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RASSEGNA STAMPA

Lazio, altro strappo Sarri-Lotito: “Il mercato non c’entra nulla, la rosa è forte, tecnico e squadra responsabili”

La prova del nove (punti e gol segnati in meno, e reti subite in più dell’anno scorso) fa calare momentaneamente il sipario. Forse non basta più nemmeno un miracolo per riprendersi la Champions. Con il terzo ko nelle ultime cinque gare di campionato, la Lazio viene sorpassata dalla Fiorentina, scivola all’ottavo posto: il Bologna è distante 8 punti al quarto, l’Atalanta è a +6 al quinto, con una gara in meno da recuperare stasera contro l’Inter a San Siro. Aspettando il derby, ora gli scontri diretti sono quasi tutti in negativo. E persino il Napoli oggi, vincendo contro il Sassuolo, può agganciare i 40 punti biancocelesti, frutto di una media di 1,53 a incontro. Sarri dovrebbe alzarla a 2,75 a gara, nelle prossime 12 giornate, dal momento che la proiezione della qualificazione in Champions è di circa 73 punti, ormai dal 2017/18. Difficile essere ottimisti, guardando il rendimento, il prossimo appuntamento (venerdì c’è l’anticipo col Milan all’Olimpico) e lo strappo di Sarri con la Lazio, quasi ad agevolare una separazione a giugno, nonostante un ulteriore anno di contratto: «Siamo in una posizione difficile in classifica ed era scritto in cielo che avremmo pagato ogni sforzo. Negli ultimi anni la Lazio è sfuggita di mano a molti allenatori. Non abbiamo un organico attrezzato né la struttura mentale e fisica per reggere 4 competizioni. Ognuno si prenda le sue responsabilità. La società a luglio è stata chiara. Se io chiedo A e tu mi fai scegliere tra C e D, non ho fatto io il mercato».

LA SITUAZIONE

Parole poco gradite a un Lotito furioso: «La rosa è forte e competitiva. Sarri si assuma le sue responsabilità insieme alla squadra, invece di trovare sempre alibi. Il mercato non c’entra nulla con il ko di Firenze e gli altri 9. A fine stagione faremo un bilancio definitivo». Chiaro riferimento ai 16 punti persi da situazioni di vantaggio: 11 in trasferta, solo il Lecce (12) ha fatto peggio. C’è comunque una differenza chiara fra le disfatte del Via del Mare, Bologna e Salerno, rispetto al Franchi, anche se il risultato è il solito macigno. […] Il Messaggero

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APPROFONDIMENTI

Lazio-Milan, numeri e precedenti: Diavolo avanti anche in trasferta

Lazio-Milan, numeri e precedenti del 27esimo turno della Serie A 2023/24. Quello di venerdì sera, sarà il centonovantesimo incontro fra Lazio e Milan. Bilancio a favore dei rossoneri: 85 vittorie. 64 sono i pareggi, 40 le vittorie dei biancocelesti. Per quanto riguarda gli incontri di Serie A giocati nella capitale, Lazio-Milan di venerdì sarà l’incontro numero 81 della storia. All’Olimpico, sono 21 i successi dei biancocelesti, a fronte di 36 pareggi e 23 sconfitte. Il precedente della scorsa stagione è a favore dei capitolini: Lazio-Milan 4-0 firmato da Milinkovic, Zaccagni, Luis Alberto e Felipe Anderson, gennaio 2023. Una delle vittorie più iconiche della passata stagione, che interruppe un digiuno lungo due anni (3-0, aprile 2021). Fra Lazio e Milan oggi, ci sono ben 13 punti. Per i biancocelesti la speranza di rimanere aggrappati al treno europeo, per i rossoneri invece, la voglia di consolidare il piazzamento Champions.

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Traguardo Vecino, nel buio di Firenze rompe un record di Serie A

Quella del Franchi non è stata la migliore prestazione stagionale della Lazio, è vero. Anzi, forse proprio contro la Fiorentina i biancocelesti hanno offerto una delle peggiori performance di questa stagione, dove sono apparsi svogliati e fuori dalla gara fin dall’inizio. Un piccolo motivo per sorridere, però, forse c’è e riguarda uno degli uomini simbolo di questa squadra.

Subentrato a Danilo Cataldi al 62′ della sfida di Firenze, Matias Vecino ha fatto segnare la sua presenza numero 267 nel massimo campionato Italiano, segnando un nuovo record. Con questo traguardo, Vecino diventa il calciatore uruguaiano con più presenze nella storia della Serie A. Il centrocampista biancoceleste si lascia alle spalle un veterano del nostro campionato come Paolo Montero (266 presenze). Chiude il podio, invece, Walter Gargano con 239 presenze. Un traguardo importante per il centrocampista, se si considera che nella classifica spuntano anche nomi di grande blasone come Alvaro Recoba (216) e Edinson Cavani (213).

Il nativo di San Jacinto classe 1991, in due stagioni con i biancocelesti ha totalizzato 51 presenze in A, aggiungendoci anche 5 gol. La squadra con cui è sceso in campo più volte nel massimo campionato tricolore resta l’Inter, con cui Vecino ha totalizzato 104 presenze.

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Lazio, speranza Zaccagni: con il Milan verso una maglia da titolare

La brutta sconfitta rimediata lunedì sera contro la Fiorentina ha portato in dote in casa Lazio anche una buona notizia, ovvero quella relativa al ritorno in campo di Mattia Zaccagni. Sarri lo ha rilanciato dal primo minuto del secondo tempo e pur tra mille difficoltà la fase offensiva della Lazio ha avuto nuovi importanti impulsi dall’esterno. Contro il Milan il tecnico lo proporrà dal primo minuto: l’obiettivo dell’ex Verona, come riportato dal Corriere dello Sport, è quello di ritagliarsi tre mesi da assoluto protagonista.

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SERIE A

Lazio-Milan: Pioli conta i suoi diffidati, Sarri senza squalificati

E’ già antivigilia di Lazio-Milan, 26esima giornata di Serie A e punto cruciale nel percorso stagionale dei biancocelesti. La squadra di Sarri ha un disperato bisogno di fare punto negli scontri diretti. Ma contro un Milan simile a quello visto contro Atalanta e Rennes sarà difficile: i rossoneri sono forse nella loro forma migliore di questa stagione.

Forse, però, uno spettro per Pioli potrebbero essere i diffidati: il ‘Diavolo’ all’Olimpico arriva con ben 4 giocatori sulla lista dei diffidati in attesa di Lazio Milan. Con lo scatenato Empoli di Davide Nicola (12 punti in 6 gare) alla prossima giornata, il Milan difficilmente potrà permettersi di perdere tasselli fondamentali al suo gioco. Occhi puntati, quindi, sulla gara di elementi di primissimo piano nell’undici di Pioli come Leao, Loftus-Cheek, Musah e Florenzi.

Discorso diverso invece per Maurizio Sarri: il tecnico biancoceleste inizia a trovare maggiore spazio di manovra e rotazione in rosa. Non solo il rientro in gruppo e fra i convocabili di Mattia Zaccagni, ma anche l’assenza totale di giocatori squalificati. La Lazio si prepara infatti ad ospitare il Milan con il solo Pellegrini sulla lista dei diffidati per . Continua invece a tenere banco lo stop per infortunio di Patric e Rovella.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Il monte-ingaggi come parametro per definire la dimensione. Quello della Lazio è il sesto…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

Ho sempre considerato come parametro per valutare le ambizioni del club ad inizio stagione è il monte-ingaggi. Quello della Lazio è il sesto. Se poi fai uno scatto in avanti con il raggiungimento della Champions puoi alzare il livello delle aspettative e degli investimenti, ma sempre parzialmente. La Lazio è lì, quando arrivi secondo o quarto hai fatto il massimo, viceversa quando arrivi quinto e sesto hai fatto il tuo. Se poi arrivi settimo/ottavo hai fatto male, possiamo dire che hai fallito a meno che non si vinca un trofeo. Fino a quando il presidente della Lazio è questo, il monte-ingaggi è questo, è inutile immaginare o pensare di poter spingere per qualcosa di diverso da questo scenario. La Lazio ha fatto la nozze con i fichi secchi per 15 anni, le risorse della Lazio sono queste. I tifosi non devono accontentarsi, noi dobbiamo stimolare questa gestione di fare di più, ma la dimensione resta sempre quella che è rispecchiata dal monte-ingaggi generale. Lotito continua ad applicare il suo metodo all’interno di questo quadro generale”.

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Lazio già spremuta: stanchezza, calendario ed infortunati: dopo Riyad il sovrautilizzo degli stessi

Sarri ha giocato con gli stessi uomini contro Cagliari, Bayern e Torino; contro Bologna e Firenze quasi. Ecco la stanchezza della Lazio – sottolinea il Corriere dello Sport – . Molti sono spremuti e indeboliti da acciacchi e malesseri. Hanno stragiocato, Guendouzi, Cataldi, Luis Alberto, Isaksen, Immobile e Felipe Anderson. Il francese è alla 21esima partita di fila, Anderson alla 134esima. Sarri aveva provato fare dei cambi, ma poi sono sopraggiunti gli infortuni di Zaccagni, Patric, Rovella e Vecino.

Nella classifica del minutaggio stagionale, ben nove uomini sono sopra il 50%: Zaccagni (56%), Immobile (57%), Lazzari (58%), Guendouzi (75%), Felipe Anderson (82%) e Marusic (85%). Anche il minutaggio non è da meno, Guendouzi (938′), Felipe (933′) e Marusic (921′) sul podio. 

Stanchezza Lazio e sbandate sono sicuramente prodotte dal sovrautilizzo: limita il rendimento, aumenta gli infortuni e condiziona la ricarica mentale. Da gennaio in poi gli impegni sono moltiplicati. La Lazio aveva iniziato l’anno nuovo con una vittoria a Udine, poi il derby di coppa Italia e il Lecce. Dopodiché è partita per l’Arabia ed è iniziato lo sfasamento. Il calendario ha influenzato mettendo davanti alla Lazio squadre come Bologna, Torino e Fiorentina, tutti avversari che costringono a uno sforzo maggiorato, e mancano ancora Milan e Bayern Monaco. 

Quando Sarri dice che la squadra non è attrezzata per tre-quattro competizioni intende che si rischia di vedere la squadra spompata già a febbraio/marzo. L’energia per correre non si trova all’istante. In estate Lotito aveva promosso acquisti in tutti i reparti, ma a gennaio è stato l’unico a non intervenire. Sarri si sarà dimenticato di Pellegrini e da poco ha rispolverato Hysaj. Pedro è sfiorito da tempo e le rotazioni in avanti si sono complicate. Kamada ormai non si muove dalla panchina e all’improvviso è addirittura spuntato fuori André Anderson di ritorno dal prestito in Brasile.

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Lazio, Fabiani: “Siamo arrivati a Firenze a pezzi, ma non molliamo adesso”

[…] La Lazio ha dato tutto col Bayern Monaco, poi è stata costretta dall’infermeria a spremere gli stessi uomini in un tour de force di fuoco. Quindi un virus influenzale ha dato il colpo di grazia a Formello. Lo stesso ds Fabiani ieri aveva un filo di voce e il termometro alto, ma ha comunque scosso lo spogliatoio: «Da Riad gli impegni ogni tre giorni sono stati un massacro, ma nulla è perso e non dobbiamo mollare già adesso. Purtroppo siamo arrivati all’ultimo appuntamento a pezzi. Provedel non stava in piedi, Marusic non doveva giocare, Casale e Romagnoli avevano la febbre a 38, Vecino è stato forzato così come Zaccagni in campo dopo tante gare ai box. Isaksen aveva il retto femorale indolenzito, Gila squalificato, Rovella e Patric out. La Fiorentina aveva giocato 8 giorni prima (appena 2 vittorie però nel 2024, ndr), noi 4 prima col Torino». A differenza del recupero di giovedì, però, stavolta non è bastato nemmeno l’1-0 del Fato a scuotere la Lazio, a farle ritrovare energie nervose dentro. Questo provoca un senso di smarrimento e di non ritorno. Il Messaggero

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Lazio, che controsenso: ci si appella alla sfortuna, ma…

La Lazio va male, molto male in campionato. La squadra biancoceleste è ottava in classifica ed è ormai lontanissima dalle prime quattro posizioni. La situazione è critica, al punto che sono tutti sotto accusa. Società, allenatore e giocatori. A Formello si attaccano anche alla sfortuna, perché molti giocatori importanti (come Zaccagni, Patric e Rovella) sono venuti a mancare, per tante partite, proprio quando la Lazio doveva giocare tanti scontri diretti in pochi giorni. La rosa è così stata spremuta. Il centrocampo, da diverse partite, è sempre lo stesso: Luis Alberto-Cataldi-Guendouzi. L’attacco (Isaksen-Immobile-Felipe Anderson) pure. E così la squadra è arrivata a questi impegni senza energie. La realtà però è che in casa Lazio le assenze pesano di più. In Europa non c’è una squadra che abbia utilizzato meno giocatori dei biancocelesti in campionato (21). Perfino squadre senza impegni internazionali hanno più risorse. Ed ecco che se alla Lazio mancano giocatori, si va in difficoltà. Giusto quindi appellarsi anche alla sfortuna, perché le assenze si sono verificate nel periodo con tanti scontri diretti ravvicinati. Ma è stata la Lazio a prestare il fianco alla sfortuna non strutturandosi come un club impegnato su più fronti.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Gregucci “Lazio, hai forza identitaria e dignità? La Fiorentina ti ha asfaltato” (AUDIO)

La bandiera biancoceleste Angelo Adamo Gregucci interviene a ‘NMM’ per parlare del momento della Lazio dopo la sconfitta con la Fiorentina per 2-1.

“Non sanno neanche loro quale sia il problema, non hanno una forza type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ identitaria. Sei alla vigilia di partite fondamentali dove trovi avversari talmente forti da darti motivazioni, ma essere asfaltati dalla Fiorentina significa non avere dignità. Ai giocatori dico che oltre al logo davanti, sul retro c’è anche il proprio cognome, quindi bisogna dare tutto. Bisogna rappresentarsi meglio, tirare fuori i coglioni in queste prestazioni altrimenti è la fine. La Fiorentina sembrava il Real Madrid, ci hanno letteralmente asfaltati.

Siamo carenti a livello strutturale, ma queste mancanze non giustificano il tipo di prestazione fatta. La Fiorentina pressa, ma sicuramente è un elemento che Sarri e il suo staff avranno affrontato, la giocata per andare in porta l’abbiamo fatta. Ma dopo il gol non è cambiato niente, nemmeno a livello di entusiasmo: a inizio secondo tempo avevo la consapevolezza che non fosse cambiato nulla. Penso che la Lazio abbia una struttura, ma ha una debolezza sull’identità del gruppo e sulla forza d’insieme. Lo scorso anno Romagnoli e Casale li volevamo in nazionale a furor di popolo, e ora non riescono a giocare contro la Fiorentina? Non ci credo. C’è una debolezza a livello di empatia del gruppo, bisogna guardarsi in faccia e superare le difficoltà tutti insieme. Ora come ora nessuno ha le chiavi per portarci fuori da questa situazione.

Sarri parla di cilindrata e tenuta mentale, ma la forza di una squadra di fare quadrato e costruire un muro non l’ho vista nella Lazio. E’ un aspetto preoccupante per dei giocatori che sono arrivati secondi. Può darsi che a questo livello ogni tre giorni non è ‘giocare’ quanto più ‘rappresentarsi al meglio’. In questo abbiamo problema, non siamo Maldini e Baresi che sono sempre al 100%. Manca la componente fondamentale, che è la Mentalità. Questa squadra non può avere più impegni settimanali contemporaneamente, ci sono giocatori che si fermano spesso, non c’è equilibrio perchè non è solida quando scende in campo. Non penso che aver rinnovato il contratto a Luis Alberto sia un errore, ricordiamoci il giocatore dell’anno scorso.

Bisogna avere gli attributi di essere squadra ogni tre giorni. Non esiste un allenatore che non sbaglia, ma riappropriamoci di una squadra che deve combattere: gli uomini si vedono nel momento di difficoltà. La Fiorentina ha fatto un tiro a segno. Mi rifiuto di pensare che una squadra si faccia prendere a pallonate, se si guardano in faccia non importa chi gioca: è quando le cose vanno male che si vedono i grandi giocatori. La Fiorentina è tatticamente facile da leggere, a patto che tu in campo abbia 10 persone lucide.”

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