Alberto Dalla Palma a ‘NMM’
LAZIO-SASSUOLO
“Contro il Sassuolo era importantissimo vincere per ripartire, sotto ogni punto di vista. Ho visto un’ottima Lazio, forse una delle migliori della stagione. Peccato per Immobile, se fosse stato in altre condizioni avrebbe potuto fare molti gol contro i nervoderi. Dopo il derby perso e dopo esser diventato – senza ragione – il capro espiatorio della situazione, ha pagato lo scotto. Ora sono 7 le partite alla fine, la Lazio si gioca tutto. Sono convinto che entrare in Europa – anche nella Conference – sia necessario anche per avere un appeal diverso agli occhi del calciatori, oltre che per le casse del club. Non penso che i giocatori che andranno via mollino di colpo. Il giocatore di livello resta al alti livelli, come ha fatto vedere Dybala con la Juve, Kessie col Milan o Insigne col Napoli. Non li vedo demotivati o pronti a far qualcosa di meno. Ci sono anche dei premi legati al raggiungimento degli obiettivi”.
IL GENOA E IL RUSH FINALE
“Milan e Juve sono gli scogli più grandi nelle ultime gare. I precedenti contro le big non sono di buon auspicio, è vero però che questa è un’altra Lazio e che anche le big a volte perdono i punti. Lo ha dimostrato il Milan ieri sera, tanto per fare un esempio. Il Genoa? Nelle ultime partite ha pareggiato molto spesso, segnando solo due gol nelle ultime sette partite vincendo una volta, prima della sconfitta di ieri. Ha una ottima organizzazione difensiva, davanti poca qualità. La Lazio deve fare il suo, domenica, perché bisogna prendere almeno 16-17 punti sui 21 disponibili per puntare seriamente al quinto posto. Consideriamo sempre la gara da recuperare della Dea”.
SARRI, LA SETTIMANA DELL’ INCONTRO
“Ora siamo alla resa dei conti, posso accettare un rifiuto di Sarri per sua scelta, non che la Lazio torni sui suoi passi dopo aver sbandierato la volontà di rinnovare. Non c’è niente di meglio che affrontare queste ultime giornate con l’ufficialità del rinnovo di Sarri. Questo darebbe un segnale forte, di programmazione, di voglia di andare avanti insieme. Senza intesa e rinnovo, credo che non serva niente fare il prossimo anno con questo tecnico. Perché rifare la squadra su indicazioni di un tecnico destinato a lasciare? Non ne vedo veramente il senso. Serve invece programmare, serve che Sarri sia al centro del progetto e legittimato da un impegno a lungo termine. A lui Roma piace, l’ambiente idem. Vuole costruire qualcosa di ‘suo’, il contrario di ciò che è successo a gennaio. Ambizione e qualche sacrificio per Lotito andando avanti con Sarri, altrimenti sarà ridimensionamento con un tecnico con meno ambizioni. Resto convinto che si possa andare avanti e costruire qualcosa di importante”.