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STATISTICHE

Immobile riparte dal punto zero: al Cagliari il primo gol in serie A

Ciro Immobile vuole ripartire da dove ha iniziato. Come scrive Il Corriere della Sera, nel 2012 con il Grifone, contro il Cagliari segnò a Marassi la sua prima rete in serie A. Non solo, quella di tacco del 2-2, nel 2018, stavolta in Genoa-Lazio, secondo Immobile è la rete più bella segnata in carriera.

Il bomber di Sarri è alla ricerca del gol 200 nella massima serie. Sarebbe l’ottavo nei 94 anni di esistenza del torneo, l’ultimo a tagliare il traguardo fu Di Natale nel 2014. Immobile i suoi 198 gol li ha segnati a 34 team differenti. Da avversario alla Lazio ha segnato una volta in maglia Torino nel 2014, cinque le compagini con cui andato in doppia cifra.

Ben 15 quelli contro la Sampdoria, 14 al Genoa, 12 al Cagliari, 11 all’Udinese e 10 al Verona. Passando alle big, questo lo score: 8 a Fiorentina e Milan, 7 al Napoli, 5 ad Atalanta, Inter e Roma e poker alla Juventus. Col Cagliari Immobile è andato in gol in tutte le ultime cinque sfide e da laziale, ovvero dal 2016, contro i sardi non ha mai perso.

Inoltre, la Lazio non perde col Cagliari dal 19 maggio 2013, in Sardegna all’ultima giornata decise la rete di Dessena al 75’. Da allora 13 vittorie e 13 ko.

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RASSEGNA STAMPA

Ielpo: “Sarri è bravo ma gli piace lo scontro. Forse ciclo da chiudere”

Mario Ielpo, ex di Lazio e Cagliari, è intervenuto ai microfoni di calciocasteddu.it per parlare del match odierno e del futuro di Sarri.

“Sono nato a Roma, sia dal punto di vista anagrafico che calcisticamente e nella fattispecie nella Lazio, dove entrai bambino. La mia carriera è però maggiormente legata a Cagliari: sono le due società a cui sono più affezionato. I capitolini fanno un po’ fatica, mentre i rossoblù si sono un po’ sbloccati dopo il 4-3 al Frosinone. Sotto il profilo emotivo, per la squadra biancoceleste, sarà importantissimo non sbagliare la gara di domani per evitare contraccolpi“.

“Sarri è un allenatore bravo ma divisivo, a cui piace lo scontro e che non smussa gli angoli. A prescindere dal suo valore, potrebbe essere arrivato il momento per chiudere il suo ciclo, se non dovessero verificarsi dei miglioramenti concreti“.

“Ranieri mi ha fatto diventare professionista vero: devo tutto a lui, così come lui deve qualcosa alla nostra squadra di illustri sconosciuti che ha scritto pagine importanti. Ci ha aiutato a diventare dei buoni calciatori, artefice numero uno di quell’impresa di oltre 30 anni fa. Tattica, orpelli, contano fino a un certo punto: la differenza l’ha fatta la sua mentalità“.

“Da bambino ho avuto due allenatori sconosciuti, però importantissimi: Forlivesi e Troilo. E poi la figura di Maurizio Scarsella, un mio compagno di squadra delle giovanili laziali. Era un numero 10 dal sinistro divino. Io avevo 9 anni e lui 10: arrivava dall’Urbe Tevere, un fenomeno che poi è purtroppo morto giovanissimo di AIDS, dopo un’esistenza sregolata. Desidero ricordarlo“.

Foto: profilo instagram acmilan

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ESCLUSIVE

“SVB” – Mauro Mazza: “Abbiamo finito i bonus. Sarri? Molto laziale, parla da tifoso” (AUDIO)

Mauro Mazza stamattina è intervenuto ai microfoni di Sei Volte Buongiorno per parlare di Lazio e del futuro di Sarri.

“Siamo alla XIII giornata, pezzi di stagione che se ne vanno. Dopo il ko con la Salernitana è come se avessimo finito i bonus. In ogni caso vorrei vedere i bicchiere mezzo pieno. L’obiettivo Champions è stato centrato, evento ancora più raro con una giornata in anticipo. Sorprendentemente è arrivato con prestazioni determinate anche se non brillantissime”

“Adesso avremo due mesi in cui si pensa solo al campionato, il calendario ci aiuta. La Lazio deve vincere con Cagliari e Verona, abbiamo già disputato troppe partite dello scemo. Poi con l’Inter misuri il tuo punto di maturità. Alla Lazio manca Milinkovic, non hai trovato la chiave per sostituirlo. Non poteva aspettarti la stessa resa. Ora Luis Alberto apre gli occhi, cerca Milinkovic ma questa cosa non c’è più. In tal senso Isaksen può esser una chiave, così come Guendouzi. Integralmente Sergej non si sostituisce, ma la panchina della Lazio finalmente è lunga. Addio bonus, la Lazio li ha terminati e bisogna vincere, già da oggi pomeriggio”.

“A inizio stagione Sarri si è affidato ai suoi, i nuovi li ha usati col contagocce. Lui crede che servano dei mesi per inserire i nuovi nel suo schema. Sarri ha puntato su chi lo conosceva. Guendouzi e Kamada a Napoli gli hanno fatto cambiare idea, ma quello però non era i vero Napoli, ma quello del Tenente Garcia. La Lazio deve tornare a divertirsi”.

“Sarri è diverso dagli altri. Il suo gioco pretende che le rotelline siano al massimo, serve una macchina perfetta. Senza bel gioco non hai risultato. Deve innestare i nuovi, l’ alternanza non deve andare a deperimento e quest’anno hai la miscela giusta. Pensavo che tale alchimia arrivasse prima con questa panchina lunga. Sarri parla da tifoso. Forse lui è anche troppo tifoso di questa Lazio. Parole le sue che non dimostrano la sua precarietà, ma il suo affetto”.  

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, è Ranieri il vero esame: è vietato sbagliare

Come riportato dal Corriere dello Sport, dopo la vittoria contro il Celtic di martedì, Sarri aveva dichiarato che il vero esame di maturità ci sarà solo contro il Cagliari. Il mister le sta tentando tutte pur di mantenere alta la concentrazione, non ultima la trovata della maxi-rifinitura di ieri. Doppia seduta alla vigilia con al mattino prove tattiche e calci piazzati, mentre al pomeriggio solo una ripassata generale. In questo avvio sembrano esserci due Lazio, l’una, quella in Champions, che ha appena strappato il pass per gli ottavi; l’altra è undicesima in campionato ed in caso di debacle oggi potrà chiamarsi fuori dalla classifica.

Tema ormai abituale delle dichiarazioni di mister Sarri è la mentalità della squadra, così si era espresso proprio martedì: “Ho dubbi sulla mentalità della squadra, che ha delle mancanze in certe partite che vengono considerate facili e va in campo senza determinazione, senza applicazione feroce, senza aggressività. Se avessimo avuto la stessa applicazione vista con il Celtic in campionato avremmo avuto molti punti in più”. É doveroso ricordare che tre delle sei sconfitte sono arrivate contro Lecce, Genoa e Salernitana.

Mai come oggi è doveroso vincere, la Lazio ha totalizzato solo 1 punto nelle ultime 3 gare, oggi affronterà il Cagliari che ha totalizzato solo 2 punti in trasferta ma viene da averne guadagnati 7 nelle ultime 4 gare. Sarri in carriera ha vinto il 60% delle sfide contro i rossoblù, Ranieri da allenatore, d’altro canto, ha vinto 9 delle 21 sfide contro la LazioSarricontro Ranieri ha vinto due volte su due quando lui era alla Juve e Ranieri alla Samp. Il rivale resta insidioso.

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APPROFONDIMENTI NEWS

Isaksen, che esplosione. E al Salling esultano…

Coefficiente di difficoltà: altissimo. Eppure Gustav Isaksen sta emergendo. Per lui, da quando è a Roma, è cambiato tutto. Clima, cibo (anche se apprezza già molto l’amatriciana), città, modo di vivere, lingua. Soprattutto però il livello della squadra e del campionato in cui gioca. Al Midtjylland era il leader, il talento, il punto di riferimento: ha chiuso l’ultimo campionato con 18 gol fatti. A Roma è tutto più complicato. Per chi lo circonda è già un sogno che lui sia arrivato alla Lazio. Da piccolo giocava nel giardino di casa insieme al padre e ai tre fratelli maggiori. Lì ha imparato, pur essendo esile, a resistere ai contrasti. All’epoca, quando guardava i video di Ronaldinho, suo idolo, disputare la Champions con la maglia biancoceleste era inimmaginabile. Lo era anche nel 2019-20, quando dovette operarsi al ginocchio e temeva che l’infortunio gli sarebbe costato il grande calcio. In realtà sembrava un miraggio per molti: Emil (uno dei suoi fratelli) e alcuni suoi amici sono stati allontanati dallo stadio Olimpico in occasione della gara con l’Atletico perché, un po’ alticci, avevano causato qualche fastidio. Isaksen non c’entra nulla, ma l’episodio descrive l’euforia con la quale si vive la sua avventura italiana intorno a lui. “Gustav è sempre stato molto semplice, umile e inconsapevole del proprio talento – ricorda John Jeppesen, che lo ha allenato fino all’età di 13 anni al Salling, il suo primo club -. La sua famiglia è stata molto contenta del premio di formazione che la nostra piccola società ha incassato col suo trasferimento alla Lazio”. Lentamente sta scalando le gerarchie a Formello: col Celtic è stato l’unico, dei cinque attaccanti usati da Sarri, a giocare tutta la partita. Già con il Lecce, all’esordio, aveva creato un’occasione solo con uno stop improbabile, con la Roma se ne è inventata un’altra con una palla deliziosa con la quale ha innescato Lazzari. Erano solo sprazzi di classe. L’infortunio di Zaccagni (fuori due settimane) può consacrarlo e dargli il minutaggio che mancava. Gli sprazzi possono diventare la normalità. “Con questi tifosi si possono raggiungere grandi risultati”, ha detto dopo la gara col Celtic. Il passaggio dal Midtjylland alla Lazio aveva un coefficiente di difficoltà altissimo. Lui però sta emergendo.

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FORMELLO NEWS

FORMELLO – Isaksen costringe Felipe e Pedro al ballottaggio. Cataldi in regia?

Non ci sono sorprese. Nella gara di domani con il Cagliari non ci saranno Casale e Romagnoli in difesa (entrambi sperano di recuperare per la prossima di campionato col Verona il 9 dicembre), fuori anche Zaccagni in attacco (lui resterà indisponibile per un paio di settimane). Al posto del numero 20 ci dovrebbe essere Isaksen, attualmente il più in forma fra gli esterni. Dietro di lui ci sarà ancora Lazzari.

PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3): Provedel; Lazzari, Gila, Patric, Marusic; Guendouzi, Cataldi, Luis Alberto; Isaksen, Immobile, Felipe Anderson. A disp.: Sepe, Mandas, Hysaj, Ruggeri, Pellegrini, Kamada, Vecino, Rovella, Basic, Pedro, Castellanos. All.: Sarri.

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DICHIARAZIONI

Lazzari: “Col Cagliari da dentro o fuori, dobbiamo dare un segnale forte. Sarri mi ha cambiato, ora…” (AUDIO)

Il terzino biancoceleste presenta Lazio-Cagliari in conferenza stampa: “Col Cagliari da dentro o fuori…”

“Col Cagliari da dentro o fuori, dobbiamo dare un segnale forte. Sarri mi ha cambiato, ora…”. Manuel Lazzari in conferenza stampa prima di Lazio-Cagliari: “Speriamo che la vittoria con il Celtic ci lasci tanta energia e adrenalina per ributtarci subito in campionato, dove siamo in ritardo. Non sappiamo perché in Champions facciamo grandi partite e in campionato no. È il contrario dello scorso anno. Il passaggio del turno in Europa non è comunque mai scontato ed è importante, ma domani contro il Cagliari sarà da dentro o fuori. Dobbiamo dare un segnale forte e definitivo”.

“Ho fatto tutta la mia carriera da quinto fino all’arrivo di Sarri. Poi mi sono dovuto adattare, soprattutto i primi due anni. È un altro ruolo, un altro calcio. Quest’anno mi sento molto meglio e penso anche che si veda. Penso più a difendere che ad attaccare, è quello che vuole il mister. Cerco di essere concentrato per 90 minuti, fare il difensore non è come fare il centrocampista o l’attaccante. Se sbagli è un problema”.

“Il sogno di ogni giocatore è la Nazionale, magari essere nella rosa di un europeo o di un mondiale. È un sogno, ma c’è tanta competizione, ci sono molti terzini forti. Solo facendo bene con la Lazio potrò avere qualche chance per la Nazionale”.

“Quando un giocatore non gioca perde un po’ di fiducia, è meno contento, ma sono cresciuto molto a livello mentale in questi tre anni. La stagione è lunga, ci sono periodi in cui stai meglio e altri in cui stai peggio. L’importante è allenarsi sempre al meglio e cogliere le opportunità che hai”.

“Partendo molto più distante dalla porta avversaria arrivo meno lucido, però ho più campo da attaccare. Ci sono pro e contro. È un calcio che mi piace molto e posso sfruttare le mie caratteristiche. È un ragazzo intelligente, che ha messo in mostra le sue qualità. Speriamo che faccia la differenza anche in campionato”.

“Ciro lo vedo sempre molto sereno, felice, soprattutto dopo i due gol contro il Celtic. L’umore è ottimo, sta bene, è in fiducia. Anche se non ha giocato dall’inizio ha fatto la differenza. Ci sono state tante critiche, ma lui è molto forte ed è stato bravo a guardare avanti, l’ha dimostrato a tutti noi. Per quanto riguarda le differenze tra lui e Taty, sicuramente Ciro attacca più la profondità mentre Castellanos viene più incontro. Sono entrambi molto forti, in base alla partita che avremo davanti il mister deciderà chi schierare”.

“Anche se ho compiuto 30 anni, in questo mondo non si smette mai di imparare. Non avrei mai immaginato di poter fare il terzino di una difesa a quattro, quindi sono molto orgoglioso. Il mio pallino sarà sempre crescere sotto il punto di vista difensivo”.

Radiosei

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DICHIARAZIONI

Gila: “L’Olimpico e la motivazione Champions per il Cagliari. Vi spiego in cosa Sarri mi ha migliorato…”

Alla vigilia della gara tra Lazio e Cagliari il difensore Mario Gila è il protagonista del match program del club: “Dopo tanto tempo che non giocavo è molto bello ritrovare fiducia. Dopo mesi di duro lavoro e giorni belli e meno belli arriva quel momento in cui torna la luce e sono molto felice di poter sfruttare queste opportunità”.

“Siamo molto contenti di aver centrato questo traguardo così prestigioso. Contro il Celtic abbiamo fatto una prestazione importante, fatta di personalità e coraggio. Siamo stati presenti in ogni momento della partita, quello che ci è mancato invece in campionato”.

“Sappiamo che affrontiamo una squadra fisica, che nelle ultime partite ha ottenuto grandi risultati. Mi aspetto un Cagliari vivo, noi invece dovremo sfruttare il fattore Olimpico e la motivazione che ci ha regalato la vittoria di martedì”.

“Sarri mi sta aiutando in molte cose. Mi ha dato una mano a migliorare molto sotto il punto di vista tattico, aiutandomi a capire cosa fare nei momenti della partita, in base a quello che accade nell’arco dei 90 minuti e non solo. Una qualità che solitamente arriva con la maturità: io sento di averla raggiunta grazie al mister e a tutto il suo staff. Al momento sto lavorando duramente per migliorare la mia fase difensiva, anche se sento di avere le caratteristiche per segnare anche qualche gol”.

“Il difensore che ho sempre avuto in testa da quando sono arrivato è Nesta: mi è sempre piaciuto molto, era un type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idolo per tutti i tifosi e un punto di riferimento per ogni suo compagno di squadra. Sono felice di giocare nel suo stesso club”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Giordano: “Cagliari pericoloso, ma fragile in difesa. Sarri farà giocare chi ha più fame. Isaksen? Pronto a spiccare il volo…” (AUDIO)

Bruno Giordano a ‘NMM’ “Cagliari pericoloso, ma fragile in difesa. Sarri farà giocare chi ha più fame. Isaksen? Pronto a spiccare il volo…”

“Cagliari pericoloso, ma fragile in difesa. Sarri farà giocare chi ha più fame. Isaksen? Pronto a spiccare il volo…”. Bruno Giordano a Radiosei: “Non vincere contro il Cagliari sarebbe una nuova Salerno. In mezzo c’è stata una discreta partita col Celtic che ha rasserenato l’ambiente. Non accetterei un nuovo calo di prestazione drastico. Il Cagliari sta migliorando, iniziano a segnare e hanno alcuni talenti come Viola, che possono fare la differenza. difensivamente pagano ancora tanto. Non mi aspetto una Lazio straripante, ma certamente non una prova deludente. Quante volte abbiamo sentito i giocatori esaltarsi per vittorie striminzite? I calciatori spesso ragionano come i tifosi, solo in base al risultato. La Champions ti porta via le energie, ma il fatto di aver centrato l’obiettivo ti ricarica rapidamente. Cagliari squadra propositiva. Grande primo tempo col Monza, ci ha provato attraverso calci piazzati e buone trame di gioco. Giocano con due punte e Viola trequartista. Avendo una difesa così così, Ranieri ha capito di dover puntare di più sulla fase offensiva”.

“Isaksen sicuramente in campo per me. Giocando spesso poi, perde quella timidezza ed esplode definitivamente, perché ne ha le capacità. E’ pronto per spiccare il volo. La conferma di Rovella ci può stare, ma in generale mi fido di Sarri. Giocherà chi in questi giorni ha dimostrato di voler giocare, chi ha più fame”.

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DICHIARAZIONI

Gila, l’ag.: “Sarà il miglior centrale d’Europa. Lazio tappa fondamentale, non abbiamo fretta…”

Gila, le parole dell’agente: “Sarà il miglior centrale d’Europa. Lazio tappa fondamentale…”

Mario Gila è stato fra i miglior contro il Celtic. Il centrale spagnolo è entrato nel blocco titolari a causa dell’assenza dei due centrali Romagnoli e Casale e sta sfruttando l’occasione. Alejandro Camaño, procuratore di Mario Gila, ha rilasciato delle dichiarazioni ai microfoni di Sportitalia: “Mario è uno dei migliori difensori centrali che ci sono in Europa. Spetta alla Lazio decidere se continuerà a giocare in biancoceleste o meno, noi siamo contenti. Grazie al suo allenatore lui è migliorato e continuerà a lavorare per crescere. Quel che è certo è che lui vuole giocare: è a disposizione del tecnico e rispetta quello che decide lui. Se Sarri considererà di poterlo usare e che gli potrà servire, ne saremo felici. Non abbiamo fretta. Mario sarà il miglior centrale d’Europa. Il passaggio alla Lazio è fondamentale per la sua carriera. Nella nostra type=’text/javascript’ idea ci sarà un prima ed un dopo di Sarri nel suo percorso. Questo allenatore lo preparerà per un futuro importante. Con la velocità che ha Mario e con l’esperienza che accumulerà nel calcio italiano, se avrà spazio non ho dubbi che diventerà il migliore”.