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Prestazioni top e contratto per Milinkovic: per ora non c’è spazio per il rinnovo

Lotito, non è casuale, ha ripreso ad alzare la posta: 100 milioni per il cartellino di Milinkovic. Così fa trapelare. Segnali inviati, non a richiesta, in proiezione Qatar. E’ evidente il motivo, accompagnato dalla crescita esponenziale dell’asso serbo, entrato nella scia (sotto forma di assist e gol) di De Bruyne e Neymar, top player mondiali. Non c’è alcuna possibilità al momento di rinnovare e prolungare il contratto di Sergej, in scadenza il 30 gennaio 2024. A gennaio mancheranno appena diciotto mesi allo svincolo ed è ovvio che la Lazio prepari il terreno e la resistenza, cominciare ad alzare il muro. Confidare in un prolungamento dell’accordo, anche solo annuale, è un esercizio da lasciare ai teorici delle buone intenzioni. La cronaca porta in direzione opposta. Per la prima volta, dopo tanti anni, le carte sono in mano a Kezman e l’agente del giocatore non ha alcun interesse ad accelerare la trattativa oppure a rimanere prigioniero, tenendo alto il prezzo del cartellino. Se offerte irresistibili non sono arrivate in tempi recenti alla Lazio, non è cambiato il pensiero di Sergej, che pure si sente affezionatissimo al club biancoceleste. Va verso i 28 anni. Sogna il trasferimento in un top club mondiale. A maggior ragione, potrebbe decidere in autonomia tra dodici o diciotto mesi, posto che preferirebbe andarsene con reciproca soddisfazione, cioè garantendo una bella cifra alla società.

Il futuro dopo il Mondiale in Qatar

Qualche settimana fa c’è stato un colloquio tra Lotito e Kezman. I contatti tra agente e Formello sono stati costanti anche dopo la chiusura del mercato. Non ci sono incontri in agenda e neppure viaggi a Roma previsti dall’ex attaccante. Se ne parlerà semmai dopo il Mondiale in Qatar, che potrebbe contribuire ad accrescere la visibilità e la considerazione internazionale di Milinkovic, sinora assente dal grande palcoscenico della Champions. La Serbia del ct Dragan Stojkovic peraltro punta a passare il girone e ha ampie possibilità di arrivare agli ottavi: dopo aver costretto il Portogallo di Ronaldo ai playoff, deve mettersi dietro Svizzera e Camerun per restare nella scia del Brasile. Due o tre giorni prima del debutto a Doha, proprio di fronte ai verdeoro di Neymar, Sergej diventerà padre. La fidanzata Natalija è incinta. Il gesto del ciuccio, dopo la doppietta allo Spezia, valeva come dedica. Corriere dello Sport

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Lazio, la ricerca della continuità: mai tre vittorie di fila con Sarri…

Non sono ammessi altri passaggi a vuoto. Ancora una volta la Lazio ha la possibilità di vincere tre partite di fila fra le varie competizioni. Da quando c’è Sarri non ci è mai riuscita. Il tecnico sta cercando, da tempo, di lavorare su questo aspetto, perché la squadra ha, da sempre, gravi e sorprendenti cali mentali. Basti pensare che l’ultima volta che i biancocelesti erano riusciti a battere due avversari uno dietro l’altro (Feyenoord e Verona), ha poi perso 5-1 in Danimarca con il Midtjylland. Una figuraccia che deve restare bene impressa nella testa dei giocatori: se scendono in campo deconcentrati lo scivolone è dietro l’angolo. “Per ora abbiamo una continuità di 4 giorni”, ha detto Sarri in conferenza proprio per sottolineare quanto poco la sua Lazio riesca a tenere alta la soglia d’attenzione. Dopo il netto miglioramento nella fase difensiva ora tocca a quello nell’approccio mentale. La squadra (che ieri ha vissuto la giornata della foto ufficiale della stagione 2022-23) non può montarsi la testa per l’ottimo inizio in campionato. Sarri vuole che i piedi siano ben saldi a terra e che si affronti ogni partita con la stessa ferocia. Corriere della Sera

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Marcos Antonio titolare a Graz? È l’ora dell’uomo più atteso

L’uomo più atteso. Prima per le aspettative, ora perché deve ancora riuscire a emergere. Marcos Antonio non si è ancora preso la Lazio. Dei primi 900 minuti stagionali ne ha giocati appena 151. Poco, considerando che è il giocatore che, per filosofia di gioco (con la palla e anche senza…) è quello che più si avvicina all’idea di Sarri. Non era il primo nome sulla lista dei desideri del tecnico, ma, individuato il profilo, è  stato approvato. E dopo i primi mesi di lavoro insieme a Formello restano convinti della bontà dell’operazione che lo haa portato a Roma. Eppure solo una volta è stato schierato titolare (contro il Verona), e perché c’era Cataldi squalificato. Domani con lo Sturm Graz però avrà un’altra occasione. “È chiaro che, se gioca lui, poi il centrocampo deve essere di un certo tipo – ha spiegato Sarri al termine della gara col Feyenoord -. Marcos Antonio ha qualità e tecnica, ma è scadente a livello fisico. Le scelte vanno fatte anche in relazione a questo: gioca quando trovo l’incastro giusto”. Il brasiliano arrivato dallo Shakhtar pressa a tutto campo quando la palla ce l’hanno gli avversari ed è sempre rapido a far girare il pallone quando il possesso ce l’ha la Lazio. Deve però probabilmente mettere su massa muscolare e i compagni devono adattarsi a lui (più di quanto lui debba fare con i compagni). Serve equilibrio, ma a darlo devono essere anche gli altri 10, non solo Marcos Antonio.

IL PROFILO – Acquistato dallo Shakhtar nel febbraio del 2019 per 3,5 milioni di euro, nasce trequartista ma sa giocare anche mezzala e come mediano. Ha una buona (perfino ottima…) tecnica individuale e una visione di gioco altrettanto buona. Non ha la veemenza nel contrasto di Leiva ma riesce comunque a sfruttare la statura per arrivare prima degli altri sul pallone tenendo alti i ritmi della manovra che per lui è prevalentemente in verticale. Si può paragonare a un giocatore di scacchi: immagina l’azione con qualche mossa d’anticipo, al punto che perfino quando ritarda il passaggio lo fa per ottenere un’occasione migliore. Tutto è calcolato, niente è lasciato al caso. In entrambe le fasi.

TITOLARE – Domani con lo Sturm Graz dovrebbe tornare titolare. Di fatto sarà la prima volta che Sarri lo preferirà a Cataldi chee quindi si accomoderà in panchina. Questo per far respirare il numero 32, è evidente, ma il tecnico biancoceleste ha dimostrato l’anno scorso con vari giocatori di schierarli solo se convinto. Ci sono diversi esempi: Akpa Akpro è stato utilizzato per soli 415 minuti in tutta la stagione 2021-22, Vavro ha giocato meno di un quarto d’ora fino a quando a gennaio ha lasciato Formello. Perfino Luiz Felipe, titolare inamovibile a inizio stagione, ha giocato appena 59 minuti nelle ultime cinque di campionato. L’italo-brasiliano aveva staccato la spina sapendo che avrebbe lasciato Formello (in estate è passato al Betis a parametro zero), e il tecnico non ha più puntato su di lui benché la squadra andasse ancora a caccia di punti pesanti per strappare la qualificazione all’Europa League. Per questo Marcos Antonio, nel caso in cui venisse effettivamente schierato dal primo minuto, ha il compito di sfruttare l’occasione. La trasferta di Graz è importante per il futuro della squadra in campo internazionale. I 3 punti servono per centrare il primato che, specie dall’anno scorso, pesa in maniera sensibile non solo per il cammino in Europa League, ma anche per alleggerire il calendario di tutta la stagione. Sarri è convinto che con il tempo il brasiliano possa dare ancor più fantasia e velocità alla manovra. Lo deve capire lui, lo deve capire la squadra, che ha il compito di accoglierlo anche tatticamente per rendere il tutto attuabile. In fin dei conti Marcos Antonio è il giocatore più atteso dell’ultima campagna acquisti. Lo è per le aspettative, ora lo è anche perché si sta aspettando che riesca a inserirsi. Ma è giunta l’ora di porre fine all’attesa.

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Tabù trasferta in Europa, l’ultima vittoria quasi un anno fa

La Lazio ha avuto evidenti problemi in Europa in trasferta. Come riportato da Il Messaggero, l’obiettivo dei biancocelesti, domani impegnati in Austria contro lo Sturm Graz, sarà ritrovare i 3 punti lontano dall’Olimpico: nelle ultime 15 in Coppa ben 9 sconfitte e solo 2 vittorie. L’ultimo exploit esterno è stato lo scorso novembre a Mosca con la firma di Immobile (doppietta) e Pedro. Sarri vuole conferme dopo le grandi prestazioni in Serie A.

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Due facce della stessa difesa: ora va sistemata anche in Europa

Due facce per la stessa difesa. L’avvio di campionato della Lazio è stato contraddistinto da un’inconsueta solidità difensiva. Appena cinque i gol concessi dalla squadra di Sarri nelle prime otto giornate di Serie A, di cui ben 4 su palla inattiva. L’unica rete da azione infatti è quella di Gabbiadini, con il filtrante di Rincon che ha trovato scoperta la retroguardia biancoceleste. Un pareggio che ha tolto due punti in classifica a Immobile e compagni che altrimenti sarebbero a un solo passo dalle capoliste Napoli e Atalanta (solo la formazione di Gasperini con 3 ha preso meno gol della Lazio). Guardarsi indietro però non serve a niente, come spiegato dall’allenatore dopo la gara contro la Cremonese.

Quella con lo Spezia invece è stata la quarta sfida conclusa con un clean sheet, la terza di fila: nella passata stagione, per ottenere lo stesso risultato, erano servite 23 giornate contro le 8 dell’annata in corso. Un dato emblematico di quanto sia migliorata la Lazio a livello difensivo. Merito del mercato e del modo di giocare della squadra, che sembra aver appreso sempre meglio quelli che sono i dettami di Sarri. Baricentro molto più alto, aggressione sul portatore di palla già in fase di costruzione, giuste distanze tra i reparti durante il non possesso. E poi ci sono gli interpreti, tra chi è arrivato e chi ha nettamente migliorato il proprio rendimento. Il salto di qualità c’è stato in porta, con le prestazioni di Provedel che hanno lasciato tutti senza parole. Mancini compreso, che lo ha chiamato in Nazionaledurante le partite di Nations League contro Inghilterra e Ungheria. Anche contro la sua ex squadra il portiere di 28 anni ha dato un saggio delle sue qualità. Martusciello però non è sembrato affatto sorpreso del suo rendimento. «Come mai Provedel è arrivato ora su un grande palcoscenico dovremmo chiederci, non è un giorno che gioca. E’ arrivato qui con l’occhio spiritato, qualsiasi secondo di allenamento lo fa come se fosse l’ultimo», le parole del vice di Sarri di domenica scorsa. Altra menzione speciale per Romagnoli. Sorvolando sul primo gol, l’ex capitano del Milan ha portato nello spogliatoio degli ingredienti che mancavano. Leadership, carisma, personalità, esperienza. Nonostante le preoccupazioni riguardo una pubalgia latente, il centrale si è sempre disimpegnato in modo preciso, riducendo al minimo le sbavature. Non trascurabile la crescita sia di Lazzari che di Patric.

A questo quadretto di semi-perfezione in A però si contrappone quanto visto in Europa League. Bensette gol concessi agli avversari nelle prime due partite del girone. Contro il Feyenoord, a risultato acquisito, la Lazio ha smesso di giocare e nell’ultima mezz’ora ha regalato due reti, ma sarebbe potute essere anche di più (il Var ha tolto un rigore agli olandesi a tempo scaduto). Inutile invece ripensare a quanto successo in Danimarca, con il tracollo che ha portato al 5-1 in favore del Midtjylland. Eccola allora la missione dei biancocelesti. Invertire il trend e blindare la porta come fatto nelle ultime tre partite di campionato. Il Tempo

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Graz, lo stadio che fu intitolato ad Arnold Schwarzenegger. Ma poi…

La Merkur Arena di Graz. Lo stadio dove la Lazio giocherà la terza partita di Europa League (e dove ha vinto l’unico precedente nel 2002), fino al 2005 si chiamava Arnold Schwarzenegger Stadion, in onore dell’attore austriaco. Cambiò nome perché a Graz non presero bene la decisione dell’ex governatore della California di sostenere la pena di morte.

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Il dominio assoluto del Sergente: non solo gol ed assist

Il solito fenomeno, il solito Milinkovic. Ormai è diventato scontato, quasi banale per quanto è forte. Troppo superiore quando c’è da confrontarsi con i centrocampisti delle altre squadre. Anche contro lo Spezia è stato un dominio assoluto. Al di là delle due reti – classe allo stato puro – il Sergente ha messo in campo una prestazione sontuosa. Gli unici a non essere stati oscurati dalle sue giocate sono stati Felipe Anderson e Zaccagni. Le ambizioni di questa Lazio passano inevitabilmente dal rendimento, fino a oggi stratosferico, del Sergente.

Se in più ci mettiamo anche i gol, allora diventa quasi superfluo mettersi a cercare un altro nel suo ruolo più forte nel campionato italiano. Tutte le statistiche sono dalla sua parte. Domenica ha toccato 162 palloni, di cui ben 32 sotto pressione. Il dato che impressiona maggiormente però riguarda la percentuale di tocchi di prima: ben il 46% dei suo passaggi sono arrivati sapendo già a chi indirizzare la sfera. E poi ci sono i numeri sulle palle aeree: 14 volte è andato a saltare, la media di altezza è di 2.04 metri. Là dove osano le aquile. Lui però ultimamente è diventato più concreto, ha messo da parte i leziosismi. Sta anche qui la crescita di Milinkovic, sempre più a disposizione della squadra. Negli ultimi anni è sempre stato tra quelli che hanno corso di più, instancabile. Nelle ultime due giornate poi si è messo anche a segnare. Il Tempo

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Provedel, davvero un finimondo: senza sosta anche in Europa. Casale prova ad accelerare

Sembra un angelo caduto dal cielo: pagato appena due milioni allo Spezia, Ivan Provedel sta incantando il mondo Lazio. Davvero un finimondo, questo portiere biondo, come dice il coro, ribadito da uno striscione nei Distinti Sud domenica pomeriggio. Contro l’ex squadra, un’altra parata su Gyasi da standing ovation, il quarto clean sheet in 10 presenze, una media di porte inviolate del 50%. Un sogno rispetto alla passata stagione, quando Reina e Strakosha erano sempre stati battuti, arrivati a questo punto. A ottobre la Lazio rischia di eguagliare addirittura il record sarriano di gennaio scorso con quattro clean sheet di fila in campionato, exploit ottenuto soltanto nel 2006 e nel 2015 sotto la gestione Lotito. Oltre alle 21 parate decisive, Provedel ora sfoggia ben 220 passaggi completati di cui Sarri si è invaghito. E non è il solo: «La vera domanda è come mai sia arrivato solo a 28 anni in un grande palcoscenico», sottolinea il vice Martusciello. Alla Lazio, dopo appena 6’, ha preso il posto di Maximiano, strapagato 10,7 milioni e già in aria di prestito. Il portiere portoghese oltretutto ora ha un forte dolore all’anca che non gli permette di tuffarsi al meglio. Ecco perché Provedel giocherà anche dopodomani contro lo Sturm Graz, anche se Maximiano dovrebbe essere convocato insieme al baby Magro. Già, perché Adamonis è cresciuto tanto, potrebbe presto diventare secondo, ma è fuori dall’elenco europeo. Casale vuole invece anticipare i tempi del rientro: se gli esami di domani all’adduttore dovessero dare esito positivo, sabato potrebbe riassaporare un allenamento. Oggi la foto ufficiale della squadra a Formello. Da ieri alle 16 sono in vendita – in prelazione per gli abbonati sino al 16 ottobre – i biglietti per il derby del 6 novembre nei settori Nord e Monte Mario. Il Messaggero

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Lazio, l’entusiasmo dei tifosi pronto all’esodo

I tifosi sono in delirio: saranno in 1000 a Graz, in 2500 al Franchi lunedì prossimo. L’entusiasmo va cavalcato, deve riversarsi nell’approccio. Serve lo stesso fuoco che da settimane ormai arde dentro la Lazio. Guai a spegnerlo. Il Messaggero

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Lazio, che lo show sia continuo! Che forza le ali di Sarri…

La continuità vale molto più dello show. Contro lo Spezia, Sarri centra per la prima volta la terza vittoria consecutiva sulla panchina della Lazio. Il suo sorriso è più acceso del sole il giorno dopo a Formello. Perché, a suon di 4-0 (Cremonese e Spezia), è giusto dirlo, la solidità e l’equilibrio crescono pian piano insieme allo spettacolo. Maurizio non ha mai dimenticato il bel gioco, ma prima andava raddrizzato tutto il resto. Una volta assestato il reparto debole, con l’attuale seconda miglior difesa (5 gol subiti) del campionato, riecco anche le raffiche di gol, a forza di slabbrare l’avversario coi passaggi dentro-fuori, i triangoli, quasi una naturale consecutio. È questo il grande salto della Lazio, oltre quello al quarto posto: 17 punti (una media di 2,13 a incontro), ancora più tre (solo Atalanta e Udinese han fatto meglio) rispetto all’anno scorso, a -1 dai due migliori risultati (19 punti) dopo 8 giornate dell’era Lotito. 

IL SOGNO AZZURRO

Anche le ali ora tornano a far volare la Lazio. Incredibile l’ulteriore maturazione di Zaccagni, in gol dopo essere stato ignorato per “punizione” dal Mancio: «Ma io voglio tornare in azzurro, è il mio sogno». Il ct aspetta le sue scuse per l’ultimo forfait di giugno. Difficile che venga invece perdonato Lazzari, nonostante si sia trasformato ormai in un terzino vero. Anzi, Manuel è l’emblema dell’apprendistato concluso del Sarrismo, in cui all’inizio – abituato nel 3-5-2, sull’esterno – sembrava un corpo estraneo e isolato. Ora sfreccia avanti e indietro, e salva la Lazio con un guizzo su Kiwior, dopo un mese passato col flessore ko. Felipe Anderson 2.0 invece sembra solo apparentemente lo stesso: quando è in giornata, è sempre stato un fenomeno, ma ora fa tutta la fascia da un angolo all’altro, ha trovato il 45esimo passaggio decisivo con la Lazio. Quattro timbri e quattro assist dalle ali titolari, poi c’è Pedro che cala il tris (2 gol e 1 assist) sul tavolo da subentrato: giovedì in Europa, lo spagnolo si riprenderà il posto. Ma intanto i biancocelesti in Italia hanno di nuovo il secondo miglior attacco: 17 reti, una in meno dell’anno scorso, quando come ora vantavano il miglior rapporto fra tiri fatti (120) e i gol. Oltre il 14% significa cinismo.