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ARBITRI

Coppa Italia, Lazio-Genoa: la designazione arbitrale

Juan Luca Sacchi l’arbitro di Lazio-Genoa

Sarà Juan Luca Sacchi, della sezione di Macerata, a dirigere la partita tra la Lazio e il Genoa, in programma il 5 dicembre allo Stadio Olimpico di Roma alle 21.00 e valida per gli ottavi di finale di Coppa Italia. Il direttore di gara sarà coadiuvato al Var da Di Martino e Muto. Di seguito la squadra arbitrale al completo.

Lazio-Genoa – Sabato 4 dicembre – h. 21.00 – Coppa Italia (Ottavi di finale)

Arbitro: Sacchi

Assistenti: Raspollini – Laudato

IV Uomo: Fourneau

V.A.R.: Di Martino

A.V.A.R.: Muto

I PRECEDENTI TRA SACCHI E LA LAZIO – Sono due i precedenti tra l’arbitro Sacchi e la Lazioentrambi vinti dalla squadra biancoceleste. Il primo incrocio risale alla vittoria per 2-0 contro il Crotone nella stagione 2020/2021, il secondo è invece più recente e datato 2 ottobre 2022, quando gli uomini di Sarri (ma guidati da Martusciello) si imposero con un netto 4-0 ai danni dello Spezia. Sarà la prima volta che il direttore di gara arbitrerà una gara dei capitolini in Coppa Italia. 

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STATISTICHE

Coppa Italia, Lazio-Genoa: i precedenti

La Lazio chiede al Genoa il pass per i quarti

Domani alle 21 allo stadio Olimpico (ingresso gratuito per gli abbonati in campionato della Lazio), la Lazio dovrà chiedere al Genoa il pass per l’approdo ai quarti di finale di Coppa Italia. In campionato le due squadre si sono già incrociate con la vittoria dei rossoblù a Roma per 0-1 con gol di Retegui. Nella Coppa nazionale in sette sfide complessive tra le due compagini, la Lazio si è imposta 4 volte a fronte di 2 pareggi e 1 sconfitta. In 3 occasioni le due squadre si sono affrontate a Genova e in 4 a Roma e il bilancio dei gol segnati recita 14 a 11 in favore dei romani. L’ultimo confronto risale al gennaio 2017 sempre agli ottavi di finale e sempre nella Capitale. L’allora squadra di Simone Inzaghi passò il turno con un rocambolesco 4-2 in cui per i biancocelesti andarono a segno con Djordjevic, Hoedt, Milinkovic e Immobile. La prima volta invece risale al 1937. Si giocava a Genova e i rossoblù vinsero con un secco 5-0. Erano altri tempi, in cui la compagine genovese viveva il suo periodo di massimo splendore. La storia attuale racconta di livelli e ambizioni completamente diverse, anche in Coppa Italia.

Alessio Buzzanca

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DICHIARAZIONI

Casarin su Mourinho: “Teatrino di provincia, parole da stroncare. Poi ha sempre rigori ed espulsioni a favore”

Tutti quelli che seguono un po’ gli arbitri sanno che Marcenaro è il futuro dell’arbitraggio italiano, è uno estremamente pacato, non è emotivo. Evidentemente Mourinho non lo conosce”. Lo dice Paolo Casarin, ex n.1 degli arbitri e top anche a livello internazionale, e attuale opinionista di ‘Radio Anch’io Sport’ su Radio Rai 1.”Ieri ha arbitrato bene una partita – dice ancora Casarin su Marcenaro -, senza strafare, e la Roma ha vinto con quello che sappiamo, con un rigore e un’espulsione assolutamente certi. Ma ciò succede in gran parte delle partite”.

Poi, quando gli chiedono delle dichiarazioni di José Mourinho alla vigilia di Sassuolo-Roma, Casarin diventa un ‘fiume in piena’. “Quando io vedo un grande allenatore come Mourinho – dice Casarin – che prima della partita dice tutte quelle cose, allora vuol dire che c’è qualcosa che non funziona. Questa libertà di criticare prima tirando fuori cose di scarso contenuto non deve essere consentita, questa roba deve essere stroncata, non si può fare”. “E a me queste panchine sembrano un teatrino di provincia – continua l’ex arbitro -, la Roma poi ne ha avuti quattro o cinque diversi (si riferisce ad espulsioni ndr). Questa gente non deve più stare in panchina, e poi a cosa servono 70 persone in totale fra le due panchine?”. “Ho 65 anni di arbitraggio – dice ancora Casarin – e ho visto di tutto, però mi dispiace. Io so che gli arbitri vogliono parlare con allenatori e capitani facendo queste riunioni a Coverciano o altrove. Quindi da una parte c’è la volontà di andare incontro e dall’altra un attacco frontale di questa maniera. Ma loro vanno alle riunioni? Ascoltano quali sono le nuove regole tipo il fatto di ridurre ‘disperatamente’ i falli, che peraltro io non condivido: le partite hanno i falli che hanno”. Secondo Casarin, “un grande allenatore non fa mai questa roba, non ci sono balle che racconta tipo quella della lingua (il riferimento è ancora a Mourinho, che ieri si è espresso in portoghese ndr), e non si va a dire al pubblico ‘calma”. “Vi ricordo – conclude – che ai Mondiali di Italia ’90 tutti dovevano stare seduti, e Beckenbauer che aveva problemi alla schiena dovette ottenere un permesso speciale per stare in piedi”-
   

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Nonostante tutto la Lazio è a -4 dalla Champions. Ma troppi giocatori fuori fase…” (AUDIO)

Fischi a fine partita, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Sui fischi a fine partita si discute molto, ma credo che fosse rabbia mista a sollievo per quanto visto. C’è da dire che siamo a 4 punti dalla zona Champions nonostante la Lazio non abbia espresso un gran calcio e dunque siamo lì e siamo agli ottavi di Champions.

Poi è giusto discutere di ciò che abbiamo visto in campo sabato. Penso però che potremo toglierci soddisfazioni in questa stagione.

A me la Lazio fino al 25′ è piaciuta molto. Oltre al gol ci sono state occasioni limpide tra cui quella di Pedro che si mangia un gol fatto. Poi l’espulsione ha rimescolato le carte, Ranieri ha arroccato la squadra e non è più successo nulla. Nel secondo tempo Castellanos prima subisce un fallo netto da rigore e poi si mangia un gol, ma Ranieri fiuta il possibile pareggio e mette Pavoletti a fine partita e per poco non succede il patatrac.

Secondo me è molto più giusto andare a cercare quello che non funziona dopo una vittoria che dopo una sconfitta. I difetti ci sono e vanno segnalati ora, non dopo aver perso.

Ad esempio Luis Alberto e Felipe Anderson sono molte partite che si sono persi e non contribuiscono al buon funzionamento offensivo, co9sì come Zaccagni che ora è infortunato.

Quest’ultimo sta migliorando e potrebbe spuntare una convocazione per Verona. Spero che oggi pomeriggio possa uscire sul campo ad allenarsi. Casale dovrebbe essere recuperato per il Verona, mentre Romagnoli che è alle prese col soleo, deve ancora aspettare un pochino prima di poter riprendere. Luis Alberto non dovrebbe avere nulla di grave, ma va monitorato. Oggi ci saranno gli esami strumentali, ma trapela molto ottimismo. Vedremo se già sabato potrà far parte della spedizione al Bentegodi. Domani penso che in ogni caso verrà tenuto a riposo precauzionale.”

Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Champions un po’ più vicina con il corto Sarri. Lotito: “I tifosi hanno ragione a fischiare”

Un misero punto nei tre turni precedenti

Dopo un misero punto nei tre precedenti turni, è di nuovo più vicina la Champions, la Lazio può ancora rialzarsi in questo campionato. E conta molto più la sostanza dello spettacolo, in questo frangente delicato. Così anche il Sarrismo si trasforma in corto Mau: tre delle ultime quattro gare (oltre quella di sabato pomeriggio, anche Fiorentina e Feyenoord) vinte per 1-0, in totale 6 su 9 fino a questo momento. Erano 11 su 26 l’anno scorso, il trend diverso è chiaro. Fondamentale il settimo clean sheet, il miracolo di Provedel in pieno recupero. Almeno il blocco difensivo (anche con i gregari Patric e Gila) sta tornando ad essere il segreto della Lazio, in vantaggio per la quarta volta nei primi 15′ (come nessuno in A) e in calo vistoso nel secondo tempo. Con poche type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee in mezzo, un gioco prevedibile e lento, e nessun guizzo vero davanti nonostante la superiorità numerica per oltre un’ora, precisamente dal 27′. Chissà se il rigore netto di Dossena su Castellanos avrebbe cambiato il giudizio.

IL RETROSCENA DEL DISSENSO

I fischi assordanti dell’Olimpico al triplice fischio dopo un trionfo, sia pure soffertissimo e tirato, però sembrano troppo. Solo i fan del Real osano tanto. Ieri mattina infatti ne parlavano ancora, Sarri e il suo staff, delusi e amareggiati a Formello. Il vice Martusciello non ha nascosto il fastidio: «Sull’altra sponda del Tevere giocano molto peggio di noi e vincono senza nessun mugugno». In realtà, sabato molti tifosi erano già indisposti prima dell’incontro per l’iniziativa “Mascotte” bocciata dall’ufficio marketing biancoceleste in Tribuna Tevere al Sodalizio. Ogni tanto, senza sminuire il marchio, bisognerebbe usare il buon senso. La rabbia è esplosa però per il solito atteggiamento indolente della ripresa, che non è piaciuto nemmeno a Lotito: «I tifosi hanno ragione a fischiare perché non si può vincere in 10 contro 11 in quel modo. Non c’entra nulla il tecnico. E ora va preso qualche provvedimento». Il Messaggero

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

Lazio: Provedel decolla, il rinnovo no…

Una parata da 2 punti. Provedel si è allungato in tuffo, sul colpo di testa di Pavoletti, e ha tolto dalla porta un gol fatto o quasi. Al resto, in pieno recupero, ci ha pensato Oristanio, mettendo fuori e non inquadrando lo specchio sul retropassaggio di Lazzari. La Lazio ha rischiato, non decolla, finendo tra i fischi dell’Olimpico. E il suo portierone l’ha aiutata a blindare il successo sul Cagliari. Martedì, in Champions, Ivan era sceso in campo pieno di antibiotici e ricostituenti, dopo due giorni trascorsi a letto e buttando giù il termometro che in mattinata segnava ancora 39,5 gradi di febbre. Un’altra grande parata, con gli scozzesi, sullo 0-0 e prima che Immobile timbrasse la qualificazione agli ottavi Champions con una doppietta negli ultimi minuti. C’è chi ha criticato il portiere friulano per il ko di Salerno: lo ha fregato Candreva, ma quel tiro era pieno di effetto, lo ha spostato il vento, è partito come una sassata mentre due laziali al limite dell’area di rigore stavano provando a murarlo. Nessuna responsabilità sul gol di Kastanos, anzi per i riflessi sul colpo di testa ravvicinato di Candreva quello sarebbe stato un gol evitato, non preso. E nel primo tempo, con la punta delle dita, Provedel aveva alzato e toccato sulla traversa il colpo da fuori di Bohinen. Più un altro salvataggio di piede su Candreva.

Provedel, numeri da portiere top

Diciamo la verità. Provedel è uno dei pochi, o forse l’unico della Lazio, che si sta esprimendo sugli stessi livelli della passata stagione. Non ha avuto crisi di rigetto o flessioni di rendimento. Ha preso qualche rete in più perché la fase difensiva della squadra è meno solida. Sarri si sta adoperando per recuperare compattezza. Qualcosa si è visto, qualcosa sta perdendo davanti. Cinque clean sheet in 14 partite, 15 gol subìti, 41 parate. Il friulano è ancora uno dei più positivi della Serie A e sarebbe il caso di blindarlo, senza perdere altro tempo.

Provedel, il rinnovo non decolla

Nell’estate 2022, richiesto peraltro da Mau, Provedel era arrivato da La Spezia senza certezze di un posto da titolare. Sapeva di doverselo giocare con Maximiano, erano in concorrenza. Ha impiegato meno di due settimane, complice il rosso del portoghese alla prima giornata, per scavalcarlo e costringerlo alla panchina. In un anno è stato eletto miglior portiere del campionato 2022/23 dalla Lega (21 volte imbattuto su 38 giornate), Mancini lo ha convocato in Nazionale e Spalletti lo ha confermato dietro Donnarumma, Vicario e Meret, con cui si giocherà il ruolo di terzo per l’Europeo in Germania. Guadagna un milione più bonus, è tra i meno pagati nell’intera rosa biancoceleste, ancora al di sotto di quanto prendeva Strakosha prima di andarsene a parametro zero. Lotito non lo ha mai convocato per discutere un adeguamento e un prolungamento del contratto, che pure meriterebbe (e non da oggi) sul campo. Solo qualche battuta per scongelare il silenzio e prendere tempo. Soliti ritardi, la consueta strategia. Non c’è da meravigliarsi se il rinnovo non decolla. Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Kamada al bivio: in Coppa Italia un’altra chance per prendersi la Lazio

Il corsaro Guendouzi

Guendouzi si è preso il posto da corsaro qual è. Rovella ha portato un po’ di pepe in mezzo, non bada a cariche, deve crescere nel palleggio. Isaksen si è sciolto, sta facendo vedere le prime veroniche. Castellanos gioca al netto della staffetta con Ciro, spara male le cartucce, si affretti a tirare meglio. Ma in pole position, ad agosto, c’era Kamada tra gli acquisti estivi. Oggi è in coda alla squadra. Era senza posto, è senza ruolo. Sabato è entrato da vice Luis Alberto, ha chiuso da vice Pedro. Lo stop del Mago lo catapulta in campo da titolare, proverà a sfruttare la Coppa Italia per ritrovarsi e ridare un senso al suo arrivo a Roma.

Lazio, contro il Genoa tocca a Kamada

Domani, contro il Genoa, toccherà a lui. Kamada aveva rubato l’occhio a Napoli, segnando al Maradona. Non s’è più ripetuto. Sarri non ha mai smesso di vederlo mezzala, prima a destra e poi a sinistra. Nell’ultimo mese, vuoi anche per l’emergenza assenze, l’ha piazzato in avanti senza crederci molto. Lo sballottamento ha accentuato i suoi disagi, la tristezza che tende alla sfiducia. Sarri, a parole, ha provato a tenerlo su di morale, in campo gli effetti si sono visti al contrario. In campionato Kamada aveva rigiocato a Salerno per l’assenza del Mago, non succedeva da Juve-Lazio del 16 settembre. In Champions s’era visto nel ritorno con il Feyenoord. Non ha mai trovato il colpo, gli ultimi risalgono ai primi: il gol di Napoli, l’assist a Luis Alberto contro la Juve. Kamada era partito con entusiasmo e col passare delle settimane s’era caricato sempre più: «Voglio diventare una grande mezzala a livello europeo, il ruolo mi piace», ripeteva. A inizio novembre, dopo le esclusioni ripetute, si è sfogato tradendo insoddisfazione: «Mi piace l’ambiente che si respira alla Lazio. Ho un buon rapporto sia con i compagni sia con i tifosi, che fanno sempre sentire il loro sostegno caloroso. Ma non basta, un professionista ha bisogno di giocare con più continuità».

Kamada con la Coppa d’Asia nel mirino

C’è sicuramente un problema oggettivo che lo frena, è il ruolo di mezzala. Non riesce a interpretarlo come dovrebbe. Ed è subentrato un problema di collocamento dentro una Lazio altalenante e che a centrocampo ha accusato il contraccolpo della partenza di Milinkovic. Può esserci un terzo fattore: è la Coppa d’Asia. Accade ad ogni giocatore prima di un Mondiale, prima di una competizione continentale. Il giapponese a gennaio sarà impegnato con la sua nazionale in Qatar. Tiene molto alla Coppa d’Asia e ancora di più al Mondiale 2026. Inconsciamente potrebbe essere condizionato dal torneo che avrà inizio il 12 gennaio e terminerà il 10 febbraio. Sarri lo avrà a disposizione fino a Lazio-Frosinone del 29 dicembre. Kamada domani avrà una nuova chance, non dovrà giocare a rimorchio così come sta facendo. Imballato, torvo, inoffensivo. Tutti si aspettano un segnale, che batta un colpo. Spirito e spavalderia. Gli altri. Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Bentornato gol su azione, ma Felipe non si rialza: rinnovo congelato, ma occhio alla Juve…

Vecchi vizi del passato, non sono piaciuti alcuni ingressi quasi contro voglia, col freno a mano tirato. Sicuramente la Champions toglie energie mentali e fisiche, questa squadra fatica a reggere i ritmi del doppio impegno. Ma per esempio Vecino era riposato, non aveva giocato contro il Celtic Glasgow. Continua invece l’involuzione di Anderson: nemmeno in corsa, il brasiliano torna incisivo. La Lazio ha congelato il suo rinnovo, ma teme anche ci sia la Juve dietro, pronta a prenderlo a giugno a parametro zero. Così Felipe però rischia il posto. Pedro ha finalmente trovato il suo primo gol in A (mancava dal 2 aprile), ma soprattutto la prima rete su azione dopo 40 giorni di astinenza biancoceleste in campionato. Dopo la Champions altra prestazione super di Isaksen, un esempio insieme a Guendouzi della grinta che serve in campo. Non c’è solo il brodino, gustatevi almeno un gelato. Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Esami per Luis: dita incrociate. Con il Genoa largo turnover

Dita incrociate per Luis Alberto. Rimandati a oggi gli esami del Mago, ma a Formello sono convinti di poter scongiurare lo stiramento all’adduttore destro. Resta ai box Romagnoli, alla prese con una distrazione al polpaccio destro. Casale (lesione all’adduttore) ha già ricominciato a correre, Zaccagni (distorsione all’anca) sta migliorando. Entrambi sperano di strappare una convocazione col Verona, ma domani (ore 21) agli ottavi di Coppa Italia contro il Genoa non ci saranno.
Ballottaggio fra i pali fra Sepe e Mandas, Sarri è orientato a schierare chi ha giocato meno. Hysaj ha recuperato dalla febbre, Pellegrini può avere la sua chance, addirittura Basic può essere messo in vetrina prima dell’addio a gennaio. Il Messaggero

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DICHIARAZIONI

Immobile, celebrazione e vittoria: “Non la miglior prestazione, ma dovremmo vincerle di più cosi”

Al termine della gara giocata quest’oggi tra Lazio e Cagliari il capitano biancoceleste Ciro Immobile è intervenuto ai microfoni di Lazio Style. Queste le sue parole: “Si può dire che era da chiudere una settimana così. La vittoria in Champions ci ha dato positività per questa partita. Non abbiamo fatto la miglior prestazione dell’anno, ma va bene così. E’ bello poter festeggiare con la mia famiglia e davanti alla mia gente, mi ha emozionato. Sono traguardi che è bello festeggiare così. Provedel? E’ un ragazzo sulla quale puoi fare affidamento per qualunque cosa. Poi le qualità le vediamo tutte. L’ultima parata è stata come un gol. Noi dovremmo vincere più partite così: ci manca quello. La nostra malattia è voler giocare bene e vincere così. Ma dopo le fatiche fatte in Coppa non è facile, anche perché becchi squadre che hanno preparato la gara in tutte le settimane. So che i tifosi si aspettavano qualcosa in più, ma con il loro sostegno possono spingerci a farlo. Noi nella mentalità dobbiamo avere quella di lottare e giocare in tutte le competizioni. Non bisogna abbassare la guardia né in campionato e nemmeno in Coppa Italia ora”.