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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “Tavares è un fattore determinante per questa squadra. Ecco chi prenderei per la Lazio…” – (AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Le parole dell’ex calciatore biancoceleste sul momento della Lazio:

A me in mezzo al campo entusiasmano De Roon dell’Atalanta e Freuler del Bologna. Il Bologna mi spaventa, ho timore e rispetto di questa squadra; il tecnico è bravo e fa giocare le sue squadre in maniera propositiva.

Posch e Beukema? In questa Lazio devi prendere chi migliora la rosa e non sono questi i profili adatti. Se vogliamo fare uno step ulteriore serve il cambio di passo da parte del presidente; occorre cambiare strategie per non ottenere i soliti risultati.

Lucumì e Ndoye? Il primo mi spaventa un po’, ha la cavolata incorporata. L’altro invece mi piace, ha tutto per fare bene e fare la differenza in quel ruolo; noi lì siamo ok, ma un’aggiunta così sarebbe utile.

Pellegrini sta facendo bene ma Tavares è un fattore in questa Lazio, non possiamo dire il contrario. La sua eventuale assenza sarebbe pesante. Sono quelle situazioni che ti spostano l’obiettivo per cui lottare. Io sono molto preoccupato. Pellegrini ok, siamo affezionati, ma non è la stessa cosa. E’ chiaro comunque che Luca può fare bene.

Floriani Mussolini? Come passo è da Lazio, deve migliorare nella fase difensiva. Deve migliorare nelle letture, nel ragionare più da difensore. Cose che si acquisiscono con il gruppo.

A me piace Prati del Cagliari. Lui me lo andrei a prendere. E’ un classe 2003, compie 21 anni a fine dicembre. E’ un calciatore tecnico, intelligente, dotato di un buon tiro da fuori e ha margine di miglioramento.

L’unica incognita in questi giorni è su come la Lazio tornerà in campo. Servirà stare sul pezzo e dopo la sosta non è facile. Pedro, Vecino, Romagnoli e anche Zaccagni possono dare una grande mano su questo“.

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‘NMM’ – Liverani: “Crespo era speciale, Dia il migliore che ho allenato. Ecco in chi mi rivedo…” (AUDIO)

FABIO LIVERANI in collegamento a ‘NON MOLLARE MAI’!

La Nations League va presa con le pinze, non che non sia una competizione importante, ma le gare di agosto saranno sempre diverse da quelle che si giocano più avanti.

L’inizio dell’Italia forse ci ha fatto pensare che i problemi fossero risolti, ma comunque il percorso intrapreso è giusto. Ci può stare la sconfitta con la Francia, sono stati superiori. In questo momento siamo al di sotto delle big d’Europa, ma poi nelle gare può succedere di tutto.

Centravanti? Noi oggi abbiamo Retegui che è il capocannoniere e Kean che forse sta facendo il salto definitivo ma sono calciatori che stanno uscendo ora, non hanno conoscenze in campo europeo. Il centrocampo invece ad oggi per me è uno dei più forti d’Europa, anche considerando i ricambi; in mezzo al campo ci sono tutte le qualità, velocità, gol, dinamicità. Davanti siamo ancora alla scoperta dei nostri attaccanti, non abbiamo certezze.

È evidente che ogni società ha dei momenti storici, la Lazio per tanti anni è stata nell’Olimpo. Questo significa che la società è importante, quindi i giocatori devono sentirsi al top. Devono alzare l’asticella e crescere insieme alla squadra. Il tifoso è giusto che sogni e si affezioni, ma è altrettanto giusto che la società comprenda quando è il caso di cambiare qualcosa per ricostruire e dare entusiasmo.

Ora la Lazio ha chiuso un ciclo con Milinkovic, Immobile, Luis Alberto, Felipe e credo sia stato giusto per tutti. Allo stesso tempo si è scelto un tecnico e lo si sta seguendo, mettendogli anche a disposizione giocatori funzionali.

Guendouzi e Rovella stanno vivendo un buon momento; bene entrambi ieri.

In chi mi rivedo? Come caratteristiche non ce ne sono tanti come me. Se devo scegliere un calciatore dico Nico Paz, mancino anche se gioca più avanti. Mi piacerebbe allenarlo, ha qualità e intelligenza.

Il mancino ha un qualcosa in più? Si dice ma di certezze non ce ne sono, sostengono che il mancino sviluppa una parte più estrosa e fantasiosa di un destro.

Durante i miei anni si cercavano più gli esperti, non i giovani. Oggi la Primavera si vede in tv, prima no. Io in Primavera a Viaregeggio facevo 20-25 gol, ora i ragazzi che ne fanno 15 sono più seguiti. C’era meno visibilità, meno attenzione alle categorie minori e quindi era più difficile arrivare in A.

Il giocatore più talentuoso con cui ho giocato? Sono tanti, Nesta, Crespo, Stankovic, Mutu. Crespo aveva eleganza, era speciale, faceva gol in tutti i modi. Il più forte che ho allenato è Dia, anche se non l’ho avuto molto. Nelle mie squadre un giocatore così non l’ho mai avuto“.

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‘NMM’ – Stendardo: “La Lazio rappresentava tutto per noi. Rovella e Guendouzi fondamentali, sulla coppia Gila-Romagnoli…” (AUDIO)

GUGLIELMO STENDARDO in collegamento a ‘NON MOLLARE MAI’!

Non mi faccio condizionare dal risultato negativo di ieri, credo che il percorso della Nazionale sia positivo. Quando incontriamo squadre come la Francia ancora la differenza si vede; al di là dei calci da fermo, i francesi sono stati nettamente superiori, con il loro talento e la loro fisicità e per lunghi tratti della gara hanno messo in difficoltà la nostra Nazionale. Lo stesso Spalletti ha evidenziato che il ko toglie delle certezze dopo le ultime bellissime prestazioni. Quando incontri squadre del calibro della Francia escono i limiti dell’Italia.

Gli attaccanti fanno sempre la differenza, non solo nella finalizzazione ma anche nella partecipazione al gioco. Retegui, o anche Kean, stanno facendo bene ma giocare a livello internazionale non è come giocare in Italia. Forse quel centravanti che avevamo qualche hanno fa manca; anche Ciro quando era in forma ha fatto tanto in Nazionale.

Scamacca, come Retegui e Kean, ha margini di miglioramento ma non credo abbiano completato il loro percorso tecnico-tattico. Spero che nei prossimi anni possano crescere. Guardiamo Haaland che continua a fare triplette, questo manca alla nostra Nazionale, un terminale offensivo così.

Guardo anche le cose positive della Nazionale: la squadra gioca bene, cerca di essere offensiva, ha un tecnico bravo, con personalità; provano ad imporre il loro gioco e credo che siano stati fatti passi in avanti. Sulle palle inattive è la concentrazione che fa la differenza, indipendentemente dal tipo di marcatura.

Rovella e Guendouzi? Buona prova di entrambi. Il francese è stato attento, ha giocato in un centrocampo forte e fisico. Forse sul gol di Cambiaso poteva fare meglio, ma ha fatto un’ottima prova come Rovella, che quando è entrato ha dato intensità. Si vede che vivono un grande momento di forma, sia nella Lazio che in Nazionale. Credo che siano importanti anche per il futuro della Lazio, sono bravi sia a a difendere che a impostare, oltreché a fare gol. Vecino è diverso, ha sempre fatto la mezzala. Rovella invece ha sempre fatto il play e con Baroni lo vediamo in una veste diversa, in cui anche lui potrebbe attaccare la porta. Sono entrambi fondamentali per la Lazio.

Liverani era molto tecnico, verticalizzava molto. Rovella riesce a fare le due fasi, ha un piede diverso. Liverani aveva un mancino da trequartista, ma Rovella è molto forte.

Miglior difensore italiano? Buongiorno, soprattutto per il momento che sta vivendo. E’ molto giovane e con Conte sta crescendo tanto.

Romagnoli-Gila è un’ottima coppia di centrali. Gila è molto forte, Alessio è sempre stato determinante. Hanno caratteristiche diverse che si compensano. Gigot ha caratteristiche simili a Gila, è un bel giocatore. Credi che la Lazio abbia difensori forte e credo che tutto parte dalla parte difensiva.

Il centrocampo della Lazio è forte, ha dei giocatori sia fisici che tecnici. Ci sono anche Castrovilli e Dele-Bashiru che dobbiamo aspettare. La Lazio ha calciatori lì in mezzo che permettono di cambiare anche in corsa.

Lotito qualche giorno fa alla Luiss parlava della nostra Lazio, quella del 2006, che dal punto di vista qualitativo non era eccelsa ma aveva un senso si appartenenza forte unito a voglia di andare oltre i propri limiti. La Lazio per noi e per mister Delio Rossi era l’occasione della vita, rappresentava tutto. Poteva cambiarci la carriera. Negli ultimi tempi si era perso questo senso di appartenenza, quest’anno la squadra, a partire dal tecnico, ha grande motivazioni, ha ritrovato questo sentimento e mi auguro lo mantenga fino alla fine. E’ chiaro che i risultati fanno la differenza, però la squadra ora ha ritrovato quello spirito che è alla base per costruire il successo. La Lazio è un club importante, rappresenta Roma, è un punto di arrivo ma per tanti giocatori è veramente l’occasione che gli può cambiare la vita“.

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‘SVB’ – Rambaudi: “Bene Rovella e Guendouzi, il francese meglio non averlo come avversario. E sul Bologna…” – (AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Le parole dell’ex calciatore biancoceleste sul momento della Lazio e della Nazionale:

All’Italia è mancata attenzione sui calci piazzati. La prestazione c’è stata, ma non sono mai stati pericolosi. Prova bella ma poco efficace. Retegui, anche se poco servito, non è stato molto d’aiuto alla squadra. Anche l’assenza di Donnarumma potrebbe aver deconcentrato i calciatori.

Credo che Locatelli abbia fatto bene ma non troppo. Rovella cerca la giocata chiave, mentre Locatelli quella bella che non serve.

Guendouzi? Vedendolo nella squadra avversaria, è irritante (sorride ndr). Rovella ad un certo punto gli ha anche detto di piantarla. Ad ogni modo è cresciuto molto, basta vedere come sta in campo e come è diventato sempre più leader. Il linguaggio del corpo ora ragiona con il ‘noi’, ha cambiato atteggiamento.

Baroni proseguirà con le rotazione. Tchaouna e Isaksen devono migliorare. Tchaouna ha qualità, deve abbinare la continuità. Loro due hanno diverse caratteristiche. Il loro impiego dipenderà anche da chi avranno dietro: con Tchaouna è possibile vedere Marusic, dà più equilibrio; con Isaksen va bene anche Lazzari.

Dia? Bisogna vederlo in allenamento per capire se potrà giocare domenica. Col Bologna se vuole dare un messaggio offensivo, Baroni lo mette. Altrimenti va bene anche Pedro dietro alla punta.

Dopo la sosta solo il tecnico che li ha visti in allenamento può sapere chi è pronto per giocare. Tuttavia, chiunque sceglierà andrà bene. L’allenatore ha trovato, merito anche dei calciatori, la chiave giusta. I giocatori sono stati molto bravi a farsi coinvolgere, sono un gruppo unito. Sono affamati, hanno spirito di sacrificio. Faccio i complimenti a tutti, per il modo in cui hanno ottenuto i risultati. Ci saranno dei momenti difficili, ma secondo me la squadra rimarrà compatta e con la voglia di stupire.

Castellanos a partita iniziata, se Dia sta bene, può essere una soluzione, visto che il calciatore torna da un viaggio lungo. L’altra opzione può essere Noslin centravanti per non dare riferimenti al Bologna. Io personalmente non rinuncerei mai al Taty, ha sempre voglia di vincere.

La sfida col Bologna la preparerei come se fosse una finale, soprattutto perché dopo la sosta tornare in campo come prima della pausa non è scontato. L’obiettivo deve essere fare bene in questo mini ciclo di gare, Bologna e Parma, che possono portarti primo in classifica.

Il Bologna è una squadra riconoscibile, ha un calcio propositivo. Come mentalità è un po’ come la Lazio. Servirà un ritmo alto, far girare la palla veloce. Noi dovremo essere bravi, e lo siamo, a verticalizzare rapidamente anche con i difensori“.

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“QUELLI CHE…” – Liverani: “Rovella giocatore box to box. Lazio come l’Atalanta? Ora vi spiego tutto…”

L’ex centrocampista della Lazio, Fabio Liverani, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei nella trasmissione “Quelli che hanno portato il calcio a Roma”, soffermandosi sul momento di Rovella e sullo stato di grazia dell’Atalanta”.

“L’Italia sta facendo molto bene ma ho qualche dubbio sulla Nations League. Non sempre le squadre sembrano dare il meglio. Rovella sta crescendo molto, è maturato grazie a Sarri poi lo scorso anno qualche infortunio l’ha limitato. Ora è divenuto un giocatore box to box”.

“Il duello Isaskesen-Tchaouna sulla fascia destra? Il calciatore danese ha spiegato che l’arrivo di Baroni lo sta agevolando. L’esterno evidentemente si sente più considerato. A livello tattico rispetto al francese appare più disciplinato. Tchaouna diversamente sembra muoversi ancora d’istinto”.

“Lazio come modello Atalanta? Luca Percassi, ad orobico, sta a Zingonia dalle 7 alle 21. Sono quattro responsabili: il tecnico, l’ad, il ds D’Amico e il responsabile dello scouting. Nella ricerca dei giocatori il segreto dell’Atalanta è questo: caratteristiche tecniche, prezzo, ingaggio e sostenibilità economica”.

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‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Dia sta bene e la Lazio lo aspetta a Roma. Ottimismo su forma lieve di malaria, ma va monitorato il decorso”

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Il comunicato della federazione senegalese parla di malaria per Dia, i medici fanno riferimento ad una forma lieve. Tanto è vero che i sintomi del giocatore non sono importanti. La Lazio lo farà tornare tra oggi e domani a Roma, il resto dipende da che tipo di parassita che ha attaccato l’organismo. Ne esistono cinque che possono infettare, il decorso è determinato dal tipo di parassita in questione.

Puoi guarire in tre giorni così come c’è la possibilità che serva un mese come nel caso del calciatore della Fiorentina Kouame. In questo senso, la Lazio è abbastanza ottimista. Lui sta bene, torna in Italia, non resta che sperare che possa essere una forma curabile come l’influenza. In questo caso in pochi giorni riuscirà a superarla, ma la peggiore dell’ipotesi non può ancora essere escluso.

Non è da escludere che il periodo di incubazione possa essere inferiore ai 7-15 giorni. O lui l’ha contratta nella sosta precedente o, come mi è stato detto, è possibile che anche che l’incubazione possa essere molto rapida. La Lazio vuole osservare il decorso, chiaro che potrà tornare in campo alla scomparsa dei sintomi e con tutti i test negativi. Difficile ora parlare del Bologna, tutto dipende dal tipo di parassita che è stato vettore del virus. Ci auguriamo che quello che ha contagiato Dia sia quello meno pericoloso”.

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‘QUELLI CHE…’ – Anastasi: “Rapporto Baroni con squadra ricorda quello di Maestrelli…” (AUDIO)

FILIPPO ANASTASI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Mi aspettavo questa Lazio così brillante, mi vanto di essere un estimatore di Baroni della prima ora. Già nei primi allenamenti e nelle prime amichevoli mi aveva convinto. Mi piace l’atteggiamento ed i comportamenti che ha con la rosa questo allenatore. Mi sembra di ricordare come le nostre vecchie glorie parlavano nella stessa maniera di Maestrelli. Tutti ne parlano nella stessa direzione, non ci sono prime donne e questo è fondamentale.

Ci sono delle analogie con il ‘Maestro’, anche quando lui arrivò c’era molto scetticismo e molti giocatori prima dello scudetto arrivavano da squadre retrocesse o di serie B”.

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‘SVB’ – Rambaudi: “Bene l’Italia, bravo Rovella. Ecco come sopperire all’assenza di Dia…” – (AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Le parole dell’ex calciatore biancoceleste sul momento della Lazio:

L’Italia mi è piaciuta, come sempre dopo gli Europei. Ottimo calcio, unità di intenti.

Rovella ha dimostrato quello che sta facendo vedere alla Lazio, è uno dei play più in forma e più completi in circolazione.

Il Belgio non mi è piaciuto, ha subìto l’Italia; poi hanno provato ad essere furbi, ma con scarsi risultati.

Tchaouna è un giocatore che ha dei colpi importanti secondo me. Deve imparare a lavorare a 360°, anche sull’atteggiamento. Ogni tanto sembra giocare svogliato, ma so che non è così. Deve imparare a stare sul pezzo sempre, ci devi lavorare in settimana. Con questo gruppo sono certo che potrà migliorare.

Dele-Bashiru è il sotto punta, per me. Come caratteristiche fisiche, tecniche e intelligenza calcistica è il sotto punta. Poi si potrà scegliere lui o Pedro, vedremo in base alle partite e quindi agli avversari.

L’assenza di Dia al momento non preoccupa, ci sono calciatori che possono sopperire alla sua mancanza. Dia è un trequartista atipico, più seconda punta. Un’opzione potrebbe anche essere mettere Noslin al suo posto“.

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‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Mercato Lazio, ci sono tutti gli indizi per convincere la società a…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Ci sono tutti gli indizi che dovrebbero convincere la società Lazio ad acquistare un mediano nel mercato di gennaio. Ora ci sono Bologna e Parma, poi ripartirà il ciclo difficile con tanti impegni ravvicinati. In alcuni momenti in cui la squadra non è al massimo, Baroni si affida ad un modulo con tre centrocampisti ed in questo contesto un giocatore come Dele-Bashiru ancora non è pronto. Rovella-Guendouzi-Vecino non sempre possono garantire totale disponibilità.

Purtroppo Castrovilli ha ancora dei problemi ed anche quando poteva essere impiegato, Baroni non lo ha considerato pronto. Se un giorno arriverà alla condizione degli altri sarà un uomo in più, fino a quel momento non ci puoi contare totalmente.

A gennaio punterei sulla possibilità di piazzare i quattro giocatori che sono fuori lista per avere le risorse economiche utili per aggiungere un centrocampista dal mercato”.

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‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio convinta che Castrovilli possa essere ancora utile alla causa. La scelta su Akpa lo conferma…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Questa sera con Rovella probabili titolari c’è uno stimolo in più per vedere la nazionale contro il Belgio. Lo definisco ‘mezza squadra’ per la sua importanza nelle dinamiche della Lazio di Baroni. Per quanto riguarda il centrocampista, in molti si sono fissati con la pubalgia che l’ha fermato nella scorsa stagione, ma stiamo parlando di una situazione superata da mesi. Il suo storico dice che spesso va incontro ad infortuni, ma devo dire che viene gestito molto bene. A Como è stato bloccato per un leggero risentimento muscolare, poi è chiaro che ora sarà gestito da uno staff diverso, quello della Nazionale.

Castrovilli? Bisogna capire come ritornerà dopo la pulizia del ginocchio. Lotito e Fabiani sono convinti che possa essere utile alla causa, vedremo. Dal giorno dell’operazione serviranno circa 30-40 giorni per rivederlo in campo. Nel frattempo, Akpa Akpro non è stato inserito in lista e questa è una conferma della volontà di continuare ad aspettare l’ex centrocampista della Fiorentina”.