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DICHIARAZIONI

Felipe Anderson e la Lazio: “Era giunto il momento di lasciarsi, nonostante l’offerta allettante”

Felipe Anderson e la Lazio, una storia terminata la scorsa estate. Il brasiliano è tornato in patria, al Palmeiras, una volta terminato il vincolo contrattuale con i biancocelesti. In un’intervista a TNTSports, Felipe ha ripercorso le tappe della sua avventura laziale: “Non avrei mai immaginato mai immaginato che la mia avventura in biancoceleste sarebbe potuta terminare. Pensavano che sarei rimasto ancora per molto tempo. Nonostante avessi ricevuto l’offerta dal presidente di rimanere anche dopo la mia carriera, nello stesso momento quando si è presentata l’opportunità di tornare a casa l’ho presa subito in considerazione perché era ormai diverso tempo che ero fuori dal Brasile. Era giunto il momento di lasciare il club che mi ha visto crescere. Mia sorella ha lasciato tutto per potersi dedicare alla mia carriera realizzando i miei desideri, uno tra questi la volontà di giocare in Italia. Juliana ha deciso di raggiungere l’Italia e proprio così ha scoperto la Lazio che le è subito piaciuta e ha iniziato la trattative. Sarei dovuto arrivare in biancoceleste a gennaio del 2013 e invece tutto è slittato a Giugno 2013. Juliana già mi vedeva con la maglia della Lazio addosso e devo dire che tutto ha funzionato perfettamente”.

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SOCIETA'

Lazio, approvato il bilancio 2023-24: incremento Champions e chiusura in attivo

Come spiega Il Messaggero, nella giornata di ieri è stato approvato il bilancio della Lazio relativo alla stagione 2023/24, con un giro di affari che si attesta attorno ai 193,23 milioni di euro.

Incremento di 43,61 milioni di euro rispetto allo stesso periodo ma di un anno prima, con la variazione che dipende dai maggiori introiti derivanti dalla Champions League. Utile netto di 38,50 milioni di euroattivo circolante di 75,20.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “Vedo bene Lazzari e Isaksen. Ecco chi prenderei alla Fiorentina…” (AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. L’ex calciatore biancoceleste analizza Fiorentina-Lazio, in programma domani alle 12.30 al Franchi:

Contro la Viola dovremo essere bravi a costringerli a fare quello che sanno fare meno bene, ossia difendersi. Concedono ma si riabilitano subito dal momento delle difficoltà. Servirà attenzione nei primi minuti e impostare la gara; queste devono essere le indicazioni principali.

Cataldi? Tende a strafare, dovremmo stargli con il fiato sul collo.

Lazzari e Tavares? Non è vero che non difendono, io leggo dei numeri: la Lazio è la 18esima squadra per parate, quindi significa che prende pochi tiri in porta; la Fiorentina è la quarta più bersagliata, loro 15 tiri in porta, noi 6. Questo significa che difendiamo bene. Quando parliamo di equilibrio, soprattutto dopo la gara col Verona in cui non abbiamo praticamente concesso niente, mi sembra eccessivo.

Corsia destra? Lazzari e Isaksen si sposano bene in questo momento.

Domani serve una prestazione cattiva, con la fame di vincere la partita. Questi aspetti ci sono, ma non durano 90′. Accade a diverse squadre in questo momento. Con la Fiorentina ci assomigliamo.

Dodo-Tavares? Io direi che sarà più uno scontro Tavares-Quarta, li fai muovere e vai sull’1 contro 1 con Dia. Non va dato campo alla Fiorentina, serve stare alti. Far prendere la palla a Colpani che ti punta, ti complica le cose. Stesso discorso vale per Gudmundsson.

Un giocatore che toglierei alla Fiorentina? Mandragora, che posso farlo giocare in mezzo al campo. Nei costi ci può stare e ha un buon rapporto qualità-prezzo“.

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NEWS

Fiorentina-Lazio, Baroni: “Voglio coraggio anche in trasferta. Non rischio il Taty, dentro Noslin o Pedro”

Che Lazio servirà per vincere a Firenze e come sta la squadra? Gigot e Castellanos?

“E’ una partita complicata come tutte. Sappiamo le difficoltà ma anche come ci arriviamo. Sicuramente la squadra sta bene. Ha svolto una settimana di lavoro buona anche se non è stata proprio una settimana visto che è stata corta ma abbiamo fatto un buon lavoro. Domani abbiamo la rifinitura. Taty fortunatamente non ha nulla di grave ma non voglio risicarlo, mentre Gigot ha avuto un problema in allenamento e non sarà disponibile”.

Tre partite i una settimana, Sarri odiava il turnover, Lei cosa ne pensa?

“La vedo in maniera opposta. Non perché non sia d’accordo ma perché non possiamo prescindere dall’utilizzo di tutti. Devo far crescere tutti e tenere tutti con un livello prestativo, e di allenamento, alto e per farlo devo mettere in campo i giocatori. Non mi piace chiamarlo turnover mi piace pensare a 20 titolari che possono passarsi il testimone sia durante la partita ma anche nelle competizioni importanti. Diventa difficile poi, se fai delle gare dove c’è un dispendio alto di energie, tenere le tre gare in una settimana”.

Non rischierà il Taty. Chi al posto suo tra Castrovilli e Noslin? Sceglie in base all’avversario o è legata alle liste visto che Castrovilli non gioca in Europa? Le prossime 3 partite sono 3 trasferte la Lazio fino ad ora ha dato il meglio in casa, vediamo la Lazio coraggiosa anche in trasferta o è il caso di fare correttivo per l’equilibrio?

“La squadra deve avere lo stesso atteggiamento, io lavoro su questo a prescindere dal fatto che si giochi in casa o fuori. Giocare avanti al nostro pubblico è straordinario. Quando andiamo fuori, a parte che abbiamo lo stesso il sostegno i tifosi, il campo è lo stesso. E’ un fatto mentale, dobbiamo essere gli stessi a prescindere dal risultato numerico che c’è. Mi aspetto crescita importante da questo punto di vista. Per quanto riguarda il sostituto di Taty ci sono 2 soluzioni: Pedro e Noslin”.

Si gicoa nella città in cui è nato. C’è stata la possibilità di andare alla Fiorentina in passato? Le provocherà emozione speciale? La partita con la Fiorentina si aspettava di giocarla sabato visto che gioca mercoledì la coppa?

“E’ chiaro che avere qualche giorno in più è sempre meglio però la testa è alla partita ora. Le cose di cui non ho il controllo evito il pensiero perché mi porta via inutilmente energie. Sicuramente sarà una partita speciale per me. Alla fiorentina ho fatto il settore giovanile e l’esordio in A. C’era sta qualche voce ma niente di concreto. E’ un test importante perché contro con una squadra che ha fatto buone partite, ha organico importante ed è davanti al suo pubblico e vorrà cercare la prima vittoria. Ma anche noi andiamo lì perché è il primo nuovo test fuori casa e lasquadra deve affrontarlo centrando la prestazione con gli stessi presupposti fatti in casa”.

A sinistra si spinge molto, si può equilibrare anche a destra?

“Noi dobbiamo attaccare da entrambi i lati. A Udine Lazzari fece 13 cross. Noi dobbiamo lavorare sugli esterni e abbiamo la possibilità, per caratteristiche, di andare sugli esterni. E’ chiaro che si lavora con entrambi. Bisogna essere bravi con i mediani a mantenere l’equilibrio. In questo momento siamo la squadra che ha concesso meno ingressi in area agli avversari. So che sono poche 4 partite per queste valutazioni ma sono dati importanti, il fatto che fai la pressione più alta porta qualche beneficio perché hai meno ingressi in area”.

Ha detto Noslin e Pedro per sostituire il Taty. E Castrovilli?

“Gaetano può lavorare in tutti i ruoli di centrocampo, anche come mediano. Uno dei 2 davanti la difesa lo può fare benissimo. Dia sta benissimo li inquadrano quel ruolo e non mi piace spostare i giocatori quando fanno benissimo in una posizione. Non è detto che resti lì, vediamo. Molto probabile che davanti possano giocare uno dei due che ho menzionato. È una soluzione su cui abbiamo lavorato”.

Romagnoli, si aspetta qualcosa di più d lui?

“Alessio non è in discussione anche se è chiaro che nell’ottica delle gare ci possono essere delle rotazioni. Lui ha lettura e personalità, per me è un giocatore importante. Io in questo momento ho tanti titolari è questa la cosa che porto avanti sia con la squadra ma sia il messaggio che do all’esterno”.

Spesso chi subentra a destra fa meglio, c’è davvero un proprietario in questa fascia destra? Ci sarà più spazio per Tchaouna? Come ha visto l’arrivo di Juric alla Roma, ex Verona come Lei ed alla prima grande occasione?

“Non voglio esprimermi anche se se quando un collega viene sostituito mi dispiace sempre. Il derby sarà fondamentale ma c’è tempo per quello. Sul discorso dell’attacco: quando si parla di equilibrio noi dobbiamo avere giocatori che non pensano ai 90 minuti. Se i miei esterni pensano ai 90 minuti non tengono l’equilibrio. Voglio che danno tutto pensando a 60 minuti, serve un grande sacrificio nelle due fasi. E’ vero Tchaouna ha fatto bene con il Verona ma anche Isaksen secondo me. Credo che Tchaouna ha pagato con il Milan lo spessore della partita ma sono situazioni che piano piano verrano sistemate. Non ho nessun dubbio. Il fatto che ci siano due titolari nello stesso ruolo è importante questo è il messaggio che voglio passare alla squadra”.

Quale è il fattore identificativo della fiorentina di Palladino, c’è un punto debole che la Lazio può sfruttare?

“Siamo le squadre che hanno tirato di più in porta. Sarà una partita dove c’è la possibilità di attaccare da parte di entrambi e sarà una partita spettacolare. Credo che ci sono tante situazioni nella Fiorentina: hanno gamba, qualità, sono bravi nelle alle inattive visto che hanno fatto 3 gol. Biraghi calcia molto bene. Io chiedo ai miei ragazzi la prestazione che non possiamo sbagliare proprio perché è la prima di 3 gare fuori casa. L’atteggimamento deve essere lo stesso.”

Vedendo i numeri, la Lazio ha subito meno tiri importa. Solo Juve e Lecce hanno subito meno. Cosa può significare subire poco a Firenze?

“E’ importante perché nell’equilibrio c’è anche questa componente. Ci sarà bisogno di grande corsa e compattezza perché loro hanno soluzioni e qualità tra le linee e la profondità. Sarà una gara dove andare forte. Dobbiamo essere pronti prestativamente ad affrontali, ci sarà da lavorare forte”.

La Lazio prima faceva meno cross, da quando c’è lei ne fa tanti. L’assenza del Taty cambierà qualcosa?I centrocampisti  entreranno di più in area? A che punto è la squadra nelle sue richieste in termini dipresisng?

“Lavoriamo su 3 tipi di cross, ne manca una ma ci sono le altre 2. Nel calcio è difficile entrare dentro, si lavora su questo. La squadra offensivamente ha avuto tante soluzioni, non solo l’esterno ma anche la profondità, il terzo uomo etc. Noi ci lavoriamo sulla fase offensiva quindi io cerco di mettere la squadra nelle condizioni di sviluppare la meglio le loro qualità. Se ho esterni bravi vado sull’esterno. Riempiere l’area è importante per far gol. Noi non cambieremo niente con eventuale mancanza del giocatore che comunque è importante ed indispensabile. Dobbiamo avere la forza mentale di sopperire all’assenza del Taty. Quando giochi con molti giocatori offensivi e con qualità, è meglio tenerli vicini alla porta e fare corse in avanti piuttosto che indietro. Per queso cerchiamo palla nella metà campo avversaria, così gli esterni corrono meno. Anche se devono farlo per la ricerca dell’equilibrio”.

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ESCLUSIVE

Esclusiva Mauro Zarate: “Sogno di allenare la Lazio. Il mio gol nel derby uno dei 5 più belli mai segnati alla Roma” (AUDIO)

Intervenuto in diretta sui 98.100 di Radiosei-Lazio durante 9 Gennaio 1900, Mauro Zarate ha parlato della Lazio: “Nella mia carriera la Lazio è stata speciale. La gente non mi conosceva, la Lazio mi ha fatto conoscere. Amo i laziali, ancora piango se ci penso. Delio Rossi mi fece giocare all’esordio con Cagliari perché mi vedeva bene, facevo giocare pazzesche in allenamento e mi ha dato fiducia. Nella finale di Coppa Italia con la Sampdoria avevo paura di sbagliare, anche perché se non avessi segnato avremmo perso. Mio fratello, presente in tribuna, dalla tensione è rimasto col collo bloccato due giorni. Il gol più bello della mia carriera è quello al derby, forse uno dei primi 5 più belli che siano mai stati segnati nella stracittadina. Ho commesso degli errori a Roma, ma ero giovane, ma quello che ho vissuto alla Lazio è stato unico. Vorrei allenarla quando finisco il mio percorso da allenatore. La passavo poco, anche perché forse essendo giovane perdevo un po’ di lucidità con tutto l’entusiasmo intorno a me, ma lo facevo convinto di fare il bene della Lazio”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Flaminio, Cardone: “Contratto firmato Lotito-Legends. Primo passo resta il progetto, poi…” (AUDIO)

Giulio Cardone (La Repubblica) in collegamento a Radiosei

“Il progetto Flaminio lo deve portare avanti la Lazio, ma nello stesso tempo Lotito ha contattato – e firmato – un contratto con Legends. Sono una società di consulenze, che si occupa di tutto il merchandising legato allo stadio. Non fa nessun progetto, quello è un piano diverso e se ne occupa solo il club. Questa società si occuperà di reperire gli sponsor per finanziare questa impresa. Cercare finanziatori per l’opera e anche per la maglia (sponsor). Lotito ha firmato, ha conferito il mandato a ‘Legends'”.

“Se il progetto venisse presentato e accettato, controfirmato dalla giunta comunale, a quel punto la Lazio dovrebbe occuparsi dei finanziamenti e qui entra in scena Legends. E’ un segnale molto molto forte da parte di Lotito. Il presidente vuole prenderlo, costruirlo e farne la casa della Lazio. L’ideale sarebbe avere un impianto con copertura mobile per essere adatto a più occasioni. Progetto da presentare entro il 20 ottobre”.

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RASSEGNA STAMPA

Flaminio, Lotito prova la strada dei ‘Legends’: i dettagli

Secondo il quotidiano ‘La Repubblica’, Lotito avrebbe mosso una pedina importante nell’ottica Flaminio. Si tratta della società ‘Legends’, con cui Lotito si è messo in contatto. ‘Legends’ ha fra i clienti più illustri la lega di baseball U.S.A. sul fronte merchandising e la cura delle operazioni per una lunga serie di impianti per il football americano, dai Buffalo Bills ai Las Vegas Raiders passando l’ università Notre Dame, nello Stato dell’Indiana. Inoltre, sempre secondo Repubblica, lo studio di consulenza a cui si è rivolta la Lazio ha già disegnato il modello finanziario del Tottenham e ha seguito il Real Madrid, tanto per quanto riguarda la gestione del Santiago Bernabeu che per quanto riguarda il merchandising. Figura anche la partnership con il Barcellona e il focus per il catering ( stellato) del Manchester City. 

L’accordo con Legends prevede la “ pianificazione, la gestione del progetto e le operazioni future dello stadio Flaminio, così da garantire ricavi notevolmente più elevati nei giorni delle partite e anche nei giorni senza eventi per la Lazio”. Repubblica sottolinea come il club di Lotito potrebbe presentare una doppia ipotesi progettuale in Campidoglio: un Flaminio senza copertura e uno con una copertura mobile da chiudere per i grandi eventi, così da ridurre sensibilmente l’impatto acustico sul resto del quartiere. A patto che la Soprintendenza sia d’accordo.

Il pacchetto acquistato dalla Lazio comprende il business plan che sosterrà il piano di fattibilità del futuro stadio Flaminio e di cui l’azienda (Legends) diventerebbe quindi project manager . Sno compresi il servizio di biglietteria e la gestione del merchandising, dalla vendita al dettaglio alle spedizioni internazionali. C’è poi il catering e la cura degli eventuali naming rights dell’impianto.

E qui arriviamo al sodo: il quotidiano la stessa ‘Legends’ si occuperebbe di trovare uno sponsor per il progetto, ma non solo. La società potrebbe trovare anche il famoso sponsor sulla maglia. La società che fa capo a Nick Von Doetinchem dunque, per la Lazio potrebbe essere una chiave per una ristrutturazione complessiva e strutturale. Un volano per potersi gettare in un mercato più ampio. Il primo passo però, è la consegna al Campidoglio del famoso progetto.

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RASSEGNA STAMPA

Marusic, spunta la clausola per il rinnovo: la situazione

Marusic verso la scadenza di contratto a giugno? Forse no. Secondo il Corriere dello Sport, il montenegrino avrebbe – nel suo attuale vincolo – una clausola per estendere il contratto. Marusic guadagna circa 2,2 milioni di euro a stagione: l‘accordo con la Lazio è valido fino a giugno 2025, ma esercitando la clausola, questo sarebbe esteso al 2026. Situazione da valutare e monitorare: non è scontato che questa clausola venga esercitata e che entrambe le parti vogliano proseguire insieme. Già adesso, il club capitolino è certo di ‘perdere’ alcuni giocatori a giugno, su tutti Vecino. Potrebbe accettare di lasciar andare a zero il terzino per ringiovanire ulteriormente il reparto. La decisione verrà presa strada facendo, anche perché con l’eventuale qualificazione europea, le casse potrebbero permettere alla Lazio di sondare il mercato con più forza. In assenza di qualificazione, probabilmente, l’ipotesi rinnovo verrebbe presa in considerazione in maniera più convinta.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “Con la Fiorentina serve un altro step, ecco come giocherei…”(AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Il commento dell’ex calciatore biancoceleste sul momento della Lazio a due giorni dalla gara in casa della Fiorentina:

Kolarov-Tavares? Il primo in fase difensiva peccava un po’, era forte da metà campo in su. Il portoghese rispecchia il profilo che mi piace, gioca più in mezzo al campo, è uno di quei calciatori ‘bifasici’ che può crescere ancora. Tuttavia stiamo parlando di ottimi calciatori.

Champions? L’Atalanta dimostra di avere un progetto. Anche la Lazio può diventare una squadra forte se si allena in un determinato modo, con delle idee chiare. Zaccagni è già un grande giocatore e può migliorare ancora. Poi magari non ci sono tanti campioni, ma non ci sono neanche in moltissime altre squadre. Sta all’allenatore dare l’impronta giusta per iniziare il cammino di crescita.

Nel settore giovanile alcune squadre spendono molto, ma dipende da come lo fanno. L’Atalanta è tra questi club, ma l’artefice di tutto è Gasperini. Ha questa idea di fare calcio e la mantiene, in più migliora i calciatori, anche se si parla spesso solo dell’aspetto legato alla fisicità. E’ la squadra più europea di tutte. Mi piace la Dea, così come mi piace la Lazio. Non le paragono, ma con questo gioco i biancocelesti stanno facendo vedere qualcosa.

Nuovo format della Champions? E’ una novità e come accade con tutte le novità serve tempo per giudicare. Il cambiamento spesso si comprende con difficoltà, anche io potrei dire che si fa un po’ fatica ora a capire bene e ad abituarsi alla nuova formula, ma ci vuole tempo per valutare.

Palladino in discussione? La Fiorentina è una squadra che si piace un po’ troppo, inconsapevolmente pecca di presunzione. Stesso discorso vale per il suo allenatore. Ad ogni modo, sa reagire. Giocheremo contro una squadra che concede e dovremo essere cinici. La Viola crea molto, ma non concretizza tantissimo.

Marusic o Lazzari? Può darsi che fuori casa metta Marusic. O farà il ragionamento fatto col Verona, scegliendo il più veloce; dipenderà anche dalla loro formazione.

Il discorso dell’equilibrio? Ricordiamoci che al Verona hai concesso solo una palla gol. Contro il Verona non è un discorso che ci può stare, magari contro il Milan sì. Nella mia partita ideale guardo la pericolosità, l’indice di rischio e il dominio. Nella sfida col Verona che parate ha fatto Provedel? Una nel finale, se possiamo chiamarla così.

La Lazio mi piace perché difende a seconda del pressing degli avversari; poi può concedere una palla lunga dietro ma in quel caso bisogna essere bravi a difenderci scappando dietro. Ci sono i calciatori di gamba, l’unico che potrebbe andare in difficoltà in questo è Romagnoli ma tatticamente sa leggere la giocata prima.

Mi aspetto una grande partita a Firenze e una vittoria. Il play alla Lazio non c’è, giochiamo a due e a turno qualcuno lo diventa. Rovella, Guendouzi o anche Gila da dietro. Non credo ci sia un play, se io tecnico avessi un regista che sa capire i tempi e impostare lo metterei sempre. Domenica se ti aggrediscono devi uscire dalla costruzione dal basso verticalizzando, andando in superiorità numerica. La verticalizzazione diventa importantissima, con giocatori bifasici in grado di fare la scelta giusta: no possesso ma giocata.

Ibra-Boban? La mania di onnipotenza fa i danni. Io credo che per migliorare una società ci debbano avere determinate figure. A Firenze voglio vedere un altro step di crescita. Se prendo un punto? No, mai accontentarsi. A Firenze serve la prestazione.

Cosa fare contro la Fiorentina? Cerchi di portarla in inferiorità numerica. La gara, come quasi sempre accade, si farà a centrocampo, noi dobbiamo andarli a colpire davanti

Una vittoria darebbe grande autostima, voglia di crescere ancora. Se non dovessero arrivare il successo non ci si dovrà deprimere. E’ importante capire a che punto della stagione si è. La prestazione non deve essere casuale”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Fabiani a Luis Alberto: “Stupidaggini e nefandezze”

Il direttore sportivo Angelo Fabiani ha rilasciato una intervista ai microfoni dei canali ufficiali della Lazio innanzitutto per fare le condoglianze ai famigliari di Alicicco, Schillaci e Argurio: “Volevo fare intanto le condoglianze alle famiglie del professor Alicicco, di Totò Schillaci e di Christian Argurio. La notizia già la avevo da ieri e mi ha veramente sconvolto, ho avuto il piacere di lavorare con Christian ai tempi del Messina, lo portai a lavorare con me. Tanta gavetta poi, una preparazione straordinaria, ma mi ha lasciato sconvolto perché a prescindere dal calcio è una scomparsa prematura. Mi raccontava la signora Argurio che questo malore all’improvviso lo ha preso mentre era in bagno e canticchiava allegramente una canzone fischiettando. All’improvviso si è sentito male e veramente mi ha sconvolto, così come mi ha sconvolto la scomparsa di Totò Schillaci. Anche lui ha giocato al Messina, tutte le morti che deve commentare su persone che conosce o anche che non conosce sono sempre cose tristi che ti colpiscono, ancor più se hai avuto modo di conoscere e lavorare con tre persone di questo calibro. Un grosso abbraccio alle famiglie, questi sono momenti dove bisogna stare vicino alle stesse famiglie”. 

Fabiani ha poi commentato la lettera scritta nella giornata di ieri da Luis Alberto: “C’è poco da commentare, finiremo per essere uguali a talune persone che affermano stupidaggini e nefandezze. In taluni di questi soggetti vige la sindrome rancorosa del beneficiato o del bonificato, per cui la chiuderei qui. Mi dispiace soltanto che oggi non sono in vena per via di queste brutte notizie che mi hanno sconvolto e non posso prolungarmi più del dovuto. La cosa che mi fa incazzare tremendamente è che alcuni soggetti possano prendere in giro in qualche maniera i tifosi, a queste cose non ci sto e mi ci avveleno anche. Chiudiamola qua, facciamo finta che abbiamo fatto passare l’ennesima bizza allo stalliere del Re. Rinnovo per l’ennesima volta le più sentite condoglianze a questi tre personaggi che ho avuto il piacere e l’onore di conoscere perché sono persone e personaggi straordinari”.