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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, ben 37 infortuni stagionali. Zac altri controlli la prossima settimana, Pedro fino ad ora in pole per sostituirlo” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Siamo arrivati a 37 infortuni. Per Zaccagni ci vorrà un mesetto, ora è da mettere in dubbio per la semifinale. Il verdetto più attendibile sarà tra una settimana, quando ci saranno ulteriori controlli.

Quest’anno Zaccagni ha saltato 7 gare, di cui una di Coppa Italia, e Sarri senza di lui in 5 di queste ha messo Pedro dall’inizio; mi ricordavo un’alternanza maggiore invece quasi sempre lo spagnolo dal 1′, poi una volta Cancellieri e una Noslin.

La crisi del campionato italiano e quella della Nazionale sono colleate ma questa è più grave. Zaccagni sarebbe stato nei piani di Gattuso, come dodicesimo e anche per avere la possibilità di cambiare modulo. In vista delle qualificazioni vedremo pure come andrà il recupero di Tonali”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, test Romagnoli: segnali positivi con massima prudenza

In vista di Bologna, valutazioni in corso sull’impiego del difensore.

Romagnoli vede il rientro e punta il Bologna, anche se la decisione definitiva verrà presa solo nelle prossime 48 ore. Stando a quanto riporta il Corriere dello Sport, il difensore della Lazio ha svolto ieri un nuovo test sul campo: le risposte sono state positive, ma lo staff medico e tecnico valuteranno con attenzione i rischi da qui a sabato.

Il difensore, si legge, ha aumentato i carichi di lavoro e il test di ieri ha dato riscontri incoraggianti, alimentando la speranza di rivederlo tra i convocati già per la prossima gara. Resta comunque un nodo legato alla gestione del rischio: la Lazio non vuole correre pericoli inutili, soprattutto in un momento della stagione in cui ogni scelta può fare la differenza. Romagnoli, dal canto suo, spinge per tornare.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, ora le prestazioni di Tavares convincono: valutazioni in corso sul futuro

Il portoghese sta convincendo: la sua cessione non è più scontata.

Il futuro di Tavares è un dilemma. Il portoghese, dato per partente certo fino a poche settimane fa, stando a quanto riporta il Corriere dello Sport, ha cambiato il proprio destino con una serie di prestazioni che hanno riaperto il dibattito. L’arrivo già programmato di Pedraza a parametro zero per la prossima stagione, poi, sembrava la conferma di una separazione inevitabile ma, dopo i rumors di gennaio (era finito nel mirino del Como, ma soprattutto su di lui c’erano piste estere tra Arabia Saudita e Turchia) il terzino ha cambiato volto.

Oggi è un esterno più completo, più consapevole, più utile al sistema di Sarri. Il lavoro quotidiano con il tecnico ha iniziato a dare frutti evidenti. Tavares continua a essere impredibile quando attacca, ma ha imparato a scegliere i tempi, a dosare le energie, a non scoprirsi inutilmente. La sua spinta resta un’arma, ma ora è inserita dentro un contesto più equilibrato, con maggiore attenzione alla fase difensiva.

Se fino a qualche settimana fa, conclude il quotidiano, la cessione appariva come una scelta logica, oggi la situazione è molto più sfumata. Tavares sta ritrovando valore tecnico e, di conseguenza, anche valore di mercato. Una crescita che potrebbe spingere il club a rivedere strategie e tempistiche. Cederlo a giugno significherebbe rinunciare a un giocatore in piena risalita, proprio nel momento in cui sta assimilando i principi di Sarri e diventando funzionale al sistema. Tenerlo, invece, aprirebbe scenari diversi: una possibile convivenza con Pedraza o una valorizzazione ulteriore in vista di una cessione futura a condizioni più vantaggiose. Il dilemma resta aperto. E non riguarda solo il mercato, ma anche la costruzione della Lazio del prossimo anno. Perché Tavares, da possibile esubero, è tornato a essere una risorsa. Se continuerà su questi livelli, non sarà più solo un’opportunità di mercato, ma un tassello su cui costruire.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Lotito-Sarri: il futuro non dipende dalla Coppa Italia. Tifosi e “anno uno”, il tecnico chiede il cambio di rotta

(…) Lotito non fa calcoli, la reazione della squadra dopo il flop di Torino e le due vittorie con Sassuolo e Milan lo spingono ad avere fiducia. Insieme all’impresa di Coppa ha chiesto una risalita in classifica dopo lo scivolamento che aveva portato la Lazio fin giù all’undicesimo posto. Forse qualcosa è cambiata davvero, lo ha ammesso anche Sarri: «C ’è più carattere». Il cammino in campionato e in Coppa condizionerà parte del futuro tra Lotito e Sarri, appeso comunque ad altri punti sostanziali (dal progetto al mercato fino alle condizioni ambientali). Mau ha chiesto un mutamento di rotta: riportare i tifosi all’Olimpico e dar vita «ad un anno uno». Ma di recente ha confessato il timore che si vada incontro ad un altro «anno zero». L’Olimpico rischia di tornare spettrale e di rimanere tale fino alla fine della stagione. La contestazione infuria ancora di più, Lotito è stato accusato dai tifosi di essere illiberale e censorio dopo il caso della scenografia bloccata in Tevere. La Coppa Italia non scalda più di tanto, per adesso. Lo stesso Sarri prima dell’andata con l’Atalanta ha sentenziato che «l’esito della Coppa non cambia il futuro». Per molti sarebbe un palliativo, un euforizzante a tempo, senza un vero progetto di rilancio e un dialogo costruttivo con i tifosi l’effetto svanirebbe in tempi brevi. Per Lotito l’esatto contrario, la vittoria di chi non si sente mai vinto. Corriere dello Sport

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Lazio, Lotito punta sul rilancio: raddoppiato il bonus Coppa Italia

Lascia o raddoppia? Raddoppia, la presidenza e la puntata dei premi alla squadra. La posta in gioco è altissima e il Lotito più assediato di sempre non molla, non è tipo da gettarsi sulla sua spada. Prova a rilanciarsi ancora una volta aggrappandosi alla Coppa Italia come a un salvagente. È l’unico rimasto quest’anno. Il salvagente possono lanciarglielo solo i giocatori e sui giocatori punta avendo quasi tutto l’Olimpico contro. Il presidente è tornato al centro delle manovre di Formello nelle scorse settimane. «Ora ci penso io», uno dei suoi slogan più famosi, proclamati nei momenti topici, lo stanno udendo in tanti. Di recente ha parlato allo spogliatoio chiedendo uno scatto d’orgoglio, provando a rassicurare tutti sul futuro, riconoscendo un premio maggiore per l’eventuale vittoria della Coppa. Il primo era stato fissato in 2 milioni lordi, da aggiungere ai premi individuali già previsti nei contratti singoli. Il premio è stato accresciuto almeno del doppio. Un incentivo in più per tentare l’impresa. Lotito ci crede e non da ora. A inizio febbraio, dopo il mercato, aveva parlato allo spogliatoio e in quell’occasione aveva incitato tutti ad avere fede nel cammino in Coppa. La Lazio era in panne. Lotito si presentò al Dall’Ara nella notte dei quarti, esultò al rigore di Taylor, il lasciapassare per la doppia semifinale. Il presidente nel viaggio di ritorno in charter ricordò ai giocatori quel discorso fatto poche settimane prima. 

La Coppa sarebbe vitale per la qualificazione europea, in ogni caso la finale può avere un valore a prescindere: può valere la partecipazione alla finale di Supercoppa. La Lazio vi accederebbe nel caso di partita con l’Inter (da vincitrice dello scudetto) con qualsiasi risultato. La Coppa Italia, dopo la semifinale d’andata con l’Atalanta, finita 2-2, con Como e Inter in corsa, resta una roulette. Lotito non fa calcoli, la reazione della squadra dopo il flop di Torino e le due vittorie con Sassuolo e Milan lo spingono ad avere fiducia. Insieme all’impresa di Coppa ha chiesto una risalita in classifica dopo lo scivolamento che aveva portato la Lazio fin giù all’undicesimo posto. Forse qualcosa è cambiata davvero, lo ha ammesso anche Sarri: «C ’è più carattere». Corriere dello Sport 

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Lazio, stagione tormento per Zac: ora brivido Coppa, Sarri si affida a Pedro e Noslin

Lo stop di Zaccagni non è soltanto numerico. La Lazio perde infatti un giocatore centrale negli equilibri offensivi, capace di dare strappi, qualità nell’uno contro uno e lavoro tattico senza palla. Anche quando non è al massimo della brillantezza, il numero dieci resta una pedina che condiziona la partita con movimenti, letture e personalità.

Per Sarri si tratta di una tegola doppia: tecnica, perché viene a mancare il titolare naturale sulla fascia sinistra, e simbolica, perché il capitano rappresenta uno dei riferimenti del gruppo nel momento più delicato dell’anno.

Il vero nodo riguarda i tempi. Un mese di stop significa entrare in una zona rossa del calendario, con il rischio concreto di saltare l’appuntamento di Coppa Italia che può indirizzare il giudizio sull’intera stagione. La sfida con l’Atalanta diventa quindi anche una corsa contro il tempo, ma senza forzature che potrebbero peggiorare il quadro.

Per questo Sarri è già costretto a studiare alternative. Pedro e Noslin restano le soluzioni più immediate per occupare quella zona di campo, con caratteristiche diverse ma entrambe utili per provare a tamponare l’assenza del capitano.

L’infortunio di Zaccagni si inserisce dentro una stagione complicata sul piano fisico, fatta di stop, ricadute e continui tentativi di ritrovare continuità. È proprio questo l’aspetto che preoccupa di più: la Lazio perde un giocatore importante in una fase in cui servirebbero invece certezze e condizione piena. Il nuovo problema muscolare impone adesso prudenza assoluta, sia per evitare recidive sia per non compromettere il finale. Senza Zaccagni, la Lazio dovrà trovare risorse diverse, magari distribuendo responsabilità offensive su più uomini. Toccherà a Sarri scegliere la soluzione migliore, ma toccherà anche al gruppo alzare il livello per non trasformare questa assenza in un alibi. Perché il calendario non aspetta, e il margine d’errore ormai è ridottissimo. La Repubblica.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Mazza: “Lazio, siamo all’ultimo tratto di strada di Lotito. Ma c’è bisogno che qualcuno si manifesti…” (AUDIO)

MAURO MAZZA in collegamento a ‘NMM’

“La gara con il Milan è stata vissuta come una tappa di oasi dentro un lungo percorso nel deserto. Poi, però, bisogna riprendere il viaggio, perchè non si può rimanere per sempre nel deserto con la voglia di acqua. Sono d’accordo con chi dice siamo all’ultimo tratto di strada della presidenza Lotito. Il tema è quanto durerà, ma deve cominciare un’altra storia. Credo che questa consapevolezza sia di tutto l’ambiente biancoceleste, a comunciare dal presidente. Perchè se lui avesse voluto, davvero, iniziare un altro capitolo, avrebbe dovuto iniziare a scrivere una nuova prima pagina. Non dovrebbe lasciarsi andare ad atteggiamenti di conferma della sua spigolosità ed incapacità di dialogo e confronto. C’è un distacco completo ed in questo ultimo tratto di strada, in cui credo sia giusto disertare lo stadio, arriverà il momento che il tema della cessione e di questo nuovo capitolo deve aprirsi.

Ho in mente due cose. La prima è che deve essere lui a dire ‘ho capito, devo cedere’; il secondo in cui saremo noi tifosi a dover sapere se c’è qualcuno che abbia intenzione di manifestarsi. Abbiamo bisogno di capire presto se c’è la certezza che c’è qualcuno pronto a subentrare, a manifestarsi pubblicamente. Abbiamo bisogno di sapere che c’è una successione pronta ed, a quel punto, chi si propone deve avere la certezza che la tifoseria è tutta con questo nuovo che avanza. Per ora, nell’immediato, riprende la camminata nel deserto. C’è necessità di qualcuno di legittimato che ci metta la faccia. Da quel momento in poi, la resistenza sarebbe più complicata.

La politica deve prendere atto che questa storia è finita ed intervenire sulla persona per far capire che non c’è più margine per un recupero che neanche lui vuole sperimentare. Se il dialogo che si vuole instaurare è rimuovere la scritta ‘Libertà’, beh allora meglio far finta di non conoscerci.

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INFERMERIA

‘9 GENNAIO’ – Bianchini: “Nuova lesione per Zaccagni? Altro indizio di problematiche posturali irrisolte. Tempi di recupero…” (AUDIO)

L’osteopata RICCARDO BIANCHINI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

Mattia Zaccagni ha riportato una lesione muscolare post traumatica di media entità a carico del vasto mediale e vasto intermedio della coscia destra: “Il vasto mediale è un muscolo che non di frequente si lesiona. Non è il più importante, ma è il muscolo rivelatore del ginocchio, lo stabilizza. Diciamo che solitamente quello che, invece, si distrae di più è il retto femorale. E’ come se avesse avuto un problema in ricaduta, una distrazione di ammortamento. Un trauma può anche essere distrattivo, non per forza a seguito di un colpo. Se fosse un trauma da contusione sarebbe stato specificato dal bollettino medico ufficiale.

Questo manifesta ancora una volta come il ragazzo abbia dei problemi appena arriva al massimo dello sforzo. Adduttore, oblioquio, pubalgia, vasto mediale, c’è sempre qualcosa che torna al massimo sforzo che collego anche all’operazione di inizio stagione. Lui adesso sta avendo un focus di problematiche muscolari a seguito dal problema all’alluce non ben gestito diversi mesi fa che ha provocato una serie di squilibri posturali che non ha ancora risolto.

Recupero per la Coppa Italia del 22 aprile? Non è un miraggio. Una lesione di medio grado viene smaltita dalle 4 alle 6 settimane”.

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INFERMERIA

Lazio, Zaccagni senza pace: “Lesione di media entità”. Rischia anche la Coppa Italia?

Tegola in casa Lazio. Zaccagni ha rimediato una lesione muscolare post traumatica di media entità a carico del vasto mediale e vasto intermedio della coscia destra. A comunicarlo è lo stesso club biancoceleste, che non dettaglia però i tempi di recupero. Le sue condizioni saranno rivalutate nelle prossime settimane.

Lazio, il comunicato su Zaccagni

Nella giornata odierna, a seguito di un consulto tra lo staff medico composto dal Prof. Ivo Pulcini, dal Prof. Fabio Rodia e dal medico sociale dott. Italo Leo, la S.S. Lazio comunica quanto segue.

Durante la gara di campionato Lazio-Milan, Mattia Zaccagni ha riportato una lesione muscolare post traumatica di media entità a carico del vasto mediale e vasto intermedio della coscia destra. L’atleta ha già iniziato il protocollo di recupero.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Pagani: “Una tragica stagione con qualcosa di molto laziale. Solo con il tempo capiremo la portata del lavoro di Sarri” (AUDIO)

MALCOM PAGANI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Ci vorrà la giusta distanza temporale per capire ed apprezzare il lavoro che ha fatto Sarri in questa stagione. E’ stata una squadra investita da ogni tipo di tempesta, il suo loro nel tenere il gruppo coeso e conentrato è stato straordinario. C’è qualcosa di bellissimo in questa tragica stagione, vedere una squadra che rema tutta nella stessa direzione. L’ho percepito da diversi dettagli durante il match, dai comportamenti di molti singoli nei momenti di difficoltà. Tutte cose che ti fanno pensare che ci sia un grande gruppo di professionisti che tengono alla Lazio, a partire dal proprio allenatore. Questa stagione ha visto qualcosa di profondamente laziale e, paradossalmente, bello”.

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