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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “Lazio con personalità, manca la ricerca rabbiosa del gol. Difesa? Colpa anche di Sarri…” (AUDIO)

Bruno Giordano ‘NMM’

“Ho visto una Lazio di buona personalità nel primo tempo. Organizzata, sapeva quello che doveva fare. Purtroppo la ricerca del gol non è stata ‘rabbiosa’, mi da la sensazione di essere una squadra ‘bella che non balla’. Nella ripresa è venuto fuori il Porto, noi siamo rimasti sullo stesso livello. Soliti problemi individuali e di riparto, anche il centrocampo è calato di rendimento. Peccato, si poteva sfruttare meglio il momento favorevole”

DISATTENZIONI DIFENSIVE E RESPONSABILITA’


“I loro gol sono casuali, non riempivano mai l’area di rigore. Nei cross siamo sempre stati in superiorità numerica in area, ci vorrebbe più attenzione. Dicono che Sarri lavori ossessivamente sulla linea difensiva, ma se i difetti sono quelli e vediamo sempre le stesse cose, credo sia anche responsabilità sua. Non possiamo incensarlo per la fase offensiva e assolverlo per gli errori dietro. Chiaro che se a Napoli hai giocatori come Koulibaly la differenza la fanno loro”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Oddi: “Poca intesa fra Luiz Felipe e Patric. Istruzioni sbagliate di Sarri? No, manca l’interpretazione corretta dei singoli” (AUDIO)

Giancarlo Oddi a ‘NMM’

PORTO-LAZIO, L’ANALISI DIFENSIVA

C’è poca intesa fra i due centrali, Patric e Luiz Felipe. Sul corto c’è Patric, sul lungo dovrebbe esserci Felipe. E’ inutile guardare il pallone, deve guardare l’uomo in area di rigore. Marcare a zona in area rende la vita facile agli attaccanti avversari. Sono situazioni che si ripetono nel tempo, solo in questa stagione potremmo trovare tanti esempi, situazioni analoghe. Disposizioni tattiche? No, manca l’interpretazione corretta del singolo. Uno dei due giocatori deve marcare il giocatore che può ricevere il cross”.

SARRI MANIACALE CON LA DIFESA

“Infatti dipende dalla qualità dei singoli, la battibilità della Lazio. Nonostante ci sia stata una crescita ultimamente, si ricasca sempre sulle stesse lacune. Luiz Felipe? Certamente non vale i soldi che prende adesso, ne meriterebbe qualcuno in più. Se la Lazio si fosse mossa prima, forse avrebbe risolto anzitempo la situazione. Non è un fenomeno certo, ma ci vuole equilibrio”.

UNA PROVA CONVINCENTE

Il primo tempo mi lascia ben pensare. Quando abbiamo palleggiato abbiamo mandato il Porto in tilt. La Lazio usciva bene dalla difesa, ma l’assenza di Immobile è stata decisiva. Mancava il riferimento, ma complessivamente la squadra mi è piaciuta. Pedro e Zaccagni hanno giocato un’ottima partita, il gol dell’ex Hellas bellissimo. A Felipe cosa possiamo chiedere? E’ in un ruolo non suo, la la sua gara l’ha fatta. Sono rimasto un po’ deluso da Luis Alberto e Milinkovic, onestamente. Mi aspettavo facessero la differenza”.

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INDISCREZIONI

Dalla Spagna: “Luiz Felipe ha scelto il Betis Siviglia”

Secondo il quotidiano sportivo ‘Marca’, il centrale classe ’97 ha scelto la sua prossima squadra. Per lui, pronto un quadriennale. Non sono state specificate le cifre, ma in Spagna sono sicuri: la prossima stagione Luiz Felipe vestirà la maglia bianco verde degli andalusi.

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ALTRE

Immobile con mons. Viganò su valori sport

Calcio: Immobile con mons. Viganò su valori sport
I ricordi, da parroco Torre Annunziata all’incontro con il Papa

Monsignor Dario Edoardo Viganò ha incontrato il capitano della Lazio Ciro Immobile. L’intervista, per il ciclo “Il Valore della Vittoria”, sarà trasmessa domani 19 febbraio nel programma A Sua Immagine (Rai Uno). L’attaccante, nell’incontro con il vice cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, ha raccontato aneddoti della propria vita: “La passione per il calcio mi è stata trasmessa da mio padre, dai miei zii e dai miei nonni che erano proprietari di un club a Torre Annunziata. Mio padre era un bravissimo attaccante e faceva tanti gol. È stato lui il mio primo maestro. La mia famiglia, umile ma con valori saldi, è stata fondamentale nel sostenermi e spronarmi. Senza di loro non ce l’avrei mai fatta”. Ciro ricorda con affetto anche il parroco con il quale giocava a pallone nel piazzale della chiesa del suo quartiere e la nonna che gli ha trasmesso la fede e la devozione per la Madonna della Neve, patrona e protettrice di Torre Annunziata. Punto saldo nella vita del centravanti della nazionale italiana, sono la moglie Jessica e i suoi tre figli: “Con mia moglie è stato il classico colpo di fulmine. Lei viene da una famiglia semplice. Ho sentito subito che poteva essere la donna della mia vita”. Ciro racconta anche dell’incontro con Papa Francesco e della relazione con i propri figli: “Io e Jessica cercheremo di accompagnarli per mano, trasmettendogli i valori, la fede come hanno fatto i nostri genitori, ma fino a un certo punto. Dopo, la strada dovranno percorrerla da soli”. (ANSA).

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SOCIETA'

UFFICIALE – Addio Macron, inizia l’era Mizuno per le maglia della Lazio

La S.S. Lazio ha ufficializzato una nuova entusiasmante partnership, scegliendo di affidarsi allo storico brand giapponese Mizuno come fornitore ufficiale per l’abbigliamento tecnico e sportivo a partire dalla stagione 2022/2023. Si tratta di un accordo prestigioso nell’ambito della crescita e dello sviluppo del Club biancoceleste.

In qualità di Official Technical Partner della S.S. Lazio, Mizuno vestirà tutte le squadre della S.S. Lazio: la Prima Squadra, il settore giovanile, la Lazio Women e tutte le società affiliate Lazio Soccer School. Tutto il materiale tecnico verrà distribuito dal sub licenziatario del marchio Mizuno: l’innovativa azienda Future Performance Sports (SG) e realizzato dai partner strategici di lunga data della Mizuno Corporation, Yehpattana-Tayeh e GenNex Apparel.

Dopo una lunga storia nel mondo del calcio, questa esclusiva partnership con la S.S. Lazio contribuirà a modernizzare il posizionamento di Mizuno nel mondo del football internazionale. Poiché uno dei principali obiettivi strategici dell’azienda è quello di continuare sempre a migliorare le prestazioni degli sportivi, Mizuno beneficerà del prezioso feedback della squadra per lo sviluppo futuro dei capi di abbigliamento, in linea con lo spirito giapponese “Kaizen”: la continua spinta al miglioramento.

Mizuno è ben noto per essere un marchio orientato alla performance ed è sempre stato impegnato a far crescere lo sport con uno stile di vita sano e la sua filosofia si allinea perfettamente con quella della S.S. Lazio.

Oltre ad offrire prodotti altamente tecnici al Club e collezioni moderne ed eleganti per i tifosi, Mizuno lavorerà a stretto contatto con la S.S. Lazio per massimizzare il valore promozionale e l’esposizione di questa partnership attraverso i canali off-line e on-line, mentre lo sport del calcio e in particolare la S.S. Lazio, continueranno a guadagnare popolarità sia a livello nazionale che globale.

sslazio.it

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RASSEGNA STAMPA

Le magagne del mercato nel momento decisivo della stagione

La sfida è ancora aperta, eccome se è aperta, anche se la Lazio è ridotta all’osso da infortuni e squalifiche

Dal catino di Oporto è uscita sconfitta dopo lo splendido gol di Zaccagni, capovolta dalle prodezze di Toni Martinez e dall’inadeguatezza della coppia centrale di Sarri, costretto ormai dal 6 gennaio a rinunciare ad Acerbi. Ma l’assenza più pesante, per il tecnico biancoceleste, è stata ovviamente quella di Immobile, che nella rosa non ha un’alternativa di ruolo, caso più unico che raro in una squadra di questi livelli. È stato un ko amaro, molto amaro, non violento come quello di Milano in Coppa Italia, dove non c’era stata assolutamente partita.

Stavolta Mau se l’è giocata alla grande finché ha potuto e finché la sua linea arretrata ha retto l’urto portoghese: una volta che è crollato Luiz Felipe, è crollata anche la Lazio, sorpresa per due volte a linea schierata. Purtroppo, nel momento decisivo della stagione, sono emerse tutte le magagne provocate dal mercato di gennaio della società biancoceleste, che si è mossa talmente male da riuscire a peggiorare la rosa che Sarri aveva chiesto di rinforzare con un vice Immobile e un difensore centrale. Acerbi si era fatto male il giorno della Befana e tutti conoscevano già i tempi della sua convalescenza, talmente lunga che nemmeno domenica a Udine il centrale azzurro potrà rientrare, proprio come il capocannoniere del campionato. Il tecnico dovrà affrontare ancora una clamorosa situazione di emergenza, provocata anche dalle squalifiche di Luis Alberto e Leiva, oltre che dal serio infortunio a Lazzari. E si sapeva da mesi anche che Muriqi sarebbe stato ceduto per incompatibilità ambientale, eppure la Lazio si è fatta trovare completamente impreparata, tanto che l’ultimo giorno di mercato ha cercato cinque o sei attaccanti prima di virare su un altro esterno, Cabral, a cui Sarri ha concesso ieri sera i primi minuti in maglia biancoceleste.

È probabile che Mau rimpianga addirittura l’attaccante kosovaro, diventato un idolo a Maiorca nel giro di tre settimane. Giocare senza un centravanti è possibile? Per Lotito e Tare forse sì, per l’allenatore toscano sicuramente no, soprattutto se l’alternativa a Immobile è Felipe Anderson, esterno abituato solo alle volate a cento all’ora sulla linea laterale e poco abituato a combattere in mezzo ai centrali avversari. Competere a questi livelli, in campionato, Coppa Italia ed Europa League, senza un’alternativa a Immobile non è possibile ed è probabile che Sarri, di fronte all’eventuale volontà del club di allungare il contratto, rifletta bene su come è abituata a lavorare la società sul mercato.

Ricordiamo che a Mau non è stato dato neanche il difensore di riserva che aveva chiesto dopo l’infortunio di Acerbi. Anzi, Lotito, in accordo con il ds Tare, ha tesserato il giovane Kamenovic che era già stato bocciato dopo il ritiro estivo. Il risultato, a metà febbraio, è ormai sotto gli occhi di tutti: senza i titolari la Lazio perde completamente la sua competitività, così tracolla a Milano in Coppa Italia e si fa ribaltare a Oporto dopo lo splendido gol di Zaccagni. Un verdetto ribaltabile tra una settimana, sia chiaro, ma sarà necessario almeno il recupero di Immobile, considerando che l’ex veronese dovrà scontare un turno di squalifica. Situazioni viste e riviste già all’epoca di Simone Inzaghi, che a lungo aveva potuto contare solo su tredici o quattordici giocatori, proprio come sta accadendo adesso a Sarri, a cui la rosa è stata addirittura accorciata da un mercato scellerato.  Alberto Dalla Palma – Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone (La Repubblica): “La Lazio è cresciuta, con Immobile e Acerbi avrebbe vinto. Difesa, così non si può…”

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE...’

“Primo tempo davvero ben giocato, dopo la rete di Zaccagni si è sentita molto l’assenza di Immobile, Si erano creati molti spazi per raddoppiare, sono convinto che non Ciro e Acerbi la Lazio l’avrebbe vinta. Serviva un risultato diverso per capitalizzare il giusto atteggiamento della Lazio. I gol subiti lasciano perplessi, la Lazio è migliorata davvero tanto, ma non si possono concedere questi cross e farsi anticipare così in area di rigore. La prestazione di Luiz Felipe è stata davvero insufficiente, non è possibile prendere gol così a difesa schierata. Marcare a zona in area di rigore non significa non prendere l’attaccante come riferimento”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Errori difesa, Piscedda: “Vengono a mancare i concetti basilari, Sarri deve lavorarci meglio…”

MASSIMO PISCEDDA in collegamento a ‘QUELLI CHE...’

“Il primo tempo mi ha davvero divertito, il Porto era annichilito grazie alla grande qualità dei giocatori della Lazio. Quando hai giocatori come Pedro, Luis Alberto, Milinkovic e Zaccagni, fare quel tipo di possesso palla è naturale. Le reti subite? Sarri ci lavora tanto, il riferimento per questo tecnico quando arrivano cross dal fondo è la posizione del compagno di squadra. E’ sbagliato, le distanze tra i centrali non erano giuste, sono venuti a mancare i concetti base di come si difende in quelle situazioni, il tecnico deve lavorarci meglio. Inutile prendersela solo con Luiz Felipe, non c’è stata iniziativa nell’interpretare la situazione. Ci sono alcuni difensori passivi che non rompono la linea e non vanno oltre il modo in cui il tecnico chiede di difendere. Non bisogna essere dogmatici su queste cose, poi c’è anche l’abilità dell’attaccante che ha fatto la differenza. E’ evidente che Luiz Felipe deve essere guidato da uno come Acerbi, con Patric al fianco escono maggiormente fuori i difetti. La fase difensiva la fanno i difensori forti, non l’addestramento a reparti”

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NEWS

Tour de force Lazio, ad Udine senza far tappa a Roma. Sperando in Immobile…

Tutto d’un fiato, un impegno dopo l’altro, tutto un lungo ritiro. La Lazio volerà direttamente a Udine, senza far tappa a Roma. I giocatori biancocelesti quindi staranno in ritiro venerdì e sabato notte nell’attesa della delicata sfida della ‘Dacia Arena’. C’è un’Europa da rincorrere e Sarri non vuole cali di concentrazione. Nella speranza poi che Ciro Immobile possa raggiungere i compagni in Friuli Venezia-Giulia.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, dura ma non impossibile: pagata l’assenza di Immobile e di ricambi. Luiz Felipe-Radu in ritardo

Non basta il gol di Zaccagni e un primo tempo giocato con autorità: la doppietta di Toni Martinez fa vincere il Porto. Ha pesato l’assenza di Immobile 

E’ dura ma non impossibile. Resta da giocare ancora la partita del ritorno, in programma giovedì alle 21all’Olimpico. La notte del do Dragao è piena di rimpianti per la squadra biancoceleste, condannata dagli errori di Luiz Felipe e dalla doppietta di Toni MartezSarri, senza Immobile, non aveva ricambi e non ce l’ha fatta a resistere. Non è bastato il colpo di tacco di Zaccagni. Ci ha provato invano Felipe Anderson a sostituire il capitano della Lazio, dopo l’intervallo è toccato a Pedro, negli ultimi cinque minuti persino l’esordiente Jovane Cabral. Nessuno dei tre è centravanti e si è visto.

Peccato perché la Lazio ha tenuto bene il campo, almeno sino a quando Leiva ha resistito e il Porto, di categoria superiore, non ha alzato i ritmi. Fatale il ritardo di Luiz Felipe e Radu, due reti presi quasi in fotocopia, due cross di Joao Mario e doppietta dello spagnolo, mattatore della serata. Laziopress.it/corrieredellosport