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Lazio, Fabiani: “La permanenza dei big l’acquisto migliore. A luglio potremmo ragionare in modo diverso”. Poi su formule, rinnovi e Pellegrini…”

A margine della conferenza stampa di presentazione dei nuovi arrivi, il Direttore Sportivo della Lazio, Angelo Fabiani, si è soffermato con i cronisti presenti:

Provstgaard è arrivato a sorpresa, era praticamente fatta col Pisa, da quanto lo seguivate? Avete già deciso se verrà inserito qualcuno in lista UEFA con l’allenatore?
“Il 25 agosto in una gara di Superliga mandai a vedere Provstgaard, questo sta a significare che era un giocatore da noi già attenzionato e che avevamo scovato tra i tanti profili che osserviamo durante lo scouting. È chiaro che poi va visto dal vivo, quello che fa vedere il video non dà mai la completezza. Lo mandai a vedere ad agosto da un nostro osservatore e ci confermò le nostre percezioni sul giocatore. Non è stato mai lontano dalla Lazio, poi ci sono altre cose che distolgono ma quando stringi la mano al procuratore, al giocatore e alla società sei sicuro che il ragazzo verrà alla Lazio. Ero super tranquillo. La lista la consegneremo a breve, sono state fatte delle riflessioni con l’allenatore. Non bisogna alterare equilibri che fin qui hanno fatto la differenza all’interno dello spogliatoio”.

C’è un fondo di verità nella trattativa Pellegrini?
“È un’operazione estremamente complessa perché dovrebbe essere trasferito alla Juventus, con la Juve che poi dovrebbe cedere definitivamente il giocatore. La vedo una soluzione abbastanza difficile e complicata, atteso che ufficialmente non abbiamo avuto nessuna richiesta. Di ufficiale non abbiamo ricevuto nulla”.

Visti i rinforzi di Milan e Juve è più complesso entrare in Champions?
“È una domanda difficile, alla 23esima giornata siamo in un’ottima posizione. Abbiamo iniziato un ciclo triennale, non si potrà valutare questo ciclo in pochi mesi ma in almeno tre anni. Oggi siamo soddisfatti di aver fatto alcune scelte, non erano semplici e ci stanno dando delle soddisfazioni. Mi auguro che questo avvio di campionato possa confermare tutto quello fatto fino ad oggi. Altre squadre si sono rinforzate, ma io devo guardare in casa Lazio. Se le altre sono ricorse in maniera massiccia sul mercato evidentemente non ha funzionato qualcosa”.

Quali sono le motivazioni che hanno portato all’esclusione di Pellegrini?
“Mi sarebbe piaciuta la stessa domanda quando non c’era Hysaj a settembre. Rispondo seramente perché non mi sottraggo mai alle domande dicendo sempre la verità. La valutazione di mettere in lista alcuni giocatori spetta al tecnico in base alle esigenze, certamente avallata dalla società. Se è emerso che Pellegrini non fa parte della lista in Serie A è una scelta ponderata a 360 gradi dal tecnico, avallata dalla società per cui si è presa questa strada. Poi ci possono essere i se e i ma, ma nella vita con i se e con i ma non si va da nessuna parte. Ci sono dei percorsi da affrontare e poi ci sono delle idee che possono essere giuste o sbagliate. Basic fino a tre giorni prima era in procinto di andare alla Cremonese e non è voluto andare, poi c’è stato il Sassuolo e non si è fatto nulla, ma noi lo avremmo dato. Poi l’allenatore fa delle valutazioni, pensa che il ragazzo possa tornare utile e io non posso entrare nella testa dell’allenatore e di ciò che pensa l’allenatore. Devo assecondare le sue richieste, questo non significa che la società non avalla. La società va dietro alle indicazioni del tecnico, così come in alcune circostanze è il tecnico ad andare dietro alle indicazioni della società. Se avessimo preso Nesta il tecnico sarebbe stato più contento, ma abbiamo una linea guida su dei giovani che possono diventare giocatori importanti. Ci hanno chiesto diversi giocatori, anche lì il tecnico ha messo il veto e noi abbiamo avallato in linea con la coerenza che abbiamo. Non vogliamo smantellare, ma puntellare e rinforzare la squadra. Questo è quello che accade a gennaio, poi a luglio si apre un nuovo modo di fare mercato. Se dovesse andar via Castellanos dovrò prendere un giocatore migliore, la società non andrà mai a indebolire l’organico. Noi in estate lo dico francamente potevamo mettere in tasca un qualcosa come 100 milioni facendo delle cessioni, abbiamo detto di no perché abbiamo fatto delle considerazioni tra il presidente, il direttore e l’allenatore per rispettare la piazza. I veri acquisti nel mercato di riparazione sono state le permanenze di alcuni calciatori”.

È deluso dal rendimento di Noslin e Tchaouna? Cosa si aspetta da loro nei prossimi mesi?
“Sono due giocatori molto giovani, bisogna aspettarli è forzata come situazione perché quando sono entrati hanno sempre dato il loro contributo. Ci sono degli equilibri di squadra, alcuni giocatori magari giocano meno, ma non ci sono giocatori con mille minuti e giocatori con 50. I giocatori di movimento sono 14, da lì non si scappa. Il dato positivo è il modus operandi di Baroni, quando giocava in Europa cambiava 7-8 elementi rispetto a chi giocava in campionato. È chiaro che quando poi vengono meno le coppe giocano spesso determinati giocatori perché sono più affidabili. Siamo soddisfatti di Tchaouna, abbiamo rifiutato bei soldi fino all’ultimo giorno. Siamo strasoddisfatti di Noslin, sono convinto che questi giocatori faranno qualcosa di importante nel futuro della Lazio. L’importante è che anche i nuovi hanno trovato un gruppo sano, questo significa che il gruppo è affiatato e pulito. C’è un gruppo che rispetta e si rispetta”.

Ci sono rinnovi di contratto che possono concretizzarsi a breve?
“Non penso che ci siano impellenze, ora chiuso il mercato si può lavorare su qualche situazione che può emergere. Abbiamo il buon Pedro che ha 28 anni, a Braga l’ho visto come uno di 28 anni e non di 37. È andato in scadenza e gli è stato rinnovato il contratto. Chi si comporta bene la società non farà mancare nuovo contratto. Marusic e Mandas sono meritevoli di attenzioni e di adeguamento da una parte e di rinnovo dall’altra, detto che Marusic si rinnova il contratto automaticamente di un anno”.

Quanti margini ha Gila? In cosa può migliorare e cosa l’ha resa più orgoglioso di questa squadra?
“Io non capivo perché non giocava (ride, ndr). Non ho tempo di festeggiare e godermi nulla, il calcio ti pone sempre di fronte a sfide difficili e tutto si azzera in un nanosecondo. Il dispiacere è il non riuscirsi a godere neanche una vittoria, chi fa questo mestiere però lo sa benissimo”.

Ci può raccontare la formula di acquisto che ha portato qui Provstgaard e Belahyane?
“L’ho detto in tanti modi, il calcio si può fare in tanti modi. Conosco tutte le dinamiche e i tranelli, oltre che i segreti di questo mondo. Quando dico che il mercato è un poker allargato intendo proprio che ognuno bleffa a proprio modo. Il mercato si può fare gettando i soldi, perché i soldi non sono i tuoi e non hai rispetto per la gente, ma lo stesso mercato lo puoi fare con le idee. Lo scorso anno lo si vede con le operazioni Rovella e Pellegrini fatta con un’idea, così come abbiamo fatto quest’anno con Provstgaard e Belahyane. Non significa che non abbiamo pagato, perché poi i soldi verranno versati e i giocatori saranno pagati. Così facendo però si evitano problematiche e sanzioni, Reda e Oliver sono due giocatori di proprietà della Lazio presi a titolo definitivo. L’unico è Ibrahimovic perché il Bayern non voleva darcelo alle nostre condizioni, ma abbiamo fatto l’operazione in prestito con diritto di riscatto e il Bayern si è tenuto un controriscatto”.

Quanto è importante la Champions per la società?
“Non voglio fare pronostici perché poi vengono sovvertiti. Oggi c’è una forbice che si è vista, c’è un trend che abbiamo visto da questa squadra. Se si continua con l’umiltà e il lavoro ci possiamo togliere delle soddisfazioni, ma non possiamo mai abbassare la guardia. In questo campionato ci sta che l’ultima rende difficile la vita alla seconda. Già da domenica che viene il Monza dove sembra una partita scontata ma vedrete che non sarà così, anzi credo che sarà una delle partite più difficili che andremo ad affrontare. Quando ci sono queste squadre che si possono sottovalutare la presunzione ti può giocare brutti scherzi. Sono già in tensione per la partita di domenica, conosco il calcio e so che spesso se sottovaluti qualche squadra quei punti non li recuperi più. Speriamo di aver fatto tesoro di alcune cose”.

Queste formule servono per non rimanere legati dall’indice di liquidità?
“Ho detto una cosa diversa, è sfuggito il controriscatto. Non faccio il giornalista, non so chi fa il titolo. Se faccio un’operazione e mi viene messo un controriscatto io sono sempre perdente, per questo faccio un’altra operazione. Nel caso di Provstgaard e Belahyane non c’è alcun controriscatto, ma abbiamo riservato una piccola percentuale di futura rivendita. Il Bayern voleva il controriscatto e aveva altre vedute, poi la differenza la farà il calciatore. Se dovesse trovarsi bene può rimanere qui alla Lazio e questo può essere un elemento a nostro favore. Il Bayern non ha rifiutato questa formula, ma tiene a questo giocatore e ha spinto per avere questo controriscatto. Vedremo a fine anno cosa verrà fuori. Sugli altri non c’è nulla da eccepire, sono giocatori della Lazio. Abbiamo trovato formule giuste come negli anni precedenti”.

Qual è la collocazione tattica di Dele-Bashiru?
“Questa è una domanda tecnica che potrà esser fatta a Baroni. Io non entro nel merito delle scelte dell’allenatore, così come l’allenatore non deve entrare nel merito delle scelte della società. Ci deve essere grande rispetto e sintonia tra le parti, così si crea l’alchimia giusta da trasferire all’interno dello spogliatoio. Io non vado a chiedere delucidazioni sulle scelte tecniche, il direttore deve fare conto sulle scelte dell’allenatore. Sulle uscite l’allenatore pone un veto, poi il veto arriva fino a un certo punto. Se una società porta 100 milioni per un giocatore con tutto il bene il giocatore parte. Per Romagnoli abbiamo detto no e ce l’hanno chiesto, stessa cosa per Rovella, Dele-Bashiru e Tchaouna. Non solo abbiamo assecondato il parere del tecnico, ma abbiamo certificato e messo un timbro sul nostro programma. Vogliamo creare un gruppo importante nel tempo, non si possono cambiare 20 giocatori dall’oggi al domani. L’obiettivo è non deludere nessuno, se davo Nuno Tavares a 60 milioni qualcuno poteva storcere il naso. A gennaio ho detto no, a luglio se si presenta un’offerta importante la società può pensarci, anche sentendo l’allenatore ma in maniera diversa. Oggi siamo in piena corsa per la Coppa Italia, l’Europa e il campionato, come possiamo prendere in giro i tifosi indebolendo la squadra? Bisogna fare delle rinunce importanti, ma la coerenza ci deve essere”.

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Lazio, presentazione Provstgaard: “Grande salto, ma sono pronto. Sto lavorando sul fisico, Isaksen si aiuta ad inserirmi” (AUDIO)

La presentazione di Oliver Provstgaard in conferenza stampa, nel centro sportivo di Formello.

L’introduzione del DS Fabiani: “Per semplificare lo chiamo Oliver, è un ragazzo che seguivamo da tempo, abbiamo fatto un’operazione sulla falsa riga di Mandas anticipando i tempi d’inserimento nel club per far sì che in questi mesi possa prendere contatto con il mondo Lazio imparando anche la lingua. È un giocatore importante, ha doti innate e una stazza fisica imponente. È un grosso colpitore di testa ed è rapido anche nei primi passi. Potrà fare un ottimo percorso qui alla Lazio, per questo l’abbiamo preso a titolo definitivo”.

Parola al giocatore danese: “È un grande passo, però mi sento pronto. Ero capitano della mia squadra da giovanissimo, le mie qualità sono in linea con questa avventura. Devo imparare dagli agli altri e dalla Serie A. Questo fa parte del mio percorso per diventare un grande giocatore. La maglia della Lazio (nel video virale, ndr) era una delle magliette che avevamo a casa. Mio padre ha una grande passione per la Lazio, ha comprato la maglia dopo che la Lazio ha vinto lo Scudetto. Per me è straordinario essere qui. In Danimarca c’è una giornata particolare per supportare la lotta contro il cancro si mette una maglia da calcio. Io ho scelto quella”.

“Isaksen? Ho parlato con Gustav, mi sta aiutando a muovermi qui a Roma. In Italia sicuramente il calcio è più fisico e tattico, io devo migliorare molto a livello tattico. Nel mio ruolo ci sono grandi giocatori, bravi, con esperienza. Mi aiutano, oggi ho giocato con Gigot e mi ha fatto molto piacere. Mi sembra di essere qui da tanto tempo già. Li rispetto tanto. Sul mio passaporto c’è scritto 196 centimetri, ma nel club mi dicono 194. Forse sto ancora crescendo come dice mia madre. Io mi sento un difensore moderno, mi piace impostare da dietro. Mi sento forte fisicamente e bravo di testa”.

“Stavo lavorando sul fisico già in Danimarca. Ora che sono qui in Serie A sento che devo migliorare e di non essere completo. Devo mettere un po’ di muscolatura. Il campionato danese si è fermato, ma io mi sento molto bene. Arrivare alla Lazio ora è il momento giusto. Ho fatto delle amichevoli, forse mi manca un po’ di preparazione, ma mi sento in grande forma e pronto per giocare anche qui. Più tifosi vuol dire più pressione, ma anche più passione. Loro fanno grande il club, ti danno tanto quando vinci e ti sostengono quando perdi”.

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Lazio, Ibrahimovic si presenta: “Qui per giocare le mie carte. Ruolo? Centrocampista, ma…” (AUDIO)

Ibrahimovic si presenta in conferenza stampa, subito dopo l’introduzione del DS Fabiani: “L’arrivo di Ibrahimovic è nel segno di un progetto di ringiovanimento che ci siamo prefissati, è un ragazzo del 2005, già noto al calcio italiano visto che ha giocato nel Frosinone. Ha attirato le nostre attenzioni, ringrazio lui e il suo DS, ce l’hanno dato in prestito con diritto di riscatto. Mi auguro che qui possa far vedere il suo valore. Sono convinto che il futuro nel calcio per lui sarà ricco di soddisfazioni, qui o fuori. Ha doti innate, spiccate qualità tecniche. L’abbiamo preso e inserito in un contesto funzionale, senza alterare gli equilibri in uno spogliatoio dove tutto sommato fino a oggi i ragazzi che ci sono stati finora hanno fatto qualcosa di straordinario insieme al tecnico”. 

Parola al giocatore: “La posizione che preferisco è centrocampista, però posso giocare ovunque. Darò sempre il massimo cercando di far vedere le mie qualità. Mi sono allenato tantissimo in questo periodo in cui ho giocato meno, non ho avuto tante possibilità, posso migliorare e lavorare più intensamente giocando più partite. Lazio? Ho parlato con il direttore, l’allenatore e i calciatori, penso che avrò delle possibilità, ma dipende da me. Se gioco bene, poi allora arriveranno le chance”.

“Bayern? Un ambiente così dà molte motivazione per raggiungere quello che hanno raggiunto gli altri calciatori, per esempio Müller e Kane. Sono motivato per raggiungere tappe sempre più alte. Alla Lazio mi sono sentito subito a mio agio, ho avuto buone sensazioni sul progetto. Devo avere pazienza, non so se giocherò presto o dovrò aspettare. Dipenderà anche dalle gare, quando avrò l’opportunità darò del mio meglio”. 

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Le prime parole di Provstgaard: “Sogno realizzato! Van Dijk il mio idolo. La maglia? Vi spiego tutto…”

Le prime parole di Oliver Provstgaard, nuovo giocatore biancoceleste, che domani sarà presentato in sala stampa. L’intervista ai microfoni di Lazio Style: “Sto vivendo un sogno. È la mia prima volta a Roma, è meraviglioso essere qui e restarci. Giocare per la Lazio è un sogno che si realizza, sono stati giorni davvero belli  e non vedo l’ora di iniziare a creare tanti bei ricordi con questo club. So che il video in cui un anno fa indossavo la maglia della Lazio è andato virale. Il merito fu di mio padre. Avevo questa maglia nel suo armadio, era di qualche anno prima il secondo scudetto della Lazio. Indossarla è stato un piacere così come sarà farlo con quella di oggi. Non vedo l’ora! Il mio calciatore preferito del passato della Lazio è Ciro Immobile. L’armadietto che ora ho nello spogliatoio era proprio il suo”.

Mi reputo un difensore centrale moderno, amo giocare la palla sotto pressione. Voglio avere il possesso e creare da dietro potenziali azioni offensive per la squadra. Questa è la mia qualità principale. Sono anche alto e forte fisicamente, un vantaggio importante per un difensore. La Lazio sta facendo una grande stagione. Si trova in un’ottima posizione in campionato ed è già agli ottavi di Europa League. L’obiettivo è arrivare tra le prime 4 in Serie A e fare un bel percorso nelle coppe. Conosco ovviamente Isaksen, è un’ottima persona e un grande giocatore. Ho sentito molte cose positive su di lui. Io e Gus abbiamo delle personalità abbastanza simili, passeremo del tempo insieme e sono sicuro che potrà insegnarmi molto”.

Il mio idolo è Van Dijk. Mi piace come giocatore e ancora di più la sua personalità e il modo in cui guida la squadra da capitano. Lo ammiro tanto. FIFA? Si, ho conquistato la Champions League nel 2021. Prima giocavo con i miei amici, poi, a causa di un grave infortunio e del lockdown, ho passato tanto tempo a casa giocando a FIFA con i miei amici e mi sono laureato campione. Poi, con il ritorno alla vita normale, ho ripreso a giocare a calcio e sono arrivato alla Lazio, sono molto felice”.

“Guardo tanta NBA, la adoro. Guardo le partite o anche solo gli highlights, penso sia uno sport spettacolare. Oltre a questo amo uscire e passare tanto tempo con la mia ragazza, con la mia famiglia e i miei amici. Sono una persona abbastanza tranquilla. Ho scelto il numero 25 perché mia madre è nata il 25 settembre. Così è come se la portassi sempre con me in campo. I miei obiettivi sono quelli di godermi tutto il tempo qui e rendere la Lazio ancora più forte. Voglio giocare per questo club e, come detto, creare tanti bei ricordi e crescere passo dopo passo insieme al club. Sono davvero felice di essere qui e quando ho saputo dell’interessamento della Lazio non ci ho pensato due volte, ho preso subito il primo volo per venire in Italia. Forza Lazio!”. 

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Lazio, Fabiani: “Taglio Pellegrini scelta di Baroni, il club non delegittima il tecnico. Casadei? Volevano imporci Sylla…”

Il ds della Lazio Angelo Fabiani a Lazio Style

Abbiamo avviato un progetto: siamo al 50/60% del lavoro, c’è ancora tanto da fare. Abbiamo un percorso da compiere e piano piano cerchiamo di avvicinarci al 70-80% che c’è da fare. Ognuno di noi ha un compito ben preciso. In una società di calcio c’è una proprietà che allena il ds, l’allenatore pensa ai calciatori. Su ogni uscita di un giocatore l’allenatore può mettere un veto e anche davanti ad offerte importanti prevale comunque la volontà del tecnico.

Anche i più critici, chi parla per partito preso, sa che le richieste che ci sono arrivate per alcuni calciatori sono state reali. Richieste che sono arrivate anche stamattina, visto che alcuni mercati sono aperti. Nessuno è sul mercato, poi a luglio si apre una nuova parentesi e si possono fare nuove valutazioni. Posso anche dare via un giocatore, basterà sostituirlo con un profilo all’altezza se non di livello superiore.

A volte costruisci una squadra per vincere e lotti per non retrocedere e viceversa. Nel calcio il 2+2 non fa sempre 4. Ci sono variabili che possono cambiare le cose, l’importate è che non manchi la coerenza. Essendo io il responsabile numero 1 dell’area tecnica in generale, se ci sarà un colpevole, eccomi. Non è né Lotito, né Baroni. Ognuno di noi deve assumersi delle responsabilità, basta nascondersi.

Abbiamo avuto degli infortuni nel periodo in cui non c’era l’Europa così siamo riusciti a barcamenarci, mentenendo quei risultati. Abbiamo fatto un percorso ottimo, chi se lo aspettava? Non posso non fare un plauso all’allenatore e ai calciatori. Non si può sapere cosa accadrà ma mi auguro che questa diventi una costante.

Mercato? Un tempo bastava che si mettessero d’accordo le società, oggi devi passare tra 5-6 società: le due interessate, il procuratore, il giocatore, l’intermediario più altri fattori che costituiscono società a se e mi riferisco anche a chi fa informazione. Mettere d’accordo tutte queste società non è facile. Ne aggiungo un’altra: rispetto ad anni fa quando ho cominciato si parla anche delle famiglie.

Fazzini o Casadei? Il primo era nella lista di determinati centrocampisti, se oggi Belhayane è alla Lazio è perché c’è anche l’avallo del tecnico, mi sembra ovvio. Casadei poteva andare in porto ma io non sono per i matrimoni allargati, non voglio che mi si venga imposto nulla. Parliamo di Sylla.

Pellegrini fuori dalla lista? Mi domando perché ad inizio anno non sono state le stesse domande per Hysaj. Noi società dobbiamo avallare quello che ci dice il tecnico, altrimenti delegittimiamo l’allenatore. E quando si delegittima il proprio condottiero, il comanda, si fa il male della società. Ci vuole rispetto. La decisione su Pellegrini, o anche quella di reinserire Basic, dipende da Baroni ha detto chi può essere più funzionale al suo progetto.

Olympia? Esiste un codice di comportamento. Siamo tutti adulti e vaccinati per non capire come stanno le cose: non sta a me indottrinare nessuno. Io penso che dietro questa telecamera c’è gente intelligente che si fa un’opzione. Noi dobbiamo andare avanti basandoci sulle nostre idee e sul nostro codice. Non dico di chi è al colpa ma i provvedimenti vanno applicati..”.

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Taglio Pellegrini, l’ag.: “La motivazione non è disciplinare. Chiederemo chiarimenti alla Lazio”

La Lazio esclude a sorpresa Luca Pellegrini dalla Lista della Serie A. Inseriti, invece, Elseid Hysaj, tornato in campo negli ultimi match a causa dell’emergenza in difesa dei biancocelesti, e Toma Basic, fuori dal progetto nella prima parte della stagione.

Nelle ultime ore si sono diffuse notizie secondo cui l’esclusione di Pellegrini sia dettata da motivazioni disciplinari. L’entourage del giocatore ha pubblicato un comunicato a tal proposito. «Anche noi abbiamo appreso solo ora dagli organi di stampa l’esclusione di Luca Pellegrini.Smentiamo categoricamente che la motivazione sia di carattere disciplinare: Luca è sempre stato un professionista esemplare e a disposizione del gruppo squadra. L’esclusione della trasferta di Cagliari è dovuta a un problema fisico riscontrato qualche giorno prima della convocazione. Chiederemo chiarimenti alla società nelle sedi opportune».

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Belayhane: “Lazio, la mia tecnica ed aggressività per aiutarti ad andare in Champions”. Su Baroni…

Reda Belayhane, in attesa della conferenza ufficiale che andrà in scena giovedì pomeriggio presso il centro sportivo di Formello, si presenta ai tifosi della Lazio ai microfoni di Lazio Style Channel: ““Sono molto felice di essere un nuovo giocatore della Lazio. Parliamo di una grande squadra con tanta storia e ottimi giocatori.Darò tutto in ogni partita, giocando al massimo e rispettando sempre la maglia. Mi reputo un centrocamista tecnico, che non ha paura di giocare il pallone sotto pressione e aiutare la squadra. In campo sono aggressivo, cerco sempre di recuperare il maggior numero possibile di palloni. Mi piace anche servire gli attaccanti con degli assist, cercherò di realizzarne tanti”. 

“Ho già avuto mister Baroni a Verona, mi parlava molto. È stato fondamentale per farmi scoprire la Serie A. Sono felice perché penso che possa insegnarmi ancora molto. Conoscevo ovviamente già Noslin, visto che eravamo insieme a Verona. Lui è una persona gentile, molto alla mano. E soprattutto un grande professionista. I francesi in rosa invece, non li conoscevo personalmente. L’ho fatto in occasione del primo allenamento con la squadra. Mi hanno accolto tutti bene, è molto importante questo aspetto. Mi ha fatto subito sentire a casa. Avere dei compagni che parlano francese mi rende felice è come se non avessi mai lasciato la Francia. Sono una persona molto aperta che ama legare con tutti i compagni di squadra. Ancora non parlo bene italiano, ma cerco di farmi capire. Per ora, fortunatamente, sta andando bene.

Voglio aiutare la Lazio a qualificarsi per la prossima Champions League, è un obiettivo alla portata del club. Anche in Europa League vogliamo andare il più lontano possibile. Magari anche vincerla, perché no? Daremo il massimo per riuscirsi, sono qui per questo. Il progetto mi ha subito convinto, la Lazio è una squadra molto ambiziosa. Il suo interessamento mi ha motivato ancora di più”.

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Lazio, Rovella: “Spero di rimanere 10-15 anni. Belahyane? Felici di averlo, ci darà una mano”

Rovella ai microfoni di Lazio Style al termine di Cagliari-Lazio 1-2: “La Lazio deve dare tutto, il gol è un po’ stupido ma abbiamo giocato una grande partita su un campo difficile. Quanto ha sofferto Baroni? Tanto, ma il mister era felice, abbiamo dato tutto come ci chiede lui. Del Rosso? Sono felice per lui, è la sua prima panchina se l’è cavata bene, ci aiuta nel riscaldamento e nella settimana, siamo felici per lui. Belahyane è importante, siamo felici degli acquisti, speriamo ci possano dare una mano importante, li aspettiamo. Speriamo di fare questi 10-15 anni qua, giocheremo all’Olimpico, cercheremo i 3 punti che sono fondamentali. Questa cattiveria nel far risultato ce l’abbiamo sempre avuta, i primi minuti con la Fiorentina sono stati sotto tono ma nel secondo tempo è stato di ottimo livello. Dobbiamo ricercare prestazione e risultato, aspettiamo il Monza per vincere e tutte le altre. Vecino è importante per noi, aspettiamo tutti, il gruppo è forte”.

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Lazio, Del Rosso: “Bravi a interpretarla e a soffrire. Hysaj? Sembra infortunio importante…”

Fabrizio Del Rosso, vice di Marco Baroni ai microfoni di Lazio Style nel post di Cagliari-Lazio 1-2

“Sapevamo che era un campo difficile, una squadra difficile e hanno un valore aggiunto che è il pubblico che infiamma la squadra. Siamo stati bravi a interpretarla, la squadra ha saputo soffrire quando c’era da farlo. Era un risultato che volevamo, i ragazzi l’hanno cercato e voluto fortemente. Il pareggio poteva cambiare gli equilibri psicologici, i ragazzi sono stati bravi. Potevamo segnare ancora, ma è stata bella la voglia di sacrificarsi tutti quando il Cagliari ha messo dentro centimetri. Hysaj? L’infortunio sembra abbastanza importante, ci saranno tutti gli esami che lo staff medico farà al ragazzo. Speriamo non sia una cosa troppo lunga”.

“Siamo una squadra che si spende tantissimo negli allenamenti, anche quelli che giocano meno sono coinvolti nel progetto di Baroni che è quello di dare un’identità. Veniamo da un periodo di infortuni e squalifiche, ma chi è andato in campo ha sempre dato il massimo e dato continuo a quella linea tracciata da Baroni. Affrontiamo tutte le partite allo stesso modo, è normale che quando vengono a giocare contro di noi in casa adottano accorgimenti tattici. È normale essere appannati in fase conclusiva in alcuni periodi, ma la squadra ha creato occasioni. Questa vittoria darà più morale alla squadra e permetterà di affrontare il Monza al meglio”.

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Lazio, Castellanos: “Sempre con questo coraggio. Obiettivo? Piano piano…”

La Lazio batte il Cagliari in trasferta e ritrova il quarto posto. Così Castellanos, ai microfoni Dazn, ha commentato il successo: “Gol? L’importante è che si vince. E’ un gruppo fantastico, abbiamo giocato con coraggio. Felice della rete, io lavoro sempre per la squadra: il gol è il benvenuto, ora continuiamo così. Obiettivo? Piano, piano. Dobbiamo continuare così.

Intervenuto anche ai microfoni di Sky dall’Unipol DomusTaty Castellanos ha commentato la vittoria di misura della Lazio contro il Cagliari: “Sappiamo che giocavamo una partita difficile, l’importante è aver vinto. Sono felice. Dobbiamo affrontare sempre la partite così”.