complicato vincerne due di fila, exploit mai riuscito in campionato alla Lazio.

Il tutto, si legge, considerando pure lo storico di Sarri a San Siro da allenatore biancoceleste, sempre ko in 7 precedenti tra Mi- lan e Inter nelle varie competizioni. Tanti trend negativi che Zaccagni non vede l’ora di invertire scoccando una delle sue frecce e incrementando un bottino salito a 3 dopo il gran gol col Cagliari, seguito da un giuramento di fedeltà a Sarri e compagni: «Il mio obiettivo è la doppia cifra, ma prima ancora aiutare la squadra. Se in alcune partite c’è bisogno di fare il terzino, io lo faccio».