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DICHIARAZIONI

Lazzari: “Ho voluto imparare il ruolo di il terzino, ringrazio Sarri. Sono felice alla Lazio”

Manuel Lazzari è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio nel giorno del suo ventinovesimo compleanno.

“Alla Lazio sto veramente bene. È il quarto anno che sono qui, sia io che la mia famiglia, ci troviamo benissimo. Speriamo di rimanere qui a lungo. Oggi sarò a Formello per completare il recupero in vista della ripresa. Questa è una stagione un po’ anomala con il Mondiale in inverno. Abbiamo giocato ogni tre giorni per qualche mese e ciò ha portato via molto sia a livello mentale che fisico. La sosta in tal senso ha aiutato, ma la ripartenza di gennaio sarà comunque un grande punto di domanda. In questo mese di dicembre dovremo lavorare bene per ripartire nel migliore dei modi. Siamo carichi per riprendere da dove ci siamo fermati. Ho voluto imparare il ruolo da terzino anche considerando lo schema della nazionale che ora invece gioca con la difesa a tre (ride n.d.r.). Sono comunque felice di questa nuova posizione, voglio migliorare ancora. Quando un calciatore ricopre varie posizioni in campo si valorizza ancor di più. Personalmente, il ruolo di terzino può aiutarmi perché è leggermente meno dispendioso rispetto alla posizione da quinto di centrocampo. Mister Sarri devo solo ringraziarlo. Rinnovo? Di solito serve molto tempo per trovare un accordo, io invece ho risolto il tutto con soli due incontri. Questo è un motivo d’orgoglio per me, sono felice della Lazio e credo che il Club lo sia di me. Voglio ringraziare la Società per la fiducia dimostrata. Sono contento di essere qui e di poter lottare ancora con questa maglia.

Negli ultimi tempi io e tanti miei compagni siamo diventati genitori, è bello che i nostri figli siano nati in una città bella come Roma. Con Milinkovic e Felipe Anderson ormai ci capiamo benissimo. Grazie a loro posso anche attaccare con maggiore libertà perché loro che mi coprono le spalle. Sto seguendo il Mondiale, guardo soprattutto le partite dei miei compagni. È un torneo molto equilibrato, ma credo che il Brasile e la Francia abbiano qualcosa in più rispetto alle altre. C’è il rammarico dell’assenza dell’Italia, ma sono sicuro che si riuscirà a ripartire bene.

Milinkovic può calciare di destro e di sinistro, è un calciatore completo. Può giocare in qualsiasi posizione. Siamo fortunati di vedere ogni giorno in allenamento Romero. È ancora giovanissimo, ma tra qualche anno sarà un giocatore fortissimo. Deve continuare a lavorare ogni giorno e si toglierà sicuramente molte soddisfazioni. La Lazio ha in casa un ottimo talento. Ringrazio tutti i tifosi per gli auguri e gli dico che devono ancora un po’ di pazienza prima di ripartire. Quando torneremo in campo faremo di tutto per renderli felici. Ci vediamo allo stadio”.

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DICHIARAZIONI

Milinkovic rassicura: “Caviglia migliorata, sarò pronto per la Svizzera”

Sergej Milinkovic-Savic ha parlato del suo infortunio alla caviglia in conferenza stampa. La gara con la Svizzera, decisiva per raggiungere la qualificazione, si avvicina: “La situazione con la caviglia è molto migliorata, sarò pronto per la prossima partita. Non credo che possiamo promettere nulla, perché ogni giocatore che arriva in Nazionale vuole dare il massimo. Spero solo che la fortuna sia dalla nostra parte”. 

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FORMELLO

FORMELLO – Mercoledì la ripresa: il punto sulla rosa

Si riparte domani. Sarri tornerà ad avere a disposizione praticamente l’intera rosa eccezion fatta per Vecino e Milinkovic. Difficile che il gruppo sia al ‘completo’ sin da domani, ma nel corso della settimana Lazzari e Zaccagni dovrebbero rientrare in gruppo e probabilmente anche Patric. Il centrale spagnolo ha svolto le cure in Spagna e si è rivisto a Formello per una sgambata, settimana scorsa. Immobile ha risolto i problemi muscolari e dovrebbe rientrare già domani. In attesa di comunicazioni ufficiali riguardo il ritiro di dicembre, Sarri potrà fare le prime valutazioni fisiche fra meno di 24 ore.

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NEWS

Lazio, in ritiro a dicembre. Ecco cosa dice Lotito…

I giorni delle vacanze stanno terminando. A Formello iniziano a rivedersi i primi volti e le prime borse. Nelle prossime ore si ripartirà dai test atletici e dai programmi dettagliati stilati dallo staff di Maurizio Sarri. La preparazione 2-0 invernale + stata ideata come un secondo ciclo di ricondizionamento, paragonabile al lavoro svolto ad Auronzo di Cadore. Forza, resistenza, ma soprattutto prontezza. Eh si, perché al rientro non ci sarà tregua. Sarà una Serie A compressa a ciclo continuo fino a giugno. Ecco perché ogni dettaglio andrà analizzato in profondità. Ecco perché ancora oggi non si sa se la Lazio resterà a Roma o volerà in Turchia, fra il 12 e 22 di agosto, quando si farà sul serio in vista di Lecce – Lazio. Formello o Belek, questo è il dilemma, “Sarri non vuole lasciare Formello, nemmeno per il ritiro – ha detto Lotito al Messaggero – vedremo di conciliare il tutto nella fase finale di dicembre con le amichevoli all’estero”. Dunque riflessione e analisi, che nel giro di 48 ore però deve partorire una decisione sulla tournée prenatalizia. Tutto è ancora in bilico.

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RASSEGNA STAMPA

Calciomercato Lazio, Lotito blinda un esterno…

Nella Lazio è arrivato in sordina, ma si è subito preso a pieno merito il ruolo da titolare. Mattia Zaccagni ha scoccato la freccia e ha colpito il cuore della Lazio grazie alle sue prestazioni che hanno fatto girare la testa ai tifosi. E’ passato in una sola stagione da 4 gol in 29 partite ai 5 gol di quest’anno in sole 13 partite. Le cavalcate sulla fascia sinistra, gli strappi e l’attacco alla porta, sono tutti elementi che grazie a Maurizio Sarri, l’ex Verona è riuscito a rifinire e mettere a segno. Il lavoro del club in questi giorni è stato quello di blindare i propri gioielli per non ridursi a dover trattare in extremis. Il diktat nel quartier generale biancoceleste per il futuro è evitare l’effetto Milinkovic. La Lazio, come riportano le pagine del Corriere dello Sport, sta lavorando ad un rinnovo fino al 2027. Zaccagni è in scadenza nel 2025, guadagna 1,5 milioni più bonus ed è proprio sull’aumento dell’ingaggio che da pochi giorni si sta sviluppando la trattativa. La richiesta sarebbe di 2,5 milioni a stagione. Arrivato a Roma nell’agosto 2021 da una trattativa estenuante, Lotito e la società sono pronti a blindarlo. La Lazio ha bisogno del suo “arciere” sulla fascia sinistra, tanto temuta dagli avversari.

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RASSEGNA STAMPA

Lotito: “Nessun patto per il terzino con Sarri, servono cessioni. E quanto vale ora Milinkovic?”

[…] Basta, nessun confronto. Le gesta di Lotito vanno oltre e promettono molto altro. Risultati centrati e nuovi traguardi, i lavori sono sempre in corso: «Formello ormai è diventato uno dei primi 4-5 centri sportivi nel mondo, parola del presidente Fifa Infantino, dopo averlo visitato. È chiaro che Sarri non voglia più muoversi da qui, nemmeno per il ritiro. Mica ha torto. Vedremo di conciliare il tutto nella fase finale di dicembre con le amichevoli all’estero». Oggi il tecnico e il suo staff rientreranno nella capitale, domani il raduno del gruppo suddiviso in due giorni di test individuali, prima del ritorno vero in campo. Sarri e Lotito si erano lasciati sabato 19 novembre dopo un vertice insieme al ds Tare, subito dopo pranzo: «Non abbiamo mai fatto alcun patto per comprare a gennaio un giovane terzino sinistro – assicura il presidente – anche perché, lo ripeto ancora, deve uscire prima eventualmente qualcuno da un organico ampio. Kamenovic e Fares? Loro già non giocano…». Palla a Tare, è un altro compito per guadagnarsi anche il suo rinnovo. Il 45% della futura rivendita di Muriqi (Aston Villa e Siviglia bussano con oltre 20 milioni al Maiorca) sarebbe una svolta per eliminare almeno una minusvalenza (dopo Vavro, Durmisi e tanti altri nel più recente bilancio) e sbloccare l’indice di liquidità d’inverno. 

MILINKOVIC SHOW

Non si muove ancora nulla su Luis Alberto, per Milinkovic la Juve attende giugno: «Quanto vale dopo il gol fatto al mondiale, il miglior centrocampista d’Europa (13 gol nel 2022, ndr), con una caviglia gonfia? Poi dicono che io sparo…». Lotito non si fa spaventare dalla scadenza nel 2024 e, dopo il mondiale, aspetta una risposta all’offerta di rinnovo a 5 milioni l’anno. Vuole convincere Pedro a restare e premiare Felipe Anderson con un ritocco, dopo aver già blindato sino al 2026 Luka Romero. Poi, i talenti, dovranno tornare ad essere sfornati anche in casa Lazio. Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Lotito, il Flaminio sotto l’albero: “A breve incontro congiunto con il Campidoglio per la capienza”

Altro che colpo di mercato, c’è il Flaminio sotto l’albero. Lotito riprova a stupire tutti i tifosi con un regalo storico, ad effetto: «Non ho mai mollato. Io agisco senza proclami, in silenzio, ho fatto mille rilievi e approfondimenti, senza stare ai diktat di nessuno». Venerdì e sabato, in particolare, gli incontri decisivi con la Soprintendenza, confermati dal patron: «É vero. E ora, a breve, si potrà avere pure questo incontro congiunto in Campidoglio per capire se la capienza potrà essere portata ad almeno 45mila posti (ne erano stati offerti informalmente 38, ndr), superando ogni antico vincolo come al Franchi. Io, il progetto, ce l’ho chiaro». Uno stadio moderno, polifunzionale, capace di garantire profitti che vadano oltre il singolo giorno dell’incontro. Oltre all’ampliamento, per ospitare – magari un giorno – finali di Coppe europee, sono necessari una copertura e parcheggi adeguati in due zone attigue (già individuate) dell’impianto. Domenica sera persino l’ex presidente Cragnotti gli chiedeva lumi su quest’ennesimo piano romantico e ambizioso: «Sì, e gli ho risposto che è l’ultimo tassello che manca a questa Lazio. Mi sono avvicinato io a Sergio, ma non per i complimenti ricevuti nella vostra intervista di fine agosto, ma perché non ho mai avuto nulla contro di lui e mi ha fatto piacere vederlo. Chiunque ha operato in questo club va ricordato». Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Milinkovic, ai mondiali gol da fuori e di sinistro: è una rarità. Ma che numeri col “piede debole”

Una rarità. Benché Milinkovic segni abbastanza di frequente da fuori area e di sinistro. Le due cose insieme, come fatto ieri nella partita pareggiata per 3-3 dalla Serbia contro il Camerun ai Mondiali di Qatar, però, sono un’eccezione. Delle 63 marcature del Sergente con la maglia della Lazio ben 17 sono arrivate con tiri dalla distanza. Vale a dire quasi il 27%. Di fatto più di un gol su quattro il serbo lo realizza da fuori area. Una vera e propria dote, anche perché negli ultimi anni ha alzato la media con le punizioni: ben 7 reti sono arrivate così (6 in campionato più quella in Coppa Italia contro il Novara nel 2019). Milinkovic però è bravo anche col sinistro: il primo gol in Serie A lo realizzò così: era il gennaio 2016, si giocava in casa della Fiorentina e il sergente, dopo essersi liberato di ben tre avversari, riuscì a battere Tatarusanu. Da quel momento gol con il piede debole ne sono arrivati ben 12 (il 19% del totale). Non pochi. Segnare da fuori area di sinistro però è sinonimo di completezza. Di fatto Milinkovic è ambidestro, altrimenti, dalla distanza, proverebbe a calciare esclusivamente di destro. Curiosamente però i gol di sinistro da fuori area non gli portano particolarmente fortuna: con la Lazio ne ha realizzati due, e non è mai riuscito a vincere la partita (esattamente come successo con la Serbia contro il Camerun). Accadde a Bergamo, nella gara pareggiata 3-3 (quel giorno segnò, sempre dalla distanza, anche di destro) e si è ripetuto nella scorsa stagione nella partita finita 4-4 contro l’Udinese. “Abbiamo sbagliato nella ripresa, dovevamo tenere di più la palla e far passare il tempo – ha spiegato Milinkovic al termine della gara di ieri -. Volevamo invece andare avanti e segnare ancora. Loro sono stati bravi e ci hanno segnato due volte in contropiede”. Ieri è arrivato il primo acuto anche in campo internazionale. Con la Lazio, infatti, Milinkovic contro squadre straniere ha segnato da fuori solo contro il Midtjylland nella gara persa 5-1 in Danimarca (ma di destro), mentre di sinistro (ma da dentro l’area) ha segnato solamente al Rennes. Un modo per mettersi in mostra di fronte al mondo, con la consapevolezza che a breve si dovrà chiarire il suo futuro con la Lazio (contratto in scadenza nel 2024, la società vuole rinnovarlo inserendo una clausola di rescissione). La rete ai Mondiali, che il serbo ha subito dedicato alla figlia Irina, nata una decina di giorni fa, può aumentare l’attenzione su di lui. La Juventus lo vuole per sostituire Rabiot che andrà via a fine stagione, ma se Lotito, vista la situazione, dovesse abbassare le pretese, potrebbero farsi vivi anche altri club. Anche per questo la Lazio deve sbrigarsi a trovare un accordo (ma a Formello restano convinti che non andrà via a parametro zero). Perderlo senza ricevere un indennizzo, d’altronde, sarebbe un danno enorme per una società come quella biancoceleste. Sia economicamente che tecnicamente. Giocatori in grado di segnare col piede debole dalla distanza sono una rarità.

Corriere della Sera

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POLITICA SPORTIVA

Lotito al Senato: “No a rateizzazione tasse? Calcio discriminato”

Rateizzazione tasse? Gli strumenti da un punto di vista bilancistico ci sono, non sarebbe una cifra da erogare, ma un ipotetico mancato versamento che comunque accadrebbe se non si intervenisse. È un problema di volontà politica e di scelta, come se il calcio e lo sport fossero discriminati, figli di un dio minore. Cerchiamo di dire se queste condizioni possono essere risolutive, se non lo sono inutile metterle in campo. Se risolve il problema senza disparità, allora sarà affrontato. Se tra tre mesi sarà nella stessa situazione è inutile intervenire”. Lo ha detto il senatore e patron della Lazio Claudio Lotito, intervenendo in Commissione Bilancio (di cui è vicepresidente) al Senato. 

“Mi fa piacere che qualcuno si rende conto della situazione in cui versa lo sport italiano. Malagò nel suo intervento non ha parlato di società di capitale, perché qualcuno dimentica che lo sport è finanziato soprattutto dal calcio anche a livello dilettantistico, tutte le categorie attingono dal calcio. Creare problemi al calcio significa creare problemi a tutto il sistema. Al di là delle altre discipline che hanno portato l’Italia sul tetto del mondo, alla fine quello che è emerge è che noi non siamo entrati ai Mondiali, tutti ne parlano perché il calcio è veicolo più importante dal punto di vista mediatico ed è anche un grande ammortizzatore sociale, per dimenticare problematiche quotidiane si tuffano nel calcio”.

“Ho due domande (sul tema della rateizzazione delle tasse, ndr): se si facesse lo sforzo di rateizzare per 5 anni senza interessi e sanzioni, sarebbe risolutivo ai fini del problema? Non possiamo creare interventi palliativi o situazioni che non risolvano il problema. La seconda questione, non creerebbe disparità di trattamento? Non mi sembra siamo nella fattispecie, se qualcuno ha paura vengano falsati i campionati si tratta di un istituto previsto dalla legge, si chiede di pagare. Non si chiede contributo a fondo perduto”.

“L’altra cosa è che l’impegno deve essere concreto, pagando ad esempio tre rate all’inizio, poi si dovrà pagare anche la parte ordinaria. Se il termine scade il 22 dicembre quindi paghi tre rate subito, poi 16 gennaio paghi due rate di cui una ordinaria e una legata alla rateizzazione con l’impegno o la clausola che se non paghi una rata decadi dal beneficio. Consentirebbe di portare in sicurezza il sistema e non creare disparità di trattamento, risolverebbe il problema”, ha concluso. Calcioefinanza.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “Milinkovic, carriera al bivio. Deve fare ancora di più” (AUDIO)

Bruno Giordano in collegamento a NMM:

“Oggi Milinkovic ha giocato bene, ma non lo scopriamo oggi. Giocatore con tecnica di base importante, forse un po’ troppo lezioso e che dà il meglio negli ultimi 25 metri. Comunque se uno vuole prendere Milinkovic, non deve guardare il Mondiale per conoscerlo, ma gli ultimi 6 o 7 anni di carriera. Se passerà il turno, sicuramente questa cosa avrà valore per la sua carriera, ma è calciatore che deve fare qualcosa in più a livello internazionale per poter migliorare. Un allenatore guarda la prestazione, non solo il gol. C’è anche da dire che non ha un ruolo definito: in Nazionale gioca dietro le punte, nella Lazio mezzala. E con la Serbia noto che non gli passano molto la palla, non lo cercano abbastanza. Nella Lazio invece è un riferimento”.