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PROGETTO STADIO

Lazio, svelato il rendering del nuovo stadio Flaminio: i dubbi sono sulla tenuta…

La Repubblica in edicola stamattina ha svelato il rendering del nuovo stadio Flaminio, ciò che Lotito ha presentato nell’incontro a porte chiuse con Gualtieri e la sua giunta qualche settimana fa in Campidoglio. Il progetto prevede la costruzione di un secondo anello, con la capienza che verrebbe raddoppiata, da 25 mila a 50 mila posti, senza toccare la struttura iniziale realizzata dall’architetto Nervi.

I dubbi sono sulla tenuta della struttura, la parola finale spetterà ai tecnici. Nel rendering si vedono anche i tifosi entrare nello stadio, con un logo della Lazio nella parte esterna. Ci saranno ancora da battere la Roma Nuoto e il Credito Sportivo, col nome del progetto vincitore che potrebbe arrivare dopo una tripla conferenza dei servizi con gli enti tutti a decretarne l’esito.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Paglia: “Dal ballottaggio con Capello all’addio, vi racconto l’Eriksson laziale” (AUDIO)

GUIDO PAGLIA IN COLLEGAMENTO A ‘SVB’

“Ciò che è accaduto alla Lazio del primo scudetto lo sappiamo, ma dopo Sinisa possiamo dire che anche la Lazio del secondo sta vivendo una situazione antipatica.

Capello sulla panchina prima di Eriksson? Sondaggio discreto della Lazio, senza crederci  granché. Sven era già stato considerato. La trattativa l’ha gestita direttamente il presidente, nessuno sapeva niente dell’accordo, come accadeva sempre tra l’altro. Cragnotti era il finanziere che non concedeva la minima indiscrezione a nessuno, sua deformazione. Era abituato a fare affari e sapeva bene l’importanza delle tempistiche; anche degli acquisti non diceva nulla.

Primo approccio con Eriksson? Chiaramente anche Mancini si era espresso bene su di lui. La persona era talmente gradevole, sempre sorridente ed entusiasta, che il primo approccio fu di grande carica. Un momento di assoluta gioia, di entusiasmo: eravamo convinti fosse la persona giusta.

Non si arrabbiava mai. Anche quando vincevamo, al massimo stringeva i pugni mentre noi ci abbracciavamo. Era super controllato. Maestrelli? Sì, lo ricordava.

Per quanto riguarda il mercato, si confrontava inizialmente con Nello e con Mancio, poi il presidente decideva quale strada percorrere. Eriksson rispettava i ruoli e sapeva che veniva rispettavo il suo. Non amava chiedere. Non ci sono mai stati problemi  di nessun genere con lui, me lo ricordo sempre sorridente e felice. Lui era innamorato di Roma, questo ci stupì, e quando è andato via ha sempre detto che sarebbe tornato.

Signori ebbe un problema fisico, non c’era contrasto con l’allenatore. Anche Beppe era uno di quelli che non creava mai problemi. Ricordo un problema alla schiena, una leggera ernia, per questo le strade con Signori si separarono.

La notizia dell’Inghilterra l’ha riferita direttamente Eriksson a Cragnotti. La compagna di allora influì, voleva andare a Londra. Eriksson amava talmente tanto Roma che se fosse dipeso soltanto da lui non si sarebbe mai mosso. Ad ogni modo, anche in questo caso non ci fu contrasto. Lui non era sicurissimo che fosse la scelta giusta quella di andare ad allenare la Nazionale, si vedeva più allenatore di club. Sentiva questa cosa come una sorta di peso, era gratificato ma a Roma stava benissimo. Tuttavia lo spiegò in maniera chiara e Cragnotti, da gran signore, ha compreso subito.

Nesso tra Eriksson e il fatto che buona parte dei campioni del 2000 oggi allena? Direi di sì. Certo, era talmente straordinaria quella squadra che si sapeva che tutti avrebbero continuato col calcio. Hanno preso tanto da Eriksson. Il clima con lui era sereno: sorrisi e pacche sulle spalle. Poi anche Mancio, uomo di collegamento con lo spogliatoio, fece un grande lavoro. Spesso non si riusciva a capire come Eriksson riusciva a far convivere in allegria tutti questi giocatori così forti. Mancini succhiava l’esempio di Erikkson e iniziava a gestire il gruppo. Un gruppo di prime donne come quello poteva diventare un problema.

Ora il calcio è cambiato. È cambiato tutto. Non si possono fare paragoni con Eriksson. Tutti si credono Gesù in terra, lui no. Con lui erano tutti amici, c’era l’allegria. Ogni giorno c’era da ridere e da scherzare. Anche dopo una sconfitta si ripartiva, non c’erano chiacchiere e polemiche. Infine, altra nota importante, all’epoca non c’era la faziosità dei media esasperata che c’è ora”.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio a caccia di un regista last-minute: spunta Arthur, piace Zeljkovic

“La Lazio punta Arthur in regia. Con Alcaraz passato al Flamengo, il centrocampista brasiliano della Juventus, classe ‘96, è il nuovo obiettivo per aggiungere la qualità che manca al reparto”. Questo si legge nell’edizione odierna de “La Repubblica”, nell’articolo dal titolo “In regia spunta Arthur. Si tratta per il prestito”.

Obiettivo rinforzare la regia in casa Lazio. Sfumato Alcaraz, volato in Brasile al Flamengo, la società biancoceleste avrebbe messo nel mirino Arthur Melo, centrocampista classe ’96 in uscita dalla Juventus. Nell’ultima stagione, il regista brasiliano ha vestito la maglia della Fiorentina totalizzando 48 presenze con 2 gol e 4 assist.

UNDER 22

“La talent room ha monitorato il 23enne sloveno Adrian Zeljkovic dello Spartak Trnava (classe 2002, non occuperebbe slot), ma ora servono certezze a Formello”. Questo si legge nell’edizione odierna de “Il Messaggero”, nell’articolo dal titolo “Arthur in regia, la Lazio ci pensa”.

Occhi su Adrian Zeljkovic. La Lazio starebbe monitorando il classe 2002 dello Spartak Trnava per quanto riguarda il ruolo da regista. Il centrocampista sloveno, nell’ultima stagione, ha totalizzato 45 presenze con 5 gol e un assist.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, Isaksen sul mercato. Ma c’è il “no” al Celtic

“Il gol realizzato al 95′ non basta a Isaksen per sentirsi al sicuro. A Formello è stata recapitata un’offerta concreta di prestito oneroso a 2 milioni con diritto di riscatto a 14 milioni dal Celtic, ma l’esterno danese non vuole andare a Glasgow”. Così si legge nell’edizione odierna de “Il Messaggero”.

Continua ad essere in bilico la posizione di Gustav Isaksen. La Lazio vorrebbe trovare una sistemazione per l’esterno danese, in modo da poter tornare sul mercato. Nelle ultime ore avevamo raccontato di un interessamento del Celtic a quanto pare non reciproco, dato che il classe 2001 ex Midtjylland avrebbe rifiutato la destinazione. I prossimi giorni di mercato ci diranno se il futuro dell’ala sarà ancora a Roma o da un’alta parte.

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CALCIOMERCATO PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Tentativo disperato della Lazio per Alcaraz, Folo se il Napoli accetta il prestito. Occhio ad Isaksen, ma escludo Ngonge” (AUDIO)

ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘NMM’!

“In questo momento Alcaraz al Flamengo è ancora in bilico. Il Southampton ha accettato l’offerta del club brasiliano, è atteso per le visite mediche, ma c’è un tentativo quasi disperato della Lazio. E’ lui il prescento come jolly di centrocampo per provare a dare qualità e quantità. Più di Folorunsho, anche se va detto che teoricamente uno non esclude l’altro nel caso in cui il Napoli, anche nell’ultimo giorno di mercato, accettasse la formula del prestito. Occhio alla situazione Isaksen. E’ reale l’offerta del Celtic, lo vuole in prestito con obbligo di riscatto. La Lazio sta valutando, nel caso in cui andasse in porto potrebbero riaprirsi delle piste under 22 come Cherki e Pardo. Escludo totalmente l’ipotesi di Ngonge, malgrado le voci che parlano di un incontro con gli agenti”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Briga: “Ricordiamo Sven con il sorriso. Scelsi di rivisitare ‘my way’ per lui. Ecco perchè…” (AUDIO)

MATTIA BRIGA in collegamento a ‘NMM’!

“Purtroppo la perdita di Eriksson ce l’aspettavamo, ma non è possibile essere preparati a questo vuoto incolmabile. L’unica cosa che possiamo fare è attenerci alla sua richiesta di ricordarlo con il sorriso. Ha dato tanto al popolo laziale e non solo. Custodisco gelosamente come una delle emozioni più forti della mia vita il ‘my way’ cantato all’Olimpico con la sua presenza. E’ stato bellissimo aver avuto il privilegio di dedicargli una canzone, ero molto emozionato tanto da non sapere se mi sarebbe uscita la voce. C’è un aneddoto molto significativo di quel giorno. E’ stata la prima volta che l’ho cantato in italiano con la versione della curva. Quella inglese parla di una ‘fine vicina’ ed io non volevo dirglielo. Sarebbe stato terribile, gli volevo augurare di stare con noi per il maggior tempo possibile. La cultura svedese ha radici molto simili a quelle danesi, avevo il timore di dimostrargli troppo affetto per non imbarazzarlo. Mentre cantavo ho pensato a tutte queste cose, poi quando me lo sono trovato davanti non ce l’ho fatta, è prevalso il bambino che c’è in me e l’ho abbracciato. Volevo che quell’abbraccio fosse di tutto il popolo laziale”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Pancaro ricorda Sven: “Un signore, è un dolore immenso. Il nostro gruppo senza di lui non avrebbe legato, la sua dignità un esempio” (AUDIO)

Giuseppe Pancaro a Radiosei. L’ex terzino, in collegamento radiofonico, ricorda Sven Goran Eriksson.

A poche ore dalla scomparsa dell’allenatore più vincente della storia della Lazio, Giuseppe Pancaro ne traccia il commosso ricorso.

Non un fulmine a ciel sereno, Giuseppe. Raccontaci le tue emozioni.

“Era una notizia nell’aria, ma nel momento in cui arriva il dolore è grande, simile a quello di Sinisa Mihajlovic. Abbiamo perso un uomo straordinario, per me è stato decisivo per la carriera e non solo. Si era creato un rapporto umano bellissimo, il mister era di un’intelligenza fuori dalla media e ci spingeva a ragionare sulle cose con i modi giusti. Un signore, un gentleman. Grande perdita per il calcio. La sua forza e la grande dignità spiegano l’essenza di Sven. Era così, lo è sempre stato. Ha avuto un coraggio incredibile nel lottare con il sorriso questa malattia”.

Da giocatore, un maestro di calcio e vita

“Quello che ci lega è indissolubile, dallo Scudetto a tutti i trofei. Quel gruppo resterà legato a vita. Sono felice di aver avuto la possibilità di salutarlo all’Olimpico. Mi volle fortemente alla Lazio, si impuntò. Ebbi un periodo complicato all’inizio, pagai dazio, ma lui mi difese sempre a spada tratta. Non mi mise mai in discussione. Mi faceva sentire forte e sicuro”. 

Dario Cadeddu

26/08/2024

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LUTTO

Addio Sven, è stato un onore e un privilegio. Eriksson si è spento a 76 anni

Addio a Sven Goran Eriksson. L’amato allenatore del secondo Scudetto si è spento a 76 anni in seguito ad una grave malattia. Una lunga sofferenza vissuta con lucida fierezza, con l’opportunità di riassaporare il campo e l’amore dei tifosi negli ultimi mesi. Da parte della redazione di Radiosei e di tutto il mondo biancoceleste, un pensiero affettuoso alla famiglia e una riconoscenza sconfinata per tutta la storia sportiva vissuta insieme.

Grazie di tutto, Mister.

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LUTTO

Addio Sven, le parole di Lotito

La scomparsa di Sven-Göran Eriksson: le parole del Presidente Claudio Lotito.

“La S.S. Lazio piange la scomparsa di Sven-Göran Eriksson: il suo coraggio nell’affrontare la malattia che lo ha colpito è stato esempio ed insegnamento per chiunque lo abbia ascoltato. Nel corso delle interviste che ha rilasciato negli ultimi mesi ha saputo infondere amore per la vita e per il calcio. Non è stato solo l’allenatore più vincente nella storia della Società Sportiva Lazio, ma soprattutto un uomo integerrimo ed una persona squisita e signorile, doti che sapeva mescolare al classico aplomb nordico.

Lo ricordo allo stadio Olimpico di Roma, emozionato come un bambino, in occasione del suo ritorno nella Capitale, parlammo a lungo: mi colpì la sua serenità, ci abbracciammo forte. Lo vidi incamminarsi verso il bordocampo, a passo lento effettuò il giro dello stadio. Tutto il nostro popolo laziale, al suo passaggio, gli urlò frasi di ringraziamento e di affetto, un’emozione quasi palpabile, le lacrime a solcare i volti, lui seppe rispondere agli incitamenti con la forza del suo sorriso.

Mi verrebbe voglia di abbracciarlo ancora, per sussurrargli ad un orecchio che la Lazio non lo dimenticherà mai. Rivolgo commosso le condoglianze alla sua famiglia, il calcio ed il mondo hanno perso un grande uomo”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Le parole di Lotito dopo il Venezia e gli errori di Baroni. Castellanos unica nota positiva” (AUDIO)

STEFANO MATTEI (RAI) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Con l’Udinese è aumentato il livello di difficoltà, era un test per capire di che Lazio stiamo parlando. Il presidente Lotito ha dichiarato dopo il Venezia che sarebbe stata una Lazio diversa, con un atteggiamento diverso e più reattivo e voglioso, evidentemente c’è molto da lavorare. E con il Milan crescerà ancor di più il livello dell’avversario. Una nota leggermente positiva è l’impegno che c’ha messo Castellanos, ma nella sconfitta c’è una buona fetta di responsabilità da addebitare a Baroni. Non capisco l’impego sulla destra di Noslin, avendo due giocatori di ruolo in panchina. Nella ripresa lo avrei subito l’olandese, inserendo Tchaouna o Isaksen. Poi non ho capito a cosa sia servito sostituire Marusic con Hysaj, sarebbe stato più giusto cambiare in modo più drastico inserendo uno come Pedro”.