GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’
“A Firenze la Lazio ha sicuramente pagato il fatto che fosse la quinta gara di fila in cui hanno giocato sempre gli stessi, in particolar modo a centrocampo e in attacco. Ora ci sono i recuperi molto importanti di Vecino e Zaccagni. Non sono al massimo, ma ci sono, sono rientri che contano,c he permettono delle rotazioni. Diciamo che almeno adesso Sarri ritrova la possibilità di scegliere. Restano fuori il solito Rovella e Patric, mentre gli altri, facendo gli scongiuri, dovrebbero essere disponibili. Marusic è affaticato, avrebbe bisogno di tirare il fiato, ma comunque dovrebbe andare in panchina. Diciamo che contro il Milan ci sono meno attenuanti da questo punto di vista. Vecino, per esempio, potrebbe permettere a Cataldi di riposare inizialmente, mentre Zaccagni potrebbe permettere ad Isaksen di gestire i propri fastidi. C’è stato un giorno e mezzo di riposo prima di una partita che trasmette tante motivazioni. Domani ci sarà una squadra tanto competitiva al netto di una stanchezza innegabile.
La cena che ha organizzato Sarri in un ristorante a Formello è stata importante per ritrovare sintonia, compattezza e quella serenità di cui c’era un gran bisogno. Inutile parlare di patti, ma è emersa dal gruppo la convinzione di poter invertire la tendenza, dando vita ad un finale di stagione positivo. Questo è comunque un segnale che va sottolineato. La Lazio non può essere quella di Firenze, ma il problema è che il Milan visto con l’Atalanta è tornato quello migliore di Pioli. C’è un Leao in grande condizione, è tornato immarcabile. C’è preoccupazione anche per il valore dell’avversario”.