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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “A Genova serve una Lazio pronta alla battaglia. Luis Alberto titolare, evidentemente in allenamento…” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘NMM’!

“Al Genoa stasera mancheranno due pezzi importanti come Messias e Malinovs’kyj. Tutti hanno queste problematiche, saperle superare è il fattore principale. Spesso facciamo riferimento alle assenze della Lazio, in particolare quella di Zaccagni e Provedel, ma anche gli avversari hanno questi problemi. Se la Lazio vuole dare seguito deve fare una grande partita, una bella prestazione, possibilmente con un bel risultato. Non sarà semplice, in casa i liguri hanno creato problemi a tutti quanti. Li creerà anche a noi, sta alla Lazio fare una gara combattiva. Sarà importante anche dal punto di vista emotivo per preparare al meglio la gara di ritorno di Coppa Italia con la Juventus.

Scegliere Luis Alberto, malgrado tutto quello che è accaduto dopo la gara con la Salernitana, ha senso se durante la settimana i segnali in allenamento sono stati positivi. Il tecnico deve pensare solo a questo, deve valutare se un giocatore è proiettato con la testa dentro la partita. Tudor avrà parlato con Fabiani, certamente il club ha dato carta bianca al tecnico, rinviando eventuali prese di posizione all’estate”.

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RITIRO ESTIVO

Svolta Auronzo, accordo tra Media Sport Event e comune

E’ arrivata la notizia che i tifosi della Lazio aspettavano in questi giorni. E’ stato confermato il ritiro estivo ad Auronzo di Cadore anche per il 17° anno consecutivo. Dopo le incomprensioni e i problemi sorti negli ultimi mesi, è stato finalmente tutto risolto: la Lazio sarà ancora ad Auronzo per il ritiro estivo di luglio. Ecco il comunicato di Gianni Lacchè che chiude la questione: “IL COMUNE DI AURONZO DI CADORE NELLA PERSONA DEL SINDACO DARIO VECELIO GALENO E MSE G NELLA PERSONA DEL PRESIDENTE GIANNI LACCHÈ DOPO AVER AVUTO DELLE INCOMPRENSIONI TECNICHE RISOLTE BRILLANTEMENTE. DICHIARANO DI CONTINUARE LA PROPRIA COLLABORAZIONE PER IL 17 ANNO CONSECUTIVO E SONO PRONTE AD OSPITARE LA S.S.LAZIO IN AURONZO DI CADORE”

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Bianchini: “La Lazio sembra arrivata logora alla fase finale. Il cambio in panchina…” (AUDIO)

L’osteopata RICCARDO BIANCHINI in collegamento a ‘NMM’!

“Fisicamente ed atleticamente parlando la sensazione è che la Lazio sia abbastanza logora, il tutto accentuato da un cambio di assetto che evidenzia maggiormente il disagio fisico rispetto al vecchio modo di giocare. Non li vedo brillanti, ma non so se questa sensazione dipenda anche da un cambio di addestramento anche tecnico-tattico. Questa è la classica fase della gestione in cui si utilizza tutto quello che è stato messo in cascina in precedenza. Chi ne ha di più ora ha la meglio sulle altre. Ieri ho visto tutte le gare delle italiane impegnate in Europa, molte di queste sono arrivate a dama e sono anche abbastanza in alto in classifica. Forse tutti i discorsi che abbiamo fatto durante la stagione andrebbero anche un po’ rivisti, si tratta anche di una forma mentale che fa la differenza”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Onofri: “Tudor con uno spartito chiaro, difficile per lui entrare in corsa. Ecco perché Gilardino diventerà un grande…”. Poi su Genoa-Lazio (AUDIO)

Claudio Onofri, ex calciatore del Genoa, ai microfoni di Radiosei

Claudio, spiegaci la differenza fra Tudor e Sarri…

“Allenatori come Tudor che hanno una chiara traccia in testa da trasmettere alla squadra, intervenendo in corsa fanno un po’ di fatica perché devono pensare anche alla preparazione delle partite. Lui come Sarri è un tecnico che hanno uno spartito chiaro che va imparato a memoria, serve tempo. Il giudizio è parziale, va verificata la completezza del proprio lavoro quando partirà dall’inizio. C’è una metodologia di allenamento precisa che va trasmessa ai giocatori, nel frattempo alcuni segnali già sono positivi“.

Il tuo Genoa, la sorpresa Gilardino

Gilardino sta dimostrando che a prescindere dallo spartito, ha una grande capacità di unire tutti nel sacrificio. Soprattutto nei momento di difficoltà c’è una grande compattezza e capacità di lottare. L’organico del Genoa è buono, ma lui ha dato un input importante, anche a livello umano. C’è una coesione di tutti gli elementi che mette in difficoltà gli avversari. Un grande applauso a lui. Lui utilizza il 3-5-2, ma non ci sono movimenti ripetuti a memoria. Lui ha la capacità di leggere l’avversario e di coinvolgere diversi elementi nelle ripartenze. Con la sua umiltà sa perfettamente che deve ancora crescere, non si sente già arrivato. E proprio per questo diventerà grande”.

La partita?

“Genoa-Lazio? Sono certo che, nonostante Gilardino abbia praticamente già salvato la squadra, lui chiederà sempre grande concentrazione ed attenzione tattica. Non solo tirandosi all’indietro, ma con la predisposizione di rubare palla provando a far male con Retegui e Guðmundsson. Mi aspetto una bella gara, certamente non soporifera”.

Dario Cadeddu

19/04/2024

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SERIE A

Genoa-Lazio, i convocati di Tudor: out Provedel, Zaccagni, Guendouzi e Immobile, torna Romagnoli

Il tecnico biancoceleste Igor Tudor ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida di oggi contro il Genoa (ore 18:30) allo Stadio Luigi Ferraris di Genova.

Portieri: Mandas, Renzetti, Sepe;
Difensori: Casale, Gila, Hysaj, Lazzari, Marusic, Patric, Pellegrini, Romagnoli;
Centrocampisti: Cataldi, Kamada, Luis Alberto, Rovella, Vecino;
Attaccanti: Castellanos, Felipe Anderson, Isaksen, Pedro.

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SERIE A

Genoa-Lazio, probabili formazioni

Genoa-Lazio, le probabili formazioni del trentatreesimo turno della Serie A 2023/24. Al Luigi Ferraris la Lazio di Tudor cerca punti preziosi per continuare a coltivare le speranze Europa League. I biancocelesti, reduci dal successo interno contro la Salernitana, si presentano nel capoluogo ligure con una lista assenti che va assottigliandosi. Rientrano infatti Immobile, Romagnoli e Marusic. L’ultimo sembra essere l’unico in predicato di scendere in campo a Genova.

Per la prima volta nella gestione Tudor, sono molto alte le probabilità di rivedere lo stesso 11 da una gara all’altra. Quindi, Mandas fra i pali (Provedel ancora out); Patric, Casale e Gila in difesa. Marusic e Lazzari (che dovrebbe giocare a sinistra) e la coppia Kamada-Vecino in mezzo al campo. Guendouzi più fuori che dentro, visto l’affaticamento al polpaccio. Il grande rebus è sulla trequarti, dando per scontato Castellanos. Potrebbero essere proprio Felipe Anderson e Luis Alberto a scortarlo. Proprio loro che – in modi ben diversi – hanno chiuso il loro ciclo in biancoceleste. Isaksen scalpita, ma dovrebbe essere la prima alternativa dalla panchina. Zaccagni spera di farcela per la Juventus martedì.

Sponda rossoblù, Gilardino non vive una vigilia con dubbi lancinanti. Quello più realistico, riguarda il centrale di parte. Vogliacco verso una maglia in luogo dell’acciaccato Bani, con De Winter che slitterebbe sul centro destra. Gudmundsson resta l’ago della bilancia, fra le linee, per una sorta di 3-4-1-2. L’ex Badelj davanti alla difesa, Retegui a guidare l’attacco scortato da Ekuban.

Genoa-Lazio, probabili formazioni

Lazio, 3-4-2-1: Mandas; Patric, Casale, Gila; Marusic, Kamada, Vecino, Lazzari; Felipe Anderson, Luis Alberto; Castellanos.

Genoa, 3-5-2: Martinez; De Winter, Vogliacco, Vasquez; Sabelli, Frendrup, Badelj, Gudmundsson, Martin; Ekuban, Retegui.

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RASSEGNA STAMPA

Lotito fa il punto su Flaminio, Zaccagni, Felipe ed il ritiro di Auronzo: “Alternativa Formello”

Il presidente Claudio Lotito a margine della festa per i 25 anni del Lazio club Zagarolo…

Il presidente Claudio Lotito a margine della festa per i 25 anni del Lazio club Zagarolo, ha concesso una breve intervista ai microfoni de Lalaziosiamonoi in cui ha parlato della situazione Flaminio, della situazione contrattuale in casa Lazio e dei problemi per il ritiro di Auronzo.

Ecco le sue parole:

STADIO FLAMINIO – “Penso solo alla proposta che farà la Lazio per usufruire del Flaminio alle condizioni che sono compatibili con quelle che sono le esigenze del club. Soprattutto le esigenze di una competizione a livello europeo. Se non abbiamo gli standard per i parcheggi, se non abbiamo un numero di spettatori e quindi di posti, se non abbiamo la capacità di poter raggiungere lo stadio con facilità senza creare troppo caos, chiaramente lo stadio non sarebbe usufruibile senza queste condizioni. Noi stiamo facendo tutto uno studio per vedere quelle che sarebbero le condizioni type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ ideali per poterlo utilizzare nell’interessi dei tifosi, del club e della città di Roma. La capienza giusta è di 50 mila spettatori. Ricordo che quest’anno abbiamo avuto una media di 31 mila abbonati, c’è uno zoccolo duro che va dai 15 ai 17 mila di persone che possono comprare i biglietti, altrimenti allo stadio ci andiamo solo noi. Quindi ovviamente quando arriveranno le squadre ospiti e più qualcuno che non è abbonato devi metterli nelle condizioni di poter venire allo stadio”.

IL RINNOVO DI ZACCAGNI E L’ADDIO DI FELIPE – “Zaccagni è un giocatore che ha dimostrato attaccamento alla maglia, aggiungo che parecchie considerazioni sono state fatte dai mezzi di comunicazione, niente di attinente al vero, è stato solo creato allarmismo ingiustificato. Per quanto concerne alcuni calciatori che hanno deciso di intraprendere un’altra esperienza lo fanno non perché alla Lazio non stiano bene, lo fanno perché qualcuno vuole tornare nel proprio paese d’origine anche a condizioni economicamente inferiori rispetto a quelle che erano state proposte da noi. La Lazio oggi è un punto di arrivo e non di partenza, purtroppo le considerazioni di alcuni calciatori sono state fatte anche per motivi familiari o anche economici: se uno decide di andare in Arabia a prendere 25 milioni di stipendio non è un giocatore che possa giocare alla Lazio e in nessuna squadra del campionato italiano. Felipe Anderson? Mi ha chiamato, a malincuore, nonostante avesse avuto anche la rassicurazione di una prospettiva futura, ha fatto una scelta familiare e io non posso rimproverargli nulla anche perché mi ha assicurato che avrebbe dato il massimo fino alla fine della sua esperienza alla Lazio”.

AURONZO – “Io ho cercato di andare ad affrontare determinati temi in questa materia al momento a rischio, mi riferisco all’utilizzo dell’albergo, mi riferisco ovviamente all’amministrazione comunale, ho fatto degli interventi istituzionali per poter risolvere il problema. Speriamo che anche questa estate la Lazio possa approdare ad Auronzo, ma se lo facciamo lo facciamo con la consapevolezza di dare un’ulteriore occasione ai nostri tifosi, ma anche senza timori di essere smentiti abbiamo anche delle soluzioni alternative, soprattutto quelle di andare a effettuare una serie di amichevoli in giro per il mondo. Oggi l’organizzazione di Formello, con tutti i lavori che abbiamo fatto, non ha niente da invidiare né ad Auronzo né ad altre parti. Anzi, è super organizzato e potrebbe essere anche la soluzione migliore per la squadra perché così non si allontana troppo da casa e parte magari con tragitti non lunghi per raggiungere altre squadre per poter disputare delle amichevoli e poi fare ritorno. Insomma, faremo una valutazione con la squadra, con i giocatori stessi e con l’allenatore, per capire quale sarà la soluzione migliore. A me interessava comunque avere la certezza di avere una sede operativa ad Auronzo”.

Alessio Buzzanca

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CHAMPIONS LEAGUE

È ufficiale, il quinto posto vale la Champions

Una notizia attesa da oramai diversi mesi e di cui finalmente è arrivata l’ufficialità: l’Italia avrà cinque posti per la prossima Champions League, allargata a 36 squadre anziché alle solite 32. La sicurezza arriva dopo che la Fiorentina ha staccato il pass per le semifinali di Conference League e l’Atalanta è riuscita a passare il turno in Europa League contro il Liverpool. A queste si aggiunge la vittoria della Roma contro il Milan. Questi successi hanno garantito la matematica certezza di qualificarsi almeno al secondo posto. 

Sesta squadra

C’è una situazione in cui l’Italia potrebbe avere addirittura sei squadre qualificate per la prossima Champions League: una delle squadre attualmente in Europa League dovrebbe infatti vincere la competizione, ma arrivare sotto la quinta posizione. In quel caso ci sarebbero i 5 posti più la vincitrice dell’Europa League. 

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DICHIARAZIONI

Lotito: “Tudor da combattimento, ma serve unione con i tifosi. Futuro della Lazio sarà solido e forte”

“Tudor è un allenatore da combattimento, come lo è sempre stata la Lazio. E la forza di questa società sono sempre stati i tifosi. Quando i tifosi credono in un progetto e lo sostengono si ottengono i risultati. L’unione fa la forza, noi dobbiamo essere uniti, la Lazio sta costruendo un futuro solido e forte. Serve la voglia, lo spirito di gruppo, la voglia di portare a casa i risultati e i risultati si portano avanti tutti insieme”. Così Claudio Lotito, presidente della Lazio, parla in occasione dei festeggiamenti per i 25 anni del Lazio Club Zagarolo. Poi, sulla stagione laziale, sottolinea come “la Lazio ha delle potenzialità, le deve esprimere sul campo. Abbiamo perso un derby, hanno fatto un tiro in porta, qualcuno ha sbagliato qualche gol. Se avessero la mia determinazione e il mio carattere vincerebbero tutte le partite”, prosegue poi il numero uno laziale. Infine una riflessione sullo spirito che deve avere la squadra: “Noi combattiamo tutti i giorni per far capire che la Lazio esiste, c’è e ci sarà. Bisogna che la gente capisca che e’ un orgoglio essere laziali, un orgoglio lavorare e combattere sul campo della Lazio e non solo per lo stipendio”, conclude.

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RASSEGNA STAMPA

Luis Alberto, a Marassi la prima magia con la Lazio: in estate dovrà fare i conti con Lotito

La prima volta non si scorda mai…

La prima volta non si scorda mai, figuriamoci quando rischia di coincidere con una delle ultime, se non l’ultima. Era il 15 aprile 2017 quando Luis Alberto si accese sotto la Lanterna e illuminò la Lazio con la sua prima magia in Serie A: Inzaghi lo fece subentrare a 10′ dalla fine e lo spagnolo recuperò il risultato (2-2) con un gran tiro dalla distanza. Lì iniziò la storia biancoceleste del Mago con 51 reti e 76 assist in 302 presenze in tutte le competizioni, e 8 stagioni con questa maglia. Quella di oggi (ore 18.30) a Marassi, dunque, non potrà essere una partita come un’altra. Luis Alberto è sempre stato croce e delizia, ma stavolta la situazione è diversa. Dal punto di vista tecnico, Tudor ha avuto carta bianca, ha deciso di non rinunciare alla sua qualità contro il Genoa (ultima spiaggia per l’Europa), nello stesso undici che ha battuto la Salernitana. Ma le dichiarazioni d’addio di venerdì scorso nel post-gara rimangono un terremoto sotto l’erba. «Io dico sempre quello che penso e ho risposto a una domanda», ha chiarito il Mago nel confronto con Fabiani, che ha deciso di usare la diplomazia («Uscita estemporanea») e firmare una tregua sino a fine annata.

L’ATTESA ROVENTE

In realtà, la Lazio è irritata e pronta a chiedere i danni in caso di braccio di ferro finale per l’uscita a gamba tesa del Mago, che ha chiesto pubblicamente la risoluzione del contratto, favorendo le speculazioni di eventuali pretendenti (in Qatar o altrove) al suo cartellino, su cui rimane anche il 20% da riconoscere al Liverpool, da cui venne acquistato ad agosto 2016 per circa 5 milioni di euro. L’agenzia You First ha assicurato a Fabiani che non c’era nessuna strategia di mercato dietro le parole del proprio assistito. Eppure da Siviglia tornano forti i rumors: il nuovo ds Victor Orta avrebbe messo lo spagnolo ai primi posti della lista degli acquisti, vorrebbe riportare a casa il Mago. Bisognerà fare i conti con Lotito, non più disposto a perdonarlo. Nell’estate del 2021 Luis Alberto si presentò in ritardo ad Auronzo perché voleva tornare lì e il patron lo giustificò: «Lo hanno illuso». Poco più di un anno fa ha fatto da paciere con Sarri, che lo ha rilanciato, consacrato vice-capitano e ne ha favorito l’ultimo rinnovo estivo (da oltre 4 milioni sino al 2027), che tanto ha pesato nei turbamenti dello spogliatoio. Non solo, alla fine Mau si è sentito pure deluso dallo spagnolo, con tanto di “like” pubblico alle sue dimissioni di marzo. Forse proprio le accuse di tradimento dei tifosi, avallate dal silenzio di una società che non lo considera più al centro del progetto, ha spinto il numero Diez a quello sfogo intriso di vittimismo: «Non voglio più un euro dalla Lazio». Il Messaggero