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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Col Cagliari nessun recupero lampo. Immobile? Sarri può allungargli la carriera…” (AUDIO)

Alberto Abbate (Il Messaggero) a ‘NMM’ “Col Cagliari nessun recupero lampo. Immobile? Sarri può allungargli la carriera…”

“Col Cagliari nessun recupero lampo. Immobile? Sarri può allungargli la carriera…”. Alberto Abbate a Radiosei: “Oggi la Lazio ricomincia ad allenarsi. Sabato è attesa da un test importante, soprattutto a livello di mentalità. Non ci saranno recuperi miracolosi per Zaccagni, Romagnoli e Casale. Zaccagni salterà Genoa, Cagliari e Verona, è un infortunio particolare, non accade spesso. Torna Vecino, mentre non ci sono preoccupazioni per Luis Alberto e Castellanos. Gestione Luis Alberto? Non credo, ormai è sempre più pupillo di Sarri e il tecnico non vuole mai rinunciarci. Immobile? Non parlerei si scelta concordata, riguardo la sua gestione. Il ruolo da giocatore subentrante, Ciro non lo accetta. Soprattutto se fisicamente sta bene. E’ chiaro che con Immobile part time la Lazio ci guadagni, soprattutto perché così non arriva spremuto alle gare decisive. Questo tipo di gestione può allungargli la carriera, a maggior ragione perché parliamo di un calciatore molto generoso in campo, che da sempre tutto”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, l’agente di Immobile: “Le emozioni Champions battono i petrodollari. Ma le gare cruciali deve giocarle”

“La doppietta col Celtic è la consuetudine, fa notizia quando non fa quello che ha fatto l’altra sera. Basta che per 2-3 partite non segni e diventa un caso nazionale. Ha sempre fatto questo in ogni categoria, ma nel calcio si ha memoria corta”. Marco Sommella, agente di Ciro Immobile, ai microfoni di Radio Sportiva parla del bomber della Lazio dopo la doppietta in Champions. L’agente, sull’alternanza con Castellanos, parla ancora: “È un problema non problema, il calcio è una cosa semplice. Chi sta bene e segna deve giocare, oggi ci sono tante partite e Ciro non ha più 20 anni. Ha tirato la carretta per tanti anni, ma i giocatori importanti nelle partite cruciali vanno utilizzati. Se poi Sarri opta per Castellanos avrà i suoi obiettivi, la realtà dei fatti è che Immobile è nel pieno della maturità e può dare tanto”.

Il futuro di Immobile: parla l’agente. Petrodollari…

“Se le critiche sono costruttive aiutano, se fatte con malizia non servono a nulla. Ciro si è conquistato tutto con le sue forze e con i fatti non con le chiacchiere. Nessuno ha i numeri che ha lui, mi viene da ridere perché il ragazzo si fa scivolare tutto addosso, ma non si merita certi attacchi. Al contrario di tanti altri ha preferito vivere serate come la Champions all’Arabia o agli Emirati e avrebbe potuto. Dà l’anima ogni partita, il problema è avere rispetto e chiarezza. Due anni fa c’era Lucca che a Pisa segnava tantissimo e la stampa lo voleva titolare in Nazionale, mi viene da ridere. La stampa mette troppa pressione a questi ragazzi. Il mercato? Non è il momento, è stata fatta una scelta precisa con la Champions e da 7 anni si trova bene in biancoceleste. Ci sono tante ambizioni per un ragazzo che vive il calcio dal primo giorno di Pescara o Torino. Sono emozioni che non hanno prezzo al confronto dei petrodollari e per questo va apprezzato”. Ultima domanda sulla Nazionale: “Spalletti avrà visto altri meglio di lui, Ciro ci tiene tanto all’azzurro. A Londra stava bene, spero che a lungo andare il capitano all’Europeo sarà lui”.

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DICHIARAZIONI

Cagliari, Ranieri: “La Lazio gioca a memoria, Sarri avrà un Olimpico caloroso. Derby? Ho sempre rispettato i biancocelesti…”

Claudio Ranieri, tecnico dei sardi in conferenza stampa, presenta la sfida di sabato alle 18.00.

Ranieri, il ritorno a Roma: “La Lazio gioca a memoria, stanno facendo bene e si sono qualificati agli ottavi di Champions. Dobbiamo rispettarli ma giocare come sappiamo. Ci sono grandi campioni, sanno fare gol e hanno azioni studiate. Venivano da giorni di pressione dopo la Salernitana ma abbiamo visto come hanno reagito. Per fortuna conta l’ultima nel nostro mondo. La Lazio avrà grandi stimoli. Sarri sa che è in ritardo in campionato e punta molto sull’Olimpico. Il pubblico sarà caloroso, sappiamo che affronteremo una squadra che dicono non sia in piena forma ma io ho visto cose diverse. Tutti i giocatori fanno la loro parte. Ci sarà da soffrire ma vogliamo sfruttare le nostre possibilità. Aria di Derby? No, non conta quando affronto la Lazio con un’altra squadra. Ho sempre rispettato i biancocelesti, il trasporto quando ho allenato la Roma era diverso”.

“Immobile è un goleador nato, puoi stare attento con 1000 occhi ma può sempre trovare il pertugio giusto. Sa prima dove arriverà la palla, sui calci d’angolo tutti sanno che va sul secondo palo ma poi fa gol sempre. Lo avevo da ragazzino alla Juventus, è migliorato tanto”.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Leonardi (Cugini di campagna): “Della Lazio per eleganza e carattere esclusivo. Immobile solo da sostenere” (AUDIO)

TIZIANO LEONARDI (Cugini di Campagna) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Sento sempre la vostra trasmissione, spesso quando non riesco a seguire la partita. Silvano e Ivano sono romanisti e mi anticipano sempre il risultato, senza che riesca a vederla in TV. Mio padre era milanista, ma la bellezza della Lazio di fine anni ’90. Ho sempre amato il carattere esclusivo ed elegante di questa squadra, mi ha scelto”.

GLI ALTRI COMPONENTI DEL GRUPPO – “Ivano è il Deus ex machina di tutto, quando abbiamo incontrato Mattarella ha avuto lui l’idea di cantare. Il Presidente è stato al gioco, solo quando ha provato ad abbracciarlo lo hanno fermato. C’è un affetto tra tutti noi, cerchiamo sempre di rinnovarci, ma per farlo devi essere sempre fedele a te stesso. Bisogna essere ironici fino al punto giusto, e avere un bel rapporto con il pubblico. Il nostro look ci permette di essere notati dai più giovani, ma anche dai bambini che vedono qualcosa che li incuriosisce e li soddisfa. Il gruppo nasce per trasmettere simpatia e allegria, e dato che due sono gemelli e due amici, il livello di parentela di mezzo sono i cugini, da qui il nostro nome. Quando i fan ci incontrano sembra che abbiano visto degli amici, è molto bello avere tanti sostenitori in Usa e in Canada”.

LAZIO CELTIC – “Ero in Sicilia e sono stato ripreso da Silvano, stavamo parlando di lavoro e io ero completamente preso dalla partita. Immobile l’ho incontrato dopo una trasferta a Cagliari, bisogna continuare a sostenerlo e a fare riferimento a lui, è un catalizzatore di gioco“.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Pietrangeli: “Sinner non basta guardarlo, bisogna sentirlo. Lui e Alcaraz i futuri Nadal-Federer” (AUDIO)

NICOLA PIETRANGELI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Sinner? L’avevo detto io prima di tutti. Ora tutti salgono sul carro. A suo tempo ci sono passato anche io. Si vedeva che il ragazzo avesse talento. A soli 22 anni, ormai sta tra i primi al mondo, che siano due o tre. Penso sia stupefacente, ho detto che Sinner non basta guardarlo, bisogna sentirlo. I colpi che tira, ovvero il suono di quando colpisce la palla, è più forte rispetto a quello degli avverari ”

“Quando sbaglia un colpo, Sinner sorride e pensa ‘come ho fatto a sbagliare’. Lo stesso accade quando centra colpo importante, sorride come a dire ‘come ho fatto a fare un punto così’. Sinner si diverte, si dovrebbe fare sempre così, in più guadagna tanto. Lui gioca a tennis come molti brasiliani giocano a pallone”.

“Quanto durerà Djokovic? Simpatico o no, ancora oggi è il campione con la C più grande degli altri. Non gli puoi dire nulla. Grazie al suo modo di essere e vivere, gli auguro di fare altri due anni importanti. Fisicamente è perfetto, parliamo di un atleta straordinario”.

Il campione: “Sinner fenomeno anche nello sci”

“Nole secondo me è molto bravo e anche molto furbo, delle volte anche capace di fare un po’ finta. Alcaraz, che sembra il suo erede, è ancora troppo giocherellone pur essendo serio. Lo spagnolo e Sinner sono i futuri Nadal-Federer. Vi dico un’altra cosa su Sinner. Pensate che lui sciava meglio di quanto giocasse a tennis. Pare abbia detto ‘con lo sci mi diverto poco perché dura poco’. Inoltre, avrebbe aggiunto ‘con lo sci sbagli una porta e hai finito la gara, a tennis puoi recuperare da un errore’”.   

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

“QUELLI CHE…” – De Grandis: “Applausi Champions, ma la fotografia è il campionato. Mancano i colpi decisivi, Kamada timido” (AUDIO)

Il volto di Sky, Stefano De Grandis, è intervenuto stamattina in “Quelli che hanno portato il calcio a Roma”, per parlare del momento vissuto dai biancocelesti.

“Applausi per il passaggio del turno in Champions perché non è mai facile. Penso però che il campionato rappresenti la fotografia delle squadra, lì ti serve continuità. Non voglio raffreddare l’entusiasmo sulla Lazio perché la Lazio col Celtic non mi ha convinto al 100%. Sono contento e spero che da questa iniezione di energia si ritrovino contenuti”.

La Lazio priva di gioco? “Non credo che la Lazio non sappia più palleggiare e che non mantenga buoni contenuti tecnici. Manca la capacità di giocate decisive. Inutile parlare di Milinkovic ormai. Mi riferisco ad esempio della doppietta di Immobile con il Celtic. Ciro ha fatto due gol decisivi. Penso invece alle difficoltà realizzative di Zaccagni e Anderson. Alla Lazio ora mancano i colpi”, risponde il giornalista della piattaforma satellitare.

La Lazio ogni domenica sceglie un centrocampo diverso. “Mi spiace anche a livello affettivo per Cataldi che lo scorso anno ha disputato un’ottima stagione. In attesa che Rovella cresca, puoi alternare Danilo e Vecino perché l’uruguaiano può darti in parte i cm che ti dava Milinkovic. Gli interni devono essere Luis Alberto e Guendouzi. Il francese ti dà energia e personalità, Luis Alberto è imprescindibile perché è lui il regista di Sarri in campo”, risponde deciso De Grandis.

De Grandis: “Fatto mercato delle occasioni”

Le ultime riflessioni sullo scarso utilizzo di Kamada e sul mercato, anche per incrementare le reti fatte. “Mi ha deluso, ma non vorrei che lui, come Lindstrom che col Napoli sta faticando, arrivando dalla Bundesliga, abbiano mandato segnali non corrispondenti alla realtà. Inoltre il numero 6 mi sembra un po’ timido. La rosa della Lazio? Anche in questa caso, è stato fatto il mercato delle occasioni e non delle scelte: questo a livello tecnico si paga”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

“QUELLI CHE…” – Cardone: “Lazio, ora serve la conferma col Cagliari. Zaccagni può rientrare prima” (AUDIO)

Giulio Cardone, firma storica della Lazio di Repubblica, è intervenuto stamattina in “Quelli che hanno portato il calcio a Roma”.

Secondo il cronista, col Celtic i biancocelesti hanno dato una buona dimostrazione. “Venivamo dalla gara di Salerno sportivamente drammatica con segnali pessimi. Il Celtic ha creato problemi anche all’Atletico Madrid, non è mai facile. Ci sono cose da sistemare e col Cagliari serve una controprova concreta”, spiega.

Il giornalista non vede molte chance in futuro per un maggior utilizzo di Daichi Kamada. “Si fa fatica ad inserirlo. Lui è un trequartista che deve diventare una mezzala. I giocatori con personalità ci riescono, va detto che i giapponesi, di solito, fanno fatica ad integrarsi subito, a fare gruppo. L’ex Eintracht Francoforte disse che se la squadra girava, lui dava il meglio. Penso a Salerno dove magari Milinkovic avrebbe prodotto la giocata che sbloccava la gara, Kamada non ci è riuscito, anche se va sottolineato un contesto di rendimento insufficiente”.  

Cardone ha poi fatto il punto sulla situazione di Zaccagni, fermo per un fastidio all’anca, rimediato nel match con gli scozzesi. “Sugli infortunati dobbiamo ancora capire. Zaccagni potrebbe rientrare prima ma vediamo che succede oggi in allenamento. Va detto che gli avversari ormai chiudono il suo ingresso verso l’interno del campo, ora le mezzali destre avversarie raddoppiano sempre l’ex Hellas Verona. Anche per questo, noi giornalisti umilmente chiediamo a Sarri di trovare alcune alternative tattiche”, ha concluso.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, quanto ha guadagnato con la Champions: Lotito ha già ripianato il negativo di bilancio e mercato

(…) Quanto ha guadagnato la Lazio. Ora la squadra biancoceleste dovrà rialzarsi e riprendere a correre in campionato, altrimenti la comparsata in Champions resterà solo un bel ricordo. Chissà se Lotito tornerà presto a occuparsi dei rinnovi di contratto, sbandierati all’inizio dell’estate e mai più affrontati se non approfittando di qualche brutta caduta (tipo Salerno) per far sapere che ora non se ne parla proprio. E prima? I dati sono certi, come il deficit certificato in bilancio al 30 giugno 2023 (meno 30 milioni) a cui bisognerà aggiungere lo stesso importo investito sul mercato, prezzi dei cartellini dichiarati in Borsa, al netto delle cessioni di Milinkovic e Maximiano. Ecco quei 60 milioni di negativo (senza contare gli ingaggi e l’Iva), Lotito li ha recuperati dal girone di Champions e almeno di questo dovrà rendere merito a Sarri e ai suoi giocatori per quanto guadagnato: 59 milioni di ricavi (58,9 per la precisione e come riporta la tabella in pagina) possono essere considerati in cassa per effetto del successo sul Celtic Glasgow e del passaggio del turno. In parte saranno riscossi entro dicembre, in parte nei prossimi mesi e sino all’estate 2024, ma la contabilità non si discute. La somma è presto fatta: 15,64 milioni derivano dalla partecipazione al girone e altri 15,9 dal ranking storico della Lazio in Europa negli ultimi dieci anni (14 quote da 1,137 mln come diciottesima classificata tra le 32 partecipanti alla Champions). Infine 9,3 sotto forma di bonus legati ai risultati nel girone (3 vittorie e 1 pareggio) e ulteriori 9,6 per la qualificazione agli ottavi. Il market pool, con la ripartizione destinata ai club italiani, verrà calcolata dall’Uefa a fine torneo e in base al piazzamento. La quota fissa per la Lazio è di 5,1 milioni con un minimo, nella parte variabile, di altri 3,4. La quota variabile salirebbe sino a 6,3 nell’ipotesi remota di un cammino sino alla finale di Wembley (primo giugno).

Quanto ha guadagnato Lotito

Il totale dunque è già arrivato a sfiorare i 60 milioni senza sapere quanto la Lazio, in tre partite interne, abbia riscosso al botteghino dell’Olimpico. Lotito, da sempre, non comunica l’incasso del singolo evento. I conti societari sorridono in attesa dell’ultima partita del girone a Madrid: 930 mila euro vale il pareggio e 2,8 milioni la vittoria. Battere fuori casa l’Atletico e chiudere al primo posto il girone significherebbe presentarsi da testa di serie nel tabellone a eliminazione diretta. Sorteggio a Nyon il 18 dicembre, ottavi in calendario tra metà febbraio e metà marzo, l’ingresso ai quarti varebbe un gettone da 12,5 milioni. Almeno un altro grande incasso invernale all’Olimpico è garantito, in caso di secondo posto la Lazio giocherebbe l’andata in casa con una big. (…) Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Immobile è la cura non il problema. Con Ciro part-time la Lazio ci guadagna

Due perle di saggezza. A 33 anni Immobile scrive ancora la leggenda. I suoi gol fanno sempre la differenza. Contro il Celtic Sarri l’ha utilizzato part-time lo fa ripartire dalla panchina, nel primo tempo la Lazio tira finalmente 12 volte in porta, eppure la partita non si sblocca. Finché non entra Ciro al 61′ e nel finale, in tre minuti, ribalta i campioni di Scozia. Doppietta flash, meglio di lui in Champions solo il suo ex allenatore Simone Inzaghi (2 reti in 85 secondi) con il poker nel famoso 5-1 contro il Marsiglia. Non capita spesso che il bomber non sia al primo posto di una statistica, ma i suoi ganci mancini segnano il passaggio anticipato agli ottavi, nell’era Lotito è appena la seconda volta. Ora si andrà a Madrid per giocarsi il primo posto con l’Atletico, ma a Ciro il qualificatore va fatta una statua. Adesso è facile, adesso tornano tutti sul carro, come testimonia una storia del fratello Luigi su Instagram. Perché Immobile ha sofferto e martedì sera non si è voluto nemmeno togliere un sassolino dalla scarpa: «Le critiche mi hanno fatto male, non ho pensato all’esclusione, ma i gol mi danno fiducia». Immobile non è il problema, ma la cura. La Lazio segna poco, nell’ultimo mese 5 centri in 6 partite, guarda caso tutti realizzati dalla punta partenopea. E anche le ultime tre vittorie biancocelesti (Fiorentina, Feyenoord e Celtic) portano la sua firma, due però partendo dalla panchina.

LA SIMILITUDINE, IMMOBILE PART-TIME

Una riflessione su questo dato va fatta. Immobile rigetta un ruolo alla “Altafini” a fine corsa, eppure può essere la sua salvezza, un elisir di lunga vita. Certo, è difficile accettarlo alla sua età, ma Ciro è un generoso, in questi anni ha messo il suo fisico a dura prova. Adesso c’è un alternativa, Castellanos può fare il lavoro sporco nel primo tempo, sfiancare ogni difesa, e lui prendersi la gloria nella ripresa. Sarri ha cercato di persuaderlo più di una volta su questa mossa, adesso vuole fare di testa sua e della società, proseguire sulla scia dell’alternanza continua. Sperando di non fare la fine di Spalletti a Trigoria. Non conta su quale sponda, sembrano infatti avere gli stessi destini i re di Roma. Il paragone può far storcere il muso vista l’accesa rivalità, ma tanti rivedono una certa somiglianza. Immobile come Totti a fine carriera, quando entrava dalla panchina e risorgeva, mettendo in imbarazzo ogni scelta. Ciro però dimostra di avere ancora un’altra marcia e un’altra carta d’identità. Martedì ha aggiornato il suo score sminuendo quello della bandiera romanista nella massima competizione europea. Dodici reti in 20 gare (una ogni 1,6 gare) con le maglie di Lazio, Juventus, Borussia Dortmund e Siviglia. Il capitano giallorosso aveva collezionato 17 timbri in 57 presenze (uno ogni 3,3 match) in Champions nella sua lunga militanza.

L’EUROPEO E IL FUTURO

La doppietta e il destro contro il Feyenoord lo portano a quota 3 in 5 partite a cui va aggiunto il bottino della stagione 2020-21: con la maglia biancoceleste Immobile ha segnato 8 gol, uno ogni 91′ in Champions. «Quest’estate sono rimasto per questa competizione e per l’Italia», aveva detto un mese fa Ciro. E adesso, in azzurro, Spalletti tornerà indietro in vista dell’Europeo? Immobile ha ingoiato il boccone amaro della bocciatura contro Macedonia del Nord e Ucraina all’ultimo giro, l’avviso in anticipo del ct al telefono non lo ha certo confortato. Per fortuna il bomber è uno che risponde solo e soltanto sul campo, al momento con 203 gol con la maglia della Lazio, comunque sette quest’anno con i soliti infortuni di mezzo. Alla faccia di chi vuole rottamarlo. Nonostante le parole di facciata, pure con Lotito il rapporto non è più lo stesso, dopo la sua richiesta di adeguamento del contratto ad Auronzo. Per questo Ciro teme ci sia pure lo zampino del patron, ogni volta che viene accantonato per favorire l’ascesa di Castellanos. Ma alla fine lui fa i gol. E per la Lazio sembra una missione quasi impossibile (ce n’è stata una dello scouting Picchioni in Argentina) trovare un degno sostituto, l’erede di un mito. Ciro si sente ancora tradito. Chissà se il divorzio è solo rimandato a giugno perché l’Arabia (l’Al-Ahli pensa a lui al posto di Firmino) potrebbe ribussare già a gennaio. Di sicuro, se qualcuno intravede un ciclo biancoceleste finito, Immobile rimane infinito. Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Isaksen guida la nuova Lazio senza gerarchie. Via le gelosie e cena di squadra per festeggiate la Champions

Un fiore strappato lungo i fiordi è sbocciato nella Capitale in autunno. Per uno nato nel 2001 a Hjerk (Danimarca) era scritto nel destino, questo è il clima giusto. Finalmente Isaksen è caldo ed esplode a maniche corte all’Olimpico, alla seconda da titolare contro il Celtic Glasgow. Il tiro da cui nasce il gol di Immobile più l’assist in pallonetto per il raddoppio: «Devo crescere, ma spero di giocare sempre di più ed essere ancora decisivo». Come con la maglia del Midtjylland l’anno scorso: capocannoniere dell’ultima Superligaen, in totale 45 partite, 9 assist e 22 gol. Gustav aveva già dimostrato di saperci fare nelle due partite che probabilmente gli hanno spalancato le porte di Formello. Cinque gol in Europa League nel doppio confronto con la Lazio, costati a Lotito 12 milioni più 4 di bonus ad agosto. Il 22enne ha firmato un quinquennale da 1,5 milioni, è stato portato dall’ex Seric, intermediario e agente anche di mister Tudor, un nome rimbombato ultimamente molto spesso.

QUATTRO CAMBI

Martedì sera Isaksen ha festeggiato con una lattina di birra in mano fuori dallo spogliatoio. Poi c’era anche la fidanzata Olivia e tutte le altre mogli nella cena “spagnola” di squadra, andata in scena dopo la partita al ristorante El Porteño. Se l’erano promessa, i giocatori nel confronto di domenica, in caso di vittoria in Champions. Un modo per cementare ancora di più il gruppo, la vecchia e la nuova guardia della Lazio. Non devono esserci gelosie, adesso avanti tutti insieme per risollevarsi in campionato. Anche perché, per la prima volta, Sarri martedì ha schierato quattro rinforzi estivi dall’inizio per mandare un segnale chiaro: le gerarchie sono azzerate o quasi, ora gioca solo chi sta meglio. Mau proseguirà su questa strada, con un forte impulso societario, come confermato da Lotito.

PROMOSSI E RIMANDATI

Castellanos si alternerà con Immobile, Guendouzi ormai è diventato un punto fermo. Rovella invece sta forse pagando i dolori all’inguine e la sua crescita ha subito un rallentamento. Non a caso a Formello si è ricominciato a parlare con Fabiani di Samuele Ricci, vecchio pallino di Sarri, a cui Lotito ha rinunciato dopo la richiesta estiva di 25 milioni da parte di Cairo. Forse il prezzo potrebbe essere sceso, sarà diverso a gennaio: il regista sta facendo una stagione sotto tono col Torino e Mau lo abbraccerebbe ancora volentieri alla Lazio. Chissà se servirà anche un terzino perché riecheggiano dallo spogliatoio i mugugni di Luca Pellegrini, che non sta trovando mai spazio, neanche nella nuova Lazio. Il Messaggero