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Lazio, silenzio e musi lunghi a Formello: confronto Sarri-squadra rimandato a domani

Il Messaggero si concentra sulla debacle della Lazio alla prima giornata di campionato contro il Como. Dopo la sconfitta silenzio e musi lunghi a Formello, si legge sul quotidiano. Nessun confronto la mattina dopo tra l’allenatore, la dirigenza e la squadra. Discorsi rimandati a domani, a sangue ancora più freddo. Nel post partita Sarri si è già sfogato dicendo che la sua squadra non aveva fatto nulla di quanto preparato. 

Uno sfogo mirato a spronare i suoi uomini e a richiamarne l’orgoglio in vista della seconda uscita ufficiale, quella di domenica sera contro il Verona all’Olimpico. Il tecnico si è preso un giorno e mezzo di riflessioni prima di affrontare a tu per tu la squadra domani a Formello: Sarri pensa che i giocatori abbiano avuto paura e chiederà il riscatto proprio contro l’Hellas prima di cercare altre soluzioni.

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Lazio, sponsor e Flaminio: Lotito atteso a Roma. Possibile anche un discorso alla squadra

Nei prossimi giorni il presidente della Lazio avrà diversi impegni in agenda.

Mercato bloccato, ceduto solo Tchaouna e una prima uscita che ha lasciato molti dubbi: l’estate della Lazio procede con evidenti difficoltà e il patron laziale nei prossimi giorni sarà chiamato a sbrigare diverse faccende che riguardano il futuro del club biancoceleste.

Infatti, stando a quanto riporta Il Messaggero, il presidente Claudio Lotito tornerà a metà settimana a Roma per chiudere lo sponsor e avrà pochi giorni per inviare i documenti al Campidoglio, altrimenti rischia di sfumare il discorso Flaminio.

Inoltre, si legge, è anche possibile che il patron laziale farà un discorso alla squadra, che stamattina sarà impegnata in uno scarico. Domani riposo, ripresa fissata mercoledì con una doppia seduta in cui potrebbe rivedersi Vecino se gli esami di domani daranno il via libera.

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Lazio, Sarri aspetta Vecino. Isaksen e Patric solo dopo la sosta

L’imperativo è archiviare la gara di Como e pensare subito al Verona.

Testa alla prossima sfida. La Lazio deve archiviare subito quanto accadutoi a Como. Come riporta Il Tempo, il ritorno a Roma dei biancoceelsti è stato immediato e già da oggi il gruppo tornerà a lavorare con la consueta seduta di scarico. Il pensiero corre inevitabilmente alla prossima sfida, la prima stagionare all’Olimpico contro il Verona, un appuntamento che dovrà segnare la riscossa.

Isaksen e Patric, si legge, non saranno recuperati in tempo e rientreranno soltanto dopo la sosta, mentre Gigot sembra ormai fuori dalle rotazioni tecniche più che fermo per problemi fisici. In difesa peserà anche l’assenza di Romagnoli, che dovrà scontare contro il Verona la seconda e ultima giornata di squalifica. Resta poi da chiarire la situazione di Vecino, alle prese con un fastidio muscolare che lo ha costretto a lavorare a parte negli ultimi giorni: la speranza di Sarri è quella di riaverlo a disposizione, perché la sua esperienza in mezzo al campo potrebbe garantire equilibrio e solidità a un reparto apparso in grande difficoltà a Como.

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Falsa partenza Lazio, segnali incoraggianti solo da Provstgaard

Il danese risponde presente alla prima da titolare con Sarri.

La Lazio vista a Como ha lasciato molte perplessità: la stagione si poteva immaginare complessa, ma non così. La squadra di Fabregas ieri ha preso, fin dall’inizio, il sopravvento su quella di Sarri. L’unica nota positiva per i biancocelesti è stato la prova di Provstgaard chiamato a sostituire Romagnoli.

Come sottolinea Il Messaggero, Provedel si è ripreso la porta cinque mesi dopo, Lazzari a destra è stato un azzardo, anche se Sarri ha congelato inizialmente Marusic in panchina, come unica alternativa al tandem di centrali Gila-Provstgaard, con Romagnoli squalificato e Patric ai box. Ancora applausi alla personalità di Oliver, al debutto da titolare in A, subito decisivo in scivolata su un tiro di Douvikas, deviato sul fondo e spesso pulito nell’impostazione dal basso con il suo mancino.

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Lazio, lo stallo del gol: serve uno scatto di determinazione per sopperire alla mancanza di qualità

La Lazio esce frastornata dalla sfida del Sinigaglia contro il Como. Tramortita dai colpi di una formazione, quella di Fabregas, in stato di grazia e con una qualità sopraffina. Ma c’è un dato, relativo ai gol, che preoccupa molto e che non accadeva dal 2021.

Come riporta il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, la Lazio non perdeva due partite di fila a zero dal 2021 (Lecce e Como). L’attacco biancoceleste è in sofferenza; si fa fatica a produrre azioni da gol e si fa ancora più fatica a farli. Castellanos non incide, Dia entra ed è sostanzialmente evanescente, Noslin tenuto fuori dalle rotazioni a Como e Pedro che con i suoi 38 anni non può toglierti ogni volte le castagne dal fuoco.

Serve capire la lezione, farne tesoro, rimettere i remi in acqua e tornare a remare più forti di prima. Alle porte c’è l’Hellas Verona, una sfida da non fallire. L’Olimpico sarà il dodicesimo uomo in campo, gli oltre 29mila abbonati vanno ripagati di tutto l’affetto e l’amore dimostrati. Serve uno scatto di orgoglio: dove non arriva la qualità, serve grinta e determinazione.

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Lazio, Basic nel mirino dell’Empoli: rischiesto in prestito

Ultimi giorni di mercato (per le altre squadre): Basic potrebbe lasciare la Lazio.

Si sta per chiudere la finestra estiva di mercato. Stando a quanto riporta Il Messaggero, in casa Lazio, sul fronte uscite c’è l’Empoli che vuole Basic in prestito, mentre Gigot è nel mirino del Paok e alcuni club tra Dubai e Qatar.

Il centrocampista croato, arrivato nell’estate 2021 dal Bordeaux, è ormai ai margini del progetto tecnico da due stagioni. Rimasto in rosa e reintegrato nella seconda parte della scorsa stagione, ora su di lui si è paventato l’interesse dell’Empoli, che lo vorrebbe in prestito.

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Lazio, chi la spunta in porta? Provedel in pole su Mandas

«Spinto giù dal piedistallo, ci è risalito con tutte le sue forze. Provedel è in pole su Mandas per Como, la bilancia della sfida pende dalla sua parte». Così recita l’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport” nell’articolo dal titolo “Lazio, Provedel in pole per Como”.

Il portiere italiano ha perso il posto da titolare nella seconda metà della scorsa stagione, dopo una serie di prestazioni insufficienti, lasciando posto a Mandas. Ora con il ritorno di Sarri l’estremo difensore ex Spezia potrebbe ritrovare fiducia e prestazioni, ecco perché, nella prima a Como, l’indiziato a partire dal primo minuto è lui.

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Lazio, tempo scaduto per Taty: ora Sarri vuole segnali concreti. E arriva la multa per il rosso

Il rosso di sabato non gli costerà la presenza a Como, ma solo una multa dal Giudice sportivo: il Taty Castellanos sarà a disposizione per l’esordio in campionato, aspettando le decisioni di Sarri. Il tecnico, scrive oggi il Corriere dello Sport – Stadio, deve decidere se ripartire con l’argentino o se dare una chance a Dia. 

Li ha alternati anche a Rieti, per quanto la staffetta sia stata sfalsata dal rosso. E’ partito Taty, espulso al 32’. Dia è entrato a inizio secondo tempo e ha servito l’assist del raddoppio a Pedrito. Nessuno dei due centravanti ha colpito nel precampionato, appaiati nella classifica del digiuno. L’argentino non riesce a fare breccia nel Comandante, contrariato da certe reazioni. Si giocherà il posto a Como in settimana, dovrà dare segnali forti o rischia di perdere il credito guadagnato dalla scorsa positiva stagione. 

E’ stato al centro di voci di mercato provenienti dal Flamengo e dallo Zenit San Pietroburgo, subito smorzate dalla Lazio, che non può cedere l’argentino perché il blocco del mercato non consente sostituzioni. Taty non sembra tipo che si fa condizionare, ha sempre espresso la voglia di restare, sempre che non abbia cambiato idea, pubblicamente non ha mai dato segnali di insofferenza.

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Lazio, Fabiani: “Non cederemo nessuno, attendo indicazione da Sarri sui tagli. Ferie? Non devo rendere conto…”

La Lazio torna oggi a Formello per la ripresa degli allenamenti, in vista della partenza di venerdì per l’Inghilterra, dove i biancocelesti affronteranno il Burnley. Intanto, nel mondo Lazio tiene banco una nuova polemica: nel mirino dei tifosi è finito il direttore sportivo Angelo Fabiani, assente durante la recente trasferta in Turchia e protagonista delle critiche dei tifosi biancocelesti. Sui social network sono comparsi commenti ironici che ne mettono in dubbio l’operatività, spingendo molti a chiedersi che fine avesse fatto il dirigente Fabiani ha voluto chiarire la situazione ai microfoni de Il Tempo: “È vero, sono stato lontano per festeggiare il mio compleanno con la famiglia. Se poi qualche accattone non ha questi valori, peggio per lui: io non devo rendere conto a nessuno. Peraltro, da tanti anni non conosco il significato della parola ferie. Mercato? Ribadisco che non cederemo nessuno, ora attendo solo indicazioni da Sarri sui giocatori che resteranno fuori dalla lista”

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Lazio, destino Tavares: quel blocco dal sapore di svolta

Il destino un giocatore, a volte, è appeso a un filo, a una porta che si chiude un istante prima del suo passaggio. È la storia di Nuno Tavares alla Lazio, un racconto di “sliding doors” che ha trasformato un addio quasi certo in una permanenza forzata, e ora potenzialmente trionfale. Data la scarsa compatibilità iniziale con lo stile di gioco del “Comandante” Sarri, la sua cessione sembrava l’unica conclusione logica.

La società biancoceleste si era mossa d’anticipo, quasi programmando la sua partenza. A fine maggio, la Lazio aveva esercitato il riscatto dall’Arsenal non tanto per blindare il giocatore, quanto per posizionarlo strategicamente sul mercato, pronta ad ascoltare offerte durante la mini-finestra di mercato (1-10 giugno) legata al Mondiale per Club. L’intuizione si rivelò corretta: l’Al-Hilal, spazientito dai tentennamenti per Theo Hernández, si fece avanti con un’offerta concreta da 35 milioni di euro.

Da Formello, però, arrivò un “no” che sorprese molti. Rifiutare una cifra simile per un giocatore in cima alla lista delle partenze sembrava una scelta clamorosa. La verità, tuttavia, risiedeva in un ostacolo insormontabile: il blocco del mercato imposto dalla Covisoc. Il muro eretto dal presidente Lotito a quel punto non era più una scelta, ma una necessità. Perdere un terzino sinistro del calibro di Tavares, capace di fare la differenza in Serie A (già 8 assist nelle prime dieci giornate della scorsa stagione), senza la possibilità di acquistare un sostituto, sarebbe stato un dramma sportivo. Lo riporta Il Messaggero.

Così, l’interesse manifestato a più riprese da top club come Inter, Juventus e Milan — con i rossoneri in pressing a maggio prima di virare su altri obiettivi come Estupiñán — è evaporato di fronte a una porta chiusa non dalla Lazio, ma dalle contingenze. Quel blocco ha cambiato tutto, costringendo il club e il giocatore a un nuovo inizio che, oggi, profuma di seconda occasione.