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Felipe Anderson punta il Torino, la sua vittima preferita

Alla soglia dei 29 anni, Felipe Anderson può scrivere una pagina importante nella storia della Lazio. Se il brasiliano riuscisse a non saltare neanche una partita da qui alla fine (ne rimangono 6) sarebbe il primo calciatore biancoceleste a non averne saltata una, fra campionato e coppe, negli ultimi 28 anni: Marchegiani e Winter gli ultimi a chiudere la stagione senza saltarne neanche una, nel 1993-94 con 40 partite su 40. Sabato per Felipe c’è un avversario speciale all’Olimpico: il brasiliano ha nel Torino la sua vittima preferita, ha segnato contro i granata ben 5 gol in nove partite.

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Lazio, un passo da Champions: il dato relativo alle ultime 10 gare

La Lazio ha cambiato passo al giro di boa. Lo raccontano le prestazioni, lo raccontano – soprattutto – i numeri. Nelle ultime 10 partite, i biancocelesti hanno raccolto 20 punti. In questa speciale classifica, sono dietro solo alla Juventus (21) e alla Roma (22). La squadra di Sarri ha un cammino da Champions, nelle ultime dieci ne va vinte 6, pareggiate 2 con altrettante sconfitte. 18 gol fatti, 8 subiti. +10 nella differenza reti, testimonianza perfetta del miglioramento su entrambi i lati del campo.

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Anderson ora è decisivo: numeri top e quella battuta di Sarri…

Gioca a grandi livelli, Felipe Anderson. La Lazio in questo momento della stagione non può permettersi di tenere il brasiliano fuori. In campionato 32 presenze, 5 reti e 7 assist. Maurizio Sarri continua tantissimo a lavorare su di lui. Dopo la bella prestazione contro il Genoa, la spiegazione: “Se Felipe giocasse sempre al 100% penso non sarebbe alla Lazio e neanche nel campionato italiano. Ha dei momenti in cui si assenta. Io gli faccio rivedere i video e in quei casi gli dico ‘guarda, qui stai facendo il segnalinee’”. Una battuta che nasconde tanta verità.

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Potenza Lazzari: ecco come Sarri lo ha trasformato

Maurizio Sarri è riuscito a trasformare Manuel Lazzari da ‘quinto’ a terzino. Eppure il tecnico della Lazio non si vuole prendere nemmeno un merito: “Su Lazzari credo che la percentuale maggiore di merito sia sua. Si è convinto di non essere solo un quinto. Ha una facilità di corsa importante, può fare il terzino con la sigaretta in bocca”. Manuel è cresciuto dopo mesi difficili. Ha sofferto il nuovo modulo e il nuovo ruolo, ma a testa bassa, senza mai mollare, è riuscito a riemergere. Lo dicono i numeri. Un gol e un assist nelle ultime due partite. Tanta corsa, sprint, perfetto in fase difensiva. E nelle ultime sfide è stato fermato anche dall’infortunio alla coscia. Se si prendono in considerazione le ultime 5 sfide, va aggiunto anche un altro passaggio vincente (contro il Bologna). In campionato 3 reti e 2 assist, mica male per un terzino. Lazzari è il titolare della fascia destra, si è conquistato il posto ai danni di Hysaj. Con Marusic a sinistra, la Lazio vola con le ali. Corriere dello Sport

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Lazio-Torino, occhio ai diffidati: in tre a rischio squalifica

Il Torino in casa e poi il Milan, big match della trentaquattresima giornata di Serie A. La Lazio – dopo la vittoria di Genova – fa i conti con i diffidati. Patric, Luiz Felipe e Marusic i tre a rischio squalifica. Tre difensori, nel reparto più ‘corto’ di tutta la rosa. Luiz Felipe è rimasto in panchina a Marassi e può recuperare al meglio per la gara di sabato prossimo all’Olimpico (fischio d’inizio alle 20.45) e sarà in ballottaggio con Patric, in crescita. Marusic è praticamente sicuro della maglia da titolare, per le prestazioni e perché Radu – reduce da settimane difficili a livello fisico – dovrebbe partire dalla panchina. Uno sguardo in casa Milan: i rossoneri hanno Brahim Diaz e Romagnoli nella lista dei diffidati.

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Mourinho e il suo staff, tra scuse campate in aria e risse da osteria. L’Uefa apre un’inchiesta.

Una volta le avversarie oggetto delle invettive dello Special one erano le grandi d’Europa. Ormai relegato ad allenare in una competizione da bar come la Conference league, è costretto a prendersela col dopolavoro caccia-al-merluzzo con sede a Bodo. C’è da capirlo. E da compatirlo.

Oltre alla solita tarantella contro l’arbitro, gli assistenti, il quarto uomo, il re Harald e i fiordi, in Norvegia l’oggetto della sua invettiva è stato persino il campo, definito “di plastica”. Campo che sarebbe stato la causa dell’infortunio “preoccupante” – ipse dixit – a Mancini.

Salvo poi scoprire che Mancini non ha lesioni (e meno male, ci mancherebbe), ma solo un ginocchio gonfio, che sulla “plastica” ci gioca mezza Europa (è ora si aggiorni) e che la colpa della terza figuraccia rimediata contro i robusti pescatori di salmoni è semplicemente di una squadra modesta e messa male in campo.

Fin qui è solo cinema (cit.). Ora si entra nelle note disciplinari: a fine partita l’allenatore Knutsen sarebbe stato oggetto di un tentativo di strangolamento da parte del preparatore dei portieri della Roma. Per potersi difendere, il tecnico norvegese avrebbe sferrato un pugno a Nuno Santos. A documentare tutto ciò ci sarebbe un video ufficiale che il Glimt chiede di rendere pubblico. A consuntivo la Uefa ha aperto un’indagine: “In conformità con l’Articolo 31 (comma 4) del Regolamento disciplinare, un Ispettore Etico e Disciplinare è stato nominato per condurre un’indagine sugli incidenti segnalati che si sarebbero verificati alla fine dei quarti di finale di Conference League tra Bodo Glimt e As Roma. Informazioni in merito saranno rese disponibili tempo debito”. Probabilmente entro l’inizio della prossima settimana si saprà qualcosa in più.

Rincara il Glimt: “Il comportamento della Roma è un attacco fisico a Knutsen, e un attacco sistematico ai nostri valori – dice il Bodo -. La Roma sta bombardando i media di falsità, nel tentativo di nascondere il comportamento antisportivo. Glimt sa che c’è un video dell’incidente, che mostra l’attacco a Knutsen da parte di tesserati della Roma. Il club ha visto questo video. Chiediamo che il pubblico abbia accesso a questo video di proprietà della Uefa”. Il Bodo poi continua: “Una comprovata violazione delle regole del gioco è che l’allenatore dei portieri della Roma si è posizionato illegalmente fuori dallo staff tecnico, dove ha continuamente molestato verbalmente e con dei gesti Knutsen. Abbiamo informato il quarto arbitro e il delegato in diverse occasioni. Le denunce non sono state ascoltate e l’allenatore dei portieri della Roma ha potuto continuare il suo comportamento senza ostacoli”.

Figuracce su figuracce. Immaginiamo solo per un attimo se a incassare 10 gol in tre partite, rimediando due sconfitte e un pareggio casalingo, con il contorno di rissa condominiale e accuse al campo sintetico fosse stata la Lazio e Sarri. Per il Barigelli di turno, persino la radiazione sarebbe stata punizione troppo modesta.

Alessio Buzzanca

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Genoa-Lazio, i precedenti: Grifone in vantaggio nei match interni

Genoa e Lazio si sono incontrate ben 65 volte in Liguria. Di queste 54 in Serie A, 8 in Serie B e 3 in Coppa Italia. I rossoblù hanno difeso il fortino nella maggior parte delle gare, sono infatti 32 le vittorie a fronte di 11 laziali. 11 sono anche i pareggi fra le due squadre, a Genova. L’ultima volta che queste due ‘veterane’ del calcio italiano si sono incontrate, è uscito il segno ‘X’. Immobile per il vantaggio della Lazio, Destro per il pareggio genoano.

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Attacco, unica certezza per il futuro

Avanti le certezze. Felipe Anderson, Immobile e Zaccagni sono i punti fermi della Lazio attuale e lo saranno anche per il futuro. Con Sarri? Probabilmente sì, ma non è scontato che rimanga, come abbiamo ripetutamente scritto dipende dalla programmazione e dalla volontà del club di accontentarlo nell’estate della maxi rivoluzione. Mezza squadra andrà via, tanti uomini simboli degli ultimi anni saluteranno e ci sarà anche almeno una cessione eccellente: Milinkovic, per grande rammarico dei tifosi, è il principale indiziato.

Tante incognite, in ogni zona del campo, tranne che in attacco. Felipe Anderson, tornato la scorsa estate per 3 milioni di euro, Zaccagni, acquistato per 7, e ovviamente capitan Immobile, prossimo a salutare la Nazionale. Saranno loro e Pedro, il dodicesimo titolare di lusso, a guidare la Lazio nelle metà campo offensive anche il prossimo anno. Grandi innesti non sono previsti, solo un vice Immobile (Destro e Caputo alcuni dei nomi): al massimo poi un duttile esterno che possa giocare anche da intermedio, soprattutto in caso di addio di Luis Alberto.

Per completare la batteria di attaccanti, oltre ai citati ci sono anche i due baby terribili: Raul Moro e Luka Romero. Il primo, classe 2002, finora ha giocato più del 17enne argentino, che invece sta crescendo molto e ha scalando posizioni nell’ultimo mese. È reduce dalla prima convocazione con l’Argentina e nella stagione che verrà avrà anche un anno in più. Per le incredibili qualità che ha, sarà una risorsa che Sarriutilizzerà di certo con maggior continuità. In tema di giovani anche a Valerio Crespi, bomber 2004 della Primavera: ha segnato 17 gol in stagione, una media di uno ogni 97 minuti. Punta centrale, mancino di piede: il futuro è il suo. Tuttomercatoweb.com

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Milinkovic giocatore top: in Europa è il più decisivo

Grandi giocate, grinta, leadership, gol e assist. Il repertorio di Milinkovic-Savic è vasto e soprattutto efficace. Con Sarri sta vivendo la sua miglior stagione da quando è alla Lazio. Lo dicono i numeri: nono centro in campionato a cui bisogna aggiungere nove assist. Il totale fa 18 partecipazioni ai gol biancocelesti. Come riporta Opta, nei cinque campionati top in Europa (Liga, Bundesliga, Ligue 1, Premier e Serie A) soltanto altri due centrocampisti sono stati così decisivi: si tratta di Nkunku, francese del Lipsia, e di Payet, capitano del Marsiglia. Entrambi giocano in una posizione più offensiva rispetto al Sergente.

Milinkovic e il mercato

A 27 anni compiuti e con una maturità calcistica ormai arrivata, Milinkovic potrebbe diventare ancora più appetibile per le grandi squadre europee. Contratto in scadenza nel 2024, in estate chissà, potrebbe essere arrivato il momento di guardare altrove. Lui è legato all’ambiente e ai tifosi, per ora nulla si muove.  Da sempre è nei pensieri del Manchester United. Il club inglese ci aveva provato nel 2019 e potrebbe tornare a farsi avanti, a maggior ragione se dovrà salutare Pogba, arrivato alla scadenza del contratto. Milinkovic il top player del centrocampo è un giocatore della Lazio. I tifosi sperano per sempre.

Corriere dello Sport

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Lazio-Shakhtar Donetsk, un’amichevole solidale contro la guerra

 La Lazio tra le avversarie dello Shakhtar Donetsk per la serie di amichevoli che il club ucraino farà in Europa nei prossimi mesi. Lo ha annunciato il ds Darijo Srna ai microfoni di Ukraina 24 Tv Channel. La squadra allenata da De Zerbi inizierà il suo ‘torneo benefico’ il 13 aprile contro il Besiktas, poi il 19 giocherà contro il Fenerbahce. Ancora da annunciare le date degli incontri con Siviglia, Hajduk Spalato, PSG e Lazio. Tutto il ricavato da queste partite di beneficenza sarà inviato al popolo ucraino in guerra. “Come ha detto il nostro presidente Rinat Akhmetov, ‘verrà il momento in cui ricostruiremo l’Ucraina e investiremo tutte le nostre capacità e mezzi affinché l’Ucraina si riprenda e diventi un paese forte e prospero’. Sono pienamente d’accordo con questo e sono anche sicuro che sarà così”, le parole di Srna. Corriere dello Sport