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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Zacc non sta bene, ma Spalletti lo vuole in campo. Kamada-Guendouzi unico dubbio per Torino” (AUDIO)

Partita di stasera determinante, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Partita di stasera determinante. Anche se in caso andasse male, margini di recupero ci sarebbero perché con l’Ucraina al ritorno non giocheresti da loro e ciu sarebbero comunque gli spareggi in casi in cui arrivassimo terzi.

Zaccagni non sta benissimo a causa di una brutta botta al fianco sinistro. Spalletti vuole assolutamente farlo giocare perché non è affatto convinto della resa di Zaniolo, tanto è vero che Raspadori è stato provato a sinistra. Del resto è stato comunque convocato e quindi vedremo come andrà il provino di questa mattina.

Sicuramente in passato è accaduto che alcuni giocatori non abbiano risposto alla convocazione della Nazionale senza avere grossi problemi fisici, ma oggi è assolutamente pretestuoso parlare di questo argomento.

L’unico dubbio che ho per il centrocampo della Lazio contro la Juve è se giocherà Guendouzi o Kamada. Tutto qui. Ho visto Hysaj protagonista con l’Albania ed è in ottima forma, quindi ci sarà lui a sinistra con Marusic a destra. Vedremo Ciro come tornerà dagli impegni in Azzurro e penso che ci sarà comunque spazio per Castellanos nel secondo tempo. La fascia di capitano a Immobile gli ha dato grande responsabilità e sta vivendo questa esperienza al 100%. Speri non torni un po’ consumato a livello di energie mentali e fisiche”.

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Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Sarri alla Lazio: “Feroci, come a Napoli!”

Allena la Lazio e la sua caricatura. L’effetto Sarri non ha ancora risolto il difetto di una squadra che si diverte a fare la parte dell’Amleto. Mau, a Napoli, a mezza bocca ha pronunciato parole che spera non debba rimangiarsi: “La mentalità è stata feroce”. Con la Lazio siamo nel campo della tattica, della forma fisica e della psiche. La pausa è servita per fare un primo lavaggio di cervello ai giocatori rimasti: “L’atteggiamento di Napoli è l’atteggiamento giusto”. E’ il messaggio che il tecnico ha sottolineato. Vi vogliamo così, dicono tutti. Da Lotito e Fabiani a Sarri e ai tifosi. Mau non può vivere di rendita, lo sa bene, più volte è stato smentito: “Io spero che la mentalità sia sempre questa di Napoli, sarà il tempo a dircelo. Sappiamo di essere vulnerabili da questo punto di vista”, aveva aggiunto al Maradona. L’attesa, aspettando la trasferta di Torino con la Juve, solleva una curiosità quasi morbosa. Quale Lazio si ripresenterà? Sarà in grado di ripetere la prestazione di Napoli? E in Champions come risponderà contro l’Atletico? “Alla fine tutto dipende dall’attenzione, dall’applicazione, dallo spirito di sacrificio. E’ frutto della mentalità con cui entri in campo”, ripeteva Sarri sempre al Maradona ogni volta che gli rivolgevano domande relative alla prestazione e in particolare alla tenuta difensiva.

La continuità

problemi della Lazio sono sempre gli stessi, non è mai troppo comodo guidarla. Giro di vite di mercato e rivoluzione d’organico non sono bastati per evitare certi cali improvvisi, la comparsa di quei difetti che spesso infestano le trame. La fiducia che decolla o precipita. La testa vuota, la pancia piena. Sarri sa che non può cantare mai vittoria, che deve stare sul chi va là e mettere tutti sull’attenti quotidianamente. I big match però hanno premiato spesso la Lazio l’anno scorso. Ha vinto contro tutte le big e il colpaccio di Napoli s’aggiunge alla collezione d’arte. Sarri nel 2022-23 è riuscito a battere Spalletti e il Napoli (al ritorno), Inzaghi e l’Inter (all’andata), Pioli e il Milan (all’andata), Gasperini (all’andata) e Allegri (al ritorno). Le imprese in campionato denotano un salto di qualità mentale, aspettando conferme. Nei big match la Lazio si carica, tutti danno tutto. Sarri è curioso di capire come la squadra esordirà in Champions. “Partite in Champions facili ne ho giocate poche, sarà un girone duro con tre stadi difficili. Vediamo di starci dentro, se giochiamo come stasera sarà più facile”, è un altro dei passi sarriani raccolti nella notte del Maradona.

Il tempo

Le pause sono odiate da Mau, questa più delle altre. Avrebbe voluto lavorare con Kamada, convocato dal Giappone, lo ritroverà domani a Formello. Si è consolato indottrinando Guendouzi, provandolo con Luis Alberto, alternando Cataldi e Rovella. L’ex Juve aveva bisogno di completare il ricondizionamento atletico dopo l’infortunio con la Juve di fine luglio. Aspetta l’esordio, non è ancora avvenuto. Sarri solo da giovedì avrà tutti a disposizione, resteranno solo 48 ore per preparare l’assalto alla Juve. All’Allianz si giocherà alle 15 e martedì arriverà l’Atletico all’Olimpico. Sarri ha previsto una doppia seduta per domani, utile per accogliere i nazionali. Giovedì è previsto un allenamento pomeridiano, venerdì mattutino. Si lavorerà anche domenica, da sabato scatterà il primo mini-girone dantesco. Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “Pogba, perdita enorme per la Juve. Oggi per l’Italia ultima spiaggia” (AUDIO)

Vincere a tutti i costi, BRUNO GIORDANO in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“L’Italia dovrà vincere a tutti i costi e questa è già di per sé è una difficoltà. Non vincere oggi sarebbe problematico per le partite successive perché dovremo andare in Inghilterra e incontrare l’Ucraina in campo neutro a causa della guerra.

Dopo aver saltato l’ultimo Mondiale, non qualificarsi nemmeno all’Europeo significa aver fatto tanti passi indietro rispetto all’Europeo vinto. Vuol dire non aver fatto crescere il movimento calcistico

Non credo che i giocatori che sono andati a casa dalla Nazionale lo abbiano fatto perché non ci tengono all’Italia. Le trovo polemiche pretestuose perché per un calciatore la Nazionale è un traguardo. Farebbero prima a non andare proprio, piuttosto che partire e poi tornare per infortunio.

Pogba sarebbe fondamentale per il prosieguo della stagione della Juventus. Stiamo parlando di un top player che fa molta differenza se lo hai o non lo hai. Anche in questa stagione, quando è entrato anche se per pochi minuti abbiamo visto un giocatore straordinario. Se lo dovessero squalificare, sarebbe un problema grosso per i bianconeri.

Per capirci, con Pogba preferisco la rosa della Juve, senza Pogba preferisco quella della Lazio. Per me la sua assenza è un danno grosso per loro”.

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Alessio Buzzanca

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NAZIONALI

Italia, Immobile non vuole fermarsi: è a tre gol da Pablito

Ciro Immobile continua il suo inseguimento a Paolo Rossi, hombre del mundial di Spagna ’82. Tra l’attaccante della Lazio e lui ci sono solamente 3 gol: 17 per il biancoceleste, 20 per il campione prematuramente scomparso. Intanto tra di loro ci sono Alberto Gilardino e Roberto Bettega, entrambi a quota 19 centri con la maglia dell’Italia.

Come riportato dal Corriere dello Sport, Immobile avrebbe promesso ai suoi amici più stretti che stasera segnerà una doppietta, che gli permetterebbe di portarsi ad una sola lunghezza da Pablito. Due reti per prendersi la Nazionale, che al momento sente molto più sua della precedente, anche grazie a Spalletti che gli ha dato nuovamente fiducia, così come gliela dava Mancini, i cui contorni però hanno questa volta sfumature differenti rispetto al recente passato.

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CALCIOMERCATO

Ancora voci su attaccanti esterni: piace Artur

Non si ferma mai il mercato, quantomeno i rumors. Il Corriere dello sport ne riporta uno legato all’attaccante esterno del Palmeiras, Artur. Ha 25 anni, è alto 1,68, è brasiliano. Ha segnato 5 gol in campionato e 5 in Libertadores. La Lazio fino all’1 settembre aveva cercato ali per evitare emergenze in caso di nuovi stop di Pedro. C’è anche Felipe in scadenza, ma Lotito conta di rinnovargli il contratto e Felipe di firmarlo.

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DICHIARAZIONI

Lotito: “Lazio sei forte ed i tifosi hanno capito la serietà del progetto. Flaminio? Ecco perché no…”

“Perché Milinkovic non è andato in un top club? Non abbiamo mai ricevuto offerte concrete, l’unica vera fu da parte di una squadra italiana, di cui non farò il nome, che offrì oltre 100 milioni di euro”. Parola di Claudio Lotito, presidente della Lazio, a Radio Serie A, a proposito delle offerte ricevute in passato per il centrocampista serbo, passato all’Al Hilal due mesi fa. “Io declinai l’offerta – continua Lotito – perché avevo preso l’impegno con Inzaghi e inoltre non avremmo fatto in tempo a sostituire Sergej, dato che quell’estate il calciomercato chiudeva a metà agosto”, aggiunge il patron biancoceleste. “Fu un errore chiudere prima il calciomercato, come è tutt’ora sbagliato chiuderlo alle 20 dell’ultimo giorno e non a mezzanotte come negli altri campionati importanti”. La scelta di Milinkovic, in ogni caso, “è stata personale: noi non lo volevamo vendere e sono arrivato a offrirgli anche ingaggi importantissimi, ma prima della fine del campionato mi aveva detto che avrebbe voluto fare una nuova esperienza.

Quest’anno la Lazio è una squadra più competitiva, con giocatori di qualità in tutti i ruoli, anche nelle sostituzioni. Penso di aver allestito una squadra competitiva che può competere con tutti, ma si tratta di avere la certezza dei propri mezzi, questo può fare la differenza. L’anno scorso siamo arrivati secondi perché la squadra ha creduto nei propri valori e non perché alcune squadre hanno avuto una defaillance. Se loro credono nelle loro potenzialità potranno fare bene e dare soddisfazione ai tifosi” prosegue.

“Noi dobbiamo rimanere con i piedi per terra. Dobbiamo crederci, abbiamo fatto le prime due partite senza ottenere risultati, questo deve essere da monito per capire che ogni partita è una storia a sè rimanendo sempre concentrati. Abbiamo speso 101 milioni, investendo su giocatori di qualità ma di prospettiva creando un percorso di crescita ulteriore sotto la regia del nostro allenatore, che è un insegnante di calcio, possono essere migliorati. Sicuramente non manca la qualità del gioco, ora si tratta di portare a casa i risultati”. Champions League? Abbiamo allestito una squadra che ha, a livello di qualità e numerico, tutto per competere in entrambe le competizioni. La Lazio lo scorso anno aveva fatto una valutazione. Noi riteniamo che la Conference sia una competizione che non sia di interesse della Lazio, diversa è la Champions, competizione che dà risorse straordinarie e grande visibilità. Atletico? Dobbiamo verificare lo stato di condizione sia fisica che psicologica di tutti quei giocatori che sono in nazionale sperando che arrivino in condizione e che non vengano menomati in termini di prestazione dagli sforzi. Stadio? Conosco bene le problematiche per poter realizzare uno stadio che possono incidere sulla realizzazione Sto lavorando su una serie di type=’text/javascript’ idee, non ultima il Flaminio, e poi vedremo quella che sarà la soluzione del problema. Noi dobbiamo fare uno stadio che sia efficiente, che sia adeguato alle esigenze e che possa rappresentare un valore aggiunto. Se ristrutturi uno stadio dal valore evocativo come il Flaminio devi partire che non potrai mai mettere in campo alcune attività di ricavo. Su Roma è complicato fare uno stadio ex novo, lo proposi su un terreno di proprietà ma mi fu impedito; fu un errore per la città. Adesso stiamo lavorando su alcune ipotesi. Il Flaminio può avere valore storico e risolvere, sulla carta, il problema ma non certo efficientare i ricavi”.

“I tifosi hanno capito”

Abbonamenti? Superata quota 30.000 abbonamenti? La tifoseria ha capito che c’è un progetto serio. Quando presi la società questa fatturava 84 milioni ne perdeva 86,5. Siamo riusciti a risanarla, dopo la Juventus siamo quelli che hanno vinto più di tutti e ora lavoriamo per dare maggior soddisfazione ai tifosi con il bel gioco e l’organizzazione. Abbiamo un centro sportivo all’avanguardia, vediamo se i risultati sportivi avvaloreranno questi sforzi. Bisogna essere convinti della bontà del proprio progetto, io sono sicuro che il tempo dimostrerà che certe scelte sono positive. I tifosi lo meritano, hanno capito, non si sono mai discostati dalla società anche nei momenti di difficoltà. Nazionale? Io non faccio il mago, abbiamo tutte le possibilità per farlo. Di giocatori se ne trovano tanti, di allenatori anche, ma di presidenti pochi. Serve creare un’alchimia non solo legata alla capacità tecnica, quell’ambiente a 360° che incide sulle prestazioni dei giocatori. Sono 19 anni che faccio il presidente, qualcosa ho fatto nel mondo del calcio; ho salvato la Lazio, ho preso la Salernitana e l’ho portata in Serie A e mi rendo conto che il presidente non ha solo un valore amministrativo, ma è un padre di famiglia e un punto di riferimento. deve avere la capacità di stimolare e far esprimere al meglio i giocatori, oltre che la capacità di far credere in un progetto”. 

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RASSEGNA STAMPA

Sarri sorride: Pedro e Vecino recuperati

La Lazio è tornata ad allenarsi ieri in vista della ripresa del campionato. Ancora assenti a Formello i nazionali ma, come evidenzia il Corriere dello Sport, Sarri ha ritrovato in campo Pedro e Vecino: il tecnico ha così riabbracciato i due calciatori gestiti nell’ultima settimana. Due pedine fondamentali nelle rotazioni, considerando che i biancocelesti disputeranno 7 gare nel giro di 22 giorni.

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NAZIONALI

Italia-Ucraina: conferma Immobile, stop Zaccagni, Casale dietro Scalvini

L’Italia è obbligata a strappare i tre punti nella sfida del Meazza in San Siro contro l’Ucraina. Il match, in programma martedì 12 settembre alle ore 20:45, vede infatti gli Azzurri di Spalletti contrapposti ad una diretta concorrente per il vertice del girone di qualificazione ad Euro 2024. Dovrebbe essere confermato Donnarumma in porta, così come Ciro Immobile al centro dell’attacco. Potrebbe invece partire dalla panchina Mattia Zaccagni, che si è allenato a parte, per far spazio a Giacomo Raspadori. Possibile chance al centro della difesa per Nicolò Casale, che si gioca con Scalvini il posto a fianco di Bastoni. Ecco di seguito le probabili formazioni della partita.

ITALIA (4-3-3): Donnarumma; Di Lorenzo, Scalvini, Bastoni, Dimarco; Barella, Locatelli, Frattesi; Zaniolo, Immobile, Raspadori. CT: Spalletti. 

UCRAINA (4-2-3-1): Bushchan; Konoplya, Zabarnyi, Matvienko, Mykolenko; Stepanenko, Zinchenko; Yarmolenko, Tsygankov, Mudryk; Yaremchuk. CT: Rebrov.

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DICHIARAZIONI

Mandas si presenta: “Posso imparare molto alla Lazio, ma i difensori possono fidarsi”

Ai microfoni di Lazio Style Channel, ha parlato il nuovo portiere di casa biancoceleste, Christos Mandas: “La Lazio mi ha cercato e mi ha avvicinato dopo il buon campionato dello scorso anno. Non ci ho pensato e sono venuto, lo volevo tantissimo. Sono un portiere a cui piace leggere le partite e del quale i difensori possono fidarsi. Lavoro per aiutare sempre la squadra a raggiungere gli obiettivi, tutti vogliamo sicuramente conquistare titoli e trofei perché è quello che conta per la squadra. Qua posso imparare molto, i compagni mi hanno già aiutato tantissimo negli allenamenti. Spero di continuare così”.

Modello di riferimento alla Lazio?
“Difficile fare nomi, seguivo già la Lazio e mi piacevano in tanti: molti giocatori e in particolare Provedel, che ha fatto un’ultima annata eccezionale. Per me è un onore, sono fortunato a poter lavorare con lui, per me è un sogno diventato realtà. Con lui posso imparare moltissimo e nel poco tempo che sono qui sento di essere cresciuto tanto”.

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ALTRE

Pogba positivo al test antidoping: trovate tracce di testosterone

Più che una sentenza, è una mazzata quella che ferma Paul Pogba e sconvolge l’intera Juventus. La notizia della positività al testosterone, emersa dopo un controllo di routine effettuato lo scorso 20 agosto a Udine al termine della prima giornata di Serie A, arriva come un fulmine a ciel sereno in questa sosta di campionato dove il centrocampista francese era alle prese con il recupero da un lieve infortunio muscolare patito a Empoli otto giorni fa. Ovvero l’ennesimo intoppo fisico da gestire in questo difficile rientro in campo, ma la squalifica per doping è come un macigno che schiaccia ogni speranza di ritorno e ogni progetto di riscatto.

Paul Pogba rischia 4 anni di squalifica per doping e la sua carriera è fortemente a rischio, visto che ha già compiuto 30 anni e da quasi due stagioni è alle prese con una serie di infortuni che l’hanno duramente colpito. . Lo riporta LaStampa.it