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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Pedro dal 1′ perché la gara va indirizzata. Ecco cosa farà la differenza…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Domenica l’aspetto motivazionale, emotivo, farà la differenza: sono due squadre che hanno problemi, anche se hanno identità entrambe. Credo che quando incontri le squadre di Gasperini devi giocare un certo tipo di calcio: verticale. Loro saranno uomo su uomo, faranno grande pressione quindi giocare in orizzontale diventerebbe pericoloso, ogni perdita di palla potrebbe diventare un’occasione per gli avversari. Tuttavia, è la partita per le caratteristica delle squadre di Sarri, come abbiamo già visto in passato.

I giocatori che a livello emotivo possono dare qualcosa in più? Più che altro parlerei di linguaggio del corpo. Pedro ci deve essere, perché la gara va indirizzata. Poi serve coraggio, trasmettere quell’entusiasmo necessario, c’è poca autostima in questo momento.

Incontri una squadra in difficoltà, che ha dei grandi limiti dietro. Serve la cattiveria giusta da parte nostra, non il nervosismo che stiamo vedendo. Rovella mi sembra il Guendouzi di qualche tempo fa, occorre la ‘paura positiva’, questi dettagli possono fare la differenza al derby.

Dele-Bashiru, con questo spartito, ora è insufficiente; per me se gioca in una determinata maniera ha delle buone qualità. Con Belahyane ci sarebbe più palleggio, più qualità tecnica in mezzo al campo”.

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FORMELLO

Lazio, ottimismo Rovella ma serve il rientro in gruppo. Dele-Bela, il dubbio

Continua a esserci ottimismo anche sul recupero di Nicolò Rovella (dopo quello di Castellanos), che però anche ieri non si è allenato con la squadra. Cataldi si tiene pronto per giocare da titolare come fatto a Como in cabina di regia, ma come successo a Reggio Emilia se dovesse recuperare Rovella difficilmente Sarri ci rinuncerà dal primo minuto. Chi invece non recupera è Matias Vecino, che continua a sentire fastidio nonostante il quadro clinico sia positivo e non ci sia più la lesione muscolare che lo tiene fermo ormai da un mese e mezzo. A centrocampo oltre al regista dubbio nel ruolo di mezzala sinistra, con Dele-Bashiru e Belahyane che si giocano una maglia da titolare. Nessun dubbio invece in difesa davanti a Provedel, con Marusic e Tavares sulle corsie con la coppia composta da GIla e Romagnoli a guidare il reparto difensivo.

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SOCIETA'

Lazio, Lotito: “Falso che sono malato, continuerò a lungo a guidare la società”

Comunicato ufficiale S. S. Lazio: “In relazione ad alcune notizie circolate nelle ultime ore, desidero precisare quanto segue. 

Le voci che mi vorrebbero malato sono totalmente false e prive di ogni fondamento. 

Per quanto riguarda le telefonate rese pubbliche, si tratta di conversazioni private diffuse senza alcuna autorizzazione. Ho dato mandato ai miei legali di rivolgersi al Garante della Privacy e all’Autorità Giudiziaria per la tutela dei miei diritti. 

È evidente come tali notizie, artefatte e prive di verità, abbiano il solo scopo di destabilizzare l’ambiente e l’immagine della S.S. Lazio, società quotata in Borsa e quindi sottoposta a regole di massima trasparenza e responsabilità. 

Sono felice di confermare ai nostri tifosi che continuerò ancora a lungo a guidare la S.S. Lazio con la stessa determinazione e lo stesso senso di responsabilità che mi hanno sempre contraddistinto, continuando in una gestione solida che porterà il Club a operare con forza e stabilità per altri 125 anni di storia”.

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APPROFONDIMENTI

La nuova frontiera del Derby, Sarri vs Gasp: due filosofie opposte per una rivalità lunga 20 anni

Per la prima volta Sarri e Gasperini si sfidano da allenatori delle due squadre della Capitale. Se per Sarri si tratta di un ritorno sulla panchina della Lazio, per Gasperini è invece un debutto assoluto sulla sponda giallorossa che arriva appena alla quarta gara ufficiale. Due figure simbolo della panchina italiana, con percorsi professionali molto diversi ma entrambi impreziositi da un trionfo in Europa League.

Gian Piero Gasperini è il tecnico con più panchine in Serie A Enilive tra gli allenatori in attività (602, sesto di sempre), frutto di un percorso da istruttore iniziato nelle giovanili della Juventus dopo una carriera da calciatore tra Serie B e una breve parentesi in A col Pescara. La sua ascesa è fulminea e in pochi anni passa dal Crotone al Genoa, con cui nel 2007 conquista la promozione in A, categoria in cui resterà protagonista per ben 19 stagioni.

Nonostante il solo anno di differenza che lo divide dal tecnico della Roma, Maurizio Sarri vanta meno della metà delle panchine in Serie A (297), segno di un percorso di vita e professionale diverso. Avvicinatosi al mestiere senza un passato da calciatore, ha impiegato vent’anni tra dilettanti e categorie inferiori prima di arrivare nella massima divisione nel 2014 con l’Empoli. Una parabola molto diversa culminata con l’esperienza al Napoli, lo Scudetto alla Juventus, oltre al trionfo europeo con i Blues.

Una rivalità lunga vent’anni

Il primo incrocio risale al 29ottobre del 2005 in Serie BCrotone-Pescara 0-0. In cadetteria si affrontano tre volte – due pareggi e un successo per il Gasp – prima di ritrovarsi in Serie A nel 2014 (Genoa-Empoli 1-1) dopo un buco di sette anni. Da allora i duelli sono stati numerosi: 21 in totale, con un bilancio in grande equilibrio – 6 vittorie per Gasperini, 7 per Sarri e 8 pareggi.

Tra le sfide più iconiche spiccano il 2-0 dell’Atalanta sul Napoli al San Paolo nel 2017 firmato da una doppietta di Caldara, o il 3-1 in rimonta della Juventus a Bergamo con doppietta di Higuaín e sigillo di Dybala. Gli ultimi precedenti risalgono alla stagione 2023/24: all’Olimpico la decide Vecino con una splendida acrobazia per il 3-2 finale per la Lazio, mentre al ritorno è l’Atalanta a imporsi 3-1 con la doppietta di De Ketelaere.

Filosofie opposte, impronta comune

Il bilancio numerico racconta equilibrio, ma sul piano tattico il confronto è stato sempre acceso. Da una parte il “Sarriball”, come ribattezzato dalla stampa in Inghilterra durante la sua avventura in Premier League, basato su gioco posizionale, triangolazioni, corse del terzo uomo e un 4-3-3 capace di creare superiorità con schemi ripetuti. Dall’altra l’approccio rivoluzionario di Gasperini, che ha riportato in auge difesa a tre e marcature a uomo a tutto campo, concetti che parevano fuori moda ma che lui ha trasformato in un manifesto moderno. L’uno contro uno a tutto campo, la capacità di coinvolgere tanti uomini nella fase offensiva e la pressione feroce e continua sono diventati marchi di fabbrica del suo calcio verticale e aggressivo, capace non solo di esaltare i giocatori ma anche di influenzare allenatori di primissimo piano in Europa.

Sarri è erede e perfezionatore dei principi di Michels, Sacchi e Guardiola, adattati con precisione scientifica alla realtà del calcio italiano corrente. Gasperini ha riscritto il vocabolario tattico della Serie A, trasformando nozioni date per superate in strumenti moderni di successo, replicati e reinterpretati a ogni livello del calcio europeo.

La nuova frontiera del Derby

Stavolta lo scenario è speciale: il Derby della Capitale, una rivalità eterna che aggiunge pathos e responsabilità. Lazio e Roma arrivano da una sconfitta – i biancocelesti col Sassuolo, i giallorossi col Torino – e non possono permettersi passi falsi. Sarri non vuole la terza battuta d’arresto in quattro giornate, Gasperini cerca il riscatto dopo il primo ko casalingo.

Nei derby romani Sarri vanta finora un bilancio positivo (4 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta) mentre Gasperini, invece, lega la sua esperienza nelle stracittadine soprattutto al periodo genovese, con 4 successi, 2 pari e 5 sconfitte contro la Sampdoria. 

Ora questo duello trova nel Derby della Capitale la sua cornice più epica: una rivalità eterna, scolpita nelle fondamenta di Roma, pronta ad aggiungere in caratteri latini i nomi dei due allenatori nella sua saga senza tempo.

Lega Serie A

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DICHIARAZIONI

Romagnoli: “Una società come la Lazio deve sempre avere l’obiettivo Champions”

“La forza di una squadra è nel sentirsi tutti importanti. Ognuno si assume le proprie responsabilità e cerca di trascinare il gruppo. Io come ho sempre detto una società come la Lazio deve avere l’obiettivo di entrare in Champions ogni anno”. Così il difensore della Lazio, Alessio Romagnoli, a 72 ore dal derby della Capitale in un intervista rilasciata a Sportmediaset.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Lotito ad un tifoso: “Non stiamo affondando, non vedo problemi. Cragnotti? Avete sognato con una società fallita”

Un’altra telefonata al patron laziale: la risposta di Claudio Lotito

Ancora una telefonata al presidente della Lazio, l’ennesima. Un tifoso ha fatto presente a Lotito che la tifoseria è stanca di questa situazione. Prontamente il patron laziale ha risposto: “E allora che vuoi fare, sei un esperto? Se sei un tifoso fai il tifoso. Sto lavorando e mi chiami per dirmi che vi siete stufati. Hai i soldi? Se non li hai e il presidente sono io, segui quello che faccio io perché fino ad adesso siamo la società più forte dal punto di vista economico che c’è sul mercato.

Se voglio bene ai laziali? Certe volte no perché siete scemi: se foste intelligenti ragionereste col vostro cervello, e invece non lo fate. Anche davanti al ministro di Grazia e Giustizia fatto queste cose, se ne è accorto pure lui e mi ha detto: ‘Ma questi sono matti!’. Tutte queste chiamate che mi fate sono registrate. Il tifoso è autorizzato ad andare allo stadio, sempre che io voglia. Ma se mi si fate stalking io poi vi emetto il daspo.

Sono ventidue anni che faccio il presidente e la Lazio non ha problemi. Non li ha avuti neanche quest’anno, ma li hanno creati altri. E invece che attaccare loro ve la prendete con me. Non stiamo affondando, dove stanno i problemi? Ho pagato 50 milioni di stipendi ai giocatori. Se proprio volete, mettetevi le mani in tasca, tirate fuori i soldi e compratevi la società. Poi decidete voi cosa fare.

Lo sai qual è stato il mio errore? Ho sbagliato perché dovevo fare un aumento di capitale e togliermi di mezzo tutti quanti. Come ha fatto Cragnotti, che poi vi ha portato via 150 milioni, come ha fatto la gestione successiva che ha portato via altri 130 milioni. Cragnotti vi ha fatto sognare? Si è visto, i debiti li sto pagando ancora io fino al 2027. Vi ha fatto sognare con una società che era fallita. Vuoi fallire? Se è così, ci tre minuti a spendere. La situazione è questa. La Roma, il Milan e l’Inter stanno in mezzo alla me*da. La Lazio non ha vinto lo Scudetto, ma ringraziando Dio non sta in mezzo alla me*da”.

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INFERMERIA

Lazio, da Gigot a Lazzari: il punto infermeria dello staff medico

“La S.S. Lazio comunica che il calciatore biancoceleste Gigot è stato sottoposto a intervento chirurgico alla caviglia: l’operazione, perfettamente riuscita, consentirà al difensore di proseguire successivamente il percorso di recupero in Francia. Lazzari ha invece riportato una lesione di basso grado al muscolo soleo destro e ha già iniziato il percorso fisioterapico. Patric, Castellanos, Rovella e Vecino continuano infine il loro programma di lavoro atletico individuale”.

sslazio.it

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AVVERSARIO

Roma, Wesley non si allena: il motivo

Domenica alle ore 12:30 andrà in scena allo Stadio Olimpico l’attesissimo Derby della Capitale tra Lazio Roma, valido per la quarta giornata di Serie A. La squadra giallorossa sta continuando a lavorare al ‘Fulvio Bernardini’ di Trigoria e dall’allenamento odierno è arrivata una brutta notizia per Gian Piero Gasperini: come riportato dal giornalista de Il Tempo Filippo Biafora, Wesley non ha partecipato alla seduta a causa di problemi gastrointestinali.

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Castroman: “Il mio gol al derby una magia. Ritorno alla Lazio? Magari un giorno. E su Stam, Sinisa e Couto…” (AUDIO)

MARTIN LUCAS CASTROMAN in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Tutti noi che abbiamo giocato in questa bellissima società ci auguriamo il meglio; con il rientro di Sarri speriamo che la squadra cominci piano piano a risalire, ce lo auguriamo per i tifosi e l’ambiente tutto.

Al primo derby non capivo molto il significato di questa partita, ero arrivato da poco. Giocarlo, far gol pareggiare al 95′ quando la Roma stava per vincere lo scudetto e fare il giro in campo è stato una magia. Dopo quella partita ho capito veramente cosa fosse il derby. La settimana prima i tifosi sfidano i romanisti, anche poi sugli spalti. Si sente proprio per strada, è un po’ come Boca-River qui in Argentina; una cosa simile, speciale.

Un ritorno da svincolato alla Lazio? (Ride, ndr). Ormai ho 45 anni, magari più avanti come allenatore o comunque a lavorare per questa società: mi piacere tantissimo. Da 12 anni sto lavorando con i bambini in una scuola calcio costruita nel mio paese, voglio aiutarli a prescindere da quale futuro sceglieranno.

La mia Lazio? Non posso scegliere, era fortissima. C’erano dei ragazzi giovani che poi sono diventati campioni, vedi Nesta. Oppure ‘adulti’ come Peruzzi, che era fortissimo. Gli argentini tutti: Veron, Crespo, il Chiolo, Lopez. E ancora Nedved, Stankovic, Mihajlovic che ricordo sempre. Dopo è arrivato Stam. Erano tutti forti, non riesco a dirne uno soltanto. Ci sono stati tanti veri campioni, persone squisite.

Il più cattivo tra Stam, Mihajlovic e Couto? Nando (ride, ndr), era abbastanza ‘cattivo’. Stam sembrava, aveva la faccia cattiva ma era un ‘dolce di latte, come diciamo in Argentina. Anche Nando era simpaticissimo, il primo scherzo me lo fece lui in ritiro. In campo volevano vincere sempre e fuori sono persone meravigliose”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, Rovella gestisce una lieve pubalgia. La formazione anti-Roma…” (AUDIO)

GIULO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

«Castellanos è tornato ieri in gruppo, non dovrebbe avere problemi per domenica. Rovella sta gestendo una lieve forma di pubalgia, fortunatamente è lieve come ho detto, e può essere gestita. Mi aspetto che fra oggi e domani possa allenarsi in gruppo, vediamo Sarri cosa deciderà. Oggi è previsto il bollettino.

La formazione della Lazio sarà quella di Reggio Emilia, con il dubbio Rovella, c’è anche il ballottaggio tra Dele-Bashiru e Belahyane. In attacco giocherà Pedro. Se dovessi giocare con il 4-3-3 io farei un centrocampo con Cataldi, Rovella e Guendouzi. Roma? Il loro punto di forza è il portiere. In difesa credo che Tavares liberato dai pensieri, come dice Sarri, sia superiore ad Angelino. I centrali? Mi tengo sempre i miei. Con Ferguson la Roma ha pescato il jolly».