Un campionato dominato dall’Inter, prossima avversaria della Lazio, di Lautaro Martinez. Dall’inizio alla fine. L’attaccante argentino, capocannoniere della Serie A, ha ritirato, come capitano, il premio l’Ambrogino d’Oro, come riconoscimento per il traguardo raggiunto della seconda stella. “Per prima cosa voglio ringraziare il sindaco, è un onore ricevere questo premio. Ringrazio tutta la gente di Milano, i nostri tifosi e tutti coloro che lavorano con noi. Siamo molto orgogliosi di questo premio, come ha detto Marotta dobbiamo continuare su questa strada, cercando di portare l’Inter il più in alto possibile. Sono molto orgoglioso di questo premio”.
Fa sul serio Lotito per il Flaminio. Il progetto è pronto, presto sarà presentato, ma soprattutto è pronto un investimento importante da 250 milioni di euro per dare una nuova, vecchia casa ai tifosi della Lazio. Se ne sta parlando con insistenza da qualche settimana, l’argomento è tornato prepotentemente d’attualità in questi giorni con le parole del patron biancoceleste, dell’Assessore Onorato e del Sindaco Gualtieri dal palco dell’evento che all’Auditorium ha celebrato i cinquant’anni dal primo scudetto. Lotito ora non si nasconde e gioca a carte scoperte, anche per i corridoi di Palazzo Madama: “Ho pronto un progetto per rifare il Flaminio bellissimo. Anzi, magnifico” ripeteva – riporta il Messaggero – a chiunque gli capitasse a tiro. Negando, poi, la necessità di abbattere la vecchia struttura a chi lo chiedeva: “Ma che dici? Ho chiesto a un architetto di fare un ampliamento che deve ricordare in tutto e per tutto il capolavoro di Nervi”.
Non resta che organizzare la presentazione ufficiale in Campidoglio per dare il via all’iter che, secondo Alessandro Onorato, in un anno potrebbe portare a dare il via ai lavori. E proprio l’Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda, che ha già visto il progetto, assicura: “Il presidente Lotito ha fatto realizzare un progetto di riqualificazione e ristrutturazione dello stadio Flaminio e immagino che a breve sarà presentato. Non credo che Lotito abbia speso dei soldi per poi fermarsi qui e non procedere ulteriormente”. Ma come sarà il nuovo stadio della Lazio? Dai 24 mila posti attuali, il presidente biancoceleste vuole portare la struttura a 50 mila posti. Un dettaglio non da poco, considerando che con i vincoli esistenti non è possibile toccare direttamente la struttura progettata da Nervi. Proprio per superare questi paletti, però, Lotito avrebbe pensato a un escamotage che permetterà di non intervenire sulla struttura originaria.
Nel progetto che sarà presentato viene specificato come la struttura originaria sarà solamente restaurata, senza alcuna modifica. Sfruttando un sistema di staffe e ponticelli, nuovi moduli saranno agganciati alla vecchia struttura per ampliare la capienza senza la necessità di dover scavare e abbassare il manto erboso. Le nuove strutture riprenderanno lo stile dell’impianto originario ed è prevista anche una copertura che sarà installata grazie a dei piloni portanti da installare fuori dalla struttura dello stadio. Sfruttando i locali del complesso originario, dovrebbero essere costruiti anche shop, ristoranti e un museo dedicato alla storia della Lazio. Saranno inoltre restaurate le piscine interne, che potrebbero anche dare vita a un centro sportivo da aprire alla città, mentre non si esclude la possibilità di ospitare concerti ed eventi. Per i parcheggi, infine, potrebbero essere sfruttati gli stalli dell’Auditorium, in origine dedicati proprio allo stadio. Non resta che presentare il progetto.
Tensione smorzata per Ciro Immobile. Domenica il capitano della Lazio ha vissuto una giornata intensa tanto all’Olimpico quanto all’Auditorium, in occasione della festa per celebrare i cinquant’anni dal primo scudetto. Si è emozionato sentendo i racconti del passato e dopo aver ricevuto la maglia di Chinaglia ha espresso il desiderio di essere ricordato un giorno così, come oggi i tifosi ricordano il suo predecessore.
Il futuro fa meno paura – sottolinea il Corriere dello Sport – nonostante le incertezze del mercato. Sta maturando la sua decisione dopo aver raggiunto la consapevolezza che non può pretendere di essere sempre impiegato, dovrà prendersi cura del suo corpo. È amato dalla gente e può ancora dare il suo contributo sia in campo sia nello spogliatoio. C’è la possibilità che possa arrivare un rinforzo oltre a Castellanos, ma nessuno gli ha chiesto di andare via. Anche Tudor lo ritiene fondamentale, soprattutto ora che c’è la qualificazione in Europa da centrare. Potrebbe essere attratto da una proposta proveniente da New York e dalla Major League, ma al momento non c’è niente. Sono discorsi lontani. Lotito prevede un percorso interno, dirigenziale o sul campo, quando capirà che è il momento di smettere. Un rapporto così non si rompe a meno che non ne valga la pena. Insigne, ex capitano del Napoli, ha tentato l’avventura in Canada senza successo: vorrebbe tornare in Italia. Immobile non intende separarsi dalla Lazio e non ha ricevuto offerte in grado di farlo vacillare.E’ entrato nell’ordine di idee di giocare meno, non sempre, e di chiudere la carriera con la Lazio, dove era arrivato nell’estate 2016 e ha realizzato 207 gol, bruciando ogni record.
Christos Mandas è stato acquistato per 900mila euro dall’Ofi Creta ma è già diventato una possibile plusvalenza per la Lazio. E’ un portiere giovane tenuto in considerazione da diversi club che potrebbero far riflettere a Formello. E’ impensabile che prenda il posto di Provedel, fresco di rinnovo, ma è diventato molto più di un vice. Ieri Fabiani ha assicurato che resterà in organico perché c’è bisogno di due portieri forti, ma dall’Inghilterra è rimbalzato l’interesse concreto di un’altra squadra.
Come riporta il Corriere dello Sport, la squadra in questione è il Leicester, che l’anno prossimo tornerà a giocare in Premier. L’allenatore è italiano, Enzo Maresca, e ha studiato Mandas, infilandolo in una lista di possibili rinforzi per la prossima stagione. Per portarlo in Inghilterra servirebbero 15 milioni e da Formello per ora non escludono niente. Si aspetta l’ingresso in Europa per stabilire il budget e quindi le mosse di mercato.
ANDREA PRANDI (La7) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!
“Su Inter-Lazio non è che sono molto ottimista sulla vittoria. Non credo che Inzaghi voglia chiudere male la stagione, lui è uno che ci tiene molto ai numeri. Bisogna vedere se la Lazio avrà la cattiveria giusta per giocarsela, poi è chiaro che le gare sono tutte da giocare. La vedo complicata una vittoria, nel caso in cui dovesse accadere magari si potrebbero aprire degli scenari insperati. Chi dice che i punti di Monza sono quelli che mancano alla Lazio secondo me sbaglia, i punti persi nel corso della stagione sono tanti davvero.
Dall’intervista di Fabiani a Radiosei non mi aspettavo molto dal punto di vista dei contenuti espressi dal direttore. Circa il programma per il futuro, in questa situazione di stallo economico bisogna far fruttare al massimo quello che hai, battendo anche la strada delle cessioni. Credo sia naturale. Portare giocatori a scadenza ad una certa età non è stata una politica vantaggiosa. Per Immobile si può fare un’eccezione, ma per altri no. Mi aspetto una politica di questo tipo, a meno che non si vada in Champions“.
ANGELO FABIANI (Ds Lazio) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!
“E’ un momento particolare, mancano queste ultime due gare, dobbiamo provare a fare il massimo. L’Europa è importante per il presente e per il futuro, non saranno gare facili a partire da quella di domenica contro l’Inter. E’ stata una stagione particolare, siamo partiti con il piede sbagliato, poi recuperare punti diventa difficile. Siamo riusciti a tenere botta, l’addio di Sarri ci ha un po’ spiazzati. E’ una persona straordinaria, di un’umanità incredibile, ha avuto dei problemi famigliari e con un’estrema generosità ha comunicato un passo indietro. Lo vorrei veramente ringraziare, non so quanti nel nostro mondo avrebbe fatto una cosa del genere, rinunciando a molti soldi”.
Questione Luis Alberto? E’ molto semplice, la Lazio si deve riprendere la sua centralità, serve un metodo in cui non ci sono spazi per personalismi, egocentrismi e cose simili. Lui è un ottimo giocatore, ha un contratto con la Lazio ed a fine stagione la società prenderà decisioni per il bene del club. Lui ha espresso una sua volontà, se è una volontà che non lede gli interessi della società troveremo una soluzione, altrimenti faremo valere la nostra autorevolezza. Questo vale per tutti”.
Come rilanciare il settore giovanile? “Quando mi chiamò Lotito e mi chiese di occuparmi della Primavera e della Women entrai in punta di piedi per poi intervenire. Mancava mentalità aziendale, c’era il brutto vizio di curare ognuno il proprio orticello. La conseguenza fu quella di far capire alla Primavera, facendola allenare fuori da Formello, cosa significa far indossare una maglia gloriosa come quella della Lazio. Adottammo bastone e carota, i risultati di questa stagione sono un effetto positivo di questo metodo. La società deve essere presente in ogni momento ed in ogni dove“.
Struttura societaria troppo snella? “Per quanto riguarda la comunicazione stiamo ultimando gli studi a Formello ed a fine anno arriverà dal mondo del calcio un addetto stampa. La struttura quanto più è snella, quanto più è funzionale. L’accavallarsi di figure può produrre effetti negativi. Io sono un direttore sportivo che lavora tutto il giorno, cosa che consente di tenere tutto sotto controllo. Dopodiché la Lazio ha abili collaboratori che sanno fare il proprio lavoro e sanno in che contesto muoversi, per mettere dentro delle figure bisogna capire se il carattere è funzionale. Abbiamo un segretario importante come Armando Calveri, uno dei migliori in Italia. Se ognuno fa il suo non ci sono problemi di struttura societaria”.
Questione arbitrale? In questa stagione ho visto che ci sono stati degli episodi che ti hanno penalizzato e favorito. Una società come la Lazio non si può ridurre ad un episodio arbitrale per nascondere i propri insuccessi. Non dobbiamo creare alibi ai giocatori. Se alla Lazio mancano dei punti in classifica è per propri demeriti“.
Rapporti con Tudor? Sono ottimi, è stata una scelta condivisa con il presidente ed è un tecnico seguito già ai tempi di Verona. Ora stiamo studiando i profili adatti per il suo calcio. Tudor ha un contratto fino al 2025, con lui ci confronteremo per la squadra del futuro. I cicli sono fatti per finire, quello di Sarri si è chiuso, se ne sta aprendo un altro per costruire una squadra di giovani calciatori con esperienze in campo internazionale. Nel mio calcio non è contemplato prendere trentenni o trentaduenni. Noi vogliamo costruire una squadra di calciatori giovani ed importanti. Un modello su cui rifarsi è il Feyenoord, lo stesso Leverkusen ha costruito una squadra importante dopo un momento buio”.
Kamada resterà? Il destino è nelle sue mani, dagli ultimi colloqui che ho avuto con il suo entourage ho capito che lui è ben contento di restare. La situazione ad oggi dice che al 100 per cento resterà, poi le cose possono cambiare sempre”.
Guendouzi? E’ di proprietà della Lazio, ne ho sentite tante, ma non ce bisogno di ricucire il rapporto con Tudor. E’ un purosangue, vorrebbe sempre restare in campo. Prima di prendere Tudor, la Lazio si è mossa per capire la situazione con il ragazzo”.
Rovella? “Abbiamo investito su di lui, presto se ne parlerà anche per la nazionale. Purtroppo ha avuto tempi lunghi di recupero a causa della pubalgia. Domenica è entrato, ha capacità organiche straordinarie”.
Provedel e Mandas? “Provedel è il numero uno indiscusso, su Mandas abbiamo investito, noi dobbiamo avere due portieri forti. Tutte e due resteranno alla Lazio nella prossima stagione. Poi se viene il principe d’Arabia che offre 50-60 milioni mi vendo da solo…”
SALERNO, ITALY - SEPTEMBER 22: Mamadou Coulibaly of US Salernitana celebrates after scoring the 2-2 goal during the Serie A match between US Salernitana v Hellas Verona FC at Stadio Arechi on September 22, 2021 in Salerno, Italy. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)
Venti milioni per risistemare l’attacco con Dia e Tchaouna. Questo dovrebbe essere il piano della Lazio per il prossimo anno, anche se la Salernitana chiede un po’ di più. Il problema è che Dia non accetta di fare la terza punta alla Lazio. In attesa di capire il destino di Ciro, ma ieri Fabiani a radiosei ha fatto intendere che né lui né Castellanos sono in discussione, c’è da dire che Dia potrebbe fare l’esterno, dal momento che sulla trequarti usciranno sia Felipe Anderson che Luis Alberto.
Servirà tempo per un Napoli fortissimo, ha detto. Di quale errore farà tesoro per rialzarsi? Ad Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, è stato chiesto anche questo durante la conferenza stampa di presentazione dei due ritiri estivi. Il patron azzurro ha risposto così: “Non bisogna aspettare tutto quel tempo per mandare via persone che vogliono andare via, questo è stato il primo errore. Se avessi deciso i primi di aprile con Giuntoli, che da gennaio mi diceva della Juventus, quando hai un altro anno dici che senso ha? Poi quando vedi che da bambino aveva l’ambizione della Juventus, noi che siamo i nemici speculari della Juventus, è come avere varie coltellate. Il mio errore è stato questo, sia con lui che con il signor Spalletti che me l’ha detto un po’ tardi. Io ho esercitato l’opzione ma mica me l’ha detto il giorno dopo che non voleva restare. Tudor? Voleva due anni e non me la sono sentita di bloccarmi per l’anno successivo. Già immaginavo la rifondazione a fine stagione, sì potevo fare il contratto e poi mandarlo a fine stagione, ma io sono una persona perbene e quando firmo lo faccio per rispettarlo. Poi con Mazzarri c’è sempre stato un rapporto, ne avete parlato bene quando arrivò, poi non è andato bene amen. Ma anche con Garcia, senza mandarlo via come forse era da fare, non è detto che con Tudor avremmo fatto un campionato di primissimo piano, forse potevamo rientrare tra i primi 6… ma meglio così! Nasce da qui il concetto della rifondazione, si volta pagina”.
FORMELLO – Tre giorni all’Inter ed una buona notizia per la difesa. Riguarda il ritorno in gruppo, dopo la gestione di ieri, di Mario Gila: lo spagnolo si era riunito ai compagni già nei giorni scorsi dopo la lesione all’adduttore. Poi una preparazione a singhiozzo, fino al rientro di oggi. Spetterà poi a Tudor decidere se farlo partire titolare al posto di Hysaj sul centro sinistra della difesa a tre, magari inserendo Casale al posto dello squalificato Romagnoli.
Assente Guendouzi per la nascita della figlia Miyana, per cui si apre un dubbio su chi affiancherà Kamada, con l’ex Vecino in ascesa. Luis Alberto anche oggi ha svolta regolarmente la seduta con il resto della squadra. Il dubbio per lui riguarda sia l’utilizzo che la convocazione. In caso di ulteriore esclusione, spazio ancora per Zaccagni sulla trequarti.
I ballottaggi, però, non sono finiti, anzi chiamano in causa anche le due estremità del campo: Provedel-Mandas per la porta, Castellanos-Immobile per l’attacco.
Rovella non ha dubbi, e ha deciso di restare alla Lazio. Stando a quanto riportato da ilgiornaledellosport.net, il giocatore avrebbe confidato a un amico di voler restare a ogni costo in biancoceleste. Rovella, effettivamente, nel corso dell’anno ha detto di avere diversi amici tifosi della Lazio, e vuole riuscire a imporsi a Roma. In questa stagione Rovella è anche stato più volte rallentato dagli infortuni, ed è convinto che l’anno prossimo, facendo una buona preparazione estiva con Tudor, possa rilanciarsi.