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TIFOSI

Venezia-Lazio, vietata la vendita ai residenti nella Regione Lazio: i dettagli

Venezia-Lazio, è arrivata l’ordinanza del Prefetto di Venezia. La nota del club:

La S.S. Lazio informa che, dopo la riunione Gos di oggi è stato disposto l’inizio delle vendite del settore ospiti per la gara di Serie A Enilive Venezia-Lazio in programma sabato 22 febbraio alle ore 15:00 allo stadio Pier Luigi Penzo di Venezia.

Prezzo del settore “Curva Ospiti” (capienza 1.001 posti):

– INTERO € 40 (più 1,50 € di diritti di prevendita)

RESTRIZIONI SULLA VENDITA:

Come da ordinanza n. 105/GAB/2025 del Prefetto di Venezia, è stato disposto il divieto di vendita dei tagliandi di tutti i settori ai residenti della Regione Lazio.

Il settore ospiti sarà aperto a tutti i residenti fuori della Regione Lazio.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – D. Rossi: “Dia trequartista è la chiave, ora le risposte da Noslin…” (AUDIO)

Delio Rossi in collegamento a ‘NMM’

“Giusto non spostare Dia dalla trequarti, mi sembra la scelta più logica. Belahyane? La prima impressione è che possa far meglio accanto a Guendouzi che a Rovella, ma non abbiamo ancora il quadro completo. Importante, oltretutto, avere Pedro come jolly a gara in corso. Penso che nella testa di Baroni oggi ci sia la necessità di tenere Dia sotto punta, è quella la chiave. Su Noslin va fatto un plauso a Baroni per come si è ‘schierato’ a sua difesa dopo un inizio non scintillante, quando disse che la responsabilità era anche sua per non avergli trovato immediatamente un ruolo in cui utilizzarlo con continuità”.

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FORMELLO

FORMELLO – Belahyane ci prova, conferma Noslin, Gigot fermo: i ballottaggi aperti

Penultima seduta a Formello prima della partenza per Venezia, dove la Lazio sarà di scena sabato alle 15.00 contro i lagunari. Piovono conferme su Tijjani Noslin: l’olandese sostituirà Castellanos e Dia rimarrà sulla trequarti campo. Intoccabili Isaksen e Zaccagni, esattamente come Guendouzi a centrocampo.

Il dubbio è su chi sostituirà Rovella, squalificato. Oggi è toccato a Belahyane muoversi al suo fianco, è dunque ballottaggio aperto con Dele-Bashiru, provati i giorni scorsi. Tutto rimandato a domani: la rifinitura darà le effettive percentuali.

Dietro si riducono le possibilità di rivedere Gigot dal 1‘: il francese oggi non si è allenato dopo due giorni consecutivi, anche per lui domani sarà decisiva. In sua assenza, oggi Provstgaard si è mosso accanto a Gila. Baroni avrebbe intenzione di gestire le risorse anche in previsione dell’incontro di martedì con l’Inter, valido per i quarti di Coppa Italia, a San Siro. Patric sarà convocato, ma è impensabile che possa avere già i 90 minuti. Sulle fasce, Lazzari parte in vantaggio su Marusic, mentre dalla sponda opposta, Tavares viaggia verso la conferma.

Capitolo portiere: ieri Mandas è stato alternato a Provedel, la sensazione è che quest’ultimo resti in vantaggio anche in vista del turno di Coppa Italia, in cui dovrebbe essere schierato il greco.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Leonardi: “Lazio, per me non sei una sorpresa. Giusto puntare sui giovani per non turbare gli equilibri…” (AUDIO)

PIETRO LEONARDI in collegamento a ‘NMM’

“La scorsa estate ebbi subito l’impressione che i criteri della Lazio nel fare mercato avrebbero dato i loro frutti. La società ha puntato su atletismo, profili giovani e rapidi. Nonostante lo scetticismo iniziale, la squadra ha subito risposto bene e ora si sta confermando. Il mercato di gennaio? Personalmente l’ho sempre considerato quello dei ‘disperati’, nel senso che la vera programmazione si effettua in estate, fra luglio e agosto. La Lazio non era, appunto, in condizioni disperate e quindi ha dato seguito alle manovre estive, puntando su giocatori futuribili. La cosa importante è, soprattutto, non rompere il giocattolo. In altre parole, non turbare gli equilibri dello spogliatoio e in tal senso, puntare su ragazzi in divenire, a mio avviso è la scelta giusta. Sorteggi? Li vivrò da sportivo, per il calcio italiano è importante che vadano avanti più squadre possibili col tricolore, al netto dell’uscita di scena di Atalanta, Milan e Juventus dalla Champions League”.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Marchetti consiglia Provedel: “Anche io ho avuto un momento difficile alla Lazio, ecco cosa devi fare…” (AUDIO)

FEDERICO MARCHETTI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Sono a Malta, è stata una scelta anche per la famiglia; mio figlio qui impara bene l’inglese, sono arrivato con Luciano Zauri poi lui ora non c’è più ma io fino a giugno sarò qui. Mi diverto.

Seguo la Serie A, in primis la Lazio. Campionato sopra alle aspettative quello dei biancocelesti. Sapevo che il mister era molto preparato, chiaramente questa è una piazza importanti e per lui è la prima volta in un club superiore rispetto agli altri che aveva allenato. C’erano quindi dubbi su di lui, ma ha dimostrato subito di essersi integrato alla grande e poi ha fatto parlare il campo. Ha smentito tutti con lavoro e umiltà, complimenti a lui, ha dimostrato di essere un tecnico che può stare in un grande club.

Con me prima c’erano Vargic e Bizzari, poi Strakosha; nel mezzo Berisha e lui ha giocato molto quando ho vissuto un periodo personale complicato e non mi sentivo tranquillo, avevo chiesto al tecnico di stare fuori per recuperare la forma giusta. Mister Reja, che era subentrato a Petkovic, può confemarvi. E’ un grande uomo, mi chiedeva spesso come stessi, voleva che rientrassi. Allenatore e società, in accordo, sapevano tutto e mi sono tirato indietro dopo aver parlato con loro. Non dare tutto, mi sembrava un torto. Per me la squadra viene prima del resto e se le cose non sono ok è giusto ragionare da uomo e fare un passo indietro. Ho fatto un anno fuori rosa, Strakosha poi si era preso il posto.

La gara di Roma vinta quando giocavo col Cagliari? Rocchi tirò fuori un rigore, a Zarate lo parai. Lì mi sono detto che la Lazio era nel mio destino. Avevo parato di tutto.

Provedel? Ci sono annate e annate. Il nostro è un ruolo particolare, che vive di andamento di squadra e episodi. La sua annata non è fortunata. Vedo i gol che prende la Lazio, ci sono state molte situazioni borderline. Io da fuori possono solo dire che ha la mia stima, con il lavoro si è meritato la maglia da titolare. Ha abituato forse tutti troppo bene, ora sta vivendo un po’ di difficoltà, ma se si allena bene ed è positivo io non vedo motivi per cambiare. La vedo così, è rispetto. Se invece non la sta vivendo bene questa situazione, un po’ di riposo potrebbe rigenerarlo. Questo mi sento di dire da collega.

Quanto sarebbe importante che i tifosi lo elogiassero all’Olimpico? Sarebbe un bel segnale. Già solo a sentirvelo dire mi è venuta la pelle d’oca per la carica che trasmette il pubblico. Il portiere è un ruolo a sè. Provedel negli anni è sempre stato determinante, ora non deve strafare perché è peggio. Deve continuare a lavorare.

Un messaggio per lui? Ivan, sei forte, devi stare tranquillo. Pensa a lavorare che tutto si sistema.

Faccio un piccolo esempio? Maignan non sta facendo benissimo ma non è messo in discussione, Milano non è Roma. Tutto si sistemerà e tra qualche settimana parleremo di altro.

26 maggio 2013? E’ il momento più alto della mia storia alla Lazio. E’ stata scritta la storia, sono ricordi stupendi, indelebili, che porto sempre dentro. La nostra base è su Roma, torno spesso, e sentire l’affetto dopo 10 anni fa molto piacere, è un orgoglio.

L’azione dopo il nostro gol, a distanza di anni, la chiamo ‘la palla magica’. Il destino era quello, la Coppa ce la siamo meritata. Non ce lo meritavamo il pareggio loro in quel modo (sorride, ndr).

La maglia di Lulic? Era un talismano, la portavo sotto alla mia quando giocavo. Quando torno allo stadio a vedere la Lazio la metto“.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Senza Castellanos mai una vittoria. Quinto posto Champions ormai sfumato” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Avevo pronosticato che tutte le italiane sarebbero passate, è successo l’opposto. È stata l’ennesima serata negativa per le italiane. L’Atalanta è stata eliminata dalla seconda in Belgio, il Milan è uscito contro il Feyenoord con tanti infortuni e terzo in Olanda. La seconda squadra olandese, il PSV, ha eliminato la Juventus, mentre la Lazio ha battuto l’Ajax, primo in Eredivisie. Motta e Conceicao non riescono valorizzare i giocatori. Ieri nella Juve c’erano Thuram e Yildiz in panchina, teniamoci stretto Baroni che tira fuori il 110% dai suoi giocatori

In Europa League peserà l’assenza di Castellanos, che sicuramente non è Immobile, ma è un giocatore che si sente in campo. Ha saltato tre partite quest’anno, contro Fiorentina, Inter e Como, nessuna vittoria senza di lui”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, quarto posto difficile, Juve con più mezzi. Motta rischia senza Champions” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Sul VAR c’è la coincidenza per la quale la Lazio è prima per interventi a sfavore e ultima per quelli a favore, inoltre è terza per cartellini gialli. La società ha detto che interviene su questo perchè non vuole dare alibi ai giocatori.

Conceição e Motta si giocano la permanenza in panchina con il quarto posto, chi fallisce questo obiettivo rischia di saltare. Credo che la Juventus abbia i mezzi per andare in Champions. La linea difensiva dei bianconeri è in difficoltà e non credo avrebbe fatto tanta strada in Europa, a prescindere da ieri”.

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RASSEGNA STAMPA

Compleanno Mihajlovic, il ricordo del fratello: “Le sue punizioni sono nate in un garage sotto casa. I tifosi? Il loro affetto è tanto”

Avrebbe compiuto oggi 56 anni Sinisa Mihailovic, ex difensore laziale entrato nel cuore di ogni tifoso per le sue punizioni ma soprattutto per il suo carattere, sempre determinato.

E’ impossibile dimenticare chi ha scritto pagine importanti della storia della Lazio e impossibile è anche dimenticare chi, in campo e fuori, ha lottato con grande dignità. Definirlo ‘guerriero’ potrebbe perfino risultare riduttivo.

In occasione di questa giornata particolare è stato il fratello Drazen a ricordarlo a La Gazzetta dello Sport:

“In realtà il primo ricordo non è mio, ma suo. Me lo ha raccontato tante volte e fa capire chi era mio fratello. Avrà avuto forse sei anni, io appena due. I miei andavano a lavorare presto e non c’erano soldi per la tata e per consentire a Sinisa di andare all’asilo, così a me la mattina dopo le 6 doveva pensare lui. Per cui usciva di casa, mentre io ancora dormivo, e andava a comprare il latte e il pane per la colazione, ma nonostante facesse già cose da adulto era solo un bambino con tutte le paure di chi ha quell’età. Per cui quando tornava a casa si fermava spalle alla stufa fermo immobile con gli occhi sbarrati a guardare la porta di casa per paura che entrasse qualcuno. Credo che vincere la paura sia stato un esercizio che ha imparato allora. Il ricordo solo mio invece non riguarda un episodio, ma il rumore”.

“Il rumore delle pallonate che per intere giornate Sinisa scagliava contro la serranda del garage fuori dalla nostra casa – aggiunge -. Parecchie volte ha costretto a cambiarla. Mirava agli incroci. Le sue punizioni vincenti sono nate lì, calciando da solo decine di migliaia di volte e facendo imbestialire il nostro vicino, il signor Dragan”.

“Quando abbiamo scoperto la malattia? Ero in Sardegna con mio fratello, Arianna e tutta la sua splendida famiglia, quando una mattina dopo essersi alzato non riusciva neanche a camminare. Io lo prendevo in giro: ‘Sembri un vecchio di 90 anni…’. Pensavamo fosse uno stiramento o una infiammazione perché aveva giocato a padel. E invece”.

Sulla malattia – “Il coraggio e la forza fisica e di volontà di mio fratello sono stati incredibili. È rimasto sempre positivo, pronto a combattere, convinto di farcela. Sì, pareva potesse aumentare le possibilità di riuscita. So che non è colpa mia, ma non averlo salvato
è una ferita che non si rimarginerà mai”.

Sui tifosi – “Del loro amore me ne sono accorto il giorno del funerale seguendo il feretro: le strade chiuse, la gente fuori, personaggi non solo sportivi ma della vita politica e pubblica in Italia. È stata una incredibile dimostrazione di affetto”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, in porta ora è testa a testa Provedel-Mandas: l’indizio in allenamento. E il rinnovo…

L’errore con il Napoli (non il primo), il confronto tra il Ds Fabiani e Baroni, una seduta di allenamento, quella di ieri, che alimenta il presentimento. Occhio tra i pali, c’è un testa a testa tra Provedel e Mandas per difendere la porta biancoceleste già al Penzo di Venezia. Il Corriere dello Sport, nella sua edizione odierna, parla di dubbi aumentati nelle gerarchie tra i pali biancocelesti. Il greco cerca di superare il numero uno in porta sino a questo momento e i due portieri sono stati alternati durante le prime prove tattiche. Sarebbe l’esordio stagionale in Serie A per l’ellenico e rappresenterebbe anche una chance importante in vista dell’imminente rinnovo di contratto.

La situazione sembra sbloccata, la settimana prossima potrebbe esserci il summit decisivo per il prolungamento di un anno in più (fino al 2029). Intesa raggiunta per l’adeguamento intorno a 1 milione di euro, attualmente guadagna circa 200mila euro a stagione. Il Como l’aveva richiesto in prestito a gennaio, la proposta è stata rifiutata. Ora Mandas potrebbe trovare la doppia soddisfazione tra campo e contratto.  

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RASSEGNA STAMPA

Cairo-Lotito, continuano le tensioni. Il patron del Torino: “Lui e Fabiani fanno come la volpe e l’uva…”

Continuano le tensioni tra il presidente della Lazio Claudio Lotito e quello del Torino Urbano Cairo. Tra i due i rapporti non sono idilliaci e non perdono occasione, anche a distanza, per nominarsi a vicenda.

Il primo scontro tra i due risale al periodo del Covid e di recente sono tornati a battibeccare per il mercato, con Ricci e Casadei del Toro finiti anche nel mirino della Lazio.

“Non spendiamo 18 milioni di euro per un calciatore che non ha mai giocato”, le parole di qualche settimana fa del ds della Lazio Fabiani; “Rovella vale cento volte Ricci, non solo dal punto di vista sportivo, ma anche come persona”, il commento invece di Lotito sul centrocampista.

Ora è arrivata anche la risposta di Cairo riportata da TuttoSport: “Lotito e Fabiani per Ricci e Casadei fanno come la volpe e l’uva…”. Il botta e risposta quindi prosegue.