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Lazio, il bilancio dopo le soste e quella zampata di Caicedo contro il Sassuolo

Il bottino della Lazio dopo le soste per le Nazionali è di 5 vittorie, 3 sconfitte e un pareggio. Un campione di nove partite distribuite nelle ultime tre stagioni e fra queste, c’è anche un precedente proprio contro il Sassuolo. In quel caso era la Lazio a far visita ai neroverdi, al Mapei Stadium. 24 novembre 2019, una Lazio pronta a decollare, a vivere una seconda parte di stagione trionfale quanto tragica, per via della pandemia. La partita vene decisa da Felipe Caicedo, con una zampata all’ultimo respiro (91′). Con quella partita la squadra di Inzaghi raggiunse il quinto successo consecutivo e consolidò il terzo piazzamento in classifica.

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Classifiche a confronto: peggior bottino dalla Lazio di Pioli

Un ciclo prossimo al capolinea, giocatori in scadenza di contratto e le difficoltà – inziali, almeno – per adattarsi ad una filosofia di gioco diversa dal passato. La stagione della Lazio può ancora cambiare rotta, tutto dipende dal rush finale: ci sono ancora 24 punti a disposizione e il quinto posto non è affatto un miraggio. Alla soglia della trentunesima giornata, il confronto con le passate stagioni racconta le difficoltà della Lazio: mai così in basso (per punti raccolti) dal 2015/16. Era la Lazio di Pioli, che dopo 30 giornate aveva appena 42 punti. Sarri ne ha raccolti 49, mentre Inzaghi – nel 2018/19 – ne aveva 51.

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Zaccagni sogna l’esordio con l’Italia: la giusta spinta per chiudere la stagione da protagonista

La Lazio ha ricominciato a lavorare a Formello col Sassuolo nel mirino. Troppo importante non mollare in questo momento in cui è ancora tutto aperto per la corsa all’Europa. Sarri sperava di ritrovare i nazionali col sorriso, ma non sarà così. Il Comandante dovrà impegnarsi a lavorare anche sulla testa dei propri giocatori oltre che sulla tattica. Tattica che prima di domani non potrà essere protagonista considerato il gruppo ridotto a disposizione in questo momento del tecnico. Quest’ultimo stasera con l’Italia si godrà due biancocelesti in una sfida valida neanche per la gloria contro la Turchia. Uno è Acerbi, indiziato principale per giocare al centro della retroguardia al fianco di Chiellini. L’altro è Zaccagni che però rispetto al compagno di squadra dovrebbe partire dalla panchina. Prima Mancini sembra intenzionato a puntare su Raspadori sulla corsia sinistra di un attacco completato da Scamacca Zaniolo. Con ogni probabilità la chance per l’esterno della Lazio arriverà nella seconda frazione, anche perché lo Politano è rientrato a Napoli togliendo un’alternativa in attacco.

Non sarà quindi una serata futile per tutti. L’apatica amichevole tra le sconfitte nella semifinale playoff per Qatar 2022 potrebbe rivelarsi un ricordo importante per Zaccagni. Il classe 95 l’ha inseguita tanto la maglia azzurra e ora è a un passo dall’indossarla ufficialmente. La prima convocazione per l’esterno arrivò nel novembre 2020 quando vestiva la maglia dell’Hellas Verona. Una grande gioia strozzata però sul nascere da un fastidio muscolare all’adduttore. Passo falso inaspettato che non gli permise di imporsi sotto gli occhi di Mancini perdendo il treno azzurro. Da lì Mattia non si è dato per vinto e dopo tanti sforzi conditi da momenti esaltanti in Veneto e dal trasferimento alla Lazio, alla fine ha ritrovato l’Italia. La seconda convocazione è arrivata lo scorso gennaio per lo stage a Coverciano ed è stata confermata per gli spareggi per Qatar 2022. Questi ultimi non sono andati certamente come sperato, ma il match di Konya contro la Turchia potrebbe rimanere impresso per sempre nella mente di Zaccagni.

Un esordio con la Nazionale che Sarri spera possa essere un’altra spinta per chiudere una stagione che lo ha visto protagonista da dicembre in poi. Tra un dribbling e una sterzata pian piano Zac ha accantonato i problemi fisici diventando un titolare della Lazio del Comandante: «È un ragazzo che ascolta, ha tante qualità e si adatta bene. Ha un grande potenziale che secondo me non ha ancora espresso». Questo l’attestato di stima del tecnico dopo la doppietta rifilata al Bologna all’Olimpico e confermato dai fatti. Da inizio dicembre Zaccagni ha iniziato dalla panchina solamente due partite su 18 disputate e il motivo sono i risultati: 5 gol segnati e 4 assist forniti (uno dei due con la Samp la Lega non lo ha contato). Il classe 95 si è preso la scena diventando determinante in ogni fase di gioco. È l’unico che salta sistematicamente l’uomo creando superiorità e senza di lui la Lazio ha trovato grandi difficoltà col Porto e soprattutto al derby. Scontata la squalifica, Sarri non vede l’ora di schierarlo di nuovo per ridare brillantezza alla fase offensiva biancoceleste. Il suo arco sarà l’arma in più per la corsa all’Europa, magari sfruttando l’entusiasmo dell’esordio in Nazionale. Ilmessaggero.it

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Serie A, ecco quanto i club spendono in ‘commissioni’: Lazio a metà classifica

La FIGC ha comunicato le spese dei club italiani per gli agenti dei calciatori del 2021. Cifra in crescita rispetto al 2020, quando il Covid aveva fermato a 138 milioni le commissioni per i procuratori. La Lazio è appena sotto la metà della classifica, con poco più di quattro milioni e mezzo di esborso. Il totale delle spese per le commissioni, in Serie A, è di 174 milioni (dato relativo al 2021).

1) Juventus 28,914M
2) Inter 27,512M
3) Roma 25,962M
4) Milan 12,567M
5) Atalanta 8,353M
6) Fiorentina 8,256M
7) Sampdoria 7,227M
8) Napoli 6,906M
9) Sassuolo 6,817M
10) Udinese 5,820M
11) Cagliari 4,979M
12) LAZIO 4,716M
13) Genoa 4,678M
14) Hellas Verona 4,539M
15) Bologna 3,961M
16) Empoli 3,631M
17) Torino 3,492M
18) Spezia 2,391M
19) Venezia 1,859M
20) Salernitana 1,242M

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L’Italia (del calcio) è un paese per vecchi

Secondo il Cies Italia terzultima in Europa per utilizzo di under 21

Il Cies (International center for sport studies) ha pubblicato i dati relativi all’impiego dei calciatori non ancora ventunenni nelle leghe di tutto il mondo. Tenendo conto della percentuale di minuti giocati da gennaio 2021 a oggi, i tornei di Venezuela e Arabia Saudita rappresentano due estremi opposti: nel primo, gli under 21 hanno disputato il 18,8% dei minuti totali a disposizione; nel secondo, appena l’1,6%.

Se ci limitiamo all’Europa, emerge come sia la Danimarca a dare il buon esempio: nella massima competizione nazionale, i più giovani si sono fatti largo nel 16,5% dei minuti totali. Bene anche la Bundesliga austriaca (13,3%) e la Super Liga serba (12%), a differenza della maggior parte dei campionati “top”.

In Francia nella Ligue 1 gli under 21 hanno disputato il 9,1% dei minuti (2% in più rispetto alla Bundesliga tedesca), mentre le statistiche si fanno meno esaltanti se si guarda a Premier League (solo il 4,4%), Liga (4,2%) e, infine al terzultimo posto la nostra Serie A col 3,9%. Secondo il Cies, peggio di noi ci sono solo Turchia e Grecia che hanno rispettivamente raggiunto il 3,2% e il 2,3%.

Alessio Buzzanca

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Top 3 minuti giocati: Milinkovic il più presente, Immobile terzo

Sergej Milinkovic, l’uomo a cui non si può rinunciare mai. Lo dice il campo, perché le prestazioni del Sergente sono sempre di livello, lo dicono anche i numeri. ‘Sergio’ è – infatti – il giocatore con più minuti dell’intera rosa biancoceleste: 2542, fra Serie A, Europa League e Coppa Italia. Insegue Luiz Felipe (2537), terzo Ciro Immobile con 2299 minuti giocati.

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Immobile commosso per l’addio al piccolo Alessio: “Eri un leone”

La scomparsa del piccolo Alessio commuove Ciro Immobile, che su Instagram ha ricordato il bambino che, alcune settimane fa, aveva incontrato per qualche ora di allegria insieme: “Hai lottato come un leone, mi mancherai, ciao campione, fai buon viaggio“, le parole dell’attaccante della Lazio e della nazionale azzurra, che era andato a trovare il bimbo nella sua abitazione, con la complicità di una zia. Alessio, originario di Sezze Scalo, lottava da quando era nato con un terribile male. In queste ore è arrivata la notizia che il piccolo è morto, a soli 6 anni. “Un dolore straziante, un piccolo angelo è salito al cielo troppo troppo presto. La città di Sezze si stringe intorno alla famiglia. Domani sarà proclamato lutto cittadino ha annunciato il Sindaco di Sezze, Lidano Lucidi. Corrieredellosport.it

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Lazio, l’attacco funziona ma la mira va sistemata: il dato

L’attacco della Lazio funziona, ma potrebbe essere davvero letale. Giorni di lettura dati in casa biancoceleste. Il reparto è il secondo della Serie A (58 gol), solo l’Inter ne ha fatti 62. Ma c’è una cosa che va sicuramente migliorata: la mira. I ragazzi di Sarri hanno concluso tra i pali avversari soltanto 140 volte nelle prime 30 giornate, un dato che comunque fa riflettere sulla bontà delle occasioni create viste le reti siglate finora: media impressionante di 1 gol ogni 2,41 tentativi verso la porta. Sette avversarie fanno meglio dei biancocelesti. L’Inter, primo attacco del campionato, conta ben 191 conclusioni nello specchio. Al secondo posto c’è il Sassuolo con 160 e poi la Roma con 154. Un aspetto che Sarri conta di sistemare per lo sprint finale fatto di otto partite utili per centrare l’Europa. Corriere dello Sport

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Immobile, momento nero: ora la Lazio per ritrovare il sorriso

Immobile azzurro non riesce a splendere. Ormai è un dato di fatto. Anche contro la Macedonia non è riuscito a lasciare il segno. I tifosi di tutta Italia puntano il dito contro il giocatore della Lazio, bomber leggenda in biancoceleste, mai decisivo in Nazionale. Ci ha provato nella notte incubo di Palermo, ma niente da fare. Finisce sul banco degli imputati insieme a Insigne, Jorginho e gli altri uomini d’esperienza che avrebbero dovuto caricarsi la squadra sulle spalle e portarla in Qatar.

Il momento no di Immobile

Per Ciro altro flop dopo l’eliminazione del 2017.  A novembre non aveva dubbi: “Il ricordo dell’eliminazione contro la Svezia non mi condiziona. Io l’ho cancellato dalla mia mente, è una pagina brutta della mia carriera”. Quella pagina è tornata e si è fotocopiata. Dopo il disastro targato Ventura l’attaccante della Lazio diventò capocannoniere in Serie A (insieme a Icardi) e riuscì a trascinare la squadra al quinto posto (Champions sfiorata per un soffio). Adesso dovrà trovare le energie mentali per tornare al top da Sarri che lo aspetta per il rush finale: Sassuolo, Genoa, Torino, Milan, Spezia, Sampdoria, Juve e Verona. Sono 21 i gol in 25 partite in Serie A. Il suo tesoro è sempre lì. Ci sono otto partite per non buttare al vento una stagione che rischia di diventare maledetta. Corrieredellosport.it

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Lazio, una difesa con la valigia in mano: Lazzari ha 8 partite per legittimare la conferma

C’è – quasi – mezza Lazio con la valigia in mano. Portieri e difensori, oltre a Lucas Leiva, sembrano ormai sul piede di partenza. Per Sarri ci sono poche certezze in vista della prossima stagione, ma fra queste, è tornato prepotentemente Manuel Lazzari. Da ‘quinto’ a terzino, la sua metamorfosi ha avuto difficoltà a prender forma, ma adesso sembra esser tornato nel novero degli inamovibili per il tecnico toscano. Le sue incursioni sono una risorsa, tanto che – nel derby – vista l’assenza di sostituti all’altezza, Sarri se l’era tenuto come cambio d’eccellenza. E’ tornato in campo contro il Venezia dopo esser stato fermo praticamente tre settimane e – c’è da scommetterci – da qui alla fine avrà tutto quello spazio che non ha avuto nel girone d’andata. Se Luiz Felipe, Patric e Acerbi sembrano veramente lontani dalla Lazio, Lazzari è sicuramente più vicino.