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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Le scelte di Lotito guidate solo dall’aspetto economico. A giugno saluterà chi guadagna di più” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Deciderà Sarri se rimanere o meno. Dipenderà da altre eventuali proposte. Lotito intanto ‘spera’ di poter risparmiare qualche soldo, con le eventuali dimissioni.

A gennaio la Lazio doveva pensare alle entrate ma ha pensato prevalentemente alle uscite, per incassare i 30-40 milioni che servivano per il bilancio. Ora a marzo capiremo molto altro del bilancio. Fatto sta che Lotito non può buttare 10-12 milioni per esonerare Sarri.

Il prossimo mercato sarà fatto togliendo di mezzo i giocatori che guadagnano di più. L’obiettivo sarà abbassare il monte ingaggi per cercare di rientrare nei parametri.

Le scelte di Lotito sono basate sull’aspetto economico”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Futuro Sarri, la Lazio si può permettere di esonerare l’unico collante con i tifosi?” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Basic? Quando si tratta di situazioni legate alla salute dobbiamo andarci cauti. Qualcuno mi dice che questo dolore lo ha e non gli permette di allenarsi bene, altri mi dicono che c’è il ‘mal di pancia’ per il rinnovo. Quando le versioni sono così contrastanti, è difficile fare chiarezza.

Ripeto, a Pedro, Hysaj e Basic non verrà rinnovato il contratto. Da quello che so, non faranno più parte della Lazio.

Patric farà la terza gara da regista, la seconda da titolare; dopo la sosta torna Cataldi. Romagnoli stava molto meglio, non aveva lesioni.

Sarri va via se troverà un’altra squadra, altrimenti può anche restare. A lui tante cose qui piacciono, lo abbiamo visto pure domenica con il saluto ai tifosi. La Lazio potrebbe esonerarlo ma la Lazio si può permettere di esonerare l’unico ‘collante’ con la tifoseria? Ricordiamo poi che l’allenatore lo ha scelto Fabiani quindi credo che lui abbia tutto l’interesse di ‘difenderlo’; resta poi da capire Lotito che scelte farà”.

LEGGI ANCHE: Lazio, Sarri “scudo e spada” ed il legame con i tifosi: è diventato simbolo di resistenza e speranza

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, l’enfasi del club alimenta la protesta: cortocircuito definitivo con i tifosi (VD)

La protesta del popolo laziale non resta più confinata all’Olimpico o alle cronache romane. Il tema ormai ha superato i confini italiani, fino a trovare eco persino negli Stati Uniti, dove viene osservata e ricostruita la lunga frattura che divide una parte della tifoseria biancoceleste dalla società guidata da Claudio Lotito. È il segnale più evidente di quanto il clima attorno alla Lazio sia diventato pesante, teso, logorato da una contestazione che non conosce tregua.

Il punto di partenza è la serata contro il Milan, una partita che aveva restituito all’ambiente una fotografia diversa, almeno sul piano dell’impatto emotivo. Uno stadio pieno, il trasporto del pubblico, una cornice importante attorno alla squadra. Ma proprio nel momento in cui il club ha provato a trasformare quella notte in un messaggio celebrativo, pubblicando sui propri canali un video dai toni enfatici, la situazione è esplosa di nuovo.

Il video del club riaccende lo scontro

L’intenzione della società era quella di esaltare la partecipazione dello stadio e l’atmosfera della serata. Il risultato, però, è stato opposto. Sotto il post si è riversata una valanga di commenti negativi, con la protesta che ha immediatamente ripreso forza. Il riferimento più ricorrente è stato ancora una volta alla parola “Libertà”, diventata il simbolo del dissenso e del malcontento di una parte della tifoseria nei confronti della proprietà.

Il cortocircuito comunicativo ha così riportato in superficie una frattura che non riguarda una singola partita o un episodio isolato, ma un disagio radicato. Da una parte la società prova a proteggere e rivendicare la propria immagine, dall’altra il tifo organizzato e una fetta consistente della base laziale continuano a contestare gestione, scelte e clima generale.

Una frattura ormai strutturale

Il cuore del problema è proprio questo: la contestazione non appare episodica, ma strutturale. Nel racconto emerge un ambiente segnato da tensioni continue, da striscioni, prese di posizione e momenti di scontro che nel tempo hanno costruito una distanza sempre più profonda tra la dirigenza e la piazza.

La Lazio, così, finisce per vivere una contraddizione evidente. La squadra trova sostegno sul campo, ma il club continua a scontrarsi con una parte del suo stesso popolo. E ogni tentativo di normalizzare il quadro, almeno per ora, sembra produrre l’effetto contrario.

Il caso Lazio ormai è osservato anche fuori dall’Italia

Che una simile vicenda venga raccontata anche fuori dai confini nazionali rende bene la portata del caso. Non si tratta più soltanto di una polemica interna al mondo biancoceleste, ma di una situazione che colpisce per intensità, durata e dimensione simbolica. La protesta contro Lotito, insomma, è diventata una delle chiavi per leggere il presente della Lazio, ben oltre il risultato del campo. Il Tempo.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Gila il muro biancoceleste dal futuro quasi scritto: ultimo tentativo per il rinnovo

Altra prova di grande livello contro il Milan, ma il futuro dello spagnolo difficilmente sarà ancora a Roma.

S’intravede il passato a centrocampo di questo catalano atipico, cresciuto nelle giovanili del Real Madrid, che vanta ancora il 50%, ma non ha mai esaudito il suo desiderio di un ritorno “gálactico”. I piedi erano già abbastanza educati, ma ora Gila si sta consacrando anche come playmaker difensivo: cambi di campo, tagli verso le mezzali, lanci lunghi per gli attaccanti (il 91% di passaggi riusciti lo testimoniano). Sarebbe davvero un peccato perdere un centrale di questo calibro. Gila al momento, sottolinea Il Messaggero, guadagna “solo” 1,6 milioni lordi all’anno, non ha mai battuto i pugni, ma non ci sono trattative per il rinnovo. Il suo contratto scadrà nel 2027, in estate sono svaniti gli approcci per il prolungamento. C’è chi già lo considera del Milan di Tare (che lo ha scoperto e trascinato a Fomello), anche se l’Inter è in vantaggio e sogna addirittura di accparrarselo a parametro zero. In realtà, la Lazio farà un altro tentativo per trattenerlo, poi proverà a cederlo a giugno all’estero (ci sono Leicester e Bournemouth) per non rimanere con nulla in mano.

Non è un caso, conclude il quotidiano, che Fabiani stia monitorando Eray Comert, 28enne del Valencia, svincolato a fine stagione (ma ci sono anche Osasuna, Cske, Fiorentina e club della Bundeslinga) e non abbia affatto mollato Danilho Doekhi e Diogo Leite, anche loro a scadenza con l’Union Berlino.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, questione Basic: lo stop al rinnovo sullo sfondo di un rientro dall’infortunio che tarda. E gli esami…

La Lazio nella prossima giornata di campionato si dirigerà a Bologna per affrontare i rossoblù di Vincenzo Italiano, gara prevista domenica 22 marzo alle ore 15. Contro la compagine di Italiano mister Sarri è pronto a schierare Patric di nuovo nel ruolo di regista davanti alla difesa, visto che è complicato pensare ad un ritorno di Basic in mezzo al campo. Rovella ha terminato anzitempo la stagione, Cataldi tornerà dopo la sosta per smaltire la distrazione muscolare al polpaccio.

Il croato, in particolare, è assente dall’8 febbraio: continua a lamentare fastidi, nonostante gli esami abbiano escluso per due volte lo stiramento, parlando di una risoluzione clinica del problema accusato. Permane, sullo sfondo, inevitabile, la delusione per la mancata firma sul suo prolungamento (nonostante l’accordo di massima trovato con l’entourage del calciatore), con il club che ha deciso a rinviare tutti gli argomenti di natura contrattuale dopo la situazione del bilancio di marzo.  Il mese di aprile potrebbe essere risolutivo in un senso o nell’altro: Basic potrebbe tornare finalmente ad allenarsi in gruppo e, magari, esplorare la possibilità di risolvere gli intoppi nati con la società. Il tutto in attesa che la Croazia emetta la lista dei convocati per la prossima sosta per le Nazionali, dopo aver inserito il classe 1996 in quella preliminare., 

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FORMELLO

Lazio verso Bologna: provino Romagnoli per la panchina, Provstgaard viaggia verso la conferma

Al Dall’Ara, per l’ultima sfida prima dell’importantissima sosta Nazionali, nella quale l’Italia si gioca il Mondiale, la coppia di difensori centrali sarà formata da Gila e Provstgaard. Alessio Romagnoli, però, sta dando buone sensazioni e potrebbe tornare almeno in panchina, con la concreta possibilità di mettere qualche minuto nelle gambe, in Bologna-Lazio, prima della lunga sosta. Per riuscirci, però, dovrà superare test fisici in programma per oggi, 18 marzo.

La coppia difensiva Gila-Provstgaard ha dato ottime risposte nella partita contro il Milan. Il centrale spagnolo ha dominato tutti e novanta i minuti di gioco, mettendo in campo una delle sue migliori prestazioni con la maglia biancoceleste. Il giovane danese ha approfittato delle condizioni del compagno di reparto, mostrandosi sempre attento.

In vista del prossimo appuntamento contro il Bologna, però, il classe 2003 potrebbe tornare in panchina. Nonostante in questa stagione stia giocando spesso e volentieri ad alti livelli, Sarri potrebbe preferirgli Alessio Romagnoli, prossimo al rientro che sarebbe prossimo al rientro. Secondo quanto riportato dal Messaggero, nella giornata di oggi il centrale romano proverà a giocare con il gruppo. Il provino servirà a valutarne le condizioni. Il polpaccio di Romagnoli sta meglio già da qualche giorno, nonostante la mancata convocazione contro il Milan a scopo precauzionale. Perché possa giocare 90 minuti (cosa che sembra difficile) o solo una porzione di gara bisognerà attendere i risultati dei test in allenamento.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, cambio di marcia Isaksen: l’arma in più di Sarri per il finale di stagione

Adesso Gustav Isaksen non è più soltanto una scommessa da aspettare, ma una risorsa vera, concreta, sempre più pesante nell’economia della Lazio. Il Corriere dello Sport gli dedica ampio spazio e lo consegna al centro del racconto biancoceleste: il danese “spacca”, accelera, strappa, crea superiorità e soprattutto incide. È lui, oggi, una delle armi più riconoscibili della squadra di Sarri.

Il quotidiano insiste su un concetto preciso: Isaksen è diventato l’uomo del contropiede, l’esterno capace di ribaltare l’azione con velocità, tecnica e aggressività offensiva. Una crescita che si è vista in modo netto nelle ultime uscite, soprattutto nelle sfide contro Sassuolo e Milan, dove i suoi assalti hanno lasciato il segno e certificato il salto di qualità.

La sua stagione è stata a lungo vissuta tra attese e segnali intermittenti, ma ora il quadro appare diverso. L’esterno danese sembra aver preso definitivamente confidenza con ritmi, letture e richieste del campionato italiano. Non è più soltanto un giocatore di gamba, ma un attaccante esterno che sa scegliere il momento giusto per colpire e per affondare.

I numeri riportati nel focus ne rafforzano il peso specifico: Isaksen viene descritto come uno dei giocatori più produttivi della Lazio in termini di tiri, tocchi offensivi e capacità di creare pericoli. Un profilo che unisce corsa e concretezza, qualità che nel sistema di Sarri diventano fondamentali quando c’è bisogno di allungare la squadra e rompere gli equilibri.

La sensazione è che il tecnico abbia finalmente trovato nel danese una pedina affidabile anche nelle partite che contano di più. La sua esplosione arriva in un momento cruciale della stagione, quando la Lazio ha bisogno di giocatori in grado di accendere le gare con una giocata individuale, un cambio passo, una progressione improvvisa.

Isaksen, in questo senso, offre una soluzione diversa rispetto agli altri interpreti offensivi: attacca lo spazio, punta l’uomo, costringe gli avversari a rincorrere. È una minaccia continua, e per questo il suo rendimento può incidere in modo pesante nella corsa finale.

La Lazio cerca continuità, gol e imprevedibilità. E oggi una parte di queste risposte porta il nome di Gustav Isaksen. La sua crescita non è più un dettaglio, ma una notizia piena. Perché quando un esterno riesce a trasformare la velocità in sostanza, allora smette di essere una promessa e diventa un fattore.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri “scudo e spada” ed il legame con i tifosi: è diventato simbolo di resistenza e speranza

Il legame tra Maurizio Sarri e il popolo laziale è ogni giorno più forte, suggellato ancor di più dopo quel passaggio di saluto sotto la Curva Nord prima della sfida con il Milan. Il Comandante e il suo popolo, l’eroe con l’Aquila sul petto e la sua gente: Mau ha scelto di essere laziale.

La coreografia della Curva Nord parlava di scudo e spada, raffigurazione di un eroe popolare, un combattente autentico, un condottiero a baluardo della lazialità. Questo è Maurizio Sarri per la Lazio, per i laziali, questo rappresenta per tutti quelli che hanno a cuore i colori biancocelesti. Come scrive il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, l’immagine del tecnico toscano sotto la Nord a ringraziare la sua gente, è potentissima. Ha una forza evocativa immensa. Mau è diventato un padre, l’argine al disorientamento, lo scoglio su cui si infrange l’onda, la certezza che resiste.

Sciarpa brandita, mano sul cuore, applausi scroscianti: Maurizio Sarri ha scelto ancora una volta la Lazio e i laziali. In 126 anni di storia, i laziali di tutte le epoche, nei momenti di difficoltà, si sono ritrovati sempre in riti unificanti e identificati in eroi che comprendessero quella esigenza. Il tecnico toscano è questo, è colui che ha accettato il martirio sportivo, l’incognita, l’incertezza di un mercato bloccato, ambizioni sportive ridotte al minimo. Gli è stata riconosciuta la statura concessa ai combattenti laziali. Quelli che Felice Pulici, come scrive il CdS, nel suo testamento spirituale indicava come gli eroi della Grecia trascinati dal destino, cui si ribellavano.

Negli occhi di Sarri, si rispecchiavano 50mila laziali. E’ bastata una notte, una sola notte, per trasformare una Lazio straziata e straziante, in qualcosa di bello. La Nord ha ringraziato Sarri per essere andato sotto la Curva, ma ha altresì dichiarato che la contestazione va avanti. Non entreranno in campionato, addirittura ancora hanno sciolto le riserve su Coppa Italia e Derby. 

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TIFOSI

Lazio, sempre caos società-tifosi: festa guastata, botta e risposta sul caso “Libertà”. Sciopero confermato

La coreografia dei tifosi della Lazio da esporre in Tribuna Tevere in occasione del match con il Milan saltata perché difforme da quanto comunicato dallo Slo (Supporter Liaison Officer) della società al GOS (Gruppo Operativo Sicurezza) ed autorizzato. Lo apprende l’Adnkronos da fonti vicine all’organizzazione dell’evento. Come avviene di prassi per tutte le coreografie negli impianti sportivi, le forze dell’ordine -attraverso il Gos- valutano, tramite lo Slo delle società Sportive, termini, modalità e procedure per l’allestimento e l’esposizione di eventuali scenografie sugli spalti proposte dai tifosi. Tali procedure sono state regolarmente definite anche in occasione della gara Lazio-Milan.

Secondo quanto risulta, il contenuto specifico della coreografia prevista per la Tribuna Tevere, da un controllo effettuato dal personale steward a poche ore dalla gara, è risultato essere difforme da quello Comunicato dallo Slo della società al GOS ed autorizzato. Una volta informato, l’organo competente avrebbe quindi disposto il divieto di esposizione, applicando il regolamento previsto per la sicurezza e la gestione degli eventi sportivi. La decisione rientra dunque nell’ordinaria applicazione delle procedure previste per le coreografie negli stadi.

La Curva Nord della Lazio, attraverso la sua pagina Instagram “voce della nord”, ha risposto alla nota pubblicata dalla società biancoceleste in merito al caso legato alla coreografia in Tribuna Tevere.

Il comunicato social della Nord:

“Anche i sampietrini conoscono la verità.

Il goffo tentativo di nascondere la censura della parola più importante deo vocabolario italiano attraverso un tecnicismo da regolamento per eventi sportivi si schianta contro il buonsenso, l’esperienza e la logica di ogni persona di buona fede.

La nostra esperienza diretta, assieme a quella di 50mila persone presenti oltre agli steward, le forze dell’ordine ed i sanpietrini stessi, è la scoperta tardiva da parte del presidente Lotito di una parola che si pone in completa antitesi con la sua natura più verace.

Come mai per due giorni abbiamo potuto creare l’ennesimo capolavoro pieno d’amore e coraggio, indisturbati, senza che nessuno ci chiedesse nulla?

Perché da decenni, il popolo laziale produce meraviglia gratuitamente, offrendo la certezza di messaggi alti ed universali attraverso le sue coreografie. Perché da decenni è pressi consolidata (sappiamo che questo episodio sarà occasione per togliere questa buona abitudine) comunicare una versione simile ma non identica alle autorità preposte, nell’accordo tacito non offendere la sensibilità di alcuno nei rispetto dei diritti costituzionali.

Perché nessuno si è preoccupato di controllare un telone che era stato anch’esso presentato con una similitudine e non con una descrizione esatta? Per un motivo ovvio. Non farla sapere per non rovinare la sorpresa. È la regola non scritta più antica del tifo.

La verità è semplice, incontestabile e confermata dai cuori (probabilmente non dalle voci) di tutti i presenti. Il presidente Lotito ha saputo tardivamente della terribile parola (era stata annunciato alle autorità: “una scritta a cartoncini espressione di speranza e di amore, senza riferimenti alla figura societaria ed istituzionale che ricopre il signor Lotito” e, giallorosso di rabbia, ha richiesto l’immediata rimozione della coreografia.

Se una persona per bene avesse scoperto una parola innocua come LIBERTÀ come avrebbe reagito?

Ai sanpietrini l’ardua sentenza, con infinito amore I Laziali”.

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TIFOSI

“Sto qua per te”, l’inno non compare più nelle rotazioni dei brani dell’Olimpico: il motivo

L’inno non compare più nelle rotazioni dei brani dello stadio: ecco perché.

“Sto qua per te” non è solo un inno, ma anche una sorta di ‘colonna sonora’ delle ultime gare della Lazio. Scritto da Scrima e Gianmarco Dottori e cantato da quest’ultimo (prodotto da Luca Tesoro, Scrima e Dottori), il nuovo inno è uscito il 9 gennaio dello scorso anno, in occasione del 125° anniversario della società biancoceleste. Un brano che i tifosi cantavano a squarciagola all’Olimpico, fino a poco tempo fa.

Ora non compare più nelle rotazioni musicali. Il motivo? La causa è riconducibile al commento di uno dei due autori, Scrima, sotto un post social della tifoseria organizzata biancoceleste; in quella occasione approvava la scelta di non entrare allo stadio in occasione della semifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta e scriveva: “Solo applausi! Decisione saggia! Avanti tutta!”, messaggio accompagnato da un applauso.