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LUTTO

‘QUELLI CHE…’ – Oddi, il ricordo di Gigi Riva: “Attaccante mostruoso, persona piacevole. Romantico il suo attaccamento al Cagliari” (AUDIO)

Giancarlo Oddi ai microfoni di Radiosei, ricorda Gigi Riva nel giorno della sua scomparsa

‘Rombo di Tuon0’, una leggenda

“Mi ricordo durante il servizio militare che Riva e Chinaglia appena arrivato in caserma mi fecero un gavettone e non si nascosero nemmeno, anzi ridevano. Io non li conoscevo personalmente, la presi male e salii per affrontarli. Poi mi resi conto che non era il caso viste le dimensioni di entrambi”.

Gli incroci

“Quando incontravamo il Cagliari io marcavo Gori che era la punta, mentre Riva era ala. Lo vedevo giocare e pensavo che era un mostro di bravura. Una volta – giocavo ancora con la Massese – lo incontrai e dovetti marcarlo. Mi ricordo che tirò una punizione allucinante e fece gol. Era fortissimo. Poteva segnare in qualsiasi modo. Avrebbe potuto giocare in tutte le squadre del mondo, ma rimase a Cagliari e questa è una cosa romantica e bella per un atleta. Lui ha amato quella gente”.

Dario Cadeddu

23/01/2024

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RASSEGNA STAMPA

La Lazio riparte, Patric e Castellanos osservati speciali

La Lazio riparte con il Napoli nel mirino. Appuntamento a Formello alle 15,00 con il primo allenamento della settimana Zaccagni è out per un infortunio all’alluce del piede destro, sfrutterà la giornata di squalifica per rimettersi in sesto. Gli osservati speciali, sottolinea Il Messaggero, saranno Castellanos e Patric. Per l’argentino, visti gli ultimi esami, ci sono buone sensazioni: Sarri lo attende in gruppo per inserirlo nelle prove tattiche, quindi l’obiettivo Napoli non è più un miraggio. Anche Patric tenterà di mettersi a disposizione per domenica, ma non verrà rischiatofino a che il dolore alla spalla destra non sarà cessato. Visti gli acciacchi e le squalifiche, le scelte di Sarri saranno forzate. Gli unici ballottaggi sembrano esserci in difesa, con Patric-Gila e Lazzari-Pellegrini che si contenderanno la maglia da titolare. A centrocampo tornerà Luis Alberto dal primo minuto e con lui ci saranno Rovella e Guendouzi, favoriti su Cataldi, Vecino e Kamada. Davanti si valuterà se puntare subito su Castellanoso spostare Felipe Anderson come falso nueve con Isaksen e Pedro sulle fasce. L’ultima alternativa riguarda Sana Fernandes della Primavera, che ormai ha sostituito Gonzalez.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio-Napoli, il club punta alla riapertura dei distinti: domani si discute il ricorso

Come riporta l’edizione odierna de La Repubblica, domani verrà discusso il ricorso contro la chiusura dei settori Nord dello stadio per Lazio-Napoli di domenica. La decisione del giudice sportivo era stata presa in base ai referti degli ispettori federali relativi al derby del 10 gennaio e l’obiettivo del club è l’annullamento della squalifica o almeno la riapertura dei Distinti, facendo leva sul fatto che né Lukaku né l’arbitro Orsato avevano segnalato nulla, al contrario di ciò che è successo in Udinese-Milan con  Maignan.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Tanti esterni proposti, Sarri spinge per Silva. E occhio a Kamada… Castellanos titolare con il Napoli ” (AUDIO)

Castellanos titolare con il Napoli…
ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘NMM’!

“Castellanos ce la fa a recuperare con il Napoli, c’è tempo anche per immaginarlo titolare. Di giorno in giorno si valuta come procede il recupero, non sarà al 100% ma giocherà dal primo minuto e già prima degli accertamenti stava procedendo bene. Per quanto riguarda Pedro, l’età si fa sentire e il fisico non risponde come prima: è chiaro che serve dell’altro, non è un caso che dopo la Supercoppa si stiano valutando tantissime piste per colmare questa lacuna prima di giugno.

La cosa certa è che la Lazio sta ricevendo tante proposte dagli agenti, è stato proposto El Ghazi, continua ad essere proposto Bryan Gil, Candreva continua a proporsi ma al momento queste candidature non vengono vagliate. Rafa Silva è corteggiao anche dal Milan, a scadenza a giugno, ma se vuoi puoi chiudere ora. Difficilmente la Lazio ha la forza per competere con la concorrenza che può alzare la posta: Gudmunsson è un nome quasi inarrivabile perchè lo vogliono tutti. Bisogna capire cosa vuole fare la Lazio, magari investendo 20-25 milioni anche subito. Il procuratore di Kamada è alla ricerca di opportunità, il giocatore non sta bene quindi magari se qualcuno volesse investire 5-6 milioni adesso la Lazio andrebbe a prendere altri.

In questo momento non ci sono nomi particolari per un colpo adesso, in rapporto soldi-qualità dico Rafa Silva: è il sogno di Sarri da due anni. Al Benfica sta facendo sempre la seconda punta, diciamo che per caratteristiche fisiche è come un Berardi che fa l’esterno o seconda punta. Sicuramente l’unica vera notizia è che la Lazio si sta muovendo per trovare le occasioni in questi ultimi giorni di mercato: ma possono arrivare giocatori come potrebbe non arrivare nessuno. Anche Fazzini è un giocatore che piace a Sarri, ma l’Empoli non lo vende per meno di 15 milioni. Su Casadei c’è gelo, non sono convinti del tipo di giocatore. Candreva invece al momento da Salerno e dalla Lazio non risulta ancora nulla.

Milinkovic-Savic ha parlato con i compagni, quello che so io è che non si trova bene in Arabia: ha una clausola molto bassa nel caso in cui vincesse il campionato, ha detto che gli piacerebbe tornare alla Lazio ma bisogna vedere se esisteranno le condizioni.”

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APPROFONDIMENTI

Ibrido Lazio, vecchi appagati e nuovi motivati

Lazio, parola d’ordine: entusiasmo cercasi. In questa stagione a Formello stanno cercando il modo giusto per non perderlo e per ricrearlo. I veterani, fin dalle prime partite, sembrano appiattiti, i migliori, per rendimento, sono invece o i nuovi arrivati (come Guendouzi e Rovella, ormai padroni del centrocampo e presto diventati inamovibili per Sarri) oppure calciatori che per la prima volta stanno emergendo a questi livelli (come Gila). La freschezza, la curiosità di spingersi al limite, di conoscere i confini raggiungibili è tipica dei giovani, dei nuovi, e sta mancando ai veterani. Immobile, Zaccagni, Pedro, Felipe Anderson, Luis Alberto, Cataldi stanno tutti deludendo.

Proprio loro che la carretta la dovrebbero trascinare. Proprio come Milinkovic, che nella passata stagione ha reso meno rispetto al solito. A Formello, nei mesi scorsi, sono emersi diversi dubbi di strategia: la Lazio, nella prossima stagione, potrebbe stravolgere la rosa, vorrebbe ringiovanirla. Questo per evitare che la squadra si appiattisca. I veterani, sapendo che molti in estate cambieranno maglia, nel momento di maggior difficoltà, si sono riuniti e si sono ripromessi di chiudere l’annata facendo di tutto per vincere un trofeo.

Anche per questo Sarri si è arrabbiato con la squadra, sentendosi tradito proprio per l’atteggiamento visto contro l’Inter in Supercoppa. Fra chi valuta altre destinazioni (Pedro, Felipe Anderson e Immobile) e chi invece sa di aver già firmato l’ultimo contratto della carriera, ad ottime condizioni, sta mancando elettricità. Sarri, pur con più discrezione rispetto agli anni scorsi (due anni fa sbottò pubblicamente perché il mercato era bloccato dall’indice di liquidità), sta chiedendo alla società di intervenire per portare rinforzi.

Gennaio, una storia di scarsi investimenti

Dal gennaio del 2005, la prima sessione di riparazione vissuta nell’era Lotito, i biancocelesti hanno speso, complessivamente, meno di 30 milioni per rinforzare la rosa a metà campionato. L’esterno che il tecnico vorrebbe venisse aggiunto e che aumenti immediatamente non solo la qualità, ma anche la fame della rosa, probabilmente non arriverà. Eppure la società vorrebbe replicare quanto fatto la scorsa estate, putando su profili come Guendouzi e Rovella. Allora “Lazio: entusiasmo cercasi” non dovrebbe essere solo la parola d’ordine, ma anche la formula magica per il proseguo della stagione. Prima però bisognerà valutare, entro giugno, caso per caso per decidere come muoversi con i veterani, che troppo spesso danno la sensazione di essersi appiattiti. Resta aggiornato su Radiosei.

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DICHIARAZIONI

Non solo Supercoppa? Casini (Lega A): “Valutiamo una giornata di campionato all’estero…”

“Far giocare una giornata intera di campionato all’estero? È una cosa che stiamo valutando, con pro e contro. Il primo, ovvio, è relativo ai tifosi che potrebbero perdere una giornata. Il luogo sarebbe da determinare. Tra l’altro al momento non sarebbe possibile senza autorizzazione di Fifa e Uefa”. Lo dice il presidente della Lega Serie A, Lorenzo Casini, a margine del Social Football Summit di Riad. “Esportare questa competizione è un tentativo iniziato già negli anni 90 con la prima partita a Washington -aggiunge Casini-. L’Arabia Saudita è diventato un Paese di riferimento, già diversi anni fa e guardando quello che il Paese sta facendo in prospettiva di Expo 2030 e dei Mondiali 2032 era un momento importante esserci. Come Serie A, non chiediamo solo al mercato arabo. C’è la possibilità di creare visibilità e relazioni non solo commerciali ma che diventano diplomatiche. Il mercato arabo ci chiede quello che mi pare sia avvenuto: portare la tradizione, la notorietà e il talento del calcio italiano”.

Il presidente della Lega Serie A fa anche un bilancio sulla final four di Supercoppa Italiana all’estero: “Le società mi dicono che sono molto soddisfatte. Tenuto conto che era la prima volta che sperimentavamo questo format a final four, tutto si può migliorare però siamo soddisfatti di come è andata. La scelta fatta negli anni scorsi aveva una logica e in questo senso per il futuro gli Stati Uniti potrebbero essere un luogo in cui avrebbe senso andare, pensando agli investimenti per i Mondiali 2026. Poi c’è l’India dove non andremo a giocare a cricket, ma è un mondo nuovo e abbiamo avuto lì un campione come Del Piero che ci ha provato a giocare. In assemblea non ne abbiamo ancora parlato, ma non sottovaluterei anche l’Italia dove sperimentare dei luoghi in final four”.

(Tom/Adnkronos)

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano “Con l’Inter doveva essere come la partita della vita, invece perso la faccia” (AUDIO)

Con l’Inter perso la faccia…
BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘NMM’

“Con l’Inter rinunciatari per 90 minuti, passivi, nello sport devi buttare il cuore oltre l’ostacolo. Nelle coscienze di ogni giocatore c’è stato rammarico per non aver fatto ciò che deve fare l’atleta. Sono quelle partite dove tutti ti danno per perdente e deve esserci la reazione dell’uomo, questo è mancato completamente: abbiamo preso schiaffoni e la fortuna ci ha portato all’intervallo sotto solo di una rete. Sinceramente non so da cosa derivano queste prestazioni, la figura barbina la puoi sempre fare ma è sembrato che i giocatori della Lazio non abbiamo fatto nemmeno il 10% di quello che ci aspettavamo. Abbiamo fatto una prestazione brutta proprio sotto il lato del trasmettere emozione ai tifosi. In 38 partite se perdi ti puoi rifare, nella partita dell’altro giorno non puoi. Questa era la partita della tua vita e avevi possibilità di vincere la Supercoppa Italiana. Non c’era niente, si stava lì come in una partitella del giovedì dove ci sono azioni su azioni senza avere una minima reazione: è questo che ha fatto male a noi e a tutti i tifosi.

A volte è anche colpa nostra: vieni da quattro vittorie e le facciamo passare come una svolta. Se vogliamo essere più critici, nel momento in cui la squadra vince tu devi fare delle critiche costruttive, come a Lecce o contro l’Empoli: è lì che devi vedere se c’è da migliorare. Invece siamo arrivati a Riad con queste quattro vittorie e siamo andati incontro a questa sconfitta che evidenzia tutti i ritmi che abbiamo in questo momento. Ho paura quando sento frasi come “non c’è niente da perdere”, c’è sempre qualcosa da perdere, noi abbiamo perso la faccia. Ora i calciatori devono dimostrare che meritano ancora questa squadra. Se vuoi mantenere un certo status lo devi mantenere tutto l’anno. Ci stanno i momenti di difficoltà, ma momenti così è difficile accettarli.

Lato mercato, con tutto il rispetto per Candreva non so quello che effettivamente ci potrebbe dare, non puntare sui giovani sarebbe un controsenso. Candreva sarebbe un passo indietro rispetto a quello che ci hanno sbandierato in società con il ringiovanire la rosa. Ikonè già a me piace tanto, ma è uno che ti garantisce lo 0-0. Non è uno che fa tanti gol, credo abbia fatto 8 gol negli ultimi anni e sono pochi per le qualità che ha.

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NEWS

Lazio-Napoli, occhio alle diffide: ecco chi rischia la squalifica

La 22esima giornata di Serie A vedrà la Lazio impegnata contro il Napoli all’Olimpico, fischio d’inizio domenica 28 gennaio alle ore 18. Tanta l’attesa per uno degli incontri clou del girone di ritorno. Fra ciò che conviene tenere maggiormente d’occhio c’è sicuramente la situazione legata ai vari indisponibili nelle due squadre. Se Sarri dovrà fare a meno di Immobile e Zaccagni dopo il giallo rimediato in Supercoppa, anche Mazzarri dovrà prestare particolare attenzione alla sua lista dei diffidati.

Per i campani certe le assenze già annunciate di Cajuste e Kvaratskhelia (fuori per squalifica) e quelle di Osimhen e Anguissa (Coppa d’Africa). A queste si aggiunge il rischio squalifica anche Di Lorenzo, Juan Jesus, Mario Rui e Mazzocchi. Per loro un giallo nella finale di Supercoppa di questa sera contro l’Inter (ore 20) significherebbe saltare la sfida dell’Olimpico.

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GIUSTIZIA SPORTIVA

Maignan, il principio della “diffusività” e le differenze con la squalifica del settore Nord della Lazio

Una sparuta minoranza. Certamente rumorosa e incivile, ma per fortuna esigua. Ecco perché la curva dell’Udinese non resterà chiusa nella prossima gara in casa contro il Monza del 3 febbraio. Nonostante il clamore della vicenda, al giudice sportivo mancherà infatti un parametro decisivo – fissato dalle norme e non interpretabile – per imporre i lucchetti nel settore dal quale sono partiti gli ululati contro Maignan: la diffusività. Secondo l’articolo 28 del codice di giustizia sportiva, le società sono ritenute responsabili per cori che siano espressione di discriminazione «per dimensione e percezione reale del fenomeno».

Quindi, sottolinea il Corriere dello Sport, i “buu” sono sanzionabili con un’ammenda ma non punibili con le porte chiuse se a intonarli sono state poche decine di persone; e a Udine, sabato sera, gran parte dei presenti non li ha uditi. Non li avrebbero sentiti il responsabile dell’ordine pubblico, il delegato della gestione dell’evento e neppure i dirigenti accompagnatori delle due squadre, oltre ai componenti del team arbitrale. Li ha ovviamente percepiti Maignan, e con lui uno dei due ispettori della procura che si trovava tra la panchina bianconera e la curva.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Bezzi: “Figuraccia Inter è colpa di Sarri. Immobile è un problema” (AUDIO)

Una delusione del genere… GIANNI BEZZI in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Nessuno poteva pensare a una delusione del genere. Quando affronti l’Inter sai ben che puoi perdere e sai anche che tu possa finire il primo tempo sotto. Ma andare negli spogliatoi sotto di un gol e rientrare senza voglia di lottare, è stato davvero fastidioso. Per me buona parte delle responsabilità sono di Sarri che ha presentato questa partita più come un fastidio che come un obiettivo. Ovvio che anche i giocatori hanno gravi colpe come ad esempio Pedro che ha causato il rigore, Immobile che per me non andava schierato dal primo minuto e tanti altri.

E non risparmio mai di prendermela con la società che non ha rinforzato adeguatamente questa squadra che in alcuni momenti non sembra pronta per questi palcoscenici. Spero che nel mercato di gennaio qualcosa possa arrivare.

Io preferisco sempre alzare un trofeo piuttosto che arrivare quarti perché se poi vai in Champions e non prendi i giocatori che vuole l’allenatore, mi chiedo a cosa sia servito arrivare quarti.

Per quanto riguarda il mercato di gennaio, come dice sempre Lotito è un mercato da cui non arrivano acquisti perché la squadra è forte e non ha bisogno di innesti. Quindi non mi aspetto nulla adesso. Anche se sono piuttosto preoccupato soprattutto davanti dove c’è Immobile che continua a non rendere. Ma non illudiamo i tifosi su questo mercato da cui non arriverà nulla”.

Alessio Buzzanca