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STATISTICHE

Una Lazio che non molla: solo la Juve fa più gol dopo il 90’

La Lazio quest’anno ha dimostrato di crederci fino all’ultimo, letteralmente. Ben sei delle retirealizzate dai biancocelesti sono arrivate nei minuti di recupero, come quella di Adam Marusic che ha steso i neroverdi in Lazio-Sassuolo. Solo la Juventus tiene testa ai capitolini in questa speciale classifica, in Serie A.

I gol trovati dalla Lazio oltre il 90′, come ricorda il Corriere dello Sport, sono ben sei nelle 28 giornate di campionato giocate fin qui. Molti sono stati decisivi per il risultato finale della partita nella quale sono stati messi a verbale. Il 4 ottobre un rigore di Cataldi valse il 3-3 contro il Torino. Nel mese di novembre le marcature di Zaccagni e Noslin consolidarono risultati già acquisiti, senza rivelarsi decisive. 

A gennaio, nella partita del giorno 7, Pedro ha trovato il pareggio con la Fiorentina al 95′ mentre qualche settimana dopo, in data 30 gennaio, ancora Cataldi siglò il match winner nel 3-2 rifilato al Genoa. Poi c’è stata Lazio Sassuolo, nel monday night del 9 marzo, e Marusic ha segnato al 92′ per ridare ai suoi quei 3 punti che cominciavano a mancare da troppo tempo. In totale, i gol realizzati nei minuti di recupero hanno portato 8 punti alla causa dell’Aquila.

Il recupero, dunque, è una vera e propria Zona Lazio, nella quale gli avversari farebbero bene a mantenere alta l’attenzione, poiché i biancocelesti non mollano mai, fino al triplice fischio.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, difensori bomber: ora Marusic è 5° in questa speciale classifica

Il gol che ha portato la Lazio alla vittoria col Sassuolo rappresenta un traguardo per il terzino biancoceleste.


Mentre continua la sua scalata nelle presenze complessive con la maglia della Lazio (è sesto a quota 345), con la rete decisiva realizzata nei minuti di recupero contro il Sassuolo, Marusic, riporta il Corriere dello Sport, ha scritto un’altra pagina nella storia del club romano. Il montenegrino è infatti diventato il quinto difensore a segnare almeno 15 reti in Serie A con la maglia biancoceleste, aggiungendosi all’elenco formato da Massimo Oddo, Leandro Remondini, Paolo Negro e Sinisa Mihajlovic.

Tra l’altro, conclude il quotidiano, prima della sda di lunedì con il Sassuolo decisa dal suo colpo di testa al 91’47”, l’ultimo difensore capace di realizzare un altro gol da 3 punti nell’extratime di una gara di Serie A era stato ancora una volta lui, che il 30 marzo 2024 aveva chiuso il match contro la Juventus al 92’49”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Mellone: “Alla società servirebbero ripetizioni di amorevolezza. Lazio-Milan? Comprendo ed aderirò…” (AUDIO)

ANGELO MELLONE (Dir. Day Time Rai) in collegamento a ‘NMM’

“La Lazio come società avrebbe bisogno di ripetizioni di amorevolezza, di cura. Si riassume nelle parole dell’allenatore. I tifosi sono quelli che pagano gli abbonamenti, vanno in trasferta, che amano spassionatamente la squadra. Amare la Lazio ha un conto economico, di tempo ed emotivo. Dall’altra parte, ci sono dei professionisti che guadagnano una valanga di soldi. Per questo bisogna sempre fare una tara delle dichiarazioni. In tutta questa storia, gli unici, grandi e soli erori sono i tifosi. Ho letto del comunicato della tifoseria organizzata che chiedono di tornare allo stadio con il Milan. Comprendo e credo che aderirò, è una piccola carezza in un momento di grandi privazioni e rinuncie”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, ribellarsi con orgoglio al fuoco amico: squadra e Sarri ancora senza resa

Si chiama orgoglio, si chiama rabbia, si chiama voglia di ribellarsi al fuoco amico. Questa è stata la Lazio ieri sera, tornata a vincere con pieno merito dopo più di un mese. Era spenta a Torino due domeniche fa, in ripresa mercoledì in Coppa Italia e ieri si è riaccesa come ai bei tempi in una partita che ha giocato meglio del Sassuolo, attaccando con energia, con determinazione, fino a prendersi i tre punti negli ultimi secondi di recupero. Eppure va tutto alla rovescia dalle parti di Formello. Ci manca solo che si fermi per infortunio anche il magazziniere, poi chiuderà l’infermeria per “tutto esaurito”, l’esatto contrario del suo stadio. Ceduti Castellanos e Guendouzi a gennaio, fuori Basic, Rovella, Gigot e ultimo Provedel, dopo una trentina di minuti si è fatto male anche Cataldi, così Sarri ha messo dentro Patric davanti alla difesa. E siccome la coppia di difensori era ancora quella titolare, all’intervallo via anche Romagnoli. La Lazio (intesa come società) sta rotolando sempre più giù, dentro una stagione che non aveva mai vissuto nella sua storia, con le tribune vuote, con la rottura fra Lotito e i tifosi e fra Lotito e l’allenatore, con una squadra fatta a pezzi da infortuni e cessioni. Tutto quello che sta succedendo è il risultato di un malessere che la sta portando verso la fine più ingloriosa. In campo, almeno ieri, la Lazio (intesa come squadra) ha dato una dimostrazione di vitalità e ha fatto intravedere cosa poteva essere questa stagione senza il caos che è stato creato. (…) L’orgoglio l’ha tenuta a galla e nel secondo tempo l’ha trascinata di nuovo nella metà campo degli emiliani. Di questo può essere fiero il Comandante, la squadra è dalla sua parte, non ci sta a mollare, ha ancora un po’ di energia, è soprattutto arrabbiata e non ha nessuna intenzione di piegarsi davanti a chi spara alle sue spalle. In quel secondo tempo ci ha provato più e meglio del Sassuolo, meritando il due a uno. La Lazio non ha firmato la sua resa. A Sarri resta un’ultima (o penultima…) vera partita in questa stagione, il ritorno della semifinale di Coppa Italia a Bergamo, dopo il 2-2 dell’Olimpico. Può darsi che la Lazio di ieri sera non sia sufficiente a conquistare la finale, ma di sicuro basta per mettere l’Atalanta in difficoltà e anche di più se nel prossimo mese riuscirà a recuperare qualche giocatore. Corriere dello Sport

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INFERMERIA

Lazio, intervento alla spalla riuscito per Provedel: i dettagli

Si è operato con successo in mattinata, ora inizierà il protocollo riabilitativo. È riuscita perfettamente l’operazione di stabilizzazione della spalla destra di Provedel dopo la lesione del legamento gleno-omeroso associata a interessamento del cercine glenoideo.
Operato in mattinata presso il Concordia Hospital di Roma, a riportare la notizia è l’ANSA attraverso una nota:

“Ivan Provedel è stato sottoposto a intervento chirurgico di stabilizzazione artroscopica della spalla presso il Concordia
Hospital di Roma. L’intervento, eseguito dal dottor Giovanni Di
Giacomo e dal dottor Alberto Costantini, si è concluso con pieno
successo. Il portiere della Lazio era affetto da una lesione capsulolegamentosa; ora comincerà il percorso riabilitativo secondo le
indicazioni dello staff medico”.

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TIFOSI

Lazio-Milan, tifo organizzato: “Ultimo atto d’amore, riempiamo l’Olimpico prima di congedarci e lasciarlo solo” (FT)

La nota dei gruppi del tifo organizzato:

“NOI PADRI, FIGLI CUSTODI DI ‘QUELLA’ STORIA

La storia della S.S. Lazio la facciamo noi tifosi, quella cazzo di storia, la fa chi ama questi colori in maniera incondizionata, senza interessi, senza convenienza. La storia della S.S. Lazio, quella cazzo di storia, l’ha fatta il Presidente Fortunato Ballerini che decise di tramutare il terreno di gioco dello stadio della Rondinella in un grande ‘orto di guerra’ per aiutare i romani durante il periodo della prima guerra mondiale.

La storia della S.S. Lazio, quella cazzo di storia, l’ha fatta il Generale Vaccaro che rifiutò una fusione nel rispetto di un qualcosa che nacque puro e che cosi è rimasto per 126 anni.

La storia della S.S. Lazio, quella cazzo di storia, l’hanno fatta quei pazzi che nel 1974 guidati da un immenso Maestrelli portarono la prima squadra della Capitale a primeggiare e vincere il nostro primo scudetto contro lo strapotere dei signori del calcio del nord.

La storia della S.S. Lazio, quella cazzo di storia, l’ha fatta Eugenio Fascetti che insieme ai suoi ragazzi decise di restare, solo ed esclusivamente per amore, al comando di un gruppo che salvò le sorti di una società che si voleva far sparire.

La storia della S.S. Lazio, quella cazzo di storia, l’ha fatta Sergio Cragnotti il Presidente che ha realizzato i sogni di un popolo che è rimasto dritto in piedi sugli spalti nonostante mille burrasche portandoci sulle vette più alte d’Italia e d’Europa.

La storia della S.S. Lazio, quella cazzo di storia, l’hanno fatta Vincenzo Paparelli morto sugli spalti della sua Curva Nord e Gabriele Sandri ucciso per mano di un boia, entrambi legati dall’amore smisurato per la nostra Lazio.

La storia della S.S. Lazio, quella cazzo di storia, siamo noi che ogni maledetta domenica la seguiamo, la sosteniamo, la amiamo come il nostro unico motivo di vita.

Solo un uomo avido dal cuore arido non può capire la storia ed i sentimenti che animano questo popolo e, per questo motivo, non possiamo far altro che lasciarlo solo, ma prima di congedarci abbiamo deciso di dedicarci un ultimo atto di amore per questa stagione sportiva, ed invitiamo tutti i nostri fratelli Laziali ed entrare e riempire tutto l’Olimpico in ogni suo settore per la partita Lazio – Milan di domenica 15.

Regaliamoci l’ultimo spettacolo coreografico, facciamo sentire il nostro calore alla squadra ed al mister, continuiamo a far sentire il nostro dissenso e poi, per le sole partite casalinghe, non entreremo più fino a fine campionato.

È una decisione molto dolorosa, che per la prima volta ci vedrà lontani da quegli spalti che sono la nostra casa ma riteniamo che questo sia l’unico modo per far comprendere a questa dirigenza che non saremo complici dei loro fallimenti.

PER LA LAZIO, PER I LAZIALI, PER LA NOSTRA STORIA!

I Gruppi del Tifo Organizzato”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Sarri ha la squadra in pugno. Il livello tecnico è questo e forse rimarrà così per anni” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“È stata una partita che la Lazio ha vinto anche perché il Sassuolo è arrivato a Roma tranquillo, il suo obiettivo in classifica lo ha raggiunto ormai. Gli episodi hanno favorito la Lazio, il primo gol nasce da un rimpallo, il secondo da un’incertezza del portiere.

Sarri ha confermato di avere la squadra in pugno, la Lazio ieri con il cuore ha vinto meritatamente la partita e si spostata dalla parte destra alla sinistra della classifica. Tutti sappiamo che il livello ora, e forse anche nei prossimi anni, è questo.

La Lazio aveva bisogno di giocatori pronti. Di intuizioni tecniche ce ne sono poche e modeste: di oltre 10 acquisti, solo due stanno funzionando. Ratkov e Przyborek dove sono

Ieri i settori erano tremendamente vuoti, solo la Tavere vantava qualche tifoso in più quindi credo che per il colpo d’occhio con la tv siano stati regalati lì i biglietti”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Romagnoli stop precauzionale, Cataldi situazione più seria. Basic in panchina col Milan” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Cataldi e Romagnoli fuori, il Sassuolo che dal 25′ del primo tempo al 15′ del secondo gestiva il pallone: era una situazione delicata e mi sarei tenuto il punto. La partita è cambiata totalmente quando ti sei mangiato il gol, in quel momento il Sassuolo ha preso coraggio. Mi ha stupito poi la Lazio nel finale che, con cuore e anima, è andata a riprendersi la gara.

Importanti anche i cambi, sono entrati tutti bene e questo è un segnale significativo per l’intero gruppo. La carta Pedro ti permette sempre di dare la scossa alla squadra.

Per me la gara l’abbiamo vinta perché le mezzali, Talylor e Dele-Bashiru, si sono presi la gara dopo il primo quarto d’ora della ripresa; hanno fatto bene in entrambe le fasi. Non è un caso se l’hai portata a casa, per me è una vittoria meritata. Gila è stato un trascinatore, addirittura un rifinitore.

Romagnoli e Cataldi? Tutti e due hanno un indurimento al polpaccio, per Cataldi è una cosa nuova e dagli esami dobbiamo capire meglio; mi preoccupa più questa situazione. Romagnoli sta gestendo un colpo rimediato contro l’atalanta, a cui si è aggiunto un calcio ieri. Da quanto ho capito, per lui si tratta di uno stop precauzionale, quella di Cataldi è una situazione più seria; il centrocampista è assolutamente in dubbio per domenica, non dovrebbe esserci contro il Milan, il difensore sì, qualora non dovessero esserci rischi. Tuttavia la coppia Gila-Provstgaard è convincente.

Basic? Si trascina il fastidio all’adduttore. Non credo alla dietrologia sul contratto, lo ritengo un professionista serio. Penso tornerà in gruppo questa settimana, per essere in panchina con il Milan”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Olimpico mai così vuoto: il dato tra biglietti venduti e regalati

Prosegue la contestazione e il numero dei presenti ieri ha toccato il punto più basso.

Pochi, pochissimi i presenti ieri all’Olimpico in occasione di Lazio-Sassuolo. Prosegue la contestazione e il numero dei tifosi allo stadio parla chiaro: c’erano, riporta il Corriere dello Sport, poco più di 5mila persone (5.667 per la precisione, di cui 2mila tra inviti e biglietti-omaggio) allo stadio per la gara contro i neroverdi. Solo 2.100 erano i biglietti venduti, che si sono aggiunti ai pochi abbonati che hanno deciso di entrare all’Olimpico. 

Gli spalti, si legge, non sono mai stati così deserti: c’era ancora meno gente rispetto alle altre gare in casa (Genoa e Atalanta due volte) giocate con la protesta in atto. La stragrande maggioranza dei tifosi ha ascoltato e accolto l’invito del tifo organizzato: ora si attende la decisione sulla prossima partita, in programma domenica sera contro il Milan.

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DICHIARAZIONI

Sarri sul futuro: “Rosa va rinforzata per essere all’altezza della storia della Lazio”

E’ ovviamente soddisfatto Maurizio Sarri per la vittoria, in extremis, ottenuta contro il Sassuolo nel recupero grazie al gol di Marusic: “I ragazzi sono stati bravissimi perché oltre alle varie assenze abbiamo dovuto rinunciare anche a Romagnoli e Cataldi e li la squadra ha fatto una gara di grande cuore e ha vinto la partita e credo che il successo sia meritato – dice – L’atteggiamento nostro è sempre positivo nonostante le difficoltà infinite che affrontiamo e che non sono ancora sono finite come dimostra l’assenza dei tifosi che per un calciatore credo sia avvilente”.  Come si riportano i tifosi allo stadio? “Non so come si riportano i tifosi, forse la società deve prendere delle iniziative per portarli allo stadio, la società ha il polso della situazione e sa meglio di me cosa si potrebbe fare e come potrebbe intervenire, io non lo so”. Sul futuro: “Non lo so,appena finirà il campionato ci riuniremo, certamente per essere all’altezza della Lazio, questa rosa va rinforzata”.

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