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DICHIARAZIONI

Lazio, Sarri: “Il riscatto passa da atteggiamento diverso. Se questa squadra non è adatta a me…”. Poi sull’Europa…

Vigilia di Lazio-Verona, Maurizio Sarri in conferenza stampa:

La settimana e la voglia di riscatto

“Ha lavorato in modo normale, ci siamo allenati lunedì e riposati di martedì. Mercoledì abbiamo fatto doppio allenamento, poi abbiamo preparato la gara nello specifico. La preparazione è stata normale, abbiamo lavorato di forza e per reparti. La voglia di riscatto deve essere forte, non vinciamo in casa da 6 mesi, deve essere enorme la voglia di dare una gioia ai nostri tifosi”.

L’Olimpico e le scelte

“Se si parte dal penalizzare qualcuno per la partita di Como, allora non ce la facciamo a cambiarli tutti. La prestazione è stata brutta a livello individuale e collettivo, va colpevolizzato l’atteggiamento nel collettivo. Non c’è uno più colpevole di altri, non sarà una discriminante. Mi fa piacere tornare all’Olimpico, quello che dobbiamo sentire forte è il voler dare una gioia ai tifosi. Quello va oltre alla mia voglia di tornare all’Olimpico”.

Le caratteristiche della squadra

“La mia esperienza alla Lazio non è mai stata di grande palleggio, quando parlo di come giocare non parlo del modulo ma di come si sviluppa il gioco. Io a Como già nel primo tempo ho capito che potessimo far male agli avversari solo attaccando la profondità. A Como abbiamo dei numeri che sotto tutti i punti di vista sono di Serie C. La media del 66% dei passaggi riusciti per esempio. Questo, come paradosso, mi dà pure fiducia. Non possono essere i numeri nostri. Abbiamo perso per atteggiamento, volevamo pressare ma con l’atteggiamento di chi invece vuole aspettare. Detto che il Como forse ora può esserci superiore, sicuramente lo è dal punto di vista tecnico. Noi siamo rimasti a metà strada, il palleggio degli avversari così è stato esaltato”.

C’è un blocco psicologico della squadra?

“Non è un blocco psicologico, è un passaggio da un modo di gioccare all’altro. Ora la squadra gioca pensando, quindi si possono perdere dei tempi di gioco. Io penso di proporre un calcio semplice, che non vuol dire facile. Spero che sia una fase di transizione, l’aspetto misterioso è come si vada a lottare in amichevole e poi si sia così passivi in campionato”.

Dele-Bashiru?

“Siamo alla prefazione. Ha delle qualità enormi. Può esprimere accelerazioni da 35-36 km/h, in pochi possono riuscirci. Deve raffinarsi tecnicamente, ma ha qualità forti sotto certi punti di vista”.

L’allenatore che deve adattarsi alla squadra può essere un alibi?

“Cosa si intende per caratteristiche di queste squadra? L’anno scorso veniva criticata perché giocava col 4-2-3-1, ora perché gioca con il 4-3-3. Mi conosce tutta Europa da 15 anni, se questa squadra non è adatta a me hanno sbagliato a chiamarmi. Difficile che io diventi un altro dopo tutto questo tempo”.

Ha capito sulla carta quante squadre più forti della Lazio ci sono in questo campionato?

“Non l’ho capito assolutamente, non so cosa possiamo fare noi. Sulla carta la Lazio viene da un settimo posto. Dietro aveva il Milan, faccio fatica a immaginarlo ancora dietro. Anche il Bologna ha fatto bene in un torneo, meno in un altro. E poi c’è anche il Como che si gioca l’Europa, comincia a farsi dura quindi. Stiamo parlando di calcio sulla carta, di una squadra che nessuno di noi sa ancora come possa esprimersi”.

Cosa può portarsi dietro la Lazio di Baroni?

“Quelle tattiche sono masturbazioni mentali. La Lazio l’anno scorso ha fatto bene fino a quando ha spinto dal punto di vista mentale, non è stato un discorso tattico. Vediamo se riusciamo a innescare nuova energia, i segnali positivi purtroppo sono spariti alla prima di campionato”.

Zaccagni tira poco perché circola male la palla o è questione di caratteristiche?

“Le partite si possono vincere anche per continuità, i calciatori di qualità che possono fare la differenza quando le avversarie si chiudono sono pochi. Bisogna vedere se a livello di quantità si riesce a chiudere un’avversaria in una zona di campo critica. Alcune partite possono essere pericolose, vediamo come si può risolvere questo aspetto. L’anno scorso sono state da record 13 superiorità numeriche. Anche i 14 gol di Pedro spero siano ripetibili, però diventa difficile con gli anni che passano. Saranno le esperienze che si accumulano a farci venire in mente delle idee”.

Pedro può giocare dall’inizio?

“Zaccagni sa come la penso, per me può raggiungere la doppia cifra tutti gli anni, se non ci riesce vuol dire che sbaglia qualcosa. Attacca poco gli spazi e poco l’area, in questo può migliorare. Glielo devo ripetere. Pedro c’è sempre la possibilità che possa partire dall’inizio, tenendo sempre presente che dalla panchina è un’arma. Vediamo. A volte un’arma in panchina fa sempre estremamente comodo. Quando subentra può inventare qualsiasi cosa, non so se altre squadre hanno calciatori così”.

Infermeria?

“Vecino, Isaksen e Patric sono ancora sotto l’area medica, sembra che le evoluzioni siano positive. Il più vicino al rientro è Vecino ora, ma sono ancora 3 giocatori che si allenano a parte”.

Tavares?

“Dicesi terzino un difensore esterno, a livello di definizione. Si sta adattando a questo. Lui ha dei lavori in campo che mentalmente reputa importanti e li fa con grandi accelerazioni, altri un po’ meno. Se lo facesse in entrambe le fasi, diventerebbe di grandissimo livello. Penso possa riuscirci”.

Quali sono le basi per costruire un futuro solido?

“Quello di tornare in Europa immediatamente è un obiettivo che state dicendo voi, la società non me l’ha detto. Mi ha parlato di 3 anni partendo da una stagione di maggiore difficoltà, se noi ora riusciamo a creare 7-8 giocatori di un certo livello, poi allora ne serviranno soltanto 3 sul mercato. Altrimenti diventa un mercato difficile… A gennaio? Lo dovete chiedere alla società, io non sapevo nemmeno del blocco precedente. Bisogna costruire una base per tornare competitivi”.

Un bilancio dei primi 50 giorni di Lazio?

“Una settimana fa ti avrei detto che pensavo di essere più indietro. Dopo la prima, più avanti. Ho visto un buon precampionato contro squadre di livello, ho visto una squadra con voglia di lottare, soffrire e ottenere risultati. Domenica ho visto un’altra cosa. Non deve più mancarci l’energia. Ora la situazione è questa. La squadra ha lavorato bene durante il ritiro, tutto sommato mi sono piaciute le amichevoli. Poi sono uscito da Como come uno che fa fatica a capire ciò che ha visto”.

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STATISTICHE

Lazio-Verona: occhio ai tacchetti più cattivi della serie A

Lazio e Verona domani sera cercheranno di rimpolpare la propria classifica. Stanno peggio i padroni di casa, reduci da una bruttassimo prestazione al Sinigaglia di Como.

All’Olimpico nella sua storia la Lazio ha spesso avuto vita facile, ma domani, come rivelano i numeri OPTA, in caso di insuccesso potremmo registrare un primato negativo per Zaccagni&Co.

I biancocelesti hanno segnato in 22 delle ultime 23 sfide contro lgli scaligeri nella massima serie (51 reti biancocelesti nel periodo, 2.2 di media), rimanendo a digiuno solo il 5 febbraio 2020 nel periodo (0-0 in quel caso).

I romani sono rimasti imbattuti in 16 delle ultime 17 sfide interne contro l’Hellas Verona in Serie A (12V, 4N), l’unico successo in trasferta degli scaligeri nel periodo risale al 12 dicembre 2020 (2-1 con Ivan Juric alla guida).

La Lazio ha perso le ultime due gare di campionato senza segnare, l’ultima volta che i biancocelesti hanno subìto tre ko senza segnare, in Serie A, risale al marzo 2013 con Vladimir Petkovic allenatore; mentre l’ultima volta che i capitolini hanno perso tre match di fila in campionato risale al febbraio-marzo 2024 con Maurizio Sarri alla guida.

Tornando all’Olimpico, la Lazio ha vinto solo una delle ultime 12 partite casalinghe di campionato (8N, 3P): 5-1 contro il Monza lo scorso 9 febbraio. Nelle precedenti 12 gare interne aveva ottenuto 10 successi.

Nell’anno solare 2025 inoltre, solo il Venezia (10) ha pareggiato più partite della squadra di Sarri in Serie A (nove, al pari di Torino e Parma). Alel spalle della Lazio troviamo l’Hellas Verona con otto (insieme al Napoli).

Domani all’Olimpico si affrontano le squadre più cattive della serie A. Lazio (99 – 92 gialli e 7 rossi) ed Hellas Verona (98 – 88 ammonizioni e 10 espulsioni) sono le due compagini più sanzionate nella massima serie dalla stagione 2024-2025.

Il contrappasso di Zaccagni: malmenato e più ammonito

L’Hellas Verona è la squadra contro cui Mattia Zaccagni, altro ex di turno, ha partecipato a più gol in Serie A: sette (tre reti e quattro assist). Nell’anno solare 2025 inoltre, nessun giocatore è stato più ammonito di Mattia Zaccagni in Serie A: sette gialli, al pari di Álex Jiménez, Lorenzo Lucca e Jaka Bijol.

Nello stesso periodo, Zaccagni ha subito 11 falli che sono costati cartellini agli avversari, solo Assane Diao ne conta di più (17).

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NEWS

Lazio-Verona: le probabili formazioni

Maurizio Sarri e Paolo Zanetti stanno sfruttando le ultime ore per scegliere le formazioni da mandare in campo domani sera alle 20,45, quando Lazio e Verona si affronteranno per il secondo turno di serie A.

In casa Hellas, l’undici dovrebbe essere lo stesso visto in Friuli contro l’Udinese. L’unico dubbio potrebbe riguardare l’utilizzo di Ebosse al posto di Frese come terzo di sinistra. Qualche spiraglio in attacco per Mosquera quale compagno di reparto di Giovane al posto di Sarr.

Più complessa la situazione a Formello. Sarri ha tre dubbi da sciogliere. Il primo dovrebbe andare ad appannaggio di Marusic: il montenegrino dovrebbe rilevare Lazzari. In mediana, fiducia a Dele Bashiru. Il nigeriano dovrebbe essere confermato, onde evitare una palese bocciatura. Infine, Pedro sull’out destro potrebbe sostituire Cancellieri, ex di turno. Lo spagnolo, in ogni caso, entrerà a gara in corsa.

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic (Lazzari), Gila, Provstgaard, Tavares; Guendouzi, Rovella, Dele-Bashiru; Cancellieri, Castellanos, Zaccagni. All. Sarri.

Squalificati: Romagnoli

Indisponibili: Isaksen, Patric

VERONA (3-5-2): Montipò; Unai Nunez, Nelsson, Frese (Ebosse); Cham, Serdar, Bernede, Niasse, Bradaric; Giovane, Sarr (Mosquera). All. Zanetti.

Squalificati: nessuno

Indisponibili: Suslov, Valentini

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ESCLUSIVE

“QUELLI CHE…” – Mirra: “Lazio, col Verona serve un pieno di entusiasmo. Big scontento? Meglio cederlo subito…” – (AUDIO)

Vincenzo Mirra, collaboratore tecnico di Giuseppe Iachini, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei per commentare il momento Lazio nella delicata vigilia del match interno contro il Verona.

“Meglio dimenticare la gara di Como. Nella squadra la differenza può farla l’entusiasmo. Questo fattore può colmare anche un gap tecnico. Il Verona, pur nelle difficoltà, difficilmente gioca senza aggressività e senza il giusto piglio. Mi hanno sorpreso alcune difficoltà delle big nel primo turno”.

“La Lazio deve partire con entusiasmo e veemenza, altrimenti col Verona potrebbe trovare altre difficoltà. Il Verona, diversamente dal Como, sa sì palleggiare ma rispetto ai lariani dovremo affrontare una battaglia. Gli scaligeri a Udine hanno reso difficile la vita all’Udinese. La prima parte della stagione di Baroni ha visto tanto entusiasmo in campo, poi trasmesso ai tifosi”.

“Il ruolo di Sarri? Intanto non credo che il blocco del mercato abbia creato problemi seri per un singolo. Trattenere un giocatore scontento, anche se forte, può essere peggio di trattenerlo a forza. Io preferisco cedere un big perché si allena male e non alza il livello collettivo degli allenamenti in settimana”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Il doppio ex Orfei: “Sarri di necessità virtù, ma ora serve cattiveria. Perché il Verona cresce e lancia giocatori e la Lazio no?” (AUDIO)

GIOVANNI ORFEI in collegamento a ‘NMM’

“Visto che parliamo di Verona, non posso pensare che in un bacino come quello di Roma non escano giocatori dal settore giovanile come Coppola, Casale, Ghilardi. Giocatori cresciuti e rivenduti bene, patrimoni anche economici del club. Bisogna capire il motivo per il quale la Lazio non riesce più a farlo. E’ importante credere nei giovani e metterli in mostra.

La Lazio non ha fatto un buon esordio. Ha iniziato così come ha finito nella scorsa stagione. Nel calcio si può anche perdere, ma non così, facendo nulla. Conoscendo Sarri, immagino sarà molto arrabbiato. Credo che più che tecnicamente abbia lavorato molto mentalmente. Avrà fatto una settimana incentrata su questo e domenica mi aspetto una Lazio più cattiva che voglia e sappia prendersi la partita.

Provstgaard? Un buon giocatore, questi sono prospetti buoni che vanno valutati alla lunga. Per il momento il livello è soddisfacente.

Noslin? Io l’ho sempre visto come un esterno offensivo, un vice Zaccagni. A Verona le cose migliori le ha fatte in quella zona di campo. Sarri lavora molto su determinati concetti tattici, ora fa fatica a giocare con Sarri perché sarà ancora indietro su alcuni concetti che lui pretende.

Per domenica, non so se Sarri possa cambiare qualcosa. Secondo me, la cara Pedro se la terrà per il corso della gara. Non credo che boccerà subito Cancellieri. Ad oggi il tecnico ha questi elementi, non ci sono altre vie se non provare a fare il meglio possibile con questi giocatori. Al di là dei valori, contro l’Hellas mi aspetto che il salto di qualità venga fatto dal punto di vista agonistica, della fame”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, il 2025 all’Olimpico imbarazzante. Da Formello segnali confortanti… Ma devono giocare i migliori” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Le statistiche in casa della Lazio sono imbarazzanti. Il rendimento all’Olimpico, nella seconda parte della scorsa stagione, è stato determinante per il flop finale di Baroni. In campionato non si vince da febbraio contro il Monza, unica vittoria in A del 2025. Nelle ultime 14 gare giocate all’Olimpico, partendo dal successo con il Bologna in chiusura 2024, il popolo laziale ha potuto festeggiare solo due volte. Visto che la terza vittoria, contro il Bodo, è culminata con l’eliminazione ai rigori. Una serie di sconfitte e pareggi che hanno condizionato tutto. Qualcosa di incredibile con Sarri che è chiamato a cambiare la storia già con il Verona.

Domani ci sarà la conferenza stampa di Sarri. Sulla decisione di sabato scorso di non parlare conservo i miei dubbi rispetto alle responsabilità. Il fatto che parlerà prima dell’Hellas lascia sperare che in questi giorni dopo Como qualche segnale confortante l’abbia raccolto. Punto molto sulla sua sincerità. E’ molto diretto anche in sala stampa, sarà importante capire le sue risposte circa il tipo settimana che è andata in scena a Formello.

La chiave è la frase di Sarri che dice ‘se questa è la realtà non siamo messi bene‘. Lui per primo vuole capire se è stata solo una serata storta. Quello che arriva dagli spifferi di Formello è che gli ultimi allenamenti sono stati condotti bene, soprattutto il due dopo il discorso del tecnico. Poi, bisogna fare i conti con tante situazioni, compreso l’assenza di alcuni giocatori importanti. E’ necessario che giochino i migliori”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, verso il Verona senza Vecino: le ultime in vista della prima sfida in casa

L’uruguaiano si allena ancora a parte, la sua presenza domenica è tutt’altro che scontata: Sarri vuole evitare ricadute.

Il centrocampo della Lazio è sicuramente da rivedere: Guendouzi, Cataldi e Dele-Bashiru, partiti titolari a Como, non hanno convinto, così come il resto della squadra d’altonde. Tuttavia Sarri studia nuove mosse, ma difficilmente potrà contare su Vecino domenica sera contro il Verona.

Come riporta il Corriere della Sera, ancora riposo e ancora cautela nei confronti dell’uruguaiano che nemmeno ieri si è allenato con la squadra. Benché il centrocampista si sia sottoposto martedì agli esami strumentali che ne hanno confermato i miglioramenti fisici, il problema muscolare che da un paio di settimane lo sta limitando persiste.

Per la gara di domenica con il Verona, si legge, ben che vada, verrà convocato per fare numero più che per la reale convinzione che possa dare un contributo concreto.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Oddi: “Col Verona dobbiamo vincere e basta. A questa Lazio manca il 10. E sul centrocampo…” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘SVB’

“Qualcosa di diverso domenica ci sarà per forza, dopo una sconfitta così. Io Cataldi lo farei giocare con Rovella e Guendouzi. Dele-Bashiru ancora non ho capito che ruolo ha. Se non riuscissimo a battere il Verona sarebbe ancora più grave di quello che è successo a Como.

Appiattimento? Abbiamo perso una partita, siamo all’inizio. Certo, abbiamo perso male, questo sì. Dobbiamo mettere più cattiveria, domenica dobbiamo vincere e basta. Il calciatore deve dare sempre il 100%, fa parte del mestiere. Io questa squadra non la trovo brutta, ma quanto visto a Como sicuramente ci fa pensare male.

La conferenza di Sarri? C’è poco da parlare. Il Como ci ha massacrato, ha dei bei giocatori, ha speso tanto sul mercato. Non abbiamo nulla da recriminare. Noi facciamo come se la partita non ci fosse stata, i giocatori invece se la devono ricordare bene.

A noi manca il numero 10, che dà la palla per fare gol, gioca a centrocampo e ogni tanto segna”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Barchiesi: “Lazio, è uno dei momenti più brutti della storia. I tifosi non meritano…” (AUDIO)

MASSIMO BARCHIESI (Radio Rai) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“E’ uno dei momenti più brutti della storia della Lazio o quantomeno degli ultimi venti anni. Resto basito per quanto sta accadendo, la ritengo una grande mancanza di rispetto verso i tifosi della Lazio. Non credo che meritino tutto questo, gli stessi che sono pronti ad andare allo stadio a sostenere squadra e Sarri. La cosa più preoccupante del post-partita di Como era l’espressione del tecnico. Oltre che le parole. Sono convinto che contro l’Hellas la Lazio reagirà, non può essere quella di domenica. E’ stato un vorrei, ma non posso. Se prendiamo gli undici scesi in campo a Como, credo che non più di quattro possano rientrare nel gradimento tecnico-tattico di Sarri. Degli altri, credo, ne avrebbe volentieri fatto a meno. La differenza tecnica con il Como è stata abissale, ma ad aver vinto tanto a poco è la società lombarda rispetto a quella laziale”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri verso il Verona: tutti i ballottaggi del tecnico

Archiviare la brutta provo di Como e ripartire al meglio con il Verona: le possibili mosse dell’allenatore biancoceleste.

Ieri la doppia seduta a Formello dopo il giorno di riposo concesso da Sarri. Il primo allenamento dunque dopo la prova insufficiente di Como.

Le prove tattiche scatteranno domani, ma intanto ci sono diversi ballottaggi per il tecnico toscano. Stando a quanto riporta Il Messaggero, il passaggio al 4-3-1-2 o al vecchio 42-3-1 sono due ipotesi da non trascurare per il presente e il futuro, e richiamerebbero Dia e Pedro in campo. Mau non vuole mollare il 4-3-3 (occhio al ballottaggio Belahyane-Dele Bashiru) e intende lavorare su un eventuale rombo con lo spagnolo vertice alto per aprire le linee chiuse del Verona, utile anche a partita in corso.

Secondo La Repubblica, l’allenatore della Lazio chiede a Zaccagni di alzare il livello delle proprie prestazioni e pensa a Pedro titolare al posto di Cancellieri sulla fascia destra. Loro due, Zaccagni e Pedro, sono infatti i calciatori biancocelesti tecnicamente più dotati, normale che Sarri si affidi a loro per piegare la resistenza del Verona.