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RASSEGNA STAMPA

Lazio, apatia e sterilità in attacco: è la squadra con più pareggi insieme al Pisa

Cercasi soluzioni offensive. Bene la difesa, ma davanti la Lazio fatica a essere pericolosa.

L’erede di Immobile non è ancora stato trovato. E i risultati biancocelesti sembrano strettamente legati alla vulnerabilità dell’attacco. Le mancate soluzioni in avanti rendono infatti la Lazio la squadra che, riporta Il Messaggero, insieme al Pisa, pareggia di più in Italia (13 volte tra Serie A e Coppa Italia) e la terza nei top cinque tornei d’Europa (14, il Leeds, 16 il Bournemouth). La via crucis per trovare la via del gol contro il Parma non è affatto un caso isolato. La deviazione di Circati sullo spunto di Noslin è stata la sorpresa nell’uovo, un pari più trovato che costruito.

Purtroppo la sosta per le Nazionali ha spezzato quel momento di entusiasmo e autostima costruito con le tre vittorie consecutive (Sassuolo, Milan e Bologna) e ha riportato in campo la versione più apatica della Lazio e la sterilità dell’attacco. In questo contesto è fisiologico che nella testa dei giocatori resti un solo grande appuntamento: la semifinale di ritorno con l’Atalanta del 22 aprile a Bergamo. Ma servono sempre i gol per riaccendere una piccola luce sul futuro.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Italia, Rambaudi: “Buona squadra, che ha qualità tecniche importanti. L’unico neo della rosa…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Dopo Palestra e Pisilli dell’Under 21, penso che anche Ndour potrebbe fare il salto di qualità. Motta e Palmisani sono due ottimi portieri. Ci sono tanti ‘studenti’ che possono studiare per dare l”esame’ per la Nazionale A.

Stasera Gattuso partirà con un 3-5-2, che può diventare 4-3-3. L’importante è che recupera Bastoni, Mancini e Calafiori perché sarà importante non dargli centimetri. In mezzo al campo c’è il nostro giocatore più importante per me, che è Tonali.

L’Italia è una buona squadra, che ha qualità tecniche importanti. In mezzo al campo ci sono Tonali e Locatelli, più Barella: parliamo di un centrocampo importante. Kean e Retegui visti l’ultima volta in azzurro sono giocatori che possono fare bene. Per me manca un centrale di difesa, di ruolo, è questo l’unico neo; il Chiellini di turno, per capirci.

Indipendentemente dal periodo che ogni singolo vive in campionato, ora hanno resettato tutto. A Coverciano respiri un’altra aria”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Oddi: “Sarri e squadra stanno facendo grandi cose. Bravo Patric. Mi aspetto un bel rush finale” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘SVB’

“Le ultime tre vittorie di fila sono importanti. Allenatore e squadra stanno facendo grandi cose, compresi i giocatori fuori ruolo che stanno facendo bene. Questa è una cosa molto importante. Poi parliamo di moduli ma servono i calciatori che possono giocarci. Abbiamo avuto importanti infortuni ma chi è rimasto ha dato un grande contributo.

Ora questa Lazio se la gioca con tutti, sono convinto che fa continuerà a fare prestazioni importanti. Grandi meriti al tecnico che è stato bravo, non è facile dover cambiare così tanto. Adesso c’è grossa fiducia. Mi aspetto un rush finale importante.

Patric? Ha fatto vedere belle cose; in un momento di difficoltà si è fatto trovare al 110%, è un professionista serio che conosce bene il calcio. Ha sempre fatto il suo, farlo anche in una altro ruolo significa tanto.

Oltre alle vittorie, ci dobbiamo prendere la prova messa in campo. Nei mesi scorsi ero un po’ preoccupato, ora la squadra sta facendo bene e le prestazioni non mancano”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, nelle difficoltà la squadra si esalta. E ora doppio sprint finale

Testa alla Coppa Italia… ma anche al campionato.

La terza vittoria di fila apre degli scenari interessanti, impensabili fino a poco tempo fa. A Torino, conto i granata, il punto più basso, poi la risalita. Sarri, sottolinea Il Messaggero, ha evidentemente toccato le corde giuste: non si poteva continuare in quel modo. E la risposta c’è stata, ottima, nonostante la continua emergenza, con un portiere debuttante in Serie A, con una coppia difensiva che non è mai sicura né di iniziare né di finire la partita e con un capitano che si è rotto di nuovo e che rischia di saltare la semifinale di ritorno di
Coppa Italia. Questa Lazio però non si è mai pianta addosso, ha affrontato tutto a testa alta e adesso raccoglie quello che ha seminato.


Evidente che il modo più veloce per arrivare in Europa sia vincere la Coppa Italia. Solamente due partite per alzare un trofeo e conquistare il pass per una manifestazione che la Lazio ha giocato lo scorso anno. Non è semplice, ma nemmeno impossibile se il Comandante riuscisse intanto a non prendere gol – con quello di domenica sono quindici in tutte le competizioni i clean-sheet, secondo record per Mau con i biancocelesti – e soprattutto a far girare la squadra come s’è visto al Dall’Ara. Quasi una macchina perfetta, con alcune sbavature dei soliti noti (Dele-Bashiru e Tavares) ma che ne commettono meno di prima. Ma se il campionato secondo gli intenditori è aperto con l’Inter in vantaggio di sei punti rispetto al Milan e sette nei confronti del Napoli, perché non sarebbe possibile pensare al settimo posto, adesso occupato dall’Atalanta, che ha sette lunghezze sulla Lazio?

Quella posizione, conclude il quotidiano, di solito significa prendersi la possibilità di una qualificazione alla Conference. Non è ben vista dalle parti di Formello questa manifestazione e lo sappiamo, però dà sempre l’opportunità alle italiane (visto il livello generale) di arrivare in fondo o almeno provarci fino alla fine. Pensarci non nuoce.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio messa bene in campo. E la squadra sta dando tutto” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Taylor in gol di destro e di sinistro. La Lazio aveva delle defezioni, il Bologna probabilmente non aveva smaltito l’euforia della Coppa. La Lazio è stata brava ad approfittarne; da evidenziare la grande organizzazione tattica che ha dato Sarri a questa squadra.

Il portiere per me deve parare e il centravanti segnare. Maldini ha fatto un solo gol e nel complesso ha tirato tre volte in porta.

Senza Zaccagni a sinistra c’è un buco. Pedro, con tutto il rispetto per il campione, l’esterno non può farlo, soprattutto contro l’Atalanta che attacca.

La squadra gioca bene, è messa bene in campo, i giocatori stanno dando tutto ed è ottava. L’Atalanta in campionato è distante, 7 punti sono tanti e la Dea sta bene, arrivare alla fine ottavi sarebbe utile per la prossima Coppa Italia”.

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Lazio, Sarri reinventa di continuo la squadra: le risposte migliori da Dele e Tavares

Dal mercato bloccato, agli infortuni: Sarri torva sempre soluzioni.

Basic regista prima di Patric. Maldini preso da vice Zaccagni, reinventato falso 9. Ancora prima Cancellieri centravanti d’emergenza. O Marusic centrale di difesa. Infine Isaksen lanciato a rete di rimessa. Quante ne ha studiate Sarri, quanto si è arrovellato per rielaborare la Lazio, per costruirne una nuova, per reagire al mercato bloccato. Per non parlare, evidenzia il Corriere dello Sport, del gioco. Si è snaturato, sacrificandosi prima di tutti, per costruire una Lazio da ripartenza. Da qui la nascita del contropiede sarrista. Ci aveva provato ad inizio stagione, cambiando anche modulo (il 4-4-2). Poi è tornato al 4-3- 3, dopo i tre gol presi in casa dal Torino. Un po’ un alibi per tornare al modulo più amato. La Lazio da contropiede s’è rivista nei quarti di Coppa col Bologna, contro il Sassuolo e il Milan, pur giocando in casa. Due vittorie di fila mancavano da un anno, finalmente sono state centrate.


Sarri, conclude il quotidiano, ha avuto risposte da Dele-Bashiru mezzala e Tavares terzino. Con loro la squadra ha più gamba, è più rapida, riesce a trovare fisicità e profondità centralmente e lateralmente. In più Maldini centravanti-boa, sta aiutando molto abbassandosi a centrocampo, attirando il difensore centrale, facendo da sponda o liberando spazi. Patric è stato valoroso contro il Milan, davanti a Modric. Una dimostrazione di dedizione alla causa laziale. Sarri ha trovato la Lazio giusta per questo finale di stagione sempre condizionato da assenze. Non avere Provedel, Romagnoli, Basic, Cataldi e Rovella non è cosa di poco conto.

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Lazio, la squadra non ha mollato e Sarri gradisce: l’aneddoto da Formello

Una squadra che non molla, non cede alla tentazione della resa, continua la sua corsa ad ostacoli, malgrado carenze ed impedimenti, per tenere viva la stagione. Nella tempesta, senza aiuti e con l’orgoglio che gli viene riconosciuto da tifosi e tecnico. Le ultime due gare affrontate dalla Lazio, in Coppa Italia contro l’Atalanta e in campionato contro il Sassuolo, hanno soddisfatto. Prestazioni che hanno pienamente convinto anche lo stesso Sarri. In effetti, alla ripresa tenutasi nella giornata di ieri a Formello, il tecnico biancoceleste ha mostrato grande gradimento, e ha rivolto a tutti quanti i suoi complimenti per la prova e la grinta
messi in campo proprio contro nerazzurri e neroverdi.

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Lazio, ribellarsi con orgoglio al fuoco amico: squadra e Sarri ancora senza resa

Si chiama orgoglio, si chiama rabbia, si chiama voglia di ribellarsi al fuoco amico. Questa è stata la Lazio ieri sera, tornata a vincere con pieno merito dopo più di un mese. Era spenta a Torino due domeniche fa, in ripresa mercoledì in Coppa Italia e ieri si è riaccesa come ai bei tempi in una partita che ha giocato meglio del Sassuolo, attaccando con energia, con determinazione, fino a prendersi i tre punti negli ultimi secondi di recupero. Eppure va tutto alla rovescia dalle parti di Formello. Ci manca solo che si fermi per infortunio anche il magazziniere, poi chiuderà l’infermeria per “tutto esaurito”, l’esatto contrario del suo stadio. Ceduti Castellanos e Guendouzi a gennaio, fuori Basic, Rovella, Gigot e ultimo Provedel, dopo una trentina di minuti si è fatto male anche Cataldi, così Sarri ha messo dentro Patric davanti alla difesa. E siccome la coppia di difensori era ancora quella titolare, all’intervallo via anche Romagnoli. La Lazio (intesa come società) sta rotolando sempre più giù, dentro una stagione che non aveva mai vissuto nella sua storia, con le tribune vuote, con la rottura fra Lotito e i tifosi e fra Lotito e l’allenatore, con una squadra fatta a pezzi da infortuni e cessioni. Tutto quello che sta succedendo è il risultato di un malessere che la sta portando verso la fine più ingloriosa. In campo, almeno ieri, la Lazio (intesa come squadra) ha dato una dimostrazione di vitalità e ha fatto intravedere cosa poteva essere questa stagione senza il caos che è stato creato. (…) L’orgoglio l’ha tenuta a galla e nel secondo tempo l’ha trascinata di nuovo nella metà campo degli emiliani. Di questo può essere fiero il Comandante, la squadra è dalla sua parte, non ci sta a mollare, ha ancora un po’ di energia, è soprattutto arrabbiata e non ha nessuna intenzione di piegarsi davanti a chi spara alle sue spalle. In quel secondo tempo ci ha provato più e meglio del Sassuolo, meritando il due a uno. La Lazio non ha firmato la sua resa. A Sarri resta un’ultima (o penultima…) vera partita in questa stagione, il ritorno della semifinale di Coppa Italia a Bergamo, dopo il 2-2 dell’Olimpico. Può darsi che la Lazio di ieri sera non sia sufficiente a conquistare la finale, ma di sicuro basta per mettere l’Atalanta in difficoltà e anche di più se nel prossimo mese riuscirà a recuperare qualche giocatore. Corriere dello Sport

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‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Sarri ha la squadra in pugno. Il livello tecnico è questo e forse rimarrà così per anni” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“È stata una partita che la Lazio ha vinto anche perché il Sassuolo è arrivato a Roma tranquillo, il suo obiettivo in classifica lo ha raggiunto ormai. Gli episodi hanno favorito la Lazio, il primo gol nasce da un rimpallo, il secondo da un’incertezza del portiere.

Sarri ha confermato di avere la squadra in pugno, la Lazio ieri con il cuore ha vinto meritatamente la partita e si spostata dalla parte destra alla sinistra della classifica. Tutti sappiamo che il livello ora, e forse anche nei prossimi anni, è questo.

La Lazio aveva bisogno di giocatori pronti. Di intuizioni tecniche ce ne sono poche e modeste: di oltre 10 acquisti, solo due stanno funzionando. Ratkov e Przyborek dove sono

Ieri i settori erano tremendamente vuoti, solo la Tavere vantava qualche tifoso in più quindi credo che per il colpo d’occhio con la tv siano stati regalati lì i biglietti”.

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Lazio, da Maldini a Dia, da Noslin a Ratkov: mezza squadra si gioca anche il futuro

Un finale di stagione per capire anche le mosse estive di casa Lazio.

Tra i nuovi arrivati, ci sono molti giocatori che dovranno guadagnarsi ancora la riconferma dimostrando di essere all’altezza delle ambizioni biancocelesti. Il problema, sottolinea Il Messaggero, è capire chi deciderà: Sarri, che nonostante un contratto di altri due anni non è certo di restare in un ambiente di lavoro dove non sembra essere stimato, oppure un altro candidato alla panchina da scegliere in caso di divorzio? Insomma, un doppio sprint da qui a fine maggio: della Lazio in campionato e in Coppa Italia e dei giocatori che desiderano andare avanti senza cambiare aria. Desiderio, per esempio, che hanno già espresso al club Romagnoli, per il quale forse è stato un colpo di fortuna non andare in Qatar, dove le attività sportive sono state sospese per la Guerra nel Golfo, e Gila, a scadenza nel 2027 e pronto ad accettare la corte del ds milanista Tare, che lo aveva già portato a Formello scovandolo nella seconda squadra del Real Madrid.


Tra gli acquisti di gennaio, il solo Taylor, si legge, prelevato dall’Ajax, ha già la certezza di partecipare all’Anno Uno, così definito da Sarri nell’ultima conferenza stampa ufficiale. Non si hanno notizie e giudizi su Przyborek, il giovane polacco a cui Mau non ha concesso un solo minuto in maglia biancoceleste ma considerato dal club un talento puro, mentre ci sono già grandi dubbi su Ratkov, il centravanti con cui il presidente Lotito e il ds Fabiani hanno sostituito Castellanos, ceduto al West Ham. Due partite da titolare per il giovane serbo, ex Salisburgo, e pochi indicazioni sulle sue reali qualità. Di sicuro è un centravanti di “peso” e non un piccolo giocoliere alla Raspadori, come desiderava l’allenatore della Lazio: pagato 13 milioni di euro, potrebbe anche essere riciclato sul mercato nel caso di permanenza di Sarri.

Diverso invece, conclude il quotidiano, è il caso di Daniel Maldini, finalmente un assist con l’Atalanta in Coppa Italia ma ancora nessun gol. Il tecnico sta insistendo nel proporlo come centravanti di manovra ma i risultati ancora non si vedono. Il giocatore è arrivato da Bergamo in prestito e può essere riscattato a una cifra che si aggira intorno ai 14 milioni: cosa farà Lotito di fronte a numeri che oggi non confortano chi considera Maldini un attaccante fenomenale? Decisione allo sprint, anche per lui, in attesa di vedere questo finale di stagione. Più o meno come accadrà con altri due attaccanti: si tratta di Noslin e di Dia, il cui riscatto obbligatorio costerà a giugno quasi 13 milioni di euro da versare al vecchio club di Lotito, la Salernitana. Il presidente ha confidato di avere offerte da 18 milioni: se fosse vero, plusvalenza sicura. L’ex Verona, invece, potrebbe essere confermato per la sua grande capacità di entrare a partita in corso, sia da esterno che da centravanti. Molto, per tutti loro, dipenderà anche da che tipo di mercato potrà fare la Lazio: libero o a saldo zero? Decisiva la prossima trimestrale.