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Lazio, per la Champions non puoi più sbagliare. Ma quanti problemi fisici: “Servono giocatori più adatti”

[…] Ora resta solo il campionato: «Cercheremo di arrivare più in alto possibile», assicura anche Tudor, dopo la quarta vittoria su sei gare dal suo sbarco. La sua Lazio sta crescendo, ma resta un paradosso. Le uniche due sconfitte pesano più di tutto il resto: il 2-0 della Juve a Torino ha portato via la Coppa Italia, la seconda nel derby rischia di compromettere lo spiraglio Champions riaperto. La Lazio dovrà affidarsi agli incroci delle concorrenti nel calendario e vincere le ultime 5 partite fino al 26 maggio. Si ripartirà subito col Verona sabato, ma ora preoccupa lo stato fisico. Troppi acciacchi muscolari, c’è il timore che anche il cambio di preparazione stia incidendo. Forse Tudor ha bisogno anche di una squadra con un’altra reazione d’urto al suo duro lavoro: «Il prossimo anno rinforzeremo l’organico con giocatori più adatti al mio calcio». Ci sono già stati dei pour parler, rimandato il vero vertice, la classifica finale deciderà il mercato.

Il ds Fabiani sinora ha smentito quasi tutti i rumors: da Sissoko a zero alla corsa a Gosens dell’Union Berlino, passando per Pirola offerto in un’ampia lista dall’agente Riso. A Marsiglia temono un saccheggio: da Rongier a Clauss e Balerdi, ai quali si aggiungerebbe Chancel Mbemba, difensore congolese classe ’94. Servono giocatori di gamba, ma bisognerà sostituire pure la qualità di Felipe e, molto probabilmente, di Luis Alberto. Uno ha già ufficialmente salutato, l’altro annunciato unilateralmente l’addio, entrambi si confermano i migliori e più decisivi a suon di gol e assist visionari – delle ultime tre vittorie di seguito. Tutti vestiranno ancora la maglia speciale per celebrare i 50 anni del primo scudetto contro l’Empoli (quasi certo l’anticipo all’11 maggio): casacca celeste, colletto bianco a V (una scritta dentro), numeri oro, sul cuore – a scendere – sfumati e incisi i nomi (riserve comprese) di tutta la mitica banda del 74. Il Messaggero

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Lazio, meglio Taty che mai! Fabiani: “Puntiamo tutto su di lui il prossimo anno”

Da oggetto misterioso a goleador. Una notte amara può riaccendere e riscrivere la storia di Castellanos. Standing ovation al cambio all’81’. In quel momento la Lazio intravede i supplementari, crede nel ribaltone agognato. Due minuti dopo la beffa della Juventus, qualificata alla finale di Coppa Italia del 15 maggio. È crudele il risultato, ma i tifosi sperano almeno di aver ritrovato il centravanti del futuro. Funziona la carica di Tudor, il Taty risponde saltando sulla testa di Alex Sandro e poi scaraventando Bremer al suolo, prima del piattone del raddoppio: «Abbiamo lottato fino alla fine e questo mi dà tranquillità, sono orgoglioso della squadra. Continueremo a combattere per arrivare il più in alto possibile in campionato. Sempre forza Lazio», il post Instagram del giorno dopo, con tanto di foto-ricordo dello stacco imperioso sul primo gol. Seconda doppietta in poco più di un mese per l’argentino, pagato 15 milioni (difficilmente scatteranno i 4 di bonus) e forse appesantito da quell’ingombrante etichetta da «fenomeno», appiccicatagli addosso in estate da Lotito. Il patron lo abbraccia a fine gara negli spogliatoi dell’Olimpico: «Te l’ho detto che devi credere in te stesso». Al momento Simeone, Dia, Retegui, Pohjanpalo si scansino: «Al di là di eventuali occasioni che si presenteranno, puntiamo tutto sul Taty per il prossimo anno», assicura il ds Fabiani, tutt’altro che ravveduto del suo acquisto. Di sicuro, Castellanos non sa segnare solo al Frosinone (3 dei 4 gol sino a ieri), contro la Vecchia Signora rompe il digiuno dopo 280′ del nuovo ciclo. Chissà se Tudor è pentito di averlo sostituito («Per scelta tecnica»), nel finale avrebbe fatto comodo il suo lavoro sporco e di sponda per tenere alta la Lazio. Il Taty ieri era affaticato, almeno è stato scongiurato un infortunio: sabato ripartirà in vantaggio su Immobile, a sua volta rammaricato dal 2-1 incassato proprio al suo ingresso. Il Messaggero

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Lazio, dal rimpianto Coppa Italia alla speranza Champions: ora missione quinto posto

Impresa sfiorata nel segno del Taty Castellanos. Due gol, uno per tempo, che avevano azzerato lo svantaggio ottenuto allo Stadium. Poi, il gelo. Il 2-1 di Milik a 9 minuti dalla fine vanifica tutto e in finale ci va la Juventus. I gol della Lazio sono arrivati entrambi su assist di Luis Alberto e l’argentino è arrivato a quota 6 centri stagionali, comprese due doppiette. Crescono i rimpianti per la gara che è stata a Torino il 2 aprile, persa per errori evitabili e senza mai tirare in porta. La ritrovata fiducia e i gol del Taty sono le note positive che serviranno per lo sprint finale del campionato. Sabato contro il Verona si tenterà di tenere accesa la speranza per la qualificazione in Champions: le probabilità di raggiungerla, secondo alcuni calcoli statistici, è dell’1.7%. Lo riporta La Repubblica

Ultime cinque giornate di Serie A e ancora tutto da definire nelle zone nobili di classifica. L’Inter si è laureata campione d’Italia assicurandosi un posto Champions da testa di serie. Praticamente fatta anche per Milan e Juventus rispettivamente seconda e terza della classe. Come riporta Il Corriere dello Sport, anche il Bologna, dopo la vittoria all’Olimpico, è vicinissimo all’obiettivo. I punti di distacco dalle inseguitrici iniziano a essere tanti. Bagarre quinto posto per accedere alla fase a gironi. Napoli e Fiorentina sembrano fuori dai giochi. Atalanta e Roma le indiziate principali con lo scontro diretto in programma alla terzultima giornata. Il quotidiano sportivo però non esclude la Lazio di Tudor nonostante il leggero ritardo in classifica. Si legge sulle colonne del Corriere: Non è tagliata fuori la Lazio, che ha una tabella teoricamente comoda: se arraffa 15 punti su 15 Tudor ha discrete possibilità. Ma deve superare la Roma e l’Atalanta, entrambe, perché con tutt’e due ha gli scontri diretti sfavorevoli”.

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Dieci squadre italiane in Europa? È possibile se…

C’è una clamorosa ipotesi ancora poco esplorata che potrebbe portare la Serie A ad essere rappresentata con 10 squadre nelle tre competizioni organizzate dalla Uefa il prossimo anno. Come riporta Il Corriere dello Sport, ciò che dovrebbe accadere è che una tra Atalanta o (speriamo di no) Roma dovrebbero vincere l’Europa League, ma restando fuori dai primi cinque posti in campionato. Mentre la Fiorentina dovrebbe alzare al cielo la Conference (ma non la Coppa Italia) piazzandosi sotto il settimo posto. 

Sarebbero così 6 le squadre qualificate in Champions (le prime 5 in classifica più la vincente dell’Europa League), 3 quelle in Europa League (compresa la Fiorentina) e una in Conference League. Dunque in questo momento la coppa di rango minore toccherebbe al Torino – decimo a quota 46 – ma rimane in corsa anche il Monza a 43. Il cammino di Atalanta, Roma e Fiorentina nelle coppe europee deciderà il futuro della partecipazione alle coppe della Serie A.

Alessio Buzzanca

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Lazio-Juventus 2-1, le pagelle dei quotidiani

La vittoria della Lazio in Coppa Italia per 2 a 1 contro la Juve non è stata purtroppo sufficiente per passare il turno e approdare in finale. Ma la prestazione è stata certamente convincente e lo si deduce dalle ottime pagelle dei quotidiani raccolte dall’undici di Tudor che di seguito potete leggere.

CORRIERE DELLO SPORT – Mandas 6,5; Casale 7, Romagnoli 5,5, Gila 6 (46` Patric 6); Hysaj 6, Guendouzi 6,5 (83` Pedro sv), Cataldi 6 (81` Rovella sv), Marusic 7; Felipe Anderson 7 (61` Vecino 5,5), Luis Alberto 7,5; Castellanos 8 (81` Immobile sv). All.: Tudor 6,5

GAZZETTA DELLO SPORT – Mandas 6,5; Casale 6, Romagnoli 5,5, Gila 6 (46` Patric 6); Hysaj 6, Guendouzi 6,5 (83` Pedro sv), Cataldi 6 (81` Rovella sv), Marusic 6,5; Felipe Anderson 6,5 (61` Vecino 5,5), Luis Alberto 7; Castellanos 7,5 (81` Immobile sv). All.: Tudor 6

IL MESSAGGERO – Mandas 7; Casale 6, Romagnoli 5,5, Gila 6 (46` Patric 6); Hysaj 5,5, Guendouzi 5,5 (83` Pedro sv), Cataldi 6 (81` Rovella sv), Marusic 6; Felipe Anderson 6 (61` Vecino 6), Luis Alberto 7; Castellanos 8 (81` Immobile sv). All.: Tudor 6,5

Alessio Buzzanca

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Lazio, Kamada stop sul più bello: rischio stiramento

Proprio quando la macchina stava tornando a girare a pieno ritmo, ecco l’infortunio. Daichi Kamada, dopo aver fornito l’assist a Luis Alberto in Genoa – Lazio, ha dovuto alzare bandiera bianca prima della semifinale di ritorno con la Juventus a causa di un problema al polpaccio.L’assenza del centrocampista giapponese dai convocati per la grande sfida dello stadio Olimpico ha stupito. Poi sono iniziate a trapelare le prime indiscrezioni. Come raccontato dal Corriere dello Sport, Kamada ha rimediato un problema muscolare al polpaccio sinistro. Un infortunio per il quale al momento non ci sono tempi di recupero. Il calciatore, infatti, si sottoporrà al più presto agli esami. Ma il sospetto è che si possa trattare di uno stiramento.

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Lazio-Juve, attrazione finale: sembra non ci sia storia, ma la Coppa può invertire il destino

Stasera si gioca Lazio-Juve, semifinale di ritorno di Coppa Italia che garantirà l’accesso ad una finale pesante. Il risultato dell’andata spinge per la squadra di Allegri, che ha vinto 2-0 allo Stadium, ma Tudor non la dà per scontata e chiede alla sua Lazio una rimonta con tre gol di scarto per passare il turno in 90 minuti. La finale è un’ancora di salvataggio per entrambe le squadre. Tudor,ex bianconero, può regalarsi il sogno a cui la Lazio con Inzaghi si era ormai abituata. Allegri, contro tutti, vincendo la Coppa Italia potrebbe ridare dignità a una Juventus che non è solita vivere un digiuno di trofei così a lungo. 

Che partita sarà Lazio-Juve

Come riporta il Corriere dello Sport, la partita dovrà farla la Lazio. Tudor ha ordinato “aggressività e compattezza”, dovranno fare decisamente meglio dell’andata in cui non hanno mai tirato in porta. Stasera si tenterà di colpire subito poiché più passeranno i minuti più sarà complicato riprendere il risultato. I numeri, poi, non sono dalla parte della Lazio: i biancocelesti hanno perso senza segnare tutte le ultime quattro partite contro la Juventus in Coppa Italia. Allegri stasera potrà dare sfogo al suo classico tipo di gioco: attendere gli eventi e modellarli, sperando che la sua difesa lo protegga. Tudor spera di conquistare la sua prima finale di Coppa Italia, mentre il bianconero invece ne ha giocate 5 e persa solo una. Sembra non esserci storia, ma chissà. 

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Lazio, Lotito punta sulla rimonta: “Credo nello spirito guerriero di Tudor. Kamada ha il suo destino in mano, Guendo deve solo stare calmo”

Guai a considerare finita la stagione della Lazio: «Credo nella rimonta contro la Juventus perché credo nello spirito guerriero riportato da Tudor». Suona la carica, Lotito, alla vigilia della semifinale di ritorno di Coppa Italia e a cinque giornate dal termine di un campionato, complicato ma incredibilmente riaperto: «Non faccio nessun calcolo per la Champions, ma a Genova ho rivisto una squadra con carattere e dobbiamo mantenerlo». Tutti uniti fino all’ultimo: «Luis ha baciato la maglia, con Immobile abbiamo chiarito, ogni altra valutazione verrà fatta a giugno». Rimane l’idea di un ringiovanimento, ma non è questo il tema adesso. Domani piuttosto serviranno almeno due reti di scarto: «Castellanos è forte, deve solo riacquistare fiducia nei suoi mezzi ed essere meno indeciso. Avete visto Kamada? Si è sbloccato di testa perché Tudor ci ha puntato e vedremo a fine stagione se si sarà convinto a restare. Ha in mano il suo destino». È scattato l’obbligo di riscatto dal Marsiglia per Guendouzi, agitato invece dal cambio tecnico: «Non esiste un caso. Nessuno può pretendere di giocare sempre, Mattéo deve stare calmo e tranquillo perché Igor lo considera e ci punta tanto. Capisco l’allenatore, è appena arrivato, deve fare le prove per vedere come sistemare al meglio la squadra in campo». Il Messaggero

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Lotito: “Stadio e nuove figure per fare il salto. Perché dovrei riprendere Tare?”

[…] Le nuove ipotesi di Lazio prendono forma e forza piano piano. Anche quelle della società presto si materializzeranno. Lotito: «A breve mi vedrò con l’ufficio della Lega di A che ha studiato il Flaminio e a inizio maggio presenteremo il progetto. Sta partendo l’Academy, a metà mese sarà pronto il nuovo studio radiofonico. Sto creando le strutture e poi verranno inserite le figure. Tanti sono invidiosi chiosa il patron di quello che ho costruito alla Lazio, senza mai scaricare un euro. Le mie aziende ci guadagnano? No, Formello è tenuto come un gioiello, ci sono le guardie, tutti vengono pagati e mangiano alla grande, ci sono servizi a cinque stelle. Con le mie imprese non solo c’è un risparmio, ma si evitano i decreti ingiuntivi del passato. Ho tolto tutti i mercanti dal tempio». Rinate Women e Primavera, il presidente è orgoglioso: «Non solo dal punto di vista sportivo, mio figlio Enrico e il direttore Fabiani hanno fatto un ottimo lavoro. Dobbiamo ricostruirci in casa il nostro futuro, come non stava più accadendo». C’è stato un taglio col passato: «Io non ho cacciato Tare, è andato via lui e pensavo avrebbe iniziato altrove un nuovo percorso. Fra noi rimane un ottimo rapporto, ma perché dovrei riprenderlo? Non so chi metta queste voci in giro. Anche Peruzzi, mica l’ho mandato via io. Peccato per quell’anno, stavamo vincendo lo scudetto, il Covid ha rovinato tutto. Ma ci arriveremo a lottare di nuovo, è solo una questione di tempo». La ricostruzione, insomma, non equivale a un ridimensionamento: «Assolutamente no giura il numero uno ma sto mettendo delle regole per fare il salto. Nessuno può più fare come vuole nella Lazio». Il Messaggero

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Lazio, Zaccagni: recupero quasi ultimato, obiettivo Hellas

Mattia Zaccagni sente aria di Olimpico. L’attaccante biancoceleste non ci sarà domani in Coppa Italia contro la Juventus, ma è ormai nella fase finale del percorso di recupero. Nell’allenamento di domenica ha svolto esercitazioni con il pallone e gli scarpini ai piedi e, come riporta la rassegna stampa del Corriere dello Sport, ha messo nel mirino Lazio – Hellas Verona. Ci proverà sabato sera a rientrare almeno tra i convocati: manca dal 2 aprile, dalla partita d’andata contro la Juventus, quando un intervento violento di Gatti al 14′ lo mise ko. Nel frattempo l’ex Verona ha firmato il rinnovo con la Lazio sino al 2029.

Alessio Buzzanca