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Lazio, Immobile: messaggio chiaro per il futuro. È rischio stallo in attacco

In tre partite un gol firmato Marusic…

In tre partite un gol firmato Marusic al 93′, il problema sotto porta è sempre più serio. AAA cercasi un attaccante vero. Immobile si è fermato a fine primo tempo per una distorsione al ginocchio e oggi si capirà l’entità dell’infortunio. Nelle prossime gare da titolare, Castellanos dovrà dimostrare qual è il suo reale fiuto. La doppietta al Frosinone non ha trovato seguito, ma Ciro ha fatto peggio: da 10 gare a digiuno, è il record negativo dal 2016 per il capitano. Eppure il suo agente Alessandro Moggi lo vede comunque all’Europeo: «È attaccato alla maglia della Nazionale come tutti. Credo che sia uno dei migliori giocatori attualmente in circolazione in Italia e merita spazio». I tifosi biancocelesti invece non lo difendono più come un tempo né hanno gradito queste dichiarazioni post-derby nella pancia dell’Olimpico: «La mia stagione è stata devastante e l’addio di Sarri ci ha scombussolato. Anche io saluterò a giugno? La mia storia non si cancella e fino a quando potrò dare qualcosa per questa maglia, rimarrò. Ho altri due anni di contratto». Tradotto: senza offerte dall’Arabia, dall’Inter o da squadre che gli interessano, nessuno può dargli il ben servito, nemmeno Lotito.

LE IDEE

Rischio stallo in attacco. Giovanni Simeone, cecchino autentico ai tempi del Verona di Tudor (che non lo ha ancora mai chiesto, il vertice di mercato è fissato a inizio maggio), era stato molto vicino alla Lazio in passato. Peccato che l’entourage del Cholito sia lo stesso di Immobile, e in questi anni ha sempre evitato il suo sbarco per non far pestare i piedi ai due assistiti a Formello. In estate l’incastro (uno via, l’altro dentro) sarebbe perfetto, ma non sono più così type=’text/javascript’ idilliaci i rapporti fra Moggi e il club capitolino. Dovrebbe essere Tudor a imporsi per averlo a ogni costo. Al ds Fabiani piace il greco Fotis Ioannidis, classe 2000 in forza al Panathinaikos: costa 15 milioni e ha segnato 21 gol. Sarebbe però un’altra scommessa all’estero come Castellanos e la Lazio non può più permetterselo. Occhio all’occasione Boulaye Dia, 27enne senegalese fuori rosa nella Salernitana ormai da febbraio: scaduta la clausola da oltre 20 milioni, il cartellino si è svalutato a metà prezzo. Il suo profilo è gradito da tempo: 16 gol e sei assist, la scorsa stagione nel nostro campionato, non si dimenticano. Il Messaggero

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Lazio, piove sul bagnato: Guendouzi rischia la squalifica, Immobile e Romagnoli ancora Ko

Oggi alle 17 si torna a leccarsi le ferite a Formello…

Ieri riposo, oggi alle 17 si torna a leccarsi le ferite a Formello, con un orecchio rivolto alle decisioni del Giudice Sportivo. A fine derby, l’arbitro Guida ha visto e messo a referto il colpetto di Guendouzi (non sanzionato in campo) a Paredes, svenuto poi al suolo esagerando. Il francese rischia comunque almeno una giornata di squalifica per l’atteggiamento antisportivo. La condotta violenta ne prevede tre, ma non sembra questo il caso. Piove comunque sul bagnato per la Lazio che, oltre a Provedel, Lazzari e Zaccagni già ai box, dovrà rinunciare anche a Romagnoli e Immobile venerdì sera (ore 20.45) contro la Salernitana all’Olimpico: per il difensore si teme un altro stiramento al gemello del polpaccio, il bomber oggi farà gli esami per valutare la distorsione del collaterale, rimediata in un contrasto. Entrambi rischiano dalle due alle quattro settimane di stop.Il Messaggero

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Sarri, il derby dalla Toscana: “Purtroppo questa volta la Roma ha fatto la Lazio”

Maurizio Sarri ha assistito al primo derby della Capitale da spettatore. L’ex tecnico della Lazio non era allo stadio, ma ha visto la partita dal divano di casa sua a Castelfranco. Lui che era diventato quasi un talismano con 4 successi, un pari e un ko in 6 partite, ha visto i suoi ex ragazzi cedere alla Roma di De Rossi. Una stracittadina complicata decisa dal colpo di testa di Mancini. Il tecnico ha mandato solo un commento che è stato riportato dall’edizione odierna de Il Messaggero: «Purtroppo stavolta la Roma ha fatto la Lazio». In effetti la vittoria giallorossa di sabato ha ricordato quelle dello scorso anno delle aquile.

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Ravanelli a Pressing: “Pellegrini era da espellere”

Nell’ultima puntata di Pressing su Mediaset l’ex giocatore di Juventus e Lazio Fabrizio Ravanelli ha attaccato duramente l’operato di Guida in relazione all’intervento di Pellegrini su Felipe Anderson: “Espulsioni per Lecce e Bologna? Anche ieri al derby ne abbiamo vista un’altra! Quella su Pellegrini è una scelta clamorosa, parliamo anche di quella!” sono state le parole dell’attaccante perugino.

Alessio Buzzanca

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Muriqi, dalla guerra alla Lazio: “A Roma andò male per colpa mia. Sarri? Tatticamente il migliore avuto in carriera”

Vedat Muriqi questa sera provo ad alzare il primo vero trofeo vinto in carriera. Alla seconda stagione con il Maiorca dopo l’addio alla Lazio, la punta kosovara  cercherà di alzare la Copa del Rey a danno dell’Athletic Bilbao. A 30 anni da compiere il prossimo 24 aprile, l’ariete di Prizren si è confessato un una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport.

Muriqi in carriera ha vinto un campionato di Serie B turca con il Caykur Rizespor. “Ma non c’è paragone con questa finale di coppa. Allora continuavo a pensare che non sarei mai diventato un professionista, poi la vita mi ha dimostrato che si può avere una fiducia che allora non avevo”, afferma il mancino.

Nato nel 1994, l’ex Fenerbahce ricorda le due grandi tragedie che hanno segnato la sua vita. “Dopo pochi anni di vita scoppia la guerra in Kosovo, i soldati entrano in casa e ci dicono di andare via perché la devono bruciare. Emigriamo in Albania e iniziamo a vivere in 50 in due stanze”, spiega l’attaccante, che ricorda con commozione il papà. “La guerra è finita ma mio padre mi muore davanti agli occhi giocando una partitella di calcetto con gli amici”, afferma non senza commozione.

Muriqi arriva alla Lazio nell’estate 2020 dal Fenerbache per 20 milioni, venendo ceduto poi nel gennaio 2022 al Maiorca per circa 9 milioni più il 40% sull’eventuale futura rivendita. “Un’offerta che non si poteva rifiutare. Sapevo che c’erano Immobile con la sua Scarpa d’Oro, Correa e Caicedo, però pensavo che spendendo tutti quei soldi avrebbero puntato su di me. E non mi sbagliavo. Simone Inzaghi mi faceva giocare ogni volta che poteva, ma io non andavo”, spiega il centravanti che spiega i motivi del fallimento.  “Niente scuse, solo colpa mia. Nel calcio succede. Avevo un problema alla coscia e mia moglie incinta era rimasta in Turchia, stavo male dentro e fuori dal campo”, rivela.

Nonostante la cessione nel suo secondo anno a Formello, il bomber del Maiorca spende belle parole per Sarri. “Dal punto di vista tattico, un mostro. Il migliore che abbia mai avuto. Io con lui non giocavo, ma godevo tantissimo, in partita e in allenamento. Il problema era che voleva attaccanti piccoli e rapidi, veniva da Insigne, Callejon e Mertens, con un pennellone come me non sapeva cosa fare – ribadisce deciso – Andai a chiedergli cosa pensava di me, se e dove potevo migliorare: una chiacchierata eccezionale, onesta, trasparente. Lo ringraziai di cuore e gli chiesi se mi dava un mano ad andar via: trasferimento a Maiorca, e il resto, se vogliamo, è storia”.

Le ultime riflessioni su quanto sta accadendo a Kiev e a Gaza. “Nessun essere umano dovrebbe soffrire questo obbrobrio. Incredibile come due Capi di Stato possano decidere di attaccarsi senza pensare alle terribili conseguenze che soffriranno i cittadini. Il dolore, la morte, la paura hanno segnato la prima parte della mia vita. Perciò ora cerco di sorridere il più possibile”, conclude il Pirata delle Baleari.

Gianluca La Penna

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Lazio, il piano segreto di Tudor per il derby: Casale-Vecino-Kamada-Isaksen. E Luis va verso la panchina

[…] Complici gli infortuni di Zaccagni e Lazzari, Tudor vuole nascondere il suo piano. Felipe rimane a tutta fascia a centrocampo con Marusic, il fisico di Guendouzi e Vecino in mezzo. Anche Casale (nonostante gli ultimi errori) rimane nel terzetto con Romagnoli e Gila, come nel secondo tempo di Torino. Stavolta non sarà un 3-4-2-1 all’arrembaggio: «Dobbiamo essere intelligenti, ma non rinunciare a chi siamo. Farò scelte basate su tutto. I dettagli me li tengo». Il croato cerca di nasconderli in ogni modo: alla vigilia oscura la tv, chiede alla società di proteggerlo e guida la rifinitura nel campo (il Fersini) più lontano. Nella conferenza dà però un indizio su un possibile escluso di lusso e sul suo sostituto: «Luis Alberto vuole palla sui piedi, ma a Torino è stato schierato sulla trequarti alle spalle di Ciro. Kamada è un giocatore completo». E infatti c’è il giapponese, stavolta più avanzato, con Isaksen dietro Immobile (favorito su Castellanos) per provare a risolvere il problema del gol: «Mi interessano entrambe le fasi, ma serve tempo e le statistiche contano sino a un certo punto. Il mio obiettivo è impiantare la mia mentalità vincente nella Lazio, attraverso le partite e ogni allenamento. La qualità sta nella testa, non solo nell’aspetto tecnico». […]  Il Messaggero

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Derby da tutto esaurito: la vigilia diversa di Lazio e Roma. Lotito, due innesti nel club

Tutto esaurito. Sessantacinquemila spettatori sugli spalti (17mila biancocelesti), le Curve promettono uno spettacolo unico, con coreografie studiate in ogni dettaglio. Prove con i cartoncini, andate in scena già ieri pomeriggio all’Olimpico, mentre Roma e Lazio ultimavano le strategie per avere oggi la meglio in campo. I giallorossi sono tornati poi a casa, niente ritiro. I biancocelesti hanno invece trascorso la notte a Formello con Tudor. Dopo la sconfitta di Torino nella semifinale d’andata di Coppa Italia, Immobile e compagni cercano l’immediato riscatto. A proposito di quanto accaduto allo Stadium: il procuratore Chiné attende che la Juve fornisca video e immagini dei cori contro Mckennie per aprire eventualmente un fascicolo. Gli ispettori federali presenti e l’arbitro Massa non si sono accorti di nulla, e non ce n’è quindi traccia nei referti trasmessi al Giudice Sportivo. 

Lotito nel frattempo lavora per rafforzare la comunicazione al più presto: ieri nel centro sportivo c’era l’ex Rai Carlo Paris, da mesi corteggiato come responsabile per il dopo Rao. E c’è una nuova figura pure nella talent room in cerca di talenti o occasioni per il prossimo mercato: in attacco piace il greco Ioannidis del Panathinaikos, a centrocampo occhio a Sissoko, svincolato dallo Strasburgo. Il Messaggero

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Lazio, il rebus Immobile, il contratto di Zac e le incognite di Kamada e Luis Alberto: per chi è l’ultimo derby?

Prendete Ciro Immobile, 34 anni e 206 gol con la Lazio, di cui è il capitano. Non solo è complicato stabilire se giocherà o dovrà accontentarsi della panchina, lasciando il posto a Castellanos. Oggi non è chiaro il suo futuro. La possibilità di partire, se arriverà una proposta attraente, attraversa i suoi pensieri. Il legame di amore e contrattuale con la Lazio, a cui è legato sino al 2026 con uno stipendio da 4,2 milioni più bonus, è sul tavolo. Sono anche i giorni di Felipe Anderson, di fatto svincolato e nelle condizioni di firmare in qualsiasi momento per la Juve o un altro club. L’arrivo di Tudor, è chiaro, ha rimesso in discussione l’intero organico della Lazio. Forse sarebbe il caso di non fermarsi alle scadenze contrattuali. Potrebbero tornare in bilico persino Luis Alberto e Romagnoli se scopriranno di non essere funzionali al nuovo progetto. Magari tornerà utile Kamada, un oggetto misterioso sino a pochi giorni fa. Il giapponese non ha ancora preso impegni con nessuno, può esercitare o meno un’opzione (a suo favore) di rinnovo, depositando un triennale. Il nuovo allenatore lo sta rilanciando. Lotito confida in una conferma a sorpresa. Pedro, ex della Roma, quasi 37 anni, sembra destinato a tornare in Spagna a luglio. Zaccagni, in scadenza 2025, è un caso da affrontare in fretta e prima che il mercato lo porti via. Sarebbe un altro colpo basso alle ambizioni di rilancio della Lazio. Corriere dello Sport

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Lazio, Tudor aggredisce il derby: la richiesta alla squadra

Come scrive il Corriere dello Sport, ieri prima dell’allenamento Tudor ha tenuto una lunga riunione tattica con tanto di video sulla Roma e video riguardanti gli errori commessi martedì allo Stadium. Utilizzerà questi ultimi mesi di campionato per capire quali giocatori sono funzionali al suo gioco e quali partiranno. Al gruppo è stato raccomandato coraggio, voglia di andare avanti e di provarci, di alzare il ritmo e l’intensità. La strada della Lazio è tracciata, non può essere il derby a far uscire nuovamente insicurezze e indecisioni. Il tecnico si assumerà le responsabilità di eventuali errori, ma è pronto a rischiare. Calcolerà il recupero e le energie spese nella doppia sfida contro la Juve e sceglierà la formazione di conseguenza.

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Lazio, i giorni di Felipe: spesso ha deciso il derby e c’è aria di vertice definitivo per il futuro

Sono i giorni di Felipe Anderson, atteso dall’ultimo e decisivo incontro con la Lazio. C’è margine per il rinnovo del contratto, non contrasta con le informazioni precedenti. L’esterno brasiliano ha in tasca un’offerta non vincolante della Juve: è stata trovata una base d’accordo con un ingaggio di circa 4 milioni, già alla fine di dicembre. Le parti si sono aggiornate. Non c’è ancora niente di firmato, perché Giuntoli e il club bianconero attendono la certezza di un piazzamento Champions per stabilire il budget e pianificare la prossima stagione. Anche la conferma o meno di Allegri può determinare e orientare il progetto tecnico della nuova Juve.

Felipe Anderson ha ricevuto nelle ultime settimane altre due proposte: una arriva dal Brasile, l’altra dall’Arabia Saudita. Il 15 aprile compirà 31 anni, si tratta dell’ultimo contratto importante della sua carriera. E’ ovvia la prudenza, la necessità di riflettere e valutare con calma qualsiasi ipotesi. Juliana Comes, la sorella agente, mercoledì sera si trovava allo Stadium per assistere alla semifinale di Coppa Italia tra Lazio e Juve. La società bianconera attenderà anche la partita di ritorno del 23 aprile prima di rompere gli indugi e definire la questione.

In questo lasso di tempo, come sanno benissimo alla Continassa, i dialoghi restano aperti. Felipe Anderson, già da mesi, aveva avvertito i dirigenti di Formello: si sarebbe guardato intorno. Allo stesso tempo, la Juve sa che la partita tra il brasiliano e Lotito non è chiusa. Tra un rinvio e l’altro, l’incontro con la Lazio sino a ieri pomeriggio non si era realizzato, ma alcuni spifferi non escludevano l’ipotesi di un classico vertice nella notte (e magari oggi sapremo) o da organizzare subito dopo il derby. La Lazio certamente non andrà più tanto avanti, entro pochi giorni cercherà di definire l’intesa o di svoltare verso l’addio: prendere o lasciare. Felipe, nelle intenzioni, preferirebbe restare a Roma. Devono quadrare i conti, serve un’intesa economica.

Le distanze, qualche mese fa, erano ampie. E poi ci sono le riflessioni tecniche. Felipe, per Sarri, era un elemento centrale della Lazio. Anche Tudor ha espresso gradimento nei suoi confronti, lo può utilizzare in diversi ruoli, sotto punta o sulla fascia. Ai tempi di Inzaghi, il brasiliano non sopportava l’impiego come laterale con la difesa a tre. La Lazio di oggi, con il sistema ibrido (“tre e mezzo”), gli garantisce un minimo di copertura. A ridosso del centravanti, esprime in modo compiuto il suo potenziale. Corriere dello Sport