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RASSEGNA STAMPA

Lazio, nodo mezzala: Dele non convince, Vecino resta in dubbio

Sarri studia le soluzioni da adottare dopo la deludente trasferta di Como

Tutta la Lazio non ha convinto a Como, ma alcuni giocatori sono apparsi più in difficoltà degli altri; tra questi c’è Dele-Bashiru, chiamato ad agire da mezzala.

Il tecnico ora studia le mosse utili per far quadrare il centrocampo e, come sottolinea La Repubblica, Sarri prima di sapere del blocco del mercato aveva appunto chiesto una mezzala sinistra: era la priorità assoluta.

Si era parlato di Fabbian e Fazzini, ma insomma il tecnico aveva bisogno di un rinforzo in quel ruolo, nonostante alcuni suoi amici nell’ambiente del calcio gli avessero parlato bene di Dele-Bashiru.

L’impossibilità di concludere acquisti lo ha costretto a lavorare sul nigeriano, che però ancora non ingrana.

Molto probabile, si legge, che se fosse stato disponibile a Como Vecino avrebbe giocato; l’uruguaiano è un fedelissimo di Sarri ed un esperto del ruolo nel 4-3-3 del Comandante.

Ora Vecino sta meglio, in settimana è previsto che torni ad allenarsi e il tecnico della Lazio spera di poterlo recuperare per la delicata sfida con il Verona di domenica prossima all’Olimpico.

Sarà decisivo un colloquio oggi, conclude il quotidiano, quando la squadra tornerà ad allenarsi, tra Sarri e il giocatore, per capire le condizioni della mezzala.

L’interrogativo è chiaro: vale la pena rischiare, cioè puntare su Vecino dal primo minuto contro i veneti, oppure, visto che il giocatore è reduce da un problema muscolare, più ragionevole aspettare la sosta e rilanciarlo poi alla terza giornata con il Sassuolo? Dalla risposta dipende anche la scelta sul modulo.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, Gigot rifiuta la Cremonese: aspetta Grecia e Turchia

«Capitolo Gigot. Il francese è reduce da una lombosciatalgia ed è ai box più che altro per evitare rischi di nuovi ko. In Italia era spuntata la Cremonese, ma il giocatore non vuole andare, perciò si virerà sui mercati che chiuderanno dopo il 1 settembre». Così recita l’edizione odierna de “Il Messaggero”.

Il difensore francese, arrivato sul gong nella scorsa finestra estiva di mercato, ha disputato un’ottima stagione sotto la guida di Baroni. Con il cambio in panchina e l’arrivo di un maestro della linea difensiva come Maurizio Sarri, le caratteristiche da marcatore di Gigot non sembrano ormai più utili ai biancocelesti. Ecco perché si sta cercando una sistemazione, per ora però il classe 1993 vorrebbe aspettare il PAOK o il Rizaspor in Turchia, ecco il perché del rifiuto alla Cremonese.

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INFERMERIA RASSEGNA STAMPA

Lazio, attesa Isaksen: serve il via libera degli esami

Gustav Isaksen è ancora alle prese con la mononucleosi: il danese non si sta allenando ormai dai primi giorni del ritiro, con Maurizio Sarri che spera di riaverlo a disposizione al più presto. Nella giornata di domani il danese si sottoporrà ad ulteriori esami clinici, sperando di poter tornare ad allenarsi in gruppo da dopo la sosta

Gustav Isaksen, alle prese con la mononucleosi da giugno, si sta allenando tutt’ora in solitaria con un preparatore atletico, ancora lontano dai suoi compagni: come riportato dall’edizione odierna del Corriere dello Sport, il danese si sottoporrà nella giornata di domani ad ulteriori esami clinici, che per poter tornare in gruppo, dovranno risultare completamente negativi e
l’ecografia addominale deve attestare che la milza sia rientrata nei parametri per sostenere un’attività sportiva da contatto come il calcio. Il rientro di Isaksen è vicino, con la Lazio e soprattutto Sarri che sperano di riaverlo dopo la sosta.

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Lazio, Lotito resta a Cortina: non sarà all’Olimpico per il Verona

Il presidente Lotito non rientrerà a Formello prima di settimana prossima: il patron biancoceleste, infatti, si trova a Cortina d’Ampezzo e salterà con molta probabilità anche l’esordio stagionale all’Olimpico contro il Verona. Come riporta oggi il Corriere dello Sport, Claudio Lotito si trova a Cortina d’Ampezzo e non rientrerà a Roma sino all’inizio della prossima settimana: nessun discorso alla squadra quindi dopo la sconfitta subita dal Como. Il Presidente biancoceleste salterà inoltre, con molta probabilità, anche l’esordio stagionale all’Olimpico della Lazio contro il Verona.

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Lazio, Belahyane e l’addestramento di Sarri: ecco su cosa sta lavorando il tecnico

Maurizio Sarri è metodico, capillare nel lavoro di squadre e con i singoli giocatori. Anche con Belahyane, arrivato nell’ultimo mercato di gennaio, il tecnico toscano sta facendo un lavoro personalizzato, finalizzato a un netto miglioramento delle prestazioni e del posizionamento in campo.

Come riporta Il Messaggero nella sua edizione odierna, le indicazioni di Sarri verso Belahyane sono chiare. Per il tecnico toscano, il classe 2004 tiene troppo palla, temporeggia troppo, è attendista con la palla in mezzo al campo. Mau, invece, vorrebbe giocate veloci, rapide, verticalizzazioni fulminee, meno innamoramento del pallone e più efficacia nel giocarlo.

Sarri vorrebbe un Belahyane alla “Allan”, centrocampista ai tempi del Napoli e che sotto la sui guida diventò perno fondamentale. Divenne una mezzala di livello internazionale, al punto di essere poi adocchiato da club di Premier. Il marocchino dalla sua può offrire qualità tecnica e un’ottima lettura del gioco. Va sgrezzato, fa parte del percorso, ma il traguardo può essere raggiunto con il duro lavoro.

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Lazio, Sarri riflette: gioco, modulo e atteggiamento sotto accusa

Il meglio del peggio di una Lazio al contrario: «Non abbiamo fatto nulla rispetto a quello che avremmo voluto fare», l’afflizione più grande per Sarri. Aveva chiesto di muovere velocemente il pallone, di tormentare il Como tra le linee attaccandole, disturbandole. Aveva ordinato aggressività. Ha visto mollezza, movimenti caotici, errori tecnici e nelle scelte, passività. «Siamo piatti», si tormentava in campo domenica. Tutto il lavoro fatto in settimana è sparito, un vecchio difetto della Lazio. E non ha accettato l’atteggiamento. Dentro gli occhi di Mau starà ancora scorrendo quella processione di sguardi persi, vuoti, dei suoi giocatori. La Lazio di Como è stata sconcertante, ma il tecnico non può perdere il controllo e ancora di più non può perdere lo spogliatoio: «L’unica cosa che non posso fare quest’anno è mettere in imbarazzo i miei giocatori o criticarli. Siamo questi e rimaniamo questi». Deve riuscire a motivare la squadra, a migliorarla, a convincerla che può superarsi. Sarri dopo Como ha confessato che «c’è da fare una valutazione, ma non da perdere la testa».

Domenica al rientro da Como l’umore era pessimo per tutti, bocche cucite. Sarri non ha parlato ai suoi ieri mattina a Formello, ha scelto la strategia morbida. E’ solito riflettere, rivedere la partita e analizzarla a freddo. Oggi la squadra riposerà, si ritroverà domani per la doppia seduta. La lezione video potrebbe essere l’occasione per tornare sul flop di Como. Di sedute di autoanalisi ne ha organizzate tantissime in passato, si ritrova a doverne rifare. Sarri deve ricominciare da capo o quasi, ma le risorse deve trovarle all’interno. Ci sono limiti che sono difficili da superare. La mancanza di una mezzala sinistra di qualità è un dato di fatto incontrovertibile e immutabile. La catena di destra è debole da un anno. Marusic e Isaksen con Baroni hanno mascherato le magagne a fatica, a momenti. Lazzari e Cancellieri, a Como, sono stati annientati. Quando manca Romagnoli la difesa va in difficoltà per quanto Provstgaard stia dando segnali, ma ha 22 anni. Tavares difensivamente è inadeguato contro avversari di valore. Zaccagni da tempo salta l’uomo con difficoltà. Taty e Dia vengono serviti poco e male, il che accentua le difficoltà che hanno sotto porta.  

Sono due i concetti chiave di Sarri. Il primo è legato alle valutazioni che farà. Il secondo riporta alla frase pronunciata in conferenza: «Vediamo prima la realtà di questa squadra e poi decidiamo come giocare». Il riferimento può essere tecnico, legato alla modalità di gioco, meno palleggio e più profondità? La Lazio ha creato pericoli solo nel secondo tempo, quando ha trovato un paio di verticalizzazioni. Il gol di Taty era arrivato su lancione di Gila, sorprendendo la difesa alta di Fabregas. La frase di Mau può anche intendere una riflessione sul modulo, ma non per il Verona, in caso dopo la sosta. A fine luglio aveva pensato al 4-3-1-2. Ma con questo assetto Zaccagni dovrebbe giocare trequartista, l’alternativa è Pedro a 38 anni. Isaksen, ancora fermo, non avrebbe posto. Nel finale di Como Mau ha impostato il 4-2-3-1, erano entrati Pedro e Dia. Lo spagnolo a destra, Dia dietro Taty, Zaccagni a sinistra. Era il modulo di Baroni. Corriere dello Sport

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Lazio, Rovella e il permesso di Sarri: i due viaggi lampo in poche ore

Nella notte tra sabato e domenica Rovella è diventato per la prima volta papà ed è rientrato da Como per l’occasione.

Due viaggi nel giro di poche ore, così tra sabato e domenica Rovella ha vissuto la vigilia di Como-Lazio. Il centrocampista biancoceleste è tornato nella Capitale per la nascita della sua primogenita, Venere.

Come riporta il Corriere dello Sport, Nicolò ha ottenuto il permesso di Sarri per partire. Con un aereo privato ha raggiunto Roma, il rientro in squadra è avvenuto solo domenica a pranzo, sempre con un charter.

Il tecnico toscano, dopo la notte insonne vissuta dal centrocampista, ha optato per Cataldi titolare, con Rovella che è entrato nel finale. Ora Nicolò si candida per la sfida di domenica col Verona.

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Torna la Lazio stile-Baroni? Dia e Castellanos insieme e moduli da alternare anche in base alla presenza di Vecino

La Lazio vista a Como ha lasciato diversi dubbi ed anche alcune preoccupazioni: le possibili soluzioni di Sarri

Maurizio Sarri studia nuove mosse per una Lazio che deve archiviare subito la trasferta di Como. I biancocelesti contro la squadra di Fabregas non sono mai stati pericolosi e hanno concesso troppo fin dall’inizio della gara.

Stando a quanto riporta La Gazzetta dello Sport, si potrebbe tornare ad una Lazio stile-Baroni con l’ingresso di Dia al posto di Dele-Bashiru, come accaduto domenica quando i biancocelesti sono passati dal 4-3-3 al 4-2-3-1; un modulo, quest’ultimo, che tra l’altro Sarri aveva spesso testato nel corso della preparazione a Formello.

Si tratta di un’opzione che il toscano potrebbe scegliere dall’inizio domenica sera contro il Verona, schierando più o meno gli stessi uomini che hanno concluso il match con il Como. Il sacrificato sarebbe quindi Dele-Bashiru; con Dia alle spalle di Castellanos, evidenzia il quotidiano, la formazione biancoceleste acquisirebbe maggiore peso in avanti e potrebbe anche trovare una copertura degli spazi più funzionale. La cerniera del reparto mediano sarebbe assicurata dal duo Guendouzi-Rovella, che tra l’altro sembrano più a loro agio in un centrocampo a due che in uno a tre.

Il 4-3-3 però non andrebbe comunque in soffitta. Tutt’altro. È probabile, si legge, che Sarri finisca con l’alternare i due

moduli. Specie quando avrà di nuovo a disposizione Vecino.

Quando avrà recuperato potrebbe però aggiungersi a Guendouzi e Rovella nel centrocampo a tre, al posto di Dele-Bashiru che non sta convincendo da mezzala.

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Lazio, oggi gli esami per Vecino: dubbi in vista del Verona

Il centrocampista laziale, out a Como, lavora per tornare a disposizione di Sarri.

Il tecnico attende Vecino. Il centrocampista, fresco di rinnovo, ha saltato la trasferta di Como a causa di un infortunio e ora si attende il suo rientro in gruppo dopo gli allenamenti personalizzati.

Come riporta il Corriere della Sera, Vecino è alle prese con un affaticamento alla coscia sinistra da un paio di settimane: sono stati prenotati per oggi gli esami strumentali a Villa Mafalda per l’uruguaiano ma, si legge, se il giocatore si dovesse sentire bene potrebbe anche saltarli e riprendere ad allenarsi insieme al resto della squadra domani.

Dopo la giornata di riposo di oggi, è prevista la doppia seduta domani: se non dovesse ancora lavorare con i compagni sarebbe difficile considerarlo pienamente recuperato per domenica col Verona. Mancheranno sicuramente Romagnoli (ancora squalificato), Isaksen, Patric (ok dopo la sosta) e Gigot, che cerca squadra.

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Lazio, rebus Dele-Bashiru: con l’Hellas Sarri vuole la svolta

Fisayo Dele-Bashiru piace moltissimo a Sarri. Parliamo di un incursore che ha nelle corde anche il vizio del gol, ma questo non basta. Il tecnico toscano ci punta, si ha scommesso fin dall’inizio, ma deve rivitalizzarlo quanto prima. La partita contro il Como è stata disastrosa, ora serve un netto cambio di passo.

Come riporta il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, quello di Dele-Bashiru resta un vero e proprio rebus per Maurizio Sarri. Il nigeriano non ingrana, contro il Como è sembrato un fantasma in campo e non ha inciso mai, in nessuna situazione. Il tecnico toscano ci sta puntando dall’inizio del precampionato, crede in lui e nelle sue potenzialità, ma serve una svolta.

Nell’atteggiamento in campo, nelle prestazioni da offrire, nella coerenza in campo e nei movimenti, nelle scelte da fare. Sarri vuole risposte da Dele, vuole che venga ripagata la fiducia che gli sta continuando a dare. Contro il Verona avrà la chance del riscatto, non deve sprecarla.