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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri si affida a Pedro per la trasferta di Bologna. Ok Romagnoli

Il tecnico biancoceleste valuta le scelte in vista della trasferta di domenica: le ultime.

Sarri di nuovo costretto a cambiare dopo lo stop di Zaccagni. Non l’avrà per almeno un mese, dovrà alternare Pedro e Noslin. Tiene in preallarme Cancellieri. La società, riporta il Corriere dello Sport, spera che trovi spazio Przyborek, che Mau vede ala e non mezzala per adesso. Pedro è l’usato sicuro, ha fatto il vice Zaccagni più di tutti. L’olandese è stato provato nel ruolo, è intermittente. Funziona di più in corsa. Cancellieri ha fallito il test, quando cambia fascia si perde. Przyborek non ha ancora esordito, ha 19 anni, è in pieno apprendistato. Può avere qualche chance in corsa, nei finali. A sinistra c’è un buco che l’acquisto di Maldini non ha colmato. Sarri lo vede centravanti.

Sarri deve riaffidarsi a Pedro, quasi 39 anni, si scalda per Bologna, proprio qui si era fatto male in Coppa Italia. Lo spagnolo, si legge, è quindi in pole come vice Zaccagni. Ok anche Romagnoli, che torna a disposizione: ora Sarri deciderà se impiegarlo o meno dal 1′.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, Gila si prepara all’asta: non solo milanesi ed Atletico, si muove la Premier

Mario Gila continua a scalare posizioni e ad attirare attenzioni pesanti in vista dell’estate. Il centrale spagnolo della Lazio, autore di una stagione di crescita e personalità, è finito nel mirino di diversi club di primo piano. Le sue prestazioni hanno acceso l’interesse di società italiane e straniere, segnale evidente di quanto il suo profilo venga ormai considerato affidabile, moderno e adatto a palcoscenici di alto livello.

Al momento il club che sembra essersi mosso con maggiore decisione è il Milan, da tempo estimatore del difensore biancoceleste. Ma la corsa è tutt’altro che chiusa. Anche l’Interosserva con attenzione, così come il Chelsea e l’Atletico Madrid, che continuano a monitorare la situazione. La concorrenza internazionale può alzare ulteriormente la tensione attorno al giocatore e rendere ancora più complessa qualsiasi trattativa.

La posizione del club biancoceleste appare chiara: Gila non partirà a prezzo di saldo. La Lazio considera il difensore un elemento importante del presente e del futuro, e per questo non aprirà alla cessione senza un’offerta ritenuta davvero irrinunciabile. La valutazione resta alta e riflette sia il rendimento del giocatore sia il peso crescente che ha assunto nella struttura difensiva della squadra.

Il contratto in essere mette la Lazio in una posizione di forza, ma il tema del futuro di Gila resta comunque aperto perché l’interesse attorno a lui è concreto. Un’estate di offerte potrebbe cambiare il quadro e costringere il club a riflessioni importanti. Più il difensore continuerà a confermarsi, più il suo valore crescerà e con lui anche la complessità delle decisioni da prendere. La Repubblica.

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RASSEGNA STAMPA STATISTICHE

Lazio, vietato mollare: quanti gol nel finale di gara

La Lazio non si arrende: ecco i numeri del finale di gara dei biancocelesti.

Salvi sporadici passi falsi, tenacia e feroce ostinazione a non capitolare hanno prevalso sulla forza dei plurimi (potenziali) alibi, trovando plateali conferme nei numeri. Dodici dei 33 gol stagionali della Lazio (più di un terzo) sono arrivati, riporta Il Messaggero, dal 79’ in poi (a marzo 2025 erano 16), portando in dote 11 punti dai finali, come nell’era Baroni. Senza, i biancocelesti sarebbero al 15° posto, in piena zona rossa.

Dal 2-1 di Pedro all’Empoli ai recenti rigori di Cataldi con Torino e Genoa, dal sigillo di Marusic a Lecce al 2-1 del montenegrino al Sassuolo, dal 2-2 di Dia al Napoli fino all’autogol di Nelsson propiziato a Verona da Lazzari: un anno dopo, la Lazio è ancora restia alla resa prima del triplice fischio, e spesso ringrazia i senatori.

Ad aggiungersi, conclude il quotidiano, sono i gol in extremis di coppa di Zaccagni (al Milan) e Dia (all’Atalanta). I 6 punti ottenuti dalle altrettante reti siglate nel recupero (come la Juve) sono secondi nel continente solo alle 7 di Liverpool, Brentford, Celta Vigo e Colonia e alle 8 di Arsenal e Lilla.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Taylor: “Avevo bisogno di questa sfida, la nazionale mi osserva”. Poi svela: “Volevo il Porto…”

Kenneth Taylor, acquistato dalla Lazio nel mercato di gennaio, è intervenuto ai microfoni di Voetbal International ed ha svelato un retroscena su un suo possibile trasferimento al Porto. Di seguito le sue dichiarazioni: “Ad essere onesti, sarei davvero voluto andare al Porto. Era pronto per una nuova sfida e volevo davvero tornare a giocare sotto la guida di Farioli. Non è successo, anche se ci contavo. Sono rimasto
molto deluso e ne ho sofferto molto per un periodo. Il Porto aveva fatto un’offerta che l’Ajax non ha accettato. C’era anche un accordo con l’Ajax per collaborare a un trasferimento, ma quello che il Porto aveva offerto non era abbastanza. E così alla fine non è andata, anche se lo avevo davvero dato per scontato. Sono stato fuori per molto tempo, ma gli ultimi giorni sono stati molto difficili, devo dire la verità. Ma in realtà non c’è mai stata una discussione o altro, l’allenatore è stato molto comprensivo e mi ha dato il tempo di occuparmi di tutto”.

Sogno Nazionale

“Il ct Koeman mi ha scritto un messaggio dopo che ho fatto questo passaggio alla Lazio: ‘Ottimo trasferimento, ti teniamo d’occhio. In bocca al lupo’. È stato un segnale positivo per me. Devo dire che adesso capisco cosa intendesse, è davvero tutta un’altra cosa giocare ogni settimana in un campionato top come questo. Ma non ho fatto questa scelta solo per la Nazionale, volevo semplicemente crescere come persona e come calciatore. Avevo bisogno di qualcosa di nuovo, di un nuovo ambiente e di una nuova sfida. Penso spesso all’ultimo Mondiale e vorrei rivivere quell’esperienza, ma per farlo devo continuare a fare grandi cose qui alla Lazio”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Agostinelli: “Lazio, Maldini punta non mi convince ancora. Sono preoccupato per il futuro” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

Zaccagni è una perdita importante, ma anche se il suo rendimento ultimo non è stato top. Lui era e resta il valore aggiunto dal punto di vista tecnico. Ora credo che Sarri punterà su Pedro. In quel ruolo lui ha bisogno anche di un giocatore con intelligenza tattica. Le alternative sono Noslin e Cancellieri.

Ancora non sono convinto che Maldini debba essere riscattato per quella cifra per fare la punta centrale. Per una Lazio competitiva, Maldini in quel ruolo non lo vedo. Vorrei vederlo più pericoloso, con maggior presenza in area di rigore, ma queste situazioni dipendono dal fatto che non è una prima punta. Serve tempo, la prima cosa è fare chiarezza sul futuro tecnico e sui giocatori che vanno verso la scadenza. Un peso potrebbe averlo anche il percorso in Coppa Italia, fino a quel momento cercheranno di non affrontare questi argomenti.

Il futuro della Lazio lo immagino senza Romagnoli e Gila, con un Zaccagni con un anno in più ed una difesa da rifare. Tutto questo mi preoccupa. Per essere all’altezza della propria storia, il prossimo deve essere la stagione del ritorno in Europa. I segnali, però, non vanno in quella direzione”.

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DICHIARAZIONI

Il mezzo secolo di Nesta: “Pazzia Zeman, la festa Scudetto e il futuro sulla panchina della Lazio…”

In occasione del suo 50esimo compleanno, Alessandro Nesta ha rilasciato una lunga intervista ai taccuini del Corriere della Sera, durante la quale ha ripercorso la sua carriera, dal rischio di finire alla Roma allo scudetto del 2000 vinto con l’Aquila sopra il patto, passando anche dall’importanza di Zeman nell’individuazione del suo ruolo e concedendosi, in chiusura anche una battuta sulla possibilità di vederlo un giorno sulla panchina della Lazio. Potrà mai accadere? Ecco le sue risposte.

Sull’esordio alla Lazio

“Zeman ha avuto la follia di spostarmi di ruolo. All’inizio nelle giovanili facevo la mezzala, ero bravino. Poi in Primavera ero terzino destro finché il mister mi disse che dovevo fare il difensore centrale. Lì per lì pensai “questo è matto”. Invece mi ha cambiato la vita”.

Sullo scudetto

“Pazzesco. Era il maggio del 2000, ero squalificato e perciò avevo visto la partita in tribuna. Dopo il 3-0 alla Reggina mi ero messo in macchina un po’ per scaramanzia e un po’ perché a Perugia dove giocava la Juve la partita era stata sospesa per pioggia. Quando alla radio sentii del gol di Calori, tornai all’Olimpico e fu una festa clamorosa“.

Sul sogno di allenare la Lazio

“Ma è matta? La mia qualità della vita precipiterebbe. Ho cominciato a girare per il centro storico di Roma quando ho smesso di giocare”

Sull’addio alla Lazio e l’arrivo al Milan

“L’arrivo al Milan? Stavo male veramente. Da tre anni mi dovevano vendere per questioni di bilancio e quella mattina, quando mi ero allenato a Formello, avevo pensato ‘vai, anche quest’anno è andata’. E invece a fine sessione mi avvisarono che mi avevano ceduto. Il meglio però avvenne la sera. Con Adriano Galliani ero andato come ospite a Pressing. Alla prima pausa pubblicitaria venni ripreso: ‘Sorridi, perché i giocatori al Milan sono solo felici’”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Oddi: “Lazio, senza Sarri sarebbe sarebbe stata una stagione in picchiata. Tavares una scommessa vinta…” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘NMM’

“Sicuramente non è stata una stagione con vicende che hanno aiutato la Lazio squadra. L’ultima gara con il Milan è stata vinta ti permette di vedere le prossime tappe con maggior fiducia. Ci sono state delle piccole cose che possono diventare grandi nel tempo, compreso la capicità di alcuni giocatori di farsi valere in posizioni di campo non solite. L’Europa dal campionato resta lontana, mi aspetto molto dalla semifinale di Coppa, ma la squadra è chiamata a non mollare il campionato.

Se la Lazio non avesse preso Sarri, la stagione sarebbe andata in picchiata. Lui, nonostante tutto, è stato il tecnico giusto e l’ha dimostrato nelle difficoltà e nell’adattamento. Ora sto rivedendo il Tavares eccezionale che conoscevamo. Lo vedo molto migliorato anche dal punto di vista difensivo e questo lo rende tra i migliori esterni bassi del nostro campionato. Può essere considerata una scommessa vinta da Sarri? Si, le sue difficoltà difensive erano esagerate”.

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ARBITRI

Bologna-Lazio, arbitra Feliciani: i precedenti

Bologna-Lazio ora conosce il suo arbitro: si tratta del signor Ermanno Feliciani, della sezione di Teramo. Al fianco del fischietto abruzzese ci saranno i signori Berti e Laudato in qualità di Assistenti e il signor Zanotti come IV Uomo. A V.A.R. e A.V.A.R. rispettivamente i signori Di Paolo e Giua.

  • Arbitro: sig. Feliciani (sez. Teramo)
  • Assistenti: signori Berti-Laudato
  • IV Uomo: sig. Zanotti
  • V.A.R.: sig. Di Paolo
  • A.V.A.R.: sig. Giua.

I precedenti tra la Lazio e l’arbitro Feliciani

Sono solo due i precedenti tra la Lazio e l’arbitro Ermanno Feliciani, entrambi risalenti alla stagione 2023/2024. Il bilancio complessivo è favorevole ai biancocelesti, che portarono a casa i tre punti in ambedue le sfide.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Gobbi: “Emozione sciarpata in Lazio-Milan, possibile che Lotito non capisca?”. Poi l’idea per i piccoli tifosi… (AUDIO)

L’attore GIORGIO GOBBI in studio a ‘QUELLI CHE…’

“Io e Guido abbiamo avuto un’idea per coinvolgere i bambini. Questa società è talmente antica e bella che i più piccoli meritano di essere coinvolti. La sciarpata contro il Milan ha dato emozioni a me che sono adulto ed ho visto bambini con gli occhi spalancati. Così è nata l’idea di raccogliere i racconti sulla Lazio dei bimbi dai 6 ai 12 anni; ci sarà un concorso, dei premi. Lanciamo questa idea, raccogliamo materiale, letterine o audio. Il nostro sogno sarebbe quello di organizzare la giornata finale, quella della premiazione, in un luogo iconico. Bisogna recuperare la parte genuina e gioiosa che solo i bambini hanno.

Io contro il Milan ho avuto una sensazione così bella vedendo la sciarpata che mi sono detto ‘Possibile che Lotito non capisca che il tifoso è un patrimonio inestimabile’? Sia per valori che dal punto di vista economico”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Solo la Lazio vive questa realtà: qui c’è un presidente contro i tifosi” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“C’è un’altra presidenza che dice certe cose contro squadra, allenatore e, soprattutto, tifosi? Abbiamo sentito dire ‘Qui comando io’, oppure ‘Era una società di reietti prima che arrivassi io’. Questi atteggiamenti non sono accettabili.

C’è un altro presidente che dice certe cose e, soprattutto, che va contro i tifosi? Credo che Lotito sia l’unico presidente ad andare contro i tifosi, che devono pagare per lo stadio e non avere voce in capitolo. Discutibili sono i modi. Solo la Lazio vive questa realtà: c’è un presidente contro i tifosi.

Diversi calciatori vogliono andare via perché mancano ambizioni, prospettive, voglia di essere competitivi. Quando il presidente Lotito dice che alcuni giocatori sono voluti andare via è un’aggravante, non una giustificazione”.