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Lazio, Romagnoli a parte: tra affaticamento e diplomazia. Con la Juve…

Continuano le verifiche in casa Lazio sulle condizioni di Alessio Romagnoli, che non ha preso parte all’allenamento collettivo dopo i giorni di riposo concessi alla squadra. Il difensore centrale prosegue il lavoro personalizzato per smaltire un affaticamento che lo accompagna da alcune settimane, situazione che mette in dubbio la sua presenza nella trasferta contro la Juventus.

L’eventuale forfait rappresenterebbe un problema per Maurizio Sarri, che perderebbe un punto di riferimento della difesa in una partita chiave per la corsa europea. Lo staff medico monitora quotidianamente il giocatore: le sedute odierne saranno decisive per capire se potrà rientrare almeno tra i convocati o se sarà necessario un ulteriore stop precauzionale.

Situazione in evoluzione

Romagnoli ha dovuto convivere nelle ultime settimane con piccoli problemi fisici e anche con alcune voci di mercato che avevano agitato l’ambiente. Ora l’obiettivo principale resta recuperare pienamente la condizione per tornare a disposizione e garantire continuità nel finale di stagione.

Difesa da ridisegnare contro la Juve

In attesa di capire se Romagnoli potrà recuperare, Sarri studia le possibili alternative per la gara di Torino. Le scelte in difesa diventano decisive in una partita delicata, dove serviranno attenzione e solidità per arginare l’attacco bianconero. Le prossime sedute di allenamento chiariranno quale sarà l’assetto definitivo, con lo staff tecnico pronto ad adattare la linea difensiva in base alle condizioni dei singoli.

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Lazio, rebus sul rinnovo di Basic: dopo l’accordo il club vuole rinviare a giugno

Per Sarri il croato è da blindare ma al momento è tutto rimandato.

Basic domenica ritroverà la Juventus, dopo che all’andata siglò lui il gol-vittoria contro i bianconeri. Il croato è passato dall’essere fuori lista al diventare un titolare inamovibile, ma il suo futuro ora è in bilico. Sarri è stato chiaro mesi fa: «Toma è l’unico incedibile e merita il rinnovo». Il 6 gennaio, riporta Il Messaggero, la società ha trovato l’accordo a 1,8 milioni sino al 2030, ma ora vuole rimandare la firma alla scadenza di giugno: «Io ho accettato l’offerta, dopo non è successo nulla. Posso solo dire questo».

Chissà se Basic aspetterà ancora, perché ora sarebbe libero di accettare le proposte del Betis o dalla Germania a parametro zero. Sarri, conclude il quotidiano, ieri ha spinto di nuovo per il prolungamento del croato, anche per non demotivarlo in un momento cruciale e così delicato.

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Lazio, Dia e Noslin si giocano la maglia e anche il futuro

I due attaccanti in questi mesi si giocano la permanenza nella Capitale.

Fiducia a tempo, scade a giugno per almeno uno dei due. I movimenti in entrata per l’attacco, evidenzia il Corriere dello Sport, non lasciano dubbi sul segno lasciato finora da Dia e Noslin: inesistente o quasi. Un solo gol segnato dal senegalese, risale alla seconda giornata con il Verona. Bisogna tornare addirittura al 31 agosto. Due reti l’olandese, ficcante nel recupero con il Lecce all’Olimpico e poi decisivo nella trasferta di Parma, in una delle poche soddisfazioni di questo campionato: squadra rimasta in 9 per l’espulsione di Zaccagni e Basic, pallone della vittoria infilato in porta a 8 minuti dalla fine.

Un bottino – 3 timbri complessivi – che li ha catapultati sul mercato, con la società pronta ad ascoltare le offerte durante la sessione di gennaio. Sono stati in bilico, alla fine sono rimasti con la prospettiva, conclude il quotidiano, di giocarsi la permanenza per la prossima stagione nel girone di ritorno. Devono dare un segnale, eppure la loro situazione si è complicata con l’arrivo a Roma di Maldini e Ratkov. Il primo, falso nueve sperimentato e schierato subito al centro del tridente da Sarri. Il secondo, centravanti puro acquistato a titolo definitivo su cui Lotito e Fabiani puntano molto per il futuro. La sfida di venerdì con il Genoa è stata la fotografi a delle possibili gerarchie ribaltate: Dia è rimasto in panchina per l’intero confronto, Noslin è entrato per il recupero muovendosi sulla fascia.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Lazio a Torino con leggerezza, atteggiamento utile in vista della Coppa Italia” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Contro questa Juventus servirà la partita di Sarri a livello difensivo. Devi tenerli il più possibile dall’area di rigore, altrimenti prima o poi il gol te lo fanno. Devi farli lanciare lungo.

I bianconeri possono dire la loro anche in campionato, stanno facendo bene; la gara che più mi è piaciuta delle ultime è quella che hanno pareggiato con il Lecce. Ho visto una bella squadra.

Non penso che Sarri domenica farà delle scelte in base all’impegno di mercoledì prossimo con il Bologna. Metterà in campo la formaizone migliore in entrambe le sfide, poi all’Atalanta ci si penserà dopo la Coppa Italia.

A Torino devi giocare con spensieratezza, con leggerezza; senza pensare al risultato. Questo di farebbe recuperare prima anche le energie in vista dell’impegno del Dall’Ara”.

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Lazio, Sarri alla scoperta di Przyborek: sfruttare la duttilità per cambiare il suo ruolo

Arrivato da poco, il polacco lavora per entrare nelle rotazioni del tecnico.

Sarri ha iniziato a sfogliare un nuovo libro bianco, un altro di quelli che non erano previsti o richiesti nel programma iniziale. È quello intitolato Adrian Przyborek, il talentino polacco subito finito sotto la lente d’ingrandimento dell’allenatore. Non per curiosità folkloristica, ma per necessità tecnica. Dal momento che dal mercato non sono arrivati i giocatori per i ruoli in cui c’era necessità, Mau, evidenzia il Corriere dello Sport, dovrà “scoprire” quelli che gli sono stati messi a disposizione per provare a fare di necessità virtù. Ecco allora che per il 19enne si apre uno spiraglio iniziale sul centrosinistra, immaginandolo come possibile prima alternativa a Taylor.

Il suo habitat naturale, in realtà, è più avanzato: trequartista, ala offensiva, seconda punta. È lì che ha costruito il suo calcio, ispirandosi ai suoi idoli, cercando sempre l’uno contro uno, la giocata verticale, il cambio di ritmo. Nel corso della sua giovanissima carriera, però, ha già indossato molti abiti diversi, compresi esterno di centrocampo e mezzala di qualità. Una duttilità, si legge, che può diventare una risorsa preziosa per Sarri, costretto ancora una volta a reinventare il suo scacchiere. Il tecnico ieri ha iniziato a studiarlo da vicino. È l’ennesimo libro da scrivere, con la consapevolezza che per
Przyborek la scommessa doppia: tecnica e culturale. Perché il salto non è solo di ruolo, ma di contesto, di ritmo, di letture.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Lazio, Oddi: “Mercato deludente, aspettiamo la crescita dei nuovi. Credo molto in Maldini” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘SVB’

“In estate non si poteva fare mercato, a gennaio invece di acquistare abbiamo venduto: degli interrogativi restano.

Ero preoccupato per il mercato, poi la squadra ha fatto anche bene a volte. Vedevo la Lazio da metà classifica, da metà in giù, poi siamo leggermente saliti. Adesso aspettiamo di vedere se i nuovi arrivati riescono a tirare fuori il meglio per risollevare questa Lazio. Dal mercato mi aspettavo sicuramente qualcosa in più.

Spero verrà fuori Maldini, tecnicamente è bravo, ha anche un gran bel fisico; mi aspetto molto da lui. Ora c’è da capire che ruolo ha, è presto ancora per valutarlo come centravanti.

Cosa direi a Lotito? Una volta il presidente della Lazio giocava a carte con noi, faceva il giro di campo e i tifosi lo applaudivano: ora sentire i cori contro Lotito dispiace, un presidente dovrebbe essere amato e non odiato dal popolo ma lui ha portato a questo. Il tifoso della Lazio c’è sempre stato, anche nei momenti più difficili, e vedere un Olimpico così vuoto dispiace, fa male. Non ci vuole tanto per essere stimati dai tifosi, bisogna andargli incontro. Questo clima fa male alla squadra. Abbiamo toccato il fondo, ora cerchiamo di venirne fuori”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Mellone: “Lazio, come un fortino asserragliato e chiuso al sentimento dell’abnorme maggioranza” (AUDIO)

ANGELO MELLONE (Dir. Day Time Rai) in collegamento a ‘NMM’

“Da abbonato e tifoso della Lazio sono motlo deluso. Sono stato un sostenitore della pacifica manifestazione di Lazio-Genoa e purtroppo percepisco un sentimento di totale chiusura ed estraneità ad un sentimento di maggioranza bulgara, di abnorme maggioranza di persone che non sentono accolto il proprio scontento. Sono deluso. La sparuta minoranza è diventata una abnorme maggioranza.

Mi sarei aspettato un qualcosa dalla Lazio, un tentativo di spiegare, un’operazione verità. La Lazio, con questa sessione di mercato, si è indebolita. Qualcuno avrà messo apposto i conti, ma l’algebra dei bilanci non crea passione ed appartenenza. Una caterva di errori comunicativi non creano identità e predisposizione a soffrire insieme. Mi sembra il fortuno asseragiato che non riceva neanche più un minimo di comprensione dei media. In questa nebbia rimandono una decina di migliaia di persone che non capiscono ed ascoltano nulla da parte del club”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Zauri: “Lazio, stadio vuoto e mercato, siamo ad un punto di non ritorno. Sarri e Romagnoli sul pezzo fino alla fine” (AUDIO)

LUCIANO ZAURI in collegamento a ‘NMM’

Lo stadio vuoto è una sconfitta per tutti. Significa che ci sono stati degli errori e bisogna farsi una domanda. Io ad inizio stagione non ero pessimista sul valore della squadra ed effettivamente fino a gennaio ha fatto delle cose discrete con la speranza di poter poi migliorare la situazione con il mercato. Chiaro che ora ci troviamo di fronte ad una squadra indebolita da qualsiasi punto di vista. Compreso il rapporto con Sarri che non va via per un discorso di amore verso i tifosi. Lavorare in questa condizione è difficile, anche perchè oltre a questo ci sarebbe anche da vincere le partite.

Romagnoli? Ora da lui vedremo tutto quello che già ha dimostrato in campo. Anche lui avrà capito che deve velocemente tornare a pensare da calciatore. E’ un giocatore importante, ora c’è bisogno di appartenenza e lui è uno di quelli che può darla. La sua situazione può danneggiare uno spogliatoio. Ora sembra difficile voltare pagina, poi con il tempo la situazione potrà essere smaltita. La Lazio ora deve ritrovare anche delle gerarchie interne, delle linee guida venute meno dall’uscita di giocatori importanti. Lui sarà importante per tirare il carro fino a fine stagione.

Sarri? Ormai credo che abbia capito che ormai il suo compito è quello di portare al termine la stagione. Il suo spessore è noto, sono convinto che sia già con penna e taccuino (ride, ndr).

Lotito? Fino all’inizio di questa stagione, tra alti e bassi, cose buone sono state fatte. Il blocco del mercato ha creato una frattura insanabile. Si è rotto qualcosa, il mercato di gennaio ha creato ulteriori problemi. La testimonianza di di Lazio-Genoa è quella di un punto di non ritorno. Dispiace, ma è normale che il presidente debba fare il presidente ed anche migliorare la squadra.

Maldini? Ho un occhio di riguardo per lui, l’ho anche affrontato ai tempi della Primavera. Sembrava volasse, si intravedeva qualcosa di diverso. A fasi alterne ha dimostrato, ma non si è mai espresso a pieno. Su di lui si può puntare, con il Ko di Zaccagni avrà il suo spazio. Gli auguro di dimostrare il suo valore. Da prima punta? I mezzi fisici ce l’ha, nel percorso che sta facendo ha avuto Gasperini ed altri tecnici importanti. Con Sarri può consacrarsi, pochi come lui migliorano i giocatori”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Patania: “Lazio, squadra indebolita, popolo stanco e società smentita dal mercato” (AUDIO)

FABRIZIO PATANIA (CdS) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La situazione della Lazio mi addolora. Dopo uno stop di sei mesi, sul campo la Lazio è stata indebolita. Scorpiremo i giovani che sono stati presi, mi auguro che nel tempo capiremo siano stati acquisti indovinati. Lotito è travolo dal dissenso dell’assoluta maggioranza, i giocatori chiedono di essere ceduti per assenza di ambizione del club, il tecnico disorientato ed un rapporto con il club compromesso. Al di là del mercato e delle valutazioni tecniche, la cosa fondamentale è il quadro generale. Le operazioni di gennaio dimostrano il contrario di ciò che sostiene Lotito, ossia che il club non ha necessità di soldi. Questa è una stagione buttata dall’inizio e la squadra di oggi è meno forte di quella del girone d’andata.

Guendouzi era l’unico giocatore di livello internazionale. Quando lui accettò di venire alla Lazio stava scappando da Marsiglia ed era stato accostato anche a club di livello superiore della Lazio. Poi certi giocatori devi anche saperli tenere. Soprattutto se hai un tecnico come Sarri che indicava come poter costuire nell’anno di transizione. L’anno di transizione è già finito. Quando tu provi a mettere su una base e poi devi ricominciare da capo c’è poco da fare. Il mercato è totalmente insufficiente, anche perchè giocatori come Ratkov hanno poi bisogno di tempo. Maldini è l’operazione migliore, quando prendi un italiano non sbagli mai, anche perchè ancora non ti sei impegnato economicamente. Spalletti ne parla benissimo, stessa cosa Buffon, Nesta e Galliani. Gli manca solo un po’ di personalità ed un tecnico che lo inquadri.

Il popolo della Lazio si è stancato, non si sente rappresentato. Se ricominci sempre subentra rassegnazione”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio superata dagli eventi economici di questo calcio. Roma non è Udine” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Vecino era in fase calante rispetto allo scorso anno ma i fatti dicono che Sarri chiedeva un centrocampista e ne sono usciti due con l’arrivo di uno solo. Io non contesto la cessione di Vecino, ma in cambio cosa è arrivato? La Lazio è diventata la più grande delle società piccole.

Ricordiamo le richieste di Sarri: un terzino sinistro, un centrocampista e un attaccante pronto, ma non è stato accontentato; gli è stato fatto il mercato al contrario, ora qualcuno avrà il coraggio di dire che al tecnico spetta solo allenare.

Il problema è uno: la Lazio gioca a Roma, non a Udine, i numeri delle tifoserie sono diversi. La Lazio è stata superata dagli eventi economici di questo calcio. Andrebbe rifondata, ma non ci sono i soldi”.