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Lazio, Gattuso arriva con gran parte dello staff azzurro

L’allenatore sarà a Roma la prossima settimana, deve decidere le date del ritiro.

Gattuso porta con sé gran parte dello staff azzurro. Luigi Riccio il vice, si conoscono dai tempi del Perugia di Gaucci, erano compagni di squadra. Insieme ai Glasgow Rangers nel 1997. Si sono persi e
ritrovati da allenatori: dal Sion alla Nazionale. Sono legatissimi anche fuori dal campo. Bruno Giovanni Dominici, riporta il Corriere dello Sport, sarà il responsabile dei preparatori atletici, era al Milan quando Gattuso giocava. Hanno iniziato a collaborare nella Primavera dei rossoneri. Con lui Dino Tenderini, si erano conosciuti al Milan, hanno lavorato insieme nell’Italia. Seguirà Rino. Il preparatore dei portieri sarà Roberto Perrone, una collaborazione nata al Napoli. Il match analyst, già al Milan, sarà Marco Sangermani.

Gattuso, si legge, sarà a Roma la prossima settimana, ha già visitato il
centro sportivo di Formello da cittì ad agosto. Deve decidere le date del ritiro. Con Sarri la Lazio aveva definito solo il ritiro a Formello. Le amichevoli estive, italiane ed estere, al vaglio di Gattuso.

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Lazio, dello svincolo di Sarri se ne occupano i legali

A breve attesi i saluti ufficiali di Sarri e l’arrivo di Gattuso.

L’annuncio di Gennaro Gattuso sarà ufficiale appena la Lazio libererà Sarri. Stando a quanto riporta il Corriere dello Sport, non ci sarà nessun incontro con Lotito, dello svincolo se ne occupano i legali.

Addio formale, senza sentimento. Separazione per colpa, vale per entrambi. Sarri lascerà la casa dell’Olgiata tra oggi e domani. Lo strappo era insanabile per tutti, il finale lo certifica.

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Lazio, Gattuso atteso a Formello la prossima settimana: i dettagli del contratto

La firma è attesa via mail. Tra i premi europei anche il bonus Champions.

Corsi e ricorsi per Lotito. A Rino pensava dal 2019, riporta il Corriere dello Sport. Gattuso stava per rimpiazzare Inzaghi. Era il 19 ottobre, Lazio sotto 0-3 con l’Atalanta, due gol di Immobile e uno di Correa salvarono Simone (3-3). Nell’intervallo Lotito chiamò Gattuso, il sogno di allenare i biancocelesti si fermò a Orte. Stava raggiungendo Roma in macchina, tornò a casa. Due mesi dopo firmò col Napoli. È stato in corsa anche prima di Baroni e l’anno scorso, se fosse saltato Sarri.


Il presidente e Fabiani, si legge, hanno accelerato la svolta ieri mattina. Gattuso era stato in contatto con il diesse nei giorni scorsi, aspettava di parlare con Lotito per vederci chiaro. Non sarebbe venuto a scatola chiusa, conosce l’Odissea vissuta dalla Lazio e dai tifosi laziali. Una call è bastata per convincersi a firmare. Il contratto è uno più uno (un biennale) da 1,5 milioni più bonus, il secondo anno scatta con una clausola proforma. La firma è attesa via mail. Tra i premi europei anche il bonus Champions, un miraggio per ora. Rino potrebbe arrivare a Formello la prossima settimana per decidere le date del ritiro (in casa) e il programma delle amichevoli.

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Lazio, non solo Pedraza: in arrivo un altro difensore

Il club parte dalla difesa: in arrivo Sergi Dominguez.

Lazio verso la rivoluzione estiva: tanti calciatori in scadenza di contratto, numerosi quelli che stanno facendo valutazioni sul futuro. Intanto il club, riporta La Repubblica, oltre a Pedraza ha messo nel mirino un altro difensore: il primo acquisto della sessione estiva sarà Sergi Dominguez, centrale della Dinamo Zagabria. 

La Lazio, si legge, segue il 21enne già da tempo: di nazionalità spagnola e cresciuto nel Barcellona, prima B (41 presenze) e poi la prima squadra (3 presenze), è arrivato in Croazia la scorsa stagione, collezionando 29 presenze e 2 gol. Questo è il primo tassello del club capitolino, impegnato in una vera e propria rivoluzione: la priorità intanto è capire chi sarà il nuovo tecnico e poi si faranno tutte le altre valutazioni del caso anche per i calciatori.

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Lazio, l’attacco preoccupa anche per il futuro: seconda volta in tre anni senza calciatori in doppia cifra

La Lazio, per la seconda volta nelle ultime tre stagioni, ha terminato la Serie A senza nemmeno un calciatore in grado di realizzare 10 reti.

I due capocannonieri della rosa, tra un inciampo e l’altro, si sono fermati esattamente a metà strada per la doppia cifra: 5 gol per Pedro e Isaksen, i due “bomber” biancocelesti nel campionato 2025-2026. La Lazio, riporta il Corriere dello Sport, per la seconda volta nelle ultime tre stagioni, ha terminato la Serie A senza nemmeno un calciatore in grado di realizzare 10 reti. Uno score totalmente in controtendenza rispetto a quanto successo nell’abbondante decade precedente: dal 2010-2011, infatti, la squadra aveva sempre avuto almeno un giocatore con 10 timbri in un singolo campionato. Nessuna interruzione per 13 anni di fila, ecco l’elenco di coloro che hanno contribuito alla striscia fino all’inizio della stagione 2023 2024: 7 volte Immobile, 3 Klose e Candreva, 2 Hernanes e Milinkovic, una a testa Parolo, Felipe Anderson, Keita, Luis Alberto e Zaccagni.ù


Fa ancora più effetto leggere i numeri della Serie A finita contro il Pisa. Ha faticato l’intero tridente e non ci sono stati centrocampisti in grado di contribuire in modo evidente. Sabato sera Pedro ha raggiunto Isaksen a quota 5. Noslin e Cancellieri ne hanno fatti 4, Zaccagni, Cataldi e Taylor 3 (l’olandese da gennaio in poi). Qualcosa di simile era già successo nel 2023-2024, la stagione caratterizzata dalle dimissioni a marzo di Sarri, sostituito in corsa da Tudor, poi dimissionario come il Comandante. Il conto si era chiuso con Immobile a 7 gol, Vecino e Zaccagni 6, Felipe Anderson e Luis Alberto a 5. Castellanos ne aveva siglati 4 da vice-Ciro, Isaksen 3 quand’era fisso alle spalle di “Felipetto”. Kamada, Guendouzi e Patric (tutti a 2) erano stati gli altri a farne più di uno.


Quest’anno, conclude il quotidiano, il bottino è peggiorato drasticamente. Castellanos è stato ceduto al West Ham a metà stagione. Ratkov, pagato 13 milioni dal Salisburgo, non ha mai trovato la via del campo, nemmeno con il Pisa. L’esperimento di Maldini falso nove non ha funzionato come evidenziato dal cambio di rotta di Sarri. Noslin ha dato qualche segnale, troppo poco pure da parte sua. Dia non si è mai acceso. Negli ultimi tre anni le uniche eccezioni sono stati Pedro e il Taty con Baroni in panchina: 10 gol per entrambi. Un dato quasi toccato anche da Dia (9 da trequartista) e Zaccagni (8). I due non si sono minimamente ripetuti nella Serie A appena conclusa. Adesso, a giochi fatti, resta lo sconforto dei paragoni con il passato insieme alla preoccupazione per il futuro.

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Lazio, Isaksen strappo d’addio: il danese è tra i cedibili

Per età, potenziale e valutazione economica, l’esterno resta tra i più sacrificabili.

In una stagione già piena di tensioni, silenzi e incomprensioni, anche il finale tra Isaksen e Mau rischia di trasformarsi in un caso destinato a lasciare il segno dentro Formello. Durante gli ultimi minuti della partita contro il Pisa, riporta il Corriere dello Sport, il danese avrebbe rifiutato l’ingresso in campo nonostante la chiamata arrivata dalla panchina per dare il cambio a Cancellieri. Gustav era stato mandato a scaldarsi da diversi minuti. Poi, quando è arrivato il momento di entrare, avrebbe detto “no”, sostenendo di non essere ancora pronto. Un episodio forte, soprattutto considerando il momento delicato vissuto dalla squadra e il rapporto mai davvero decollato tra il giocatore e Sarri.

Isaksen chiude così la sua terza stagione biancoceleste in bilico. Mai realmente esploso, spesso frenato da limiti di continuità, ma comunque ancora considerato uno dei profili con più mercato all’interno della rosa laziale. Per età, potenziale e valutazione economica, il danese resta, conclude il quotidiano, tra i più sacrificabili. Se dovesse arrivare una proposta ritenuta adeguata, capace di garantire una plusvalenza da mettere a bilancio, la Lazio aprirebbe senza tentennamenti alla cessione. La sensazione è che Isaksen sia arrivato a un bivio.

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Lazio, tegola Cataldi: il centrocampista deve operarsi

La pubalgia ferma anche il regista: si opera oggi a Barcellona.

L’ultimo intervento chirurgico di questa stagione. Oppure già il primissimo in vista della prossima. Cataldi, riporta il Corriere dello Sport, si opererà oggi a Barcellona a causa della pubalgia: decisione immediata, i guai fisici l’hanno bloccato da fine aprile, dalla semifinale di ritorno con l’Atalanta. Fuori in campionato contro Udinese, Cremonese, Inter, Roma e Pisa, in più forfait confermato anche nella finale di Coppa Italia. Non ha potuto più dare il suo contribuito per colpa degli acciacchi muscolari, il regista ha pagato dazio in un’annata intera giocata a denti stretti.

Cataldi, si legge, vuole sfruttare il periodo delle vacanze per riunirsi al gruppo fin dal primo giorno della nuova preparazione atletica. Danilo è il terzo a sottoporsi allo stesso tipo di intervento nel giro di dodici mesi.

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Lazio, diversi nodi da sciogliere: riflessioni per Zaccagni, Romagnoli potrebbe seguire Sarri

Diversi calciatori in dubbio per la prossima stagione: le ultime.

Tante incognite. La Lazio ha davanti a sé una lunga estate di riflessioni. Insofferenza e riflessioni per Zaccagni, riporta Il Messaggero, reduce da un’annata sconfortante chiusa con tredici sfide ai box, senza assist né reti da punti. Il capitano conosce l’apprezzamento del Napoli, è lusingato dalla corte del Marsiglia e disincantato dal sipario sul Sarri-bis. In poco tempo ha già visto andare via i senatori Milinkovic, Luis Alberto, Immobile, Anderson, Guendouzi, Vecino e Pedro, ora fiuta il rischio di una fascia potenzialmente ingabbiante. Proprio come l’anno di contratto rimasto a Romagnoli, che ritiene terminata la parentesi laziale.

Sarri, si legge, porterebbe con sé nella nuova avventura l’ex Milan, che però reclama il Qatar e assicura che l’Al-Sadd sia pronto a tornare alla carica dopo il pasticcio sul gong della finestra invernale. Mau proseguirebbe volentieri anche col convalescente Provedel, ma il 32enne non vorrebbe essere relegato a vice Carnesecchi e preferirebbe la titolarità, tra Lazio e Bologna (in pressing). L’agente di Gila vuole evitare fratture col club, che parte da una base d’asta di venti milioni, dovendo corrispondere il 50% della rivendita al Real Madrid. Il classe 2000 non ha fretta, ma neanche la minima voglia di negoziare un rinnovo anacronistico.

Cataldi andrà sotto i ferri già oggi a Barcellona: l’inizio di pubalgia l’ha tenuto fuori da metà aprile, da qui l’operazione a cui nell’ultimo anno si erano già sottoposti Zaccagni e Rovella. L’obiettivo è tornare ristabilito a metà luglio per il ritiro a Formello, che sarà preceduto da valutazioni sui campi di allenamento rese doverose dagli oltre cinquanta infortuni stagionali. Tra auspicati addii, spine contrattuali, malumori diffusi e problemi fisici, i nodi da sciogliere in fretta si moltiplicano. Visto il vento di massiccio rinnovamento e date le molteplici e articolate incombenze, la nuova stagione sembra lontana anni luce.

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Lazio, scatto per Gattuso ma prima l’incontro con Sarri. Tutti i nomi i lista per sostituirlo: spunta Lisci

In casa Lazio è iniziato il casting-allenatore: le ultime.

Sarri e Lotito devono trovare il modo di lasciarsi, a entrambi conviene farlo. Sarri è in parola con l’Atalanta, aspetta solo la sua firma. Lotito ha iniziato il casting da giorni e bisogna programmare la nuova stagione. Chi farà la prima mossa? Fino a ieri, riporta il Corriere dello Sport, non c’erano incontri in programma. Sarri è ancora all’Olgiata, conta di partire a metà settimana per Castelfranco di Sopra. Aspetta la chiamata, non farà la prima mossa; è sotto contratto e deve seguire passi formali. Lotito vorrebbe che fosse lui a esporsi, finora non l’ha fatto. Il presidente deve decidere se lasciarlo a mollo un po’ o no. Dopo la partita con il Pisa ha dato a tutti un generico arrivederci a Formello. Da oggi le strategie inizieranno ad essere più chiare a meno che non scatti un tiremmolla sfiancante. In questo caso a Sarri non resterebbe che rompere il contratto. Punta a difendere ogni euro dei 2,5 milioni che gli spettano quest’anno.

Il casting per la successione, si legge, è nel vivo. La Lazio ha chiamato Gattuso. I contatti telefonici risalgono a qualche giorno fa. Servirà un approfondimento nelle prossime ore per comprendere meglio il piano e le prospettive della prossima stagione a Formello. Non è l’unico candidato. L’ex ct dell’Italia ascolterà la proposta di Lotito, ma è consapevole dei rischi e deciso a valutare con prudenza il suo futuro. La voglia di tornare in panchina si scontra con la predisposizione ad imbarcarsi in missioni disperate. Era già
stato vicino al club biancoceleste in passato. Lotito è attratto
dalla personalità e dal temperamento dell’ex ct azzurro.


La Lazio, conclude il quotidiano, tiene in caldo Palladino e Pisacane, contatti con i procuratori. Conceiçao si può liberare dall’Al-Ittihad. Inoltre è spuntato Crespo, esonerato dal San Paolo. Da Formello non escludono piste estere. È spuntata la candidatura di Alessio Lisci, tecnico dell’Osasuna, si è salvato in Liga con la classifica avulsa. Ha 40 anni, un passato nelle giovanili della Lazio (coordinatore motorio di Pulcini ed Esordienti).

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Lazio-Sarri, la seconda triste separazione tra confronti e pendenze: il faccia a faccia con Lotito

La storia di Maurizio Sarri e la Lazio, secondo tutti, è in procinto di terminare in uno Stadio Olimpico deserto, senza obiettivi da raggiungere, e con tanta tristezza: subito dopo la sfida con il Pisa, si delineerà con maggiori certezza il futuro di entrambe le parti, anche a seguito del doppio confronto che il tecnico avrà prima con Lotito e poi con Fabiani.

Il Comandante è stanco. Vuole una società che lo ascolti sul mercato, come alla Lazio non è mai successo quest’anno. 

Napoli e Atalanta lo corteggiano il mister, e gli orobici sono dati in netto vantaggio, ma prima va risolto il contratto, che lo lega alla Lazio per ancora due anni. Sarà quindi necessario un incontro con Claudio Lotito. Al centro della discussione, secondo quanto riporta Il Messaggero, ci saranno le pendenze. Sembra che Maurizio Sarri esigerà qualcosa, per la dura stagione affrontata e per essere riuscito nell’intento di mantenere il gruppo unito e motivato, nonostante le difficoltà.

Con Fabiani, invece, il tecnico avrebbe già parlato. Secondo il Corriere dello Sport, in un confronto tra allenatore e ds si sarebbe parlato di dinamiche interne e di rapporti di forza, i due aspetti che avrebbero convinto il Comandante a non poter più guardare avanti con fiducia.